• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Chioggia Ortomercato mantiene sino al 2021 la partecipazione pubblica. Nell’incontro con Vallardi (Commissione Agricoltura Senato) chiesto il catasto ortofrutticolo, terzietà nella definizione dei costi di produzione del radicchio e maggiore attenzione alla tematica “biodiversità”.

da sx Giuseppe Boscolo Palo, Daniele Stecco, Ketty Fogliani, Giampaolo Vallardi

Venerdì 25 gennaio scorso si è tenuto al mercato ortofrutticolo di Brondolo (Chioggia-Venezia) un incontro tra i soci (Opoveneto, Capo, Sico e SST) della società Chioggia Ortomercato che gestisce il mercato, le altre società che operano nella struttura, l’amministrazione comunale rappresentata dall’assessore all’agricoltura e mercati Daniele Stecco con il presidente della Commissione Agricoltura del Senato sen. Giampaolo Vallardi e l’on. Ketty Fogliani.

Sono stati affrontati vari temi. Innanzitutto le modifiche apportate con il punto 723 della Legge di Bilancio del 30/12/2018 n. 145 all’art. 24 del D.L. del 19/8/2016 n. 175 che permettono il mantenimento della partecipazione pubblica (SST) in Chioggia Ortomercato fino al 31/12/2021 in virtù dei bilanci in attivo della società stessa nel triennio precedente (2014-15-16) alla ricognizione del 2017, bilanci che per inciso continuano ad esprimere un segno positivo anche nel 2017 e 2018. Giuseppe Boscolo Palo, Amministratore Unico di Chioggia Ortomercato, nell’affermare che un primo risultato è stato ottenuto perché questo permetterà di uscire dallo status di proroga gestionale attraverso una delibera del consiglio comunale di affidamento del servizio di gestione a SST (società pubblica interamente controllata dal comune e proprietaria del compendio immobiliare del mercato di Brondolo) a cui deve seguire una nuova convenzione tra SST e Chioggia Ortomercato (i cui soci privati erano già stati individuati attraverso gara ad evidenza pubblica) per permettere a quest’ultima di stipulare nuovi contratti con gli operatori garantendo tempistiche utili per l’ammortamento degli investimenti strutturali che questi si apprestano a sostenere.

Ricerca nuove sinergie. L’assessore Daniele Stecco ho evidenziato delle criticità derivanti dal limite di tre anni inserito nella modifica e quindi della necessità di lavorare coesi per superare questa scadenza nel chiedere una deroga particolare al governo. Ha, inoltre, sottolineato l’importanza strategica che riveste il mercato di Brondolo nel quadro generale dei mercati veneti, ancor più oggi per il fatto che la Camera di Commercio Delta Lagunare di Venezia e Rovigo ha deciso di alienare il vicino mercato ortofrutticolo di Rosolina. Il rilancio del ruolo del mercato ortofrutticolo di Brondolo non può prescindere da una razionalizzazione e riorganizzazione dei mercati ricercando sinergie operative innanzitutto con i mercati di Padova (MAAP) e di Lusia per poter puntare a fornire servizi innovativi a 360 gradi.

Necessità di un catasto orticolo. Infine è stato richiesto, da Giuseppe Boscolo Palo e da Cesare Bellò, coordinatore del comitato radicchio dell’Organismo Interprofessionale, al senatore Vallardi un impegno della sua commissione sulla costituzione, oltre a quello frutticolo, del Catasto orticolo dato che questo settore esprime i 2/3 della PLV nazionale complessiva; di adoperarsi nell’individuare un processo per addivenire alla
certificazione dei costi di produzione del radicchio da parte di un organismo terzo perché ad oggi assistiamo a proposte contrattuali che stanno uccidendo le aziende agricole, come evidenziato da uno
studio del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP e da Chioggia Ortomercato; di approfondire, anche attraverso un’audizione, la tematica “buone pratiche agricole-buone pratiche ambientali” in riferimento alla conservazione/sviluppo della biodiversità negli agrosistemi locali ed in
risposta ai desiderata del consumatore europeo.

Fonte: Servizio stampa Chioggia Ortomercato del Veneto

Il primario veneto cresce, sfiorati nel 2018 i 6,5 mld/euro

“L’agricoltura sottostà all’andamento meteo delle stagioni, che non sempre è favorevole, ma negli ultimi anni si ritrova a fare i conti anche con i cambiamenti climatici. Ciononostante, il valore complessivo della produzione lorda agricola veneta nel 2018 sfiora i 6,4 miliardi di euro (6,393), in deciso aumento rispetto all’anno precedente (+8%)”.

