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Nasce in Veneto il primo Festival del cinema e del documentario agricolo. La prima edizione si terrà a settembre 2014.

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIn occasione della 1353ª Fiera dell’Agricoltura, che si è appena conclusa a Santa Lucia di Piave (TV), è stata annunciata la nascita del primo Festival del cinema e del documentario agricolo, che si terrà per la prima edizione a settembre 2014.

Ad aprile 2014, il bando per il concorso. Il Festival sarà articolato in un concorso aperto a tutti per il miglior documentario audiovisivo che rappresenti l’intera filiera del prodotto agroalimentare made in Italy – dalla coltivazione in campo alla tavola – e in una rassegna del cinema e del documentario agricolo del passato. Entro il prossimo aprile verrà divulgato il bando per il concorso.

(Fonte: Ente Fiera Santa Lucia di Piave)

Imprenditrici agricole di Coldiretti Veneto: “A scuola insegniamo a non dimenticare gli antichi mestieri”

antichi mestieri 2Per la lavandaia non c’è detersivo sbiancante quanto stendere il bucato di prima mattina sull’erba, il fabbro lavora al buio perché dal colore della fiamma dipende l’efficacia del ferro battuto, il contadino sa che se brucia le stoppie non avrà parassiti al raccolto. Certo cose d’altri tempi: ora la lavatrice centrifuga e asciuga, il maniscalco è chiuso in una fabbrica di metalli pesanti e se l’imprenditore agricolo accende il fuoco vicino al campo rischia di essere multato.

L’antica arte del saper fare. Per fortuna gli anziani hanno trasmesso i contenuti del mestiere sennò alle nuove generazioni sfuggirebbero segreti e saggezza racchiuse nella pratica di una professione ad alta abilità manuale. Ad esempio 3mila casari under 30 cosi come i 2mila norcini l’hanno imparata salvando un patrimonio di conoscenza che si trasforma in formaggi e salumi genuini. Lavori in cerca d’autore che a distanza di un anno dal lancio provocatorio del ripristino dell’ora di applicazione tecnica ne hanno trovati addirittura due: Laura Simeoni e Michele Rigo rispettivamente giornalista e professore che hanno scritto un libro dal titolo “Antichi Mestieri” presentato ieri in Coldiretti Veneto da Franca Castellani, presidente di Donne Impresa, l’organo di rappresentanza che raggruppa 24 mila aziende “rosa”.

In Coldiretti sono le imprenditrici agricole a promuovere le attività di educazione nelle scuole e le visite nelle fattorie didattiche coinvolgendo ogni anno oltre 10mila bambini con lezioni in classe e laboratori di campagna impegnando studenti e docenti nella coltivazione di orti sociali, organizzazione di campi verdi, vacanze green. In tutte queste occasioni le agricoltrici hanno consigliato di valutare l’ipotesi di introdurre nell’orario scolastico lo spazio per sviluppare attitudini e abilità manuali. “Non ci sono più alibi – ha detto Franca Castellani – se in soccorso arriva pure un testo, stampato grazie al contributo ministeriale”. Un manuale illustrato e di facile lettura, che racconta del tipografo, fabbro, contadino, lavandaia, carbonaio, vasaio, casalinga e dell’approccio empirico scientifico di queste attività, elementi che possono incrociare varie materie: scienza, storia e letteratura. Ad apprezzare il volumetto edito da De Bastiani anche Davide Frisoli del distretto didattico Viale San Marco e la maestra Gladis Omaia Capponi della scuola elementare “T.Vecellio” entrambi di Mestre ed estimatori convinti di questa iniziativa. Tra il pubblico le protagoniste di questa formazione “sul campo”, alcune di loro “premiate” con la consegna preziosa di vecchi strumenti utili alle dimostrazioni in aula: dal violino da semina, al cardano per la lana fino al baco per la pasta fatta in casa.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

“Magnar ben” nell’Alpe Adria, è uscita la guida 2014

image002L’Alpe Adria è scrigno della biodiversità a tavola che emerge da secolari intrecci storici e commerciale, ma unita da un paesaggio culturale e da un legame con la terra che sa di mare, di fiumi, di pianure e di Alpi. Un territorio esteso dal Lago di Garda Lombardo alla Dalmazia, dalle Alpi Carinziane alla Pannonia Slovena. Club Magnar Ben da anni è l’associazione culturale che valorizza con la guida omonima, giunta alla XVIII edizione (autori Maurizio Potocnik, Cristiana Sparvoli, Francesco Lazzarini e Giampietro Comolli, 752 pagine, euro 23, presentazione ufficiale il 26 gennaio 2014 a Conegliano) l’insieme della grande e piccola impresa artigianale e familiare di qualità e le migliori bottiglie difficili da scoprire.

I 410 ristoranti selezionati sono pubblicati con una descrizione ampia, valutazioni per la cucina e la carta vini, segnalazione dei piatti più significativi, tra ristorazione classica, contemporanea, trattorie, osterie ed enoteche con cucina, konobe, gostilne, taverne, gasthaus, wirtshaus. I 208 vini selezionati su un numero molto ampio dal team di degustatori guidato da Giampietro Comolli, indica novità, controtendenze, recupero di vecchi vini, ricerca della diversità di gusto e passione.

(Fonte: Club Magnar Ben)

Programma Sviluppo Rurale 2014-2020, al via la seconda fase di consultazione in Veneto

Ambiente ruraleSerrare le fila. E’ la parola d’ordine con cui la Regione Veneto detta i tempi per definire linee d’azione e obiettivi del prossimo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 e lo fa avviando, in questo scorcio di 2013, la seconda fase della consultazione con il Partenariato.

Gli incontri: 11 e 18 dicembre a Legnaro (PD). Gli oltre 150 rappresentanti del sistema agricolo e rurale veneto, che già hanno preso parte alla prima fase di consultazione svoltasi nei mesi scorsi, sono ora chiamati ad essere protagonisti anche in questa seconda e cruciale fase di analisi dei fabbisogni ed elaborazione della strategia vera e propria. Si riparte mercoledì 11 dicembre alle ore 9,00 con un primo incontro presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura a Legnaro-PD. I lavori proseguiranno poi mercoledì 18 dicembre con altri due appuntamenti previsti al mattino e al pomeriggio. Gli incontri in programma saranno trasmessi, come già accaduto in precedenza, in diretta streaming sul portale regionale dell’agricoltura (www.piave.veneto.it) e saranno dedicati alle strategie d’intervento, in funzione dei tre obiettivi dello Sviluppo rurale 2014-2020: la competitività del settore agricolo; la gestione sostenibile delle risorse naturali (e l’azione per il clima); lo sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali. I rappresentanti del Partenariato potranno formulare osservazioni, proposte e contributi anche tramite la consultazione diretta on-line, che sarà attivata sulla piattaforma www.psrveneto2020.it. Tutti i materiali e i documenti a supporto di questo percorso, compresa la lista dei soggetti del Tavolo regionale di Partenariato, sono disponibili nel portale regionale dell’agricoltura.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Seminativi autunno, insidie invernali “sventate” con l’agrifondo mutualistico promosso da Condifesa Veneto e Friuli-Venezia Giulia, sottoscrizioni fino al 15 dicembre 2013

agricolturaFino a venerdì 15 dicembre 2013 è possibile aderire all’Agrifondo Mutualistico costituito dai Condifesa Veneto e Friuli-Venezia Giulia per dare alle imprese agricole soluzioni che integrano l’offerta assicurativa esistente.

Rimborso dei costi sostenuti (max 500 euro per ettaro) in caso di danni per avversità meteo. Orzo, grano, avena, triticale, segale e colza saranno protetti fin dalla semina, in questo modo le avversità invernali come le basse temperature registrate in questi giorni o l’eccesso di pioggia che ha investito ampie zone del Paese, non saranno più viste dagli agricoltori come un problema ingestibile. Il Fondo Mutualistico garantisce il rimborso dei costi sostenuti per le anticipazioni colturali in caso di mancata germinazione del seme (ad eccezione della colza) e per eventuali perdite subite a causa di calamità naturali o avversità atmosferiche che si verificano nel periodo invernale. Dalla semina alla decorrenza delle coperture assicurative il prodotto sarà dunque protetto per tutti gli agricoltori che decideranno di aderire all’iniziativa. Il rimborso potrà raggiungere al massimo i 500 €/ha per le perdite di produzione riscontrabili alla raccolta. Nelle aree di Veneto Friuli-Venezia Giulia sono circa 60.000 gli ettari coltivati a seminativi autunno vernini, ad oggi sono 400 i produttori che hanno già aderito a questo Fondo Mutualistico. Maggiori informazioni presso i Condifesa del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia.

Nel padovano, inaugurata la prima scuola veneta per macellai

Macellaio“Una scuola di questo tipo ci voleva: risponde alle esigenze del settore e del territorio, in un Veneto dove operano 1600 macellerie, che occupano circa 3000 addetti e con un ricambio generazione di circa una ventina di nuovi macellai l’anno”. Con queste parole il presidente del Veneto Luca Zaia ha sintetizzato il senso della prima Scuola Veneta Macellai (SVEM), che ha inaugurato ieri a Selve di Teolo, in provincia di Padova, affiancato dall’assessore regionale alla formazione e lavoro Elena Donazzan, dal sindaco Moreno Valdisolo, dal presidente di Unioncamere Fernando Zilio, dal presidente nazionale di Federcarni Maurizio Arosio, dall’amministratore di Enaip Veneto Giorgio Sbrissa, dal segretario dell’associazione di categoria dei commercianti di prodotti zootecnici Erit di Padova Pietro Canova e dal presidente di Criocabin spa Andrea Babetto.

Sinergia pubblico e privato. La scuola è stata realizzata nella sede di Criocabin, che opera nel settore della refrigerazione degli alimentari, in collaborazione tra questa società, l’Enaip Veneto ed Erit, con il patrocinio della Regione che riconosce questa particolare qualificazione professionale. Essa nasce sulla scia del primo corso per addetti di macelleria, organizzato lo scorso anno da Erit, Enaip e Criocabin, che aveva messo a disposizione attrezzature e laboratori: un corso formativo d’eccezione, teorico e pratico, che ha qualificato 15 ragazzi, dei quali 11 sono già occupati. Di qui il progetto di dare continuità e una sede stabile alla formazione di queste figure professionali, in un settore importante e delicato, dove l’evoluzione delle strutture commerciali ha portato alla chiusura di molte macellerie di vicinato a conduzione familiare soprattutto per la mancanza, appunto, di ricambio generazionale.

La proposta formativa si articola in 300 ore di aula e laboratorio, cui si aggiungono altre 300 ore di stage in una delle aziende che hanno aderito al progetto: Greci, Pantano Carni, Pollo estuario, Il Ceppo, Rosa Carni, Sirman, Fattoria Alle Origini, Maragno Packing, Rossato, Angelo Po, Coppiello Giovanni e Guzzon. Gli insegnamenti sono finalizzati alla preparazione e commercializzazione delle carni, alla scelta e all’acquisto degli animali negli allevamenti, alla macellazione, al disosso e al taglio, oltre che alla preparazione di insaccati, salsicce, hamburger e altre specialità gastronomiche. Per informazioni: tel. 049 8641555  email: info@enaip.veneto.it

(Fonte: Regione Veneto)

Fino al 4 dicembre 2013, in mostra la storia della cialda alla 54^ Mostra del Gelato Artigianale di Longarone (BL)

macchina coni Salvador

Macchina coni Salvadori

Nasce dalla tenace volontà e dalla grande passione di Gianfranco Badiali  l’idea di proporre ai visitatori della 54^ edizione della Mostra Internazionale del Gelato, in corso a Longarone (BL) fino al 4 dicembre, un’originale e quanto mai interessante rivisitazione della storia della cialda, elemento classico presente in tutte le gelaterie artigiane. Si conferma dunque anche quest’anno la prerogativa di Longarone quale “Salotto del Gelato”: un ambiente nel quale certo si fa business, ma si fa anche informazione, si stimolano le discussioni e lo scambio di idee.

Risale al 1888 una delle prime testimonianze certe che parlano di cornetti in cialda che “possono essere riempiti anche con qualsiasi gelato o sorbetto o crema o frutta”: ne scrive in Gran Bretagna Agnes Marshall, scrittrice che se ne intendeva bene, avendo anche brevettato una macchina per la produzione di gelato! Nella galleria di ingresso ai padiglioni espositivi di Longarone Fiere uno spazio particolare ospita l’esposizione di documenti e testimonianze di vario genere, ma soprattutto attrezzature usate per produrre coni e cialde nel passato tra le quali spicca una “Salvadori” degli Anni ’40. “L’abbiamo recuperata – ha detto Gianfranco Badiali con malcelata soddisfazione – mentre era abbandonata nel cortile di una casa. Nessuno aveva idea di cosa fosse, della storia che aveva alle spalle: l’abbiamo smontata, pulita e rimessa praticamente a nuovo, e ora la presentiamo al pubblico della MIG di Longarone. Poi continuerà a far parte della collezione di pezzi che costituiscono il Museo del Gelato di Spoleto”.

(Fonte: Mostra Internazionale del Gelato)

Agriturismo, i ristoratori veneti promettono battaglia

APPE“Gli imprenditori del commercio e del turismo non ne possono più, sono stanchi di essere considerati limoni da spremere!” Non usa mezze misure Erminio Alajmo, presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) del Veneto e dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova.

Gli esercenti considerano peggiorativo il progetto di modifica della legge in esame al Consiglio regionale. Motivo delle rimostranze sono le modifiche proposte alla legge regionale n. 28/2012 (disciplina dell’agriturismo, ittiturismo e pescaturismo), dal Progetto di Legge n 340/2013. “Le modifiche all’attuale legge – dichiara Alajmo – sono inaccettabili e, se passassero, aggraverebbero non poco le già difficili condizioni delle attività di settore regolarmente costituite. Ci batteremo strenuamente perché l’impianto del progetto di legge venga cambiato in maniera sostanziale. Parlo a nome degli oltre 20.000 pubblici esercizi del Veneto, imprese che danno lavoro ad almeno 100.000 addetti, tengono alto il valore dell’enogastronomia della Regione e garantiscono l’accoglienza sette giorni su sette a turisti e cittadini».

Esercenti: “E’ concorrenza sleale”! “Imprese, soprattutto quelle di ristorazione – continua Alajmo – che rischiano seriamente di scomparire, schiacciate dalla concorrenza sleale che deriva dalle attività del tutto similari svolte dagli agriturismi, che però non sono sottoposti ai medesimi obblighi, vincoli e imposizioni”. È un’accusa a tutto tondo quella mossa dal presidente dei ristoratori veneti: “partiamo dagli aspetti fiscali: mentre un ristorante versa le imposte sui propri ricavi, dichiarati o calcolati con gli studi di settore, l’agriturismo applica un regime forfettario. Irpef: mentre il titolare del ristorante paga secondo le normali aliquote, in base al reddito percepito, l’imprenditore agricolo paga l’Irpef solo sul 25% del reddito. Iva: mentre il ristoratore versa l’Iva normalmente, come qualsiasi altra impresa, per l’agriturismo l’Iva dovuta è pari al 50% di quella relativa alle operazioni imponibili, che non trovano però riscontro nelle materie prime, dato che provengono dal loro campo”.

In ballo l’eliminazione del vincolo del numero massimo dei posti a sedere e delle giornate massime di apertura. “Non possiamo sopportare – incalza Alajmo – che gli agriturismi siano visti come i “paladini” della tipicità e della territorialità, quando invece li incontriamo spesso nei centri acquisti a comprare gli stessi prodotti che usiamo noi ristoratori. Già la normativa attuale è molto permissiva: basti pensare che gli ingredienti dei piatti serviti in agriturismo possono provenire per il 50% da produzioni extra-aziendali, anche al di fuori della Regione Veneto, percentuale che sale addirittura al 75% nelle zone montane del Vicentino, Trevigiano e Bellunese … e c’è addirittura chi ha detto che bisognerebbe aumentare ancora queste percentuali!” Secondo FIPE Veneto e APPE le modifiche alla legge regionale proposte mirano a trasformare un’attività nata a sostegno del reddito agrario – perché questa dovrebbe essere la finalità dell’agriturismo – in un’attività del tutto analoga a quella svolta dai pubblici esercizi, senza più alcuna limitazione o vincolo. “È proprio così – conferma Alajmo – le modifiche all’esame del Consiglio Regionale eliminano infatti il vincolo del numero massimo dei posti a sedere e delle giornate massime di apertura, trasformando, di fatto, le aziende agrituristiche in veri e propri ristoranti”. La Federazione dei pubblici esercizi ha già dichiarato che si batterà in ogni sede per impedire l’aggravarsi di quella che viene definita una vera e propria concorrenza sleale: “ma ormai il termine – conclude Alajmo – rischia di essere addirittura riduttivo, qui siamo di fronte a qualcosa di ancora peggio. Valuteremo presto le misure da attuare per contrastare questa scellerata iniziativa”.

(Fonte: APPE)

2013, exploit dell’Asiago Dop in Gran Bretagna

Asiago DopCon la partecipazione al Decanter Fine Wine Encounter, il più prestigioso wine tasting event del Regno Unito in corso in questi giorni a Londra, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago celebra la migliore performance di sempre nell’export del formaggio Asiago Dop nel Regno Unito: un + 82.87% di crescita nei primi sette mesi del 2013 rispetto ai dati dello stesso periodo del 2011.

Agli inglesi piace stagionato. All’Italian Fine Wine Encounter, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago sarà, insieme al Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, il portabandiera dell’Italian taste. Un riconoscimento che sancisce l’ottima performance dell’Asiago Dop in terra inglese, apprezzato particolarmente nella sua tipologia stagionata e diffuso sia nella ristorazione gourmet che nelle grandi catene alimentari. Le vendite dell’Asiago DOP sono cresciute soprattutto all’interno del mercato della grande distribuzione (Tesco, Sainsbury’s e Waitrose).

(Fonte: Consorzio Tutela formaggio Asiago)

La campagna veneta piace agli svizzeri, primi investitori in Veneto in fatto di imprenditoria agricola

Statistica InfocamereIl Veneto agricolo piace agli stranieri. A rivelarlo è Coldiretti in base ai dati di Infocamere che evidenziano la presenza su territorio regionale di 1.235 nuovi imprenditori agricoli di nazionalità diversa da quella italiana.

Sul podio degli investitori, svizzeri, francesi e tedeschi, seguiti da marocchini, australiani e venezuelani. Ad investire nella campagna veneta (terza regione dopo la Toscana e la Sicilia) sono prevalentemente gli svizzeri (22%) i francesi, i tedeschi e i marocchini che vengono prima degli australiani e venezuelani. Più della metà di loro ha meno di 50 anni e il 42% è di sesso femminile. I campi di Verona sono quelli che piacciono di più, ma anche la fascia pedemontana trevigiana ha il suo appeal. Gli agricoltori “foresti” coltivano mais e cereali, ortaggi e frutta, fanno anche i vignaioli e puntano soprattutto al biologico.

Venezia con le sue isole fertili attrae anche i vip: la famiglia Swarovski, la famosa casa austriaca dei cristalli gioiello, ha la sua proprietà blindata a Santa Cristina dove i vigneti di Merlot e Cabernet danno un vino rosso “Ammiana” dal sapore antico le cui cure sono affidate ai viticoltori locali. Chi invece ha scelto di sgobbare sui campi è Michel Thoulouze l’uomo che ha fondato 60 televisioni nel mondo ha casa e vigna nel vicino isolotto di Sant’Erasmo. Parigino di origine poteva scegliere di abitare in Scandinavia o nel Maghreb, in una delle tante nazioni dove ha creato le sue emittenti private da Canal Plus a Canal Jimmy, da Ciné Cinéma a Planet. Lui ha preferito prendere la residenza in Italia, dove fu il numero uno della progenitrice di Sky e di tutti i canali satellitari a pagamento. In questo lembo di terra gira in Ape come tutti gli altri 800 agricoltori, suoi colleghi, che qui producono ortaggi. Come loro ha i calli alle mani, ma diversamente dalle verdure lui fa il suo vino: “Orto” appunto. E’ un cultivar bianco, amalgamato con tre vitigni tradizionali (60 per cento di malvasia istriano, 30 per cento di Vermentino, amante dell’aria salata, 10 per cento di Fiano), ricco di contenuti minerali, prodotto in oltre 18 mila bottiglie, venduto in tutto il mondo (soprattutto in Australia, in Germania e in Francia) ma pensato anche per esaltare i prodotti tipici veneti e della laguna. “Una sola terra può dare un solo vino – dice – per farlo ho liberato dai rovi l’intera tenuta di 11 ettari e messo a dimora i vigneti che erano stati abbandonati dal XVI secolo. “Ho creato il mio paesaggio. Insomma, ho fatto ancora una volta il creativo, il mestiere che mi è riuscito meglio nella vita”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)