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In Polesine, agricoltura ancora sotto stress per la siccità

mais siccità“Alte temperature che seguono a sei mesi di piogge record, così allo stress idrico sofferto in primavera, per le colture si prospetta uno stress termico da colpo di calore, con conseguenti probabili perdite di produzione. Per le aziende agricole è la seconda annata magra consecutiva, dopo la grande siccità del 2012”. Il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, fa il punto sulla situazione delle campagne agostane, dove gli imprenditori agricoli sono costretti ad interventi di irrigazioni di emergenza, molto più frequenti del solito, soprattutto sul mais e la soia: a fronte dei consueti 3-4 annaffiamenti sul mais, si prevede di arrivare anche ad 8-10.

Lievitano i costi per l’impiego del gasolio, che negli ultimi due mesi è aumentato del 10 per cento, e per l’ammortamento dei macchinari.  A causa delle alte temperature e della forte traspirazione, le orticole delle zone di Lusia, Adria e Rosolina rischiano di venire lessate in campo dalla stessa acqua d’irrigazione. In sofferenza sono anche i frutteti, che già avevano scontato la cascola dei frutticini. La situazione è generalizzata in tutta la provincia.  “Le troppe piogge primaverili hanno ritardato le semine, – spiega Giuriolo – sicché le piante hanno sviluppato degli apparati radicali troppo superficiali, tutti in quello strato di terreno che è diventato arido con la successiva scarsità di precipitazioni. La conseguenza è la necessità di intervenire con massicce irrigazioni, tanto da esaurire le disponibilità di carburante: fortunatamente è di oggi la notizia che la Regione Veneto ha concesso un supplemento di gasolio agricolo per i produttori di mais, ma anche le altre colture ne avrebbero avuto bisogno”.

Il pompaggio di acqua da canali e fossi, richiede attrezzature specifiche e costose. L’apparecchiatura ottimale per l’annaffiamento del granoturco, ossia il rotolone, costa dai 30 ai 60 mila euro, a seconda della potenza e dell’ottimizzazione per il risparmio energetico. Tante aziende agricole si sono attrezzate con gli aiuti all’acquisto del Piano di sviluppo rurale dedicato al Polesine, ma ci sono anche zone della provincia in cui l’acqua non è disponibile e dove i raccolti saranno compromessi.  L’irrigazione massiva fa lievitare i costi per le aziende. Un rotolone d’avanguardia, in un’ora spara 40 millimetri d’acqua per 5.600 metri quadri di campo coltivato (più di mezzo ettaro, che è pari 10 mila metri quadri), impiegando circa 16 litri di gasolio agricolo, che costa quasi un euro al litro. Con un calcolo di massima, per irrigare adeguatamente un ettaro (10 mila metri quadri) di terreno, occorrono due ore di tempo e dai 30 ai 40 litri di carburante; se l’impianto per l’irrigazione è meno moderno arriva a raddoppiare consumi e costi ed allungare i tempi. Si aggiungano le spese di ammortamento della macchina e dell’operatore.

“Le aziende agricole – conclude Giuriolo – stanno combattendo da sole contro i cambiamenti climatici, le crisi dei prezzi alla produzione, la lievitazione delle spese ed un mercato che cambia velocemente. Non chiedono aiuti a fondo perduto, ma che la politica diventi più sensibile e più dinamica, e che riesca a velocizzare i tempi d’intervento, adeguandoli alla realtà imprenditoriale: pensiamo solo che stanno arrivando in queste settimane (esattamente un anno dopo: meglio tardi che mai), i prestiti quinquennali alle azienda colpite dalla siccità estiva del 2012. E stiamo parlando di credito, di somme che saranno restituite dalle imprese, non di donazioni liberali”.