Dichiarazioni istituzionali. L’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, intervenuto ieri alla conferenza stampa di presentazione delle prime stime elaborate da Veneto Agricoltura sull’andamento del settore agroalimentare regionale nel 2018, rimarca questo importante traguardo, sottolineando che la Regione si pone costantemente al fianco degli agricoltori, cercando le soluzioni più adeguate alla crescite delle loro aziende, anche attraverso le misure del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, per il quale il Veneto risulta essere la prima Regione in Italia per pagamenti effettuati. Da parte sua, il direttore dell’Agenzia regionale, Alberto Negro, nel ricordare l’importanza dei Report agroalimentari elaborati ogni anno da Veneto Agricoltura, strumenti essenziali per la programmazione dell’attività degli imprenditori agricoli, ha evidenziato che la buona performance raggiunta nel 2018 dall’agroalimentare veneto è legata ad una serie di fattori quali, innanzitutto, l’aumento delle quantità prodotte di numerose colture (uva su tutte), mentre l’andamento dei prezzi di mercato ha inciso in maniera positiva sul valore delle colture erbacee e ha influito negativamente sulle coltivazioni legnose e sugli allevamenti.

Il Report 2018, illustrato da Alessandra Liviero del Settore Economia e Mercati di Veneto Agricoltura, fornisce come ogni anno a gennaio le prime valutazioni sull’andamento del settore agroalimentare veneto nell’anno che si è appena concluso, in attesa del Report definitivo che come sempre viene presentato alla vigilia dell’estate. Imprese. Al terzo trimestre 2018, le imprese venete attive si attestano a 63.422 unità (-0,7%), un dato in linea con l’andamento del settore nazionale, che registra anch’esso una lieve diminuzione (-0,4%). La flessione ha riguardato esclusivamente le ditte individuali (51.834 unità), in calo dell’1,6%, ma che costituiscono ancora l’81,7% del totale delle imprese agricole venete. In aumento invece tutte le forme societarie. In calo dello 0,2% anche il numero di imprese del comparto alimentare veneto, mentre a livello nazionale si registra una sostanziale stabilità.

Occupati. Nello stesso periodo del 2018 preso in considerazione, si evidenzia un deciso decremento degli occupati agricoli a livello regionale, scesi del -9,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Si tratta di una perdita degli addetti in controtendenza rispetto alla media italiana (+1,1%). In diminuzione sia gli occupati indipendenti (-12,5%) che dipendenti (-3,3%). Import/Export. Per quanto riguarda il commercio con l’estero, il deficit della bilancia commerciale veneta è rimasto sostanzialmente sugli stessi livelli del 2017, con un saldo negativo attestatosi a circa 318 milioni di euro, in leggera flessione (-1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di fatto, risultano praticamente invariate anche le importazioni e le esportazioni: le prime si mantengono a circa 5,3 miliardi di euro (+0,2%), mentre l’export si conferma di poco inferiore ai 5 miliardi di euro (+0,3%).

Cereali. Andamento climatico sfavorevole per i cereali autunno-vernini per l’elevata piovosità nei mesi di marzo e maggio e scarsità di acqua e temperature elevate ad aprile con conseguente diminuzione delle rese ad ettaro (-12% per il grano tenero, -10% per il grano duro). È andata meglio per il mais che ha visto un aumento delle rese del 11%, ma il calo degli investimenti del 15% ha comunque comportato una perdita di produzione del 6%. Colture industriali. Relativamente alle colture industriali, la soia segna una resa in aumento del +20% rispetto al 2017, anno particolarmente negativo in termini produttivi, nonostante la cimice asiatica e alcune anomalie dovute al caldo notturno nel mese di agosto. In aumento gli investimenti (+7%) e la produzione (+28%) a scapito del prezzo in flessione del 9%. Tutti segni negativi a due cifre per la barbabietola da zucchero (superficie -10%, resa -13%, produzione -21% e prezzo -14%), per la quale si intravede un recupero nel 2019 considerato l’aumento del prezzo internazionale dello zucchero e del sostegno comunitario accoppiato. Male anche il tabacco (-10% produzione, -5,6% rese), bene le colture energetiche, con il girasole che aumenta rese (+5%) e produzione (+28%) e la colza che si mantiene stabile nonostante rese in contrazione (-9%).

Orticole. L’andamento climatico ha favorito problemi fitosanitari anche per le principali colture orticole che hanno segnato rese negative con diminuzione della produzione per patata (127.400 t, -2%) e lattuga (-8%); in aumento la produzione di radicchio (134.400 t, +8%) in virtù di un incremento della superficie (+4,7%) e delle rese (+3%). Annata negativa per le fragole, con riduzione degli investimenti e della produzione di oltre il 20%, nonostante rese e prezzi in aumento. Nel 2018 le superfici investite a orticole sono scese a circa 26.700 ettari, in calo del 3% rispetto all’anno precedente. Si stima che le orticole in piena aria, che rappresentano il 75% degli ortaggi coltivati in Veneto, possano attestarsi su circa 23.500 ettari (-4%), mentre le orticole in serra, stimate in circa 3.850 ettari, si riducono del -2,8%; in aumento le piante da tubero (3.270 ha, +5%).

