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Psr attuale e post 2020, dal 23 novembre al 14 dicembre 2017 sette incontri in Veneto per fare il punto sull’attuazione e su quanto si sta delineando per il futuro

Quarantasette bandi in trenta mesi, 760 milioni di euro impegnati, di cui 300 già materialmente liquidati ai beneficiari. Sono questi i numeri del Psr, il programma di sviluppo rurale cofinanziato dall’Unione europea, dallo Stato italiano e dalla Regione del Veneto che destina oltre un 1 miliardo di euro all’agricoltura veneta e alle aree rurali nel settennio 2014-2020. Tra la fine di novembre e la prima metà di dicembre, con sette incontri nel territorio con orario 18-20.30 intitolati “I dialoghi del PSR”, la regione Veneto fa il punto con gli operatori del sistema agricolo e rurale sullo stato di attuazione del programma e sui prossimi bandi attivati a fine anno.

Temi affrontati. Gli incontri copriranno tutte le province del Veneto e metteranno a fuoco risultati e prossime scadenze del piano. Il dialogo con gli operatori riguarderà anche le prospettive del settore e in particolare saranno previsti momenti di informazione sulla definizione della Politica agricola comune dopo il 2020, attualmente in corso a livello europeo. La partecipazione gratuita, ma è consigliata la prenotazione on line, possibile a questo link.

Calendario degli incontri. Giovedì 23 novembre a Pedavena (Bl) nella Birreria Pedavena (viale Vittorio Veneto 76); martedì 28 novembre a Este (Pd) nella sala Fumanelli (via G.B. Brunelli n.2 interno 1); giovedì 30 novembre a Castelfranco Veneto (Tv) nell’Hotel Fior, sala Giorgione (via dei Carpani 18); martedì 5 dicembre a Cerea (Vr) nella sala congressi blu dell’area Exp (via Oberdan 10); mercoledì 6 dicembre a Bassano del Grappa (Vi) nella sala delle Volte di Villa Ca’ Sette (via Cunizza da Romano 4); martedì 12 dicembre a Lendinara (Ro) al Teatro comunale Ballarin (via Gambattista Conti 4); giovedì 14 dicembre a San Donà di Piave (Ve) nella sala auditorium-conferenze del centro culturale “Leonardo da Vinci” (piazza Indipendenza, 13).

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Carne, macellazioni in crescita

Se il 2016 si è contraddistinto in particolare per l’ottimo andamento del settore avicolo, va sottolineato che è l’intero comparto della macellazione industriale in Veneto (e non solo) a dare forti segnali di ripresa, con un aumento sia del numero che del peso morto dei capi macellati. È questo uno degli aspetti più significativi che emerge dagli ultimi dati Istat (disponibili in maniera completa per tutti i comparti fino al 2015) analizzati da Veneto Agricoltura, l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, che sull’argomento ha elaborato un proprio Report.

Veneto terza regione dopo Lombardia ed Emilia Romagna. Dopo l’anno nero del 2014, le macellazioni nella nostra Regione hanno registrato nel 2015 una buona crescita, raggiungendo un peso morto complessivo pari a oltre 8 milioni di tonnellate (+7% rispetto al 2014), tra i valori più alti dopo il picco del 2010. Complessivamente, i risultati raggiunti in Veneto sono in linea con la tendenza nazionale, anch’essa in ripresa negli ultimi anni, con una produzione di carne che si è attestata attorno ai 36 milioni/quintali nel 2015 a peso morto (+10% rispetto al 2014). Ne deriva che il Veneto è la terza regione in Italia per peso del macellato, con una quota di poco superiore al 22%, preceduta a breve distanza da Emilia-Romagna (25%) e Lombardia (26%).