(Fonte: Coldirettti Rovigo)

PSR 2014-2020, le priorità di Coldiretti per triplicare il ritorno alla campagna

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Priorità al ricambio generazionale affinchè il ritorno alla campagna, già praticato da 2 mila giovani in tre anni, sia triplicato nei prossimi sette, massimo impegno finanziario per la ristrutturazione delle aziende orientate al mercato, incentivi alle aggregazioni di imprese agroalimentari con regimi di qualità e incoraggiamento all’accorciamento della filiera produttore-consumatore, efficiente gestione della risorsa idrica e del suolo quali beni comuni, fondamentali per la comunità, che la politica non può ignorare”.

Rischio di disperdere risorse. Sono queste le linee individuate da Coldiretti Veneto per la stesura del prossimo Programma di Sviluppo Rurale che detterà le regole per la strategia agroalimentare regionale del 2014-2020. Non manca certo l’attenzione, nel documento già consegnato alla Giunta del Veneto, alle imprese condotte da donne che rappresentano – secondo i dati di Coldiretti – il 30% della propria base associativa pari a 24 mila imprese che sono il fiore all’occhiello della creatività e la miglior espressione d’avanguardia del settore che fattura oltre 5 miliardi di euro. “Proprio per questo – continua Coldiretti – non si può correre il rischio di perdersi in diciotto obiettivi calati dall’alto affrontati in diversi tavoli col rischio di cadere nell’inutilità delle misure. Bruxelles ha deciso per il Veneto – come per tutta Europa – interventi che spaziano dal risparmio energetico in un settore che non è energivoro fino alla limitazione del protossido di azoto negli allevamenti. Se, invece, si concentrano le risorse su uno sviluppo sostenibile mirato si può ottenere, con poco, molto in termini di sicurezza alimentare, ambientale e di salvaguardia del territorio”.

Individuare da subito le priorità. Coldiretti sostiene che la qualità della vita per l’intera collettività vale, per l’Unione Europea, 80 milioni l’anno. Infatti il taglio dei fondi comunitari è pari al 50% e se non si procede con coraggio individuando da subito le priorità ci si può smarrire nelle varie direttive, con dispendio non solo di finanziamenti ma anche di energie amministrative a favore, magari di un pugno di beneficiari, non incidendo cosi sulle reali esigenze di tutte le 120 mila aziende agricole che possono sfruttare queste opportunità per rigenerarsi e innovarsi.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Veneto, sì a “unita’ di crisi” per sostegno zootecnia

mucche_allevatoriLa zootecnia veneta fa fronte comune contro la crisi. La Regione Veneto ha infatti istituito con delibera regionale una specifica “Unità di crisi” per la zootecnia da latte e da carne, costituita insieme ai rappresentanti delle organizzazioni produttive, professionali e istituzionali del settore.

Filiera in singergia per contrastare la crisi. L’assessore Manzato, che aveva partecipato all’incontro allargato con il CdA di APROLAV lo scorso 7 giugno, ha dato seguito all’impegno preso nell’occasione. «Finalmente un’iniziativa che dà voce agli allevatori del Veneto e guarda ad un settore finora spesso trascurato», ha commentato il presidente di AProLAV Terenzio Borga. «Per la prima volta abbiamo a disposizione uno strumento che sfrutta la sinergia tra i vari attori della filiera per indicare una via d’uscita da questa situazione. Sia il latte che i derivati prodotti in Veneto stanno attraversando una fase molto complicata, dove oltre all’aumento dei costi di produzione, bisogna far fronte alle difficoltà di accesso al credito e alla concorrenza, spesso senza regole, delle produzioni straniere. Tutto questo a danno non solo delle nostre aziende, molte delle quali hanno chiuso o stanno chiudendo, ma anche dei consumatori che da sempre puntano sul valore dei nostri prodotti a denominazione, molto apprezzati anche all’estero».

L’Unità di Crisi sarà presieduta dallo stesso assessore regionale all’agricoltura e ne faranno parte i rappresentanti delle Organizzazioni professionali, delle Organizzazioni dei produttori, dell’AProLaV, di Unicarve, dell’ARAV, di Confcooperative, di Veneto Agricoltura e di Avepa, il Commissario regionale allo sviluppo rurale e i responsabili delle strutture regionali Competitività dei Sistemi Agroalimentari, Agroambiente, Tutela Ambiente, Sanità animale e Igiene Alimentare.

