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Influenza aviaria: ad Occhiobello (RO), esito negativo dei controlli, ma dal 26 agosto abbattimento precauzionale

galline che razzolanoHa valore preventivo l’ordinanza (n. 70/2013) firmata dal vice sindaco di Occhiobello (RO) Laura Andreotti per il sequestro e l’abbattimento di galline ovaiole (oltre 200 mila) di proprietà della società Agricola Morgante di Lionello e C. L’azienda agricola fa parte della stessa filiera del gruppo Eurovo, a cui appartengono i primi due allevamenti in provincia di Ferrara in cui sono stati riscontrati i focolai di aviaria.

Solo misure cautelative. Benché abbiano dato esito negativo le indagini sierologiche e virologiche svolte dall’azienda Ulss 18 nell’allevamento e non sia stato evidenziato alcun sospetto di malattia, né la presenza di mortalità anomale, da lunedì 26 agosto inizieranno le operazioni di abbattimento degli animali. “Si tratta di misure cautelative nei confronti dell’influenza aviaria che ha colpito allevamenti nel ferrarese – spiega Andreotti -. Ci tengo a sottolineare che i controlli veterinari dell’azienda Ulss 18 hanno dato esito negativo, non sono stati trovati focolai, né virus tra gli animali dello stabilimento e non c’è pericolo per l’uomo, tuttavia, le direttive del ministero della Salute e della Regione Veneto dispongono l’abbattimento in via precauzionale”.

(Fonte: Comune Occhiobello)

Fino al 2 settembre 2013 si tiene a Mirano (VE) la Festa dell’Agricoltura. Domenica 1 settembre, tentativo di record mondiale partecipazione trattori agricoli.

Sfilata trattori Festa Agricoltura Mirano

Festa Agricoltura Mirano, sfilata trattori

20^ edizione per la tradizionale Festa dell’Agricoltura di Mirano (VE), iniziata venerdì 23 agosto ed in corso sino a lunedì 2 settembre 2013 nell’area degli impianti sportivi della cittadina, in via Cavin di Sala. Ad organizzarla, il Gruppo imprenditori del Miranese “La campagna ti è amica”, con la preziosa collaborazione di Coldiretti Venezia, Venezia Opportunità e Banca Santo Stefano e il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Venezia e Comune di Mirano.

Una quarantina le aziende del territorio partecipanti e, come nella più antica tradizione contadina, il loro coinvolgimento riguarderà l’intero nucleo famigliare, bambini compresi, in una delle manifestazioni più longeve e rinomate del settore, a cui collaborano da giorni circa 250 volontari. Due le novità principali di quest’anno. La prima riguarda la promozione dei prodotti del territorio, con l’allestimento di un apposito stand che per tutta la durata della festa metterà in vendita salumi, formaggi, ortaggi e altri prodotti tipici della campagna a chilometro zero. L’altra novità riguarda invece il tentativo di stabilire il record mondiale di partecipazione di trattori agricoli. Traguardo ambizioso ma a portata di mano, visti i precedenti e che vedrà la città protagonista domenica 1 settembre, con un invito speciale a non mancare rivolto a tutti i possessori di trattori, moderni o d’epoca.

Confermate anche tutte le iniziative di successo delle passate edizioni, come la ricostruzione di una vecchia osteria dove rivivere momenti di festa, il coinvolgimento dei giovani e le serate a tema con musica, animazione e spettacoli per tutti. Immancabili infine i pezzi forti che hanno reso celebre la fiera negli anni: la mostra dei mezzi agricoli, la fattoria con gli animali, gli stand dell’artigiano e un fornitissimo stand gastronomico. Attivo anche il bar, con pista da ballo e palco per gli spettacoli. La manifestazione sarà l’occasione per avvicinare al mondo dell’agricoltura anche i più piccoli, con prove di mungitura, giri a cavallo, piccole coltivazioni, lezioni di lavorazione della farina e giochi per formare i consumatori di domani a fare una spesa sana e consapevole, incentrata sui prodotti della terra.

