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26 giugno-2 luglio, in primo piano ad Expo 2015 l’ecosistema delle malghe dell’Altipiano di Asiago

Capindo la late - BiodiversitàASIAGODOPaEXPODal 26 giugno al 2 luglio Asiago DOP porta la biodiversità al centro della sua presenza a EXPO 2015. Per l’intera settimana, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago intensificherà gli eventi al Padiglione Federalimentare-Cibus è Italia (Pad. 128) con un corner esterno mentre il 30 giugno, alle ore 15.00, entra nel vivo la collaborazione con Slow Food ed Asiago Dop con la presentazione, allo Slow Food Theatre, del documentario “Capindo la late. Transumanza di uomini e bestie attraverso il tempo sull’Altopiano di Asiago 7 Comuni”, il grande affresco della vita e del mondo dell’alpeggio che rende unica questa Dop.

Riflessione sul valore dell’agricoltura di montagna. Promosso dal Consorzio e realizzato da Andrea Colbacchini e Giuliano Cremasco in oltre 18 mesi di ricerca, “Capindo la late” è occasione per riflettere sul valore dell’agricoltura in montagna dove i malgari, con la loro attività di trasformazione del latte in formaggio, diventano i custodi del pascolo e tutori della biodiversità zootecnica, a salvaguardia di quel patrimonio naturale che è valore universale a EXPO 2015.

Prezioso alleato per la salute. Il formaggio Asiago DOP è anche esempio di come un’alimentazione sana sia preziosa per la salute. Infatti, recenti studi dell’Università di Padova, hanno dimostrato come, grazie alla presenza di peptidi bioattivi, apprezzati alleati nella difesa contro i radicali ossidativi, Asiago Dop possa intendersi alimento “nutraceutico naturale”. Un beneficio che rivela la presenza di piccole quantità di  CLA, i coniugati dell’acido linoleico, in grado di ridurre i tessuti adiposi di riserva in soggetti sani in moderato sovrappeso.

Fonte: Consorzio Tutela formaggio Asiago Dop

Diga sull’Adige, Confagricoltura contraria

Emo Capodilista

Giordano Emo Capodilista, presidente Confagricoltura Padova

Confagricoltura Padova contrasterà il progetto per la realizzazione di una diga sul fiume Adige tra Terrazzo e Badia Polesine finalizzato alla produzione di energia elettrica. “Il problema è proprio la finalità esclusiva di sfruttamento del corso d’acqua a fini energetici del progetto -sottolinea il presidente dell’associazione Giordano Emo Capodilista– che non possiamo accettare.

L’uso a fini di lucro dell’acqua non  può prevalere o anche solo condizionare l’ottimale regolazione dei livelli del fiume, indispensabile anzitutto per garantire la sicurezza idraulica e poi per consentire la disponibilità di una adeguata quantità di acqua per gli scopi di potabilizzazione e di irrigazione. Va infatti ricordato che la legge Galli, per quanto riguarda l’impiego dell’acqua, dà priorità agli scopi irrigui prima di quelli industriali”. Confagricoltura, in sintonia con i consorzi di bonifica delle province di Padova, Rovigo e Venezia, è preoccupata per la possibile riduzione del livello del fiume a valle della diga che comprometterebbe l’attingimento di acqua per l’irrigazione, è provocherebbe anche il progressivo depauperamento dei sedimenti e la risalita del cuneo salino.

Rischio di limitazioni acqua per irrigazione anche nel Veronese. “Il fiume va rispettato e amministrato con grande cura; ogni intervento deve essere integrato nella gestione complessiva del corso d’acqua. Già altre centrali idroelettriche che stanno per essere realizzate in provincia di Verona sono state autorizzate senza un’attenta valutazione e probabilmente porteranno alla limitazione dei quantitativi di acqua destinata all’irrigazione proprio nei periodi in cui ci sarà un maggior bisogno per l’agricoltura”, conclude Emo Capodilista.