(Fonte: APROLAV)

10 agosto 2013, torna la manifestazione “Calici di stelle”, gli appuntamenti in Veneto

calici di stelle logo 215x162_v02Ritorna il 10 agosto Calici di Stelle, evento organizzato in tutta Italia dal Movimento Turismo del Vino e da Città del Vino. In Veneto, alcune aziende socie di MTV organizzeranno eventi in cantina, l’associazione regionale è poi tra gli organizzatori di due importanti appuntamenti in programma: Calici di Stelle in alta quota nei rifugi di Cortina d’Ampezzo (BL) e  Calici di Stelle nel veneziano a Marcon (VE).

Notte di San Lorenzo a Cortina d’Ampezzo. La prima edizione ampezzana di Calici di Stelle è organizzata dal Movimento Turismo del Vino Veneto, Veneziaeventi.com e Città del Vino con il patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo. Quattro i rifugi e una malga i luoghi in cui si degusteranno i vini nella notte di San Lorenzo. Ai partecipanti verrà fornita la sacca con il calice di cristallo serigrafato con il quale sarà possibile accedere a tutte le degustazioni organizzate in ciascun rifugio al costo di 10 euro con oltre 100 etichette in degustazione, provenienti da tutta Italia. In abbinamento ai vini verranno proposti dei piatti con prodotti tipici a 5 euro. Maggiori info: www.veneziaeventi.com

Notte di San Lorenzo nel veneziano. A Marcon (VE), i riflettori si accenderanno su piazza Mercato, dove saranno presenti 19 produttori vitivinicoli con oltre 100 selezioni enologiche, provenienti non solo dal Veneto, ma anche da Friuli Venezia Giulia, Lombardia (Franciacorta) e Toscana (Montalcino e Grosseto); con loro, in degustazione, anche le produzioni di due birrifici artigianali veneti e di un oleificio toscano. Ad accompagnare “il lieto bere”, le delicatezze gastronomiche di tre locali del Nordest. Come tradizione, nella notte di San Lorenzo, saranno anche a disposizione telescopi per cercare le “stelle cadenti” sotto la guida degli “Astrofili Veneti”; non mancheranno l’accompagnamento musicale dei “Velluto Blu” e l’ “angolo letterario” con la presenza dello scrittore e giornalista, Sandro Brandolisio. Maggiori info: www.iwinelab.it

(Fonte: Movimento Turismo del Vino/Veneziaeventi.com/Winelab.it)

In Veneto, pomodori a grappolo e cuori di bue “battono” gli insalatari e i nasoni

CIELO_PODIOStanno perdendo terreno nel Veneto i tradizionali pomodori insalatari (tondi lisci) e i nasoni (ecotipi autoctoni, coltivati in particolare nell’area del Cavallino – Treporti, comune sul litorale veneziano), mentre sono in crescita le varietà a grappolo e i cuori di bue. E si sta allargando l’attenzione per i ciliegini e i datterini. E’ una tendenza che si sta accentuando in questa annata e che va a favore di varietà di pomodoro belli, gustosi, più serbevoli e quindi meno delicati.

