• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Consumo carne, forte attenzione alle promozioni ma anche al benessere, ad Eurocarne 2015 si parla dei nuovi trend di consumo

Carne equinaScendono gli acquisti di carne a valore (-5,4%) e a volume (-3,2%), cresce il segmento degli elaborati di carne rossa e bianca (+3% a volume) e si consolida il segmento degli avicoli, che nel quinquennio 2009-2014 registra un incremento della spesa da parte delle famiglie italiane del 10%, superiore alla crescita della spesa per la carne suina (+4,1 per cento). Questi i dati elaborati da Ismea, sulla base delle informazioni Nielsen relative al periodo gennaio-novembre 2014, in confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, rilanciati da Eurocarne, manifestazione internazionale dedicata al comparto carneo, in programma a Veronafiere dal 10 al 13 maggio prossimi.

Forte attenzione alle promozioni, ma anche a salute e benessere. Tali tendenze sono in linea con l’effetto della spending review delle famiglie italiane, che ha portato 3 italiani su 4 a cambiare le proprie abitudini di acquisto verso una minore spesa di scorta e una forte attenzione alle promozioni. Sul fronte promozionale, aumenta la sensibilità degli italiani anche in relazione all’acquisto di carne, +2.1% il numero di famiglie acquirenti la categoria in offerta. Tra i consumi alimentari, in generale, si registra una rivitalizzazione di alcuni segmenti-servizio come il pronto da mangiare, con i secondi piatti che segnano trend crescenti pari al 17,5% a volume e al 12,6% a valore. Anche l’area cosiddetta «benessere-salutistica» manifesta un andamento positivo, con performance del +6,8% a volume e +6,9% a valore (fonte: Nielsen).

Attenzione alla qualità dei prodotti. La conseguenza di simili evoluzioni nei consumi di carne è che la moderna distribuzione deve rapportarsi sempre di più con un consumatore definito «flexitariano», orientato cioè a limitare l’apporto proteico dei derivati della carne (rossa in particolare), interessato e attento alla propria esperienza di consumo, connesso, responsabile degli acquisti.  Queste tematiche (e non solo) saranno presentate durante la tavola rotonda “Cambiano i consumi alimentari. Quale futuro per il reparto carni” in calendario il prossimo 11 maggio a Eurocarne (ore 10.30, Area Forum by Costa Group, Padiglione 11), alla presenza di importanti rappresentanti del mondo della produzione e della distribuzione, in seguito alla ricerca quanti-qualitativa consumer Cawi diretta da Sgmarketing e realizzata lo scorso mese su un campione di 1.000 responsabili degli acquisti.

Fonte: Verona Fiere

 

Il socio ARGAV Edoardo Comiotto alla direzione del bimestrale “Gli Agricoltori Veneti” di Confagricoltura Veneto

Edoardo ComiottoLa crisi economica ha toccato in modo profondo anche il settore dell’editoria, per cui salutiamo con gioia la nascita di una nuova testata regionale. Si tratta del bimestrale “Gli agricoltori Veneti”, edito da “Confagricoltura rete per l’agricoltura veneta“, sarà distribuito in 15 mila copie in formato cartaceo e in 5 mila copie in formato digitale.

Direttore responsabile è il giornalista bellunese Edoardo Comiotto, socio Argav, responsabile ufficio stampa di Confagricoltura Veneto. Direttore editoriale Luigi Bassani. Il bimestrale, composto di ventiquattro pagine a colori, è stampato presso la storica Tipografia Piave di Belluno ed è inviato alle aziende agricole di Confagricoltura del Veneto, ad Enti e Istituzioni. Per il Presidente di Confagricoltura Veneto, Lorenzo Nicoli, il nuovo bimestrale: “Rappresenta la concretizzazione di un progetto condiviso dai Presidenti provinciali di ottimizzare le risorse e la circolarità delle nostre idee con una distribuzione a tutti gli agricoltori soci del Veneto e permette nel contempo di far sentire forte la voce di Confagricoltura negli ambiti istituzionali e agli interlocutori del mondo politico, economico, sindacale e sociale”.

Il direttivo e i soci ARGAV si congratulano con il socio Edoardo Comiotto per l’incarico ricevuto, augurandogli buon lavoro!

Fonte: Confagricoltura Veneto

Piano Sviluppo Rurale, prorogata al 15 giugno 2015 la scadenza di presentazione delle domande

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLa Commissione Europea ha diramato una comunicazione nella quale annuncia lo slittamento, dal 15 maggio al 15 giugno, del termine per la presentazione delle domande di pagamenti diretti e delle misure a superficie del PSR – ossia le misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone soggette a vincoli naturali) del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

La Regione Veneto è in attesa dell’apposito aggiornamento ufficiale da parte della Commissione Europea, che in data 23 aprile proporrà il testo di rettifica al Comitato congiunto Sviluppo Rurale e Pagamenti Diretti. Non appena ufficializzato il Regolamento, la Giunta regionale adotterà i provvedimenti necessari al differimento della scadenza. Per quanto riguarda le nuove misure del PSR 2014 2020 per il Veneto, l’importo totale stanziato ammonta a 144 milioni di euro, interamente rivolti alle aziende agricole venete. Informazioni aggiornate sulla presentazione delle domande potranno essere recuperate nel portale dell’agricoltura veneta PIAVe  e nella sezione bandi-agricoltura del sito della Regione Veneto

Fonte: Regione Veneto

Agricoltura: nuovo Psr 2014-2020, apertura termini per presentazione domande entro 15 maggio 2015, 144 milioni a disposizione

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiÈ stato pubblicato sul BUR n.32 del 3/04/2015 della Regione Veneto il bando da 144 milioni di euro rivolto alle aziende agricole che prevede le misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone soggette a vincoli naturali), con scadenza della presentazione delle domande al 15 maggio 2015.

Destinatari e finalità. Sono agricoltori singoli o associati, ed enti pubblici che conducono aziende agricole. Intervento 10.1.1: tecniche agronomiche a ridotto impatto ambientale (3 milioni 200mila euro). Si tratta dell’introduzione e del mantenimento delle tecniche di “non lavorazione”, una gestione agronomica mirata a preservare e migliorare il suolo come risorsa, aumentando la quantità di acqua che si infiltra nel terreno, favorendo il sequestro di carbonio organico, allo scopo di contrastare l’erosione. Intervento 10.1.3: gestione attiva di infrastrutture verdi (35 milioni di euro). L’intervento promuove la gestione attiva di “infrastrutture verdi” ovvero di formazioni lineari arboreo-arbustive quali fasce tampone, siepi con connessa fascia erbacea di rispetto e boschetti naturalistici. Intervento 10.1.4: gestione sostenibile di prati, prati-seminaturali, pascoli e prati-pascoli (60 milioni di euro). L’intervento favorisce l’adozione di tecniche di gestione sostenibile dei prati e dei pascoli allo scopo di tutela dell’ambiente, della biodiversità e, del paesaggio concorrendo al miglioramento delle risorse idriche, della qualità e struttura dei suoli agricoli e alla salvaguardia idrogeologica di tali ambienti. Intervento 10.1.7: biodiversità – allevatori e coltivatori custodi (4 milioni di euro). L’intervento è finalizzato al recupero e alla conservazione delle razze locali autoctone minacciate d’abbandono. Tale finalità è motivata dalla considerazione che la diversità genetica rappresenta una risorsa che deve essere preservata per le generazioni future. Misura 11 “Agricoltura biologica”. Il bando prevede il sostegno sia ai pagamenti per la conversione (5 milioni 800mila), sia per il mantenimento dell’agricoltura biologica (16 milioni). I pagamenti verranno corrisposti a fronte dell’impegno dei beneficiari a convertire l’azienda tradizionale alle pratiche dell’agricoltura biologica o a mantenere tali pratiche nel caso l’azienda sia già biologica. Misura 13 “Indennità a favore delle zone soggette a vincoli”. Il bando, che mette a disposizione 20 milioni di euro, prevede l’erogazione di un aiuto per ettaro di superficie agricola unitaria in zona svantaggiata di montagna, al fine di compensare le perdite di reddito e i maggiori costi sostenuti rispetto ad azeiende in zona non affetta da vincoli naturali o specifici rappresentata sostanzialmente dalle aree di pianura. Ulteriori info a questo link.

Fonte: Regione Veneto

Produzioni sostenibili, nella Marca trevigiana si rilancia (con incentivi) la coltivazione di mais bianco

Mais biancoMais sempre più in crisi nella provincia di Treviso. Gli ultimi tre anni nella Marca sono stati disastrosi per la produzione del cereale, crollata a un -15% secondo le stime calcolate dal Consorzio Agrario di Treviso e Belluno sulla base degli ordini effettuati presso le case sementiere e la rete di agenzie del Consorzio.

Un problema di reddito. «C’è grande scetticismo tra gli agricoltori nei confronti della coltivazione del mais – spiega il direttore del Consorzio, Pietro Carniato – la coltura negli ultimi anni è stata vessata da diverse calamità, dalle micotossine alle avversità atmosferiche, che ne hanno compromesso la resa e la qualità del prodotto. Una situazione che ha spinto molte aziende ad abbandonarne la produzione, convertendola alla soia, coltura certamente più redditizia». Un problema di reddito, dunque, che il Consorzio Agrario ha deciso di affrontare con una soluzione economica in grado di rilanciare la coltivazione del mais nella Marca Trevigiana.

Incentivi per l’imminente stagione di semina. Per il raccolto di quest’anno, infatti, il Consorzio corrisponderà per il mais bianco un prezzo pari a quello stabilito dalla borsa merci per il mais giallo, con in aggiunta un incentivo di 10 euro per ogni tonnellata di prodotto raccolto e essiccato. L’incentivo verrà garantito sulla base di accordi commerciali di filiera, che valorizzano la produzione di mais bianco “sostenibile”, certificato con standard CSQA “DTP112 Cereali e Semi Oleosi Sostenibili”. «Si tratta di un protocollo che tutela la sostenibilità ambientale, sociale ed economica – commenta il presidente del Consorzio Fulvio Brunetta – e che ci permette di garantire ai distributori un prodotto di maggiore qualità. L’obiettivo è rilanciare una coltivazione importante per la nostra agricoltura, offrendo un incentivo economico significativo. Stiamo già promuovendo questa opportunità tra le aziende in vista dell’imminente stagione di semina».

Già coinvolte 150 aziende. La soluzione è già stata sperimentata l’anno scorso, coinvolgendo 150 aziende del territorio per una superficie coltivata complessiva di circa mille ettari. «Mille ettari di coltivato rendono mediamente 12mila tonnellate di prodotto – prosegue il direttore Pietro Carniato – e infatti l’anno scorso abbiamo corrisposto circa 120mila euro di premi complessivi. Si tratta di una cifra importante, abbiamo riscontrato grande soddisfazione tra le aziende che ne hanno beneficiato: confidiamo che quest’anno potremmo contare su un numero maggiore di adesioni».

3,5 miliardi di euro al Veneto: Pac e Psr al via, convegno a Legnaro (Pd) il 1° aprile 2015

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiDa qui al 2020 il Veneto potrà contare su risorse finanziarie pari a 3,5 miliardi di euro provenienti dalla Politica Agricola Comune (PAC). Una bella cifra che nello specifico sarà destinata, sottoforma di aiuto, ai pagamenti diretti agli agricoltori (2,3 miliardi), mentre la parte restante (1,184 miliardi) sarà a disposizione del nuovo Programma di Sviluppo Rurale, per il quale la Regione Veneto sta attendendo il via libera da parte della Commissione europea (vedi paragrafo sottostante). Come si può facilmente capire, per il mondo agricolo è dunque in arrivo un’iniezione di linfa vitale che consentirà il rafforzamento e l’ammodernamento delle imprese, il ricambio generazionale e una maggiore attenzione alle questioni ambientali. Attorno a questi importanti temi ruoterà il convegno “PAC e Sviluppo rurale verso il 2020” che Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione, poli universitari regionali e CRA-INEA, organizzerà a Legnaro (PD) il prossimo 1° aprile in Corte Bendettina a partire dalle ore 9,15.

I relatori. Per conoscere nei dettagli tutte le novità, le opportunità, ma anche le difficoltà applicative della nuova programmazione agricola e rurale europea 2014-2020, i promotori dell’evento hanno invitato in qualità di relatori i massimi esperti in circolazione: Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, affronterà i temi più scottanti della PAC riformata; Vasco Boatto, dell’Università di Padova, presenterà le prime ipotesi d’impatto della nuova PAC e del PSR Veneto sull’economia regionale, messe a punto in collaborazione con l’Università di Verona; Andrea Povellato, di CRA-INEA, inquadrerà i possibili scenari di cambiamento climatico e i relativi impatti sull’agricoltura veneta, si tratta di un atteso lavoro messo a punto in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia; Andrea Comacchio, direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Veneto, presenterà il nuovo PSR Veneto. Al convegno di Legnaro è previsto anche l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, nonché la presentazione della pubblicazione “L’Italia di fronte alla riforma della PAC 2014-2020”, Quaderno della Collana editoriale curata da Europe Direct Veneto, una cui copia sarà consegnata ai partecipanti. La partecipazione al convegno è gratuita e non richiede la pre-registrazione.

Psr del Veneto inviato alla Commissione Europea. “Gli uffici del Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale hanno provveduto  al caricamento  sul sistema informativo della Commissione Europea e al successivo invio del testo revisionato del nuovo Programma di Sviluppo Rurale. Siamo i primi in Italia insieme a Bolzano. La fase finale del negoziato tra Regione Veneto e Europa si chiuderà a maggio con l’auspicata approvazione definitiva del nuovo PSR 2014-2020 da parte della Commissione Europea”.  A darne notizia è l’assessore all’Agricoltura del Veneto, Franco Manzato, che sta seguendo tutti gli step necessari all’approvazione definitiva del testo, che consentirà al Veneto di avviare tutte le misure di bando rivolte alle aziende agricole. “Nei limiti di quanto i regolamenti consentivano – riferisce Manzato – abbiamo intanto avviato le procedure per attivare il primo bando da 144 milioni di euro, approvato ieri in Commissione agricoltura del Consiglio regionale”. L’operazione è stata possibile in quanto il negoziato sul nuovo PSR in Veneto è avanzato. In questi casi la Commissione europea consente alle Regioni di approvare i primi bandi per le misure che non richiedono applicazione di “criteri di selezione”, condizionando comunque le domande a recepire le eventuali ultime minime correzioni. Nello specifico si tratta delle misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone montane), con scadenza della presentazione delle domande al 15 maggio 2015.

Fonte: Veneto Agricoltura/Regione Veneto

1 aprile 2015, a Legnaro (Pd) confronto tra Pac e Sviluppo rurale verso il 2020, incontro organizzato in collaborazione con Unaga-Argav

programma 27 settembre PAC bozza 3Il 2015 è l’anno di avvio sia della nuova Politica Agricola Comune (PAC) che della nuova Politica di Sviluppo rurale, in vigore fino al 2020. Il convegno organizzato mercoledì 1 aprile 2015 a Legnaro (PD alla Corte Benedettina da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione Veneto, Università, CRA-INEA e UNAGA-ARGAV, intende approfondire la rilevanza per l’agricoltura e le aree rurali del Veneto di questa nuova programmazione pluriennale.

Le due politiche sotto la lente. Il decollo della PAC riformata e del nuovo PSR è un fatto importante, di quelli che si ripetono ogni sette anni. Vale la pena dunque dedicargli un momento di confronto e dibattito, che sarà moderato da Renzo Michieletto, ufficio stampa Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura. Il convegno, che comprende anche una sessione di approfondimento dei temi per la stampa (ore 11.50-12.45) condotta da Mimmo Vita, ufficio stampa di Veneto Agricoltura, porrà le due politiche sotto la lente: la PAC da una parte – compromesso tra una visione produttivistica e una visione ambientalista dell’agricoltura; lo Sviluppo rurale dall’altra, che sempre più deve fare i conti con scenari globali in rapida mutazione, quali i cambiamenti climatici e i possibili impatti che ne conseguono sul settore primario. La nuova politica di Sviluppo rurale dovrà, infatti, tenere in grande considerazione il clima, un fattore di incertezza che potrà influire in modo determinante sugli effetti delle scelte di programmazione dei nostri agricoltori. L’integrazione della cultura della gestione del cambiamento, del rischio e della transizione nella gestione dell’agricoltura a livello regionale diverrà infatti una delle sfide più importanti per limitare i possibili danni futuri e cogliere anticipatamente le opportunità.

Proiezioni impatto nuova Pac e Psr sull’economia veneta. Nell’occasione sarà presentato, a cura dei poli universitari regionali, uno studio che illustrerà i tratti salienti dell’economia del Veneto, con particolare riguardo all’economia agricola e agro-industriale regionale rappresentata da una matrice input-output. Sulla base delle simulazioni che terranno conto di alcune ipotesi delle condizioni di mercato, verranno fatte delle prime valutazioni sull’impatto della nuova PAC e del PSR sull’economia veneta.

Fonte: Europe Direct Veneto

Regione Veneto, nuovo PSR 2014-2020, in aprile il primo bando da 144 milioni

Manzato all'Agro Open Day

Franco Manzato

“In aprile verrà  approvato il primo bando del nuovo Programma di Sviluppo Rurale, con uno stanziamento di 144 milioni di euro. Il Veneto ancora una volta è il primo in Italia, grazie all’efficienza dell’apparato amministrativo regionale”. Lo ha annunciato l’assessore all’agricoltura Franco Manzato, alla luce  dell’approvazione in Giunta regionale della delibera relativa al bando delle misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone soggette a vincoli naturali), con scadenza della presentazione delle domande al 15 maggio 2015. L’iter prevede l’invio dell’atto al Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva.

Veneto primo in Italia ad approvare i bandi. “Laddove il negoziato sul nuovo PSR è avanzato  – ha spiegato Manzato – la Commissione europea consente alle Regioni di approvare i primi bandi per le misure che non richiedono applicazione di “criteri di selezione”, per le quali invece occorrerà attendere la formale approvazione del PSR e la costituzione del Comitato di sorveglianza”. “Ricordo peraltro – ha aggiunto Manzato – che siamo stati anche la prima Regione che, avvalendosi del regolamento “di transizione”,  ha approvato già nel 2014 bandi per oltre 130 milioni di euro destinati agli investimenti e all’insediamento dei giovani, utilizzando risorse del nuovo periodo di programmazione con le regole del vecchio PSR. Questo non è solamente il frutto di una forte volontà strategica, ma rappresenta  anche il risultato di una grande operatività, propria del Dipartimento agricoltura della Regione. Un grazie pertanto a tutti i funzionari, dirigenti e collaboratori che hanno reso possibile il raggiungimento di questo obiettivo e che con il loro impegno quotidiano contribuiscono a posizionare il Veneto tra le best practice nel panorama italiano ed europeo”. Informazioni sul bando potranno essere ottenute nelle prossime settimane nel portale dell’agricoltura veneta PIAVe  e nella sezione bandi-agricoltura del sito della Regione Veneto

Veneto Agricoltura, quale futuro? I lavoratori dell’Azienda Regionale in presidio a Venezia.

Riceviamo e pubblichiamo dalla RSU di Veneto Agricoltura
Questa mattina, martedì 17 marzo 2015, i lavoratori di Veneto Agricoltura terranno un presidio davanti al Consiglio Regionale, a Palazzo Ferro Fini, Venezia, dalle ore 11 alle ore 12.30, in occasione dell’incontro di RSU e Organizzazioni Sindacali con il presidente del Consiglio Regionale, Clodovaldo Ruffato, e i Capigruppo delle Forze politiche del Consiglio. L’incontro, richiesto dalle Segreterie FIT-CISL e FP-CGIL, è finalizzato al confronto sulle possibili soluzioni da adottare per superare l’attuale blocco applicativo  della Legge regionale n° 37/2014″ istituzione AVISP” in seguito al ricorso per incostituzionalità presentato dalla Avvocatura dello Stato. Sempre oggi, alle ore 16, a Palazzo Balbi, sede della Giunta Regionale, l’assessore Franco Manzato riceverà la delegazione sindacale.

Le istanze dei lavoratori. I dipendenti di Veneto Agricoltura manifestano la loro preoccupazione per lo stato di impasse giuridico-istituzionale in cui si trovano. Ad oggi, l’incertezza sul futuro delle attività e la mancanza di adeguate garanzie occupazionali, generate dall’approvazione della Legge Regionale n. 37/2014, istitutiva dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione e i Servizi in Agricoltura, creano una situazione di attesa e disagio tra i lavoratori di Veneto Agricoltura, che chiedono lo sblocco di questa situazione di stallo. Per questo motivo sollecitano l’assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, più volte pubblicamente impegnatosi a trovare una soluzione che garantisca il mantenimento delle attività e dei posti di lavoro, a portare a termine questa travagliata transizione. Come? Ciò potrebbe realizzarsi o attraverso una modifica della Legge che permetta di dar avvio alla nuova Agenzia garantendo, anche per mezzo di un’adeguata copertura finanziaria, le attività e le professionalità presenti in Veneto Agricoltura o, in alternativa, attraverso il ritiro della Legge stessa.