Frutticole. Annata climatica tutto sommato favorevole per le frutticole, che ha permesso un incremento delle rese e della produzione di mele (291.000 t, +24%) e di kiwi (57.400 t, +46%) anche se al di sotto dei livelli standard considerati normali per le colture. Le condizioni meteo hanno, invece, creato problemi fitosanitari per ciliegio, pesco-nettarine e pere (queste ultime particolarmente colpite dalla Cimice asiatica), portando a cali consistenti di rese e produzione. A parità di superficie, la resa del pero è scesa del -5% e la produzione del -6%, mentre le pesche-nettarine hanno visto ulteriormente ridursi la superficie dedicata (-16%), con conseguente flessione della produzione (-18%).

Vitivinicoltura. Annata eccezionale per la vitivinicoltura, agevolata da un andamento climatico altalenante, ma tutto sommato favorevole, che ha portato la produzione di uva a 16,4 milioni di quintali raccolti (+48,9% rispetto alla scarsa vendemmia del 2017). Il vino prodotto si stima essere pari a quasi 13,4 milioni di hl (+40,1% rispetto al 2017). La superficie vitata regionale è aumentata nel corso del 2018 fino a 94.414 ettari (+3,4%). Il prezzo delle uve registrato nel 2018 risulta essere pari a 0,63 €/kg. Continua ad andare a gonfie vele l’export di vino veneto con un valore di esportato, nel periodo gennaio-settembre 2018, di circa 1,58 miliardi di euro, in rialzo del +3,4%.

Zootecnia. Per quanto riguarda il settore zootecnico, la quantità di latte prodotta dovrebbe attestarsi a 1,18 milioni di tonnellate su base annua, in linea con la produzione 2017 (+0,6%). Il prezzo del latte crudo alla stalla ha tenuto in Veneto, con una media annua pari a 36,05 euro/100 l. In aumento le produzioni dei principali formaggi. All’aumento delle macellazioni di capi di allevamenti veneti del +2,7% è corrisposto un andamento leggermente sfavorevole del mercato (-1,5%). La disponibilità interna e il modestissimo incremento dei consumi non hanno favorito nemmeno le importazioni di carne fresca bovina, diminuita in quantità del -2,3% nei primi 9 mesi del 2018. Stabile la produzione di suini (+1,5%), ma con fatturato e prezzi in calo del 10%. Stagnante il consumo domestico di carne avicola che ha indotto ad una contrazione della produzione (-4%), ma prezzi in aumento del 2,7%. Crolla la produzione di conigli (-22%) e il fatturato del settore, di cui il Veneto è leader a livello nazionale. Annata sfavorevole per le uova il cui mercato segna una contrazione dei prezzi del 4,5%.

Pesca. Continua ancora la fase di calo della produzione della pesca marittima sbarcata nei mercati ittici regionali che segna un ulteriore -12% rispetto all’anno precedente. Nel 2018 il settore dei molluschi bivalvi di mare continua invece la risalita dei volumi pescati segnando un +64,3% sul 2017. Sostanzialmente stabili flotta e imprese.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

25 gennaio 2019, conviviale Argav al Wigwam ad Arzerello, stasera si parlerà di “esperienze artigiane” da regalare e regalarsi, di ambiente e dei prodotti De.Co Val Posina

Questa sera, venerdì 25 gennaio, a partire dalle ore 19 i soci Argav si ritroveranno al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per la conviviale mensile, che avrà ospiti: Cecile Rousset, consulente turismo Confartigianato Veneto e titolare agenzia VivoVenetia per presentare i cofanetti delle “esperienze artigiane”, Paolo Politeo, co-fondatore Kyoto Club per anticipare i temi del ventennale dell’associazione, che opera per la sensibilizzazione e l’informazione sui temi dell’efficienza energetica, rinnovabili, mobilità sostenibile, Alessandro Manzardo, eng. PhD. Università Padova per illustrare il progetto “Passaporto ambientale”.

Produzioni sostenibili nell’Alto Vicentino. A curare l’aspetto gastronomico saranno le eccellenze del comune di Posina (Vicenza), presente con Andrea Cecchellero, sindaco, che presenterà il progetto di qualificazione e valorizzazione delle De.co. della Val Posina, con Andrea Dal Maso, allevatore di trote, Roberto Comparin, produttore di salumi tipici, tra cui la rinomata sopressa delle Valli del Pasubio e Luca Lorenzato, artigiano birraio.

Canapa, serve qualità per essere competitivi sul mercato, se ne parla nel Padovano il 30 gennaio prossimo nel convegno Anga Confagricoltura Veneto

Claudio Previatello

Il mercato della canapa si sta rapidamente evolvendo e richiede più competenze e qualità per essere competitivi. Dopo il boom del 2017, che ha visto un exploit di coltivazioni in tutta Italia, oggi il mercato è fortemente condizionato dalle importazioni di prodotto straniero e il prezzo del prodotto è fortemente in ribasso. Di questo si parlerà in un convegno promosso dai giovani di Anga-Confagricoltura Veneto nella sede di Confagricoltura Padova, ad Albignasego (Pd) mercoledì 30 gennaio alle 17.

