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Asiago Dop: entra in vigore il piano per la crescita programmata

Asiago DopEntra ufficialmente in vigore il Piano di Regolazione dell’Offerta dell’Asiago DOP per il triennio 2014-2016. Saranno 1.402.631 le forme di Asiago Fresco e 268.000 quelle di Asiago Stagionato che veranno prodotte, nel 2014, dalla filiera della DOP veneto-trentina composta da 1595 aziende di allevamento e 46 caseifici.

Maggiore equilibrio tra produzione e mercato. “Abbiamo raggiunto uno storico risultato – ha detto Roberto Gasparini, presidente del Consorzio di Tutela – perchè, per la prima volta, ci troviamo nella condizione di poter determinare, con le nostre scelte, un maggiore equilibrio tra produzione e mercato. Il tutto in un’ottica di crescita equilibrata, compatibile con la capacità del mercato stesso di assorbire il prodotto e, dunque, di garantire ai produttori un’adeguata remunerazione e al consumatore un’elevata e costante qualità”.

Prossima sfida: rafforzare l’export. A regime, il piano di crescita programmata garantirà, grazie alla contribuzione differenziata ( ovvero la quota che il socio dovrà versare in caso di produzione superiore al punto di equilibrio consortile) nuove risorse promozionali. Nel contempo, il Consorzio lavora per  stimolare un impegno sempre più proattivo di allevatori e caseifici nell’affrontare il mercato internazionale. Le prossime sfide sono, infatti, tutte orientate a conquistare e rafforzare le vendite all’estero partendo da quei paesi, come Germania, Francia e Stati Uniti dove già l’Asiago DOP è una presenza consolidata ed estendendosi, nel contempo, nei continenti a maggior sviluppo come Asia e America Latina.

(Fonte: Consorzio Tutela Asiago Dop)

Regione Veneto dà avvio a controllo qualità ortofrutta e biodiversità del territorio

ortofrutta“Vogliamo verificare quanto il valore dell’agricoltura e i risultati per il reddito delle imprese siano strettamente connessi alla qualità delle produzioni e quanto quest’ultima è espressione anche dell’ambiente che li produce”. Con questa parole l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato annuncia l’avvio del Progetto dal titolo “Caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti e del loro ambiente di produzione”, messo a punto con il contributo delle Organizzazioni di Produttori (che metteranno a disposizione le proprie aziende) e dei Consorzi di Tutela DOP/IGP. La Giunta regionale ha finanziato il progetto con 1,3 milioni di euro.

L’analisi procederà su due livelli: monitoraggio ambientale (acqua-aria-suolo) di trecento aziende prese a campione (sparse in tutte le province venete); monitoraggio di prodotto (dop, igp, prodotti tradizionali): i prodotti selezionati saranno circa mille. I controlli si svolgeranno da marzo a ottobre circa, in base ai periodi biologici di fioritura di ogni frutto e ortaggio.

Verifica ecosostenibilità delle filiere produttive. Le Università di Verona e Padova, attraverso analisi nutrizionali/nutraceutiche e metabolomiche, approfondiranno le caratteristiche dei prodotti ortofrutticoli e il biomonitoraggio dell’ambiente di coltivazione, con l’obiettivo di fornire risposte oggettive e concrete ai consumatori, garantendo loro che le tecniche produttive utilizzate nella filiera sono ecosostenibili e fornendo assicurazioni circa la salubrità e la qualità dei prodotti ortofrutticoli veneti, attraverso un monitoraggio ambientale e di prodotto che evidenzi eventuali anomalie.

Applicato il disciplinare “Biodiversity Friend”. I prodotti esaminati (quelli tipici, tradizionali e a marchio) verranno rapportati al territorio per confermare la correlazione tra “prodotto sano” e “ambiente sano”. Per questa visione globale del comparto agricolo si applicherà il disciplinare “Biodiversity Friend”, la prima e unica certificazione in Italia in grado di valutare la conservazione della biodiversità in agricoltura, “valore essenziale – ribadisce Manzato – al quale non è più possibile rinunciare. Mi risulta che il Ministero delle politiche agricole sia anch’esso interessato all’iniziativa, oltre ad altre Regioni, che si stanno già indirizzando verso questo nuovo tipo di approccio”.

(Fonte: Regione Veneto)

Meno sale nel pane, nel vicentino un centinaio di panifici sposano la campagna ministeriale per migliorare la salute

Pane con meno saleSono già un centinaio i panifici vicentini che hanno accolto l’invito della Consulta Panificatori di Confartigianato Vicenza, guidata dal presidente provinciale di categoria Ruggero Garlani, a far propria la proposta delle quattro Ulss della provincia (n. 3 Bassano, n. 4 Alto Vicentino, n. 5 Arzignano, n. 6 Vicenza) di realizzare un progetto legato alla campagna del Ministero della Salute denominata “Guadagnare salute” , prima esperienza a livello veneto.

Il sale? Poco è meglio. In pratica, i panificatori aderenti al progetto si impegnano a ridurre la percentuale di sale usata nell’impasto dal 2% al l’1,7%, distribuendo nel loro punto vendita anche materiale informativo dedicato ai clienti in cui si spiega il perché di questa importante campagna a favore della salute. Data l’importanza dell’iniziativa, i responsabili del Settore Igiene Alimenti delle quattro Ulss della provincia hanno inoltre preso parte a incontri di presentazione e spiegazione del progetto cui hanno partecipato i panificatori che, avendo già sperimentato la piccola riduzione di sale nel loro pane, hanno portato la loro esperienza a conoscenza dei colleghi. Numerosi studi scientifici evidenziano, infatti, che una piccolissima riduzione della quantità di sale nel pane è del tutto impercettibile al palato ma, tenuto conto che influisce su un alimento di uso quotidiano, contribuisce a contenere il rischio di ipertensione arteriosa, una delle maggiori cause di infarto e ictus.

sale_paneIn Italia il consumo medio di sale pro capite è di circa 10-15 grammi giornalieri, cioè due/tre volte superiore a quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La riduzione progressiva di tale condimento ha un effetto positivo sull’organismo: riduce la pressione arteriosa e migliora la funzionalità del cuore e dell’apparato circolatorio. «Ancora una volta i panificatori scelgono di valorizzare il loro lavoro e di stare dalla parte del consumatore offrendo prodotti sani e di qualità – commenta Sabrina Gasparini, imprenditrice e componente della Consulta Panificatori -.

Proposta di legge per un “Forno di qualità”. A questa iniziativa si affianca, infatti, un altro bel traguardo raggiunto grazie all’impegno della categoria: la proposta di legge della Giunta regionale che detta ‘Disposizioni in materia di produzione e vendita di pane’ che si spera sia presto approvata dal Consiglio Regionale. Si tratta di una norma con cui si fa chiarezza, distinguendo i panifici che producono il pane con metodo tradizionale – dall’impasto alla cottura completa e alla commercializzazione – e i punti vendita che invece portano solo a completamento la cottura». Il progetto di legge prevede che sia la Regione ad avere il compito di stabilire le caratteristiche che dovranno rispettare i panifici e quegli esercizi che si potranno fregiare della denominazione di “Forno di Qualità”, in base alle modalità di produzione e vendita dei prodotti artigianali tipici e tradizionali. Inoltre sarà realizzato il registro delle specialità da forno del Veneto.

Nel futuro, coinvolti anche i ristoranti? «Questa nuova iniziativa dei panificatori deve ora essere portata anche sulle tavole dei ristoranti ed estesa a tutto il territorio regionale coinvolgendo le altre istituzioni sanitarie se vogliamo che l’impatto sia ancora maggiore», ha commentato a sua volta Christian Malinverni, in qualità di presidente dei Ristoratori vicentini e veneti e di presidente del Sistema Alimentazione Confartigianato nazionale.

(Fonte: Confartigianato Vicenza)

Expo 2015, da costruire un “sistema Veneto”. Parola di Flavio Furlani, riconfermato presidente CIA Veneto.

IMG_0661«Non ci possiamo permettere di mancare l’appuntamento con Expo 2015.  Serve per il Veneto recuperare il ritardo e adottare un approccio globale e unitario, più coraggioso e lungimirante. Abbiamo davanti un’occasione fondamentale per il nostro comparto e l’intero nostro territorio: quella di costruire insieme, finalmente, un “sistema Veneto” permanente, una “filiera veneta”. Da promuovere non solo nella fase di avvicinamento e poi di presenza all’esposizione, ma anche – e soprattutto – dopo». A sollecitare il dibattito intorno all‘Expo è il presidente di Cia Veneto Flavio Furlani, riconfermato ieri alla guida di una delle maggiori organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo regionale, in occasione della sesta assemblea elettiva di CIA Veneto, svoltasi alla Corte Benedettina di Legnaro, a Padova.

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Flavio Furlani

CIA “certificatore” del merito creditizio delle proprie imprese. ra i temi toccati dal presidente nella sua relazione, quelli della crisi, che tante aziende ha messo in ginocchio anche nella nostra regione, e della mancanza di politiche strategiche a sostegno del settore. E ancora, la necessità di salvaguardare la filiera agroalimentare e di tutelare il reddito degli agricoltori, la difficoltà sempre crescente di accesso al credito (rispetto al quale Cia si propone come “certificatore” del merito creditizio delle proprie imprese), l’impellenza di un piano di difesa per il territorio che ancora una volta, in questi giorni di piogge intense e devastanti, ha messo in evidenza tutta la sua vulnerabilità. Infine, il presidente ha invocato con forza la necessità di saper cogliere insieme le prossime importanti opportunità, come regione e come Paese: «Dalla nuova politica agraria comunitaria (Pac) al Piano di sviluppo rurale regionale (Psr) – raccomanda Furlani -, serve un progetto di sviluppo rispetto al quale poi delineare le politiche d’azione: un conto sono le risorse, altro le misure».

Gli asset del Veneto. Al suo appello a lavorare insieme, da subito, a un percorso verso l’Expo, ma che prosegua oltre l’Expo, convinta la risposta degli interlocutori. A partire da Giampaolo Pedron, direttore di Confindustria Veneto, che rispetto al bisogno di una piattaforma comune di intenti e di interventi a sostegno dell’intera “filiera Veneto”, sottolinea: «È indispensabile andare oltre la frammentazione. Il “nuovo Veneto” ha tre asset fondamentali su cui puntare. Innanzitutto la grande capacità di produrre beni e servizi; poi le materie prime eccezionali che, purtroppo, non sappiamo sfruttare: come il territorio – di cui l’agricoltura è custode e valorizzatrice -, i paesaggi, l’arte e la cultura; infine, il nostro essere la grande piattaforma logistica dell’Europa che guarda a est. Partendo da questi tre fattori possiamo e dobbiamo affrontare, con la dovuta innovazione di pensiero, la fase che ci sta davanti. Non facciamo come il venditore ambulante – conclude -, che allestisce al meglio il proprio banchetto senza alcuna attenzione alla visione complessiva!».

Regione: in vista dell’Expo 2015, avviate operazione di incoming turistico.  Messaggio che vale anche per l’Expo, naturalmente. Mentre è attesa l’approvazione, proprio in questi giorni, della delibera regionale che segna la prima impronta del Veneto sulla strada verso l’Esposizione universale, Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, assicura: «Il Veneto si presenterà all’Expo come sistema di aziende ed eccellenze. Per raggiungere questo obiettivo la Regione ha avviato due iniziative importanti: la prima riguarda un’operazione di incoming che porterà nella nostra regione 300 tra operatori del settore e giornalisti da Russia, Stati Uniti e altre aree, mentre la seconda punterà ad ampliare e consolidare i rapporti con il mercato cinese, in collaborazione con la Fondazione Italia-Cina, per una durata complessiva di tre anni. In questo scenario l’Expo 2015 rappresenta un’ottima occasione per dimostrare che il Veneto è capace di fare sistema, integrando cultura, tradizione e qualità agroalimentari del territorio».

De Castro: “il mondo chiede più cibo”. Presente al congresso della Cia anche Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo: «Il tema racchiude in sé una visione del settore agricolo completa e di grande prospettiva – evidenzia facendo riferimento al titolo dell’assemblea -. Oggi il mondo chiede più cibo, e l’agricoltura deve rispondere in maniera adeguata a questa domanda in un’ottica che garantisca allo stesso tempo sostenibilità sociale, ambientale ed economica. A Expo 2015 dobbiamo arrivare con la consapevolezza che il tema dell’alimentazione sarà, nei prossimi anni, determinante – aggiunge -, e che quella sarà l’occasione per iniziare a immaginare l’agricoltura del futuro. In questo scenario, anche i nostri agricoltori e le loro imprese giocheranno un ruolo decisivo se saranno capaci di organizzarsi per essere più forti e competitivi in un mercato in costante evoluzione e sempre più globale».

(Fonte: CIA Veneto)

Gennaio 2014, incontro ARGAV-Wigwam all’insegna delle nuove sfide della PAC 2014-2020, del buon gusto veneto e dei proverbi sul vino

Giovanni Rossi Presidente FNSI

Giovanni Rossi, presidente FNSI

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) E’ con il saluto di Giovanni Rossi, presidente FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) che abbiamo aperto l’incontro mensile ARGAV-Wigwam, tenutosi venerdì 31 gennaio scorso presso il circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD). Nel saluto, Rossi ha ricordato il difficile momento vissuto dal settore editoriale, ciò nonostante, visto il carattere conviviale della riunione, ha applaudito al nostro anfitrione, Efrem Tassinato, per la bellezza della sede nazionale Wigwam nonché al presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto, e di riflesso a Mimmo Vita, che presiede UNAGA, di cui ARGAV fa parte,  per l’organizzazione di questi incontri per i soci realizzati ben prima che divenisse obbligatoria l’attività formativa per i giornalisti iscritti all’Albo.

Renzo Michieletto

Renzo Michieletto

Le sfide della nuova PAC. Ed un felice esempio di formazione è stata la lezione del socio ARGAV Renzo Michieletto, referente Europe Direct Veneto -Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura, che ha parlato della nuova Politica Agricola Comune 2014-2020 (PAC). “Negli ultimi vent’anni – ha spiegato Michieletto – in Europa sono state approntate cinque riforme, in quanto la politica agricola necessita sempre di revisioni a seconda degli accadimenti economico e sociali che avvengono. Ma per la prima volta, quella del prossimo settennio è stata frutto di una co-decisione di Consiglio e Parlamento Europeo“. “Si tratta di una riforma importante – ha continuato Michieletto – perché arriva in un momento delicato, dovuto alla crisi economica, e perché riserva all’agricoltura un ruolo di responsabilità: nei prossimi anni sarà infatti necessario produrre di più (si calcola che nel 2030 il fabbisogno alimentare sarà aumentato del 50% e nel 2050 del 70%) con un utilizzo sostenibile delle risorse materiali e garantendo uno sviluppo equilibrato delle aree rurali UE“. Le sfide future della nuova PAC sono quindi economiche (sicurezza alimentare, crisi economica, variabilità dei prezzi di mercato delle produzioni alimentari), ambientali (emissioni gas serra, degrado del terreno, qualità acque, habitat e biodiversità) e territoriali (vitalità zone rurali, diversità dell’agricoltura nella UE).”Nonostante un calo progressivo avvenuto nel corso degli anni  – ha continuato Michieletto -, la nuova PAC continua ad essere la più importante voce di spesa del bilancio europeo, pari al 38%, ed è composta da due “Pilastri”: il I° Pilastro riguarda i pagamenti diretti agli agricoltori, mentre  il II° Pilastro riguarda i programmi di sviluppo rurale a regia regionale (vedi a questo proposito articolo post incontro stampa in Regione)”. Novità importante della nuova PAC è che il 30% dei pagamenti diretti dovrà essere destinato al “greening”, riconoscimento ufficiale del ruolo svolto dagli agricoltori, chiamati a salvaguardare, con il loro lavoro, anche l’ambiente. Per chi desidera avere una visione completa della nuova PAC 2014-2020, Europe Direct Veneto ha pubblicato di recente una pubblicazione.

Salvagno Redoro

Daniele Salvagno, amministratore di Redoro Frantoi Veneti

Olivicoltura, produzione stabile nel 2013. L’incontro è proseguito con la presentazione della stagione olivicola 2013 da parte di Daniele Salvagno, amministratore di Redoro Frantoi Veneti. “In Veneto, che conta l’1% rispetto alla produzione nazionale – ha riferito Salvagno – nel 2013 c’è stata una minore resa in olio (pari al 12%) ma anche maggior produzione (+20%) per cui i risultati possono dirsi pressoché stabili”. Salvagno ha ricordato anche l’importante ruolo di salvaguardia svolto dal Consorzio di tutela Olio Extra Vergine d’Oliva Veneto Dop ed informato dei continui sforzi compiuti da Federdop per tutelare l’olio d’oliva italiano di qualità, contrassegnato dalla Dop, dalla produzione di finto olio extravergine italiano che in realtà proviene da Spagna, Marocco e Tunisia, e che si trova a basso costo sugli scaffali dei supermercati. “Fra tanti problemi che affliggono il nostro settore – ha concluso Salvagno -, mi piace comunque ricordare  l’importanza dell‘olivo come risorsa ambientale e paesaggistica e invito tutti, a questo riguardo, a scoprire i benefici effetti di una passeggiata in un oliveto ben tenuto”.

Salvango Taglia El Torcio

da sx Daniele Salvagno (Redoro, presidente Il Buon Gusto Veneto), Mauro Marin (Gastromomia Il Ceppo, azienda associata a Il Buon Gusto Veneto) e Giancarlo Taglia (manager di rete Il Buon Gusto Veneto)

Il Buon Gusto Veneto fa network. All’incontro erano presenti anche Mauro Marin e Giancarlo Taglia, rispettivamente titolare della vicentina gastronomia Il Ceppo e manager della rete “Il Buon Gusto Veneto“, di cui Il Ceppo fa parte, insieme a Redoro e ad altre aziende venete, in tutto circa una quarantina.  “Il nostro network di imprese – ha spiegato Taglia – è nato nel 2012 per accrescere le capacità innovative e la competitività sui mercati delle aziende associate. Il progetto nasce dal comparto agroalimentare ma vuole coinvolgere il territorio veneto a 360° per promuovere l’arte, la cultura e il turismo, ossia tutte le eccellenze che a vario titolo spiccano in ambito nazionale ed internazionale”.  Le azioni del network sono molteplici: promuovere nei mercati italiani ed esteri le tipicità venete, presentare nella Grande Distribuizione un’offerta unificata e qualificata (Taglia ha citato a questo proposito la recente esperienza di un corner Il Buon Gusto Veneto nell’ipermercato Galassia di San Giovanni Lupatoto, nel veronese, che in tre mesi ha registrato 70 mila euro di prodotti venduti); ed ancora, partecipare a fiere (la prossima in programma è Cibus)  e promuovere i prodotti anche attraverso un catalogo di regalistica destinato alle grandi aziende. Altro grande obiettivo del network è quello di diventare realtà nazionale tramite l’istituzione, attualmente in atto, di reti consorelle in molteplici regioni per affermare il Buon Gusto Italiano quale brand di qualità sui mercati nazionali ed esteri.

FogoLibro FogoProverbi, tweet ante-litteram di saggezza popolare. L’incontro ha ospitato anche un reading di Luisella Fogo, nata ad Este  (PD) e con un’intensa attività alle spalle (insegnante, critica d’arte, gallerista, articolista, redattrice, organizzatrice di mostre socio-storico educative per le scuole ), autrice del libro Proverbi veneti su l’ua e sul vin (con prefazione del socio ARGAV Maurizio Drago), in tutto circa 500 “perle di saggezza popolare” che rappresentano un viaggio di 3500 anni tra personaggi della storia che di epoca in epoca hanno scritto e parlato di vino. La raccolta li riassume in una serie di sei titoli distinti: “La vigna e l’ua”, “La vendemia e el vin”, “A l’Osteria”, “El vin e la Cusina”, “El vin e la Dona”, “El vin e la Vita”. “I proverbi sono, in fondo, gli sms o i tweet di oggi – ha affermato la Fogo -, all’epoca non c’erano né telefonini né internet ed i proverbi erano il mezzo più veloce e sintetico per comunicare battute di spirito, ma anche consuetudini della vita quotidiana. C’era un proverbio per ogni situazione ed il mondo del vino ne ha ispirati tantissimi”. Per chi volesse acquistarlo, info 337. 440439.

Gnocchi Tyche Allegra TavolaIl Buon Gusto Veneto servito a tavola. La serata è terminata con un gustoso convivio-degustazione preparato da Efrem Tassinato con alcuni prodotti delle aziende associate a Il Buon Gusto Veneto e altre prelibatezze venete. Questo il menu: lardo della Saccisica (Consorzio Buoni Convivi di Piove di Sacco, Padoa), musetto di Giulio (norcineria tradizionale casereccia di Casalserugo, Padova), gnocchi di patata veneta (Tyche Allegra Tavola di Treviso/Il Buon Gusto Veneto), gnocchi ripieni di formaggio Dop del Veneto, asparagi di Bassano Igp e radicchio di Treviso Igp e prosciutto cotto veneto (Elio Agostino di San Martino di Lupari, Padova), sopressa Vicentina Dop (Salumificio dei Castelli di Montecchio Maggiore, Vicenza/Il Buon Gusto Veneto), casatella Trevigiana Dop, stracchino e ricotta (Lovagricola-Bianche, Treviso/ Il Buon Gusto Veneto), baccalà alla vicentina e baccalà mantecato (Gastronomia Il Ceppo, Cavazzale di Monticello, Vicenza/Il Buon Gusto Veneto), olio extra vergine d’oliva (Redoro Frantoi Veneti di Grezzana, Verona/Il Buon Gusto Veneto), prosecco di Conegliano Valdobbiadene Dogc Superiore (Az. Agricola Col di Rocca di Susegana, Treviso/Il Buon Gusto Veneto), crostoli e frittelle con la crema (Pasticceria Paccagnella di Rubano, Padova).

Inizia Fieragricola 2014, fino al 9 febbraio la rassegna internazionale del settore primario tiene banco a Verona

FieragricolaApre oggi la 111ª edizione di Fieragricola, in programma a Verona fino a domenica 9 febbraio 2014 e sarà una fiera all’insegna della sostenibilità, dell’innovazione e della trasversalità. Elementi che incoronano Fieragricola fra le principali manifestazioni internazionali del comparto primario. Il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e il direttore generale, Giovanni Mantovani, riceveranno le numerose autorità previste per l’inaugurazione della rassegna internazionale dedicata al comparto primario. Sarà il sottosegretario alle Politiche agricole con delega all’Expo, Maurizio Martina, a tagliare il nastro, insieme con il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro.

In apertura, convegno sulla nuova PAC. Sono attese anche numerose autorità dall’estero, dal ministro agricolo della Lituania, Vigilijus Jukna, al direttore dell’Agenzia governativa facente capo al ministero dell’Agricoltura del Marocco, Mohamed El Guerrouj, al vicedirettore della Commissione Agricoltura di Bruxelles, José Manuel Souza Uva. Quest’ultimo è fra i relatori, insieme agli onorevoli Martina e De Castro, del professor Francesco Marangon, presidente della Società italiana di economia agraria, del convegno inaugurale (ore 11,15, Auditorium Verdi) su «Agricoltura europea tra nuova Pac e mercati globali». Gli interventi saranno preceduti dai saluti del numero uno di Veronafiere, Ettore Riello, del sindaco di Verona, Flavio Tosi, del presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, del governatore del Veneto, Luca Zaia. Modera il giornalista Paolo De Debbio. Sotto la lente, le opportunità per l’agricoltura italiana ed europea alla luce della Politica agricola comune recentemente approvata e gli scenari futuri sui mercati internazionali, preso atto che la globalizzazione e le dinamiche di crescita di importanti realtà come Cina, Russia e Sudamerica hanno riflessi concreti anche sull’andamento dei listini all’interno dell’Unione europea.

Le scelte dei competitori europei in fatto di PAC. L’Italia è chiamata, nelle prossime settimane, a declinare su scala nazionale i criteri che la Politica agricola comune ha delegato agli Stati membri. Altri Paesi, in misura variabile competitori diretti dell’Italia, hanno già annunciato come si muoveranno. La Spagna ha fissato a 300 euro il limite minimo per la domanda di contributi Pac, la Germania sposterà dal 2015 il 4,5% dei fondi dal primo al secondo pilastro (dagli aiuti diretti allo sviluppo rurale); ai giovani sarà riconosciuto un pagamento addizionale di 50 euro per ettaro nel primo pilastro. Il Regno Unito ha annunciato che non amplierà la «black list» comunitaria sull’agricolture attivo, ma ha pianificato un trasferimento dei fondi dal primo al secondo pilastro del 10,6%, prevedendo di arrivare al 15% nel 2019. La Francia trasferirà il 3% dei fondi dal primo al secondo pilastro e utilizzerà tutto l’aiuto accoppiato – pari al 13% dei fondi assegnati – per la zootecnia da carne (675 milioni di euro) e da latte (140 milioni).

(Fonte: Veronafiere)

A Fieragricola 2014, Coldiretti arriva con “l’Arca di Noè per salvare la fattoria Italia”

Animali testimonial a Venezia per agricoltura socialePer salvare la fattoria italiana ritorna l’“Arca di Noe” con le piu’ rare e curiose razze di mucche, maiali, cavalli, asini, capre, pecore, conigli, oche e polli salvate dal rischio di estinzione da allevatori italiani, nell’ambito della piu’ grande “stalla” mai aperta al pubblico in città in Italia. L’iniziativa promossa dalla Coldiretti in collaborazione con l’Associazione italiana allevatori (AIA) con Italialleva offre forse l’ultima occasione per conoscere alcuni animali dal vivo con la straordinaria biodiversità presente in Italia e l’illustrazione delle specifiche caratteristiche dalle ore 9,30 del 6 febbraio alla Fieragricola di Verona nel Padiglione 9 ma anche con la presentazione del primo dossier sull’allarmante scomparsa degli animali nelle stalle italiane, che ha avuto una drammatica accelerazione nell’ultimo anno. Insieme al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ci saranno gli studenti degli Istituti superiori di agraria che hanno registrato quest’anno il maggior incremento percentuale nelle iscrizioni.

Proprio alle opportunità di lavoro dei giovani è dedicato lo stand aperto dalla Coldiretti alla Fieragricola nel padiglione 2 con uno spazio dedicato alle idee proposte dalle nuove generazioni in agricoltura, dal vino di giuggiole dell’Odissea agli agrocosmetici alle stelle alpine, dai mobili rivestiti da fibra di fico d’India alle mozzarelle con latte di capra, dal ragu’ di trota al latte a lunga conservazione 100 per 100 italiano. Nei giorni della Fiera all’interno dello stand sono previste esposizioni ed analisi legate alla necessità di difendere e valorizzare il Made in Italy dal campo alla tavola ed anche “l’angolo” informativo per diventare agricoltori ed un fitto programma di workshop su come promuovere il vero made in Italy nel mondo (dalle 10 alle 11 del 7/1), sull’innovazione in agricoltura a servizio dell’ambiente (dalle 12 alle 13 del 7/1), sulle le start up (dalle 15 alle 17 del 7/1) e sul modello di vendita diretta di Campagna Amica (dalle 11 alle 13 del 8/1).

Il convegno. Nella giornata inaugurale di giovedi 6 febbraio alla Fieragricola nella sala Rossini – Galleria 6/7 è stato organizzato da Coldiretti Giovani Impresa l’incontro “Agricoltura…Tutto un altro sviluppo – dai territori un modello sostenibile per una nuova società” che inizia alle ore 11,00 con l’introduzione di Vittorio Sangiorgio (delegato nazionale Coldiretti Giovani Impresa) con gli interventi di Adam Arvidsson (Sociologo), Marco Marzano De Marinis (direttore esecutivo OMA) e Alex Giordano (co-fondatore Ninja Marketing).

(Fonte: Coldiretti)

E’ Chiara Sattin la nuova presidente dei giovani di Confagri Veneto

sattin_chiaraChiara Sattin, presidente dei giovani agricoltori di Confagricoltura Padova, è stata eletta alla presidenza regionale dell’ANGA, il movimento giovanile di Confagricoltura.

“Premiati impegno e valore”. L’elezione della giovane agricoltrice, nata ad Este (PD) nel 1977 e titolare dell’azienda agricola di famiglia “Le Carrare” di Monselice, nel padovano, è avvenuta nel corso di una partecipata assemblea tenutasi nella sede di Lattebusche a Busche (Bl), cui hanno partecipato anche il presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Bonaldi, il presidente nazionale dei giovani agricoltori Raffaele Maiorano e l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato. Chiara Sattin, laureata in Economia e Gestione dei Servizi Turistici all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sostituisce Filippo Sussi di Verona, giunto al termine del mandato.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Fieragricola 2014, Regione Veneto presente con workshop e tecnici di Veneto Agricoltura, AVEPA e ARPAV, pronti a rispondere alle domande del pubblico

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLa Regione Veneto sarà presente a Fieragricola 2014 (Verona Fiere, 6-9/2) con uno stand (Padiglione 2-B6) che riunirà la Direzione Promozione Turistica Integrata e gli Enti regionali che si occupano di agricoltura, servizi e territorio: Veneto Agricoltura, Avepa e ARPAV.

Nei giorni di fiera, informazioni su nuova PAC e servizi offerti alle imprese agricole. Gli esperti degli Enti regionali forniranno agli agricoltori e ai visitatori utili indicazioni sulla nuova programmazione agricola 2014-2020 e sul portale PIAVe, sulle nuove procedure dei Pagamenti diretti, sui diversi servizi offerti alle imprese agricole nonché reperire utile materiale divulgativo.

Workshop. Nel corso della manifestazione sono in programma anche una serie di workshop per l’approfondimento di diverse tematiche con al centro la sostenibilità, tema portante della 111^ Fieragricola. Si inizierà giovedì 6 febbraio (ore 10,00 e 15,30) con la presentazione del progetto IEEGR3 dedicato alle bioenergie; seguirà (ore 11,30) l’illustrazione del progetto BIONET riguardante la Rete regionale per la conservazione e la caratterizzazione della biodiversità in campo agrario. Venerdì 7 (ore 10,00) si parlerà invece di innovazione in agricoltura e di collaborazione tra le regioni europee, mentre nel pomeriggio (ore 14.00) verrà approfondito il tema dell’antidiabrotica. Sabato 8 febbraio si parlerà di difesa integrata (ore 10.00), di micotossine (ore 11.30) e di fondi mutualistici (ore 14.00).

A disposizione del pubblico, i tecnici AVEPA e ARPAV. Considerata la massiccia presenza di agricoltori, AVEPA – l’Organismo pagatore regionale – potrà cogliere in diretta suggerimenti e consigli operativi e nel contempo illustrare agli operatori del mondo agricolo i progetti conclusi e in corso di realizzazione. I tecnici di AVEPA forniranno, inoltre, informazioni riguardo le novità sui Pagamenti agli agricoltori e le attività che l’Ente sta svolgendo nelle scuole. L’ARPAV, invece, dalla sua postazione illustrerà ai visitatori le principali attività svolte a favore dell’agricoltura; sarà posta particolare attenzione ai bollettini previsionali agrometeorologici, tanto che su questo tema venerdì 7 febbraio (ore 15.30) si terrà anche un workshop ad hoc. Nell’occasione, gli interessati potranno iscriversi al servizio di inoltro dei bollettini agrometeorologici e di allerta gelate. L’ARPAV metterà a disposizione anche del materiale divulgativo e informativo riguardante lo stato dell’arte della Carta dei suoli, l’Osservatorio regionale sul Compost e l’Educazione Ambientale.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Mais: fare reddito è ancora possibile? Se ne parla a Rovigo sabato 1 febbraio 2014.

4768253-d-39-oro-delle-sementi-di-mais-come-sfondoSabato 1 febbraio Agrinsieme, Aires, AMI ed altre sigle operanti nella filiera mais organizzano il convegno “Mais: fare reddito è ancora possibile!” per cercare di verificare, dal punto di vista economico e tecnico-agronomico, se tale coltura, asse portante del sistema produttivo agroalimentare nella nostra regione, è ancora praticabile con successo in Veneto.

Programma. I lavori si terranno a Rovigo, nella sala Bisaglia del CEN.SER., viale Porta Adige 45, con inizio alle ore 9,40. A moderare l’incontro, il giornalista Lorenzo Andreotti, de L’Informatore Agrario. Ecco il programma in dettaglio: Ore 9.40 Registrazione dei partecipanti. Ore 10.00 Presentazione del convegno, Lorenzo Nicoli, Agrinsieme. Ore 10.15 Evoluzione dei mercati mondiali e redditività del mais, Luca Rossetto, Università di Padova. Ore 10.45 Le tecniche agronomiche per massimizzare la redditività, Amedeo Reyneri, Università di Torino. Ore 11.15 Tavola rotonda, Giuseppe Carli, Assosementi Sezione colture industriali, Giangiacomo Bonaldi, Agrinsieme, Vittorio Ticchiati, Compag, Gianfranco Pizzolato, Aires, Carlo Stocco, Confcooperative Rovigo, Roberto Causin, Università di Padova, Alberto Verderio, Ricercatore, Marco Aurelio Pasti, AMI Associazione maiscoltori italiani. Ore 12.30 Dibattito.

(Fonte: Agrinsieme)