Fraccaro Spumadoro, “più che un’azienda dolciaria, una grande pasticceria di tradizione famigliare”

Benvenuto Fraccaro(di Marina Meneguzzi) Semplicità, genuinità e qualità: i soci ARGAV hanno potuto toccare con mano i valori portanti di Fraccaro Spumadoro di Castelfranco Veneto (Tv), “più che un’azienda dolciaria d’importanza nazionale, una grande pasticceria di tradizione famigliare”, come amano descriversi gli stessi titolari. L’occasione è stata la visita agli stabilimenti di produzione dell’impresa, nonché al neonato Fraccaro Cafè, lo scorso 13 marzo. Ad accoglierci con calorosa simpatia, Luca e Michele Fraccaro e Paolo Pietrobon, rispettivamente terza e quarta generazione della famiglia Fraccaro.

Luca Fraccaro Fabrizio Stelluto Paolo Fraccaro

da sx Luca Fraccaro, Fabrizio Stelluto che dona la penna ricordo ARGAV e Paolo Fraccaro

Una “fragrante” chiave di successo. 1932, 2000, 2010: le tre annate segnano tre tappe importanti per la famiglia Fraccaro. Il 1932 è l’anno della fondazione, dovuta all’iniziativa di Giovanni Fraccaro che, insieme alla moglie Elena, aprì un panificio sotto l’antica torre del castello della “Città del Giorgione”. Nell’arco di qualche anno, complice il maggior benessere economico che spingeva i castellani, così si chiamano gli abitanti di Castelfranco, al consumo di beni più “voluttuari”, il panificio cominciò a sfornare anche dolci, divenuti con il passare degli anni “core business” aziendale. Nel 2000, l’azienda, trasferitasi fin dagli anni ’70 nell’attuale sede in via Circonvallazione, sempre a Castelfranco, introduce la linea Bio, che tanto successo ha in Italia e all’estero (in particolare in Francia). Nel 2010, per rispondere alle richieste di un consumatore sempre più attento alla salute e all’etica, arriva la linea Vegana al farro. Tre tappe importanti, si diceva, nella storia dell’azienda dolciaria che hanno in comune un “fragrante” filo conduttore: il “lievito madre” originale del 1932. Che in barba a guerra e crisi economiche, continua da ottant’anni a far “vivere” i prodotti dolciari Fraccaro, divenendone la chiave del successo.

Michele Fraccaro lievito madre 1932

Michele Fraccaro tiene tra le mani il Lievito Madre del 1932

I prodotti dolciari Fraccaro vengono ancor oggi realizzati in modo del tutto artigianale. Certo, alcune fasi di lavoro sono state automatizzate, ma la manualità e l’attenzione artigianale restano ancora predominanti in tutta la produzione. “Il Lievito Madre Fraccaro viene tenuto vivo giornalmente, grazie alla fermentazione naturale di farina e acqua nel quale sono presenti microrganismi che si riproducono e trasformano gli zuccheri in anidride carbonica”, racconta con dovizia di particolari Michele Fraccaro, accompagnandoci nella visita ai reparti di produzione. “Il nostro lievito madre dà il vantaggio dell’estensibilità durante la lavorazione della pasta, che con questo ingrediente diventa liscia più velocemente, ottenendo una migliore alveolatura e maggiore sofficità con un gusto e un aroma più intensi. Inoltre, con l’impiego del nostro lievito naturale anche la digeribilità ci guadagna”. L’azienda conta oltre 100 prodotti, suddivisi in tre linee: la linea Pasticceria (dolci legati alle festività natalizie e pasquali), la linea Spumadoro (dolci e merende realizzate con 12 ore di lievitazione, e contengono mediamente il 50% di grassi in meno rispetto ad un classico croissant di pari peso) e la linea Pasticceria Bio, con anche proposte vegane.  Tutti i prodotti lievitati sono realizzati con il lievito madre e materie prime selezionate, preferibilmente locali, come, ad esempio, nella produzione di panettoni “speciali”, in cui viene utilizzato il Prosecco Docg Valdobbiadene e il radicchio variegato di Castelfranco.

Panettone dei Presìdi Fraccaro Slow Food con ingredientiA proposito di panettoni. Da Natale 2014, l’azienda è stata scelta da Fondazione Slow Food per la produzione del primo “panettone dei Presìdi” prodotto in edizione limitata, senza conservanti e aromi, e che ha tra gli ingredienti i datteri dell’oasi di Siwa (Egitto), che hanno la particolarità di essere meno dolci dei datteri tradizionali, la vaniglia di Mananara (Madagascar) e i canditi provenienti dagli agrumi del Gargano (Puglia), tutti Presìdi Slow Food. Che, assieme all’antico lievito madre e alla farina tipo 0 prodotta da un mulino di Vicenza, al miele italiano e alle uova fresche, rendono questo panettone un dolce della tradizione natalizia “Eccellente e Solidale”, proposto in belle scatole di latta in acciaio riciclato realizzate da Ricrea (Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero dell’Acciaio), con “l’etichetta narrante” dove si racconta descrivendo chi lo produce e tutta la filiera. Una curiosità: perché Spumadoro. Dal 1940 Fraccaro Dolceria usa nella produzione dei dolci l’Aroma Spumadoro (in vendita nelle principale insegne di supermercati), miscela di oli essenziali di agrumi mescolata ad acqua e aromi naturali e con aggiunta di curcuma, che ne conferisce una colorazione 100% naturale.

Rendering-FraccaroCafe-FraccaroStoreTutti i numeri di Fraccaro Dolciaria. L’azienda impiega 40 collaboratori, senza contare i lavoratori stagionali. Altri 23 collaboratori sono stati assunti nel nuovo Fraccaro Cafè. La produzione consta di 120.000 pezzi finiti al giorno, con un fatturato nel 2014 di 6,2 milioni di euro: il 58% derivante dal mercato Italia e il restante 22% da mercati esteri quali Australia, Francia, Canada, Germania e Svizzera. L’azienda, certificata Bio, è una realtà a basso impatto ambientale grazie all’utilizzo di energie rinnovabili. Altro passo verso la completa ecosostenibilità è la progressiva diminuzione dell’impatto del packaging sull’ambiente, attraverso l’utilizzo di incarto totalmente riciclabile per i prodotti.

Cuoco Fraccaro

Luca Pibiri, chef del Fraccaro Cafè, insieme a una collaboratrice

Fraccaro Cafè. L’innovativo spazio, diretto dal padovano Simone Cecchinato, ha aperto i battenti a fine ottobre 2014. L’intenzione della famiglia Fraccaro era quella di proporre un ponte diretto tra il consumatore e l’azienda, un obiettivo ampiamente raggiunto, visto il grande successo di pubblico. “Siamo convinti di offrire una formula originale, incentrata sulla pasticceria di qualità e con una forte identità italiana. E’ ancora presto per dirlo, ma consideriamo il Fraccaro Caffè  un punto di partenza di un progetto che ha la velleità di aprire nel futuro altri spazi come questo” sottolineano Luca e Paolo Fraccaro. Il Fraccaro point comprende in un unico locale caffetteria, gelateria, ristorante e pizzeria (80 posti, pizza alla pala, pasta fresca fatto a mano ogni giorno, ai fornelli della cucina a vista lo chef sardo Luca Pibiri coadiuvato dal suo valido team) e punto vendita. Tutti i lievitati sono fatti, naturalmente, con il lievito madre. Le brioche possono essere farcite con confetture a scelta, anche con il gelato artigianale privo di additivi, coloranti e aromi artificiali, il caffè servito, miscela 100% arabica, è di una rinomata torrefazione veneta. Tra i dolci, vale la pena provare il classico tiramisù nella versione “Fraccaro” con il pandoro, le brioches salate farcite con la soppressa vicentina Dop e una notevole varietà di formaggi veneti. Nella cantina a vista, una vasta selezione di vini come prosecco e spumanti Doc e Docg da uve biologiche servite al calice. E prima di uscire, impossibile non fare una capatina al “Fraccaro Store”, per portarsi a casa ogni sorta di leccornia.