C’è bisogno di canapa di qualità. Claudio Previatello, giovane coltivatore polesano e referente nazionale di Confagricoltura per la canapa, esaminerà criticità e prospettive della coltura, spiegando quali sono le filiere potenziali e presenti e le possibili redditività per gli agricoltori in riferimento alle norme di legge che disciplinano la coltivazione. In Veneto si stima che gli ettari coltivati a canapa siano 400, con capolista il Padovano che conta oltre un centinaio di ettari. Sono soprattutto i giovani tra i 25e i 35 anni a lanciarsi nel nuovo settore, che però non è quell’infinito filone aureo che tanti immaginavano. “Il boom vertiginoso in cui il mercato assorbiva di tutto, scarti compresi, è finito – spiega Previatello -. Oggi il mercato è oberato dalle importazioni di Paesi come Svizzera e Spagna, che offrono un prodotto di qualità maggiore, pulito e senza semi, e inoltre dispongono di strutture idonee per la lavorazione e l’essiccazione che noi non abbiamo. Tanti agricoltori italiani si sono trovati ettari di prodotto inutilizzabile, o pagato a 200 euro al chilo quando i costi di produzione, essendo tanto il bisogno di manodopera, arrivano anche a 250 euro al chilo. Quello che noi vogliamo spiegare ai nostri coltivatori è che devono fare canapa di qualità, su estensioni limitate, se non vogliono rimanere scottati. Devono capire come coltivarla, qual è la varietà ideale per la propria azienda, dove collocarla, a chi farla lavorare. Il mercato ha un grande futuro, ma bisogna mettersi in testa che la canapa rimarrà un settore di nicchia e che quindi deve rimanere una forma di integrazione al reddito, non l’unica su cui puntare”.

Far chiarezza sul quadro normativo. Giulio Manzotti, presidente di giovani di Confagricoltura Veneto, spiega che il convegno sarà aperto agli agricoltori di tutte le età: “Fino ad oggi si è fatto un gran parlare di canapa, ma ci sono state date poche informazioni tecniche che ci aiutassero a capire se e quanto l’investimento potesse essere redditizio. Questo convegno vuole fare chiarezza anche sul quadro normativo, con dati certi e informazioni sulla filiera e sul quadro normativo in Italia”.

L’esperienza. Previatello, titolare dell’azienda agricola Al Capiteo di Grignano Polesine, ha vinto lo scorso anno il premio Smau per l’innovazione grazie a un sistema di microirrigazione per le fragole. Da oltre un anno ha iniziato a produrre canapa per inflorescenza grazie alla collaborazione con il Crea di Rovigo e il supporto del ricercatore Giampaolo Grassi, con 600 piante coltivate in serra. “Raccogliamo il fiore, poi lo facciamo lavorare da una ditta esterna che ce lo riconsegna pulito, quindi lo vendiamo al grossista – spiega -. Dal 2019, però, lanceremo una nostra linea di tisane, creme e di nutraceutica, che può essere più remunerativa. Per riuscire a fare ottima qualità, non si possono fare estensioni grandissime e bisogna limitare la manodopera, che richiede 8 persone a ettaro. Auspichiamo che il governo ci aiuti, dandoci la possibilità di coltivare le stesse varietà che si coltivano negli altri Paesi. Oggi ci sono troppe restrizioni che rischiano di mettere le briglie a un settore che ha grandi potenzialità”.

A Creazzo (VI), patria del broccolo fiolaro, l’alta formazione culinaria è garantita dall’Università del Gusto Vicenza, punto di riferimento nazionale ed europeo, oltre che locale

Creazzo (VI), pizzeria Bellavista, pizza al broccolo fiolaro

(di Alessandro Bedin, foto di Renzo Michieletto, consiglieri Argav) In occasione della settimana della festa del broccolo fiolaro, in corso fino a domenica 20 a Creazzo (VI), il Direttivo Argav è ritornato per il secondo anno nella cittadina per svolgere il suo incontro mensile di coordinamento ma anche per cenare alla pizzeria Bellavista, gestita da Graziano Cortese, nella quale è possibile deliziarsi con pizze a base della rinomata verdura invernale.

