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E’ polesano il nuovo presidente di Confagricoltura Veneto

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da sx il neo presidente Nicoli e Giangiacomo Bonaldi

Lorenzo Nicoli, 47 anni, coniugato con tre figli, è il nuovo presidente di Confagricoltura Veneto per il prossimo triennio. Lo ha eletto all’unanimità il Consiglio direttivo, che gli ha affiancato, in qualità di vicepresidenti, Giordano Emo Capodilista, presidente di Confagricoltura Padova, e Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Treviso. Nicoli sostituisce Giangiacomo Bonaldi, che è entrato nella Giunta esecutiva nazionale di Confagricoltura, incarico incompatibile per Statuto con la presidenza regionale.

Chi è il nuovo presidente. Dal 1997 titolare dell’azienda agricola di famiglia,  35 ettari a indirizzo frutticolo e seminativo a Pontecchio Polesine, Nicoli è presidente di Confagricoltura Rovigo, incarico che eserciterà insieme alla presidenza regionale, coordinatore provinciale di Agrinsieme, consigliere della Federazione nazionale impresa familiare coltivatrice di Confagricoltura. A suo tempo è stato presidente provinciale e regionale dei giovani di Confagricoltura (ANGA). Inoltre, è presidente di Agricoltori Srl Rovigo e componente del Consiglio di amministrazione di Gestione Assicurazioni Agricole srl e dell’Azienda speciale per i mercati ortofrutticoli di Lusia e
Rosolina. E’ tuttora ispettore ramo rischi agricoli di Cattolica Assicurazioni. E’ stato per cinque anni sindaco del Comune di Pontecchio Polesine e per due vicepresidente del Consorzio agrario provinciale di Rovigo.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Sabato 24 maggio 2014, nell’Ortodidattico di Lusia (RO), il cittadino (ri)diventa contadino: impara a conoscere le verdure di stagione, le raccoglie e se le gusta a casa! All’evento, in visita anche i soci ARGAV.

Famiglia raccoglie verdure Ortodidattico

Libera raccolta di verdure nell’Ortodidattico

Sabato 24 maggio 2014, a partire dalle ore 16.00 si terrà a Lusia (RO), in via della Provvidenza 684, (tel. 0425.667475, cell. 336-794014) la presentazione ufficiale dell’Ortodidattico, il profumo della freschezza, innovativo progetto agricolo a cura di Renato e Francesco Maggiolo, rispettivamente enogastronomo e agricoltore locale, sorto con l’obiettivo di portare il cittadino in campagna – e non solo i contadini in città con i loro mercati – nonché di promuovere la biodiversità ambientale come superamento del biologico.

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verdure e aromi nell’Ortodidattico

Un habitat “ripopolato” naturalmente. L’Ortodidattico è un’azienda agricola di due ettari di terreno, impiantati e seminati con tutte le varietà di ortaggi che crescono nel clima del Polesine, con intorno alberi e arbusti appartenenti a 40 diverse varietà, studiati per essere ognuno ricettacolo di qualche insetto utile. Vi è inoltre un percorso olfattivo composto da un centinaio di essenze aromatiche. Nella coltivazione orticola non c’è nessuno impiego di chimica, in quanto è stato scelto di affidarsi alla biodiversità ambientale, vale a dire alla varietà di organismi viventi in esso presenti, per la cura e la sanità dei prodotti. Biodiversità che viene periodicamente monitorata attraverso apposite valutazioni della qualità dell’acqua, dell’aria e del suolo.

La presentazione del progetto agricolo. L’appuntamento di sabato 24 maggio inizierà alle 16 con la presentazione dell’Ortodidattico Logo Ortodidatticoa cura di Renato Maggiolo. A seguire, ci sarà una dimostrazione di un’innovativa zappatrice meccanica, fabbricata in Inghilterra e adattata alle esigenze della piccola orticoltura da una cooperativa di servizi agricoli di Lusia (Comagri), per togliere le erbacce senza diserbo e senza la lunga fatica della zappatura. I visitatori potranno raccogliere liberamente le verdure di stagione pronte nell’Ortodidattico. Il prezzo della verdura raccolta non è stabilito da chi lo coltiva ma viene lasciato alla decisione e al buon senso del visitatore-compratore. “Bisogna imparare ad apprezzare le verdure naturali sia nel gusto ma anche nel sapergli dare un prezzo”, spiega Maggiolo. L’incontro terminerà con un gustoso aperitivo elaborato con verdure e centrifugati di verdure dalla trattoria Al Ponte di Lusia.

Renato Maggiolo mentre raccoglie cipollotti

Renato Maggiolo mentre raccoglie cipollotti nell’Ortodidattico

Il cittadino torna in campagna. “L’ortodidattico vuole essere un’occasione per riprendere quel dialogo tra produttori e consumatori interrotto dalle logiche del mercato che hanno portato molti orticoltori di Lusia a chiudere l’attività in quanto non riescono a pareggiare i costi e ad una diminuzione dei consumi di frutta e verdura a causa dei prezzi troppo alti e alla mancanza di gusto e freschezza dei prodotti”, spiega Renato Maggiolo. Che aggiunge: “Il progetto vuole dunque invogliare il cittadino a diventare contadino, almeno per qualche mezz’ora alla settimana, senza “costringere” invece gli agricoltori a diventare fruttivendoli, perché il cittadino deve tornare a dialogare con la Natura e il proprio territorio, capire quando un ortaggio è fresco e conoscerne il miglior utilizzo in cucina”.

Angelo Zanellato

Angelo Zanellato

Un nuovo approccio al settore primario per renderlo più competitivo. L’evento è stato reso possibile grazie al sostegno del Consorzio per lo Sviluppo del Polesine nell’ambito delle attività realizzate attraverso il progetto di iniziativa comunitaria “APP4INNO” di cui il Consvipo è partner: “Il forte spirito d’iniziativa e il carattere innovativo che contraddistingue quest’attività l’ha resa un’idea vincente e siamo lieti di poterne “cogliere” con tale appuntamento i primi risultati”, afferma con soddisfazione Angelo Zanellato, presidente del Consorzio.

Laghetto per fitodepurazione acqua Ortodidattico

Ortodidattico, laghetto per la fitodepurazione dell’acqua

La libera raccolta delle verdure nell’Ortodidattico è sempre possibile, dall’alba al tramonto di tutti i giorni, anche festivi e  chi lo desidera potrà aiutare nei lavori. I visitatori troveranno sempre qualcuno in grado di dare spiegazioni e consigli per l’uso degli ortaggi in cucina e su come coltivare il proprio orto domestico nel rispetto della terra. Per visite di gruppi e scuole, possibilità di essere accompagnati previa telefonata (0425-667475, cell. 336-794014) o email: mymag@tin.it

Filiera cunicola, gli allevatori disconoscono la borsa merci di Verona

rabbitContinua il braccio di ferro tra produttori, trasformatori e grande distribuzione sul prezzo della carne di coniglio, una situazione insostenibile secondo gli allevatori Coldiretti Veneto che, insieme a i colleghi di Piemonte e Friuli Venezia, hanno scelto di disertare tutte le convocazioni della borsa merci di Verona riconoscendo cosi alla Cun (Commissione Unica Nazionale) la funzione di unico riferimento per il mercato.

Tracolli dei prezzi. La decisione unanime giunta al termine di una riunione dove sono stati presentati i dati del tracollo del prezzo giunto ben al di sotto del costo di produzione, ha un peso determinante perché le tre regioni rappresentano tutte insieme il 70% della produzione nazionale. “Si tratta di un inutile e dannoso doppione – hanno rilevato gli allevatori – che aiuta i soliti furbetti della filiera più che dare giustizia agli imprenditori agricoli costretti a subire gli interessi di pochi a scapito di un settore competitivo con consumi stabili che in Italia da lavoro a 10 mila persone”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

 

I Gelatieri di Confartigianato Veneto lanciano l’allarme contro le gelaterie self service che si spacciano per essere “agri”

foto Confartigianato

foto Confartigianato

“Nessuna polemica sull’idea, molto buona visto il successo. E nessuna voglia di entrare nel merito della maggiore o minore qualità. Ma siccome in italiano le parole hanno un significato, a disturbare è il loro utilizzo a sproposito”. Vuole mettere “i puntini sulle “i”” Marco Viel, presidente regionale Veneto dei gelatieri di Confartigianato in merito al fiorire di una nuova denominazione per le gelateria self service che si definiscono “Agrigelaterie”.

Un gelato “agri” deve essere prodotto in un’azienda agricola. “Il neologismo –spiega il presidente- coniato di recente da alcuni colleghi agricoltori, prevede la produzione di gelati non solo privi di alcun tipo di semilavorato o preparato, ma solo ingredienti assolutamente naturali e a chilometro zero, con un occhio di riguardo alla stagionalità, ma soprattutto deve essere prodotto in una azienda agricola. Ne esistono alcune in Italia, ma sono pochissime. Purtroppo però a differenza del termine agriturismo, definito questo si per per legge, in questo momento una definizione di cosa sia una agrigelateria non esiste e, nel vuoto normativo c’è chi ne approfitta”.

Importante informarsi. E’ il caso di alcune catene di prodotto emulsionato –non è un vero e proprio gelato ma una emulsione appunto creata da una macchina speciale- che si fregiano in modo errato di un termine che non le identifica per nulla.“Il fatto che i clienti non trovassero nessun banco in vetro con i gusti di gelato in bella mostra ma debbano seguire un percorso a tappe all’interno del locale, che debbano comporre i gusti attraverso appositi erogatori e che il prodotto sia senza grassi idrogenati e fatto col miglior latte biologico, non significa affatto che si tratti di un “agri” gelato. E’ solo un modo diverso e “sfizioso” di proporre ai clienti il gelato “soft” prodotto con macchine speciali in commercio da molti anni e da sempre considerato un “prodotto semi industriale” ben diverso da quello servito nelle gelaterie tradizionali artigiane che, -ricorda Viel- deve essere prodotto soltanto con latte, uova, zucchero e frutta.Una ricetta semplice, nutriente e genuina che piace sempre più agli italiani, non soltanto d’estate.

Aumentato il numero delle gelaterie. E per soddisfare la richiesta dei consumatori negli ultimi anni è aumentato il numero delle gelaterie: tra il 2009 e il 2013 le imprese artigiane del settore hanno registrato una crescita cumulata del 5,6%, equivalente ad un tasso medio annuo del +1,4%”. Il gelato artigianale rappresenta insomma uno dei simboli del food made in Italy la cui produzione merita di essere sostenuta e valorizzata. E proprio per tutelare e promuovere la lavorazione rigorosamente artigianale del gelato e garantire la genuinità di un prodotto simbolo della cultura alimentare italiana nel mondo, i Gelatieri di Confartigianato da tempo sottolineano la necessità di un’adeguata qualificazione professionale per gli operatori del settore. Le produzioni di generi alimentari devono essere realizzate in piena conformità alle norme di igiene, sicurezza e qualità degli alimenti in funzione della tutela del consumatore ed è, pertanto, assolutamente necessario garantire una professionalità adeguata ed un piena conoscenza delle complesse tecniche produttive e delle metodologie di autocontrollo del ciclo di produzione.

(Fonte: Confartigianato Veneto)

Fino al 4 maggio 2014, a Cison di Valmarino (TV) si tiene “Assaporando Cison”. Tra le iniziative in programma, percorso guidato alla conoscenza dell’antico mestiere del casaro

Soligo ad Assaporando Cison-5Dall’1 al 4 maggio 2014 torna Assaporando Cison, appuntamento dove cibo, cultura e antiche tradizioni si presentano nella cornice di uno dei borghi storici più belli della Marca trevigiana. Latteria Soligo, tra le realtà lattiero casearie più importanti del Veneto, che proprio nell’Alta Marca trevigiana ha la sua sede storica, torna a presentarsi tra i tanti espositori della rassegna che porta tra le strade del borgo collinare le migliori realtà gastronomiche del territorio locale.

 Laboratorio didattico. A Cison di Valmarino, bambini e adulti potranno assistere alla mungitura manuale di una mucca e poi imparare come si ottiene la cagliata grazie a insegnanti davvero speciali: i mastri casari di Latteria Soligo che con passione trasmettono al pubblico un sapere antico, oggi divenuto una professione da salvare. L’appuntamento con “A Lezione dal Casaro” è per il pomeriggio di domenica 4 maggio. Sarà possibile assistere alla produzione in diretta della Casatella Trevigiana DOP, primo formaggio molle italiano a fregiarsi della denominazione di origine e vanto tra i prodotti tipici della provincia di Treviso. Ma i casari produrranno anche il burro estraendo manualmente la panna dal latte come facevano i nostri nonni.

(Fonte: Latteria Soligo)

Riduzione Irap 10% per il settore agricolo, niente Imu sui fabbricati rurali

Imu1Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il decreto legge “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale – Per un’Italia coraggiosa e semplice”, approvato lo scorso 18 aprile dal Consiglio dei Ministri, non contiene la reintroduzione dell’Imu sui fabbricati rurali ad uso strumentale.

Le misure a favore dell’agricoltura. Sono state inoltre salvaguardate le agevolazioni per il gasolio agricolo, l’esenzione IRES per le cooperative agricole e di piccola pesca e il regime speciale dell’IVA per le imprese agricole. Il decreto contiene una rimodulazione della base imponibile per i terreni montani e collinari e una correzione fiscale sulla produzione di energie rinnovabili da imprese agricole. Infine, un importante taglio del cuneo fiscale per il settore agricolo deriva dalla riduzione dell’aliquota IRAP del 10%.

(Fonte: Ministero Politiche agricole alimentari e forestali)

Censimento agricolo 2010: meno aziende (in Veneto ed Europa), ma più grandi e ricche

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiNel corso del recente seminario “Lo spazio economico dell’agricoltura veneta nel 2010. Tipologia e sinergie territoriali”, promosso da Regione del Veneto e Istat (Istituto Nazionale di Statistica), sono stati diffusi i dati economici emergenti dal 6° Censimento generale dell’agricoltura svoltosi nell’ottobre 2010, per la prima volta nello stesso giorno in tutti i Paesi dell’Europa a 27.

Il censimento nel Veneto ha contato 119.384 aziende (1,6 milioni in Italia) per 811.440 ettari di superficie agricola utilizzata (13 milioni di ettari in Italia). Seguendo la tendenza generale a livello nazionale, anche le aziende venete risultano in calo (-32,4%) ma più grandi rispetto al decennio precedente, con un aumento della superficie agricola media +41,1% e pari a 6,8 ettari, oltre un ettaro al di sotto della media nazionale (7,9 ettari): sono le aziende più piccole a cedere il passo a quelle più grandi, che normalmente ne assorbono la superficie. La redditività aziendale media per il Veneto supera i 46.000 euro per azienda, nettamente al di sopra della media nazionale di 30.500 euro per azienda, con una distribuzione che vede oltre la metà delle aziende venete con una redditività inferiore a 8.000 euro ed un 8,5% con redditività superiore a 100.000 euro. Le aziende venete risultano fortemente polarizzate nelle loro specializzazioni: il 55% delle aziende venete ricava la fonte dei propri redditi dalle colture a seminativi ed il 25% dagli alberi da frutto. Fra queste spiccano vere e proprie eccellenze, come le aziende vinicole capaci di produrre per il 2013 quasi 9 milioni di ettolitri di vino di qualità (il 90% è DOP o IGP), molto apprezzato all’estero al punto che il Veneto è la prima regione esportatrice d’Italia, con quasi 1,6 miliardi di euro in valore (+10% rispetto al 2012).

Nel resto dell’Europa la redditività è più bassa. Il censimento dimostra che anche i giovani (capi azienda under 40) apportano il loro dinamico contributo nelle aziende agricole: pur rappresentando nel 2010 il 7,2% del totale, essi realizzano un reddito aziendale medio quasi 2 volte e mezzo superiore a quello delle aziende venete (rispettivamente 109 mila euro contro 46 mila), soprattutto grazie alla maggior propensione alla multifunzionalità. In tutta l’Europa a 27 si sono registrate 12 milioni di aziende agricole (il 46 per cento delle quali si trova in Italia ed in Romania) per 170 milioni di ettari di superficie agricola utilizzata, 134 milioni di capi di bestiame e quasi 10 milioni di persone impiegate full time. Il 25% delle aziende trova la propria maggior fonte di reddito nei seminativi, il 20% negli alberi da frutto e il 15% negli allevamenti di erbicoli. Le aziende agricole europee si caratterizzano per una SAU media di 14 ettari e si distribuiscono in maniera non omogenea fra le varie classi di SAU: due aziende su tre hanno una superficie agricola inferiore a 5 ettari e rappresentano il 2% della totalità della SAU, mentre il 3% delle aziende con estensioni di superfici superiori a 100 ettari ne detiene la metà. Analogamente anche la distribuzione delle aziende per dimensione economica, considerando le classi di reddito aziendale, risulta molto sbilanciata, con il 73% delle aziende che registra meno di 8.000 euro e meno del 2% delle aziende con una redditività superiore ai 250 mila euro, mentre il valore medio europeo si attesta a 25.450 euro per azienda.

(Fonte: Garantitaly.it)

Il Radicchio di Chioggia Igp tra le eccellenze agroalimentari di Sol&Agrifood 2014

 

Giuseppe Boscolo Paolo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia

Giuseppe Boscolo Paolo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

Il Radicchio di Chioggia Igp torna anche quest’anno al Vinitaly e raddoppia la sua presenza. Dal 6 al 9 aprile il Consorzio di Tutela Radicchio di Chioggia partecipa alla rassegna Sol&Agrifood in due spazi espositivi, assieme agli altri radicchi veneti e ad alcuni dei più prestigiosi prodotti della agricoltura regionale col marchio europeo di origine protetta.

Gli appuntamenti. Allo stand 7 sarà allestita l’Osteria dell’Olio una sorta di Oil bar dallo stile conviviale ed informale, dove giornalisti, blogger, opionion leader e semplici consumatori potranno assaggiare – guidati direttamente dal produttore – l’olio Garda DOP assieme ai prodotti che con esso si accompagnano, tra cui il Radicchio di Chioggia Igp. In particolare, nella giornata di lunedì 7 aprile, ci sarà l’evento “L’Olio del Garda alla corte del Radicchio di Chioggia” con una serie di degustazioni dedicate dalle 12,30 alle 14,30 circa. Nella seconda postazione, presso lo stand 72-73, il Radicchio di Chioggia Igp sarà assieme all’Aglio Bianco Polesano Dop, all’Insalata di Lusia Igp, il Riso del Delta del Po Igp e la Cozza di Scardovari Igp, presentati al pubblico e agli addetti del settore enogastronomico in un allestimento artistico. Il giorno di apertura, domenica 6 aprile all’ora di pranzo, presso l’Agorà del padiglione Sol & Agrifood, si terrà la degustazione “Il Radicchio di Chioggia Igp e i prodotti polesani: eccellenze della dieta mediterranea”.

Mimmo Vita, presidente Unaga

Mimmo Vita, presidente Unaga

8 aprile, il presidente UNAGA Mimmo Vita presenta i capolavori (gastronomici e culinari) del Polesine. Nei quattro giorni di manifestazione verranno organizzati diversi momenti di degustazione dei prodotti certificati, ma l’evento clou sarà a mezzogiorno di martedì 8 aprile: “I capolavori del Polesine: dal territorio alla tavola”, presentato da Mimmo Vita, presidente dell’Unione Nazionale delle Associazioni dei Giornalisti Agroalimentari e Ambientali, con piatti preparati da docenti ed allievi dell’Istituto Alberghiero di Adria, a cui parteciperanno giornalisti specializzati e buyers internazionali selezionati. «Queste iniziative nelle quali le eccellenze con l’origine locale certificata “fanno squadra” – spiega Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia – oltre che avere l’obiettivo di valorizzare l’insieme dei prodotti, permettono anche di promuovere tutto il territorio che li interessa, dalle acque della Laguna di Venezia fino al Delta del Po, ricco di percorsi paesaggistico-ambientali e enogastronomico-culturali, tra loro collegati in una ideale “Strada del Radicchio di Chioggia Igp”».

Curiosità di Sol&Agrifood. Basta plastica per i fingerfood, a Sol&Agrifood, l’alternativa è un piattino di sfoglia croccante al mais, adatto come base per salse e creme, da mangiare in un solo boccone. Ci sono poi le confetture di petali di rosa o di uva Isabella, le gelée di sambuco, il vinappeso ricavato dal cuore della coscia di suino pesante stagionato 12 mesi e a affinato con Amarone e Recioto, i tronchetti di peperone croccante in bustine snack, il pastificio dei primati con il catalogo di formati di pasta più grande del mondo (ben 122 formati, più 40 senza glutine), ma anche un bonsai di olivo di circa 100 anni che produce circa 2,5 kg di olive, da cui si potrebbe ricavare meno di mezzo litro di olio. Sono queste alcune delle curiosità in fiera, che danno però la misura della tradizione e della creatività del settore agroalimentare italiano. Un’infinità di prodotti, tutti da scoprire negli stand dei circa 350 espositori di Sol&Agrifood e nelle degustazioni guidate in programma nell’Agorà, nella Sala Mantegna e nella Sala Polifunzionale, che sono i tre spazi allestiti per gli eventi, i tasting e i cooking show.

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia/Verona Fiere)

Da 70 misure a 30 e soldi destinati a chi investe in agricoltura, il PSR Veneto cambia faccia

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl Programma di Sviluppo Rurale (PSR), l’unico strumento per la competitività in agricoltura,  cambia faccia. Diminuiscono le pagine, si dimezzano le misure ma la dotazione rimane la stessa: un miliardo e 184 milioni di euro a disposizione delle oltre 70 mila aziende agricole che dal 2014 fino al 2020 potranno investire per migliorare le performance economiche, la sostenibilità ambientale e il ricambio generazionale attraverso l’insediamento dei giovani agricoltori.

Concertazione per il rilancio dell’agroalimentare regionale. “Un salto di qualità per il primario regionale soprattutto perché dovrebbe diminuire il carico burocratico” spiegano all’unisono le quattro associazioni agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri che hanno lavorato alla stesura del documento oggi al vaglio del Tavolo Verde istituzionale. “Al centro di tutto c’è la capacità reddituale delle imprese – precisano i rappresentanti delle categorie Flavio Furlani per la Cia, Giorgio Piazza per Coldiretti, Giangiacomo Bonaldi di Confagricoltura e Renzo Aldegheri di Copagri – e la concentrazione delle risorse sui settori che necessitano di maggiore attenzione in termini di ristrutturazione”. “Non vogliamo una legge di spesa per l’agroalimentare veneto – continuano – ma un utilizzo molto selettivo che deve escludere forme di finanziamento surrettizio di strutture o enti regionali che gravitano intorno al settore: devono essere prioritariamente destinati agli imprenditori agricoli”.

Prioritario dare le risorse agli imprenditori agricoli. Le associazioni, in sostanza, chiedono di indirizzarela maggior parte delle risorse, ovvero 560 milioni di euro, agli investimenti finalizzati a valorizzare le prestazioni delle aziende agricole e di quelle agroalimentari; e sottolineano come venga dato risalto ad un nuovo approccio verso il credito agrario sfruttando una diversa concezione del sostegno che considera sempre di più la leva finanziaria e creditizia. “Non ci siamo scordati in questo lavoro comune – precisano i vertici delle organizzazioni – della questione ambientale per la quale mettiamo in campo azioni in grado di compensare i maggiori costi di produzione per chi opera in territorio svantaggiato come ad esempio la montagna. Per la progettualità Leader (affidata ai Gruppi di Azione Locale – Gal), concordando con l’Assessore sull’ipotesi di riservare il 5 per cento a questi organismi, abbiamo chiesto di potenziare gli aspetti di diversificazione dove l’agricoltura sia protagonista”.”Affidiamo la piattaforma nelle mani dell’assessore Manzato – concludono –  affinchè diventi, in termini di esperienza condivisa, impostazione e  risultati, il vanto della nostra regione in Italia”.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Bilancio 2013 più che positivo per Latteria Soligo

Latteria SoligoUn fatturato in crescita di 2,4 milioni di euro e un bilancio dove la nota distintiva restano i segni positivi: l’assemblea dei soci di Latteria Soligo ha approvato un bilancio di esercizio che rappresenta una tappa storica per l’azienda che si conferma una delle realtà lattiero casearie più importanti e più solide del Veneto.

In Veneto, il 92% del fatturato della Latteria. Nonostante il calo dei consumi alimentari, da una parte, e la difficile situazione della zootecnia da latte con una significativa riduzione delle stalle in Veneto, Latteria di Soligo ha molti motivi per guardare al futuro con sguardo positivo. Da un lato il trend del fatturato in costante crescita: 65 milioni di euro nel 2013 contro i 62,6 del 2012 ( utile netto di 13.430 euro contro i 10.189 del 2012), con una quota sempre più importante riferibile al fatturato estero (1,2 milioni). “Abbiamo raggiunto importanti risultati di mandato – commenta il presidente Lorenzo Brugnera – da un lato la conquista di nuovi mercati con la presenza estera, dall’altro il forte consolidamento nel Nord e Centro Italia”. Latteria Soligo resta sicuramente una realtà con solide radici in Veneto: il report sul mercato del latte nella regione dice che il Latte Fresco Soligo si conferma per il secondo anno il brand più amato dai veneti con il 15% delle quote di mercato. E in Veneto, Soligo raggiunge quasi il 92% del suo fatturato. Tuttavia l’obiettivo del Consiglio di Amministrazione è stato quello di aprirsi a nuove frontiere. Un obiettivo che è stato conquistato: oltre alla presenza estera, Soligo ha raggiunto nel 2013 quasi il 3% di fatturato nel Nordovest (+52%), e quasi il 2% al Centro (+152%). Un risultato ottenuto anche grazie ad importanti accordi con la GDO nazionale che rappresenta il canale di vendita per il 46% del fatturato (+2%), seguita dall’HORECA (19% del fatturato, +1,5%).

0,473 euro al litro il prezzo medio pagato nel 2013. Nel 2013 gli stabilimenti di Latteria Soligo hanno confezionato e trasformato in formaggi 716 mila ettolitri di latte prodotto in Veneto e Friuli Venezia Giulia (il 67,7% conferito dai soci). A dimostrazione dell’importante rapporto con la base sociale, rappresentata soprattutto dai propri allevatori, il prezzo medio per il latte conferito: nel 2013 ha raggiunto il picco massimo dell’ultimo decennio, con un prezzo medio di 0,473 euro al litro contro i 0,3946 euro al litro del 2004. Un dato che resta più alto del prezzo medio pagato in Lombardia (0,449 euro al litro nel 2013).

All’abolizione del regime quote latte la Cooperativa risponde con la qualità di latte e formaggi. La gamma di formaggi freschi e stagionati si conferma il traino nel fatturato aziendale sfondando per la prima volta in sei anni la soglia dei 30 milioni di euro. Merito della qualità non a caso proprio nel 2013, Latteria Soligo è stato il marchio più premiato a Caseus Veneti il concorso regionale dedicato ai formaggi. E il monito del presidente Brugnera rivolto ai produttori di latte è stato rivolto proprio in questa direzione: “La qualità del latte Soligo sarà il nostro valore aggiunto, per questo siamo impegnati con progetti di ricerca e processi di innovazione. Con l’abolizione del regime delle quote latte i mercati Nord Europei torneranno a produrre latte in quantità, noi potremo resistere solo opponendo la qualità del latte alla base di formaggi di alta qualità”.

(Fonte: Latteria Soligo)