Pomodori, in Veneto produzione di 71 mila tonnellate. E’ quanto si sta constatando negli orti di Cavallino Treporti e di Lusia (nel Medio Polesine), tra i fiumi Adige e Po. Sono pomodori coltivati ormai quasi soltanto in serra, risultato di attente prove varietali, delle quali sono state selezionate cultivar ottimali che danno il top quanto a valori organolettici, nutrizionali e gustativi. Sono pomodori che vengono consumati freschi, sempre presenti sulle tavole estive, da soli o in sapide insalate. Si è entrati ormai in piena raccolta e le quotazioni si mantengono su livelli stagionali standard, con tendenza verso una leggera lievitazione. Commenta Sergio Tronchin, responsabile commerciale di OPO Veneto: “Sono prodotti delicati, estivi, soggetti a continue oscillazioni di prezzo, per cui è sempre problematico fare previsioni. Diciamo che la stagione, dopo un avvio ritardato dal maltempo e con qualche incertezza, sta rispettando le attese. Il prodotto mantiene le posizioni, tenendo sempre conto del raffreddamento dei consumi di verdura per il diminuito potere di acquisto delle famiglie, riconducibile alla crisi che si sta vivendo”. La produzione complessiva di pomodori nel Veneto si è attestata da alcuni anni attorno alle 71 mila tonnellate ed è concentrata nelle province di Rovigo, di Padova e di Verona (fonte Veneto Agricoltura).

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

 

Danni da eccesso di pioggia: mais e vite i più colpiti, ma oggi il problema si sposta sulla mancanza d’acqua

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Confronto tra periti eccesso di pioggia sulla vite

Si è svolta il 19 luglio scorso la riunione collegiale di una trentina di periti dei Condifesa di Veneto e Friuli-Venezia Giulia e delle compagnie assicurative, organizzata dal Condifesa del Veneto e curata dal tecnico Oddino Bin dei Consorzi Difesa. Ogni anno, nel corso della stagione agricola, i Consorzi promuovono un incontro tecnico sul campo per mettere a confronto le diverse esperienze, con particolare attenzione alle calamità naturali in corso. Lo scorso anno era la siccità a causare la moria dei raccolti, quest’anno invece è l’eccesso di pioggia a colpire le colture venete, lasciando poche vie di scampo agli agricoltori. L’incontro tecnico, tenutosi in due aziende scelte a campione nella campagna trevigiana, si è focalizzato in particolare sulle colture di mais e vite che stanno subendo i contraccolpi maggiori.

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Perizia collegiale eccesso di pioggia sul mais

Mais, gravi problemi di crescita e maturazione.  La stagione è oramai avanzata e non ci sono grandi margini d’intervento per gli agricoltori. Chi è riuscito a seminare il mais nel mese di marzo, oggi ha il raccolto ad un normale stadio vegetativo che necessita per lo più di essere irrigato a causa del repentino cambio climatico e dell’aumento delle temperature che sta riducendo le riserve idriche dei campi. Ma la maggior parte dei maiscoltori ha avuto a disposizione pochissimi periodi asciutti nei quali procedere con la semina, protraendola in via eccezionale fino a metà giugno ed ora si trovano a fare i conti con un raccolto che presenta gravi problemi di crescita e maturazione, senza alcuna possibilità d’intervento per tamponare la situazione. Le perdite di prodotto saranno elevate, oltre che per la semina tardiva anche per la mancata semina (causata dall’impraticabilità dei campi) e per il ristagno idrico.

 Danni-da-eccesso-di-pioggia_asfissia-radicale_Prosecco-DocVite, previsto un drastico calo di produzione. La situazione della vite è simile. L’eccessiva piovosità primaverile ha causato grossi problemi di asfissia radicale laddove i terreni non presentano un buon drenaggio. Ciò ha comportato in alcune aree la ridotta produzione di grappoli e l’impossibilità d’intervenire per tutelare la pianta da Peronospora e Botrite, le principali malattie che colpiscono la viticoltura veneta. Le frequenti piogge hanno impedito la regolarità dei trattamenti con antibotritici e antiperonosporici impedendo l’accesso ai vigneti, resi impraticabili o dilavando il prodotto annullandone l’effetto. Resta quindi da verificare l’andamento meteo delle prossime settimane, fino alla raccolta e alla vendemmia, solo in quel momento avremo dati certi sui danni subiti su base provinciale e regionale, ma i segnali rilevati oggi sul campo non fanno ben sperare. In particolare il confronto tra periti è avvenuto analizzando lo stato di un giovane vigneto di Prosecco Doc, con una capacità produttiva di c.a. 200 q.li/ha, che a causa del danno subìto produrrà all’incirca 40-50 q.li/ha e quello di un campo di mais dove le piante presentano uno stato vegetativo assimilabile a quello del mese di aprile, con un ritardo quindi di 3 mesi che ne inficerà in modo pesante la produzione.

Condifesa Veneto: “Necessaria una linea comune fra gli attori del comparto per la valutazione dei danni”. Flavio Bortolato, direttore Condifesa Veneto: “Un tempo questi incontri fra tecnici venivano organizzati per analizzare principalmente i danni dovuti alle violente grandinate, oggi non è più così. Le avversità atmosferiche si fanno sempre più varie e frequenti rendendo di fatto impossibile qualsiasi previsione e intervento precauzionale. Ecco perché, anche alla luce della nuova politica europea che dal 2014 vedrà cambiare il sistema assicurativo presentando solo due tipologie di polizze “Pluririschio” e Multirischio”, è fondamentale che tutti gli operatori che lavorano nell’ambito della difesa agricola (compagnie assicurative, consorzi di difesa, enti e istituzioni) traccino una linea comune nella valutazione dei danni, così da dare all’imprenditore agricolo un quadro fedele della situazione agronomica affinché possa tutelare al meglio le colture da rischi meteorologici imprevedibili. La via assicurativa resta la principale strada da percorrere, accanto alla quale però i Consorzi di Difesa (Condifesa) del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia hanno messo in campo un’ampia rete di proposte mutualistiche per completare la gamma di strumenti a favore dell’agricoltura del nostro territorio.

(Fonte: Condifesa Veneto)

Non solo frutta ma anche olio e riso veneti a Macfrut (25-27 settembre 2013)

CARTINA_ECCELLENZE_cartinaMacfrut 2013 (Cesena, 25-27 settembre 20143) sarà una bella opportunità di coesione e di fare sistema per 11 prodotti di qualità del Veneto, garantiti dai marchi Dop e Igp. Dentro uno stesso spazio, con iniziative coordinate, saranno in vetrina i 5 radicchi di Treviso, Castelfranco, Chioggia e Verona, le insalate, cappuccia e gentile, di Lusia (Rovigo), gli asparagi, bianchi e verdi, di Badoere (Treviso), i marroni del Monfenera e di Combai (nel Trevigiano), l’olio del Garda e il riso vialone nano veronese.

In fiera, sarà creato un “ambiente” per mostrare come si coltivano le colture orticole. Sono eccellenze del Veneto, caratterizzate dal fatto di essere coltivate in ambienti di qualità, con pratiche sostenibili, rispettose della biodiversità. Uno spazio particolare sarà riservato alla filiera delle insalate di Lusia, che sarà presente con una decina di aziende, con il coordinamento del locale Mercato ortofrutticolo. E’ in programma anche un momento spettacolare per coinvolgere i visitatori: sarà realizzato “un ambiente” nel quale si presenterà come si coltiva e come si lavora il radicchio Igp di Treviso, un ortaggio che si sta sempre più affermando e che sta allargando i tradizionali confini di mercato. “La novità, rileva Francesco Arrigoni, direttore di OPO Veneto, è costituita dal fatto che si mettono insieme realtà diverse per ottimizzare le risorse disponibili per la promozione. Non solo ortofrutta, ma anche l’olio e il riso. Una sinergia “transettoriale” che promette bene. Macfrut 2013, dunque, è vista anche come una bella prova di coesione e di fare sistema”. Lo stand, che sarà realizzato in una posizione molto visibile, comprenderà uno spazio comune per incontri, dibattiti, degustazioni, che sarà a disposizione dei singoli Consorzi di tutela dei prodotti Dop e Igp, i quali sono in primo piano nell’organizzazione e nella gestione dell’evento. L’intera operazione rientra nelle iniziative previste dalla misura 133 del Psr (Piano di Sviluppo Rurale), finalizzata a sostenere, con fondi comunitari, le attività di informazione e di promozione delle produzioni agroalimentari di qualità. In tal senso, nove Consorzi di tutela di prodotti Igp e Dop del Veneto si sono messi insieme ed hanno presentato un progetto aggregato intitolato “Promozione di qualità, ortofrutta, riso e olio del Garda per crescere”, che è stato approvato dalla Regione Veneto. Il progetto prevede tutta una serie di iniziative promozionali e di valorizzazione, tra le quali la presenza “comune” al Macfrut di Cesena, la cui immagine sarà curata da Pietro Berton di Lineart. Capofila del progetto è il Consorzio di tutela Radicchio Rosso di Treviso Igp e Radicchio Variegato di Castelfranco Igp presieduto da Paolo Manzan.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Bollino “Meraviglia Italiana” per la Sagra del Pesce, in corso a Chioggia (VE) fino al 21 luglio. E per l’edizione 2014, in programma “sposalizio” con il Prosecco.