Creazzo, Università del Gusto Vicenza, il direttivo Argav insieme a Sara Patrizi e Diego Trevisan che spiegano l’attività del centro di alta formazione

Un centro di alta formazione. E’ stata così colta l’occasione per visitare l’Università del Gusto di Vicenza che ha sede nel Centro di Formazione Esac, struttura di Confcommercio Vicenza per l’aggiornamento e la formazione professionale riconosciuta dalla Regione Veneto, con sede in via Piazzon, 40 a Creazzo, dove, al termine della visita il Direttivo è stato ospitato per la sua riunione periodica. Si è così potuto toccare con mano come l’Università del Gusto offra formazione specializzata manageriale e per il settore del comparto food rivolto ai professionisti del settore ma anche ai diplomati delle scuole alberghiere, che intendono conseguire una specializzazione, e agli appassionati di buona cucina, che vogliono approfondire le loro conoscenze e abilità. Il progetto è nato dalla volontà di Confcommercio Vicenza – tramite Esac S.p.a. – di contribuire, con percorsi formativi altamente specializzati, alla crescita professionale del settore della ristorazione – quindi di ristoranti, pizzerie, pasticcerie, panetterie, enoteche, gastronomie, bar – vale a dire di quell’insieme di aziende e di operatori che è il primo depositario del grande patrimonio enogastronomico italiano.

Riferimento italiano ed europeo. La visita è stata accompagnata da Sara Patrizi e Diego Trevisan, che hanno evidenziato le peculiarità dei corsi proposti: dalla cucina per professione (come il master della cucina italiana), al bar&wine, dalla panetteria e pizzeria alla pasticceria, fino al servizio in sala e anche a corsi tematici e specifici su singoli ingredienti, pietanze, cocktails e corsi pratici sulle tecniche di lavorazione, cottura e conservazione. La qualità dei corsi è garantita dalla presenza di docenti di alta professionalità, anche chef stellati. In ogni corso i partecipanti hanno l’opportunità di apprendere lavorando in postazioni singole ed a fianco del docente. Una interessante e bella realtà locale ma che è anche un riferimento italiano ed europeo.

Regione Veneto equipara istituti agrari con proprie aziende agricole all’interno ad imprenditori agricoli, potranno così accedere ai fondi regionale Psr

Gli istituti agrari del Veneto che per ragioni didattiche hanno al proprio interno delle aziende agricole con una propria capacità produttiva, potranno partecipare ai bandi regionali per lo sviluppo rurale. E’ quanto prevede il nuovo articolo, presentato alla Giunta regionale del Veneto e approvato all’unanimità dalla commissione Attività produttive del Consiglio regionale, ad integrazione del progetto di legge di adeguamento ordinamentale in materia di agricoltura, caccia, commercio e piccole e medie imprese.

Il testo (Pdl 390), in attesa ora del via libera della Affari istituzionali del Consiglio mercoledì 16 gennaio, sarà quanto prima all’esame per l’aula. Gli istituti superiori professionali agrari del Veneto potranno così concorrere ai bandi regionali per l’ammodernamento delle strutture e dei mezzi dell’impresa agricola e beneficiare dei contributi pubblici per il rinnovo del parco macchinari o di quelle strumentazioni indispensabili, sia dal punto di vista didattico, sia per migliorare la produttività dei propri laboratori.

Il conferimento dello ‘status’ di produttore agricolo interessa 17 istituti superiori e professionali agrari del Veneto, frequentati da oltre 8500 studenti. Gli istituti sono: il professionale “Della Lucia” di Feltre, il “Domenico Sartor” di Castelfranco Veneto, il “Cerletti” di Conegliano, l’istituto “8 Marzo-Konrad Lorenz” di Mirano, il “Leonardo da Vinci” di Portogruaro, il “Viola-Marchesini” di Rovigo, l’istituto “Munari” di Castelmassa (Rovigo), il “Duca degli Abruzzi” di Padova, il “De Nicola” di Piove di Sacco, il “J.F.Kennedy” di Monselice, il tecnico agrario “Trentin” di Lonigo, l’istituto “Parolini” di Bassano, l’istituto “Stefano Bentegodi” di Verona, il polo di istruzione “Giuseppe Medici” di Legnago, l’istituto tecnologico “Aulo Ceccato” di Thiene, l’istituto “Mario Rigoni Stern” di Asiago e l’istituto “Scarpa-Mattei” di San Donà di Piave.L’elenco delle scuole interessate è consultabile nel sito retescuoleagrarietriveneto.org

Un investimento lungimirante. “Parificare le scuole alle aziende nell’accesso ai fondi pubblici per l’innovazione significa aiutare l’attività didattica e premiare l’imprenditorialità e la propensione allo sviluppo degli istituti di formazione superiore – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Pan – Da queste scuole escono gli imprenditori e i tecnici del settore primario di domani. La preparazione professionale e culturale dei ragazzi che si preparano ad entrare nel mondo produttivo dell’agroalimentare rappresenta un essenziale fattore moltiplicatore dell’innovazione del settore. E’ pertanto un investimento lungimirante far rientrare queste scuole altamente professionalizzanti nella platea degli imprenditori agricoli che possono concorrere alla leva dei fondi comunitari e alle misure regionali di sostegno per il miglioramento produttivo. Il programma di sviluppo rurale 2014-2020, che per il Veneto vale 1169 milioni di euro, è lo strumento per portare l’innovazione nel sistema produttivo e non poteva continuare a ignorare gli istituti agrari, parte integrante della “filiera” agroalimentare”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

 

39 mln per agricoltura e pesca e fondi a favore di bonifiche, lotta ai cambiamenti climatici e alla cimice nel bilancio di previsione 2019 del Veneto

Contrasto ai cambiamenti climatici, fondi per lotta alla cimice e almeno due milioni di euro per opere straordinarie e ordinarie dei Consorzi di bonifica per la manutenzione del territorio: sono alcuni degli stanziamenti più significativi del bilancio di previsione 2019 della Regione Veneto alla voce ‘agricoltura’.

Settore determinante per l’economia. “La legge di bilancio approvata ieri dal Consiglio regionale assegna 39 milioni di euro alle politiche per il settore primario – sottolinea l’assessore all’Agricltura Pan – di cui 27 per il cofinanziamento del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 e del Feamp (pesca), i due programmi comunitari a cofinanziamento statale e regionale che insieme valgono interventi per oltre un miliardo e mezzo di euro a favore dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca. Si tratta di una leva finanziaria essenziale per continuare a garantire sviluppo e crescita ad un settore che rappresenta il pilastro della nostra economia, non solo per fatturato ed export, ma anche per la capacità di preservare e migliorare il territorio e per la valenza turistica, sociale e culturale che riveste”.

Nuove emergenze. Tra i nuovi capitoli dedicati all’agricoltura dalla manovra di bilancio 2019, Pan evidenzia i 200 mila euro stanziati per il risanamento dell’aria e affidati a Veneto Agricoltura “per la produzione e fornitura ai Comuni di alberi e arbusti al fine di ricostituire gli ecosistemi originari dei rispettivi territori” e i 300 mila euro per investimenti nella prevenzione dagli attacchi della cimice asiatica, come la realizzazione di reti anti-insetto. “Possono sembrare interventi modesti – commenta Pan – ma sono significativi, perché dimostrano l’attenzione e l’impegno dell’istituzione ad affrontare in termini fattivi due emergenze delle ultime stagioni – i cambiamenti climatici e i danni causati da infestazioni da insetti parassitoidi – in attesa che scienziati e centri di ricerca individuino soluzioni di maggiore efficacia”.

Fondi messi a disposizione per i Consorzi di Bonifica del Veneto: un milione per opere di somma urgenza a seguito di calamità naturali e un altro milione per contribuire alle spese di gestione degli impianti di sollevamento e di irrigazione. Nel preventivo sono stati inseriti anche altri 200 mila euro per opere di completamento agli interventi del Piano irriguo regionale. “La manovra 2019 conferma anche per il prossimo anno il sostegno regionale al settore della pesca professionale, all’acquacoltura e alle associazioni di pesca sportiva. E istituisce un nuovo capitolo, con 200 mila euro di dote finanziaria, per i servizi veterinari, la squadra cinofila, i centri di recupero della fauna selvatica e la lotta al bracconaggio”. La Regione Veneto sosterrà attivamente l’accesso al credito delle imprese del primario, mettendo a disposizione 18 milioni di euro in fondi di garanzia per gli investimenti delle aziende.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Panetthon 2018: è veronese il migliore panettone del Veneto, seguito da produzioni vicentine. Tra i migliori panettoni artigianali d’Italia, c’è invece una produzione Polesana.

Panetthon 2018, la giuria riunita per la finale

Si è conclusa lo scorso 2 dicembre a Osterie Meccaniche ad Abano Terme (Pd) l’edizione 2018 di Panetthòn, sfida solidale fra i migliori panettoni artigianali del Veneto – quelli prodotti senza additivi l’emulsionante E471 e con materie prime di alta qualità -, che ha incoronato il panettone di Saporè di San Martino Buon Albergo (VR). Sul podio, al secondo e terzo posto due pasticcerie della provincia di Vicenza: Olivieri 1882 di Arzignano e Il Chiosco di Lonigo.

Phanetton 2018, gli assaggi tra il pubblico partecipante

Il percorso di arrivo alla finale. Saporè, Il Chiosco di Lonigo e pasticceria Olivieri 1822 si erano guadagnati il podio già nella semifinale locale del 27 novembre a I Tigli a San Bonifacio e si sono confermati in cima alla classifica nel corso dell’evento finale. A votare il migliore panettone del Veneto una giuria tecnica composta da giornalisti ed esperti di enogastronomia ma anche il pubblico, chiamato ad esprimere un giudizio alla cieca. Ecco gli altri finalisti: pasticceria Marisa di Arsego di San Giorgio delle Pertiche (PD), pasticceria Celso di Padova e ristorante Val Pomaro di Arquà Petrarca (PD), che si erano qualificati nel corso della seconda serata il 28 novembre da Osterie Moderne a Campodarsego; Battistuzzi di Conegliano (TV), pasticceria Centeleghe di Farra D’Alpago (BL) e la pizzeria Rocca d’Asolo di San Vito di Altivole (TV) , che si erano guadagnati la finale il 29 novembre da Ezio ad Alano di Piave; l’Osteria Zero di Zero Branco (TV), la pasticceria Fabris di Fontanelle (TV) e la pasticceria Max di Treviso, che erano stati decretati i migliori della semifinale del 30 novembre al Perché a Roncade.

Sfida solidale. Ampia la partecipazione del pubblico all’evento che oltre ad aver espresso una preferenza sui 12 panettoni degustati, acquistando il biglietto di ingresso ha contribuito a sostenere due progetti: all’ “Amici di Adamitullo” dell’omonima Onlus creata da don Cesare Bullo che in Etiopia garantisce il sostegno ad attività scolastiche ed educative rivolte alle comunità locali e all’associazione Co-Meta di Padova che da qualche anno sostiene attività di cooperazione sociale rivolte ai bambini in Burkina Faso.

Ruggiero Carli

Tra i migliori panettoni artigianali d’Italia, invece, c’è il panettone artigianale di pasticceria Emporio Borsari di Badia Polesine (Ro), creato dal maestro pasticcere Ruggiero Carli, nuovo talento emergente della pasticceria d’eccellenza. il panettone classico si è aggiudicato la sesta posizione tra i finalisti di Tenzone del Panettone a Parma, l’evento che il 17 e 18 novembre scorso ha raccolto più di 36 maestri pasticceri professionisti da tutta Italia, fra nomi noti ed emergenti, per una sfida a colpi di lievitazioni ed interpretazioni innovative del dolce delle feste per eccellenza. Il panettone artigianale firmato Carli ha ricevuto dalla commissione tecnica la massima valutazione per la categoria “presentazione e packaging”, giudicando ottima anche la valutazione dell’aspetto visivo e dell’alveolatura, oltre che l’analisi olfattiva e gustativa.

Fonte: Servizio stampa Panetthon/Emporio Borsari

Micro birrifici artigianali, un emendamento alla manovra porta novità importanti

Ivan Borsato

Un emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio porta novità importanti in particolare per i micro birrifici artigiani. Si tratta di un taglio del 40% dell’accisa per i micro-birrifici che hanno una produzione fino a 10mila ettolitri. Inoltre, è previsto anche un taglio di un centesimo dell’accisa sulla birra industriale, che scenderebbe da 3 a 2,99 euro ad ettolitro.

Nel 2018, produzione di birra in Italia cresciuta del 7, 5 per cento.“E’ una sana boccata d’ossigeno per l’intero comparto” afferma Ivan Borsato presidente dei Birrai di Confartigianato Imprese Veneto, secondo cui il provvedimento “va oltre il valore economico dando fiducia. Una tassazione molto alta, infatti, mette a rischio la competitività di centinaia di imprese che investono e che intendono inserirsi nei mercati internazionali”. D’altra parte nel 2017 la produzione di birra in Italia è cresciuta del 7,5% a 15,6 milioni di ettolitri: in aumento anche le esportazioni (+7,9% a 2,7 milioni di ettolitri). L’intera filiera vale circa 9 miliardi di euro l’anno e impiega oltre 90mila persone.

Tra gli occupati del settori, molti under 35. “I micro birrifici – conclude Borsato – rappresentano anche una forte spinta all’occupazione soprattutto tra gli under 35. Solo in Veneto sono già 79 i birrifici attivi, di cui 39 non industriali. Siamo la regione che ne ha di più in Italia. Una nicchia sì, ma in forte crescita. In Italia dal 2003 al 2015 le imprese artigianali dedicate alla lavorazione e trasformazione del luppolo sono passate 113 a 524 (+411). L’Italia è leader europeo e la prima regione italiana per quantità prodotta è proprio il Veneto”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Un’idea regalo originale per Natale? I confanetti smartbox “Artigiani del gusto: un viaggio in Veneto”

Serata di gala molto particolare ed originale per i quaranta delegati del Consiglio Direttivo Unaga che, per la prima volta, si sono riuniti a Venezia lo scorso 1 dicembre. La sera di Venerdì 30 infatti, i giornalisti dell’Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili, gruppo di specializzazione della Fnsi presieduto da Roberto Zalambani e rappresentato in Veneto da Argav, presieduta da Fabrizio Stelluto sono stati ospiti della Confartigianato Imprese Veneto per una presentazione dedicata in anteprima de i “Cofanetti del gusto“.