Ottimi i dati dell’avicolo (regionale e italiano). Nel 2015 la crescita è stata trainata anche dal comparto bovino (+25% sul 2014), con quasi 600.000 capi macellati, seppure ancora nettamente inferiore ai valori del 2010 con 980.000 capi (-40%) per le forti contrazioni delle  macellazioni di vitelli (-44%) e dei vitelloni (-36,5%). Gli esperti dell’Agenzia regionale evidenziano poi l’importanza del settore avicolo veneto a livello nazionale, che nel 2015 ha aumentato la propria quota di incidenza in peso morto sul totale regionale (circa 70%), seguito dai bovini (21%) e dai suini col 6,6%). Performance positiva ribadita dal comparto avicolo anche nel 2016 con i 260 milioni di unità macellate e gli oltre 6 milioni di quintali a peso morto, vale a dire quasi la metà del totale nazionale (44%). Valori raggiunti grazie ad una crescita decennale soprattutto della categoria polli da carne (+60%) e in parte dei tacchini (+15) in peso morto.

Proiezioni europee sui consumi. Il Report segnala anche le previsioni macro della Commissione europea che prospettano una produzione sostanzialmente stazionaria nei Paesi avanzati, con una leggera diminuzione del consumo pro-capite compensata dall’aumento della popolazione. Tuttavia, dovrebbe continuare il fenomeno sostitutivo della carne bovina in favore di quella avicola.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Argav incontra in Polesine la coop Villa Nani e l’agriturismo Valgrande

i soci Argav a villa Nani

(di Beatrice Tessarin, consigliere Argav) Colture alternative al tradizionale mais estensivo, prodotti nutraceutici, difese auto-indotte che sostituiscono i pesticidi, progetti solidali per il recupero dei disagi sociali, un’agricoltura tecnologica che si mette al servizio della salute dell’uomo e del benessere dell’ambiente: sono questi i temi che i soci Argav hanno avuto modo di trattarelo scorso 6 novembre, in Polesine per svolgere il proprio consiglio direttivo. L’occasione è stata propizia per incontrare due realtà dinamiche e rappresentative dell’agricoltura polesana come la cooperativa agricola Villa Nani di Bagnolo di Po (Ro) e l’agriturismo Valgrande di Runzi, frazione di Bagnolo di Po (Ro), che ha ospitato i lavori della nutrita delegazione.

Villa Nani. “Lavoriamo con oltre 600 aziende agricole di varie province e più di 200 associati, ha spiegato il presidente di Villa Nani, Damiano Giacometti, facendo visitare l’agenzia della cooperativa a Canda. Siamo agricoltori noi stessi, che cerchiamo di offrire alle aziende servizi a 360 gradi, in modo personalizzato, per rispondere esattamente alle esigenze, alla struttura, alle capacità produttive e, soprattutto, alla voglia di “fare e innovarsi” di ciascuna di esse. E cerchiamo di evolverci con le esigenze delle imprese agricole”. Così, in 30 anni di vita, la coop Villa Nani ha sommato al tradizionale servizio di raccolta cereali, la vendita di mezzi tecnici e carburante agricolo, contratti preventivi di filiera per la vendita dei prodotti, convenzioni con istituti di credito, assistenza e consulenza tecnica agronomica in campo, in particolare per la conversione al biologico, che sta avendo un vero e proprio boom, e verso colture cosiddette alternative ai cereali classici (grano e mais), che in realtà sono una felice riscoperta, come farro, orzo, segale, pisello proteico, avena, nocciolo. Seguendo la filosofia del cibo nutraceutico, cioè non solo salubre ma che ha effetti benefici sulla salute, la cooperativa sta “cucendo vestiti su misura”, come dice il direttore commerciale Federico Pasqualini, alle aziende che si trovano in difficoltà per la crisi dei prezzi dei cereali tradizionali: propone nuovi indirizzi colturali che producano per mercati apparentemente piccoli come il gluten free o il benessere. In quest’ottica si sono aperti collegamenti con imprese trasformatrici cui la coop fornisce la materia prima. La stessa Villa Nani ha creato quest’anno un proprio trasformato che sta partendo con la commercializzazione: il Mix Regina, miscela di farine bio di farro macinato a pietra ed orzo. Il problema dell’abuso di pesticidi in agricoltura è già il passato per Villa Nani che, insieme ai soci, pratica la difesa autoindotta: “il trend è trovare mezzi alternativi di difesa della pianta, ha spiegato Pasqualini . Noi dobbiamo fare in modo che la pianta sia in ottima salute e così potrà difendersi molto meglio da sola contro parassiti e malattie. Quindi va nutrita bene e coltivata in un ambiente sano”.

Agriturismo Valgrande. Ma Villa Nani non parla soltanto di cibo sano che fa bene, ma lo produce e lo promuove. Così è nata la collaborazione con un’azienda che del cibo di origine polesana ha fatto il proprio marchio: l’agriturismo Valgrande di Alberto Faccioli e Monica Bimbatti, che da 10 anni è un esempio in continua evoluzione di agricoltura multifunzionale. Fattoria didattica certificata dalla Regione Veneto, servizi di ristorazione e pernottamento ed ora fattoria sociale. “Siamo con orgoglio la struttura capofila del progettoStar bene insiemecon l’Ulss 5, ha spiegato Monica Bimbatti alla delegazione dell’Argav.  Accogliamo ragazzi con disagio familiare che lavorano manualmente nei nostri laboratori e siamo contenti di contribuire al fatto che queste nuove competenze si trasformino per loro in nuove opportunità di inserimento nel mondo del lavoro”. Il Valgrande è una piccola oasi di pace nella profonda campagna altopolesana, ma è raggiunto da turisti e visitatori di mezza Italia e del mondo, che vanno in cerca di una situazione di benessere personale lontana dalla routine. Qui non c’è solo buona cucina tradizionale servita con garbo e presentata con eleganza, ma una ricerca continua per impieghi nuovi di ingredienti antichi: sperimentazioni con cucina vegana e crudista in serate a tema, attenzione ai possibili usi di prodotti locali nuovi (ha collaborato per la ricetta della farina Mix Regina, sperimentandone la resa negli impasti ad uso pasta e polenta), recupera e rivede ricette dagli archivi degli istituti alberghieri locali.

Incidenti in agricoltura, negli ultimi 4 anni il 42 per cento delle morti bianche sono avvenute in attività agricole

Negli ultimi 4 anni in Veneto si sono registrati 188 infortuni mortali: di questi, 79 sono avvenuti in agricoltura. Gli spazi agricoli –  teatro del 39 per cento degli incidenti mortali – sono il primo ambiente per numero di infortuni e di morti nelle statistiche dell’Inail e degli Spisal regionali.

Salute e sicurezza in agricoltura. “Ancora troppi morti e incidenti in agricoltura: nonostante le statistiche ufficiali segnino una costante flessione negli ultimi anni, la coltivazione della terra è il comparto che continua mietere il numero maggiore di vittime. Un triste primato che supera anche i cantieri edili”, ha rilevato l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, nel corso del seminario promosso a Padova dall’Ulss 6 Euganea e dal Comitato di coordinamento della Provincia di Padova su “Salute e sicurezza in agricoltura” .

Il report Regione-Inail registra una progressiva contrazione degli incidenti mortali sui luoghi di lavoro: dai 53 del 2014 ai 52 dell’anno seguente, ai 46 del 2016, fino ai 37 dell’anno in corso (dato aggiornato al 14 settembre). Le province dove si sono registrati il maggior numero di incidenti mortali sono Vicenza (44) e Verona (31), seguite da Treviso (31). In agricoltura l’andamento appare più discontinuo, tuttavia sempre al ribasso: dalle 22 vittime del 2014 alle 14 dei primi nove mesi di quest’anno (ma erano 26 nel 2015 e 17 nel 2016). Negli ultimi quattro anni il 42 per cento delle morti ‘bianche’ sono avvenute in attività agricole. La prima causa di morte è il ribaltamento del trattore (31), seguita da schiacciamento o incastro in macchine agricole (15) e dalla caduta di tronchi (7).

Innovare strumenti e metodo di lavoro amplifica la sicurezza. “La casistica conferma come ci sia ancora tanta strada da fare per garantire sicurezza e salute sui campi – ha commentato l’assessore – anche se il trend in diminuzione conferma il buon lavoro dei servizi di prevenzione e l’opera di formazione e responsabilizzazione svolta dalle associazioni di categoria, delle organizzazioni professionali, dei fabbricanti e fornitori di macchine agricole. Formazione, vigilanza e gestione coordinata sono gli strumenti prioritari per tutelare salute e sicurezza di chi lavora sui campi o in attività agricole e forestali. Ma ritengo che tra le strategie più efficaci ci sia l’innovazione, nelle aziende, nella strumentazione, nei metodi di lavoro.  Per questo il Programma di sviluppo rurale adottato dalla Regione Veneto per il periodo 2014-2020 ha destinato il 26 per cento del budget complessivo (1184 milioni)  al sostegno dell’innovazione nelle aziende agricole, finanziando bandi per 300 milioni per investimenti nelle attrezzature agricole e dedicando altri 17 milioni a contributi per l’acquisto di attrezzature forestali”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Ortofrutticolo Veneto, mercati in flessione, report di Veneto Agricoltura

Negli ultimi cinque anni, a partire dal 2011, la merce scambiata nei mercati ortofrutticoli veneti ha tracciato un trend in flessione. Lo stesso andamento ha segnato purtroppo anche il 2016, visto che i quantitativi si sono mantenuti al di sotto della soglia psicologica del milione di tonnellate, scendendo  a circa 933 mila tonnellate (-1,3% rispetto al 2015). Come non bastasse, sempre nel 2016, anche il valore degli scambi risulta essere in calo (920 mln di euro, -4,7% rispetto all’anno precedente), a causa sia della diminuzione del volume delle merci, sia della flessione del prezzo medio delle merci scambiate nei mercati, sceso a 1,02 euro/kg (-3,6% sul 2015). Sono questi i dati più significativi che emergono dalle analisi effettuate dagli esperti dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura sui dati forniti dagli stessi mercati ortofrutticoli regionali.

Nel dettaglio. Gli ortaggi si confermano al primo posto (poco più di 470 mila tonnellate, -1,6%), con una quota pari al 50,6% degli scambi, seguiti dalla frutta fresca (312 mila t, -2,2%) con una quota del 33,4% sul totale delle quantità veicolate. Gli agrumi rappresentano circa il 15% delle merci scambiate (142 mila t, +1,8%) mentre è del tutto residuale la quantità di frutta secca (meno di 7 mila t). I mercati di redistribuzione (Verona, Padova e Treviso) rappresentano il fulcro degli scambi mercatali della nostra regione con una quota dell’84% del totale della merce veicolata (poco meno di 790 mila t). Per quanto riguarda invece i mercati alla produzione, le merci scambiate si attestano sulle 69 mila t, mentre la quantità veicolata dai mercati al consumo raggiunge le 75.000 t. In quest’ultimo ambito, va sottolineata la dinamica positiva registrata dai mercati di Venezia-Mestre (+7%) e Bassano del Grappa (+3%), a conferma del rinnovato impulso registrato negli ultimi anni da questa tipologia di mercati.

Import/export. Risultano in calo le quantità di merci importate (211 mila tonnellate, -10,9%), la cui quota scende dal 25,1% al 22,6% del totale. Le importazioni provengono per la maggior parte (60%) dall’Unione Europea e in particolare da Spagna e Paesi Bassi, che da soli effettuano quasi il 50% delle spedizioni di frutta verso i mercati veneti. In crescita le importazioni da Sud America e dall’America centrale (circa 52 mila tonnellate, +4,7), che soddisfano le esigenze di frutta e ortaggi nei periodi di contro stagionalità. Il Veneto svolge un importante ruolo di piattaforma di rilancio dei prodotti ortofrutticoli, ricevendo le merci provenienti dalle altre regioni italiane, in particolare dal Sud Italia (oltre la metà delle merci proviene da Sicilia, Puglia e Calabria), redistribuendole verso l’estero, la cui quota sul totale delle merci in uscita cresce fino a toccare quasi il 40% (371 mila tonnellate, +10%). Le esportazioni sono ovviamente orientate principalmente verso i Paesi più vicini: Croazia (16%), Germania e Slovenia (entrambe con una quota del 15%). Tra le “altre” destinazioni estere, la maggior parte sono rivolte verso Paesi dell’Est Europa, quali Ucraina, Repubbliche Baltiche, Polonia e Repubblica Ceca.

Mercato interno. Tutto ciò a scapito delle spedizioni verso le regioni italiani confinanti, che sono invece in calo (-4,6%), attestandosi su un valore pari a circa 177 mila tonnellate per una quota che scende dal 21,3 al 19%, e delle merci che rimangono all’interno dei confini regionali, che registrano una brusca riduzione rispetto all’anno precedente (385 mila tonnellate, -8,9%) e la cui quota nel complesso scende dal 45% al 41%. Da segnalare, tuttavia, il leggero aumento delle merci che rimangono all’interno del comune e della provincia rispetto alla sede dei mercati (la cui quota sale da 13,7% al 16,1%) a conferma di un rinnovato ruolo di fornitura del mercato locale svolto dai mercati al consumo. Una dinamica che replica quella registrata nel 2015 e che sembra segnalare un deciso interesse da parte di una certa tipologia di acquirenti (dettaglianti fissi e ambulanti, ho.re.ca,ecc.), a rifornirsi direttamente presso i mercati ortofrutticoli all’ingrosso presenti sul territorio regionale.Il report completo “Analisi dei mercati ortofrutticoli regionali 2016” è disponibile a questo link

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

6 novembre 2017, soci Argav in Polesine in visita alla cooperativa agricola Villa Nani e all’azienda agrituristica Valgrande

Lunedì 6 novembre 2017 pomeriggio i soci Argav saranno in Polesine con un duplice obiettivo: visiteranno Villa Nani, società cooperativa a Bagnolo di Po (Ro) che conta 500 aziende, tra associati e clienti, a cui fornisce mezzi utili per la produzione agricola, servizi, consulenze e proposte innovative nella cessione di prodotti agricoli; quindi, visiteranno l’azienda agrituristica Valgrande di Runzi (frazione di Bagnolo di Po), che ha iniziato il percorso di conversione da agricoltura tradizionale ad agricoltura biologica e che ospiterà la riunione del Direttivo. Questo l’ordine del giorno: comunicazioni del Presidente, approvazione verbale precedente, comunicazioni della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, definizioni Premio Argav 2017, pranzo di Natale, programmazione prossime attività, varie ed eventuali.

A Fieracavalli anche l’agroalimentare veneto. Tra le degustazioni in programma, quella del “Principe Rosso” di Chioggia

Giuseppe Boscolo Palo

Non solo il meglio del mondo equestre, con esibizioni e gare a Fieracavalli di Verona, aperta fino a domenica 29 ottobre con orario 9 – 19, ma anche le eccellenze dell’agroalimentare veneto inserite tra gli eventi di “Respirare il Veneto a cavallo”, con degustazioni di prodotti Dop e Igp abbinati a vini Doc e Docg nello stand della Regione (Pad. 4 E2/F2).

Il prodotto promuove il territorio. Tra questi il radicchio di Chioggia Igp, proposto in degustazione venerdì 27 alle ore 16:00 con il riso del Delta del Po e ostriche rosa della sacca di Scardovari abbinati al vino Merlara Doc. “E’ da alcuni anni ormai che la Regione ci propone di inserire anche il nostro radicchio Igp tra le degustazioni dei prodotti d’eccellenza del Veneto – afferma il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo – e questo ci riempie d’orgoglio ed è un significativo riconoscimento dell’impegno che mettiamo quotidianamente nella valorizzazione del “Principe” dei nostri orti. E l’inserimento in una manifestazione come Fieracavalli, dove viene proposta anche una fruizione dell’ambiente con approccio turistico ecocompatibile, ci sprona e ci dà ragione su quanto da tempo andiamo dicendo, e cioè che la promozione del radicchio di Chioggia Igp porta anche alla valorizzazione del territorio in cui è coltivato, dalla Laguna fino al Delta del Po”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp

 

Il PSR a portata di click: è online il nuovo sito web del Piano di Sviluppo Rurale del Veneto

È online il nuovo sito internet del PSR Veneto 2014-2020. Per la prima volta,  la Regione Veneto mette a disposizione degli operatori del settore e di tutta la cittadinanza un portale web dedicato specificamente al Programma di Sviluppo Rurale, la dotazione di risorse europee attraverso le quali la Regione del Veneto realizza le strategie e gli interventi per il settore agricolo, agroalimentare, forestale e per lo sviluppo delle aree rurali.

Un sito per gli agricoltori e cittadinanza. “Collegandosi al sito  www.psrveneto.it gli utenti potranno accedere a un servizio intuitivo e completo dove trovare tutte le informazioni sulle diverse Misure – spiega l’assessore regionale all’agricoltura, Giuseppe Pan –. Gli utenti a cui il sito è destinato non sono solamente gli agricoltori, cioè i beneficiari dei fondi a disposizione. Un’attenzione particolare sarà prestata alla cittadinanza: uno spazio importante sarà dedicato, infatti, alle iniziative di comunicazione rivolte al largo pubblico e alla condivisione delle esperienze più significative realizzate grazie al programma. L’obiettivo è raccontare a tutti, tramite risultati, aggiornamenti e storie esemplari, il sostegno profuso dal PSR Veneto per lo sviluppo regionale nel presente e nell’immediato futuro”.

Le piattoforme a disposizione. Il sito, che sarà gradualmente implementato nei prossimi mesi, lavorerà in sinergia con le piattaforme già a disposizione del sistema regionale: dal portale della Regione del Veneto (che continuerà a ospitare i documenti ufficiali del programma e i testi dei bandi), al sito web di Avepa (punto di riferimento per le procedure di accesso ai finanziamenti e gestione delle domande), fino al portale PIAVe (passaggio di accesso generale al mondo dell’agricoltura veneta). Il nuovo sito del PSR Veneto presenta un’interfaccia rinnovata, in linea con gli attuali trend del digital design, ed è stato realizzato dall’agenzia di comunicazione Pomilio Blumm, che ne curerà gestione e adeguamento nei prossimi tre anni. Facile da usare, è progettato per essere consultato da tutti i dispositivi, anche da smartphone e tablet, nel pieno rispetto delle normative nazionali ed europee su accessibilità e usabilità.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

26 ottobre 2017, i soci Argav visitano Verona Mercato Ortofrutticolo e Fieracavalli

Accompagnati dal presidente Andrea Sardelli e dal direttore Paolo Merci, giovedì 26 ottobre i soci Argav visiteranno Verona Mercato Ortofrutticolo, che rappresenta l’attività pulsante del Centro Agroalimentare di Verona. L’edificio ha una superficie coperta di 92.000 mq, al suo interno sono dislocati 92 stand assegnati a 67 operatori concessionari. Gli stand, di 3 tipologie, sono contrapposti e divisi da una galleria di commercializzazione di ampiezza pari a 24 m. e lunghezza pari a 850 m.

Sport ed equiturismo. In seguito, i soci visiteranno Fiercavalli, che si tiene dal 26 al 29 ottobre nella Fiera di Verona. La manifestazione, considerata la più importante in Europa dedicata al mondo equestre, vedrà la presenza di tremila cavalli di 60 razze, 750 aziende del settore da 25 nazioni e 210 appuntamenti tra gare sportive, concorsi e show. “Da mercato semestrale dei cavalli di fine ‘800 fino alla moderna Fieracavalli: per quasi 120 anni abbiamo accompagnato l’evoluzione del mondo equestre – commenta Maurizio Danese, presidente di Veronafiere –. Questo perché la rassegna riesce a rappresentare il settore nella sua globalità, promuovendone i comparti allevatoriale, turistico, sportivo e commerciale. Un valore aggiunto unico che conferma la fiera punto di riferimento indiscusso per appassionati, atleti, operatori, istituzioni, federazioni e associazioni”.

Non solo sport. A Fieracavalli i riflettori sono puntati sull’equiturismo, fenomeno in crescita in tutta Europa e che nella sola Italia conta 120mila praticanti assidui, 1 milioni di appassionati stimati e un indotto che raggiunge i 900 milioni di euro. All’interno del padiglione riservato alle vacanze in sella è possibile scoprire itinerari dentro e fuori i confini del nostro Paese, ma anche incontrare maneggi, alberghi e strutture ricettive attrezzate. “Il turismo è una delle principali linee di sviluppo per il futuro del settore equestre – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Come fiera stiamo investendo per far diventare il cavallo una ulteriore leva di marketing per i territori e proprio in occasione di questa edizione vogliamo presentare il primo master interamente dedicato al turismo equestre, organizzato insieme a European Academy for Rural Territories Hospitality e Ciset-Cà Foscari Università di Venezia”.

Il comparto allevatoriale. In Fiera, spazio pure al business e al prodotto con le aree dedicate al b2c e al b2b, ma anche all’anima storica della manifestazione, il comparto allevatoriale. Si va dagli esemplari italiani promossi dal ministero delle Politiche agricole (Mipaaf) e dall’Associazione Italiana Allevatori (AIA), ai cavalli iberici e frisoni, fino agli appaloosa, paint e quarter dell’epopea western. Qui fa il grande ritorno anche il cavallo arabo con Anica, l’Associazione Nazionale Italiana del Cavallo Arabo. Via libera al divertimento nell’area dedicata ai bambini, ma anche durante le Notti di Fieracavalli, l’offerta di intrattenimento non stop dal giovedì al sabato, fino alle 23. Da non perdere il Gala d’Oro serale Magnifique, che vede come guest star, Lorenzo, “il cavaliere volante”.

Fonte: Servizio Stampa Verona Mercato Ortofrutticolo e Fieracavalli

Autunno, tempo di olio nuovo. Nel Veronese, aperti ai visitatori i frantoi di Grezzana e Mezzane di Redoro

A dieci anni dalla prima edizione, torna nel Veronese Prime Olive 2017, l’evento di Redoro che segna l’apertura della raccolta delle olive e della spremitura, con l’assaggio dell’olio nuovo. L’azienda di Grezzana (VR) apre le porte dei frantoi ai visitatori per condividere i segreti dell’arte olearia, offrendo corsi di degustazione per gruppi di assaggiatori e approfondimenti dedicati alle scuole ed ai protagonisti della cucina, in cui si analizzeranno i passaggi della produzione dell’olio evo, dalla frangitura alla decantazione.

La raccolta 2017. “Nonostante l’andamento generale della raccolta di quest’anno non sia molto positiva, soprattutto in termini di resa, abbiamo buone premesse per assicurare la qualità del nostro olio. Per noi l’inizio della raccolta delle olive è un momento importante, una festa che simboleggia il ringraziamento per l’annata, che culmina con l’apertura dei nostri frantoi”, afferma Daniele Salvagno di Redoro.

Fonte: Servizio Stampa Redoro