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Prodotti veneti serviti al ricevimento dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles per la celebrazione della Festa della Repubblica

Ambasciata Italiana a Bruxelles

Il Radicchio di Chioggia Igp sarà tra gli ingredienti dei piatti che verranno offerti nel ricevimento in occasione della celebrazione della Festa della Repubblica nella Residenza dell’Ambasciata italiana a Bruxelles, a cui parteciperanno oltre quattrocento ospiti, tra autorità politiche, istituzionali e diplomatiche, imprenditori, operatori commerciali, giornalisti e blogger. Assieme al radicchio, rappresenteranno il Veneto anche i prodotti di Lattebusche e il Consorzio del Prosecco Doc.

Celebrazioni in programma il 4 giugno. «Siamo stati invitati dall’Ambasciata d’Italia in Belgio a partecipare alle iniziative celebrative della Festa della nostra Repubblica previste il prossimo 4 giugno. Un invito che è stato prontamente accolto e che segna la reputazione che il Consorzio è riuscito a conquistare anche presso le Istituzioni internazionali, avendo partecipato negli scorsi due anni agli eventi organizzati presso l’Ambasciata d’Italia a Helsinki in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”, spiega il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo.

Internazionalizzazione del prodotto. Continua Boscolo: “E’ un’azione che ben si inquadra tra i compiti istituzionali di tutela e promozione per diffondere in Italia e all’estero il consumo e la conoscenza del Radicchio di Chioggia, in stretto collegamento con la valorizzazione del suo territorio di produzione attraverso l’indicazione geografica protetta. Puntiamo decisamente all’internazionalizzazione della promozione, soprattutto verso il Nord-Europa, perché l’esperienza di questi ultimi anni di assidua presenza alle maggiori fiere nazionali ed estere ha fatto intravvedere ottime possibilità di affermazione del nostro prodotto in questi mercati, dove il consumatore è attento alle certificazioni di origine e di qualità ambientale. Inoltre, vi è un grande interesse per l’Italia, la nostra cultura, i nostri prodotti, soprattutto per quelli tipici regionali a denominazione di origine protetta e controllata che garantiscono lo stretto legame col territorio. L’agroalimentare “Made in Italy” è molto apprezzato soprattutto nelle fasce di popolazione con discreto potere d’acquisto».

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela radicchio di Chioggia Igp

La “Tiramisù World Cup” arriva a giugno 2019 sulle spiagge di Bibione (VE)

Grazie alla collaborazione con il Comune di San Michele al Tagliamento (VE), Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia, Confcommercio Bibione e Confcommercio Portogruaro e con la promozione e il coordinamento generale del Distretto Turistico Venezia Orientale, la “Tiramisù World Cup” (TWC) approda sulle spiagge dell’Adriatico, scegliendo Bibione per la sua prima selezione di quest’anno.

80 posti a disposizione per chi vuole prendere parte alla sfida che si tiene nel fine settimana del 22 e 23 giugno. La formula: i concorrenti, rigorosamente non-professionisti, possono iscriversi alla gara nella preparazione del Tiramisù nella sua versione originale (savoiardi, mascarpone, uova, zucchero, caffè e cacao) oppure in quella creativa (con la possibilità di aggiungere fino a tre ingredienti e cambiare il biscotto). I partecipanti avranno a disposizione 40 minuti per realizzare la “porzione perfetta” e poi una giuria armata di cucchiaino decreterà il  migliore pasticcere, che avrà così accesso direttamente alle semifinali (1-3 novembre a Treviso). Nei suoi primi due anni, la TWC ha visto la partecipazione di chef amatoriali provenienti da tutto il mondo, ognuno con la propria versione del dolce: dall’Africa, dall’Australia, dalla Cina e da molti Paesi europei fra cui Austria, Francia  e Germania. «La tappa che apre l’estate 2019 è una selezione ufficiale della TWC: chi vince va in semifinale a Treviso – spiega Francesco Redi di Twissen, organizzatore della rassegna. Ulteriori info www.tiramisuworldcup.com

Fonte: servizio stampa TWC

Giunta veneta approva bandi per 34,2 mln per sviluppo rurale, biodiversità e ripristino foreste

La Giunta regionale del Veneto ha approvato due provvedimenti di attuazione del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 sostenuto dal fondo europeo FEASR e cofinanziato da Stato eRegione.