Premiazione Meraviglia Italiana Chioggia

17 luglio 2013, Comune Chioggia, premiazione Meraviglia Italiana, da sx sindaco Giuseppe Casson e Carmelo Lentino consigliere Forum Nazionale Giovani

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) La rinomata “Sagra del Pesce” di Chioggia (VE),  in corso fino a domenica 21 luglio prossimo, è stata insignita del bollino “Meraviglia Italiana“. La tradizionale kermesse gastronomica estiva, manifestazione simbolo della città clodiense, ha ricevuto il riconoscimento da parte del Forum Nazionale dei Giovani, membro del Forum Europeo della Gioventù (YFJ – European Youth Fourm), che ha messo in campo il progetto in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Premiazione Città Chioggia

17 luglio 2013, Comune Chioggia, premio Meraviglia Italiana, da sx Silvia Vianello (assessore al Turismo), Carmelo Lentino e sindaco Casson

Il sindaco Casson: “Un riconoscimento che celebra tutta la città”. La cerimonia di premiazione si è svolta mercoledì 17 luglio scorso alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti delle associazioni impegnate nella sagra. A consegnare il premio nelle mani del sindaco Giuseppe Casson, Carmelo Lentino, consigliere delegato alla cultura e turismo del Forum. Presenti all’incontro, anche Silvia Vianello, assessore al Turismo, Maurizio Salvagno, vicesindaco e assessore alla Pesca e alle attività produttive, Narciso Girotto, assessore alla Cultura e Paolo Ardizzon, dirigente del Comune di Chioggia. “La sagra del pesce, giunta alla 76 edizione, è diventata ormai punto di riferimento per centinaia di ospiti che ogni anno approfittano della manifestazione per visitare la nostra città. E’ un evento turistico importante che negli anni è cresciuto grazie alla collaborazione delle associazioni cittadine“, ha detto il sindaco Casson. Che ha aggiunto: “Questo premio sancisce un importante traguardo per la collettività inserendo la manifestazione in un circuito di promozione d’eccellenza con l’obiettivo di valorizzare la tradizione culturale locale in tutta Italia e all’estero”.

relatori Sagra Pesce Chioggia 2013Turismo, arte e cultura, tappe obbligate per lo sviluppo dell’economia italiana. “Una posizione geografica invidiabile, un patrimonio storico, artistico e culturale straordinario, prodotti enogastronomici d’eccellenza: la naturale vocazione economica dell’Italia è il turismo, l’arte e la cultura “, ha affermato l’assessore al Turismo Silvia Vianello. Affermazione, questa, che ha trovato il plauso di Carmelo Lentino: “Cultura e turismo rappresentano un motore di sviluppo del nostro Paese e una concreta opportunità di lavoro per i giovani“, ha ribadito il consigliere del Forum Nazionale dei Giovani. Che ha aggiunto “Il progetto “Meraviglia Italiana” trova il proprio sviluppo nel sito (oltre 3 milioni di accessi unici, il 60 per cento da Paesi extraeuropei), ed è nato per realizzare un itinerario con un alto impatto storico culturale, tra siti paesaggistici, culturali, storici e manifestazioni della tradizione culturale. Tra le varie proposte e le oltre 4500 candidature pervenute, la “Sagra del Pesce di Chioggia” è stata scelta a rappresentare le eccellenze del territorio italiano perché è occasione di diffusione della cultura veneta e del costume locale attraverso la promozione della tradizione culinaria e la diffusione dei prodotti tipici (ittico, orticolo e panificazione) nonchè di spettacoli folcloristi”.

Sinda Giuseppe Casson e Sindaco Floriano Zambon2014, annunciato connubio Chioggia-Conegliano. Nata nel 1938 con lo scopo “nazionalistico” di incentivare il consumo di pesce e la conseguente industria della pesca, la “Sagra del Pesce” di Chioggia è cresciuta negli anni in importanza e partecipazione, sia di pubblico che dal punto di vista organizzativo. E, a pochi giorni dalla chiusura, si guarda già alle novità della prossima edizione: “Ci piacerebbe “sposare” la Sagra del Pesce con un’altra eccellenza veneta, il Prosecco  Superiore di Conegliano Valdobbiadene” – ha annunciato il sindaco Casson, insieme al sindaco di Conegliano, Floriano Zambon, presente all’incontro. Il “primo approccio” tra città e manifestazioni avrà luogo il prossimo settembre, in occasione della Festa dell’Uva di Conegliano e poi, a luglio 2014, le auspicate “nozze”. Viste le premesse, sembra proprio “che questo matrimonio s’ha da fare”!

Sagra del pesce, apertura standTra fritti di pesce e cicheti. La kermesse apre ogni sera in corso del Popolo alle ore 19.30 nei ristoranti e negli stand allestiti dalle associazioni locali – ASI Ciao, Associazione Culturale Teatro e Musica, AUSER, I Fasolari, Masci, UISP, che deliziano i palati con le ricette più classiche come il “saor”, il fritto misto con polenta, le “bibarasse in cassopipa”, le seppie in umido con polenta e le immancabili grigliate di pesce. Inoltre davanti alla Cassa di Risparmio i ristoratori e panificatori dell’Ascom in collaborazione con la Fondazione Clodiense propongono i classici “cicheti” dalle ore 19.30 alle ore 21.30 con il progetto “Un territorio di sogni tra sapori e spettacoli”. Ogni sera dalle 21.30 nei due palchi allestiti in Campo Duomo e in Piazza Vigo si tengono spettacoli  dimusica, spettacolo, teatro e cabaret. La Torre di Sant’Andrea, che conserva l’orologio da torre più antico del mondo, accoglie la mostra “I Dondi dell’orologio”, con la riproduzione di materiali e documenti d’archivio sull’attività della famiglia Dondi. Fino al 21 luglio, davanti a Palazzo Morari, c’è anche una mostra mercato sull’oro bianco di Cervia, il sale. Anche Europe Direct partecipa alla sagra con uno stand per la promozione della Rete Europea d’Informazione al servizio dei cittadini.

coda sagra del pesceVisto il flusso incredibile di gente agli stand, consigliamo di prenotare. ASI CIAO – stand posizionato davanti all’ufficio postale di San Giacomo – tel. 338.9702184 – guarmarco@alice.it; ASS. TEATRO&MUSICA – stand posizionato in Campo San Martino – tel. 340.5473805 – info@teatro-musica.it; AUSER – stand posizionato in piazza Granaio – tel. 329.9621288 – circolo.chioggia@auser.ve.it; I FASOLARI – stand posizionato davanti al Municipio – tel. 335.5625349 – opfasolari@libero.it; MASCI – stand posizionato davanti a Palazzo Morosini – tel. 338.4843434 – robertosig@inwind.it; UISP – stand posizionato nell’isola di San Domenico – tel. 333.6160022 papo63@interfree.it.

Concorso Regione Veneto “Caccia al falso”. Sino al 30 settembre 2013 votazioni on line per i migliori filmati

Caccia al falsoE’ aperta la votazione online per scegliere il miglior video tra quelli che hanno partecipato al concorso “Ciak! Caccia al falso”, promosso dalla Regione del Veneto con le Associazioni dei consumatori e Unioncamere per promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della contraffazione e dei disservizi.

Votazione aperta sino al 30 settembre. Una prima graduatoria dei selezionati verrà identificata sulla base della votazione online in rete, al link collegato al sito ufficiale www.venetoconsumatori.it, dove è possibile visualizzare i video in gara. La votazione rimarrà aperta fino al 30 settembre, tempo durante il quale gli autori amatoriali potranno farsi promotori delle loro opere attraverso i social network ed altri strumenti a loro disposizione. Tra i 10 video più votati, la commissione appositamente costituita, sceglierà il vincitore del primo premio di 6.500 euro, del secondo di 3.000 euro, e del terzo di 2.000 euro. Agli altri selezionati andrà invece un rimborso di 500 euro. “L’iniziativa – ha ricordato l’assessore alla tutela del consumatore Franco Manzato – è stata rivolta agli Istituti scolastici del Veneto, statali e paritari, di ogni ordine e grado, e più in generale ai giovani residenti in veneto, di età compresa fra i 18 e i 35 anni. Con questa operazione abbiamo anche voluto raccogliere idee e suggerimenti per non dare tregua su un tema che è importante sul piano economico, occupazionale e sociale”.

Rischio frode, falsificazione e sofisticazioni. Il termine per la presentazione dei lavori era stato fissato al 31 maggio, data dopo la quale è stata verificata l’idoneità dei video e si è proceduto al caricamento in rete del materiale multimediale. “L’obiettivo – ha ribadito Manzato – è di diffondere nelle giovani generazioni la conoscenza e la coscienza dei diritti e degli interessi dei consumatori e degli utenti, sensibilizzando inoltre i giovani sui rischi di frodi, falsificazioni e sofisticazioni”.

(Fonte: Regione Veneto)

Danni siccità 2012, in Veneto priorità a finanziamento prestiti quinquennali

mais siccitàSaranno prioritariamente destinate a prestiti agevolati quinquennali i finanziamenti previsti in bilancio per dare parziale ristoro ai danni subiti dalle aziende agricole a causa della pesantissima siccità dello scorso anno. Lo ha deciso la Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato. “I fondi regionali stanziati, per un totale di quasi 11 milioni di euro, saranno sufficienti a coprire le domande di prestito – ha spiegato Manzato – eventuali rimanenze, in aggiunta ai residui del Fondo di solidarietà nazionale 2012 e alle giacenze rese disponibili da Avepa, verranno indirizzate al pagamento degli indennizzi”.

Tavolo verde. “Viste le perdite subite per la lunga mancanza d’acqua e i violenti stress termici – ha ricordato Manzato – il Veneto aveva chiesto la declaratoria di eccezionale avversità atmosferica, riconosciuta con decreto ministeriale nel dicembre scorso”. Alla scadenza dei termini, sono state presentate 11.981 richieste di indennizzo per un totale complessivo di oltre 164 milioni di euro e 111 milioni di euro per prestiti quinquennali agevolati richiesti da 4948 imprese agricole. Nel bilancio di previsione sono stati stanziati circa 11 milioni di euro, per i quali il “Tavolo verde” di concertazione ha proposto appunto l’impiego prioritario per i prestiti quinquennali, destinando la parte residua, nonché la specifica assegnazione del fondo di solidarietà nazionale ed eventuali residui di precedenti assegnazioni, agli indennizzi diretti del danno. “Tale priorità – ha aggiunto l’assessore – potrà consentire alle imprese agricole di disporre di una maggiore liquidità finanziaria rispetto al semplice indennizzo contributivo, utile anche a sostenere i necessari fabbisogni finanziari per la campagna in corso”.

(Fonte: Regione Veneto)