Fonte: Confagricoltura Padova

Passione e attenzione alla qualità, il segreto (svelato) del successo della storica Latteria Perenzin a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV)

Soci Argav+Perenzin

18 aprile 2015, I soci ARGAV in visita alla Latteria Perenzin, in primo piano Emanuela Perenzin

(di Marina Meneguzzi) Il formaggio in frigo ha fatto la muffa? Contrariamente a quanto potreste pensare, è un buon segno, significa che nel produrlo non sono stati usati conservanti e che, se indicata nell’etichetta di confezionamento la parola “edibile“, potete mangiarvi anche la buccia! Parola di Emanuela Perenzin, titolare insieme al marito Carlo Piccoli dell’omonima storica Latteria a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV), meta della visita dei soci ARGAV lo scorso 18 aprile.

scaffalutura formaggi bio foto Beatrice Tesserin

Scaffalatura formaggio capra bio (foto Beatrice Tessarin)

Innanzitutto, qualche dato: casari da 4 generazioni, Prenzin Latteria ha registrato nel 2014 3milioni di fatturato (+ 13% rispetto al 2013), lavorando 2 milioni di litri di latte proveniente da stalle di Belluno, Brunico, Susegana (il latte di bufala dell’azienda agricola Borgoluce, che i soci ARGAV in passato hanno visitato) e da un’unica stalla di Conegliano (la società agricola biodinamica San Michele Tre Marie). Pionieri nella riscoperta dei formaggi a base di latte di capra, Perenzin Latteria è leader in Italia nella produzione di formaggi caprini da latte biologico.

Museo Perenzin 1Percorsi Enogastronomici di Ricerca. La visita è stata un’esperienza sensoriale davvero coinvolgente, ripetibile da tutti, possibilmente su prenotazione (tel. 0438-21355),  che ha consentito di visitare il caseificio – percorso museale con i cimeli e le glorie di famiglia compreso -, i magazzini e di gustare una selezione di prodotti. La visita è iniziata dal nuovo PER, (Percorsi Enogastronomici di Ricerca), innovativa formula di accoglienza che associa alla vendita di oltre 30 tipologie tra formaggi di vacca, capra, bufala e bio, anche salumi, vini, birre artigianali e una selezione di specialità gastronomiche italiane di qualità.

degustazioneIl formaggio è una creatura che respira, vive e matura giorno dopo giorno. Associata alla vendita, c’è l’attività di ristorazione nel Cheese bar Osteria del Casaro dove è possibile deliziarsi con menù a tema nonché fare interessanti degustazioni guidate, condotte con grazia e maestria anche dalla stessa Emanuela Perenzin (costo 10 euro a persona per gruppi di 5/6 persone con assaggio di circa una decina di formaggi). In occasione della nostra visita, abbiamo assaggiato nove formaggi partendo, in un crescendo di sapori, dalla caciotta senza sale, che odora di burro e di panna, per passare alla specialità della casa, il piccolo fiore di bufala – davvero magnifica la sua scioglievolezza in bocca! – , e ad una serie di formaggi “ubriachi” e affinati al vino, dal bufala ubriacato al Glera (vitigno del Prosecco), dolce e piccante con un retrogusto finale di bufala e “di  cantina”, medaglia d’oro all’ultima edizione del World Cheese Awards di Londra, al capra al Traminer, al Millefoglie ubriaco al Marzemino. Ed ancora, abbiamo assaggiato il formaggio Montagna, dagli aromi di erbe e fiori di prato dei pascoli altoatesini, il formaggio di capra affinato al pepe, il formaggio San Pietro in cera d’api, dai sentori mielati con retrogusto vanigliato e fiorito, ed infine il Castel, libera interpretazione dei Perenzin di come poteva essere un formaggio nel Medievo, fatto con latte crudo non pastorizzato, ricco di grasso e proteine, e lasciato inacidire per un giorno in ambiente igienicamente controllato, morbido nel sottocrosta e sempre più consistente a mano a mano che ci si avvicina al cuore del formaggio.

Soci Argav + Carlo Piccoli

I soci Argav in visita alla Latteria Perenzin, in primo piano a destra Carlo Piccoli, direttore Accademia Int.le dell’Arte Casearia

