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13 novembre 2013, i soci ARGAV in visita all’azienda Agostino Elio di San Martino di Lupari (Pd)

Agostini ElioMercoledì 13 novembre 2013 i soci ARGAV andranno in visita agli stabilimenti Agostini Elio, azienda di S.Martino di Lupari (Pd) che si occupa di produzione, confezionamento e vendita di prodotti alimentari e gastronomici.

Valorizzazione del territorio, in Italia e nel mondo. A questo riguardo, l’azienda ha affiancato alla linea Specialità Gastronomiche  le linee Tradizione Veneta e Taste of Veneto che comprendono specialità tipicihe venete: dalla porchetta trevigiana alla carne salada, dallo stoccafisso mantecato a quello alla vicentina, dal prosciutto cotto veneto alta qualità agli gnocchi ripieni (con formaggi veneti Dop, asparago bianco di Bassano Dop e formaggio Bastardo del Grappa, radicchio rosso di Treviso Igp e formaggio Morlacco). Già presente nei mercati esteri (Londra, Hong Kong, Parigi, Barcellona e Dublino), l’azienda è in procinto di entrare anche nel mercato brasiliano e giapponese, oltre ad avere contatti con importatori di Italian Food e comunità venete presenti in Cina, Corea, Singapore, Dubai, Russia, Usa, Canada, Svizzera, Australia, Argentina, Uruguay, al fine di promuovere la  valorizzazione della tradizione culinaria veneta nel mondo.

Programma di visita per i soci ARGAV. Ore 9,45 incontro presso uffici dell’Azienda in via del Palù,12 a San Martino di Lupari, presentazione dell’azienda. Ore 10,15 visita lavorazione prodotti gastronomici . Ore 11,15: visita lavorazione prodotti salumeria cotta e cruda. Degustazione prodotti. Adesioni alla segretaria Mirka Cameran Schweiger entro lunedì 11 novembre ore 12,00, cell. 3396184508 email: argav@fastwebnet.it.

Nuovo sportello Coldiretti Veneto a sostegno dell’imprenditoria agricola extracomunitaria

agricoltura-giovaniColdiretti Veneto in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali supportata dal Centro di ricerca e consulenza formativa Ager, presenta il nuovo sportello per favorire l’imprenditoria extracomunitaria nel settore primario.

Immigrati, dall’esperienza “in campo” a titolari d’azienda. Oggi a Mestre, nella sede dell’Associazione agricola in via Torino al civico 180, sarà presentato il progetto innovativo dal titolo “S.O.F.I.I.A” (acronimo di sostegno orientamento formazione imprenditoria per immigrati in agricoltura) che prevede il supporto tecnico, operativo e d’orientamento all’impresa per immigrati e stranieri che vogliono diventare imprenditori agricoli. Si tratta di un’iniziativa che vede il Veneto pioniere in quanto la presenza di manodopera in agricoltura supera in certi periodi dell’anno – coincidenti con la raccolta stagionale – la percentuale dell’80%. Da marzo con le fragole coltivate a Verona fino ad ottobre con la vendemmia trevigiana si contano a nord est un totale di oltre 10 mila salariati di svariate nazionalità. Per questo il personale di Coldiretti per circa sei mesi sarà a disposizione per fornire informazioni e assistenza a tutti coloro che vogliono intraprendere un’attività imprenditoriale quale naturale passaggio dell’esperienza maturata “in campo” a contatto diretto con titolari d’azienda.

I partecipanti all’incontro, che inizia alle ore 10.00. Una carriera a cui si possono affacciare i lavoratori provenienti dai Paesi dell’Est in particolare rumeni, moldavi, polacchi e albanesi, quelli dall’India, anche del Nord Africa, che rappresentano la maggior forza lavoro nel comparto. Il programma prevede l’inizio dei lavori alle ore 10.00, a seguire varie relazioni tra cui quella del dirigente Mipaf Giuseppe Sallemi, della funzionaria di Veneto Lavoro Letizia Bertazzon, del rappresentante della Fondazione Leone Moressa Enrico Di Pasquale e la testimonianza finale del direttore della Caritas di Venezia mons. Dino Pistolato.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Tagli alla bonifica in Polesine, protesta corale delle organizzazioni del territorio

Gal Delta Po“Siamo ad un punto di non ritorno. Il pericolo per la stabilità idraulica del nostro Polesine non si può più sottovalutare. E mi fa piacere che entrambi i due Consorzi di bonifica, le associazioni di categoria e tutti i comuni del comprensorio del Delta del Po e Chioggia, abbiano confermato di unirsi tutti per far capire con la forza necessaria alla Regione Veneto ed al governo, se necessario, che le risorse per la bonifica sottratte al Polesine sono vitali e che il nostro territorio ha delle caratteristiche diverse dal resto del Veneto e come tale deve essere trattato e rispettato”. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, interviene in merito alla drastica riduzione dei contributi regionali ed i maggiori costi di energia elettrica del Consorzio di bonifica Delta del Po, che si è tenuta nella sede di Taglio di Po.

Protesta ad oltranza delle diverse categorie. Il Consorzio Delta del Po, assieme ai comuni di Porto Viro, Porto Tolle, Ariano, Rosolina, Loreo e Chioggia (di cui una parte del territorio rientra nel comprensorio consortile deltizio) hanno annunciato una protesta ad oltranza che prevede, martedì un incontro col Prefetto, poi ordini del giorno approvati dai consigli comunali, incontri in Regione e col governo e, perfino, l’istituzione di un tavolo permanente sul rischio idraulico. Coldiretti Rovigo, col presidente Mauro Giuriolo, sarà in prima fila nel sostenere l’azione comune.

Taglio dei finanziamenti contro la subsidenza. Il grido di allarme arriva dal consorzio deltizio, ma riguarda anche il Consorzio Adige Po. Il problema si sta ripresentando da qualche anno ed è ormai tristemente noto: la Regione Veneto ha tagliato gli stanziamenti per contrastare la subsidenza in Polesine, che, tradotto, significa rischio allagamenti e pericolo idraulico per il territorio che è tutto sotto il livello del mare e che, per restare all’asciutto deve continuamente pompare l’acqua d’infiltrazione fuori dai terreni, indipendentemente dalla piovosità. Anche se le piogge prolungate della prima parte dell’anno hanno aggravato la situazione. Attualmente il bilancio del Consorzio sconta un ammanco di circa un milione e 200 mila euro, solo per i maggiori costi di energia, col rischio di andare in rosso e di dover aumentare la tassazione sui cittadini e sulle imprese agricole del 15 per cento.

Costi energetici in Polesine: 44 euro l’ettaro. “Attualmente – spiega Giuriolo – i soli costi energetici (e li teniamo separati dagli ulteriori costi di manutenzione e gestione che pure sono a carico dei contribuenti), per le imprese agricole sono arrivati a circa 44 euro l’ettaro, mentre per i cittadini proprietari di case, il costo varia in base alla grandezza dell’abitazione. Non è possibile gravare ancora sui polesani per risolvere un problema causato dalle estrazioni metanifere degli anni ’50, che hanno fatto sprofondare tutto il nostro territorio. Situazione di cui stiamo qui a pagare, letteralmente parlando, tutte le conseguenze di manutenzione, sollevamento delle acque e rischio idraulico”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Finanziamenti europei. Coldiretti: “E’ l’agricoltura il settore più efficiente”

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiE’ il primario il settore più efficiente nella spesa visto che ha impegnato più del 90% delle risorse erogate dall’Unione Europea. Lo afferma Coldiretti Veneto commentando il dossier presentato ieri in Consiglio regionale dal consigliere Nereo Laroni dove si evince che l’agricoltura ha saputo sfruttare le misure degli investimenti e la buona utilizzazione delle risorse comunitarie.

Regione Veneto, le sfide da raccogliere. Tutto fa riferimento al Programma di Sviluppo Rurale, attualmente l’unico strumento a disposizione delle aziende agricole, attraverso il quale – si legge nella relazione – è stata rilevata nel comparto una crescita netta di valore aggiunto lordo del 20% per un incremento di unità lavorativa del 13% e un aumento della produttività del lavoro del 7%. La sfida dunque è tutta proiettata al prossimo settennio quando dal 2014 fino al 2020 si apriranno i bandi. “La Regione Veneto ha una grossa responsabilità nella stesura del testo programmatico –sottolinea Coldiretti – e deve giocare d’anticipo per non rincorrere o, peggio ancora, ritoccare decisioni distanti dalla realtà a scapito della competitività delle imprese. Priorità, dunque, al ricambio generazionale affinchè il ritorno alla campagna, già praticato da 2 mila giovani in tre anni, sia triplicato nei prossimi sette, massimo impegno finanziario per la ristrutturazione delle aziende orientate al mercato, incentivi alle aggregazioni di imprese agroalimentari con regimi di qualità e incoraggiamento all’accorciamento della filiera produttore-consumatore, efficiente gestione della risorsa idrica e del suolo quali beni comuni, fondamentali per la comunità, che la politica non può ignorare”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Cuochi a km zero, ancora possibile partecipare al corso di formazione organizzato da Coldiretti Verona e GAL Pianura Veronese al Castello di Bevilacqua (Vr)

Verdura paniereEnogastronomia a kilometro zero: è questo il tema del corso di formazione organizzato da Coldiretti Verona in collaborazione con il GAL della Pianura Veronese al Castello di Bevilacqua (Vr). Obiettivo del percorso formativo, a cui è ancora possibile iscriversi (info ufficio formazione Coldiretti Verona, tel. 045-8678248-244 – stefania.barana@coldiretti.it) articolato in tre seminari per la durata complessiva di 27 ore, rivolto a imprenditori agricoli e loro familiari o collaboratori, residenti o con l’azienda in area del GAL della Pianura Veronese, è diffondere la conoscenza dell’utilizzo dei prodotti locali per un uso delle risorse del territorio. Il corso mira, altresì, alla divulgazione in cucina degli aspetti ambientali legati al non spreco e alla gestione ecocompatibile dei rifiuti.

A guadagnarci il gusto e l’ambiente. Quella del kilometro zero è una filosofia e significa acquistare e utilizzare, anche in cucina, prodotti freschi, maturati sulla pianta che fanno bene alla salute ma anche alla promozione del territorio. Con questo sistema, infatti, si dà maggiore rilievo alla storicità del prodotto e al suo legame con il luogo d’origine oltre ad alimentare l’indotto economico locale. Con il kilometro zero ci guadagna anche l’ambiente con una diminuzione d’inquinamento per i minori spostamenti della merce.

Il corso prevede tre appuntamenti aperti al pubblico in cui gustare i piatti preparati dagli allievi con la supervisione di uno chef. Il 30 ottobre alle ore 20 ci sarà la presentazione del libro “Antichi mestieri” di Laura Simeoni, il 20 novembre alle ore 20 si terrà la presentazione dell’ultimo libro di Francesco Occhi. La serata conclusiva del corso, il 4 dicembre, vedrà protagonisti gli allievi in una gara gastronomica con una giuria di esperti guidati dallo chef Fabrizio Rivaroli che ha partecipato al programma su Rai Uno “La terra dei cuochi” condotto da Antonella Clerici. Per informazioni sugli eventi, a cui è necessario prenotare per partecipare: Castello di Bevilacqua, tel. 0442 93655 – marketing@castellobevilacqua.com

(Fonte: Coldiretti Verona)

“Caccia, cambiare per continuare” la richiesta di Confagricoltura Veneto alla Regione

Caccia campi maisConfagricoltura Veneto coglie l’occasione offerta dai lavori preparatori in vista dell’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, per ribadire la necessità di un’inversione di tendenza nella politica regionale in materia di caccia, con l’obiettivo di tutelare maggiormente i diritti della proprietà e dell’impresa, riconosciuti dalla Costituzione, rispetto a quelli di chi pratica un hobby.

Riconoscere i diritti dell’agricoltura e ottenerne la collaborazione. Secondo Confagricoltura Veneto, l’anacronistico art. 842 del codice civile, che permette a chiunque di penetrare armato nel fondo altrui, ha determinato un grave squilibrio fra i diversi interessi coinvolti dall’attività venatoria, squilibrio che è giunto il momento di correggere anche perché, senza la collaborazione dell’agricoltura, l’esercizio regolare e pacifico della caccia è semplicemente impensabile. In particolare, Confagricoltura Veneto richiama con energia l’attenzione della Regione sul sistema di risarcimento dei danni da fauna selvatica, sistema che non garantisce assolutamente il rispetto dei diritti dell’agricoltore che subisce un danno senza sua colpa alle colture o alle strutture produttive; sulle procedure da osservare e i requisiti da possedere per sottrarre i fondi rustici alla caccia, procedure e requisiti che sembrano ispirati ad un atteggiamento restrittivo e sfavorevole nei confronti dell’agricoltore che non intende subire di buon grado l’invasione dei cacciatori; sulla disciplina riguardante gli istituti privati come le aziende faunistico venatorie, che dovrebbero essere considerate e trattate alla stregua di ordinarie espressioni del diritto di impresa e come una normale applicazione del diritto di proprietà.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Dal 29 ottobre 2013, ciclo di seminari gratuito nel segno della sostenibilità ambientale ed economica promosso da Confagricoltura Verona per le aziende agricole

Immagine 1“L’Azienda Agricola Multifunzionale” è il titolo della rassegna di incontri gratuiti organizzata da Confagricoltura e Agriturist Verona e promossa dai Gal della Pianura Veronese e Baldo Lessinia, che esordirà il 29 ottobre presso la sede di Confagricoltura in via Sommacampagna a Verona.

Dieci gli incontri previsti con l’obiettivo di promuovere la multifunzionalità in agricoltura. Ad aprire il 1° ciclo di quattro incontri del progetto pilota – l’intera rassegna ne prevede dieci e si inoltrerà fino a marzo 2014 – saranno due esperti di agricoltura rigenerativa, un agronomo e un agricoltore, che hanno fatto della sostenibilità ambientale ed economica il loro cavallo di battaglia. Assidui ricercatori e instancabili pionieri, Matteo Mazzola e Martin Obrist racconteranno l’agroecologia e l’agricoltura rigenerativa attraverso casistiche reali internazionali e italiane e illustreranno un modello locale di azienda agricola “rigenerativa” realizzata con le proprie mani. Concretezza, operatività e sostenibilità sono i punti di forza di questo ciclo di seminari di formazione e aggiornamento rivolti alle aziende agricole con l’obiettivo di evidenziare le opportunità della multifunzionalita’ in agricoltura, trasferire stimoli, mezzi e risorse per sostenere e promuovere la diversificazione e l’innovazione delle aziende agricole. Scopo della multifunzionalità è innanzitutto quello di incrementare e diversificare il reddito dell’azienda agricola salvaguardando l’occupazione delle persone, tutelando l’ambiente e valorizzando il territorio in cui opera. L’evoluzione multifunzionale ha creato nuovi scenari e opportunità ma anche minacce e criticità che il nuovo imprenditore è chiamato a conoscere e saper gestire.

i temi trattati nei seminari. “Ogni azienda agricola è potenzialmente una modalità di impresa in grado di realizzare diversi modelli di multifunzionalità in relazione al territorio e alle caratteristiche aziendali, e per farlo, l’imprenditore agricolo deve essere incentivato, sostenuto, formato e informato – afferma Simona Castellani, coordinatrice di Agriturist Verona – non potevamo quindi che dar voce ad operatori di settore specializzati nei rispettivi ambiti di intervento, che hanno deciso di mettere in campo idee, stimoli e conoscenze nell’ottica di creare un network di potenziali partner e fornitori al servizio dell’imprenditore agricolo”. La rassegna si focalizza sulle principali funzioni in cui si declina la diversificazione dell’azienda agricola – produttiva, di vendita, turistica, sportiva/ricreativa, didattica, sociale, di tutela ambientale-paesaggistica, di produzione di energia – e si chiuderà con due moduli specifici riguardanti la comunicazione e l’ambito normativo.

I beneficiari di questo progetto sono quindi innanzitutto le aziende agricole che ambiscono ad acquisire o potenziare gli strumenti e le competenze per entrare o rimanere nella multifunzionalità ma anche il sistema Confagricoltura/Agriturist che intende potenziare la propria presenza e visibilità sul territorio, costruire un legame più solido con l’opinione pubblica e con le risorse impegnate in prima linea nelle azioni di sviluppo rurale, aumentare il prestigio sociale e il ruolo economico dell’agricoltura, nonchè sensibilizzare sui temi della PAC.

Programma seminari e modalità d’iscrizione a questo link.

Condifesa Treviso traccia il bilancio di un’annata agraria difficoltosa, messa a dura prova dal meteo, sempre più da considerare nei costi dei produzione dagli agricoltori

Valerio Nadal, presidente Co.Di.TV

Valerio Nadal, presidente Co.Di.TV

In queste settimane i tecnici del Condifesa Treviso (Co.Di.TV) hanno seguito la vendemmia e il raccolto dei seminativi e redatto un primo bilancio dell’annata agraria. Il 2013 è stato caratterizzato dall’eccessiva piovosità, che ha rappresentato la principale criticità di quest’anno, seguita da periodi siccitosi che hanno aggravato lo stato già difficile delle colture.

Siccità e alluvioni, eventi meteo sempre più ordinari. Valerio Nadal, presidente Condifesa Treviso, ha così commentato: “In virtù dei dati raccolti negli ultimi anni e del continuo monitoraggio effettuato dai tecnici del nostro consorzio, attraverso la rete di rilevamento agrometeorologico di cui disponiamo, siamo certi che annate particolarmente piovose o siccitose non saranno più eventi eccezionali ma ordinari. Alla luce di questi dati, gli imprenditori agricoli dovranno valutare la gestione di queste ‘emergenze’ nella normale pratica agricola e quindi nei costi di produzione, per evitare di affrontare poi enormi perdite di prodotto con conseguenze disastrose sul reddito delle imprese. Proprio per andare incontro alle esigenze dell’agricoltura, tutelando il reddito delle aziende e offrendo nuove soluzioni a questi problemi, i sette consorzi di difesa del Condifesa Veneto stanno predisponendo anche per il 2014 una serie di proposte mutualistiche e assicurative con lo scopo di fornire alle imprese agricole gli strumenti per gestire con serenità le calamità naturali”.

Viticoltura.  Dopo un’annata viticola dalle due facce, con un andamento meteorologico che ha caratterizzato la prima parte della stagione con elevate e frequenti piovosità fino alla prima decade di giugno, la seconda parte vegetativa si è sviluppata in un ambiente meteo totalmente diverso, con assenza di precipitazioni ed elevati gradienti termici.  In attesa della ormai prossima raccolta del Raboso, la vendemmia quest’anno si è presentata nella sua normale genesi temporale (epoca tradizionale) e non in ritardo come più volte è stato scritto. La raccolta del Pinot grigio (varietà a maturazione precoce) è iniziata nella prima settimana di settembre e via via tutte le altre, tra cui la Glera ad iniziare dalla metà dello stesso mese nell’area del Coneglianese e del Vittoriese e a distanza di 7-8 giorni nella zona di Valdobbiadene.  Le uve si sono trovate quindi alla vendemmia, in ambienti con notti più lunghe, fresche e umide che hanno causato, in concomitanza del lungo volo di quest’anno della Tignola di terza generazione (farfalla che in forma larvale penetra nell’acino), qualche problema di botrite.  Comunque, il permanere del bel tempo con ottimali escursioni termiche tra il giorno e la notte (fondamentale questo, per stimolare la produzione dei profumi ed enfatizzare l’analisi sensoriale), ha favorito una buona maturazione del grappolo, con buone gradazioni zuccherine e mantenuto ottimi livelli di acidità e di pH (parametri basilari per la struttura del futuro vino) e permesso una vendemmia che si è svolta durante tutto il mese di settembre con l’ottenimento di un prodotto finale commercialmente di pregio.

Seminativi. La primavera eccessivamente piovosa ha condizionato anche le semine del mais e della soia procrastinandole in avanti e spesso su terreni non ben preparati. La fine delle piogge di metà giugno ha aperto poi un periodo siccitoso, che ha messo in difficoltà le piante che avevano sviluppato un apparato radicale molto superficiale. I terreni migliori (non argillosi) e quelli irrigati hanno sopportato meglio le anomalie garantendo produzioni discrete, ma gli altri hanno fatto registrare produzioni molto modeste di mais: da 250° 350 q/Ha di mais per insilato, corrispondenti a produzioni inferiori ai 100 q/Ha per quelli destinati alla produzione di granella, mentre le produzioni attese variano da 550 a 600 q/Ha per l’insilato, corrispondenti a 120/140 q/Ha di granella. Non sono andate bene nemmeno le colture autunnali come frumento ed orzo con produzioni attestate tra i 40 e i 60 q/Ha rispetto agli 80 q/Ha delle annate favorevoli (tenendo conto che una produzione di 50 q/Ha basta appena a coprire i costi di produzione). Sono andate male anche le poche produzioni di barbabietola presenti in provincia di Treviso: 300-400 q/Ha contro una produzione media nelle annate buone di 600-800 q/Ha. Migliore la situazione della soia che, seminata tra maggio e giugno, ha fatto registrare una produzione in linea con le aspettative: 35-45 q7Ha. Ora si apre una nuova stagione e con i preparativi per la semina dei cereali. Il periodo ideale per la semina del grano va da metà ottobre fino all’11 novembre (periodo di San Martino), c’è da augurarsi che il meteo lasci lavorare serenamente gli agricoltori.

(Fonte: Condifesa Treviso)

Il Ministero delle Politiche agricole conferma, le OP (Organizzazioni di Produttori) possono essere imprenditori agricoli professionali

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiAnche una Organizzazione di produttori può essere Imprenditore Agricolo Professionale. Lo ha riconosciuto il Ministero delle politiche agricole in risposta ad un quesito posto dalla Regione Veneto, su sollecitazione di Confagricoltura Veneto,  riguardo l’O.P. Valle Padana, società consortile nata nel 2003.

Favorite le realtà di aggregrazione e valorizzazione del prodotto. L’O.P. Valle Padana, il cui nucleo aggregante è rappresentato dalle aziende dei fratelli Boscolo Sesillo, riunisce oggi un gruppo di realtà produttive tra le più avanzate sul territorio nazionale, altamente specializzate nella produzione di orticole destinate all’industria ed alla grande distribuzione organizzata. Il riconoscimento ministeriale, quindi, oltre a rappresentare un precedente incoraggiante per tutte le realtà che si pongono come obiettivo l’aggregazione e la valorizzazione del prodotto, premia una realtà di primo livello sul piano imprenditoriale e professionale, un esempio di quanto è possibile fare per portare il settore primario su di un piano di effettiva parità con i suoi interlocutori commerciali.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Contributi credito di esercizio: approvata graduatoria delle imprese agricole del Veneto

agricolturaPronta la graduatoria delle imprese agricole del Veneto che hanno richiesto le agevolazioni al credito di esercizio nella campagna agraria in corso. L’ha predisposta e approvata Avepa, l’agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura, che ha provveduto all’istruttoria delle richieste ritenendo ammissibili e finanziando 2302 domande, per un contributo regionale complessivo sugli interessi di 3 milioni 216 mila euro. Il contributo regionale, che abbatte il tasso di interesse a carico dell’impresa, sviluppa un’entità complessiva di prestiti a breve per circa 65-70 milioni di euro, prestiti che variano da un minimo di 10 mila ad un massimo di 60 mila euro per azienda.

Accesso al credito, maggiori difficoltà e costi più alti per il settore primario. “Anche questa partita, come già quella delle anticipazioni bancarie del premio unico – ha sottolineato l’assessore Franco Manzato – dimostra la necessità di crediti a breve per fronteggiare i pesanti problemi di liquidità delle aziende del settore primario, la cui redditività non è distribuita nel corso dell’anno ma spesso si concentra nelle stagioni della raccolta o viene dilazionata per le esigenze connesse ai temi di trasformazione. Nello stesso tempo – ha aggiunto Manzato – proprio l’agricoltura, che è tra le attività più salde in questa fase di crisi economica generale, soffre di una oggettiva situazione di svantaggio rispetto ad altri settori economici e produttivi, con maggiori difficoltà nell’accesso al credito e costi più alti per la provvista del danaro”.

Domande ammesse, la situazione per provincia. L’intervento attivato dalla giunta e concretato tramite Avepa è stato previsto proprio dalla legge regionale del 2009 cosiddetta “anticrisi”, voluta per fronteggiare meglio gli effetti della recessione, che ha attivato l’erogazione di contributi in conto interessi sui prestiti a breve termine, della durata massima di 12 mesi, contratti dalle imprese agricole venete per le necessità legate all’anticipazione delle spese per la conduzione aziendale fino alla vendita dei prodotti. Delle 2302 domande ammesse, 47 riguardano aziende della Provincia di Belluno, per un contributo complessivo di 62.529,53 euro; 412 la Provincia di Padova per un contributo tortale di 591.909,92 euro; 378 il Polesine per 479.239,49 euro; 445 la Provincia di Treviso per 613.786,61 euro; 126 il veneziano per 162.194,51 euro; 758 il veronese per 1.072.727,17 euro; 136 il vicentino per 233.428,24 euro.

(Fonte: Regione Veneto)