Prendere i turisti per la gola. Confartigianato Imprese Veneto ha infatti sviluppato per i propri associati un progetto di promozione turistica, finalizzato a valorizzare l’offerta enogastronomica di tutto il territorio regionale. Si tratta di cofanetti regalo (tipo smartbox) che verranno diffusi on line sui siti dedicati al turismo e off line nel territorio regionale attraverso una rete di distribuzione, allo scopo di suggerire degustazioni, produzioni artigianali, tipicità del nostro territorio. Il regalo contenuto nel cofanetto è “aperto” ovvero, l’acquirente, potrà scegliere tra le diverse proposte in esso contenute. Originalità del progetto è la compartecipazione delle aziende aderenti alla creazione dell’offerta. Le singole imprese hanno infatti formulato loro specifiche ed originali proposte di degustazione che potranno così essere selezionate dagli utenti desiderosi di assaggiare le nostre specialità o di regalare ad altri delle “esperienze di gusto” uniche ed esclusive.

Una regione vista attraverso il saper fare artigianale. La novità è stata illustarta da Cristiano Luigi Gaggion, componente commissione regionale Turismo di Confartigianato Imprese Veneto; Renzo Bettiol, presidente regionale caseari della Federazione e Cecile Rousset, VivoVenetia responsabile progetto. I due dirigenti hanno spiegato come “il progetto di promozione riguardi le aziende artigiane del comparto alimentare (salumifici, caseari, pasticceri e cioccolatieri, birrifici, produttori di vino e di grappe sino ai ristoratori, solo per citare i principali), puntando alla valorizzazione turistica delle stesse e al loro saper fare. Nel mondo del food, si registra un crescente interesse del pubblico per i cofanetti regalo (tipo smartbox): da qui l’idea di lanciare nel mercato il cofanetto regalo “Artigiani del gusto: un viaggio in Veneto” per permettere all’utente di scoprire le meraviglie artigianali del territorio veneto attraverso la degustazione dei suoi prodotti e la passione degli artigiani che ne sono produttori”.

Due le tipologie di servizi offerti. “Il progetto -ha proseguito Cecile Rousset- è a cura di Confartigianato ed in collaborazione con la piattaforma Vivovenetia.com, che opererà la vendita on line dei cofanetti. Permetterà all’utente di scegliere tra due tipologie di servizi: degustazione di vini, birre, grappe, cioccolato, pasticceria, prodotti da forno ecc (prezzo al pubblico 36 euro) oppure pranzo o cena includendo 4/5 portate (prezzo al pubblico 89 euro) e comprende una offerta valida per 2 persone. I cofanetti del gusto verranno promossi e venduti prevalentemente on line, così da incontrare le preferenze degli acquirenti che solitamente cercano nel web queste soluzioni. I canali a disposizione saranno: www.vivovenetia.com ed i siti web Confartigianato delle varie province del Veneto. Ma verrà avviata anche una rete di distribuzione anche attraverso punti vendita “fisici”: le sedi Confartigianato nel Veneto e le stesse aziende che aderiranno al progetto”.

Il cofanetto ha un anno di validità dalla data di acquisto. Per concordare la data del servizio, il cliente chiamerà Vivovenetia che a sua volta verifica la disponibilità dell’azienda per accogliere l’ospite, sulla base delle disponibilità indicate. Inoltre, per aiutare le imprese a raccontarsi meglio e a raccontare la propria offerta, è a disposizione un collaboratore specializzato in storytelling e marketing per rendere più attraente la degustazione e predisporre una immagine coordinata dei partecipanti.

L’elenco delle Imprese già aderenti. A conclusione della presentazione, i delegati UNAGA hanno avuto l’opportunità di partecipare ad una degustazione, guidata dai maestri artigiani Bettiol, Bertelli, Gaggion e Doriguzzi che hanno offerto i prodotti delle loro aziende e di alcune altre tra le 23 già aderenti che hanno messo a disposizione una selezione dei loro prodotti: il salumificio Bettelli, il Caseificio di Roncade, i birrifici Benaco e Grillo, le pasticcerie Gaggion e Gardellin, la distilleria LI.DI.A. oltre al panificio Le delizie del Grano del Presidente regionale Nicola Trentin. Le aziende già aderenti al progetto sono: 1. Vini Iseldo Maule Snc Di Maule Graziano & c VI 2. La locanda srl VI 3. Minerva snc VI 4. Albergo Ristorante Valsugana VI 5. Panificio Pasticceria Righetto snc VI 6. Hotel Alpi snc di Munari Giovanni e Enzo VI 7. Birrificio Bennaco 70 VR 8. Birrificio del Grillo, Dez and Deb BL
9. Pasticceria Gaggion BL 10. Pasticceria Gardellin snc PD 11. Poli Grappa VI
12. Perlage wines TV 13. Caseificio di Roncade TV 14. Bertelli Salumi srl PD
15. Distilleria f.lli brunello srl VI 16. Salumificio Carretta Felicino Snc VI 17. Ristorante Il Torchio Antico – Villa Godi Malinverni VI 18. Distilleria Li.Di.A. S.a.s. VI 19. Vicentini 1966 – Marostica VI 20. Cioccolateria Veneziana VE
21. La Carline VE

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto