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Agroalimentare Veneto 2015, “ebbro” di vino ma “a secco” in altri settori

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl valore complessivo della produzione lorda agricola veneta nel 2015 è stimato in 5,5 miliardi di euro, in leggero calo rispetto al 2014 (-2,2%). È uno dei dati più salienti emersi ieri a Legnaro (PD), nella conferenza stampa in cui l’agenzia regionale Veneto Agricoltura ha presentato i dati definitivi 2015 dell’agroalimentare veneto.

Luci e ombre. “Se da una parte il comparto del vino vola, sia sotto il profilo della produzione che dell’export, altri settori, in primis quelli della zootecnia e dell’ortofrutta, per motivi diversi, evidenziano notevoli sofferenze”, ha esordito nel presentare i dati l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan. “La Regione – ha ricordato Pan – sta facendo la sua parte, non perdendo mai di vista gli obiettivi principali, quali la redditività delle imprese agricole, la loro innovazione, il ricambio generazionale che, grazie al nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2020, stiamo cercando di rafforzare”. Nel presentare il neo direttore generale Alberto Negro, ingegnere con lunga esperienza nel settore privato, Pan ha indicato la strada che egli dovrà seguire, portando Veneto Agricoltura ad essere sempre più al servizio dell’innovazione dell’impresa agricola veneta. L’incontro si è comunque focalizzato sull’andamento dei diversi comparti agricoli veneti che, come accennato, nel 2015 sono saliti in altalena.

Tra produzione e prezzi in calo (non per il vino), spunta la multifunzionalità. “Il fattore principale del leggero calo del valore della produzione agricola – ha sottolineato Alessandro Censori, di Veneto Agricoltura – proviene dalla discesa di produzione e di prezzo delle principali colture erbacee e la flessione del settore zootecnico (per il ribasso delle quotazioni del latte); compensato però dall’incremento di produzione e di prezzo dei prodotti vitivinicoli”. Ecco un dato importante nella lettura della Congiuntura agroalimentare veneta 2015. Ad un’area che possiamo chiamare “tradizionale” in difficoltà (anche storica) si contrappone una più “dinamica”, con al vertice il vitivinicolo, più performante. L’analisi dei dati mostra ancora in aumento, sia nella quantità che nel prezzo, le attività di supporto al primario regionale (contoterzismo, manutenzione del verde, attività post-raccolta, ecc.) a dimostrazione di come la multifunzionalità sia uno strumento sempre più diffuso tra le aziende agricole.

Continua la diminuzione delle aziende. Nel 2015 il numero di imprese agricole risulta di 64.950 aziende, -1,6% rispetto al 2014. Ma qualcosa sta cambiando. Si confermano infatti in crescita le imprese agricole costituite nella forma di “società di persone” (+1%) e soprattutto in quella di “società di capitali” (+4,6%), che insieme  rappresentano il 15,5% del totale delle aziende agricole regionali; mentre (inesorabile) prosegue la diminuzione delle “ditte individuali” (-2,1%), l’83,8% del totale.  Anche gli addetti sono scesi a 62.551 unità (-0,7%): quindi cala in misura rilevante il lavoro “indipendente”, che pur restando la parte preponderante degli addetti del comparto (circa il 58%) presenta una flessione del -15,9%, mentre sono in forte crescita gli occupati dipendenti (+32%).

Andamento climatico. Il 2015 è stato più caldo e secco rispetto alla norma. Le anomalie termiche più significative hanno caratterizzato tutto l’anno meno la primavera. Cereali e colture industriali. Il meteo anomalo ha penalizzato mais e soia, le principali colture del Veneto per estensione (rispettivamente 229.000 e 134.000 ettari), con diminuzioni di resa intorno al -20% e conseguente flessione produttiva; medesima sorte ha subìto la barbabietola da zucchero. Annata invece moderatamente favorevole per riso, tabacco e per cereali autunno-vernini come frumento duro (che ha triplicato la superficie coltivata) e orzo; per frumento tenero, girasole e colza invece contrazione di investimenti e produzione. Da notare che, con la globalizzazione dei mercati delle commodity, le abbondanti disponibilità di prodotto e l’elevata quantità di scorte presenti a livello internazionale ha condizionato i mercati nazionali deprimendo i listini e determinando quotazioni negative per quasi tutte le colture citate.

Colture ortofrutticole. La superficie complessivamente investita a patate e ortaggi è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al 2014, pari a circa 26.000 ettari. Crescono le coltivazioni orticole in serra (+7%) ma diminuisce la coltivazione di piante da tubero (-12%). Aumenta la resa per patata (+6%), radicchio (+25%) e fragola (+14%); cala per lattuga (-17%) e pomodoro da industria (-20%).  Continua la crisi della frutticoltura, specie quella estiva, con conseguente “ridimensionamento”; comunque l’annata è stata favorevole: produzione in crescita per pesco (+15%), actinidia (kiwi, +10%), melo (+4,4%), pero (+3,7%); non per il ciliegio (-27%). Più prodotto equivale però a calo delle quotazioni: pesche (-38%) e mele (-15%). Bene l’olivicolo (+45%) dopo il disastroso raccolto 2014.

Florovivaismo. Continua qui la “moria” delle aziende agricole (-2,3%) e delle superfici investite (2.750 ha, -3,4%). La produzione, soprattutto quelle di piante ornamentali, è stata influenzata dall’andamento climatico a seconda della stagionalità, ma nel complesso le rese sono rimaste sostanzialmente invariate e la produzione complessiva si è solo leggermente ridotta (1,4 miliardi di piante, 1,3%).

Vitivinicoltura. Annata particolarmente favorevole, con vendemmia abbondante e raccolta record pari a 12,5 milioni di quintali di uva (+20% rispetto al 2014) e un volume di vino di 9,7 milioni di ettolitri (+18%); prezzi delle uve in aumento su tutte le piazze e per quasi tutte le tipologie considerate. La media regionale delle quotazioni osservata nel 2015 è salita a 0,65 euro/kg, in aumento del 14,7%. In aumento anche la superficie vitata, salita a 80.500 ettari. E cresce anche l’export: Veneto, +10% in valore e +3,6% in quantità, trascinato dal boom del Prosecco sui mercati internazionali (+30% circa sia in valore che in quantità).

 Zootecnia. Non si può dire lo stesso del settore zootecnico. Bene la produzione di latte in Veneto (+2,7%), ma son crollati i prezzi alla stalla (-13%), con conseguente forte calo del valore della produzione ai prezzi di base (-9%). In sofferenza anche i consumi interni di formaggi e latticini, ad eccezione dello yogurt, l’unico dato positivo è il parziale calo dei costi alimentari. Anche la carne bovina ha sofferto del calo al consumo e il ricavato spesso ha coperto poco più dei soli costi espliciti; la contrazione produttiva in Veneto è stata del -3%, con “frenata” quindi anche della dinamica dei ristalli importati (-3,2%). Il comparto suinicolo ha subìto una forte contrazione delle quotazioni di mercato (-7,4%) condizionate da un eccesso di produzione e dalla pressione della disponibilità estera. Anche qui i consumi sono risultati in discesa. Bene la produzione di carne avicola, aumentata del +4,1%, (specie quella di pollo), ma sono diminuite le quotazioni di mercato che complessivamente hanno favorito la tenuta dei consumi.

Pesca e acquacoltura. Timidi segnali di ripresa per il settore ittico veneto: dopo il notevole calo osservato dal 2001 (-42%), la flotta peschereccia veneta è salita a 654 unità, mentre la produzione locale conferita ai mercati ittici del Veneto ha registrato un incremento di quantità e valore pari a circa il +6,5% su base annua. In crescita anche la produzione di molluschi bivalvi (+6,6%). Considerando il transito di prodotto sia locale che nazionale ed estero, l’analisi dei mercati ittici regionali evidenzia un aumento del +3,2% del quantitativo commercializzato e un incasso complessivo pari a 114 milioni di euro (+2,5%).

Industria alimentare. Nel 2015 il numero delle Industrie alimentari venete attive è leggermente salito a 3.720 unità (+1,4%). Buoni gli indici: produzione +3,5%, fatturato +2,9%, ordinativi interni +3%, ordinativi esteri +5,1%, occupazione +0,5%. Import/Export. Il deficit nel 2015 è più che dimezzato, scendendo a 464 milioni di euro (-54,7%) in seguito a un aumento più che proporzionale delle esportazioni (+12,1%) rispetto alle importazioni (+1,4%). Il significativo incremento delle esportazioni è dovuto principalmente ai prodotti per l’alimentazione degli animali (+21,9%), prodotti di colture permanenti (+21,1%) e piante vive (+20,4%); rilevanti anche le variazioni positive di carni lavorate e conservate (+19%), prodotti di colture agricole non permanenti (+12,4%), prodotti da forno (+11,5%) e bevande (+10%), le quali rappresentano il 35% del totale delle esportazioni agroalimentari del Veneto.

Primi risultati 2016. Le prime indicazioni raccolte presso gli operatori locali sulle intenzioni di semina per la nuova annata agraria evidenziano una ripresa degli investimenti a frumento tenero e duro e orzo, rispettivamente +10/15%, +50%, +10%. Sugli stessi livelli del 2015 le superfici a barbabietola da zucchero e soia; in ulteriore diminuzione gli ettari coltivati a mais (-5/10%). Andamento altalenante dei prezzi nei primi mesi del 2016, su livelli comunque inferiori a quelli del 2015 per il frumento tenero; per mais e soia invece aumenti del 30% e del 10%. I settori vitivinicolo e frutticolo in generale stanno risentendo dell’anomalo meteo di maggio e soprattutto di giugno, con  basse temperature e piovosità elevata. Si registrano raccolti compromessi a causa di grandinate, un’elevata pressione di malattie fungine e danni da insetti che hanno particolarmente danneggiato ciliegie e pesche, soprattutto per le varietà precoci. Per quanto riguarda la vite, il quadro fitosanitario è caratterizzato da una forte pressione di peronospora, che richiede ripetuti trattamenti antiparassitari.

Export. I dati relativi al primo trimestre 2016 per i vini nazionali indicano un calo dei vini in bottiglia in valore (-0,6%) e in quantità (-4,9%), mentre risultano ancora in notevole crescita gli spumanti (+21,4% in valore e +26,1% in quantità). Sembra pertanto proseguire di buon passo il successo del Prosecco all’estero, sebbene le tensioni sui mercati finanziari e la svalutazione della sterlina in seguito al Brexit potrebbero creare difficoltà alle esportazioni verso il Regno Unito, che nel 2015 è stato il principale importatore di vino dal Veneto in termini di valore. Nel primo semestre 2016 è continuato il calo dei prezzi del latte crudo alla stalla scesi su livelli mediamente prossimi a 33-32 euro/100 lt (IVA esclusa), subendo l’andamento negativo delle quotazioni dei maggiori paesi produttori di latte europei. Quotazioni negative anche per i principali formaggi DOP veneti, soprattutto per l’Asiago e il Montasio; meno accentuato il ribasso per il Grana, più stabile il prezzo del Piave. Il comparto veneto della carne bovina risulta ancora caratterizzato da una “situazione recessiva”: stabili, o tendenti al ribasso, le quotazioni degli animali da macello e dei ristalli. Male anche il comparto dei suini pesanti, penalizzato sia dal calo delle quotazioni, sia dall’aumento dei costi alimentari osservato negli ultimi due mesi. Gli avicoli infine, purtroppo, non mostrano segnali di ripresa.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

L’apicoltura del Montello vale 300 ettari di prosecco. Gli addetti ai lavori chiedono maggior riconoscimento:”Siamo nomadi e lavoriamo di notte, creiamo ricchezza e tuteliamo l’ambiente”

apicoltori1E’ l’oro del Montello, anche se pochi lo sanno. Nonostante il maltempo delle ultime settimane, la produzione di miele dalle profumate acacie trevigiane arriverà a sfiorare quest’anno quota 500 tonnellate, pari a 3,5 milioni di fatturato. Un valore notevole, che può essere equiparato a quello di 300 ettari di prosecco.

Richiesta di miele in crescita. Per questo gli imprenditori apistici sono stanchi di essere considerati alla stregua di semplici hobbisti e chiedono che il loro settore abbia la stessa dignità degli altri: “Siamo professionisti e viviamo di miele – dice Francesco Bortot, degli apicoltori di Confagricoltura Treviso, con azienda a Biadene di Montebelluna -. Deteniamo gran parte degli alveari del Veneto, lavoriamo tutto l’anno e la richiesta di miele è costantemente in crescita, soprattutto nel campo del biologico. Chiediamo attenzione alla Regione, ai Comuni e agli agricoltori, perché le api sono un importante patrimonio per il territorio”.

20 mila alveari. L’acacia, importata in Europa dall’America, inizialmente era una pianta rustica e infestante. Dagli anni ’80 ha cominciato ad assumere un’importante valenza per l’apicoltura del Montello, raggiungendo l’exploit negli scorsi anni grazie all’avvento del “nomadismo del miele”. In 15 giorni di fioritura il numero di alveari raggiunge quota 20 mila. Ogni alveare è abitato nel massimo sviluppo da circa 50 mila api operaie e produce dai 20 ai 30 chili di miele. Il prezzo di mercato attualmente va dai 7-8 euro al chilo, che sale a 16 euro se il prodotto è biologico. Spiega Bortot: “Inizialmente il nostro lavoro era stagionale, mentre oggi dura tutto l’anno. Ad una condizione: dobbiamo spostarci da una zona all’altra. Il nomadismo degli alveari è indispensabile sia per l’impollinazione e lo sviluppo degli alveari, sia per garantire con diverse fioriture tipologie variegate di prodotto. In marzo, quando le api si svegliano dal letargo invernale, le portiamo in Trentino o in Emilia Romagna per l’impollinazione del melo, del pero e del ciliegio. In maggio torniamo nel Montello per la fioritura dell’acacia. In giugno ci spostiamo nella Pedemontana per il castagno, quindi nel Bellunese per la fioritura del tiglio e infine in alta quota per il rododendro”.

apicoltori3Sono le api a selezionare chi deve fare l’apicoltore. Il Montello come la California, che muove alveari da tutti gli Stati Uniti per l’impollinazione del mandorlo. In questi giorni sono presenti produttori da tutto il Nordest e oltre: Friuli, Trentino, Veneto, Emilia Romagna, Slovenia: “Carichiamo gli alveari sui camion di notte, quando le api dormono – racconta Elisa Caramore, produttrice trentina di Canal San Bovo -. Ogni camion ne trasporta una sessantina: impieghiamo una settimana per trasferirle tutte da una zona all’altra. Di giorno dobbiamo accudire le api, come animali in stalla: controlliamo che non ci siano orfane senza regina, verifichiamo se stanno bene, valutiamo quando è il momento di spostarle su un’altra fioritura. E’ un lavoro impegnativo e altamente specializzato, che non si può improvvisare e richiede anni di esperienza, studio e lavoro. L’apicoltura attrae molti giovani, perché richiede investimenti più limitati rispetto ad altri allevamenti: un alveare chiavi in mano costa circa 250 euro. Ma alla fine sono le api a selezionare chi è davvero in grado di fare l’apicoltore: devi capire che cosa sta succedendo nell’alveare, se le api stanno facendo miele, se sono disadattate e aggressive, se si perdono le famiglie. E agire di conseguenza”.

In Italia, prodotti 150 mila q di miele all’anno. Gli Agostini arrivano dalla provincia di Belluno. E le api a Volpago del Montello le maneggiano senza maschera: “Le api non sono cattive. Sono mansuete se si rispettano i loro ritmi e si salvaguarda l’habitat in cui si muovono”. In Italia, ogni anno, si producono circa 150 mila quintali di miele. Problemi con la concorrenza straniera non ce ne sono, nonostante le produzioni dell’Est siano battute a prezzi bassissimi che arrivano a meno di 2 euro al chilo: “La dicitura “vero miele italiano” è una garanzia per noi produttori e per i consumatori – assicura Bortot -. Il mercato va sempre più verso il bio: il consumatore di miele cerca un prodotto genuino e locale come il nostro: chiaro, profumato e dolcissimo”.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

L’industria dolciaria guarda alla filiera agricola, accordo Coldiretti Veneto e Paluani

PRODOTTILo storico zuccherificio di Pontelongo (PD) della Co.Pro.Bi, il più grande in Italia, in attività da un secolo, fornirà a Paluani, storica azienda dolciaria veronese, il suo “zucchero italiano” per la produzione dei dolciumi e dei tradizionali pandori e panettoni. La dolce fornitura è frutto dell’accordo sottoscritto ieri fra Coldiretti Veneto e Paluani e che prevede l’impiego di materie prime del territorio e fornite direttamente dalla filiera agricola.

Da questo momento in poi, quindi,  l’ufficio acquisti dello stabilimento di Verona potrà contare su 200/300 mila tonnellate di zucchero frutto dei 33 mila ettari di barbabietole coltivate in Veneto e lavorate nello zuccherificio di Pontelongo. Il latte e il burro verranno dalla Latteria Virgilio di Mantova, che riunisce le latterie veneto-lombarde, oltre 2.000 soci allevatori che dal 1966 garantiscono tradizione e solidarietà. Inoltre, anche le uova saranno consegnate da produttori locali.

“E’ a giugno che si fanno i contratti commerciali – ha esordito Michele Cordioli vice presidente di Paluani  – e noi guardiamo ad un Natale al 95% fatto di materia prima proveniente dall’Italia, puntando ovviamente a recuperare presto quei 5 punti di percentuale e arrivare ad una cifra tonda”. Su questo auspicio concorda Coldiretti che non solo è promotore dell’iniziativa ma, come ha precisato il direttore Martino Cerantola, è garante dell’operazione. “La ricaduta positiva per i nostri agricoltori è indubbia – ha precisato – ma sottolineiamo che l’operazione non deve essere di facciata ma una scelta convinta per rispetto soprattutto dei consumatori finali”. I presupposti per una buona partenza e una sicura riuscita ci sono tutti, nonostante i protagonisti si siano dati appuntamento tra un anno per una prima verifica.

Nel frattempo lo stabilimento dolciario ha sfornato pandori anche la scorsa settimana per il mercato tedesco, segno di un successo che non conosce stagioni, come ogni giorno vengono confezionate focaccine e cornetti senza sosta. “D’altro canto Paluani ama definirsi una grande pasticceria –ha specificato Diego Romanini direttore generale – presente sul mercato da quasi cent’anni che lavora un valore di  25 milioni di ingredienti, dallo zucchero alle uova usando il burro al posto dell’olio di palma, e per le ricette particolari ricorre pure alle denominazioni blasonate come il pistacchio di Bronte, limone di Amalfi e le nocciole del Piemonte. “Con questo patto creiamo un’economia virtuosa – ha concluso Pietro Piccioni direttore di Coldiretti –   riconoscendo così l’impegno degli imprenditori agricoli per la sicurezza alimentare,  lasciando a tutti il giusto margine di reddito, riducendo l’impatto ambientale visto il raggio limitato da cui provengono tutti gli attori della filiera”.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Padova

31 maggio 2016, al via a Bagnolo di Po (RO), una quattro giorni per gli studenti delle elementari (ma non solo) all’insegna dell’arte bianca

nei campi 2Quando l’agricoltura diventa cultura, i campi si trasformano in aule scolastiche ed i mulini in palestre. Si rinnova per il secondo anno a Bagnolo di Po (Ro) l’evento “Il piccolo laboratorio verde”, attività didattica per conoscere come nascono gli alimenti dalla campagna alla tavola, dedicato ai bambini delle scuole primarie di Bagnolo di Po, Castelguglielmo, Canda e San Bellino.

31  maggio, dalle 17 visita ai campi varietali aperta anche ai non soci. Quest’anno il laboratorio ha per tema “La fantastica storia di un chicco di grano/ Magicando con il pane”, e si svolgerà nelle mattinate di martedì 31 maggio, mercoledì 1° giugno e poi venerdì 3 e sabato 4 giugno prossimi, alla sede della cooperativa agricola Villa Nani, a Bagnolo e parteciperanno circa 160 alunni, suddivisi per scuola durante i quattro giorni. La manifestazione, che impegnerà insegnanti e tecnici della cooperativa è organizzata dalle due amministrazioni comunali di Bagnolo e di Castelguglielmo in collaborazione con Villa Nani, realtà economica ben radicata nel territorio e molto attenta alla valorizzazione di cereali ed altre produzioni agricole locali attraverso contratti di filiera. “Queste giornate didattiche coi bambini – spiega il presidente della coop Damiano Giacometti – sono il naturale collegamento della nostra struttura col suo territorio, perché siamo nati per dare servizi alle imprese agricole. E come aggregazione di imprese vogliamo mettere in evidenza che fare impresa ha anche un valore sociale.”Oltre al laboratorio con le scuole – continua Giacometti – nel pomeriggio di martedì 31 maggio, a partire dalle 17, saremo aperti a soci e non soci per la visita ai nostri campi varietali e per la presentazione delle nostre attività e servizi”.

cruschelloCapire la diversità dei cereali. Ogni giornata di laboratorio inizierà alle 10.30. Gli alunni saranno accolti dal presidente Giacometti e poi affidati al direttore commerciale Federico Pasqualini, che farà loro da cicerone nei campi della cooperativa, per vedere come sono diversi il grano tenero dal grano duro o dall’orzo e scopriranno alcuni cereali antichi, come il farro dicocco (Triticum dicoccum), le cui prime menzioni risalgono alla Bibbia. Quindi tutti a vedere come si passa dal chicco alla farina e poi al pane. “Ci siamo attrezzati con mulino, impastatrice e forno – spiega Pasqualini – per calarci appieno dentro la“magica arte bianca”. Impareremo a distinguere i diversi tipi di farina, come si fanno gli impasti per il pane e come si cuociono. Infine, ci sarà una sorpresa per tutti i bambini: posso solo dire che sarà una cosa buona e fragrante”.

Fonte: Servizio Stampa Cooperativa Villa Nani

28-29 maggio 2016, a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV) si tiene il primo Festival del Formaggio Ubriacato

DCF 1.0

formaggio ubricato (foto Perenzin)

Dal 28 al 29 maggio 2016, a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV), si tiene il primo Festival del Formaggio Ubriacato, promosso dall’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, associazione che propone corsi di formazione in ambito caseario. La due giorni si svolgerà nelle sale del Cheese Bar PER della Latteria Perenzin, sede anche dell’Accademia stessa, visitata tempo fa dai soci ARGAV (qui leggi l’articolo).

Laboratori didattici per bambini e degustazioni guidate per gli adulti. L’intero locale sarà dedicato al Festival, con aree espositive riservate a aziende lattiero-casearie d’eccellenza che del formaggio ubriacato hanno fatto la loro produzione di punta. Saranno organizzati anche laboratori didattici e degustazioni guidate, che si terranno nelle sale di via Cervano 77/d, sempre a Bagnolo di San Piero di Feletto. I bambini potranno cimentarsi nella produzione di caciotte e altri formaggi che potranno poi portare a casa come ricordo dell’esperienza. Ai più grandi invece sono riservati speciali momenti degustativi a tema, in cui grande protagonista sarà il formaggio ubriacato in tutte le sue varianti, abbinato al Prosecco DOCG Conegliano-Valdobbiadene e ad alcune birre artigianali.

Una Dop del formaggio ubriacato in arrivo? Si terrà invece domenica 29 alle ore 10, presso le sale del municipio di San Pietro di Feletto, il  convegno dedicato ad approfondire la storia ed il futuro del formaggio affinato tramite ubriacatura. Coordinati dal giornalista Claudio De Min, collaboratore del Gazzettino per la pagina del gusto, produttori d’eccellenza e personalità di spicco porteranno la loro testimonianza ed esperienza, con momenti di confronto sul tema. Alla tavola rotonda prenderanno parte: Ulderico Bernardi, scrittore, giornalista e sociologo, Antonio Carpenedo, storico mastro affinatore, che racconterà la nascita del primo Formaggio Ubriaco della storia, Alessandro Sensidoni, docente di scienze e tecnologie alimentari all’Università degli Studi di Udine, Renato Brancaleoni, direttore di Alma Caseus che porterà la propria esperienza di affinatore ed esperto, Terenzio Borga, presidente Aprolav che esporrà le possibilità di creare la DOP del formaggio ubriacato, Marco Quasimodo, segretario nazionale di Onaf e Carlo Piccoli, direttore dell’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, che parlerà di ubriacature innovative.

Fonte: Servizio Stampa Latteria Perenzin

Utilizzo di droni in agricoltura, firmato accordo tra Coldiretti e Confindustria Veneto per partnership tra aziende agricole e tecnologiche

accordo confcoldirettiTrattamenti mirati nei vigneti, gestione oculata dell’irrigazione nelle grandi colture, diffusione ragionata di insetti utili in frutticoltura, interventi ad impatto zero per risparmio energetico in campo orticolo: l’agricoltura di precisione ormai sempre più ricercata è animata da nuove generazioni e non si accontenta più di satellitari sui trattori per delimitare perfettamente le semine in campagna o procedere alla lavorazione dei terreni senza sbavature, ma chiede un approccio moderno.

Partnership tra aziende agricole e aziende tecnologiche. Per questo ieri a Mestre (VE) Coldiretti e Confindustria Veneto hanno siglato un accordo per perfezionare la tecnologia nell’ambito di progetti di reciproco interesse. “Un protocollo d’intesa che va nella direzione di un settore primario high tech segnato dalle scelte imprenditoriali dei giovani più preparati e attenti alle applicazioni d’avanguardia – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Martino Cerantola. Paolo Armenio, presidente  di Confindustria Servizi Innovativi, ha parlato invece di sfida per il manifatturiero che sperimenta nuovi orizzonti: “Dare risposte agli operatori del primario ci stimola a trovare soluzioni e creare strumenti ad hoc”.

firmaLa firma ufficiale è avvenuta davanti a due droni messi a disposizione della ditta Cardtech di Padova: nonostante non sia stato possibile compiere una prova di ricognizione sul posto garantita dalla presenza dell’istruttore Maurizio Patuelli, i 50 giovani agricoltori che hanno partecipato ad un corso di formazione per pilotare droni hanno dimostrato con entusiasmo che la tecnologia del futuro è più che mai alla loro portata.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

 

6-8 maggio 2016, a Padova si tiene il Festival dell’Agricoltura, comprensivo anche del Festival delle Dop (7-8 maggio) e di Orti e Giardini

A3_FESTIVASHOWAGRICOLTURA-PD-lowLa 3^ edizione del Festival delle DOP del Veneto, kermesse promossa da Regione e Veneto AgricolturaEurope Direct Veneto, si svolgerà presso l’ippodromo “Le Padovanelle” a Padova nei giorni 7 e 8 maggio nel contesto del Festival dell’Agricoltura (6-8 maggio, ore 10-22), manifestazione su agricoltura, ippica, zootecnia, giardinaggio, fattorie didattiche, prodotti tipici, etc.

Presenti quasi una trentina di Consorzi di tutela. In vetrina quindi le eccellenze dell’agroalimentare regionale, ovvero i prodotti riconosciuti dai marchi europei di qualità DOP, IGP, STG e il marchio regionale Qualità Verificata. Ricco il programma degli eventi con presentazioni dei prodotti e degustazioni guidate a cura dell’Istituto Alberghiero “Pietro d’Abano” di Abano terme (Pd).

Direttivo ARGAV. Nell’occasione, nella tribuna dell’ippodromo delle Padovanelle, sabato 7 maggio si riunirà dalle ore 16 alle ore 18 il direttivo ARGAV, con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente; comunicazioni del Presidente; comunicazione della Segretaria; domande iscrizione nuovi soci; bilancio consuntivo 2015; bilancio preventivo 2016; programmazione assemblea 2016 e  prossime attività; varie ed eventuali.

Distretti veneti, dati 2008-20015, boom export nel settore agroalimentare

Dati distretti Veneti

Dati Centro Studi Intesa San Paolo

( di Maurizio Drago) Notizie buone, anzi ottime, dal Triveneto, sul’export di prodotti agroalimentari.  Lo dice l’attento studio periodicamente presentato dal Centro Studi  di Banca Intesa San Paolo, che monitora l’andamento dei distretti industriali “motore” della crescita nordestina, ed illustrato durante un incontro stampa nella sede della Cassa di Risparmio del Veneto a Padova, da Giovanni Foresti e Anna Maria Moressa.

Luci ed ombre. Lo studio evidenzia il boom dell’export con un aumento percentuale a due cifre soprattutto per i prodotti “food & beverage”.  I dati statistici mettono a confronto le vendite all’estero a fine 2015 con quelle relative al 2008. In pochi anni, la crisi ha fortemente ridimensionato alcuni settori industriali (tessile-abbigliamento, calzature, ceramiche, mobili e altro) ma due distretti hanno avuto uno straordinario salto sulle vendite export: quello del vino prosecco di Conegliano Valdobbiadene con un + 24,8% rispetto al 2008 e quello delle carni di Verona con un + 21,3 %. Aumenti delle esportazioni anche in altri settori dell’agroalimentare: dai vini del veronese (alcuni di questi prestigiosi, come l’amarone, sono ricercatissimi all’estero, diventando “concorrenti” di  altri vini nobili toscani notoriamente conosciuti nel mondo) ai dolci e alle paste.

7 distretti industriali veneti tra i primi 15 in Italia in fatturato ed export. E’ stata registrata una forte crescita nei paesi  europei, prima tra tutti la Gran Bretagna ( ma anche Polonia, Francia e Germania) e  oltre Oceano (Stati Uniti d’America), nonché Cina e nuovi mercati (Corea, Paesi Arabi, ecc). Lo studio ha evidenziato che nel 2015 le esportazioni nordestine hanno raggiunto un aumento tendenziale del +6,2% per un totale di 1,4 miliardi di euro in più rispetto al 2014. Non solo. Lo scorso anno i distretti triveneti sono stati così dinamici da mostrare un andamento migliore rispetto al manifatturiero italiano (+6,2% contro il +3,7%), e al manifatturiero tedesco (+6,2% contro il  +5,2%). 
I distretti del Trentino-Alto Adige hanno segnato +10%, toccando il massimo storico dopo i minimi del 2009: hanno raggiunto 1,6 miliardi (un incremento di 144 milioni sul 2014) pari ad una variazione del +45% rispetto al 2009. Spiccano le mele del Trentino e dell’Alto Adige che hanno avuto un forte incremento.

distretti Intesa San Paolo

La presentazione della ricerca

Settore primario d’interesse anche per i giovani. Renzo Simonato,  direttore regionale di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia  di Intesa San Paolo, da sempre attento alle dinamiche economiche nel campo dei prodotti agricoli, con un tocco d’orgoglio ha sottolineato che il suo istituto è sensibile e molto attento al settore agroalimentare. La banca finanzia i buoni progetti in agricoltura, è attenta all’imprenditoria giovanile, ma anche è sensibile alle criticità e cerca di intervenire laddove è possibile. Ad esempio viene concessa una moratoria di 42 mesi (anziché 24 ) al fine di agevolare i pagamenti  degli agricoltori nel campo lattiero-caseario. Dello stesso avviso il presidente dell’istituto, Gilberto Muraro, già rettore dell’università di Padova e ora al vertice dell’istituto bancario veneto. Insomma, i dati positivi fanno presagire una buona crescita economica nel settore dell’agroalimentare, a cui guardano anche molti giovani creando start-up innovative ee nuove imprese distrettuali vincenti.

Vinitaly 2016 al via, la Polizia di Stato promuove insieme alla manifestazione la campagna di sensibilizzazione per il bere moderato “In vino virtus”

In vino virtusCon lo slogan Enjoy your wine, don’t drink your life la Polizia di Stato torna per il secondo anno a Vinitaly con la sua campagna di sensibilizzazione “In vino virtus” per promuovere, in particolare tra i giovani, i valori della guida sicura contro la guida in stato di ebrezza. L’obiettivo, che anche Vinitaly sostiene ormai da molti anni, è di promuovere il bere moderato e di qualità in contrapposizione al fenomeno del binge drinking, cioè del bere per lo sballo.

Simulatore in fiera per sperimentare la guida in stato di alterazione. Durante i giorni di manifestazione (10-13 aprile 2016), nel proprio stand all’interno del padiglione 10, gli esperti della Polizia di Stato faranno informazione sulle conseguenze dell’abuso di alcol. Potrà essere sperimentata anche la guida in stato di alterazione, grazie al simulatore “Ready2go” in abbinamento a speciali occhiali deformanti. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Vinitaly/Veronafiere e Unione Italiana Vini, è stata annunciata dal questore di Verona Enzo Giuseppe Mangini, alla presenza del presidente di Veronafiere Maurizio Danese e di Sandro Sartor di UiV. In Vino Virtus ha quest’anno il patrocinio di Wine in Moderation, l’associazione europea no profit del settore vinicolo che promuove la responsabilità e la moderazione del consumo di vino.

Fonte: Servizio Stampa Veronafiere

 

8-11 aprile 2016, il fuori salone di Vinitaly alla conquista dei wine lover (e non solo) con eventi che raccontano il vino attraverso musica, arte, design, architettura e moda

Fuori VinitalyÈ tutto pronto per Vinitaly and the City, il fuori salone che Veronafiere, in collaborazione con il Comune di Verona e con il patrocinio della Provincia di Verona, organizza da venerdì 8 a lunedì 11 di aprile, nel cuore della città scaligera.

Verona per quattro giorni si tinge del viola di Vinitaly: non solo wine&food di qualità, ma musica, spettacoli e incontri in compagnia di grandi ospiti che raccontano fino a mezzanotte il vino attraverso il design, la moda, l’architettura e l’arte. Un’iniziativa che rafforza ancora di più il legame tra la Fiera e la sua città esaltando le ricchezze che il territorio offre. Per la prima volta il fuori salone di Vinitaly coinvolge gli esercizi commerciali del centro storico, con decine di eventi nei negozi e bar, non solo nella Notte Viola di sabato 9 aprile, ma durante tutti i quattro giorni.

Vinitaly and the City è un evento diffuso, che ha il suo cuore in Piazza dei Signori dove sommelier accompagnano i wine lovers alla scoperta dei migliori vini italiani proposti da consorzi di tutela e cantine. Sono a cura di I love Italian Food, invece, le piccole degustazioni tematiche di eccellenze 100% italiane, mentre la Loggia di Fra’ Giocondo e la Loggia antica diventano esclusive lounge dove ascoltare racconti e storie legate alla tradizione e alla cultura enologica italiana, con narratori d’eccezione quali Marco Balzano, vincitore della 53ª edizione del premio Campiello. Nel vicino Cortile del Mercato vecchio è la musica ad essere protagonista, con concerti ed esibizioni live delle voci più in voga nel panorama musicale italiano come Paola Turci, Bianca Atzei, Irene Fornaciari, Francesco Gabbani, Giò Sada (vincitore di XFactor 9) & Barismoothsquad, Sagi Rei, Mauro Ermanno Giovanardi e Sonohra, senza dimenticare i dj set con Luca Onere, Davide Polettini e Marco Fullone di Radio Montecarlo, radio ufficiale dell’evento.

Evento enogastronomico itinerante. Spostandosi nella vicina Piazza delle Erbe, la cima della Torre dei Lamberti offre l’emozione di una degustazione unica, a più di 80 metri d’altezza, affacciati sul panorama di Verona. La Torre non è il solo monumento di Verona toccato da Vinitaly and the City. Grazie al Tour Arte e Sapori del Territorio, organizzato in collaborazione con Fuori-Fiera insieme ai ristoratori del centro storico, si possono conoscere le bellezze culturali e storiche di una città patrimonio dell’Unesco. Un vero e proprio evento enogastronomico itinerante, alla scoperta dei luoghi più suggestivi, con l’aiuto di guide turistiche professionali. I percorsi sono diversi, ma tutti iniziano da Piazza Bra, all’info point dedicato, e terminano nella Loggia di Fra’ Giocondo in Piazza dei Signori. Sempre di Fuori-Fiera è l’iniziativa “Taste and Visit” che anima Corte Sgarzerie, Arco dei Gavi e Piazza Bra con degustazioni di vini e le spiegazioni delle guide sui più importanti siti archeologici e monumentali di Verona.

Bio. Il fuori salone riserva un’attenzione speciale anche agli appassionati dei vini biologici e biodinamici con Biologic, dalla Terra alla Strada, nei padiglioni dell’Arsenale austriaco. Una rassegna realizzata insieme a Studioventisette dove al vino biologico e biodinamico si abbina il gusto dello street food, con 16 foodtruck in versione gourmet da tutta Italia. Si va dai Casonsèi de la Bergamasca alla polenta brustolita, dalla Miassa, all’arrosticino, dall’oliva ascolana all’hamburger di chianina, l’hamburger di persico del lago di Garda al vegan burger di quinoa, ceci ed erbette, dalla farinata di ceci alla pasta al pesto; ancora prodotti tipici del Parmense rivisti in chiave street food, per tutti i gusti e per tutti palati. Ad accompagnare le degustazioni, incontri, spettacoli e workshop con un programma che spazia dall’e-commerce e storytelling del vino agli showcooking e alla moda. Biologic è anche concerti, con la delicata voce di Violetta Zironi e l’immancabile ukulele che l’ha resa famosa ad XFactor. Per chi ama cucinare cantando c’è Bengi dei Ridillo e il suo That’s Amore Music Kitchen – un vero e proprio cooking show musicale a base di swing italiano e cucina tradizionale –, lo ska jazz a ritmo giamaicano dei Gengi-Ska, il folk pop naif dei C+C= MAXIGROSS che aprono l’evento venerdì 8 aprile e la canzone popolare dei Contrada Lorì. Tutti gli spettacoli si svolgono all’interno dei padiglioni dell’Arsenale, anche in caso di pioggia.

Fonte: Servizio Stampa Verona Fiere