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Supporto gratuito per progetti innovativi in agricoltura e agroalimentare, seminario a Legnaro (PD) il 24 luglio 2013, iscrizioni entro il 22 luglio

ID29__farmarchiVeneto Agricoltura, in collaborazione con Treviso Tecnologia, lancia un concorso per progetti innovativi di imprese agricole e agroalimentari nell’ambito del progetto europeo South East Europe “APP4INNO”, organizzando un seminario dal titolo “Sostieni la tua innovazione”. Opportunità di supporto gratuito per il tuo progetto innovativo in agricoltura e nell’agroalimentare”.

Concorso di idee. L’incontro si terrà mercoledì 24 luglio 2013, alle 9:45 presso l’Aula Magna della sede centrale di Veneto Agricoltura (Agripolis) – viale dell’Università 14, 35020 Legnaro (Pd). L’iniziativa si propone di affrontare il tema del “fare innovazione” da parte delle piccole e medie imprese del settore agricolo e agroalimentare attraverso contributi tematici e la presentazione di un concorso di idee per usufruire di opportunità di assistenza e supporto gratuito allo sviluppo di progetti aziendali di innovazione e miglioramento. La partecipazione all’evento è gratuita, ma per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione entro il 22 luglio compilando il modulo on-line su www.tvtecnologia.it

(Fonte: Veneto Agricoltura – Ufficio Stampa Europe Direct Veneto)

Impronta idrica colture agricole in Veneto, Consorzio Venezia Ricerche assegna valutazione migliore rispetto a studi europei, ma peggioramento nel confronto 2001-2011

Si è tenuto testata WFPil 5 luglio scorso l’evento “L’industria Agroalimentare incontra l’impronta idrica” organizzato da AISM e Consorzio Venezia Ricerche nella cornice del Parco Scientifico Vega di Venezia. L’incontro ha avuto un ottimo riscontro di pubblico, oltre che esser stato occasione per un interessante dibattito tra imprese, mondo accademico ed il settore della consulenza riguardo la necessità di avere indicatori ambientali per la valutazione dei prodotti agroalimentari e soprattutto per misurare l’impegno per la sostenibilità ambientale delle imprese.

L’industria alimentare consuma e gestisce l’80 per cento della risorsa idrica disponibile. L’evento, sponsorizzato da Envirobytes, società americana che sviluppa software specifici e Depuracque, nostra realtà locale di rilievo che si occupa della depurazione, ha visto la partecipazione di relatori di eccellenza provenienti dal mondo delle imprese come Barilla e Brazzale e dal mondo scientifico con il contributo di  Tony Allan, professore al King’s College di Londra, ideatore del concetto dell’acqua virtuale. Nel corso del convegno, Daniele Rossi, direttore di Federalimentare Italia, ha sottolineato come il settore alimentare sia trainante per il nostro paese visto che, nonostante la crisi,  è ancora in crescita grazie alle esportazioni e come il comparto abbia una rilevante responsabilità nell’ambito della gestione delle acque poiché tale industria consuma e gestisce più dell’80% della risorsa idrica, ovvero delle acque dolci intese come acque superficiali e sotterranee prelevate dall’ambiente per scopi umani.

Impronta idrica, per 1 kg di pomodoro usati 214 l d’acqua, ma per 1 kg di passata, impiegati 710 l. Ecco che, per la gestione sostenibile della risorsa idrica, ci vengono in aiuto strumenti come l’impronta idrica (in inglese water footprint) che permette di contabilizzare, nell’ambito di un singolo processo, di un’impresa, di un cittadino, di un territorio o di una nazione, non solo il consumo diretto di acqua ma anche il consumo indiretto, ovvero quello “nascosto” nelle fasi di produzione e commercializzazione. Il che ci porta a scoprire che: se la produzione di un kg di pomodoro necessita di 214 litri di acqua, un kg di passata ne richiede ben 710 litri dovuti in parte anche ai processi che subiscono il pomodoro, gli altri ingredienti, l’imballaggio, l’etichettatura nonché la sua commercializzazione. Se si valutano poi alimenti a più elevato potere nutrizionale come il latte o le uova si passa a volumi pari rispettivamente a 1.000 e 3.300 litri per kg di prodotto.