Carne griglia Festa Agricoltura MiranoRicco di appuntamenti il programma, che vedrà ogni sera l’apertura della manifestazione, della cucina e degli stand a partire dalle 18, poi l’animazione per i bambini, quindi, in serata, musica e spettacoli per giovani e adulti.  Ogni sera appuntamento con rassegne dedicate all’allevamento e all’agricoltura, spettacoli equestri, dimostrazioni di aratura e gare di cottura della carne alla griglia, cabaret, balli country e serate musicali e danzanti con i più svariati stili: country, latino-americano, revival. Giornata da non perdere quella di domenica 25 agosto: la festa si trasferirà in piazza Martiri con la cerimonia dell’alzabandiera e l’arrivo del corteo di carrozze e cavalieri che poi sfileranno verso l’area stand preceduti dalla Fanfara dei bersaglieri di Ceggia. Il cerimoniale segnerà l’inaugurazione ufficiale della manifestazione agricola, che vedrà poi un altro imperdibile spettacolo nel pomeriggio: alle 15 infatti al campo sportivo di calcio, a fianco dell’area stand, si potrà assistere allo scenografico lancio di paracadutisti organizzato dal gruppo dei parà del Miranese. Il lancio vuole ricordare i due paracadutisti di Mirano Sandro Licori e Carlo Frasson, morti nel 1971 nel disastro aereo della Meloria.

Sabato 31 agosto da segnalare la gara di cottura di carne alla griglia, con degustazioni e la prima “Gara della sopressa” che decreterà l’insaccato più buono tra tutti quelli in gara. Altra giornata clou è quella di domenica 1 settembre, quanto gli organizzatori tenteranno l’entrata nel Guinness dei primati con il tentativo di creare il record mondiale di trattori agricoli presenti. Il raduno è fissato nel piazzale della festa in via Cavin di Sala alle 9.00, poi il trasferimento in corteo verso Piazza Martiri. Se il record verrà raggiunto, si potrà formare un’unica fila di mezzi agricoli in movimento dai campi sportivi al centro storico, senza soluzione di continuità. Nel pomeriggio ci sarà anche la gara di slitta con trattori e camion.

Luci ed ombre del settore. La Festa dell’agricoltura di Mirano diventa occasione per chi lavora nel settore per fare il punto sulla situazione dell’agricoltura in questo momento di crisi generalizzata. «Da un lato si riscontra un incremento dell’occupazione nel sistema agricolo, soprattutto perché la crisi riporta alla riscoperta dei benefici che si traggono da quest’attività – spiega Andrea Frasson, presidente del gruppo imprenditori del Miranese “La campagna ti è amica” – dall’altro assistiamo alla difficoltà data da prezzi poco remunerativi o al fatto che insorgono sempre più problemi nel garantire la qualità dei prodotti, ostaggi degli eventi atmosferici e della concorrenza con prodotti provenienti da paesi esteri, senza garanzie di igiene e salubrità. Fortunatamente la promozione del Made in Italy rappresenta un valore aggiunto e solo con la sensibilità dei consumatori italiani riusciremo a superare le difficoltà legate alla crisi». Un invito, quello lanciato ai consumatori, ripreso anche dal segretario di zona della Coldiretti, Fabio Livieri: «Quest’anno abbiamo puntato sulla promozione dei prodotti del territorio, questione che sta a cuore a Coldiretti perché fa parte di una politica intrapresa in questo senso già da alcuni anni e che punta a dare un’iniezione di fiducia ai cittadini, che possono utilizzare prodotti nostrani sapendo ciò che mangiano e conoscendo dove e chi lo produce».

(Fonte: Festa dell’Agricoltura di Mirano)

Regione Veneto, banda larga alle aziende agricole fattore di competitività

semplificazione agricolturaAnche lo sviluppo dell’agricoltura dipende oggi da una rete telematica efficiente. “L’agricoltura si fa nei campi e nelle stalle – afferma l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato – ma l’impresa si costruisce anche e sempre più al computer e nel collegamento con i mercati, i fornitori, la ricerca, le istituzioni e così via. I nostri agricoltori sono pronti e affrontano a testa alta questo adeguamento, che però richiede una rete veloce, per la quale il Veneto prosegue le attività per portare la banda larga nelle aree rurali, grazie al contributo finanziario del Fondo europeo FEASR e del Programma di Sviluppo Rurale”.

Abbattimento del divario digitale. A questo proposito, la Giunta regionale, su iniziativa del vicepresidente Marino Zorzato di concerto con Manzato, ha adottato un provvedimento che finanzia l’avvio di ulteriori iniziative per proseguire nella cooperazione istituzionale e nell’abbattimento del digital divide, ovvero delle carenze di capacità della rete, sul territorio regionale. “Continua insomma la posa delle infrastrutture necessarie alla diffusione capillare della banda larga – spiega ancora Manzato – e i cantieri che hanno già terminato i lavori sono ventidue: dieci si trovano in provincia di Belluno, sei in quella di Rovigo, due a Verona e quattro in provincia di Vicenza. Sono diciassette invece i cantieri attualmente in corso d’opera: due in provincia di Belluno, cinque in quella di Rovigo, sette a Verona, due a Vicenza e uno a Padova. Nel frattempo è già stato programmato l’avvio dei lavori, che inizieranno nelle prossime settimane, in altri due comuni, di cui uno nell’area di Rovigo e uno in quella di Verona”.

Aree bianche. Le località interessate ricadono tutte nelle cosiddette “aree bianche”, ovvero in zone del territorio classificate come aree rurali intermedie e aree rurali “con complessivi problemi di sviluppo”, dove le infrastrutture a banda larga sono inesistenti e per le quali non si prevedono sviluppi nel medio termine. Il progetto per la diffusione della banda larga nelle aree rurali del Veneto comprende un investimento complessivo previsto di oltre 22 milioni di euro, con 46 mila linee da abilitare e 120 mila cittadini da raggiungere.

(Fonte: Regione Veneto)

Patate americane, produzione 2013 in leggera crescita

piant_patata-americana-500-JPEGIl 2012 è stato magrissimo per le patate americane o patate dolci o batate: una produzione più che dimezzata rispetto all’anno precedente: nel Veneto, regione in testa per coltivazione, ci si è fermati sotto i 26 mila quintali rispetto ai 54 mila dell’anno precedente. In Italia si è passati dagli 101 mila quintali del 2011 a meno di 50 mila della passata raccolta (dati ufficiali forniti dall’Istat).

Produzione concentrata nel padovano. La siccità è stata micidiale. Quest’anno dovrebbe esserci una leggera crescita di produzione, ma si resterà distante dai numeri tradizionali perché le piogge hanno fortemente condizionato, in senso negativo, i trapianti. Nel Veneto, adesso, le piantagioni stanno promettendo bene. I primi assaggi, per capire come si stanno sviluppando i tuberi, fanno bene sperare. “Tutto dipenderà dal tempo, se sarà favorevole o meno, commenta Graziano Coccato, che per OPO Veneto, dalla piattaforma orticola di Chioggia, segue i produttori di Anguillara e di Stroppare, in provincia di Padova, dove si concentra buona parte della produzione veneta, alla quale si dedicano una quarantina di coltivatori. La raccolta è sempre un’incognita, soltanto quando si comincia a “cavarle” si può quantificare l’effettiva resa. Sono stati fatti alcuni sondaggi, le patate ci sono: quindi si prevede, valutando gli ettari che ad esse sono dedicati, un raccolto leggermente superiore a quello dello scorso anno, ma non molto di più.I prezzi, che nel 2012, sono rimasti sopra l’euro, dovrebbero mantenersi sullo stesso livello che è considerato soddisfacente”. Stessa situazione si registra nella vicina Valliera, località di Adria, in provincia di Rovigo, a Zero Branco (Treviso) e nella vicina Scorzè, in terra veneziana, altri interessanti piccoli poli produttivi di alta qualità.

Una pianta tropicale. La patata americana, chiamata più propriamente patata dolce o batata (Ipomoea batatas, il suo nome scientifico), è una pianta tropicale che arrivò dalle Americhe, quasi subito dopo la loro scoperta. Si cominciò a coltivarla sul finire dell’Ottocento come cibo sia per l’uomo che per gli animali domestici. E’ una pianta che ama i terreni sciolti, leggeri, bene drenati e ricchi di sostanze organiche, come quelli appunto che si affacciano sul fiume Adige, in provincia di Padova e di Rovigo, o sui fiumi trevigiani o veneziani di risorgiva, che sono miracolosi per gli ortaggi e per le patate americane in particolare.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Dal 19 agosto, al via la campagna bieticolo saccarifera nello stabilimente di Pontelongo (PD)

Zuccherificio PontelongoCoprob, l’unica cooperativa produttrice di zucchero 100% italiano, garantito da una filiera certificata, il 9 agosto ha avviato la campagna bieticolo saccarifera nello stabilimento di Minerbio (BO) e il 19 agosto inizierà la lavorazione a Pontelongo (PD).

raccolta barbabietole CoprobStagione piovosa, influenza minima nella produzione. Nonostante le intense piogge primaverili che hanno ritardato le semine causando il posticipo della tradizionale apertura degli zuccherifici, Coprob si attende una qualità soddisfacente delle bietole stimando una produzione di oltre 1 milione e 400 mila tonnellate provenienti da un bacino di più di 25.000 ettari seminati in Emilia Romagna e in Veneto. I conferenti dell’attuale campagna, che durerà più di 60 giorni, saranno oltre 3.600 di cui circa 3.000 soci della cooperativa (nell’ultimo anno, la base sociale di Coprob è ulteriormente aumentata superando quota 5.700). “A dispetto dei forti ritardi delle semine ci attendiamo una produzione solo leggermente inferiore alla media – ha affermato il direttore agricolo, Marco Marani – e, nonostante il clima degli ultimi giorni, pensiamo che la produttività possa raggiungere livelli soddisfacenti per i nostri agricoltori”.

Fonte: Coprob

Alto Polesine devastato dal maltempo, inizia la conta dei danni

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Alto Polesine, frutteti danneggiati

“Ho percorso chilometri e chilometri di strade con terreni devastati da una parte e dall’altra. La cosa che impressiona è che ci sono interi comuni colpiti, non solo piccole aree a macchia di leopardo, come succede normalmente, ma una fascia apocalittica di almeno 15 chilometri che attraversa il Polesine dall’Adige al Po”. Questo il commento del presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, che ieri, con Fabrizio Stella, direttore generale di Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura) e diversi dirigenti locali di Coldiretti, ha visitato il territorio e le aziende agricole altopolesane falcidiate dalla violenta tempesta tropicale con tromba d’aria e grossa grandine del 14 agosto scorso.

cio che resta compCalamità naturale se il danno è superiore al 30 per cento. Fin dalle prime ore dopo il fortunale Coldiretti Rovigo ha chiesto lo stato di calamità e cominciato a raccogliere le denunce delle aziende agricole associate. “Stiamo facendo la prima conta dei danni – spiega il presidente – ed il direttore di Avepa è voluto essere presente per rendersi conto di persona e mostrare la sua vicinanza alle imprese disastrate. L’Avepa avvierà le procedure di controllo necessarie per la dichiarazione dello stato di calamità naturale, che può avvenire quando il danno è superiore al 30 per cento”. “Quello che stiamo vedendo – continua Giuriolo – sono veramente scene apocalittiche. Produzione frutticola azzerata per quest’anno e per il prossimo: i frutteti sono distrutti e questo farà perdere anche il raccolto della prossima annata, perché la reazione degli alberi sfregiati nella corteccia sarà di dischiudere le gemme che sarebbero servite il prossimo anno. Del mais è rimasto lo stelo, delle barbabietole solo le radici. Dove non è arrivata la grandine ci ha pensato il vento forte, anche sotto le reti e che si è portato via la tettoia di un impianto di biogas appena costruita in un’azienda fra Lendinara e Canda; la bufera ha divelto e scoperchiato le serre e i tunnel. Le orticole in campo sono andate perdute. I danni appaiono molto più gravi di quanto ci eravamo prospettati, non solo alle produzione, ma anche alle strutture. E’ comunque ancora presto per fare una stima reale e non è opportuno sparare numeri a caso. Le denunce delle aziende continuano a pervenire ai nostri uffici”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Nuovo PSR, la Giunta veneta istituisce Tavolo partenariato

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLa Giunta veneta ha istituito il Tavolo regionale di Partenariato finalizzato alle consultazioni sulla nuova Programmazione dello Sviluppo Rurale FEASR 2014-2020. L’Autorità di gestione del piano potrà comunque integrare e modificare l’elenco approvato, sulla base delle eventuali ulteriori candidature pervenute.

Partecipazione attiva. “Il provvedimento – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato – fa riferimento alle indicazioni comunitarie, dove la definizione del partenariato rappresenta uno dei principi chiave per l’attuazione dei Fondi del Quadro Strategico Comune dell’Unione europea. I programmi comunitari devono infatti essere elaborati, in collaborazione con i partner coinvolti, in quanto la partecipazione attiva fin dalle primissime fasi di programmazione di tutte le parti interessate è essenziale per il successo delle iniziative finanziate e il migliore utilizzo dei fondi”. Il coinvolgimento delle parti si riferisce all’analisi delle sfide e delle esigenze da affrontare con i fondi comunitari; alla scelta degli obiettivi e delle priorità per affrontarle; ai meccanismi di coordinamento istituiti per sfruttare le sinergie tra i diversi strumenti disponibili, in funzione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

“Il partenariato – ha ricordato Manzato – deve rispondere ai principi del pluralismo; della pertinenza (ovvero quanti “possono influire sull’attuazione dei programmi o esserne toccati”); della rappresentatività; della funzionalità; della storicità; del coinvolgimento prioritario delle associazioni imprenditoriali, delle camere di commercio, delle università e degli istituti di ricerca”.

Il Tavolo di partenariato. Questa la composizione: Area istituzionale, autorità pubbliche e territoriali. Azienda regionale veneto agricoltura, Arpav – agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del veneto, Avepa – agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, Veneto innovazione spa, Veneto sviluppo spa, Unione regionale delle province del Veneto – u.r.p.v., Unione nazionale comuni comunita’ enti montani – delegazione regionale del Veneto, Associazione nazionale comuni italiani – ANCI Veneto, Istituto zooprofilattico delle Venezie, Istituto nazionale di economia agraria – Inea del Veneto, Enea – ufficio territoriale per il Veneto, Cra – centro di ricerca per la viticoltura, Corpo forestale dello Stato, Ente parco dei Colli Euganei, Ente parco nazionale Dolomiti Bellunesi, Ente parco regionale veneto del Delta del Po, Parco del fiume Sile, Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, Parco naturale regionale della Lessinia, Autorità di bacino del fiume Adige, Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Piave, Brenta – Bacchiglione, Autorita’ di bacino del fiume Po, Unione veneta bonifiche, un rappresentante intese programmatiche d’area – IPA, Rete delle scuole agrarie del Veneto e del Friuli, Venice international university – Centro Tedis, Università degli studi di Padova – dipartimento Dafnae, Università degli studi di Padova – dipartimento Tesaf, Università di Padova – Centro interdipartimentale ricerche e studi “Giorgio Lago”, Università Ca’ Foscari di Venezia – dipartimento di economia, Università IUAV di Venezia, Università degli studi di Verona – dipartimento di scienze economiche.

Area imprenditoriale, economica e produttiva. Associazione generale delle cooperative italiane – a.g.c.i. Veneto, Confcooperative, Lega regionale delle cooperative, Unione nazionale delle cooperative italiane del veneto, Anpa associazione nazionale produttori agricoli, Cia – confederazione italiana agricoltori del Veneto, Copagri regionale veneto, Eurocoltivatori coordinamento veneto, Confagricoltura veneto – Federveneta, Federazione regionale coltivatori diretti, Aiel – associazione italiana energia agroforestali, C.n.a. Veneto, Confartigianato veneto – f.r.a.v., Confcommercio veneto, Confindustria – raggruppamento regionale industria agroalimentare, Confapi veneto, Confesercenti, Federforeste – federazione italiana delle comunità forestali, Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani – Confai, Federazione imprese di meccanizzazione agricola del Veneto (f.i.m.a.v.), Commissione regionale Abi Veneto, Unione regionale delle camere di commercio del Veneto – Unioncamere, Cup Veneto – comitato permanente ordini collegi professionali Veneto, Collegio dei periti agrari della provincia di Venezia ufficio di presidenza, Consulta agrotecnici e degli agrotecnici laureati del Triveneto, Federazione regionale degli ordini medici veterinari del Veneto, Federazione degli ordini provinciali dei dottori agronomi e dottori forestali del Veneto, Unione consorzi vini veneti DOC, Consorzio di gestione forestale (Cogefor), Forum regionale dell’agricoltura sociale, Consulta nazionale della proprietà collettiva coordinamento regionale del Veneto, Associazione regionale dei consorzi di difesa del Veneto, un rappresentante consorzi promozione turistica, due rappresentanti dei gruppi di azione locale (Gal) – un Gal pianura; – un Gal montagna, un rappresentante forum giovani imprenditori agricoli, uyn rappresentante assoenologi, un rappresentante consorzi di tutela D.O.P., un rappresentante organizzazioni produttori agricoli – vino, un rappresentante organizzazioni produttori agricoli – ortofrutta, un rappresentante organizzazioni produttori agricoli – latte, un rappresentante organizzazioni produttori agricoli – carne, un rappresentante organizzazioni produttori agricoli – altri settori, un rappresentante delle associazioni venete dei produttori biologici.

Area ambiente e natura. Fai – fondo per l’ambiente italiano, Legambiente Veneto, Lipu – lega italiana protezione uccelli, Wwf- Veneto, Italia nostra – Veneto, Associazione faunisti veneti (As.Fa.Ve.). Area sociale, occupazione e lavoro. Cgil segreteria regionale, Cisl segreteria regionale, Uil segreteria regionale, Ugl segreteria regionale, Forum permanente del terzo settore veneto, Commissione pari opportunità, Unione nazionale proloco italiane (Unpli ) – Comitato regionale veneto, Consigliera regionale di parità, un rappresentante organizzazioni dei consumatori.

(Fonte: Regione Veneto)

Produzione agricola a rischio eventi meteo, 13-14 settembre 2013 corso di formazione a Legnaro (PD) per la professione di perito grandine

grandineTanti sono i rischi che corre la produzione agricola, molti anche da eventi meteo. Agli agricoltori viene così data la possibilità di accedere a dei contributi, fino a un massimo dell’80%, per far fronte al pagamento dei premi di assicurazione del raccolto. E’ necessario però valutare questi danni, farne una stima oggettiva. Proprio per questo Veneto Agricoltura propone dei corsi di formazione per la professione di perito grandine, il prossimo dei quali è previsto nelle giornate di venerdì 13 e sabato 14 settembre dalle ore 9,00 alle 18,00 presso la Corte Benedettina a Legnaro (Pd).

A chi è rivolto il corso. L’iniziativa, aperta prioritariamente a laureati in Scienze Agrarie, Forestali, periti agrari, geometri e tecnici, intende preparare, come detto, alla professione di estimatore delle calamità naturali in agricoltura e grandine.  In occasione del prossimo appuntamento saranno approfondite le tecniche di liquidazione nel campo della frutta, degli impianti viticoli, dei cereali e dei prodotti speciali. Inoltre, è prevista un’uscita sul campo per la determinazione dei danni da grandine nei vigneti e nei frutteti, comprendente l’analisi della valutazione guidata, la compilazione del bollettino di campagna e la stesura del prospetto di liquidazione. La partecipazione alle due giornate di corso, comprensiva del materiale didattico, è di euro 200. Ai partecipanti sarà consegnato un attestato di partecipazione. Informazioni presso Veneto Agricoltura tel. 049-8293920; e-mail: divulgazione.formazione@venetoagricoltura.org

(Fonte: Veneto Agricoltura)

In Polesine, agricoltura ancora sotto stress per la siccità

mais siccità“Alte temperature che seguono a sei mesi di piogge record, così allo stress idrico sofferto in primavera, per le colture si prospetta uno stress termico da colpo di calore, con conseguenti probabili perdite di produzione. Per le aziende agricole è la seconda annata magra consecutiva, dopo la grande siccità del 2012”. Il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, fa il punto sulla situazione delle campagne agostane, dove gli imprenditori agricoli sono costretti ad interventi di irrigazioni di emergenza, molto più frequenti del solito, soprattutto sul mais e la soia: a fronte dei consueti 3-4 annaffiamenti sul mais, si prevede di arrivare anche ad 8-10.

Lievitano i costi per l’impiego del gasolio, che negli ultimi due mesi è aumentato del 10 per cento, e per l’ammortamento dei macchinari.  A causa delle alte temperature e della forte traspirazione, le orticole delle zone di Lusia, Adria e Rosolina rischiano di venire lessate in campo dalla stessa acqua d’irrigazione. In sofferenza sono anche i frutteti, che già avevano scontato la cascola dei frutticini. La situazione è generalizzata in tutta la provincia.  “Le troppe piogge primaverili hanno ritardato le semine, – spiega Giuriolo – sicché le piante hanno sviluppato degli apparati radicali troppo superficiali, tutti in quello strato di terreno che è diventato arido con la successiva scarsità di precipitazioni. La conseguenza è la necessità di intervenire con massicce irrigazioni, tanto da esaurire le disponibilità di carburante: fortunatamente è di oggi la notizia che la Regione Veneto ha concesso un supplemento di gasolio agricolo per i produttori di mais, ma anche le altre colture ne avrebbero avuto bisogno”.

Il pompaggio di acqua da canali e fossi, richiede attrezzature specifiche e costose. L’apparecchiatura ottimale per l’annaffiamento del granoturco, ossia il rotolone, costa dai 30 ai 60 mila euro, a seconda della potenza e dell’ottimizzazione per il risparmio energetico. Tante aziende agricole si sono attrezzate con gli aiuti all’acquisto del Piano di sviluppo rurale dedicato al Polesine, ma ci sono anche zone della provincia in cui l’acqua non è disponibile e dove i raccolti saranno compromessi.  L’irrigazione massiva fa lievitare i costi per le aziende. Un rotolone d’avanguardia, in un’ora spara 40 millimetri d’acqua per 5.600 metri quadri di campo coltivato (più di mezzo ettaro, che è pari 10 mila metri quadri), impiegando circa 16 litri di gasolio agricolo, che costa quasi un euro al litro. Con un calcolo di massima, per irrigare adeguatamente un ettaro (10 mila metri quadri) di terreno, occorrono due ore di tempo e dai 30 ai 40 litri di carburante; se l’impianto per l’irrigazione è meno moderno arriva a raddoppiare consumi e costi ed allungare i tempi. Si aggiungano le spese di ammortamento della macchina e dell’operatore.

“Le aziende agricole – conclude Giuriolo – stanno combattendo da sole contro i cambiamenti climatici, le crisi dei prezzi alla produzione, la lievitazione delle spese ed un mercato che cambia velocemente. Non chiedono aiuti a fondo perduto, ma che la politica diventi più sensibile e più dinamica, e che riesca a velocizzare i tempi d’intervento, adeguandoli alla realtà imprenditoriale: pensiamo solo che stanno arrivando in queste settimane (esattamente un anno dopo: meglio tardi che mai), i prestiti quinquennali alle azienda colpite dalla siccità estiva del 2012. E stiamo parlando di credito, di somme che saranno restituite dalle imprese, non di donazioni liberali”.

(Fonte: Coldirettti Rovigo)

PSR 2014-2020, le priorità di Coldiretti per triplicare il ritorno alla campagna

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Priorità al ricambio generazionale affinchè il ritorno alla campagna, già praticato da 2 mila giovani in tre anni, sia triplicato nei prossimi sette, massimo impegno finanziario per la ristrutturazione delle aziende orientate al mercato, incentivi alle aggregazioni di imprese agroalimentari con regimi di qualità e incoraggiamento all’accorciamento della filiera produttore-consumatore, efficiente gestione della risorsa idrica e del suolo quali beni comuni, fondamentali per la comunità, che la politica non può ignorare”.

Rischio di disperdere risorse. Sono queste le linee individuate da Coldiretti Veneto per la stesura del prossimo Programma di Sviluppo Rurale che detterà le regole per la strategia agroalimentare regionale del 2014-2020. Non manca certo l’attenzione, nel documento già consegnato alla Giunta del Veneto, alle imprese condotte da donne che rappresentano – secondo i dati di Coldiretti – il 30% della propria base associativa pari a 24 mila imprese che sono il fiore all’occhiello della creatività e la miglior espressione d’avanguardia del settore che fattura oltre 5 miliardi di euro. “Proprio per questo – continua Coldiretti – non si può correre il rischio di perdersi in diciotto obiettivi calati dall’alto affrontati in diversi tavoli col rischio di cadere nell’inutilità delle misure. Bruxelles ha deciso per il Veneto – come per tutta Europa – interventi che spaziano dal risparmio energetico in un settore che non è energivoro fino alla limitazione del protossido di azoto negli allevamenti. Se, invece, si concentrano le risorse su uno sviluppo sostenibile mirato si può ottenere, con poco, molto in termini di sicurezza alimentare, ambientale e di salvaguardia del territorio”.

Individuare da subito le priorità. Coldiretti sostiene che la qualità della vita per l’intera collettività vale, per l’Unione Europea, 80 milioni l’anno. Infatti il taglio dei fondi comunitari è pari al 50% e se non si procede con coraggio individuando da subito le priorità ci si può smarrire nelle varie direttive, con dispendio non solo di finanziamenti ma anche di energie amministrative a favore, magari di un pugno di beneficiari, non incidendo cosi sulle reali esigenze di tutte le 120 mila aziende agricole che possono sfruttare queste opportunità per rigenerarsi e innovarsi.

(Fonte: Coldiretti Veneto)