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14 maggio 2013, direttivo ARGAV a Rovigo presso la sede di Confagricoltura

Immagine 1Nel suo viaggiare su e giù per il Veneto ed il Trentino Alto Adige, alla scoperta dei territori e per l’incontro con le organizzazioni che operano nel settore agricolo,  il direttivo ARGAV si riunirà questa volta a Rovigo alle ore 18,30 nella sala Consigliare messa gentilmente a disposizione da Confagricoltura Rovigo (piazza Duomo 2), presieduta da Lorenzo Nicoli. Tra i punti all’ordine del giorno, le modifiche allo statuto dell’associazione e l’assemblea straordinaria 2013 in programma il prossimo giugno.

Giuriolo (Coldiretti Rovigo) all’assessore all’Agricoltura Manzato: “No a polemiche, ma i danni da calamità restano”

Marco Giuriolo, presidente Coldiretti Rovigo

Marco Giuriolo, presidente Coldiretti Rovigo

“Ci fa piacere che l’assessore Manzato abbia risposto sollecitamente all’appello di Coldiretti Rovigo sul credito agevolato. Lo intepretiamo come un segnale di attenzione e prendiamo atto di quanto si sta facendo”. Così ribatte all’assessore all’agricoltura veneto Franco Manzato, il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, che smorza la polemica innescata con la Regione Veneto, riguardante i ritardi con cui l’ente sta disponendo dei fondi a favore delle imprese agricole colpite dalle calamità naturali. “Ci auguriamo tutti – riprende Giuriolo – che succeda come ha affermato Manzato, cioè che la riunione di lunedì prossimo sia risolutiva e si possa finalmente partire col credito agevolato. Ma è mio dovere ricordare che i danni da siccità risalgono ormai al 2012 e che, nel frattempo, le imprese agricole sono alle prese con i nuovi danni, causati dalla piovosità eccessiva, che non concede lunghi tempi alla complessità delle operazioni burocratiche in corso in Regione”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Maltempo. Coldiretti Rovigo: “Regione Veneto, se ci sei, batti un colpo! Subito credito agevolato”. Manzato risponde: “Abbiamo già battuto non uno, ma due colpi!”

campagne allagate“Coldiretti non ne può più di sentire dalla Regione Veneto che ci sono a disposizione circa 10 milioni di euro per gli eventi calamitosi del primario (l’ormai famoso, residuo di un programma comunitario, che arriva direttamente da Roma). Chiediamo da mesi che quella somma sia destinata al credito agevolato per le aziende agricole, colpite da maltempo e siccità, perché ne hanno bisogno subito. Assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, se ci sei, batti un colpo!”.

Nei campi, situazione disastrosa. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, interviene duramente a commento della disastrosa annata agraria 2013, che sta affondando letteralmente nei campi diventati pantani per i continui acquazzoni che si susseguono da mesi, a giorni alterni. Gli imprenditori agricoli non riescono ad entrare in campagna per seminare, per concimare, per fare i trattamenti fitosanitari, per sfalciare l’erba medica per gli animali, che è ormai fradicia e marcia. Semine di mais in ritardo di due mesi. I frutteti in asfissia radicale stanno lasciando cadere i frutticini; i kiwi hanno allegato solo per il 30-40 per cento (il processo di trasformazione dei fiori in frutti). Nelle aree di Lusia e Rosolina è completamente saltata la programmazione trapianto-raccolto, con conseguenze sulle imprese vivaistiche fornitrici di piantine orticole e sulla disponibilità di prodotto. “Le nostre aziende agricole vengono da un 2012 disastroso, in cui la siccità ha fatto perdere più del 50 per cento del raccolto in tutte le colture – spiega il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo -. Ora l’annata 2013, che doveva essere quella del riscatto, si sta rivelando anche peggiore della precedente e mette a rischio la stessa sopravvivenza delle imprese agricole, che non possono far fronte a perdite di reddito così ingenti e ripetute per due annate consecutive”.

Mauro Giuriolo, direttore Coldiretti Veneto

Mauro Giuriolo, direttore Coldiretti Veneto

Intollerabile l’indifferenza della politica. “Ma noi imprenditori agricoli non stiamo a lamentarci per le piogge – continua il presidente – perché conviviamo da sempre con le bizze del clima, anche se è evidente che, in questo momento, la preoccupazione per il futuro delle nostre aziende è tanta. Quello che però diventa intollerabile è l’assoluta indifferenza della politica agricola regionale ed i proclami di fantomatiche piogge di soldi sulle imprese agricole, che continuiamo a sentire e non vediamo mai. E proprio in un momento di estrema criticità per le imprese agricole, ormai in carenza di liquidità, esposte a due annate di investimenti e spese che non sono rientrati”. “Visto che i soldi ci sono – conclude Giuriolo – devono essere stanziati subito e adesso”.

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

Manzato: “Prima di parlare, informarsi sui provvedimenti regionali”. “Quella di un intervento creditizio alle aziende agricole danneggiate dall’eccessiva pioggia è certamente una richiesta legittima, rispetto alla quale voglio però ricordare che abbiamo già battuto non uno ma due colpi”. Franco Manzato, assessore regionale all’agricoltura, risponde così alla richiesta di credito agevolato di conduzione formulata dal presidente della Coldiretti di Rovigo per le aziende la cui produzione sta subendo la conseguenza del maltempo di questi mesi di primavera. “Su mia iniziativa, ed è questo il primo colpo battuto – spiega Manzato – nella legge finanziaria regionale è stato inserito l’articolo 29, che consente di destinare i fondi statali dell’ex obiettivo 5a agli interventi contro le avversità atmosferiche. Senza quell’iniziativa, il credito della Regione sarebbe finito fra le entrate indistinte del bilancio. Il secondo colpo: l’11 aprile scorso, ho appunto proposto alle organizzazioni professionali di utilizzare quei fondi, tra le alternative possibili, proprio per i prestiti alle imprese, in coordinamento con l’intervento sui prestiti di conduzione previsto dalla Legge Regionale “anticrisi”, la n. 16 del 2009, per il quale in bilancio ho fatto iscrivere 4 milioni”.

Necessario anche l’accordo tra le associazioni di categoria. “So bene che ci sono procedure complesse attualmente in corso per il concreto utilizzo dei fondi (accertamento entrata, iscrizione, bando, ecc.), problema sempre brutto, ancorchè noto e non sempre rimediabile. Ma, giusto per amore di completezza dell’informazione, ricordo che sulla proposta della Regione di utilizzo coordinato dei fondi per le avversità e per il credito di esercizio non ho avuto valutazioni univoche da parte delle organizzazioni professionali. Per questo è già convocata per lunedì prossimo una riunione che auspico risolutiva, così da poter procedere con l’adozione dei provvedimenti di Giunta concertati. Già che siamo in argomento – conclude Manzato – invito le organizzazioni ad essere più prudenti nel richiamare eventuali stime di danni da avversità, soggetti ad assicurazione agevolata ma che spesso vengono usate da altri segmenti della filiera per alzare i prezzi al consumo senza alcun beneficio concreto per gli imprenditori”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo/Regione Veneto)

Ruolo Consorzi Agrari. Confagricoltura Veneto: “Devono tornare ad essere organismi economici bene amministrati al servizio di tutti gli agricoltori”.

agricolturaLa vita delle aziende agricole è sempre stata accompagnata dalla presenza certa e rassicurante dei Consorzi agrari, punti di riferimento sui quali poter contare per l’acquisto dei mezzi di produzione ma anche per la collocazione del prodotto e per la soluzione di problemi tecnici vari. La crisi, che da qualche anno ha colpito questi organismi, non può quindi lasciare indifferente il mondo agricolo, in quanto propone scenari nuovi davanti ai quali è necessario prendere posizione nell’interesse dei produttori.

Tradito il mandato a loro conferito? Il primo dato è che i Consorzi agrari, pur con le differenze anche notevoli che si registrano da un caso all’altro, nel complesso stanno tradendo il mandato loro conferito e la fiducia tradizionalmente riposta in loro dagli agricoltori. Organismi di questa natura, infatti, a base cooperativa e strettamente legati alla vita delle aziende agricole, conservano una ragione d’essere solo in presenza di alcuni requisiti essenziali, in assenza dei quali è non solo lecito ma perfino doveroso dubitare della loro utilità. Ci si riferisce, in primo luogo, a quella che, con termine semplice ma eloquente, si suole chiamare una buona gestione, basata su bilanci in ordine e in grado di restituire un utile ai soci. Questo elemento di base, invece, comincia a mancare sempre più spesso nei Consorzi agrari, molti dei quali, e non fra i più piccoli, si trovano sull’orlo del fallimento, mentre la loro situazione peggiora di giorno in giorno. Né i Consorzi, altro requisito che dovrebbero possedere, sembrano in grado di allargare la base sociale o almeno di conservare la fiducia dei soci già acquisiti, dando vita a progetti condivisi che facciano sentire tutti gli agricoltori ugualmente importanti e coinvolti nella vita di quella che dovrebbe essere la loro casa comune.Ormai da tempo, infatti, si registra il rischio che organismi nati per servire tutta l’agricoltura senza distinzioni di parte diventino dei centri di potere controllati da un’unica sigla sindacale.

Passare dalla fase critica a quella propositiva. Di che utilità possono essere per le aziende agricole, dunque, dei Consorzi agrari gestiti male, in modo poco trasparente, e che non hanno la fiducia di tutti i soci, molti dei quali, e non i meno rilevanti sul piano economico, si sentono esclusi dalle scelte adottate? La risposta è ovvia. Nello stesso tempo, però, è necessario passare dalla fase critica a quella propositiva. Posto che i Consorzi agrari così non vanno e soprattutto non servono, si può fare qualcosa perché recuperino almeno una parte della perduta credibilità ed efficacia operativa? Forse sì, ma certamente non è utile accorparli, i pochi che ancora funzionano insieme agli altri che presentano livelli diversi di dissesto, all’interno di una nuova centrale cooperativa, la cui conduzione risulta fortemente accentrata a livello nazionale e quindi dovrà obbedire a logiche che non possono coincidere con le esigenze economiche dell’agricoltura del territorio.

Rischio di frammentare ancor più il mondo agricolo. Inoltre, la costituzione di questa nuova sigla sindacale non potrà che aggravare disorientamento e frammentazione nel mondo agricolo, cioè quei difetti che ne costituiscono il principale fattore di debolezza e che altri si sforzano invece di sanare, per esempio attraverso la nascita del coordinamento Agrinsieme, che raccoglie Confagricoltura, CIA e l’Alleanza delle cooperative agroalimentari. Da una parte, dunque, il tentativo di dare una voce unica ed un punto di riferimento certo al mondo agricolo, per accrescerne la forza ed il potere contrattuale a tutti i livelli; dall’altra l’iniziativa, anacronistica e non rispondente alle attese degli agricoltori, di creare una nuova associazione in campo cooperativo, parte di un progetto più ampio che prevede l’assimilazione a diverso titolo anche dei Consorzi di difesa, delle Associazioni allevatori, dei Consorzi di bonifica. A questo punto, si potrebbe anche pensare di abbandonare a se stessi i Consorzi agrari perché espressione di un sistema non più adatto alle esigenze degli agricoltori. Eventuali tentativi di recupero si presentano sempre più difficili, a causa della adesione dei Consorzi alla nuova centrale cooperativa, adesione che li pone inevitabilmente in contrasto con il restante mondo cooperativo, al cui interno, invece, avrebbero potuto trovare un sostegno ed una nuova legittimazione sul piano operativo ed economico. Sarebbe interessante sapere che ne pensano in proposito gli agricoltori.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

3 maggio 2013, la stampa agricola festeggia Alberto Rizzotti, fondatore de L’Informatore Agrario

InvitoVenerdì 3 maggio 2013, a partire dalle ore 10,30, la stampa agricola veneta è invitata a partecipare all’incontro organizzato a Verona, presso la sede de L’Informatore Agrario (via Bencivenga Biondani 16) per festeggiare Alberto Rizzotti, che compirà a breve 101 anni, e che ha fondato la rivista nl 1945.

Bisogno del mondo agricolo di una buona informazione. L’incontro non vuole essere una celebrazione, piuttosto un doveroso omaggio alla persona, ovviamente, ma soprattutto una riflessione sull’informazione in agricoltura. In questi decenni è cambiato il mondo, è cambiata l’agricoltura, è cambiato il modo di raccontare e di affiancarla nelle trasformazioni. Da quelle prime «austere» pagine de L’Informatore Agrario a oggi quasi niente è rimasto uguale, se non il bisogno del mondo agricolo di avere una buona informazione.

Programma. 10.30 Saluti Giorgio Vincenzi, dfirettore responsabile di Vita in Campagna, Marco Limina,  direttore responsabile di Mad,  Antonio Boschetti,  direttore responsabile de L’Informatore Agrario, Flavio Tosi,  sindaco di Verona; 10.45 L’esperienza di Alberto Rizzotti, una vita dedicata alla divulgazione, Elena Rizzotti,  presidente Edizioni L’Informatore Agrario; 11.00 Il ruolo dei media tecnici nel progresso dell’agricoltura, Mimmo Vita,  presidente Unaga: 11.30 L’agricoltura veneta, un paniere di eccellenze,  Franco Manzato,  assessore regionale all’Agricoltura; 11.45 Il futuro dell’editoria tecnica, Giuseppe Reali,  amministratore delegato di Edizioni L’Informatore Agrario; 12.00 buffet.

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

Fisco e mondo agricolo, dialogo via web grazie all’intesa siglata da Agenzia delle Entrate, Confagricoltura e Cia del Veneto

Fisco web mondo agricoloLe associazioni di categoria del mondo dell’agricoltura del Veneto hanno siglato nei giorni scorsi un’intesa con il Fisco che ha l’obiettivo di incrementare l’utilizzo dei servizi telematici da parte degli iscritti in cambio di un’assistenza più rapida e personalizzata.L’accordo tra l’Agenzia delle Entrate, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto faciliterà l’accesso ai servizi di assistenza evitando inutili spostamenti e razionalizzerà al contempo l’afflusso dei contribuenti presso gli uffici riducendo le code.

In cosa consiste l’accordo. Il protocollo d’intesa tra l’Agenzia e le associazioni di categoria regionali segue l’accordo quadro siglato a livello nazionale e punta a incrementare l’utilizzo degli strumenti telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.  Le associazioni di categoria si impegnano a promuovere presso i loro iscritti l’utilizzo in particolare del canale telematico “Civis” e della posta elettronica certificata con l’obiettivo di limitare le richieste presso gli uffici alle sole questioni non risolvibili per via telematica. l’Agenzia si impegna a fornire risposta alle richieste di assistenza inviate tramite Pec o di riesame di irregolarità e delle cartelle di pagamento inviate attraverso “Civis” entro 10 giorni lavorativi. Inoltre l’Agenzia fornirà agli iscritti assistenza prioritaria creando un canale riservato, denominato “Cup Convenzioni”, attraverso il quale potranno essere prenotati appuntamenti presso gli uffici territoriali per tutte le tipologie di servizi non disponibili tramite canale telematico. E’ prevista inoltre la costituzione di un osservatorio regionale formato da rappresentanti delle organizzazioni per monitorare il flusso delle richieste, intervenire per la risoluzione di eventuali criticità che verranno riscontrate e proporre interventi migliorativi.

Semplificare nel segno della fiducia reciproca. I presidenti di CIA e Confagricoltura Veneto, Flavio Furlani e Giangiacomo Bonaldi, hanno espresso soddisfazione per la conclusione dell’accordo con l’Agenzia delle Entrate: “E’ fondamentale – hanno precisato i presidenti – che si porti a buon fine l’obiettivo di semplificazione dei rapporti con il contribuente che è al centro dell’accordo, per creare un clima di fiducia fra il contribuente stesso e l’Agenzia”. Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate del Veneto, Giovanni Achille Sanzò, ha aggiunto che “l’accordo contribuirà a limitare il tempo che le aziende dovranno dedicare agli adempimenti burocratici, con sicuri ritorni positivi anche di natura economica fondamentali, specie in questo periodo, per la competitività generale del nostro sistema produttivo”.

(Fonte: Confagricoltura Veneto/Cia Veneto)

L’Asparago di Conche (Pd) incontra a tavola la cucina chioggiotta

Asparago conche locandina(di Umberto Tiozzo, socio Argav) – Torna per il secondo anno il binomio asparago e cucina tipica chioggiotta con una serie di iniziative proposte da Ascom Confcommercio, in sinergia con la Cooperativa CAPO di Conche di Codevigo (Pd) e il patrocinio del Comune di Chioggia.Il calendario si apre giovedì 18 aprile alle 20.30 con la cena di gala negli stand della XXV Festa dell’Asparago di Conche.

La cena di Gala a Conche. Per la serata inaugurale cinque ristoranti di Chioggia propongono ricette innovative in cui il sapore delicato dell’asparago si sposa ai prodotti tipici di Chioggia, dal pesce agli ortaggi. Danno il benvenuto i piccoli club-sandwich con guacamole di asparagi verdi e giardiniera di asparagi in agrodolce dell’enoteca Fronte del Porto, a questi segue l’antipasto, vellutata di asparagi, gamberoni, pancetta croccante e polvere d’uovo del ristorante Garibaldi; quindi, come primo piatto, lo spaghetto gratinato, capesante e mazzancolle con variazione di asparagi proposto dal ristorante El Fontego e, come secondo piatto, la caramella di sanpiero con asparagi e verdurine del ristorante El Gato. Conclude la sfera di pistacchio allo zucchero di stevia con asparago caramellato, dessert proposto dal ristorante Aurora. Ultime prenotazioni presso la direzione CAPO, tel. 049.5845293, fino ad esaurimento posti (costo 40 euro a persona).

I festeggiamenti a Chioggia da aprile a maggio. Si prosegue dal giorno successivo nel week end del 19, 20 e 21 aprile col mercatino “DiGusto” in Corso del Popolo a Chioggia con degustazioni e assaggi di ricette a base di asparago. A maggio l’iniziativa si sposta nei cinque ristoranti della cena di gala con altrettante serate a tema: il 2 all’enoteca Fronte del Porto (339.7082627), l’8 al ristorante El Gato (041.400265), il 15 al ristorante Aurora (041.493006), il 22 al ristorante El Fontego (041.5500953), e il 29 al ristorante Garibaldi (041.5540042). «La manifestazione mira a esaltare le tipicità del territorio, promuovendo contemporaneamente la nostra città – spiega il presidente di Ascom, Alessandro Da Re – la sinergia con la CAPO di Conche e i suoi produttori di asparagi è stata un successo lo scorso anno e contiamo di ripeterlo quest’anno. Abbiamo delle eccellenze, come il nostro pesce e gli asparagi, che combinate assieme possono dar vita a sapori nuovi e particolarmente graditi».

Asparago ConcheL’asparago di Conche si coltiva da oltre mezzo secolo sui terreni di origine alluvionale ad alta salinità e ricchi di limo tipici della gronda lagunare alle spalle di Chioggia, che gli conferiscono caratteristiche uniche ed inconfondibili dal punto di vista organolettico. La produzione è di circa 3000 quintali, commercializzati col logo territoriale ADC (Asparago di Conche). Pur con un ritardo di una ventina di giorni a causa del perdurare delle avverse condizioni climatiche, la produzione del gustoso turione si presenta buona e di aspetto invitante; se il tempo resterà favorevole potremo portarlo sulle nostre tavole anche fin oltre la fine di maggio.

Paolo Sartori alla guida di Giovani Impresa di Coldiretti Rovigo

gi sartori

da dx Paolo Sartori, il segretario Romeo Boaretto, il presidente provinciale Mauro Giuriolo, Enrico Zanellati, delegato uscente

Paolo Sartori, 24 anni, perito agrario ed imprenditore agricolo di Adria, è il nuovo delegato provinciale del movimento Giovani impresa, gli imprenditori under 30 di Coldiretti Rovigo. Succede ad Enrico Zanellati, che ha esaurito i due mandati consecutivi e che resterà delegato per la zona di Porto Tolle.

Chi è il neo-eletto. L’elezione è avvenuta lo scorso 4 aprile, all’unanimità, a Rovigo, nella sede storica di Coldiretti, dove i delegati di sezione di Giovani impresa sono convenuti per l’assemblea di rinnovo cariche. Con l’elezione di Sartori si completa la rosa dei ruoli istituzionali della Coldiretti polesana, che assume il suo assetto definitivo fino al 2016. “Sono fiducioso di trovare nei miei coetanei imprenditori del movimento una grande energia ed un’iniezione di fiducia che si possa trasmettere anche all’intera organizzazione. – commenta Paolo Sartori a caldo – Vogliamo credere nel futuro e vogliamo coltivare la speranza di migliorare la nostra attività imprenditoriale, la nostra agricoltura e, perché no?, anche la nostra società”. Paolo Sartori conduce col fratello Giovanni, anche lui perito agrario, un azienda agricola di circa 90 ettari, tra terreni in proprietà ed in affitto, in quel di Bellombra di Adria. Le produzioni sono prevalentemente cerealicole, per lo più destinate all’allevamento zootecnico aziendale: circa 300 bovini da carne di razza Chevrolet ed incroci irlandesi. L’azienda Sartori è socia Azove, cooperativa di produttori di carne a garanzia di provenienza con marchio “Certa”.

Il comitato provinciale. Il nuovo delegato provinciale Paolo Sartori, siederà di diritto nella giunta e nel consiglio direttivo di Coldiretti Rovigo. A guidare il movimento polesano sarà spalleggiato dal neo-nominato comitato provinciale di Giovani impresa Rovigo, rinnovato all’80 per cento. I componenti del comitato sono: Anna Maria Tavian, delegata in rappresentanza della zona di Badia, Enrico Paramatti delegato per Ficarolo, Nicola Prearo per Fiesso, Andrea Bragioto per Lendinara, Enrico Zanellati per Porto Tolle, Ilaria Paparella per Rovigo esterno, Matteo Bovo per Rovigo interno ed Andrea Guidarini per Taglio di Po.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

OPO Veneto organizza a Cimadolmo un punto di raccolta degli asparagi IGP

punte-asparagiOPO Veneto entra in maniera più diretta e operativa nel territorio dell’asparago Igp, bianco e verde, di Cimadolmo, sulle rive trevigiane del fiume Piave. Con la stagione appena cominciata, organizza un centro raccolta che farà da riferimento per i produttori di asparago.

Produzione 2013 in linea con il 2012. L’Organizzazione di produttori con sede centrale a Zero Branco (Treviso) può così presentarsi sul mercato con la serie completa degli asparagi veneti con il marchio di tutela comunitario Igp (Cimadolmo e Badoere) e Dop (Bassano del Grappa). Commercializza, inoltre, produzioni di altre aree della regione, tradizionalmente vocate alla coltura del’asparago quali il Padovano ed il Veronese dove si concentra oltre il 50 per cento del totale della produzione veneta (che è stimata attorno alle 8.300 tonnellate). Gli asparagi di Cimadolmo, nonostante il cattivo tempo, stanno promettendo bene. La produzione 2013 si annuncia sullo stesso livello dello scorso anno (oltre 5 mila quintali). Ci sarà forse una piccola lievitazione, dovuta al fatto che è leggermente aumentata la superficie coltivata. Per ora si raccolgono i turioni bianchi sotto serra, che rileva Flavio Peterle, presidente del Consorzio di tutela, si presentano con il loro più elevato standard di bontà e croccantezza. Ci si sta, intanto, preparando anche alla raccolta delle coltivazioni all’aperto. Attorno all’asparago si sta attivando il territorio di 11 comuni del Medio Piave, compresi nell’area Igp: al loro storico ortaggio (si hanno testimonianze della loro coltivazione che risalgono al Cinquecento).

Iniziative. Si sta muovendo in particolare il mondo della ristorazione, con l’organizzazione di serate a tema, una disfida territoriale per offrire piatti nuovi, gustosi, attraenti. Sono coinvolti più di trenta locali. E’interessante il fatto che, con gli asparagi, in cucina sia data assoluta priorità ad altri prodotti tipici del territorio e siano serviti i vini pregiati del Piave. Un grande omaggio a quanto si produce sul posto: “un’operazione, quindi, anche culturale”, hanno rilevato il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e i sindaci di Cimadolmo Giancarlo Cadamuro e di Conegliano Floriano Zambon. Il via della stagione è stato dato con un incontro ufficiale nella scuola enologica di Conegliano, sempre in provincia di Treviso. Tra le proposte vi è il rilancio della Strada dell’asparago, della quale è presidente Graziano Dall’Acqua, che è anche alla testa della Pro Loco, promotrice di tutta una serie di iniziative per valorizzare l’ortaggio e di una festa di grande richiamo.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Sol&Agrifood 2013, quindici eccellenze del made in Italy premiate con il Golosario Prize. Tra queste, 3 aziende venete.

Immagine 4Con la con proclamazione dei vincitori del Golosario Prize ha chiuso ieri con grande successo Sol&Agrifood, la rassegna dell’agroalimentare di qualità made in Italy. E proprio la qualità e l’attenzione all’origine e ai metodi di produzione sono alla base del giudizio del Golosario Prize, il riconoscimento istituito in collaborazione con i critici enogastronomici Paolo Massobrio e Marco Gatti e assegnato da un’apposita commissione che, rigorosamente in incognito, ha avuto il compito di assaggiare i prodotti in esposizione.

“L’obiettivo di Sol&Agrifood – spiega Ettore Riello, presidente di Veronafiere – è quello di far emergere l’eccellenza della produzione agroalimentare per promuoverla verso i buyer esteri. In questo contesto anche il premio Golosario acquisisce, per le aziende vincitrici, un valore che va al di là del semplice riconoscimento”. Paolo Massobrio, con una squadra di 10 giornalisti ha passato al setaccio lo spazio food della manifestazione per raccontare le novità: “Sono state tante anche quest’anno – ha dichiarato Massobrio fondatore del movimento di consumatori Papillon alla cerimonia di premiazione – segno che c’è una vitalità non solo nel vino ma in tutta la filiera del gusto. Le birre, ma anche i vari prodotti sono sempre di più un’espressione delle ricchezze dei vari territori italiani. Ricchezze mai sondate prima d’ora, ma con un potenziale espressivo di grande impatto”. I nomi dei vincitori del Golosario Prize verranno inseriti nel best seller Il Golosario, che nelle sue 1.000 pagine fotografa la qualità dell’artigianato alimentare italiano diviso per regioni.

Sette le categorie di quest’anno del Golosario Prize, questi i vincitori. Sfiziosità: Pinna – Ittiri (SS) – Carciofini in olio extravergine di oliva denocciolato di Bosana;  Surianoli – Amantea (CS) – Salsa al peperoncino;  Azienda agricola 2 M – Cilavegna (PV) – Paté di fegato di lumache. Dolci e cioccolati: Loison – Costabissara (VI) – Colomba al mandarino tardivo di Ciaculli;  Avidano – Chieri (TO) – Rustico con amarena e cioccolato;  Pellegrini Fausto – Isola del Giglio (GR) – Panficato gigliese. Formagg:Il Caseificio di Roncade – Roncade (TV) – Rondò (latte vaccino, particolare). Salumi e carni:  Salumi Martina Franca srl di Francesco Carriero – Martina Franca (TA) – Capocollo;  Magrì Prosciutti – Ancona – Manzo vergine. BirreBirrone srl – Isola Vicentina (VI) – Gerica;  Maltovivo – Ponte (BN) – Noscia ambrata;  Sora Lama’ – Torino – Slurp 10 luppoli. Liquori: Liquorificio Bernard – Pomaretto (TO) – Serpoul. Pane, paste:  Danieli il forno delle Puglie – Bitonto (BA) – Taralli al finocchio;  Fabbrica della pasta di Gragnano – Gragnano (NA).

(Fonte: Verona fiere)