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24 maggio 2013, Paolo De Castro a Padova per la presentazione ufficiale di Agrinsieme

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

Agrinsieme Veneto, l’iniziativa avviata per dare una voce unica e più ascoltata al mondo agricolo e superarne la frammentazione sindacale, che raggruppa in Veneto Confagricoltura, CIA, Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, AGCI Agrital, vuole estendere la propria capacità di coinvolgimento a tutte le realtà che si interessano del settore agroalimentare, per confrontarsi con loro e promuovere insieme un progetto di sviluppo di tutta la filiera.

L’unione fa la forza. E’ questo il senso dell’evento che la nuova sigla organizza venerdì 24 maggio, all’Hotel Sheraton di Padova, con inizio alle ore 17. Alla relazione introduttiva del coordinatore di Agrinsieme Veneto, Giangiacomo Bonaldi, infatti, seguiranno gli interventi dei rappresentanti di tutto il mondo che ruota attorno all’agroalimentare, dalla grande distribuzione al credito, dall’agroindustria al terziario. Saranno presenti tutte le massime autorità regionali e c’è molta attesa per le conclusioni del convegno, affidate ad una personalità di prestigio quale Paolo De Castro, già ministro dell’Agricoltura ed ora presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. Le conclusioni del convegno saranno a cura del coordinatore di Agrinsieme nazionale Giuseppe Politi.

(Fonte: Anga – Associazione Nazionale Giovani Agricoltori – Verona)

Avviato l’iter parlamentare della proposta di legge sul km zero per aiutare ambiente e tasche dei cittadini

Km zeroE’ iniziato ieri l’iter parlamentare in sede referente in Commissione Agricoltura alla Camera della proposta di legge presentata da Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero.

Promuovere in agricoltura la qualità italiana. “La proposta, di cui è relatrice l’On. Mongiello – spiega Realacci, primo firmatario della proposta di legge “Norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta a chilometro zero e di qualità, nonché modifiche all’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228″ (AC 77)” -,  intende promuove l’agricoltura di qualità legata al territorio, alla stagionalità dei prodotti, alla sana alimentazione e ai mercati locali, rispettando l’ambiente. Si tratta di un testo importante per promuovere anche in agricoltura la qualità italiana e per favorire nuovi modelli di consumo che meglio rispondono alla crisi. Elaborata grazie anche al contributo della Coldiretti, la proposta vuole essere trasversale e ha già raccolto la firma di molti colleghi di diversi gruppi politici, a partire dall’On. Cenni”.

Promuovere la filiera corta, ossia alimenti prodotti a una distanza non superiore ai 70 km. “Consumare prodotti del territorio fa bene all’ambiente, alla salute e alle tasche dei cittadini – continua Realacci -, tra gli scopi prioritari della legge c’è quello di favorire il consumo di alimenti provenienti da filiera corta, ossia prodotti a una distanza non superiore a un raggio di 70 chilometri dal luogo di consumo, per venire incontro alle esigenze di molti cittadini che da una parte ricercano prodotti con prezzi più contenuti e dall’altra sono attenti alle caratteristiche nutrizionali e di sicurezza degli alimenti”. “La filiera corta – conclude Realacci – garantisce la qualità ambientale superiore del prodotto alimentare, connessa al ridotto carico di emissioni inquinanti derivanti dal trasporto in tutti gli stadi della filiera. Proprio per promuovere e garantire questa forma di commercio la legge istituisce e regolamenta il marchio di filiera ‘Chilometro zero’”.

(Fonte: Ansa.it)

Maltempo. Manzato: necessario intervenire su scadenze del premio unico, ma gli agricoltori si assicurino. Gli aggiornamenti del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta e Coldiretti Veneto.

frutteti allagati“Le forti precipitazioni di queste ore, che ancora una volta bloccano le pratiche agricole e ritardano le decisioni colturali delle imprese rurali, rendono quanto mai urgente un intervento sulle scadenze europee entro le quali presentare le domande di premio unico comunitario e sulle penalizzazioni per i ritardi”.

Invito ad assicurarsi. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, che sta monitorando la situazione tramite gli uffici e che ha chiesto al Ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo un intervento diretto a Bruxelles per posticipare la data ultima di presentazione richieste ed eliminare le decurtazioni dell’1 per cento del premio per ogni giorno lavorativo di ritardo. “In relazione ai danni che il maltempo può provocare – ha aggiunto l’assessore – invito gli imprenditori agricoli ad utilizzare il sistema dell’assicurazione agevolata. Non farlo è una scommessa sbagliata, una scelta imprenditoriale che si finirà per pagare”.

Le richieste di Manzato al Ministro De Girolamo. “La burocrazia condiziona il modo di operare delle persone ha detto ancora Manzato –ma non ha alcuna influenza sulle condizioni meteorologiche, che non si curano delle scartoffie e delle date. Relativamente alle domande di premio unico, penalizzate se presentate dopo il 15 maggio e irricevibili oltre il 10 giugno, le condizioni climatiche degli ultimi mesi e di questi giorni stanno creando problemi sempre più gravi alla preparazione del terreno e alle operazioni di semina, con forti incertezze sull’effettiva attuazione dei piani colturali già programmati. Proprio per questo la gestione del ritardo nella presentazione delle domande potrebbe essere definita in modo meno penalizzante per gli agricoltori. Ho quindi chiesto alla ministra De Girolamo di intervenire presso la Commissione, perchè per questa campagna non venga applicata la penalità dell’1 per cento al giorno per i ritardi e venga posticipare la data ultima per la presentazione della domanda unica”.

100 persone evacuate a San Bonifacio, nel veronese. Intanto il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta informa che è lunga una cinquantina di metri la rotta, registrata nell’argine del torrente Tramigna poco prima della confluenza nel fiume Alpone al confine tra i comuni di Soave e San Bonifacio, nel veronese; sul posto si sta intervenendo per contrastare la fuoriuscita di una cinquantina di metri cubi d’acqua al secondo, che hanno allagato i vigneti dell’area. L’emergenza registratasi a San Bonifacio ha consigliato l’evacuazione di 20 famiglie ed un centinaio di persone trascorreranno la notte da parenti, amici o nelle palestre messe a disposizione dall’Amministrazione Comunale. Sono comunque migliaia gli ettari sott’acqua a causa dell’odierna perturbazione meteorologica.  Molte le tracimazioni di corsi d’acqua minori; fossi e scoline erano già al limite per le copiose piogge, cadute nei giorni scorsi.  Rotte si sono anche registrate a San Martino Buonalbergo lungo il torrente Fibbio, a Montebello Vicentino lungo il Rio Selva ed a Gambellara lungo il torrente Rio. Resta la grande apprensione per la piena del fiume Bacchiglione, che attraverserà Vicenza nelle prossime ore. Fortunatamente, la situazione pare essere leggermente migliorata e l’ondata, che sembrava addirittura peggiore di quella alluvionale del 2010, dovrebbe invece rimanere contenuta all’interno degli argini.  In costante allerta la struttura operativa del Consorzio di bonifica, sie nel veronese che nel vicentino.

Stalle e aziende isolate. alta padovana in allarme, allagamenti anche nel trevigiano. Scuole, aziende agricole e stalle isolate, campi e strade allagate. Sono i primi danni rilevati da Coldiretti Veneto che sta monitorando la situazione delle campagne segnate dal maltempo. A causa dell’intensa pioggia di ieri e di un meteo schizofrenico, nonostante i fiumi stiano ancora reggendo, i terreni non riescono più ad assorbire il quantitativo esagerato di acqua che sta sommergendo le colture. La rete locale dei canali dell’Alta Padovana è già a livelli di massima e in alcuni casi si registrano i primi straripamenti a Santa Giustina in Colle, Camposanpiero, San Giorgio delle Pertiche, Arsego, Borgoricco e Trebaseleghe dove le colture a seminativo sono tutte bagnate. Il corso del Muson è sotto osservazione ma per gli agricoltori della zona, seppur in ritardo con le semine e i lavori, non c’è tregua. Se non vi sono stati i presupposti per piantare mais e soia, chi ha ortaggi deve far i conti con l’impossibilità di accedere addirittura alle coltivazioni. Non va meglio a Scorzè, nel veneziano, dove un quartiere della cittadina è sottacqua completamente, idem nella vicina provincia di Treviso nei comuni di Zero Branco, Mogliano Veneto fino a Silea dove il pericolo non è solo per le serre di fiori e verdure, ma anche per gli allevamenti: le scorte di foraggio potrebbero essere compromesse. Emergenza anche sui Colli Euganei per i dilavamenti sui pendii: primi segnali di cedimento con detriti nelle strade interne di Este. Smottamenti nella pedemontana trevigiana a Cison di Valmarino e Follina. Vigneti allagati a Valdobbiadene.  “Questi per gli agricoltori sono danni immediati – commenta Coldiretti Veneto – che rischiano di mettere in ginocchio un settore che ancora non si è ripreso da quelli della siccità 2012”.

(Fonte: Regione Veneto/Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta/Coldiretti Veneto)

Direttivo e soci ARGAV in visita alla sede di Confagricoltura Rovigo. Nella conversazione con il direttore Chiarelli, luci (riso) e ombre (valli da pesca) della produzione agricola polesana.

Direttivo e soci ARGAV a Confagricoltura Rovigo 14 maggio 2013. A dx del presidente, Fabrizio Stelluto, il direttore di Confagricoltura Rovigo, Massimo Chiarelli

Direttivo e soci ARGAV a Confagricoltura Rovigo 14 maggio 2013. A sx del presidente Fabrizio Stelluto, il direttore di Confagricoltura Rovigo, Massimo Chiarelli

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Nel rispetto del proposito, intrapreso a inizio mandato, di tenere i Consigli nelle varie province del Veneto e Trentino Alto Aidge, in modo da avere l’opportunità di incontrare Organizzazioni e Istituzioni legate per finalità all’attività dell’Associazione, il direttivo ARGAV si è riunito lo scorso 14 maggio a Rovigo, ospite di Confagricoltura Rovigo. Presenti, oltre ai consiglieri, anche una rappresentanza nutrita dei soci ARGAV polesani.

Un’Associazione che comunica, anche con il Web 2.0. Ad accoglierci con calore e simpatia a Palazzo Manfredini (i Manfredini erano una delle più antiche famiglie nobili di Rovigo), il direttore Massimo Chiarelli. L’edificio, probabile risultato di un intervento di modifica compiuto nel Settecento su una struttura più antica, si affaccia sulla piazza che dal Duomo prende il nome. Nel tempo, Palazzo Manfredini è stato scuola pubblica, ospedale, ospizio, tipografia fino ad arrivare al 1953, quando l’Associazione Agricoltori della provincia di Rovigo, oggi Confagricoltura, lo acquistò per farne la propria sede. Il recente restauro (a spese dall’Associazione) ha consentito la presenza nell’ex solaio di una bella sala riunioni e di un’aula formazione dotata delle più moderne attrezzature. “Proprio ieri – racconta Chiarelli – ci siamo collegati in streaming con la nostra sede di Roma, dove era in corso una riunione  e a cui abbiamo assistito comodamente seduti con risparmio di tempo e denaro”. Ci piace stare al passo con i tempi – aggiunge Chiarelli – e soprattutto siamo molto attenti alla comunicazione, attività a cui i nostri soci tengono molto, e che noi seguiamo sia attraverso l’uso di mezzi tradizionali come il periodico Il Polesine e la newsletter quindicinale sia attraverso i Social Media, dove siamo presenti con account su Facebook, Twitter e You Tube.

Luci e ombre. L’Associazione, che raggruppa 2.500 soci  per un totale di 68 mila ettari della superficie provinciale, comprende non solo grandi aziende, come di tradizione, ma anche di media-piccola dimensione, oltre a tutte le valli da pesca del Polesine, oggi afflitte da parecchi problemi di sopravvivenza economica, lenita dalla possibilità di destinare alcune aree non protette alla caccia. I costi che i proprietari delle valli da pesca fanno sempre più fatica a sostenere sono gravati infatti da alcuni fattori: dalle perdite di pescato dovuto al caldo eccessivo sofferto nelle recenti stagioni estive, frutto dei cambiamenti climatici in corso, dalla concorrenza di prezzi (escluso per le mazzancolle) con mercati stranieri come Turchia e e Tunisia sino alla massiccia presenza di cormorani, che se possono far felici i visitatori del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, preoccupano però i valligiani per la loro intensa attività predatoria. Tra le produzioni agricole di segno positivo nel territorio, il riso del Delta del Po Igp, che i soci ARGAV hanno avuto modo di conoscere e apprezzare in un incontro di aggiornamento professionale tenutosi al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) a gennaio 2013. “Il percorso che ha portato ad ottenere l’Igp è nato e si è sviluppato proprio nelle nostre sale”, ricorda Chiarelli, che ha avuto l’onore di scriverne i disciplinari. “In tempi in cui si parla di abolizione di province e spending review, di fatto – chiosa il direttore – l’unione nel Consorzio di Tutela del riso del Delta del Po Igp con la provincia di Ferrara ha già dato vita a un’unica identità geografica e ad una comunione di intenti per trovare le migliore strategie commerciali ddel nostro prodotto, che oggi comincia ad essere presente anche nella grande distribuzione”.

17-26 maggio 2013, a Montagnana (PD) si tiene la festa del prosciutto crudo

brochure-2013Da venerdì 17 a domenica 26 maggio 2013 torna nel padovano “Montagnana in Festa. Prosciutto Veneto Berico-Euganeo D.O.P. Vince il gusto”: dieci giorni dedicati a sapori, incontri, spettacoli, visite guidate e degustazioni all’insegna del crudo dolce montagnanese, lavorato con i metodi e le attenzioni della tradizione artigianale.

Il programma della manifestazione è ricco di novità e di proposte per tutti i gusti, per soddisfare il palato, ma anche la curiosità e la voglia di conoscere Montagnana, i prodotti tipici e le sue bellezze culturali e artistiche. In piazza Vittorio Emanuele II c’è l’Isola del Gusto, a disposizione dei visitatori tutti i dieci giorni della festa. Si confermano poi le iniziative gastronomiche come le degustazioni verticali, i laboratori dei sapori, gli abbinamenti con i vini D.O.C. padovani e i corsi di cucina, inoltre i prosciuttifici accolgono il pubblico per svelare i segreti del Prosciutto Veneto Berico-Euganeo D.O.P. Una serata speciale sarà quella con l’Associazione Ristoratori di Valeggio sul Mincio, mentre un’altra vedrà il gemellaggio con una seconda città, sempre all’insegna delle tradizioni e delle eccellenze gastronomiche.

Visite gratuite di Montagnana. Durante la festa non mancano proposte per il tempo libero come le visite guidate gratuite alla città a cura dell’Associazione Culturale Murabilia e altre suggestive iniziative come gli “Echi lontani nella Torre” ovvero i fantasmi del passato che raccontano le loro storie (con salita alla torre più alta e antica della città murata) a cura della compagnia Proteatro e delle associazioni Homini d’Arme e Murabilia. Con le domeniche al museo invece si propongono attività didattiche per i bambini.

(Fonte: Comune di Montagnana)

Accordo Confagricoltura Veneto e sindacati per detassare i premi di produzione

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLe imprese associate a Confagricoltura Veneto si impegnano ad applicare ai loro dipendenti la detassazione prevista dalla normativa nazionale sulla retribuzione di produttività. Si tratta di un’agevolazione fiscale introdotta dalla legge n.228/2012 e dettagliata da successive disposizioni di carattere amministrativo, con cui si vuole incrementare la produttività del lavoro applicando dei benefici ai lavoratori che, avendo percepito nel 2012 un reddito lordo non superiore a 40 mila euro, abbiano conseguito per loro merito premi di rendimento o di produzione o rientranti in altre voci similari, purché previsti dalla contrattazione territoriale.

Convenzione sottoscritta a Treviso. E’ un piccolo, in quanto applicabile su di un importo massimo di 2.500 euro lordi, ma significativo incoraggiamento all’iniziativa e all’impegno nel posto di lavoro, tanto più importante in una situazione di crisi come l’attuale e ora reso possibile dalla convenzione sottoscritta a Treviso da Confagricoltura Veneto, nella persona del direttore Sergio Bucci, e dai sindacati FAI Cisl, FLAI Cgil, UILA Uil.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Lotta biologica per salvare i marroni di Combai e Monfenera nonché i castagni della Pedemontana veneta

L'antagonista della vespa del castagno 2013-05-08 11.58.36Sarà un antagonista naturale della temibile vespa del castagno a salvare le pregiate coltivazioni della Pedemontana veneta, dove questo parassita ha fatto da qualche anno la sua comparsa, falcidiando tra l’altro le storiche produzioni di “Marroni di Combai e “Marroni di Monfenera” a Indicazione Geografica Protetta.

Lotta biologica. In termini scientifici, sarà “Torymus sinensis” contro “Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu”, imenottero contro imenottero: un esempio di lotta biologica in grande stile tra specie di insetti originarie dell’Asia, ma ormai diffuse in buona parte del pianeta, l’una parassitoide dell’altra, a proteggere una coltura preziosa e importante del Veneto, sia dal punto di vista ambientale sia sotto il profilo economico e commerciale.

I primi risultati si vedranno nell’autunno 2013. Nei giorni scorsi, al Centro Operativo Polifunzionale di Onè di Crespano del Grappa, in provincia di Treviso, alle falde dello storico massiccio montuoso, c’è stato l’ultimo di 22 lanci di parassitoidi effettuati nel periodo primaverile, ciascuno composto di 100 femmine 50 maschi. A loro sono affidati il compito e le speranze di ridurre il danno causato dalla vespa o cinipede del castagno, il Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu appunto, che negli ultimi sei hanno ha ridotto la produzione di marroni e castagni della Regione anche dell’80 per cento, con punte che per il Marrone di Monfenera IGP hanno significato un calo dagli 850 quintali delle “vecchie” stagioni ai 70 quintali del 2012. Gli insetti antagonisti sono incubati ed allevati in numerose sedi di sperimentazione, da Treviso a Belluno, Verona e Vicenza. “Nel territorio veneto – ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – si contano circa 2.700 ettari coltivati a castagno, con oltre 300 produttori, che stanno accompagnando questa fase della ricerca sperando che già nell’autunno prossimo si possano vedere i primi effetti positivi”.

Il gruppo di lavoro contro la vespa del Castagno

Il gruppo di lavoro contro la vespa del Castagno

Contenere in sei anni almeno l’80 per cento dell’infestazione. La sperimentazione è stata avviata quasi tre anni fa, grazie alla collaborazione tra Regione Veneto, Servizi Forestali e Università di Padova, con l’obiettivo di contenere l’impatto della vespa del castagno sulle coltivazioni. Analoghe iniziative sono state portate avanti con successo in Giappone e anche in altre regioni italiane raggiunte per prima dal parassita. L’obiettivo è di intervenire in modo sostenibile e stabile, contenendo di almeno l’80 per cento in sei anni l’infestazione, grazie alla presenza nell’ambiente dove crescono i castagni di un antagonista che riduce naturalmente il cinipede e i conseguenti danni. I risultati finora ottenuti fanno ben sperare e in taluni casi sono stati ottimi.

(Fonte: Regione Veneto)

Giovani PAC 2020, in Veneto i progetti degli agricoltori under 40 prendono vita nel web

Manzato forum giovani

Franco Manzato al Forum Giovani PAC 2020

I giovani sanno leggere il presente dell’agricoltura e ne vedono meglio il futuro. Il settore primario, l’unico che continua a “tirare” nonostante la crisi, creando lavoro e valore, deve partire da loro per non arenarsi e trovare nuovi percorsi di sviluppo; da loro e dalle loro idee: precise, avventurose, nuove, slegate da schematismi ingessati, entusiaste, disincantate che da oggi si fanno proposte politiche, nel senso vero e concreto del termine, attraverso i progetti che verranno inseriti nel web Forum tematico “Giovani PAC 2020” del portale regionale PIAVe.

Le aspettative deglu under 40. L’iniziativa è partita lo scorso 24 aprile da Agripolis di Legnaro, in provincia di Padova, dove Regione (con l’assessore Franco Manzato) e Veneto Agricoltura (con l’amministratore unico Paolo Pizzolato) hanno dato il via con i diretti interessati alla discussione e al confronto che ha come protagonisti proprio loro, le ragazze e i ragazzi, le donne e gli uomini sotto i 40 anni che si stanno dedicando o intendono dedicarsi all’attività agricola, chiamati a dare indicazioni e contenuti alla programmazione regionale per il periodo 2014 – 2020. Le prime proposte non si sono fatte attendere: sostegno finanziario allo start up di nuove aziende; cancellazione o alleggerimento della burocrazia, con particolare riferimento ai primi anni di attività imprenditoriale; affitti dei terreni con Avepa come garante ed ente autenticatore nel contratto; social network nel diffondere le possibilità presenti in agricoltura, potenziando le applicazioni e comunque intensificando la comunicazione online, anche attraverso il portale PIAVe, non solo strumento di contatto tra imprenditori e Pubblica amministrazione ma del sistema con se stesso.

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Luca Giacomazzi

Entro luglio le priorità dei giovani per la PAC 2014-2020. E’ stato un primo confronto di progetti ma anche di esperienze, come quella portata da Luca Giacomazzi dei Los Massadores, allevatore e musicista per passione, che “prende ispirazione dai campi” e che in agricoltura ha avviato anche un’esperienza di fattoria sociale con ragazzi autistici, che a contatto con la natura e i suoi ritmi traggono significativo giovamento. Entusiasti tutti i partecipanti, “che non deluderemo – ha sottolineato Manzato – e anzi, alla luce delle proposte di oggi e delle iniziative e progetti che verranno discussi nel forum telematico nelle prossime settimane – ha assicurato Manzato – entro il prossimo luglio definiremo con i giovani attraverso i principali argomenti prioritari che saranno oggetto della programmazione regionale, così da portarli entro l’anno all’interno della cabina di regia PAC 2014 – 2020.

(Fonte: Regione Veneto)

Orticoltura, timido avvio primaverile per i cetrioli del Veneto

cetrioliE’ timido l’avvio della stagione dei cetrioli del Veneto, la cui produzione in serra, molto in ritardo quest’anno, è appena cominciata. L’ortaggio ama il sole e il caldo. Dà il meglio di sé con temperature diurne ideali di poco al di sotto dei 30 gradi; le minime dovrebbero comunque superare i 17/18 gradi. Sono condizioni che tuttora si fanno desiderare.

Una produzione annua di 21 mila quintali. La raccolta nelle serre, dunque, è appena cominciata ed è piuttosto magra, pur presentandosi di buona qualità. “In compenso, rileva Adriano Daminato, orticoltore di Loria (Treviso), consigliere di OPO Veneto, il prezzo è interessante. Proprio la scarsità di prodotto locale, dovuta al maltempo, sta favorendo la quotazione. Per i cetrioli coltivati in serra, ad ogni modo, al di là del ritardo di una quindicina di giorni, non ci dovrebbero essere grossi problemi, che invece si presentano per quelli all’aperto perché finora, a causa delle piogge, ne è stato quasi impossibile il trapianto”. La produzione totale veneta di cetrioli da mensa, nel 2012, ha superato i 21 mila quintali; mentre la varietà da sottaceti è stata di 25.525 quintali (dati Istat): un deciso calo rispetto all’anno precedente. Quest’anno si prevede il mantenimento delle posizioni.

L’ortaggio (Cucuminis sativus) appartiene alla famiglia delle cucurbitacee ed è originario dell’India. Ha un basso contenuto calorico, è ricco di vitamine e di sali minerali e si presta efficacemente nelle diete. Molta produzione, compresa quella veneta, viene esportata. Gli italiani, diversamente da altri popoli, non “impazziscono” per il cetriolo, che, invece, è molto popolare nei paesi europei del Nord e dell’Est. Va fortissimo in Grecia, dove è impiegato in particolare per fare il tipico tzantziki, la gustosissima salsa sempre presente nella cucina locale. Più diffuso è l’impiego dei cetriolini per sottaceti, serviti negli antipasti misti. L’ortaggio è valorizzato, inoltre, nella cosmesi contro la secchezza, le impurità e le irritazioni della pelle, alla quale dà elasticità. Un uso, questo, storico. E’ spesso citata, a proposito, la convinzione del medico umanista del Cinquecento Pietro Andrea Mattioli, che prescriveva il succo di cetriolo per rendere bella la pelle.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Angelo Squizzato

Gal Polesine Adige, tra le attività 2013, in serbo progetti di cooperazione interterritoriale e trasnazionale

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Anche il GAL Adige, dopo il GAL Delta del Po, ha convocato il 18 aprile u.s., presso la Sala Consiliare della Camera di Commercio di Rovigo, i propri soci (10 enti pubblici e 12 privati tra associazioni di categoria provinciali e istituti di credito locali) per l’Assemblea annuale finalizzata all’approvazione del Bilancio 2012 e di Previsione 2013. Dopo i saluti di benvenuto ai presenti, il Presidente del GAL Adige Alberto Faccioli, ha sottolineato l’indispensabile ruolo che ha il GAL nello sviluppo economico di un territorio rurale come il Polesine, evidenziando anche come oggi questo parternariato locale, abbia bisogno “ di fare squadra attorno alla valorizzazione e alla promozione delle eccellenze architettoniche e paesaggistiche rurali del Polesine“.

Un territorio che comprende 17 comuni. All’appello del Presidente Faccioli per una forte condivisione di intenti, è seguita la relazione del Direttore Stefano Fracasso sul ruolo del GAL Adige e sulle attività che ha realizzato, non senza difficoltà, nel 2012 e da realizzare nel 2013. Un territorio di operatività che si estende su 17 Comuni (Arquà Polesine, Badia Polesine, Canda, Ceregnano, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Giacciano con Baruchella, Castelguglielmo, Lendinara, Lusia, Pettorazza Grimani, Rovigo, San Bellino, San Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo). I finanziamenti erogati fino ad ora nel territorio sono stati di 3,3 Mln di euro su 7,3 Mln complessivi per l’intera programmazione del PSL 2007-2013, che hanno prodotto oltre 6 Mln. di euro di investimenti (79 progetti finanziati di cui 15 da enti pubblici). Sono stati pubblicati 13 Bandi in primavera e 4 in autunno 2012 con Misure/Azioni finalizzate alla valorizzazione e alla riqualificazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale, alla realizzazione di punti informativi sul turismo rurale, e allo sviluppo dell’ospitalità agrituristica.

Avviati progetti di cooperazione interterritoriale e trasnazionale. Di rilievo l’intervento a Regia GAL (Azione 313/1) relativo alla riqualificazione e all’interconnessione degli itinerari di turismo rurale fra diversi territori del Polesine, e alla valorizzazione delle produzioni tipiche locali e dell’agriturismo che stanno coinvolgendo ben 13 Comuni su 17 complessivi del territorio di operatività del GAL, ai quali si aggiungono altri 4 Comuni coinvolti nelle iniziative di cooperazione Medieterranea e Tur Rivers. Sono questi i principali elementi che sono emersi dalla relazione del Coordinatore del GAL sul 2012. Anno nel quale, ha indicato Fracasso, sono stati anche avviati tre progetti di cooperazione interterritoriale e transnazionale, come il Tur Rivers per la promozione del turismo rurale nei territori attraversati dai grandi fiumi italiani (Po e Adige), l’Eco Leader Network per la valorizzazione delle produzioni tipiche agroalimentari, e il MeDIETerranea sulla valorizzazione e promozione della cultura alimentare tradizionale del Polesine, in cui il GAL Adige è Capofila assieme ad altri GAL Italiani ed esteri (Sardegna, Basilicata, Malta).

Attività 2013. Il Direttore ha poi evidenziato l’attività di studio e ricerca svolta nel 2012 sul patrimonio architettonico rurale presentata nell’ambito di un importante seminario realizzato ad Arquà Polesine in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia, e uno dedicato alle linee della nuova programmazione pluriennale della UE per il 2014-2020. Eventi che hanno registrato un largo gradimento in termini di partecipazione, ed ai quali si sono affiancate anche le presenze ad importanti manifestazioni fieristiche locali come Mens Sana e Rovigo Espone 2012. Quali le novità dell’attività del GAL Adige per il 2013? Fracasso non ha dubbi. “ E’ importante che per dare linfa alle attività legate al turismo rurale in Polesine – ha aggiunto – vi sia una maggiore condivisione di obiettivi e partecipazione alle scelte di sviluppo che con il parternariato il GAL Adige sta mettendo in atto “.. Innanzitutto, la pubblicazione avvenuta nelle scorse settimane di 9 Bandi PSL (scadenza 15 luglio p.v.), finalizzati a finanziare con quasi 2 Mln di euro, la nascita di nuove microimprese, lo sviluppo dell’ospitalità agrituristica, e la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio architettonico rurale (Misura 323a Azioni 2,3,4) molto diffuso nei 17 Comuni del territorio di operatività.

Sinergie tra territori limitrofi. E poi la proficua partecipazione degli operatori e degli enti pubblici territoriali, alla progettazione legata ai progetti di cooperazione interterritoriale come il Tur River, che realizzerà nei prossimi mesi, in collaborazione con altri territori limitrofi al Polesine (pianura veronese, bassa padovana e basso veneziano), obiettivi e progetti per favorire la valorizzazione delle risorse paesaggistiche e l’incremento dei flussi turistici dalle grandi città d’arte ai nostri territori rurali. Infine, ha proseguito Fracasso, la valorizzazione e la promozione della nostra tradizione enogastronomica e popolare locale, che con l’avvio in autunno del progetto di cooperazione Eco Laeder Network, e ancor di più con il progetto MeDIETerranea, promettono di mettere in connessione un grande evento come l’Expo 2015 (sul quale sono attesi in Italia milioni di turisti) con i territori e le eccellenze della nostra tradizione alimentare locale.

Seminari e fiere. In conclusione Fracasso ha indicato le attività di animazione istituzionale e pubblica previste per il 2013, che si concretizzeranno in circa 40 incontri con il parternariato locale (enti pubblici e partner); la realizzazione di un progetto a gestione diretta GAL a cui aderiscono diversi Comuni e finalizzato al miglioramento della segnaletica nelle zone di produzione dei prodotti tipici; un seminario sul progetto Tur Rivers organizzato con Veneto Agricoltura il prossimo 22 maggio; un seminario di monitoraggio e valutazione del PSL e sulla nuova programmazione europea 2014-2020 (Europa 2020) previsto per l’autunno; la partecipazione in settembre ad Assisi al salone UNESCO (WTE e Giornate della Dieta Mediterranea), e alle manifestazioni fieristiche locali in ottobre (Mens Sana e Rovigo Espone 2013). L’incontro è terminato con l’approvazione da parte dell’Assemblea dei soci del GAL Adige del Bilancio Consuntivo 2012 e di Previsione 2013, che prevede un forte incremento delle attività conseguenti alle numerose iniziative avviate già dal 2012.

(Fonte: Gal Delta Adige)