Con i corsi dell’Accademia dell’Arte Casearia, si dà “forma” ai propri desideri professionali. Tra le attività intraprese da Emanuela Perenzin e, soprattutto, da Carlo Piccoli, c’è la nascita dell’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia,  sorta dalla collaborazione con l’Associazione Famiglie rurali Sinistra Piave. L’Accademia è l’unica presente in Italia, dopo quella di Thiene (Vi) istituita nel 1927 ma chiusa anni orsono, ed è ospitata negli spazi dello stabilimento della Latteria. A dirigere l’Accademia è Carlo Piccoli, maestro assaggiatore Onaf dal 1995 e casaro “sperimentatore”, grazie al suo lavoro ventennale in produzione e in negozio, che gli ha permesso negli anni di avere un dialogo diretto con i clienti. “In un momento in cui la crisi si fa sentire in ogni settore – ha affermato Piccoli –, è importante recuperare mestieri della tradizione delle nostre zone. Purtroppo manca la conoscenza pratica di tali lavori. Per questo abbiamo pensato di istituire l’Accademia, che si basa sulla quotidianità e sulle reali dinamiche di un caseificio e dove oltre all’insegnamento sulle varie fasi di trasformazione del latte, ci prefiggiamo di trasmettere una passione, attraverso dei corsi pensati per chi vuole mettere velocemente a frutto ciò che apprende. Le lezioni sono mirate, tecniche, e inserite nel contesto reale lavorativo, viene dato spazio anche all’aspetto del marketing, al fine di insegnare a gestire in autonomia una piccola azienda”. I corsi durano una settimana e si svolgono pressoché ogni mese, al termine delle lezioni viene rilasciato un attestato, principali destinatari sono aziende agricole, malghe con piccoli allevamenti, giovani imprenditori agricoli, addetti al settore caseario e gastronomico e tutti coloro che sono interessati ad imparare un vecchio mestiere artigianale, che si sta sempre più industrializzando (info date e costi attività didattiche, tel. 0438 21355 oppure mail a accademia.artecasearia@gmail.com).

UE approva PSR Veneto 2014-2020, in autunno i primi bandi regionali

Manzato all'Agro Open Day

Franco Manzato

“Il Veneto è pronto a emanare, già in autunno, nuovi bandi del PSR 2014-2020 per una somma complessiva di 1 miliardo e 184 milioni di euro da distribuire nei prossimi cinque anni. I fondi verranno indirizzati in primis alle giovani start-up agricole, alla competitività delle imprese, alla sostenibilità ambientale e agli investimenti innovativi”. Con queste parole l’assessore all’agricoltura della Regione, Franco Manzato, commenta l’Ok arrivato dalla Commissione Europea al nuovo Programma di Sviluppo Rurale Veneto, esprimendo la propria soddisfazione, “e il riconoscimento verso tutti i dirigenti e funzionari che hanno attivamente creduto nel raggiungimento di questo risultato, che ha permesso al Veneto di essere il primo in Italia, ai quali rivolgo un sincero grazie”.

Più nel dettaglio. “Si tratta – dice Manzato –  di un programma meglio finalizzato, che riduce da 37 a 13 le misure strategiche da finanziare da qui al 2020. Rispetto alla passata programmazione i finanziamenti destinati alle aziende private aumentano a 800 milioni. 80 milioni saranno destinati ai giovani per avviare almeno altre 2000 aziende under 40. Un focus particolare riguarderà la montagna, alla quale è destinato oltre il 35 per cento delle risorse, che equivale al valore di 417 milioni di euro. Oltre il 10% delle risorse viene destinato alla competitività delle filiere agroalimentari, il 33,5% agli obiettivi agro-climatico-ambientali, senza tralasciare il sostegno allo sviluppo locale tramite il Leader”. Con questi scopi, la Regione metterà a disposizione un fondo di garanzia, con la funzione di facilitare l’accesso al credito delle aziende agricole, che potranno appoggiarsi a un fondo regionale “garante” presso le banche rispetto agli investimenti delle imprese del settore primario.”Il percorso di definizione e costruzione del nuovo Psr è passato attraverso un’attività partecipata e condivisa con gli stakeholders di tutto il settore primario veneto, a tal punto da essere stato selezionato tra i progetti europei semifinalisti del ‘Premio Comunicazione Pac 2014’, indetto dalla Direzione Agricoltura della Commissione Europea, che lo ha definito un innovativo progetto di “e-democracy”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

27 maggio 2015, i soci ARGAV visitano due aziende produttrici di kiwi e asparagi a cavallo tra Padova e Rovigo

Asparagi PolesineCofrutaMercoledì 27 maggio 2015 i soci ARGAV saranno in Polesine e nel Padovano per la visita a due aziende ortofrutticole, l’O.P. CO.FRU.TA (Consorzio Frutticoltori del Tartaro) di Giacciano con Baruchella (RO, con visita a un’azienda agricola specializzata nella coltivazione del Kiwi e la visita all’azienda agricola “Il Bio di Vasco” di Vasco Franceschi a Castelbado (PD), che in questo periodo produce principalmente asparagi.