In anni di scarsità idrica, prioritario per le imprese agricole valutarne l’impronta. L’importanza di misurare e supportare la gestione di tale preziosa e vitale risorsa attraverso l’impronta idrica risulta soprattutto prioritaria per le imprese agricole e conserviere che utilizzano tale risorsa che, se ben gestita, può portare sia ad un risparmio economico per l’imprese sia ad un fondamentale contributo alla sostenibilità del territorio che esse sfruttano. Ciò è ancor più rilevante poiché, per diverse ragioni (aumento demografico, cambiamenti climatici e inquinamento), stiamo per approssimarci ad un periodo di scarsità idrica anche in territori storicamente ricchi di acqua come il nostro (vedi crisi idrica avuta in Veneto nell’estate 2012).

Impronta idrica colture agricole in Veneto, bene ma in via di peggioramento. Dallo studio condotto dal Consorzio Venezia Ricerche relativo ai consumi idrici delle colture agricole del Veneto, esposti dalla dott.ssa Petra Scanferla, emerge che l’impronta idrica relativa alla crescita delle nostre colture è inferiore rispetto a quella indicata dagli studi condotti dall’ideatore olandese prof. Hoekstra, che ha utilizzato per il calcolo di tali produzioni italiane dati generici nazionali. L’attenzione va comunque posta perché il confronto tra la water footprint del 2001 e del 2011 ha fatto emergere un peggioramento ovvero una costanza dell’indicatore rispetto ad una sostanziale diminuzione della produzione, fenomeno dovuto in parte al clima meno favorevole ed in parte al cambio delle colture a favore di culture che necessitano di una più elevata quota di irrigazione.

Water footprint, incentivo per le aziende alla sostenibilità. Importante anche il contributo del dipartimento Green Marketing dell’Associazione Italiana Marketing- AISM che ha evidenziato come l’uso dell’impronta idrica rappresenta sia un incentivo a un comportamento aziendale più sostenibile, sia un elemento determinante da utilizzare in una strategia comunicativa green oriented, capace di influenzare positivamente la reputazione di un prodotto o servizio. Ulteriori informazioni sono sull’evento reperibili al sito Aismgreenmarketing.wordpress.com

(Fonte: Consorzio Venezia Ricerche)

Arzerello di Piove di Sacco (PD), storie di uomini controcorrente all’incontro di inizio estate ARGAV-Wigwam

Platea

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, gremita platea di soci ARGAV e ospiti Wigwam

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Roberto Padoan, capitano e subacqueo professionista, Luciano Sanavia e Gianni Sandon, animatori del territorio padovano, Pier Antonio Sgambaro, presidente Jolly Sgambaro, pastificio trevigiano: ad accomunare le diverse storie di scienza, ambiente e alimentazione narrate dagli ospiti all’incontro ARGAV- Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), svoltosi venerdì 28 giugno scorso, è il desiderio di battersi contro le convenzioni del pensiero unico.

Stelluto e Padoan

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, Fabrizio Stelluto e Roberto Padoan

Gel resina Padoan

28 giugno 2013. incontro ARGAV-Wigwam, la resina-gel brevettata da Roberto Padoan

Scienza. Una resina-gel in grado di salvaguardare opere d’arte e Natura. “Nella mia vita, come i salmoni, ho nuotato sempre controcorrente”. A dirlo è Roberto Padoan, veneziano, trent’anni di lavori subacquei alle spalle e il pallino per la ricerca. Al nostro incontro è intervenuto per parlare di un suo brevetto internazionale che presenta interessanti applicazioni nel campo della tutela ambientale ed artistica. Si tratta di una resina-gel, più resistente e malleabile del calcestruzzo e del cemento, che si solidifica a contatto con l’acqua e che, cambiando i volumi – da liquidi a solidi – sempre però a parità di peso, può essere impiegata per consolidare cavità formatesi nel tempo in manufatti presenti in ambito marino (vedi palafitte degli edifici veneziani danneggiate dal moto ondoso e dalle teredini, molluschi che “mangiano” il legno dei pali), in ambienti fluviali (vedi argini dei fiumi indeboliti dalle tane delle nutrie) e per sanare problematiche legate alle falde acquifere (vedi fondamenta della celebre Cappella degli Scrovegni di Padova). Proprio nell’importante sito culturale padovano, noto in tutto il mondo per gli affreschi di Giotto, la resina-gel di Padoan dovrebbe essere presto applicata per deviare la falda acquifera che, secondo alcuni studiosi, sta minando l’integrità della Cappella. Trattandosi di un capolavoro della pittura del Trecento, è d’obbligo la massima cautela, anche perché è in atto un dibattito tra studiosi sull’opportunità o meno di intervenire. In ogni caso, prima di procedere, Padoan effettuerà una tomografia delle fondamenta della Cappella, una specie di TAC da lui preferita di gran lunga ai carotaggi come metodo d’indagine, in quanto viene evidenziato con esattezza il problema e consente di intervenire in modo chirurgico. Se poi Padoan diventerà, grazie alla sua tenacia e intelligenza, celebre nel mondo per aver “salvato” dalle acque l’arte di Giotto a Padova, spetterà solo ai posteri dirlo.

Stelluto Sanavia Sandon

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, da sx Luciano Sanavia, Fabrizio Stelluto e Gianni Sandon

Ambiente. Anello ciclabile dei Colli Euganei ed Ecomuseo della Saccisica. Altri ospiti…altra corsa, seppur “lenta”! E’ proprio il caso di dirlo nel parlare di Gianni Sandon, storico presidente del Comitato Difesa Colli Euganei, intervenuto nella serata ARGAV- Wigwam per presentare l’anello ciclabile Euganeo da poco inaugurato. Si tratta di un circuito di 64 km che si snoda all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, lungo la rete idrografica, dunque lungo gli argini di storici corsi d’acqua, e che presenta itinerari scorrevoli e pianeggianti, adatti ai cicloturisti (chi non fosse dotato del mezzo, può noleggiarlo in loco), da fare anche in 2/3 giorni in modo da apprezzare pienamente i beni storici, artistici e ambientali presenti nonché le prelibatezze enogastronomiche offerte dal territorio. “Il progetto della ciclabile risale a 20 anni fa ma si è potuto realizzare compiutamente solo oggi”, ha ricordato con un certo rammarico Sandon, sottolineando il valore culturale e turistico del circuito ed i possibili interessanti risvolti economici derivanti da un’iniziativa tesa a valorizzare l’intero gruppo collinare Euganeo ma collegabile anche ad altri circuiti ciclabili e realtà culturali del padovano. Come ad esempio, il progetto Ecomuseo della Saccisica, presentato ai soci ARGAV da Luciano Sanavia. già sindaco di Piove di Sacco, autore di testi di storia locale. “Parlare di Ecomuseo significa parlare di aspetti culturali e storici che uniscono territorio, ambiente e persone”, ha spiegato Sanavia. “Nel caso della Saccisica – ha aggiunto Sanavia – l’area interessata va ben oltre i comuni del padovano (Piove di Sacco, Arzegrande, Bovolenta, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Polverara, Pontelongo e S. Angelo), comprendendo anche zone del veneziano come Cona-Cavarzere e Strà. Con il progetto dell’Ecomuseo l’intento è di far incontrare tra loro realtà territoriali che, nonostante la vicinanza, ancora non si conoscono e di favorire, attraverso pubblicazioni a carattere storico-culturale, il recupero di opere d’arte della Saccisica”.

Sgambaro Stelluto De Agostini

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, da sx Pier Antonio Sgambaro, Fabrizio Stelluto, responsabile commerciale Mancini Nadia srl e Marco De Agostini

Martinello Basile Stelluto e

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, da sx Luigi Rosolia e Fabrizio Stelluto

Alimentare. Pesce, pasta, ceci e tigelle. Tra gli ospiti della serata, anche Marco De Agostini, presidente di Mancini Nadia srl, azienda con sede nel Delta del Po Veneto. Attiva da trent’anni, l’impresa è specializzata nella lavorazione e nella trasformazione dei prodotti ittici e nella produzione di pesce marinato, che vende con successo (12 milioni di euro di fatturato, 60 dipendenti) sia con marchio proprio sia con linee specifiche per la Gdo in Italia, Europa, Canada, Stati Uniti e Russia. Vista la quantità di prodotto commercializzato, solo una piccola parte del pescato proviene dal Delta, il resto arriva surgelato dall’estero, da Paesi come Argentina, Kenia e Sudest Asiatico. Il ruolo di antesignani in italia in fatto di sostenibilità aziendale per la produzione di pasta 100% grano duro italiano, iniziata una decina d’anni fa e, più di recente, per la produzione di pasta a km zero,  spetta di diritto a Pier Antonio Sgambaro, presidente di Jolly Sgambaro di Castello di Godego (TV). L’azienda, che ha 60 anni di storia alle spalle ed è tutt’oggi a conduzione familiare, “gode già di una bassa impronta ambientale in fatto di produzione di CO2 – ha spiegato Sgambaro – ma si appresta a migliorare ancora la propria attitudine “green” grazie a investimenti volontari di foreste n Veneto, finalizzati alla compensazione di ulteriori emissioni di CO2″. A parlare della qualità dei prodotti “Jolly Sgambaro”, a fine incontro c’è stato un “panel test pastaiolo” a cura del nostro anfitrione Efrem Tassinato, giornalista chef, consigliere UNAGA, presidente nazionale Wigwam. Insieme ad Antonio Rosolia, titolare del ristorante “La Taverna” di Wigwam Comunità degli Alburni, Efrem ha proposto pasta Sgambaro a km zero (quella in confezione gialla) e ceci di Cicerale (un cece dalle piccole dimensioni e dal gusto intenso che si coltiva nel territorio del comune di Cicerale), zuppa di ceci, sempre di Cicerale, insieme a deliziose friselle, vino e formaggi e all’olio di montagna dell’azienda di Luigi Rosolia, che avevamo già incontrato a inizio anno, sempre al Wigwam.

Innovazione in agricoltura, aperto il bando per un concorso di idee, mercoledì 24 luglio a Legnaro (PD) seminario formativo di lancio dell’iniziativa

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiUn concorso di idee per favorire l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel settore primario. Lo ha lanciato Veneto Agricoltura e i partner del progetto “APP4INNO” (Establishment and promotion of new approaches and tools for the strengthening of primary sector’s competitiveness and innovation in the South East Europe), finanziato dal Programma europeo di Cooperazione Territoriale “South East Europe”.

Per conoscere le opportunità dell’iniziativa, mercoledì 24 luglio (ore 9,30-12,30), presso la sede di  Veneto Agricoltura a Legnaro-Pd (via dell’Università, 14), si terrà un seminario formativo e di lancio del concorso finalizzato all’individuazione di progetti innovativi di imprese agricole e agroalimentari. L’evento, promosso da Veneto Agricoltura (lead partner del progetto) in collaborazione con Treviso Tecnologia – Azienda Speciale per l’innovazione della Camera di Commercio di Treviso, si propone di affrontare il tema dell’innovazione, stimolando le imprese agricole e agroalimentari a realizzare progetti innovativi per usufruire, grazie alla partecipazione al “concorso di idee”, di opportunità di assistenza e supporto gratuito.

Entro il 13 settembre 2013, le proposte progettuali. Il progetto europeo “APP4INNO” si pone l’obiettivo di realizzare una piattaforma permanente transnazionale a sostegno delle imprese agricole, in pratica un servizio di help desk gestito dallo staff del partenariato (soggetti pubblici di Bulgaria, Grecia, Ungheria, Romania, Albania, Croazia, Serbia, Ucraina e Italia) volto a migliorare la competitività delle micro, piccole e medie imprese del settore agroalimentare. Le proposte progettuali dovranno essere presentate entro il prossimo 13 settembre, le migliori saranno premiate con un servizio tecnico-specialistico gratuito a supporto della loro realizzazione. La documentazione (scheda progettuale e allegati) é scaricabile dal sito web del progetto (www.app4inno.com) o da quello di Veneto Agricoltura (www.venetoagricoltura.org) alla voce “Economia e mercato”.

(Fonte: Vemeto Agricoltura)

PAC 2014-2020, l’assessore regionale all’Agricoltura Manzato: “Sosteremmo autorizzazioni a piantare per i vigneti ma attenzione a zootecnia, bietola e tabacco”

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

“Sosterremo il sistema di ‘autorizzazioni a piantare per i vigneti, ma allerta per i settori zootecnico, bieticolo e tabacchicolo per i quali chiediamo di orientare il pagamento accoppiato”. Questa la posizione espressa da Franco Manzato, in occasione dell’incontro svoltosi lo scorso 5 luglio a Milano tra gli assessori all’agricoltura delle Regioni Veneto, Lombardia e Piemonte sui temi del settore primario, alla luce del recente accordo siglato dalla Commissione europea sulla nuova Politica Agricola Comune, che sarà attivata dal primo gennaio 2014.

Pagamenti accoppiati e diretti. L’assessore veneto ha sottolineato che, in attesa della votazione ufficiale della PAC, il Veneto sta già formulando precise richieste sulla base delle linee guida dettate dalla Commissione, che verranno presentate per l’attuazione in sede nazionale. Queste sollecitazioni includono la spinta per l’inserimento dei settori zootecnico (carne, latte), bieticolo e tabacchicolo tra i pagamenti accoppiati, per compensarli degli effetti negativi della riforma dei pagamenti diretti (convergenza regionalizzazione, greening) e dell’OCM unica (abolizione “quote” zucchero).

Viticoltura, da diritto d’impianto ad autorizzazione a piantare. “Comunque – ha aggiunto Manzato – siamo soddisfatti del risultato ottenuto insieme all’Assemblea delle Regioni Europee Vitivinicole (AREV), che ci consentirà di mantenere l’attuale stato di eccellenza delle nostre produzioni, trasformando il ‘diritto di impianto’ in semplice ‘autorizzazione a piantare’, metodo più flessibile e dinamico, invece della sua abolizione sic et simpliciter”.  “E’ nostra precisa volontà – ha concluso Manzato – coordinare un’azione comune delle Regioni del nord, al fine di presentare a Bruxelles un piano di azione congiunto. Inoltre, oggi a Milano abbiamo dato indicazione ad alcuni parlamentari di avviare proficue discussioni in Senato e Camera dei Deputati, portando l’attenzione su temi specifici, quali i nitrati, il piano irriguo nazionale, gli ogm, la legge recupero suolo, la semplificazione e sburocratizzazione”.

(Fonte: Regione Veneto)

Asiago Dop, crescita programmata dal 2014 per un maggior equilibrio tra produzione e mercato

Asiago DopL’assemblea dei soci del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, a grande maggioranza, ha approvato l’avvio dell’iter che porterà all’adozione del piano produttivo di crescita programmata per il triennio 2014-2016.

Obiettivo: maggior equilibrio tra produzione e mercato. Con questa prima tappa formale e sostanziale, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago sceglie di percorrere la strada della programmazione produttiva, recentemente introdotta dalla normativa comunitaria attraverso il cosiddetto Pacchetto Latte; una novità, come ha ricordato l’on. Paolo De Castro, che introduce “misure di portata storica per tutti i formaggi a denominazione di origine protetta europei e, in una fase di forte e prolungata volatilità dei mercati come quella attuale, assume un significato ancora più strategico”. Obiettivo della regolazione dell’offerta è infatti la creazione di un maggiore equilibrio tra produzione e mercato, prerequisito per la stabilità dei redditi degli allevatori e dei produttori. E proprio la possibilità di programmare gli impegni produttivi potrà contribuire sensibilmente ad una maggiore stabilità dei prezzi e della qualità, con ripercussioni positive anche per i consumatori, oltre che per l’intera filiera produttiva.

Iniziato un percorso. A beneficiare della nuova programmazione sarà anche l’export, che potrà avvantaggiarsi delle risorse promozionali aggiuntive generate dal piano produttivo per accrescere e consolidarsi, in primis in quei paesi dove l’Asiago DOP è apprezzato e conosciuto come uno degli alfieri dell’agroalimentare italiano.  “Con questo passaggio assembleare – afferma Roberto Gasparini, presidente del Consorzio – che ha rappresentato la sintesi di un proficuo confronto tra i soci, abbiamo messo un punto fermo nel percorso di adozione del piano produttivo. Ora ci attende una fase di intenso lavoro per il completamento dell’iter procedurale, consapevoli che la strada da percorrere è ancora lunga ma fiduciosi rispetto all’impegno e alla determinazione di tutti nel voler conseguire questo importante obiettivo.”

(Fonte: Consorzio Tutela Formaggio Asiago)

Agricoltura sostenibile, sinergia Veneto Agricoltura-Condifesa Veneto per tutelare reddito imprese agricole e ambiente

Sopralluogo-Condifesa-Veneto-VAllevecchiaIn questi giorni i Consorzi di Difesa delle attività Agricole dalle Avversità (Condifesa) di Veneto e Friuli Venezia Giulia, sono stati in sopralluogo nell’azienda pilota dimostrativa di ValleVecchia (Caorle-Ve), dove Veneto Agricoltura sta portando avanti diversi progetti sperimentali per testare tecniche innovative efficaci per la difesa del reddito e a basso impatto ambientale, da trasmettere poi alle aziende agricole venete.

Ridurre drasticamente geodisinfestanti, costi di produzione e impatto ambientale senza intaccare il reddito aziendale. Tra i progetti, coordinati da Lorenzo Furlan – Dirigente del Settore Ricerca -, ce n’è uno in corso da quest’anno con il Condifesa Veneto che si pone l’obiettivo di ridurre drasticamente i trattamenti geodisinfestanti nei terreni a seminativo (in particolare mais e colture erbacee) utili su una superficie a coltura molto limitata, riducendo i costi di produzione e l’impatto ambientale senza intaccare minimamente il reddito aziendale.

Anno 2013: collaborazione Condifesa Veneto/Veneto Agricoltura.  Quest’anno il protocollo che coinvolge l’ente regionale e i consorzi, vede questi ultimi estendere a titolo sperimentale alle aziende pilota dimostrative di Veneto Agricoltura il “Fondo Diabrotica” anche ad altre avversità parassitarie (elateridi, nottue, fauna selvatica se coerente con l’impostazione originaria del fondo) che sono oggetto di monitoraggio di Veneto Agricoltura. Il Fondo risarcirà i danni causati da questi parassiti secondo le modalità e nei limiti dei regolamenti in atto. Tale azione è finalizzata all’estensione, nel 2014, delle modalità sopra descritte agli agricoltori veneti che decideranno di aderire a questo progetto. A investimenti ormai consolidati, il danno economico da insetti è risultato nullo su centinaia di ettari non trattati con geodisinfestanti. “Nei sopralluoghi effettuati a ValleVecchia abbiamo potuto verificare il successo della sperimentazione di Veneto Agricoltura”, ha afferamato Valerio Nadal, presidente Condifesa Veneto.Possiamo quindi affermare con sicurezza che quella della riduzione dei geoinsetticidi sul mais e sulle colture erbacee a basso rischio è una strada percorribile dall’agricoltura veneta, un’agricoltura che sa distinguersi nel panorama nazionale per innovazione e competenza”.

(Fonte: Condifesa Veneto)

Radicchio rosso di Treviso Igp, al via una nuova stagione

piantumazione

piantumazione radicchio rosso di Treviso Igp

Terra, tempo, conoscenza. Sono gli ingredienti base per un prodotto d’eccellenza dell’agroalimentare italiano come il Radicchio Rosso di Treviso IGP, molto più di una cicoria, un vero fiore da portare in tavola. Il processo di lavorazione per ottenere l’ortaggio più ricercato del prossimo inverno è iniziato proprio in questi giorni.

Campi trasformati in orti. Nelle campagne dei 24 comuni (17 in provincia di Treviso, 5 in provincia di Venezia e 2 in quella di Padova) dove – da disciplinare UE – è possibile coltivare l’originale Radicchio Rosso IGP, la terra è ormai pronta per accogliere le nuove piantine. La buona pratica agronomica prevede una rotazione triennale delle colture (lo stesso campo accoglie cioè il radicchio ogni due anni, intervallati soprattutto da colture cerealicole come orzo e frumento), per preservare le preziose coltivazioni da muffe e insetti dannosi. Dopo la concimazione con abbondante sostanza organica naturale, si procede ad una aratura superficiale (massimo 20 centimetri), quindi si passa all’erbicatura e alla fresatura: di fatto i campi si trasformano in grandi e perfetti orti.

in serraLuna calante, si procede alla semina. Dopo due anni d’attesa e già quattro passaggi di lavorazione, la terra è pronta ad accogliere il Radicchio. Dopo il primo luglio, in luna calante, si procede alla semina, che avviene soprattutto in vivaio. Dal 20 luglio fino alle metà di agosto si procede alla piantumazione in campo aperto con trapiantatrici semi-automatiche. Ma anche per arrivare alle piantine, il tempo e la conoscenza sono elementi fondamentali: le piantine che stanno per arrivare in campo oggi sono infatti figlie del radicchio della stagione 2011. Anche in questo caso il processo di selezione è meticoloso e tradizionale: le piante migliori vengono piantate in vaso e riportate in campo a primavera inoltrata (tra aprile e maggio) per dar luogo alle belle fioriture blu, protette da teli anti-insetto.

radicchioinfioreSelezione delle varietà. “Così nasce il Radicchio di Treviso IGP che poi seguirà le regole di raccolta e imbianchimento, con forzatura in acqua di falda, secondo il rigoroso disciplinare. Perché il vero Radicchio – spiega Paolo Manzan, presidente del Consorzio di Tutela – non può contemplare il “fai da te”, deve seguire le tecniche di una agricoltura professionale che consenta di mantenere ai massimi livelli la qualità del prodotto. Solo così potremo conquistare nuove fette di mercato”. La buona pratica degli agricoltori del Consorzio ha fatto sì che si selezionassero diverse varietà del prezioso Radicchio Tardivo: da quelle molto resistenti al freddo di febbraio a quelle a maturazione più lenta. In questo modo le imprese agricole associate riescono ad organizzare la propria produzione per essere sul mercato tutta la stagione.

Incognita meteo. Ma sulla stagione 2013/2014 pende però l’incognita climatica: “Lo scorso anno – ricorda il presidente – siamo stati penalizzati da un’estate torrida che ha fatto schizzare i costi di produzione per la necessaria irrigazione e poi da un dicembre – mese in cui si ha il picco di richiesta del mercato – così piovoso da impedire la raccolta in campo. Da gennaio fortunatamente ci siamo riallineati sia per prezzo che per quantità. Ora, dopo le abbondanti piogge durate fino a giugno, fortunatamente il buon tempo ha consentito una adeguata preparazione dei terreni”.

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio rosso di Treviso Igp)

Agriturist nazionale si colora di Veneto

AgrituristIl presidente regionale David Nicoli è vicepresidente nazionale; il past president Alberto Sartori è presidente del Collegio dei revisori dei conti; Alessandra Da Porto entra nella Giunta esecutiva. Questo l’esito definitivo del rinnovo delle cariche di Agriturist nazionale, la più antica e prestigiosa associazione agrituristica del nostro Paese, dopo che il ligure Cosimo Melacca era già diventato nuovo presidente.

Chi sono i neo-eletti. David Nicoli è stato eletto all’unanimità lo scorso mese di maggio alla presidenza di Agriturist Veneto; classe 1971, una laurea in scienze dell’informazione, è titolare a Rovigo di un’azienda ad indirizzo cerealicolo e dell’agriturismo “Millefiori” con alloggio e ristorazione.  Alberto Sartori, già presidente di Agriturist Veneto per due mandati, è titolare dell’azienda agrituristica “Tenuta La Pila” a Villa Bartolomea (VR), località Spininmbecco, con alloggio e ristorazione, in una corte rurale risalente al 1733 situata in prossimità del fiume Adige.Alessandra da Porto conduce con il padre Antonio l’agriturismo con alloggi “Villa Selvatico”, una villa veneta del XVI secolo circondata da un parco secolare, situata a Vigonza (PD), località Codiverno.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Approvato in Consiglio Regionale il progetto di legge in materia di agricoltura sociale

agrisoc(1)Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il progetto di legge presentato dal presidente del Consiglio, Clodovaldo Ruffato, relativo alle disposizioni in materia di agricoltura sociale. Il provvedimento intende coniugare, in un’ottica di un nuovo sviluppo dell’attività agricola, il recupero della tradizione e nuovo welfare.

Agevolazioni speciali da parte della Regione. Il Progetto di legge prevede che le attività siano indirizzate all’inserimento socio-lavorativo di soggetti appartenenti alle fasce deboli, a politiche assistenziali e di riabilitazione delle persone con disabilità fisica, psichica o forme di dipendenza, anche attraverso la creazione di centri di ospitalità per anziani e il ricorso a terapie assistite con animali e terapie con prodotti agricoli in produzione nell’azienda. Prevista anche l’attività educativo assistenziale e didattico formativa, nonché azioni volte a promuovere forme di benessere personale e relazionale. Per questi scopi la proposta di legge prevede anche il ricorso ai cofinanziamenti dei fondi comunitari. “L’idea innovativa della nostra iniziativa legislativa rispetto a quella di altre Regioni in materia di fattorie sociali e didattiche – ha spiegato il presidente Ruffato – è quella di sostenere lo sviluppo di queste attività a forte valenza sociale, prevedendo una serie di agevolazioni, dalla concessione in uso di beni regionali all’impegno a distribuirne i prodotti alimentari nelle mense gestite da enti pubblici. Si tratta di un provvedimento che va a colmare un vuoto normativo e che dà una risposta alla crisi che si è venuta a creare anche nel settore dell’assistenza sociale. Dall’agricoltura, dunque, può arrivare un’ulteriore offerta di servizi per le comunità locali, confermando la sua multifunzionalità nel fornire anche servizi innovativi. Potremmo quindi dire che l’agricoltura sociale è l’economia della solidarietà”.

Fattorie “sociali”. “Finalmente si dà trasparenza ad una realtà emergente e fino ad ora senza una codifica: le fattorie sociali”. Coldiretti è soddisfatta per la conclusione dell’iter amministrativo che ha portato alla definizione di una norma innovativa che ammette, di fatto, l’esistenza di esperienze offerte dal settore primario alle fasce più deboli della società. Si tratta – spiega Coldiretti – di un riconoscimento a tutti quegli imprenditori agricoli (giovani soprattutto) che attraverso la multifunzionalità hanno esplorato forme spontanee di supporto alle fasce più deboli della società come ad esempio la pet therapy negli ospedali, i soggiorni per anziani in campagna, il coinvolgimento degli ipovedenti, l’integrazione nel mondo del lavoro di carcerati e tossicodipendenti, il recupero psicofisico dei portatori d’handicap. Dagli agrinidi agli ospizi di campagna le attività intraprese sul territorio sono molteplici e le soluzioni adottate rispecchiano le svariate offerte garantite dalle imprese agricole per soddisfare un’esigenza avvertita sempre più dalla collettività per il mantenimento di legami territoriali e culturali che costituiscono il vissuto di una comunità e che spesso trovano, non casualmente, proprio nella famiglia rurale gli interpreti più fedeli. “La prossimità e la relazione sono valori antichi – sostiene Coldiretti – e da sempre presenti nel mondo contadino cosi come la solidarietà, il mutuo aiuto, la cura e assistenza di membri all’interno di una cerchia familiare “allargata”. In agricoltura c’è una predisposizione naturale per la valorizzazione delle persone di tutte le età e questa attitudine ha consentito di alimentare un welfare inclusivo più umano e rispettoso delle fragilità”.

(Fonte: Consiglio Regionale Veneto/Coldiretti Veneto)