Il primo provvedimento attiva 26,2 milioni di euro per bandi di finanziamento a sostegno sia del settore agricolo e agroalimentare, che del settore forestale. Verranno finanziati interventi per a) strutture funzionali all’incremento e valorizzazione della biodiversità naturalistica, in particolare dotazioni necessarie al miglioramento della coesistenza tra le attività agricolo/zootecniche e fauna selvatica (500 mila euro); b) creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole mediante investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili negli allevamenti (5,7 milioni); c) creazione e sviluppo di attività extra-agricole nelle aree rurali (7 milioni); e) imboschimento di terreni agricoli e non agricoli (500mila); f) risanamento e ripristino foreste danneggiate da calamità naturali, fitopatie, infestazioni parassitarie e eventi climatici (3 milioni); g) investimenti per aumentare la resilienza, il pregio ambientale e il potenziale di mitigazione delle foreste (5 milioni); h) investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti forestali (4,5 milioni).

Con il secondo provvedimento la Giunta ha stanziato 8 milioni di euro per l’azione complementare del Psr alla Strategia nazionale aree interne (SNAI), prevista dall’Accordo di partenariato 2014-2020. Le aree individuate in Veneto per questo tipo di sostegno sono: l’Unione montana Agordina, l’Unione Montana Comelico, l’Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e il Contratto di foce Delta del Po. I richiedenti possono contare su aiuti per 2 milioni di euro, distribuiti tra i diversi tipi d’intervento scelti dalle strategie d’Area. Sono previsti dal bando a) investimenti a sostegno delle prestazioni e della sostenibilità delle aziende; b) investimenti per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli; c) infrastrutture viarie silvopastorali, ricomposizione e miglioramento fondiario e servizi in rete; e) creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole; f) creazione e sviluppo di attività extra-agricole nelle aree rurali; g) investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione dei prodotti forestali.

I due provvedimenti passano ora all’esame della terza commissione del Consiglio regionale che avrà trenta giorni di tempo per formulare le proprie osservazioni. Una volta ottenuto il via libera, la Giunta approverà in via definitiva i testi dei bandi che saranno poi pubblicati nel Bollettino Ufficiale regionale.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

il caldo risveglia la cimice asiatica, agricoltori in allarme nella Bassa Padovana. Reti anti-insetto al momento l’unica soluzione, ma pochi agricoltori hanno usufruito dei contributi regionali per prenderle.

Le temperature in rialzo svegliano le cimici, in particolare la specie asiatica che già lo scorso anno ha causato danni alle coltivazioni. Gli agricoltori sono già in allarme in tutta la provincia di Padova, in particolare nella Bassa Padovana, dove si concentra la maggior produzione di frutta, su tutte le mele e le pere, molto gradite dall’insetto alieno.

Inverno mite. Se il maltempo e le temperature al di sotto della media di questa “maledetta primavera” ha tenuto, fino ad ora, a bada la diffusione delle cimici, Coldiretti Padova ricorda che ci siamo lasciati alle spalle un inverno mite e secco, durante il quale le temperature minime sono scese rare volte al di sotto dello zero. Condizioni ideali dunque per la sopravvivenza delle cimici che hanno svernato in luoghi riparati e protetti. La cimice asiatica, poi, ha anche una maggiore resistenza alle basse temperature e riesce a sfruttare ogni anfratto per superare l’inverno.

Ogni femmina depone 400 uova per volta. Già con il caldo fuori stagione tra marzo e la prima metà di aprile si erano notate le prime forme di mobilità delle cimici: intorno ai 20 gradi infatti l’insetto cammina e inizia a spostarsi. Con l’affermarsi di temperature più elevate gli insetti si sposteranno dunque in campagna, per alimentarsi e riprodursi. “La cimice asiatica è infatti altamente infestante e priva di nemici naturali. – ricorda Paolo Minella, responsabile ambiente di Coldiretti Padova – Ogni femmina in questa stagione depone fino a 400 uova per volta. L’insetto prende di mira mele, pere, pesche, albicocche, kiwi e molte altre coltivazioni sul territorio. Con le sue punture rovina i frutti rendendoli inutilizzabili, col rischio di compromettere seriamente parte del raccolto. L’anno scorso nella nostra provincia abbiamo subito perdite del 40 per cento sulla produzione di pere e del 30 per cento sulle mele”. L’attenzione è massima dunque nei 700 ettari in cui si coltivano mele e pere, soprattutto lungo il corso dell’Adige, ma anche per altre colture come le ciliegie, già finite sotto attacco in questi giorni, e il grano in fase di maturazione.

Le reti anti insetto rimangono una delle principali forme di difesa e di contenimento per proteggere soprattutto le piante da frutto anche se, ricordano gli esperti, difficilmente si riesce a salvare dalla cimice più del 70 per cento del raccolto. E’ anche per questo, oltre che per i costi dei nuovi impianti particolarmente elevati, che pochi produttori hanno presentato la domanda di partecipazione al bando regionale che ha stanziato un contributo per le reti anti insetto.

A Castelbaldo i produttori riuniti nella Cooperativa Frutta sono in preallarme ormai da mesi: “Quest’anno ci aspettiamo un massiccio attacco da parte di questo micidiale insetto – spiega il presidente Graziano Balbo – che non ha antagonisti naturali. Chi è dotato delle reti qualcosa riesce a salvare ma ovviamente il problema rimane. Per contrastare la proliferazione dell’insetto alieno è importante proseguire a marcia spedita con la ricerca di insetti antagonisti e di molecole per interventi a basso impatto ambientale, attività già avviata dall’Università di Padova. Ed è proprio ai ricercatori dell’Ateneo che i nostri produttori, insieme a Coldiretti, confermano la propria disponibilità a mettere a disposizione terreni con frutteti e seminativi per condurre la necessaria sperimentazione sul campo. Le nostre aziende sono aperte e a disposizione della comunità scientifica”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Maltempo in Veneto, campi allagati per mais, frumento e soia, ortofrutticoli in difficoltà , ciliegie ko. Vigneti in ritardo di tre settimane, focus sulla situazione il 13 giugno a Conegliano (TV) al Trittico Vitivinicolo.

Un mese di maggio estremamente piovoso, accompagnato da temperature al di sotto della media, sta causando anche nel Veneto gravi danni all’agricoltura, tanto che i tecnici di Veneto Agricoltura segnalano che nei diversi comparti gli operatori sono alle prese con difficoltà di ogni tipo.

I dati. Del resto, basta dare uno sguardo ai dati forniti da ARPAV – Servizio Meteorologico  di Teolo per comprendere la gravità della situazione: nel corso dei primi 19 giorni di maggio nel Veneto sono caduti mediamente 161,7 mm di pioggia, contro una precipitazione media registrata nel periodo 1994-2018 nell’intero stesso mese di 120 mm. Stiamo dunque parlando di un +30%, percentuale che sale addirittura al +50% se il calcolo della media lo fermiamo al 19 maggio (83,4 mm). Le precipitazioni più abbondanti sono state registrate nell’area compresa tra le Prealpi e la pianura settentrionale della regione, dove sono caduti dai 200 ai 360 mm di pioggia. Per quanto riguardano invece le temperature, quelle registrate dal 1° al 19 maggio risultano essere le più basse dal 1992, ovvero da quando l’ARPAV effettua questo servizio.

A giugno il primo focus sulla vendemmia 2019. Analizzando brevemente lo stato delle diverse colture di fronte a questo andamento climatico primaverile anomalo, relativamente ai vigneti, le strutture di Veneto Agricoltura, Regione e CREA sono alle prese con un monitoraggio costante di tutte le aree vocate regionali. Tutto ciò anche in funzione del primo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto in programma il prossimo 13 giugno a Conegliano, appuntamento che ogni anno fornisce ai viticoltori indispensabili indicazioni di carattere tecnico-operativo. Vediamole.

Da un primo riscontro in vigneto, risulta che l’apparato radicale delle viti é quasi ovunque ancora inattivo a causa del terreno troppo umido. Inoltre, la vegetazione delle piante soffre per le basse temperature fin qui registrate, al punto che lo stato fenologico delle viti é in ritardo di 15/18 giorni rispetto alla data di germogliamento.

Passando alle grandi colture, la fioritura del frumento, seminato in autunno, è in grande ritardo proprio a causa delle basse temperature e della scarsità di giornate di sole. Anche il mais, seminato a marzo, stenta a crescere per gli stessi motivi ed è concreto il rischio, se la situazione meteo non cambierà a breve, che gli agricoltori si vedano costretti a riseminare a causa dell’asfissia delle piantine che stanno “annegando” nei campi allagati. I coltivatori che per loro fortuna non si sono ritrovati i campi completamente invasi dall’acqua hanno, comunque, grosse difficoltà a svolgere le normali operazioni di diserbo e sarchiatura necessarie in questo periodo dell’anno. La semina della soia, che normalmente si fa nella prima decade di maggio, al momento è saltata proprio a causa dell’impraticabilità dei terreni. Inoltre è da tener conto che, dal momento in cui le condizioni meteo volgeranno al bello, bisognerà attendere ancora una settimana/dieci giorni prima di poter avviare le operazioni nei campi, ritardando ulteriormente la programmazione aziendale.

Anche l’ortofrutta sta pagando un prezzo altissimo dovuto alle abbondanti precipitazioni e alle basse temperature di questa strana primavera. La persistenza del maltempo rende infatti difficile lo svolgimento delle operazioni di intervento a protezione delle colture. Le ciliegie, per esempio, risultano ovunque ko. I frutti si presentano pieni d’acqua e assaliti da malattie fungine. Come non bastasse, l’area di Marostica (Vi), famosa per le ciliegie IGP, è stata interessata da una forte grandinata che ha notevolmente ridotto la produzione. Comunque tutti i fruttiferi, che in questo periodo dovrebbero essere nel pieno dello sviluppo vegetativo, si trovano in grosse difficoltà, come pure il comparto degli ortaggi in pieno campo per il quale le semine e i trapianti risultano essere in grandissimo ritardo.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Firmata in Veneto l’intesa per contrastare il capolarato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura

Ieri a Venezia a Palazzo Balbi è avvenuta la firma del protocollo d’intesa per contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura tra Regione Veneto, Veneto Lavoro, Agenzia nazionale per le politiche del lavoro, Ispettorato interregionale del lavoro, Inps, Inail, sindacati, associazioni datoriali e rappresentanze delle cooperative del mondo agricolo. Il protocollo siglato è il risultato del tavolo costituitosi a luglio 2018 per favorire l’incontro trasparente tra domanda e offerta di lavoro in campagna.

Daniele Salvagno

Commento Coldiretti Veneto. “Il documento prevede azioni finalizzate a rafforzare le condizioni di legalità, nonché di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, compresa la circolazione di corrette informazioni per la tutela dei diritti dei lavoratori, con particolare riferimento alle persone vittime di grave sfruttamento. Rilevante la condivisione dei dati statistici, in modalità aggregata, al fine di rendere maggiormente efficace ed efficiente le attività di controllo. Fondamentale sarà il supporto di Veneto Lavoro attraverso una attività di monitoraggio, indagini e confronti nonché la realizzazione di report specifici”, ha commentato al riguardo Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto”.

Luigi Bassani

Commento Confagricoltura Veneto. “Concordiamo con il presidente Luca Zaia che il fenomeno in Veneto è ancora contenuto rispetto ad altre regioni italiane e che il provvedimento punta soprattutto alla prevenzione del fenomeno. Tuttavia occorre un impegno da parte di tutti per scongiurare forme di sfruttamento e illegalità che rischiano di prendere sempre più piede nelle campagne. E dicendo tutti ci riferiamo anche al commercio e ai consumatori. Il caporalato si combatte anche a tavola e facendo la spesa, con una consapevolezza negli acquisti: quando si comprano ortaggi a 20 centesimi il chilo o l’olio a 3 euro bisogna porsi la domanda come sia stato possibile ribassare i prezzi in maniera così consistente”, ha detto invece Luigi Bassani, direttore di Confagricoltura Veneto.

Enti bilaterali. Bassani, come presidente di Agribi, ente bilaterale per l’agricoltura di Verona di cui fanno parte Confagricoltura, Cia agricoltori italiani e Coldiretti come associazioni agricole e i sindacati Cgil, Cisl e Uil, rimarca anche l’importanza degli enti bilaterali per l’agricoltura nel contrasto alla piaga, un aspetto evidenziato nel protocollo d’intesa: “Da anni lavoriamo sul fronte della sicurezza dei lavoratori incentivando le visite mediche e i comportamenti virtuosi nelle aziende agricole. Ora stiamo perfezionando alcuni aspetti tecnici che ci permetteranno di costituire una cabina di regia con Inps e Inail per monitorare il mercato del lavoro e favorire buone pratiche nell’incontro tra domanda e offerta a presidio della legalità”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto/Coldiretti Veneto

Bandi PSR Veneto, impegni agroambientali e indennità in zona montana, proroga al 15 giugno 2019 per presentare le domande

Si ampliano i tempi per la presentazione delle domande per alcuni dei recenti bandi del PSR Veneto. La Giunta Regionale ha approvato, infatti, al 15 giugno 2019 la proroga dei termini per presentare le domande di aiuto per quattro tipi d’intervento e per le domande di conferma pluriennali in ambito agroambientale.

La proroga riguarda nello specifico i seguenti bandi: Tipo intervento 10.1.3 – Gestione attiva di infrastrutture verdi; importo a bando: 4 milioni di euro (collegato a Tipo di intervento 4.4.2); Tipo intervento 10.1.6 – Tutela ed incremento degli habitat seminaturali, importo a bando: 2. Milioni di euro (collegato a Tipi di intervento 4.4.2 e 4.4.3); Tipo intervento 10.1.7 – Biodiversità – Allevatori custodi, importo a bando: 750 mila euro; Tipo intervento 13.1.1 – , importo a bando: 20 milioni di euro. Misura 221 del PSR 2007-2013; Misure 6 e 8 del PSR 2000-2006; Regolamenti CEE 2078 e 2080/1992.

La domanda riguarda i beneficiari degli impegni pluriennali sottoscritti nel corso delle programmazioni 2007-2013, 2000-2006 e con i regolamenti del 1992 in materia agroambientale e forestale. In particolare sono coinvolti quanti hanno assunto impegni pluriennali nell’ambito delle misure: 221 – Primo imboschimento dei terreni agricoli del PSR 2007-2013, 6 – Agroambiente e 8 – Forestazione nel periodo 2000-2006, e infine, quanti hanno assunto impegni nel quadro dei regolamenti europei sui programmi agroambientali e forestali n. 2080 del 1992. Misure 10 e 11 del PSR 2014-2020
 Riguarda i beneficiari che negli ultimi quattro anni hanno presentato domanda di aiuto per gli impegni pluriennali nel quadro del PSR 2014-2020, a seguito dei bandi aperti con le deliberazioni n. 465 del 19 aprile 2016, n. 440 del 31 marzo 2015 e n. 435 del 6 aprile 2017 e n.396 del 2018. Si tratta in particolare dei beneficiari dei tipi d’intervento: 10.1.1 – Tecniche agronomiche a ridotto impatto ambientale, 10.1.2 Ottimizzazione ambientale delle tecniche agronomiche ed irrigue, 10.1.3 – Gestione attiva di infrastrutture verdi, 10.1.4 Gestione sostenibile di prati, prati-seminaturali, pascoli e prati-pascoli in zone montane, 10.1.7 – Biodiversità – Allevatori e coltivatori custodi, 11.1.1 – Pagamenti per la conversione all’agricoltura biologica e 11.2.1 – Pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica del PSR 2014-2020. Si precisa che la proroga è condizionata all’approvazione dell’analogo provvedimento da parte della Commissione europea e del Ministero delle politiche agricole. Il testo ufficiale del provvedimento è stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto il 14 maggio.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Castelguglielmo (RO), 4 maggio, inaugurazione nuova sede di Villa Nani cooperativa agricola, partecipazione aperta anche al pubblico

La casa è la “confort zone”. Ma a volte è necessario cambiare per un nuovo inizio. Vale per gli esseri umani, ma vale anche per Villa Nani, la cooperativa agricola nata nel 1965, che della collaborazione tra le persone e per le persone ha fatto la sua bandiera, come suggerisce l’ape laboriosa del logo sociale.

Damiano Giacometti

Da Bagnolo di Po a Castelguglielmo. E’ così che Villa Nani trasferisce la propria sede principale dai locali attuali di Bagnolo di Po (Ro), al nuovo immobile di Castelguglielmo (Ro), in zona agricola-industriale “Il castello”. Per festeggiare questo passaggio epocale per la cooperativa, il direttivo sociale guidato dal presidente Damiano Giacometti, ha organizzato un evento inaugurale, aperto ai soci, agli imprenditori agricoli e a tutta la cittadinanza che vorrà condividere il momento, per sabato 4 maggio 2019, alle ore 10 e trenta, nella nuova sede.

Il taglio del nastro sarà preceduto da un incontro in cui il presidente Giacometti presenterà le attività sociali di Villa Nani nel panorama di un settore agricolo sempre più complesso e in cambiamento. Interverranno sul tema il sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole Franco Manzato, l’onorevole Antonietta Giacometti, l’assessore regionale al Territorio Cristiano Corazzari ed i presidenti provinciali delle tre principali organizzazioni agricole: Carlo Salvan per Coldiretti Rovigo, Stefano Casalini per Confagricoltura Rovigo e Giordano Aglio per Cia Rovigo. A segnare il legame di Villa Nani con la propria storia ed il territorio, il presidente Damiano Giacometti consegnerà un riconoscimento ufficiale ai fratelli Giancarlo e Renzo Mantovani, per l’impegno profuso nella fondazione della cooperativa, e alla memoria del loro fratello Felice Mantovani, che ne fu il primo presidente. Dopo il taglio del nastro, ci sarà la visita alla nuova sede ed un brindisi conviviale benaugurale per tutti.

La nuova sede. “La cooperativa è nata dal niente ed oggi ci stiamo allargando e strutturando – spiega il presidente Damiano Giacometti. – Erano 20 i soci fondatori e siamo arrivati ad oltre 600 aziende, tra associate e clienti. La nuova sede – prosegue Giacometti – ci consentirà finalmente di avere un magazzino di stoccaggio per i cereali (con una capacità di circa 10 mila tonnellate), che completerà il servizio offerto ai cerealicoltori rendendoci autonomi dai terzi e consentendoci di tagliare i costi ai nostri conferenti. In più avremo la sicurezza ed il controllo di chi ha la merce sotto il proprio tetto; avremo anche un laboratorio che analizzerà tutto il prodotto all’ingresso”. “Nella nuova sede si trasferiranno gli uffici amministrativi – continua ancora Giacometti – e dunque, diverrà la sede principale della cooperativa. Però non abbandoneremo gli stabili attuali a Bagnolo, ma li dedicheremo esclusivamente allo stoccaggio dei cereali da agricoltura biologica, settore che curiamo da anni e che si è molto espanso, attuando così una perfetta separazione col prodotto tradizionale, nel segno della trasparenza dell’origine”. La nuova sede, infine, complice il fronte strada, accoglierà l’esposizione di macchine ed attrezzature agricole, nuove ed usate, che non potevano trovare spazio negli immobili attuali, molto più ristretti, anche se fanno parte della storia sociale.

Fonte: Servizio stampa Villa Nani società coop agricola

Cooperazione per lo sviluppo delle filiere corte, nuovo bando del Gal Patavino, domande entro il 4 giugno 2019

Il Gal Patavino ha aperto i termini per la presentazione delle domande di aiuto a valere sull’intervento “bando 16.4.1. cooperazione per lo sviluppo delle filiere corte“. Può fare domanda un Gruppo di Cooperazione (GC), che può assumere tre composizioni: imprese agricole attive nel settore della produzione primaria; imprese agricole attive nel settore della produzione primaria e imprese di trasformazione e commercializzazione; imprese agricole attive nel settore della produzione primaria e imprese di servizi di ristorazione. Ciascuna composizione può essere integrata con associazioni dei consumatori. La percentuale del contributo a fondo perduto è del 70 centro, minimo e massimo investimento: 10.000 – 50.000 euro, si può fare domanda entro il 4 giugno 2019.

Altri progetti in corso. Sta proseguendo, inoltre, l’attuazione del progetto chiave “Rigenerare Territori, coltivare innovazioni”, avviato con i progetti “PerCorsi Rurali” (capofila comune di Vò in collaborazione con i comuni di Conselve e Merlara) e con “RISORSA (Rete Innovativa per la Sostenibilità Rurale e Sensibile alla salute e nutrizione del vigneto” (capofila la Cantina dei Colli Euganei, in collaborazione con Conselve Vigneti e Cantine, Consorzio per la tutela dei vini “Merlara” e Consorzio Padovano di Difesa di attività e produzioni agricole). Quest’ultima fase prevede la pubblicazione del tipo di intervento dedicato alle imprese che realizzano investimenti nelle soluzioni innovative identificate nel progetto. I testi integrali dei bandi possono essere scaricati alla sezione Bandi e finanziamenti – Bandi Pubblici del sito del Gal. Ulteriori info: email: servizio.tecnico@galpatavino.it; pec: galpatavino@pec.it

L’Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Legnaro (PD) si rinnova e si potenzia con il nuovo asse centrale dei laboratori

IZSVe, nuovo asse centrale laboratori

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) di Legnaro (PD) ha inaugurato lo scorso 20 marzo il nuovo Asse centrale laboratori. L’investimento complessivo per l’opera è stato di circa 7,3 milioni di euro, compresi i 3 milioni coperti dal finanziamento del Ministero della Salute, e ben 4,3 milioni autofinanziati dall’Istituto.

Le attività ospitate dalle nuove strutture. L’edificio costituisce un momento importante della vita dell’IZSVe poiché rappresenterà uno dei cardini delle attività scientifiche dei prossimi decenni. La struttura ospiterà i Laboratori di riferimento europeo per l’influenza aviaria, il Centro di referenza OIE e FAO per l’influenza animale e la malattia di Newcastle, il Centro di referenza nazionale e FAO per la rabbia, il Centro di referenza nazionale/OIE per la ricerca scientifica sulle malattie infettive nell’interfaccia uomo/animale, il Dipartimento di scienze biomediche comparate, la Diagnostica specialistica e l’Accettazione centralizzata.

La nuova costruzione è in possesso di requisiti logistici e strutturali avanzati e di dotazioni strumentali innovative, anche funzionale a ottenere un migliore benessere dei lavoratori. In fase progettuale è stata assegnata particolare attenzione alla sostenibilità ambientale ed energetica, che si è concretizzata con l’installazione di impianti fotovoltaici e pannelli solari. Essa si sviluppa su una superficie di circa 4.500 m2, distribuiti su tre livelli, dei quali i primi due destinati allo svolgimento delle attività scientifiche-sanitarie, mente il terzo funge da piano tecnico. Gli spazi ospiteranno circa 80 persone, fra veterinari, biologi, tecnici di laboratorio e personale amministrativo.

Nel dettaglio. L’Asse centrale riunisce al piano terra i servizi centralizzati di Accettazione e smistamento di campioni e reperti attualmente allocate negli altri edifici dell’IZSVe e la Necroscopia, capace di accogliere animali di grossa taglia con annessa diagnostica (locali e laboratori di supporto). Al primo piano saranno ospitati laboratori per la ricerca scientifica (influenza aviaria, rabbia), laboratori di base (tipo BSL1 e BSL2 per la diagnostica di base/ricerca) e laboratori speciali (BSL3 per la diagnostica specialistica e la ricerca). Gli spazi e le tecnologie garantiranno un’elevata qualità nell’erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie.

Un po’ di storia. L’opera si inquadra in una programmazione edilizia, cominciata negli anni ‘90 del secolo scorso con la costruzione della sede centrale dell’IZSVe nell’area di Agripolis a Legnaro, e proseguita negli anni con il progressivo ampliamento sia di laboratori scientifici e uffici, che di servizi per i dipendenti: la realizzazione dell’asilo nido aziendale e del ristobar, l’ampliamento del centro direzionale, i nuovi laboratori per il controllo chimico e microbiologico degli alimenti di origine vegetale (con contributo ministeriale), oltre a consistenti opere di ristrutturazione e adeguamento funzionale delle strutture esistenti. L’Asse centrale laboratori rappresenta tuttavia l’opera più importante e significativa prevista con la nuova programmazione, che consentirà il migliore adeguamento funzionale e distributivo delle attività, soprattutto relativamente alle caratteristiche di comfort ambientale e di sicurezza lavorativa. Per realizzare un’opera così importante e impegnativa l’Istituto ha avviato una specifica richiesta di finanziamento al Ministero della Salute, che ha inserito la nuova struttura nell’ambito del programma di investimenti in favore degli Istituti Zooprofilattici, disposto con D.M. 19 maggio 2011, ex art. 20 legge n. 67/1988, e ha destinato allo scopo un finanziamento di 3 milioni di euro a fronte di una spesa prevista complessiva di 6,5 milioni di euro.

Fonte: Servizio comunicazione IZSVe