Pagamenti agroambientali, premi ricalcolati per gli impegni 2007-2013

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiModifiche ai pagamenti agroambientali, stato del negoziato del nuovo programma e avanzamento del Psr 2007-2013. Sono i tre temi affrontati nel Comitato di sorveglianza del Programma di Sviluppo Rurale, coordinato dalla Regione del Veneto alla presenza del rappresentante della Commissione Europea e delle rappresentanze istituzionali, economiche, sociali e ambientaliste.

Pagamenti agroambientali. Il primo tema affrontato è stato la revisione della Misura 214 (Pagamenti agroambientali) e 215 del Psr 2007-2013. Si è trattato di una verifica dell’impatto sugli impegni ambientali dell’evoluzione del quadro giuridico determinato dalla nuova Politica agricola comune 20014-2020, in particolare il greening e la nuova condizionalità. La conseguenza principale è l’introduzione di un meccanismo di riduzione dei premi per talune azioni per le aziende sottoposte al greening. Il beneficiario, tuttavia, potrà decidere se proseguire con i nuovi impegni, oppure rinunciare senza incorrere nel recupero delle somme ricevute negli anni precedenti. Altro aspetto determinante della modifica, è la revisione biennale dei premi riconosciuti in funzione delle diverse sottomisure, resa necessaria dall’aggiornamento dei premi operato nel 2011. I valori dei maggiori costi e dei mancati redditi sono stati ricalcolati sulla base dei dati 2009-2012 della banca dati Rica (Rete di informazione contabile agricola). La modifica, sulla quale si esprimerà la Commissione Europea entro quattro mesi dalla notifica, riguarda in Veneto una platea di alcune migliaia di aziende agricole, per una portata finanziaria complessiva di circa 16 milioni di euro.

Psr 2014-2020. L’Autorità di gestione ha poi illustrato la situazione del negoziato per l’approvazione del nuovo programma 2014-2020. In questi giorni si stanno infatti chiudendo le ultime modifiche al testo concordate con i servizi della Commissione europea. Il via libera di Bruxelles potrebbe avvenire entro il mese di maggio.

Psr 2007-2013. È stato infine aggiornato lo stato di avanzamento finanziario del Psr 2007-2013: il 90,2% delle risorse del programma risultano già erogate, per un totale di 940 milioni di euro di aiuti liquidati. Entro l’estate sarà presentata un’ultima modifica e convocato un nuovo Comitato di sorveglianza per apportare gli adeguamenti tecnici finali che permetteranno un completo utilizzo dei fondi entro il 31 dicembre 2015, termine ultimo fissato dai regolamenti europei per l’esecuzione della spesa del programma.

Fonte: Regione Veneto

29-31 maggio 2015, i luoghi del gusto di Treviso si mobilitano per festeggiare i 7 anni di Dop della Casatella

Casatella Trevigiana anniversarioLa casatella, formaggio fresco tradizionale della provincia di Treviso, dal 29 al 31 maggio 2015 sarà protagonista di “Buon compleanno Casatella Trevigiana DOP”, festa per celebrare i sette anni dall’ottenimento della Denominazione di Origine Controllata (il 2 giugno 2008). Il programma della tre giorni, realizzato dal Consorzio di Tutela con patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Treviso e Comune di Treviso, prevede festa di piazza, ma anche spacci aperti e piatti tipici realizzati dagli esercenti della provincia di Treviso, grazie al sostegno di Unascom Confcommercio: panifici, pasticcerie, ristoranti tipici, pizzerie e gelaterie.

Un tempo si chiamava “casata”. Sotto la Loggia di Palazzo dei Trecento, domenica 31 maggio, si terranno degustazioni grazie allo chef Giancarlo Pasin dell’Osteria alla Pasina, con la presenza di altri due grandi prodotti tipici grazie alla collaborazione con Consorzio Prosecco DOC e Consorzio Asparago di Badoere IGP. Quella che un tempo era la “casata”, formaggio contadino veneto fatto in casa, oggi è Casatella Trevigiana DOP, celebre formaggio a pasta molle consumato sulle tavole di tutta Italia. Nell’evoluzione di questo prodotto, che ha mantenute intatte nel tempo molte delle sue caratteristiche tradizionali, a fare la differenza è stato proprio l’ottenimento del marchio di Denominazione di Origine Protetta. Un risultato voluto dal Consorzio per la tutela della Casatella Trevigiana DOP fin dal momento della sua costituzione, avvenuta nel 2001. “Tradizione, forte legame col territorio, filiera controllata, latte prodotto esclusivamente negli allevamenti della provincia di Treviso, controllo dell’alimentazione delle bovine da parte del disciplinare, questo è il valore aggiunto della nostra qualità – dichiara il presidente del Consorzio di Tutela Lorenzo Brugneraun prodotto sempre più apprezzato sui mercati nazionali e anche all’estero. Farlo conoscere sempre di più ai consumatori è l’obiettivo del Consorzio e anche di questa manifestazione. I nostri caseifici sono fieri di produrre la Casatella Trevigiana DOP  e ne rispettano anno dopo anno la genuinità, consapevoli di offrire ai consumatori e alle nostre famiglie un formaggio fresco e cremoso, versatile a tavola, prodotto con ingredienti rigorosamente provenienti dalla nostra terra“.

Spacci aperti sabato 30 maggio. Sono 26 gli spacci dei caseifici soci produttori di Casatella Trevigiana DOP dove sabato 30 maggio si potrà festeggiare il formaggio fresco degustando gratuitamente una gustosa cheesecake prodotta dalle pasticcerie trevigiane. Per scoprire lo spaccio più vicino basta consultare il link al sito del Consorzio di Tutela:  http://www.casatella.it/news/820/

Tre giorni di gusto: dalla pizza al gelato. Nei giorni venerdì 29, sabato 30 e domenica 31 maggio, Casatella Trevigiana sarà protagonista nelle pasticcerie: 300 e Ardizzoni di Treviso, Alpago di Conegliano e Antico Forno di Cimadolmo. La pizzeria Da Pino in piazza Dei Signori, proporrà pizze trevigianissime e nelle gelaterie Il Gelatiere, a Sant’Agostino e Calmaggiore, il mastro gelataio Stefano D’Assie proporrà una speciale versione di gelato alla Casatella Trevigiana. Il formaggio DOP sarà inoltre presente nei panifici Giacomo Pasqualato, San Biagio di Callalta, Fontan Dino a Treviso, Dalle Mule Annalisa & Marfia a Treviso, Pezzato snc a Treviso, Bosco Giovanni & C. –a Treviso e nei ristoranti L’Incontro a Treviso, Trattoria Toni del Spin a Treviso, Vecio Portego a Treviso, Alfredo El Toulà a Treviso.

Domenica 31 maggio: grande festa di piazza. Sotto la Loggia dei Trecento in Piazza dei Signori a Treviso, domenica 31 Maggio, il settimo compleanno di Casatella Trevigiana DOP si trasformerà in festa di piazza. Dalle 10 alle 19 saranno a disposizione di tutti assaggi, degustazioni guidate, mostra mercato, show cooking. Alle 11, inaugurazione ufficiale con brindisi, naturalmente a base di Prosecco DOC e taglio della torta. Alle 15:30 spettacolo del Gruppo Folkloristico Trevigiano e alle 16:30 il laboratorio col mastro casaro che realizzerà in diretta la Casatella Trevigiana a partire dal latte fresco.  Dalle 11 alle 15, show cooking con preparazione di risotto alla Casatella Trevigiana e Asparago di Badoere IGP grazie allo chef Giancarlo Pasin dell’Osteria alla Pasina.

Festa anche on line con le cheesecake delle blogger. Una selezione tra le più qualificate food blogger del Nordest ha accettato la sfida: festeggiare la Casatella Trevigiana DOP mettendo alla prova fantasia e creatività. Sarà la pagina Facebook ufficiale di Casatella Trevigiana DOP, assieme ai blog delle autrici, ad ospitare le ricette per una gustosa torta di compleanno a base del formaggio fresco e cremoso che ben si presta anche a preparazioni dolci. Il Consorzio ha infatti investito anche nella comunicazione social per promuovere la fresca bontà di Casatella Trevigiana: le ricette saranno pubblicate nella settimana dell’evento sulla fan page Facebook Casatella Trevigiana DOP.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di Tutela Casatella Trevigiana

Eurocarne, la zootecnia veneta rilancia la linea vacca-vitello

quote_latteParte dal Veneto, che con oltre 532 mila capi bovini macellati contribuisce per il 18 per cento alla produzione di carne bovina a livello nazionale, la riscossa della carne nata, allevata e macellata in Italia, grazie alla collaborazione dell’Associazione italiana allevatori con l’Associazione regionale degli allevatori veneti (Arav), la Regione Veneto, l’Università di Padova e i consorzi di produttori Unicarve e Azove.

Collaborazione di stalle da latte e da carne. Il progetto pilota lanciato si chiama «Meetbull» ed è stato presentato nel corso della 26ª edizione di Eurocarne.  La sperimentazione è già partita e vede la collaborazione di stalle da latte e da carne, con l’obiettivo di sostenere il comparto delle carni, attraverso la linea vacca-vitello, ottimizzando cioè la rimonta interna delle stalle da latte con il seme sessato. «In questo modo – spiega il presidente di Arav, Floriano De Franceschi sostituiamo le nascite di vitelli maschi dalle razze da latte, che non hanno alcun ritorno in chiave economica, con capi meticci da carne, di valore commerciale nettamente più alto, in modo da avere un prodotto al 100 per cento italiano». In termini economici, anche se il seme sessato ha un costo del 30 per cento superiore rispetto al seme convenzionale (circa 100 euro contro i 70 per il convenzionale), il ritorno è di circa 300 euro per animale allevato, al termine del ciclo di accrescimento. Il progetto pilota ha già coinvolto 150 stalle da latte e da carne e i primi 800 capi sono già nati. L’obiettivo è arrivare a fine novembre con 3.000 meticci di Frisona e razza Blu belga allevati per la produzione di carne. In una seconda fase dovrebbe essere coinvolta anche la razza Piemontese.

Lo scenario Veneto. Secondo le elaborazioni Ismea su dati Istat, la produzione di carne bovina realizzata in Veneto, il cui valore ai prezzi di base è pari a circa 475 milioni di euro, rappresenta il 14 per cento del valore della produzione a livello nazionale e incide per oltre il 9 per cento su quello dell’agricoltura regionale complessivamente considerata. Il numero dei bovini da carne allevati in Veneto rappresenta il 26,1 per cento del totale nazionale ed è secondo in ordine di importanza con una quota appena inferiore a quella della Lombardia (29,2 per cento).

Fonte: Servizio Stampa Eurocarne-Veronafiere

E’ nato “Forno di qualità”, marchio veneto a tutela del consumatore e del vero pane fresco

pane neroQualità e tradizione dei prodotti veneti hanno da oggi una tutela in più. I cittadini potranno meglio apprezzare passione e professionalità dei nostri panificatori e avere un punto di riferimento sulla qualità e la genuinità del pane che comprano. Lo ha detto Maria Luisa Coppola, assessore regionale alle Attività produttive e al Commercio, presentando nei giorni scorsi a Padova il disciplinare e il marchio “Forno di qualità” istituito dalla Regione. Si è infatti conclusa positivamente la procedura di notifica alla Commissione Europea, con la conseguente approvazione, del testo definitivo del “Disciplinare per la qualificazione delle imprese di panificazione” e del Regolamento d’uso del marchio.

logo_forno_qualitaMarchio a forni che producono esclusivamente pane fresco. Il marchio consentirà al consumatore, circondato oggi da innumerevoli prodotti con caratteristiche e cicli di lavorazione non sempre ben definiti e tracciati, di trovare un segno di riconoscimento definito e individuabile a garanzia della freschezza e della qualità del prodotto panificato. Il marchio “Forno di qualità” sarà attribuito ai forni che producono esclusivamente pane fresco, secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime e venduto, comunque, non oltre le 48 ore dal completamento del processo di produzione.

Un registro regionale delle specialità da forno tipiche del Veneto. “Nel raggiungere questo risultato – ha sottolineato l’assessore Coppola – sono stati coinvolti  coloro che operano in questo settore e conoscono la realtà della panificazione e la produzione tradizionale artigiana della nostra regione. Da oggi potrà essere concretamente tutelato il prodotto “pane fresco”, garantendo la qualità e la genuinità e valorizzandone tipicità e tradizione. Non è solo mestiere ma vera passione.” Nel disciplinare è dato anche ampio risalto alla valorizzazione delle specialità da forno locali che potranno essere inserite nel “Registro regionale delle specialità da forno tipiche della tradizione del Veneto”.

Pane 1Incontro moderato dal presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto. Alla presentazione del marchio e delle modalità per ottenerlo hanno partecipato anche i rappresentanti della Federpanificatori, e delle organizzazioni artigianali regionali, delle Camere di Commercio del Veneto. “Negli ultimi due anni in Veneto (ed in Italia) è letteralmente esploso l’import di prodotti da forno e farinacei dall’Est Europa (Ungheria, Slovenia, Polonia Repubblica Ceca Slovacchia e Romania). Siamo passati da 4 a 8 milioni di euro (+100%). Fenomeno che si lega, e spiega, al boom della produzione di “pane appena sfornato” da parte soprattutto della grande distribuzione. Un inganno vero e proprio, visto che si tratta di prodotto surgelato e solo cotto nel luogo di distribuzione, incentivato dalla assenza di regole e possibilità di distinzione che sta facendo imporre –come troppo spesso accade- la logica del prezzo a discapito della qualità”, ha detto Luigi Curto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto. “Grazie al marchio “Forno di Qualità”, almeno l’inganno, non sarà più possibile”, ha affermato Nicola Trentin, presidente regionale dei panificatori. Che ha aggiunto: “E’ questo un grande risultato per i consumatori, che potranno finalmente comperare pane consapevolmente ma anche per i produttori. In particolare quelli artigiani del Veneto che, anche in questi anni di crisi e calo dei consumi, hanno comunque tenuto, con forza e determinazione, sorretti dalla loro qualità. Sopravvivenza messa in pericolo però, negli ultimi due anni, dalla concorrenza sleale del falso pane fresco”.

Panificatori artigiani del Veneto, tutti in numeri. Negli ultimi 6 anni sono calati del 4,8%, in valore assoluto – 84 imprese con una media di 10 all’anno, ma una progressione doppia negli ultimi due anni in cui la contrazione è passata a 20 forni in meno. Oggi lavorano in regione 1.655 imprese, la maggior parte delle quali sono forni che producono pane fresco (1.544), tipologia di azienda, quest’ultima, che regge meglio la crisi. Venezia è la provincia con il numero maggiore di imprese di panificazione (348), Belluno quella con il numero minore (89)ma in ragione di una popolazione molto inferiore. Rovigo, Padova e Verona sono le province dove si è concertata maggiormente la riduzione di imprese negli ultimi 6 anni rispettivamente -9,4%, -7,6% e – 6,1%. Bene invece Belluno e Venezia con rispettivamente una variazione del +2,3% e -1,4%.  La spesa media mensile delle famiglie venete per generi alimentari e bevande è calata negli ultimi anni regredendo ben oltre i livelli del 2007: 436,3 euro. Quella specifica per pane e creackers è invece calata rispetto al 2007 del -7,6%: 29,3 euro. I Veneti spendono ogni anno 10 milioni 400 mila euro all’anno -2,4% dal 2007 per alimentari e bevande. 700 mila euro per pane grissini e crackers  -5,6% sempre rispetto al 2007.

Marchio rilasciato, previa verifica, ai forni che ne fanno richiesta. “Per salvare tutto questo –ha concluso Curto- abbiamo chiesto ed ottenuto il marchio che veicoli il messaggio di offerta locale, tipica e di qualità. Attraverso un disciplinare sono state fissate regole chiare e precise tutte orientate al principio della qualità che le imprese che vogliono poter fregiarsi del marchio devono rispettare. Il disciplinare quindi definisce il processo di selezione delle materie prime, il ciclo produttivo e le tecniche di lavorazione del pane con l’obiettivo di garantire al consumatore un’offerta che risponda il più possibile alle tradizioni e alle specialità locali e sia coerente al fattore qualità. Il marchio verrà rilasciato alle imprese che ne faranno richiesta alla Regione Veneto previa la verifica dei requisiti previsti dal disciplinare. Il provvedimento, infine, istituisce il registro regionale delle specialità da forno tipiche della tradizione del Veneto elencando tutti quei prodotti di pasticceria, panetteria e biscotteria che fanno parte della storia della nostra Regione al fine di tutelarne le ricette e salvaguardarli da fenomeni di imitazione e contraffazione”.

Fonte: Regione Veneto/Confartigianato Imprese Veneto

“Dalla parte dell’agricoltura veneta”, i candidati a governatore del Veneto sottoscrivono il documento Coldiretti che li impegna in 7 punti da qui a fine 2015

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiSicurezza alimentare, sburocratizzazione, riorganizzazione degli enti strumentali agricoli, accesso ai mercati, ruolo guida dei poli tecnologici, fondi strutturali europei commisurati alle imprese e tutela del territorio rurale, questi i temi ricorrenti all’incontro con i candidati alla presidenza della Regione Veneto organizzato ieri da Coldiretti all’Hotel Russot di Mestre (Ve). Alessandra Moretti, Flavio Tosi e Luca Zaia si sono alternati sul palco davanti a 250 imprenditori agricoli rispondendo alle domande dei dirigenti dell’associazione rappresentata dal presidente regionale Giorgio Piazza e dal direttore Pietro Piccioni.

firma bertiJacopo Berti (M5S) , gestione delle acque e Ogm. Il candidato per il Movimento 5 Stelle Jacopo Berti ha sottolineato l’importanza della gestione delle acque ai fini della prevenzione dei fenomeni di inquinamento generati dalle fonti extra agricole, nell’interesse della qualità della vita dei cittadini. Gradita dal pubblico presente in sala la condivisione sulla necessità di non omologazione delle produzioni attraverso l’uso di Organismi Geneticamente Modificati vera e propria pietra tombale sulla biodiversità vanto del Veneto ed espressione del Made in Italy nel mondo. Tra le parole usate l’espressione “umiltà politica” citata più volte per spiegare il senso del rapporto con le forze sociali.

firma morettiAlessandra Moretti (Centrosinistra), attenzione al consumo del suolo e semplificazione burocratica.  A seguire l’intervento di Alessandra Moretti per lo schieramento di Centro Sinistra che ha già nel cassetto una proposta di legge sul consumo di suolo azzerato e sulla necessità di ricostruire riqualificare e rigenerare il tessuto urbano senza sprecare più zolle di terra. Sulla semplificazione burocratica serve una riduzione delle norme e l’organizzazione di un sistema unico dove convergano le innumerevoli informazioni a disposizione degli enti di controllo per evitare le perniciose visite ispettive: 8 controllori a cui corrisponde un verbale moltiplicato per gli stessi enti. Alla fine la candidata ha lanciato una sfida a Coldiretti ovvero quella di preparare una rosa di nomi  per il futuro assessore all’agricoltura e alla caccia.

firma tosiFlavio Tosi, caccia, prodotti a denominazione e distretti.  Con il pragmatismo di un ‘sindaco abituato a non promettere ma a fare’,  Flavio Tosi terzo in ordine alfabetico, provato dall’esperienza dei lupi della Lessinia, ha affermato che non va demonizzata la caccia, anzi, se programmata assicura l’equilibrio dell’ecosistema considerato che non abitiamo in una foresta amazzonica e nemmeno nella savana africana. Per l’accesso al mercato di prodotti come il latte che soffrono ora della libera concorrenza, secondo Tosi,  occorre puntare tutto sulla trasformazione e sui marchi caseari a denominazione. La competizione dal lato dei costi è perdente, mentre molto ancora si può fare sulla valorizzazione delle tipicità. Ha quindi detto ‘si’ ai distretti definendoli  luoghi ideali per calibrare l’offerta e la domanda.

firma zaiaLuca Zaia (Lega e FI): PSR, ricerca e innovazione nel primario. Il governatore uscente Luca Zaia, molto pratico della materia, ha promesso un confronto serrato con Coldiretti sulla scrittura dei bandi del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. Richiamando lo slogan del documento di Coldiretti “L’agricoltura al centro dell’Europa” ha commentato come sia difficile armonizzare una terra di grande identità e diversità produttiva con gli schemi dell’agricoltura standardizzata pro transgenico e senza specialità, vocata al puro profitto. Il percorso sulla riorganizzazione degli enti collaterali agricoli ha rilevato come sia stato duro affrontare l’iter amministrativo. “A processo avviato – ha detto – con la prossima legislatura si riuscirà nell’obiettivo di rendere più rispondenti alla realtà le varie attività di ricerca e innovazione nel primario”.

Sette punti in 100 giorni. Tutti, dopo la loro esposizione, hanno firmato digitalmente il documento di Coldiretti “Dalla parte dell’agricoltura” con il quale si impegnano a perseguire sette punti nell’arco di cento giorni fino a dicembre 2015. Nel sito www.veneto.coldiretti.it  l’estratto con le sigle di Berti, Moretti, Tosi e Zaia.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto