• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Agricoltura Veneta 2012: +1,5% ma con aria di crisi

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Anche quest’anno, il settore agricolo veneto dovrà fare i conti con la crisi economica in atto e il conseguente calo dei consumi. E’ nostro dovere però continuare a sostenere le imprese agricole per renderle sempre più competitive in un mercato in costante evoluzione. Il prossimo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, che la Regione Veneto sta delineando in questo momento, punterà proprio su aspetti quali l’innovazione delle imprese agricole, l’inserimento dei giovani, la sburocratizzazione, la flessibilità”. Lo ha detto ieri mattina a Legnaro (Pd) l’Assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, in occasione della presentazione del Rapporto 2012 sulla congiuntura agroalimentare veneta elaborato come ogni anno da Veneto Agricoltura.

Risultati positivi grazie all’andamento favorevole dei mercati. Un 2012 caratterizzato da un andamento meteorologico anomalo, dovuto alle temperature molto elevate e ad un prolungato periodo di siccità. È con questa situazione che il comparto agroalimentare veneto ha dovuto fare i conti lo scorso anno, situazione che si ripeterà verosimilmente anche nel 2013 a causa dell’eccessiva piovosità. “Sempre più frequentemente – ha evidenziato al riguardo il Commissario Straordinario di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato – le anomalie climatiche incideranno sulle sorti dell’agricoltura ed è per questo che gli agricoltori dovranno dotarsi di forme assicurative in grado di limitare i danni”. Nonostante tutte queste preoccupazioni, il valore della produzione agricola 2012 ha toccato livelli record, attestandosi sui 5,34 miliardi di euro, anche se si tratta di un aumento piuttosto modesto rispetto al 2011 (+1,5%). “Si tratta di un risultato con segno positivo – ha ricordato Alessandro Censori di Veneto Agricoltura – dovuto quasi esclusivamente all’andamento favorevole dei mercati, infatti le quantità ottenute dalle coltivazioni agricole hanno subìto significative riduzioni (-11.6%), dovute proprio alle condizioni meteorologiche avverse”.

Imprese in calo ma più occupati. Dalla grande quantità di dati elaborati dagli esperti di Veneto Agricoltura, emerge però un quadro disomogeneo, dovuto al prolungato periodo di crisi economica. Le ripercussioni negative si evidenziano soprattutto sul numero delle imprese agricole attive iscritte al Registro delle Imprese delle CCIAA del Veneto che continua a diminuire (72.403 aziende iscritte, -1,9% rispetto al 2011), un trend a dire il vero in atto da anni, dovuto anche a fattori socio-economici. In calo le “ditte individuali” (-2,5%) che da sole rappresentano l’86% delle aziende agricole venete. In controtendenza il numero degli occupati, che continua invece ad aumentare (+7,5%) raggiungendo le 75.000 unità, con un incremento sia del lavoro indipendente (+3,2%) che di quello dipendente (+15,9%).

La bilancia commerciale migliora. L’analisi di Veneto Agricoltura evidenzia, inoltre, il miglioramento dei dati sul deficit della bilancia commerciale dei prodotti agroalimentari, il quale è diminuito del -32% rispetto al 2011 grazie alla stabilità delle importazioni e all’aumento delle esportazioni del 7,9%. Il saldo negativo è pertanto sceso a 750 milioni di euro, rispetto a circa 1,1 miliardi registrato nell’anno precedente. Nei primi mesi del 2013, infine, l’agricoltura veneta ha dovuto fare i conti con un’altra bizzarria climatica, di cui tutti ci siamo accorti, questa volta di segno opposto, vale a dire precipitazioni prolungate e intense.

Colture cerealicole. Fortemente condizionata dalla siccità estiva, la produzione cerealicola veneta del 2012 è calata decisamente per quanto riguarda i cereali primaverili-estivi (mais -35%, riso -10%), mentre è aumentata la produzione di cereali autunno-vernini (frumento tenero +26%, frumento duro +11%, orzo +6%). La prima coltura in Veneto è come sempre il mais con 270.000 ettari (+10%), in aumento anche la superficie a frumento tenero (+4%), mentre sono calati gli ettari coltivati a frumento duro (-5%), orzo (-9%) e riso (-15%). Complessivamente i cereali hanno beneficiato di incrementi notevoli delle quotazioni dei mercati nazionali e internazionali durante la seconda metà del 2012, invertendo il deludente andamento commerciale di inizio anno.

Colture industriali. Notevole ripresa degli ettari coltivati a barbabietola da zucchero (+39%) con un aumento di produzione (+23%) che ha compensato il calo di resa (-12%). La soia, come molte altre colture, ha sofferto la siccità estiva subendo un notevole calo produttivo (-43%) dovuto in parte anche alla contrazione della superficie coltivata (-11%), a cui è seguito un aumento dei prezzi di mercato soprattutto in corrispondenza della nuova campagna di commercializzazione. Calano anche le produzioni di tabacco (-42%), di girasole (-13%) e di colza (-16%).

Colture ortofrutticole. La produzione delle principali colture orticole è stata generalmente buona (radicchio +2%, patata +10%, fragola +37%), anche se le quotazioni di mercato non sono risultate favorevoli (radicchio -10%, patata -15%, fa eccezione la lattuga +18%). Il valore della produzione di ortaggi si attesta sui 610 milioni di euro (+2%). Anche le colture frutticole sono state penalizzate dalla siccità estiva (melo -21%, pero -16%, pesco -12,5%), tuttavia la minore offerta e la buona qualità del prodotto ha consentito di spuntare prezzi più vantaggiosi sui mercati. In crescita la produzione di actinidia (+11,5%) nonostante le problematiche dovute alla diffusione della batteriosi PSA.

Vitivinicolo. Il settore vitivinicolo raggiunge livelli record, nonostante la vendemmia 2012 abbia registrato un calo del 4,6% dell’uva raccolta e del 7,1% del vino prodotto rispetto all’annata precedente. Dai 10,8 milioni di quintali di uva raccolti in Veneto sono stati ottenuti poco più di 8 milioni di ettolitri di vino, mentre la superficie vitata ha raggiunto i 76.350 ettari (+1,3%). Il prezzo medio delle uve da vino in Veneto è complessivamente aumentato del +10,5%, generalmente in crescita del 15-20% anche le quotazioni dei vini. Le esportazioni di vino dal Veneto sono diminuite in quantità (-7,5%) ma aumentate in valore (+8,4%), raggiungendo il fatturato record di 1,44 miliardi di euro.

Zootecnia. Nel comparto zootecnico veneto continua la flessione del numero di aziende da latte (-3%). La produzione di latte ha subìto un leggero calo (11 milioni di quintali, -0,7%), mentre il prezzo alla stalla ha sostanzialmente mantenuto il livello del 2011 (media regionale di 40-42 euro/100 litri + Iva e premio qualità). In significativa diminuzione la consistenza del patrimonio bovino da carne in Veneto (-90.000 capi). Andamenti analoghi per i suini (produzione -2%) e aumento del prezzo medio (+5,5%), mentre gli avicoli hanno incrementato sia la produzione (+5,2%) che la quotazione media (+2,3%).

Pesca e acquacoltura. Nel settore della pesca marittima e acquacoltura sono state 27.121 le tonnellate commercializzate in Regione nel 2012 (-2,3%), corrispondenti a un fatturato di 101,2 milioni di euro (-11%). Le imprese sono salite a 3.043 unità (+0,9%). Il settore della vongola di mare nel Veneto sembra aver superato, nel 2012 la crisi degli ultimi anni, riportando la produzione ai livelli del 2008, (3.886 tonnellate, +165,7%), mentre la pesca marittima di molluschi bivalvi ha raggiunto le 4.938 tonnellate (+83,3%).

Florovivaismo. Il settore florovivaistico veneto stima una produzione regionale che supera i 2 miliardi di piantine, con un aumento della superficie coltivata (3.750 ettari, +18%). L’andamento dei prezzi, piuttosto altalenante, ha evidenziato una certa sofferenza del mercato. Il valore del comparto è stimato in 61 milioni di euro (-4,5%). L’intero “Rapporto 2012 sulla congiuntura agroalimentare veneta” può essere scaricato dal sito internet: www.venetoagricoltura.org

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Orticoltura. IV gamma (ortaggi pronti per il consumo), il futuro è nell’export

040214VENETO07

serra insalata

Per la prima volta, registrano le cronache, arretra la IV gamma, ortaggi e insalate: si registra un meno 4,8 per cento negli acquisti. Il dato proviene dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e si riferisce al primo trimestre 2013.

Un settore che rappresenta il 5% circa dei consumi di ortofrutta in Italia. E’ la conseguenza evidente della crisi che sta raffreddando in maniera sensibile le potenzialità di spesa delle famiglie, che sono costrette a ridimensionare gli acquisti. Si sta risparmiando su tutto, dati generalmente in rosso, ed è inevitabile, quindi, che anche la IV gamma, che finora aveva retto, che anzi fino a pochi mesi fa registrava una tendenza positiva, rallenti, lasciando sul campo qualche punto. Le aziende, stanno comunque reagendo, cercando idee nuove e diversi percorsi commerciali. Commenta Simone Natali di OPO Veneto: “Il settore si sta impegnando per riposizionarsi sui mercati, attraverso proposte innovative, diverse, capaci di distinguersi e quindi di attirare l’interesse dei consumatori e degli operatori del settore. Si tratta di individuare nuove referenze rispetto alle “vecchie” che si dimostrano superate o comunque non più in grado di soddisfare le aspettative del consumatore moderno. La IV gamma è un settore innovativo che rappresenta quasi il 5 per cento dei consumi di ortofrutta degli italiani; un mercato di quasi 800 milioni di euro”. Dato per scontato che la crisi, che attraversa l’Italia, non ha i giorni contati, ma potrebbe prolungarsi parecchio, le aziende della IV gamma si stanno rivolgendo con crescente interesse all’estero. Nell’export si intuisce una prospettiva promettente.

Export, nuovo obiettivo delle aziende italiane. Cresce però la competizione tra loro, meglio quindi cercare di differenziarsi. L’azienda agricola di Paolo e Pietro Gambaro, di Noale, in provincia di Venezia, socia OPO Veneto, spedisce all’estero il 90 per cento della produzione. Piazza i prodotti, in mercati del Nord e dell’Est europeo. “Fortunatamente, rileva Barbara Gambaro, perché questo ci consente di essere oggi al riparo dalla crisi dei consumi del mercato nazionale. Siamo però costretti a confrontarci con aziende italiane, che, capito che il mercato interno si fa debole, si rivolgono all’estero. Cresce perciò la concorrenza tra soggetti che esportano e questo crea tensioni nelle quotazioni”. L’azienda Gambaro si sta caratterizzando per adozione di tecniche colturali a basso impatto ambientale che utilizzano “probiotici”, organismi che fanno bene alle piante che li ospitano e garantiscono ai consumatori produzioni salubri e ad elevato contenuto di antiossidanti. L’idea sta riscontrando risultati interessanti. “Sono momenti difficili, commenta Barbara Gambaro, caratterizzati da forte competitività: non bisogna mai perdere la fiducia, occorre lavorare bene e mantenere sempre a braccetto qualità e prezzo”.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Agricoltura, il Veneto insedia 450 nuovi giovani imprenditori

foto viniesapori.net

“Con il decreto firmato nei giorni scorsi dal presidente Luca Zaia, riusciamo a finanziare di fatto tutte le domande in regola presentate in base al bando del Programma di Sviluppo Rurale da giovani che intendono insediarsi come titolari di azienda nel corso di quest’anno: si tratta di oltre 450 under 40, la cui presenza darà un contributo significativo al ricambio generazionale del nostro sistema primario”. E’ quanto ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato, riferendosi all’attuazione della misura 112 “Insediamento di giovani agricoltori” del PSR del Veneto 2007 – 2013, la cui graduatoria è stata approvata da Avepa  lo scorso 31 maggio, con conseguente formalizzazione dei nominativi dei destinatari ammessi al contributo.

Oltre 2 mila giovani agricoltori insediati in tre anni. “Con questo ultimo bando dedicato alle nuove generazioni di imprenditori – ha spiegato Manzato – arriveremo a oltre 2 mila giovani neo-insediati in poco più di tre anni: un record, che testimonia anche l’entusiasmo e la voglia di mettersi alla prova da parte dei nostri ragazzi e ragazze, che continuano a credere nell’agricoltura investono le loro idee, le loro energie e anche i loro beni nel settore primario. Ricordo che diventare titolari di un’azienda agricola significa quasi sempre darsi ad una attività nella quale si parte in partenza facendo debiti: lavorando la terra c’è molto da faticare e ben poco da speculare, anche di fronte al sostegno pubblico”. Con il “Pacchetto Giovani”, il PSR del Veneto prevede l’attivazione contemporanea di più misure, coordinate e rese coerenti nel Piano aziendale presentato dagli under 40. L’obiettivo è di sostenere la fase di avvio della nuova impresa favorendone l’assestamento strutturale iniziale, incrementando così il numero delle imprese condotte da giovani e, così facendo, migliorando l’efficienza del sistema e l’integrazione nel territorio e nella società. Abbiamo avviato nelle scorse settimane il Forum giovani PAC 2020, strumento per attivare un dialogo diretto tra e con i giovani agricoltori in vista della predisposizione della nuova programmazione agricola 2014 – 2020. Il Forum, aperto all’interno del portale PIAVe sta raccogliendo contributi costruttivi che pongono ottime basi”.

(Fonte: Regione Veneto)

Maltempo, danni all’agricoltura, 300 aziende venete risarcite dal “Fondo Mutualistico Risemina” promosso dai Condifesa del Veneto

campi viti allagatiE’ dei giorni scorsi la notizia, data dall’assessore all’Agricoltura della Regione Franco Manzato, che lo Stato non ha soldi con cui intervenire nell’emergenza agricola dovuta all’eccessiva piovosità di questi mesi. Il Fondo di Solidarietà che generalmente supplisce a queste situazioni è in esaurimento e si preparano tempi duri per gli agricoltori.

Cambiamento climatico in corso, sempre più importante per gli agricoltori assicurarsi. Ma in Veneto saranno risarcite almeno 300 imprese agricole investite da questa calamità naturale, che si è abbattuta in particolare sui seminativi vanificando la semina, causando asfissia radicale, rendendo impraticabili i campi e creando le condizioni ideali per il proliferare di malattie fungine come la peronospora e la botrite. Le verifiche da parte dei periti estimatori del danno sono ancora in corso, ma i Condifesa del Veneto sono pronti a rispondere puntualmente alle difficoltà incontrate dagli agricoltori che, assicurandosi per tempo con il Piano Assicurativo Agricolo Nazionale, hanno aderito anche al “Fondo Risemina”, una delle proposte mutualistiche messe in campo oramai da 4 anni dai Condifesa del Veneto (Consorzi di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità Atmosferiche) con lo scopo di coprire i danni causati dalle calamità naturali non garantiti dalle normali polizze assicurative. E’ ancora presto per quantificare monetariamente il risarcimento, ma dai primi dati raccolti,  qualche centinaio di aziende nel Veneto avranno ristoro del danno subìto, tirando un gran respiro di sollievo perché grazie a questo Fondo, non tutto è perduto!

Prorogati i termini per la sottoscrizione di polizze assicurative. Valerio Nadal, presidente Condifesa Veneto, ha così commentato la notizia: “Come ricordato nei giorni scorsi anche dall’assessore Manzato, è fondamentale che gli agricoltori prevengano i danni causati dalle avverse condizioni meteo, oramai sempre più frequenti, sottoscrivendo le polizze assicurative per le quali possono godere di finanziamenti europei fino al 80%, come previsto dal Piano Assicurativo Nazionale. Grazie alla rete dei Condifesa del Veneto, gli agricoltori possono avvalersi anche della copertura dei Fondi Mutualistici attivati dagli agricoltori per gli agricoltori. Chi non utilizza questi strumenti, creati per tutelare il reddito delle aziende agricole, non è un vero imprenditore e nel momento del bisogno si prenderà la responsabilità di scelte azzardate!”. Nadal ha anche ricordato che i Condifesa sono a disposizione di tutti gli imprenditori per dare i suggerimenti sulla scelta più opportuna per la propria azienda e che a causa delle avverse condizioni meteo, che hanno ritardato le semine, sono stati prorogati i termini per la sottoscrizione di polizze assicurative. Ancora per qualche settimana sarà possibile aderire al Piano Assicurativo Agricolo Nazionale e alle diverse iniziative promosse dai Condifesa del Veneto.

(Fonte: Condifesa Veneto)

Lavoratori agricoli, a Padova firmato accordo provinciale per detassazione premi produzione

agricolturaConfagricoltura, Coldiretti e Cia della provincia di Padova hanno sottoscritto con i sindacati dei lavoratori FAI CISL, FLAI CGIL, UILA UIL e CONFEDERDIA l’accordo per attuare a favore dei lavoratori dipendenti delle imprese agricole l’agevolazione fiscale prevista per l’incremento della produttività.

Cosa prevede l’accordo. Le imprese agricole della provincia di Padova con questo accordo si impegnano ad applicare ai loro dipendenti la detassazione prevista dalla normativa nazionale sulla retribuzione di produttività. La detassazione consiste nell’applicazione sulle somme in questione di un’imposta del 10% (sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali) applicabile entro il limite complessivo di 2.500 € lordi per ciascun beneficiario, ai lavoratori che nel 2012 abbiano percepito un reddito imponibile non superiore a 40 mila euro. Si tratta di un piccolo, ma significativo incoraggiamento all’iniziativa delle imprese agricole e all’impegno dei lavoratori, tanto più importante in una situazione di crisi economica come quella attuale e di difficoltà dei lavoratori. Va infatti detto che il settore agricolo, nonostante le difficoltà del mercato interno, sta mantenendo stabili i livelli occupazionali, contribuendo così ad attenuare il grave disagio sociale del momento.

(Fonte: Confagricoltura Padova)

8-9 giugno 2013, grande festa nel trevigiano per i 130 anni della cooperativa Latteria Soligo

Immagine 1La Latteria di Soligo festeggia nel 2013 i 130 anni dalla fondazione. L’azienda cooperativa ha deciso di concentrare nel week end dell’ 8 e 9 giugno nella sede centrale di Soligo (TV) le iniziative organizzate per celebrare la lunga storia aziendale.

Momenti di confronto e riflessione. Sabato 8 giugno sarà la giornata dedicata al dibattito e al confronto con la politica, l’università e gli enti locali, sul tema “Per un’economia sociale dei territori”.  A partire dalle 09.00 del mattino diversi ospiti prenderanno la parola sul palco della sala convegni allestita ad hoc all’interno dell’azienda. In particolare, la giornata sarà aperta dal Vescovo di Vittorio Veneto S.E. Mons. Corrado Pizziolo e dal prof. Ernesto Preziosi, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che guideranno il pubblico nella storia dell’azienda e nella scelta della formula imprenditoriale cooperativistica. Seguiranno gli interventi dal territorio, del mondo universitario e della politica con la presenza, tra gli altri, dell’on. Paolo De Castro Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, cui è affidato un focus sulla PAC 2014-2020 nell’ottica dello sviluppo delle produzioni lattiero-casearie del Veneto.

Momenti ludici. Domenica 9 giugno invece la giornata sarà dedicata al grande pubblico. La mattinata è dedicata in particolare ai soci e ai collaboratori con il pranzo speciale allestito in collaborazione con il Gruppo Alpini, la Por Loco e gli amici di Solighetto. Nel pomeriggio Porte Aperte alla Latteria di Soligo. A partire dalle 14.30 ci saranno: visite guidate alla latteria, il mercatino dei prodotti Soligo, la lavorazione della Casatella Trevigiana DOP dalla mungitura al prodotto finale. I pizzaioli del Quartier del Piave interpreteranno la Mozzarella STG, mentre per i bambini ci sarà l’info-point di educazione alimentare e ambientale in collaborazione con Tetrapak. Verranno inoltre proposti momenti d’incontro tra lo sport e il mondo del latte con la Treviso Marathon, il Rugby Piave e il Calcio QDP. La serata si chiuderà con l’intrattenimento musicale dei Freeboys.

La storia della cooperativa. La storia della Latteria di Soligo muove i primi passi il 24 maggio 1883, quando alcuni allevatori della zona del Quartier del Piave decisero di fondare a Soligo (TV) una cooperativa lattiero-casearia. L’idea fu quella di aggregare la produzione cambiando il modo di fare impresa, separando il lavoro dal capitale. La Latteria di Soligo fu quindi dotata di uno statuto che faceva propri gli insegnamenti dell’economista e sociologo, oggi Beato, Prof. Giuseppe Toniolo.  Oggi, a distanza di 130 anni, l’azienda conta su una base sociale di 250 produttori distribuiti nelle province di Veneto e Friuli-Venezia Giulia e sulla collaborazione di 200 persone tra dipendenti e distributori. Ogni giorno l’azienda lavora 2.000 quintali di latte nei 5 stabilimenti specializzati, localizzati nelle province di Treviso, Venezia e Vicenza. I prodotti Latteria di Soligo vengono venduti nei 9 punti vendita esclusivi “Bar Bianco” e attraverso una fitta rete distributiva nel settore Ho.Re.Ca, GDO e Retail.

(Fonte: Latteria di Soligo)

Cancro del kiwi, freddo e piogge in Veneto favoriscono il propagarsi dell’infezione

pianta kiwiLe piogge persistenti, che hanno spazzato via i fiori ai frutteti, con una previsione di perdita di raccolto dell’ordine del 70 per cento, non concludono il dramma dei produttori di kiwi altopolesani. Hanno, infatti, ripreso virulenza in Veneto i focolai della peggior malattia che ha colpito i frutteti di kiwi negli ultimi anni, la Psa o cancro del kiwi, causata dal batterio Pseudomonas syringae pv actinidiae. Proprio le piogge e le basse temperature hanno favorito il propagarsi dell’infezione (sopra i 25 gradi il batterio si ferma).

Dal 15 maggio scorso e per 4 mesi, possibile l’uso di composti di rame. Coldiretti precisa che, allo stato attuale, non sono stati segnalati casi conclamati in Polesine, ma il monitoraggio costante ed i trattamenti fitosanitari diventano fondamentali per prevenire la malattia, che si è riattivata in modo virulento nelle province di Verona e Treviso. La batteriosi non è pericolosa per la salute dell’uomo, ma è una vera iattura per i frutteti, dove ogni pianta malata è condannata all’estirpazione senza esitazioni e deve essere bruciata fuori campo. Per far fronte alla nuova ondata di emergenza, Coldiretti ricorda che il ministero della Salute ha autorizzato l’uso di prodotti fitosanitari a base di composti del rame, per una finestra di 120 giorni a partire dal 15 maggio scorso. Interessati sono tutti i produttori di kiwi, localizzati prevalentemente in Altopolesine e nei comuni di Trecenta, Giacciano con Baruchella, Badia e Ceneselli.

I prodotti autorizzati sono: Poltiglia bordolese disperss, Selecta disperss, Poltiglia disperss (Cerexagri Italia); Coprantol Hi bio, Copernico, Duke, Duke idrossido, Cuprovit bio evolution (Ambechem); Cuprocaffaro micro, Iperion, Airone più, Grifon più (Isagro); Bordoflow new (Manica); Cobra nordox super 75 Wg (Nordox industrier As); Zetaram new tech, Assoram elite Wg (Phoenix Del).  Tutti i trattamenti rameici vanno effettuati quando la pianta è in fase di allegagione (trasformazione dei fiori in frutticini) e nelle successive fasi di ingrossamento del frutto e di maturazione. Coldiretti ricorda che, al momento, la difesa fitosanitaria contro la batteriosi dell’actinidia si basa essenzialmente sull’applicazione di buone pratiche agronomico-colturali e sull’impiego costante e tempestivo di formulati rameici.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Venerdì 31 maggio 2013, si presenta a Padova il volume del socio ARGAV Franco Holzer, “La gallina padovana dal gran ciuffo”

Franco HolzerVenerdì 31 maggio 2013, alle ore 18 a Padova, presso l’Odeo Cornaro in via Cesarotti, sarà presentato il volume del socio ARGAV Franco Holzer “La gallina padovana dal gran ciuffo, appunti di viaggio dalla Polonia al Vaticano”. La presentazione, a cura di Andrea Colasio, assessore alla Cultura del comune di Padova, vedrà la presenza dell’autore, oltre all’intervento del giornalista Francesco Jori e una breve rappresentazione della Compagnia del Teatro Tergola.

Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, Isidoro Rebuli il nuovo Presidente

isidoro-reduli

Isidoro Rebuli

È Isidoro Rebuli il nuovo presidente della Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 6 maggio, lo ha eletto all’unanimità a rappresentare gli oltre 150 soci della Strada del Vino più antica d’Italia, itinerario che si snoda in uno dei territori rurali più caratteristici d’Europa.

Il programma. Isidoro Rebuli, che è titolare della nota Trattoria alla Cima di Valdobbiadene, ha già dato le prime indicazioni circa le modalità con le quali intende operare nei prossimi tre anni del suo mandato: coinvolgere in maniera determinante tutti i soci così da individuare le esigenze specifiche di ogni categoria, a partire dalle 21 Amministrazioni Comunali associate; fissare delle scadenze temporali circa gli obbiettivi programmatici che si prefiggerà l’Associazione; rafforzare le sinergie con gli altri importanti attori che operano per la promozione turistica dell’area che comprende le due note Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Colli di Conegliano.

Il nuovo CdA. Il neopresidente sarà affiancato dalla Vicepresidente Cinzia Sommariva (Consorzio Tutela Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco) e dai due componenti l’Ufficio di Presidenza: Mara Dell’Antonia (Consorzio Tutela Colli di Conegliano Docg) ed Emanuele Follador (Az. Agr. La Casa Vecchia). Compongono altresì il nuovo Consiglio di Amministrazione Gianfranco Bortolin (Az. Agr. Le Bertole), Enrico Bortolomiol (Ciodet Spumanti), Daniele Bressan (Az. Agr. Bressan Daniele), Fabio Curto (Cantina Ponte Vecchio), Benedetto De Pizzol (Comune di San Pietro di Feletto), Michele Follador (Confraternita di Valdobbiadene), Moreno Guizzo (Comune di Miane), Marco Lucchetta (Soc. Agr. Lucchetta Marcello), Alvio Stramare (Spumanti Gemin – Bortolomiol Guglielmo), Denis Spagnol (Az. Agr. Nani Rizzi), Pierina Vibbani (Agenzia Onda Verde Viaggi). Il nuovo Collegio dei Sindaci Revisori, invece, è composto da Giuseppe Anselmi (Comune di Valdobbiadene), Stefano Colomberotto (Relais Dolcevista), Francesco Drusian (Az. Agr. Drusian Francesco).

Produzione Dop venete. Per l’Asiago, nel bilancio 2012 aumentano consumi ed export

formaggio+ 18,7 per cento di famiglie acquirenti in Italia e un significativo +15,1% di incremento dell’export (+39,7% nell’ultimo triennio). E’ un bilancio 2012 dal segno positivo quello che il presidente del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago Dop, Roberto Gasparini, ha presentato all’assemblea annuale svoltasi martedì 14 maggio scorso a Thiene (Vicenza).

Nel 2012, prodotte quas 1 milione e 700 mila forme di Asiago Dop. Sul fronte dei consumi, a livello nazionale, l’Asiago Dop, nel 2012, prosegue e rafforza l’accelerazione del trend positivo dell’anno precedente, a conferma del crescente apprezzamento da parte dei consumatori e del buon esito delle iniziative promozionali rivolte in particolare ai giovani.  Rispetto ai dati di produzione dell’Asiago DOP, il 2012 vede un generalizzato aumento quantitativo, in termini percentuali, sia nel Fresco che nello Stagionato. Sono state infatti prodotte complessivamente 1.734.553 forme di Asiago Dop, con un incremento del 3,38% rispetto all’anno precedente, mentre si assiste ad una diminuzione dei prezzi medi all’origine pari a -3,4% per l’Asiago Fresco e a -0,4% per l’Asiago Stagionato.

Nel futuro della Dop, maggiore diversificazione dei mercati. «Se si considera il calo medio del 3% dei consumi alimentari in Italia, va evidenziato come ancora una volta l’Asiago Dop abbia sovraperformato il mercato di riferimento, e questo premia gli sforzi fatti per il miglioramento continuo della qualità» – ha affermato all’assemblea il presidente Roberto Gasparini – «Ma è soprattutto sui mercati esteri che si giocherà la nostra partita futura: forti dell’incremento a doppia cifra dell’ultimo triennio, siamo consapevoli del fatto che solo un’adeguata diversificazione geografica degli sbocchi di mercato, insieme ad un maggiore equilibrio tra domanda e offerta, potranno continuare a garantire un’adeguata remunerazione ai nostri produttori e la stabilità sul fronte qualitativo, a tutto vantaggio dei consumatori. A questo proposito, risulta urgente dotarsi di un piano di crescita programmata, sfruttando la possibilità che di recente è stata introdotta dalla normativa comunitaria attraverso il cosiddetto Pacchetto Latte. Dalla capacità del nostro Consorzio di fare squadra e di fronteggiare eccessi e sbalzi produttivi che rischiano di danneggiare tutta la filiera, dipenderanno le prospettive future dell’Asiago Dop».

(Fonte: Consorzio Tutela Formaggio Asiago Dop)