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Il Veneto delle Dop e Igp fa “sistema” per crescere

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Paolo Manzan, presidente Consorzio Radicchio rosso di Treviso Igp e Variegato di Castelfranco Igp

Nove consorzi di tutela di prodotti Igp e Dop del Veneto si sono messi insieme per progettare e realizzare attività promozionali e di valorizzazione delle produzioni a denominazione di origine. Insieme per “far sistema e crescere”. Hanno presentato, nell’ambito della Misura 133 del PSR, un progetto aggregato tra più consorzi di tutela che operano nel campo della salvaguardia, della promozione e valorizzazione delle denominazioni di origine. Il progetto comune denominato, “Promozione di qualità, ortofrutta, riso e olio del Garda, per crescere”, è stato approvato e finanziato dalla Regione Veneto. A tal fine i nove Consorzi hanno costituito un’Ati (Associazione temporanea dei imprese) con l’obiettivo di investire in sinergia e di valorizzare quindi al massimo le risorse messe a disposizione dal PSR (Piano regionale di sviluppo del Veneto).

Capofila del progetto, il Consorzio del radicchio Igp di Treviso e Castelfranco. E’ la prima volta che si mettano assieme tanti consorzi di tutela, e il fatto è rilevante per il valore di forza aggregante e per la capacità di sviluppare iniziative innovative, coordinate, capaci di far emergere, in tutte le loro potenzialità i prodotti di qualità e il territorio dove questi vengono coltivati. E’ un’esperienza, quindi, alla quale si guarda con grande interesse perché potrebbe far scuola. E’ un esempio di aggregazione, di coesione e di sinergia in un settore (quello dell’agroalimentare) nel quale si continua a “denunciare” l’eccessiva frammentazione e l’esasperato campanilismo, che impoveriscono anziché arricchire il tessuto economico e sociale. Capofila del Progetto è il Consorzio del radicchio Igp di Treviso e di Castelfranco, presieduto da Paolo Manzan. “Siamo convinti, commenta Manzan, che abbiamo cominciato un ottimo percorso. E’ tempo di muoversi insieme e di adottare strategie comuni per essere sempre più competitivi sui mercati”. Gli altri consorzi coinvolti sono quelli del Radicchio di Chioggia (presidente Patrizio Garbin), del radicchio di Verona (presidente Lorenzo Ambrosi), dell’insalata Igp di Lusia (presidente Alessandro Braggion), del riso vialone nano veronese (presidente Ernesto Artegiani), dell’olio extravergine del Garda (presidente Andrea Bertazzi), dell’asparago di Badoere (presidente Antonio Benozzi), dei produttori di marroni del Monfenera (presidente Antonio Fragosa) e dei produttori di marroni di Combai (Gianni Pagos).

In Veneto, 35 prodotti certificati. OPO Veneto, rileva il direttore Cesare Bellò, vede nel progetto una grande opportunità per valorizzare e far emergere sui mercati i prodotti di qualità certificata”. Il Veneto, con 35 prodotti certificati, è la prima regione italiana per numero di prodotti a marchio: 17 prodotti DOP e 18 IGP. Il comparto merceologico con più riconoscimenti è quello di verdura e frutta.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Giorgio Piazza, appena confermato alla guida di Coldiretti Veneto, lancia l’allarme “Nel bilancio regionale, solo spiccioli per l’agricoltura”

Giunta Coldiretti Veneto 2013“Il Veneto ha voltato pagina, la politica no”. Lo ha detto Giorgio Piazza, confermato Presidente regionale dall’ assemblea di Coldiretti Veneto, sottolineando i numeri di una rinnovata vocazione agricola che conta oltre 5 miliardi di euro maturati già 2011 di produzione lorda vendibile, un’occupazione positiva in una fase difficile per l’economia regionale ed un “tesoretto” di 2mila giovani agricoltori insediatisi negli ultimi tre anni.

La politica non dà il giusto peso economico al settore primario. “I “numeri” della politica sono invece ancorati ad una visione anacronistica del Veneto – ha proseguito Piazza – manifestando una contraddizione tipica del Nord-Est industrializzato: imprese di punta e politici che considerano il settore primario come una attività di risulta, complementare alle altre attività economiche”. Per il Presidente dell’organizzazione agricola, che ha tutti i numeri della rappresentanza: più di 66 mila tesserati ovvero quasi il 64 % delle imprese agricole iscritte alla Camera di Commercio, va recuperata, una visione coerente del settore agricolo che si è andata smarrendo negli anni convulsi della crescita del Veneto e che ora, con la crisi economico-finanziaria e dei modelli di sviluppo che fin qui hanno sorretto l’economia regionale, presenta possibilità concrete di rilancio. Da ciò discende la necessità di salvaguardia dell’impresa agricola come elemento imprescindibile per la crescita economica sostenibile della regione.

Risorse per il settore agricolo ridotte allo 0,61% del bilancio regionale. “La nostra – ha spiegato Piazza – e’ una terra di grandi prospettive con 811 mila ettari di superficie agricola utilizzata e 120 mila aziende deve fare i conti con un’urbanizzazione spesso sfrenata, con i cambiamenti climatici e con una carenza di regole più che di risorse. Il sistema politico – secondo Piazza – non è in grado di leggere le eccellenze, né di disegnare una strategia per il futuro. Lo dimostra il disinteresse quasi totale per un settore che sa reggere in questa fase di crisi che si protrae oramai dal 2008 e la “capacità di risposta” del bilancio regionale, dove l’impegno per il nostro settore si è ridotto allo 0,61% del totale, per la gran parte assorbito dalle agenzie regionali che svolgono funzioni prettamente di carattere amministrativo.

Cambiare per affrontare le sfide del futuro. A disposizione del settore primario, che pesa dunque poco più dello 0,5% del bilancio regionale, c’è solo un unico strumento di azione strategica: il Programma di sviluppo rurale, gettonatissimo, tanto da impegnare tutto il finanziamento, usufruendo anche di un surplus dall’asse ambientale per gli investimenti con il bando di 88 milioni di euro in corso, per l’alta capacità di spesa dimostrata. Mancando all’appello completamente la programmazione settoriale, addirittura un piano energetico che metta al centro l’anima green del territorio, una seria revisione degli enti strumentali (Avepa e Veneto Agricoltura), nonché le linee direttive per il credito per le aziende del comparto, con all’attivo leggi appena emanate e gia’ da correggere (Agriturismo), occorre guardare alle sfide dei prossimi anni mutando radicalmente atteggiamento in primis facendo un salto culturale che le imprese hanno già fatto.

Prossime elezioni politiche. “I segnali giunti fino ad ora non fanno ben sperare. Con una campagna sempre più sfruttata seminata per il biogas, con bacini di laminazione bloccati, Coldiretti con l’avvicinarsi della fase elettorale – ha concluso Piazza – non si nasconde e rende noto che avra’ cura di sostenere quei candidati delle forze politiche che con decisione nell’agire quotidiano si sono impegnati a favore dell’agricoltura, condividendo il nostro modello di agroalimentare e la nostra idea di sviluppo come chiaramente tracciato nei dieci punti nel documento “L’Italia che vogliamo” presentato alle segreterie dei partiti già nell’ottobre scorso”.

La nuova Giunta Coldiretti Veneto. Insieme alla conferma di Giorgio Piazza, imprenditore vitivinicolo di Annone Veneto (Ve),  è stata nominata anche la giunta esecutiva composta dai sette presidenti provinciali di Coldiretti: Silvano Dal Paos di Belluno, Walter Feltrin di Treviso, Martino Cerantola di Vicenza, Jacopo Giraldo di Venezia, Claudio Valente di Verona, Mauro Giuriolo di Rovigo, Federico Miotto di Padova. Nella stanza dei bottoni anche la responsabile di Donne Impresa, Franca Castellani, il delegato dei giovani agricoltori Alberto Mantovanelli e il responsabile degli over 65, Giovanni Cassandro.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Impianti fotovoltaici a terra, azione Regione Veneto contradditoria

impianto-solare-fotovoltaico-pannelli-fotovoltaici-conto-energia«Abbiamo sostenuto sempre il nostro “no” coerente e convinto, agli impianti fotovoltaici industriali su terreno agricolo (non a quelli agricoli, connessi all’impresa agricola), e continuiamo a farlo anche adesso, nel caso di questi ultimi progetti in discussione, che riguardano i comuni di Castelgugliemo, Pincara, Fiesso, Canaro e Adria». Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, intervenendo lo scorso 10 gennaio a Fiesso, in una riunione indetta coi soci sottoposti ad esproprio dalla Direzione Urbanistica della Regione Veneto.

Esproprio sui terreni prima ancora di sapere se gli impianti saranno approvati. E’ in itinere, infatti, l’approvazione di due impianti fotovoltaici a terra, in piena campagna, a Castelguglielmo e a Pincara, (rispettivamente di 12,99 ettari per la potenza di 4.462 kWp e di 7,74 ettari per 3.069,6 kWp,) che saranno collegati da un mega elettrodotto di sei chilometri che andrà fino a Canaro e che attraverserà letteralmente quasi 50 proprietà private. Prima ancora di sapere se questi impianti saranno approvati e prima di ogni dichiarazione di pubblica utilità, la Direzione Urbanistica ha pensato bene di avviare l’esproprio sui terreni che dovrebbero essere attraversati dai pali della corrente elettrica e che farebbero da collegamento fra i due impianti con la cabina primaria di Canaro.

Regione Veneto in piena contraddizione. “Siamo in presenza di un procedimento anomalo – ha spiegato il direttore di Coldiretti, Adriano Toffoli – e assistiamo al disallineamento della volontà politica regionale rispetto agli uffici amministrativi. Da un lato la Giunta ha approvato il 7 agosto 2012 una delibera per impedire il consumo di suolo agricolo da parte di impianti solari a terra e proprio il 10 gennaio scorso – continua Toffoli – è stata approvata all’unanimità dalla terza commissione consiliare, ed è pronta per l’ok del consiglio, la delibera che fermerà definitivamente la coltivazione di pannelli solari nei campi agricoli; dall’altro lato la Direzione regionale urbanistica se ne esce con questo esploit, senza mai nemmeno aver tentato un accordo bonario, come solitamente fanno le altre direzioni regionali. Il tutto – spiega Toffoli – in presenza di una normativa che ha tolto gli incentivi statali per i nuovi impianti a terra e, pertanto, non sarà più economicamente conveniente metterne in funzione di nuovi».

Difendere la terra, strumento primario di lavoro. Nella riunione, partecipata da tutti i soci sottoposti ad esproprio, oltre a qualche associato di altre organizzazioni, si è redatto e firmato un documento di osservazioni tecniche e sindacali, che sarà spedito alla Direzione Urbanistica e agli assessorati regionali di competenza. Intanto, Coldiretti Rovigo, fin dalle prime notizie sulla questione, ha attivato la consorella Coldiretti Veneto ed entrambe, lo scorso dicembre, hanno fatto pervenire una lettera ufficiale ai vertici regionali. «Ci attiveremo in tutte le sedi e a tutti i livelli – ha concluso il presidente Mauro Giuriolo – per difendere quello strumento primario di lavoro di cui ogni agricoltore ha bisogno, che è la nostra terra. Abbiamo la fortuna di avere ancora un paesaggio rurale sano – ha aggiunto – verde, non antropizzato e con terreni che producono delle eccellenze dell’enogastronomia. Ci batteremo per difenderlo dagli speculatori senza scrupoli, che mettono solo il profitto nella loro scala di valori».

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Economia, nel 2012 tiene l’agricoltura veneta

Immagine 1Il barometro della congiuntura economica europea e internazionale indica ancora “brutto”. Ad esempio il PIL Veneto 2012 è stimato in calo del 2,1%. Dentro a questo quadro la sostanziale tenuta del settore primario veneto, rispetto al 2011, è una notizia confortante. Lo è ancora di più considerato che lo scorso anno l’andamento meteorologico anomalo, caratterizzato da elevate temperature ed un prolungato periodo di siccità, ha sicuramente penalizzato il comparto agricolo; ne hanno sofferto in particolare mais e soia.

Manzato: “Razionalizzare le risorse per un settore primario che crea reddito e lavoro”. L’outlook che gli esperti di Veneto Agricoltura hanno presentato ieri in Corte Benedettina a Legnaro (Pd), presenti l’Assessore regionale e il Commissario Straordinario dell’Azienda sull’annata agraria 2012, non lascia spazio alle interpretazioni. Proprio secondo l’Assessore Regionale all’agricoltura, confortato da dati che confermano i punti di forza dell’agricoltura e dell’agroalimentare veneto, ha ribadito la necessità di razionalizzare le risorse pubbliche e supportare con efficienza il tessuto economico del settore primario in grado di creare reddito e lavoro. Dimensioni aziendali adeguate, sostegno a ricerca ed innovazione, rafforzamento dell’ufficio regionale in Europa, lotta alla contraffazione, in vista della nuova Pac (Politica agricola comunitaria) e nuovo PSR (Programma di Sviluppo Rurale), gli obiettivi principali. Sulla stessa linea il Commissario Straordinario di Veneto Agricoltura che ha evidenziato il ruolo che l’Azienda di Legnaro (Pd) continua a esercitare sulla ricerca e sull’innovazione per le imprese e sulla progettazione europea a sostegno della competitività del settore.

I dati. Il fatturato complessivo, grazie ai prezzi in crescita, si è attestato su un livello leggermente superiore rispetto al 2011 (5,27 miliardi di euro, +0.5%). Sulla produzione delle coltivazioni agricole domina però, mediamente, il segno negativo, proprio a causa dell’andamento meteorologico sfavorevole. Cresce lievemente, come detto, il valore della produzione (+0.5%), diminuisce il numero delle imprese agricole (-2,1%, soprattutto ditte individuali mentre aumentano società di persone e di capitali); continua l’incremento del numero di occupati (+11%, più donne e dipendenti) aumenta l’export di prodotti agroalimentari (+9%) e si riduce il deficit della bilancia commerciale (-32%).

La contrazione delle aziende. Nel dettaglio, ha interessato tutte le province ad esclusione di quella di Belluno; in particolare Padova (-3,1%) e Venezia (-2,9%) dimostrano perdite superiori alla media regionale. Verona, con 17.100 imprese agricole attive (-2,1%) si conferma la prima provincia in Veneto (23,5% delle aziende), seguita da Treviso (15.430, -1,2%) con il 21,2% e Padova (14.940 aziende), dove si localizza il 20,5% delle imprese agricole regionali.

I risultati di singole colture. Cereali: produzioni in aumento per i cereali autunno-vernini (frumento tenero +26%, frumento duro +11% e orzo +6%) e in diminuzione per quelli primaverili-estivi (mais -35%, riso -10%). Il mais si conferma prima coltura in Veneto con 270.000 ettari (+10%), in aumento anche la superficie a frumento tenero (+4%), mentre calano gli ettari coltivati a frumento duro (-5%), orzo (-9%) e riso (-15%). Colture industriali: ripresa degli ettari per barbabietola da zucchero (+39%, produzione +23%) ma per il meteo cala la resa (-12%). Anche la soia ha sofferto la siccità estiva (-43%), calo dovuto anche alla contrazione della superficie (-11%); bene i prezzi di mercato piuttosto elevati soprattutto in corrispondenza della nuova campagna di commercializzazione. Male per tabacco (-37% conseguenza di una notevole diminuzione della superficie -46%), girasole (-13%) e colza (-16%). Buona invece la tenuta per patate e ortaggi che confermano le superfici aumentando leggermente il valore della produzione (+1,2%). Mercati per queste colture sono stati altalenanti: il prezzo medio annuo ha subìto un calo per radicchio (-8%) e patata (-15%); rialzi invece per lattuga (+18%) e fragola (+24%). Le colture frutticole non ridono: melo -5%, pero -12%, pesco -13%. Tuttavia la minore offerta e la buona qualità del prodotto hanno consentito di spuntare prezzi vantaggiosi. La vitivinicoltura veneta ha subìto una contrazione produttiva significativa sia in termini di produzione di uva (-7%) che di vino (-13%) a causa dell’andamento meteorologico anomalo. La contrazione dell’offerta ha sostenuto però i listini, determinando per il terzo anno consecutivo l’aumento dei prezzi delle uve (mediamente +10%) e un’ottima tenuta di quelli dei vini.

Zootecnia. Questo settore ha avuto risultati alterni ma complessivamente positivi. Il prezzo del latte, la cui produzione si è da qualche anno stabilizzata intorno a 11 milioni di quintali, ha subìto una contrazione di circa il 5% dopo la ripresa dell’anno precedente. Bene le vendite di carne bovina e suina (rispettivamente +10% e +5%), stabili le quotazioni degli avicoli e in notevole aumento il prezzo delle uova. Ma, il forte incremento di prezzo di mais e soia nella seconda parte dell’anno ha ridotto significativamente il margine di redditività degli allevamenti. Pesca: in calo i quantitativi raccolti nei primi 6 mesi del 2012 da quella marittima a livello regionale (-3%), mentre il prezzo medio di vendita del pescato è sceso di circa il 9%. Note positive invece dalla produzione di molluschi bivalvi, tornata a livelli di normalità dopo la crisi che ha attanagliato il settore dal 2008 al 2011. Info Report Completo e Slide di presentazione: Veneto Agricoltura.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Siccità in Veneto, pubblicato il provvedimento ministeriale, domande entro il 21 febbraio 2013

siccitaE’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 5 del 7 gennaio 2013 il decreto ministeriale 5434 del 7 dicembre 2012 che dichiara, su richiesta della Regione del Veneto, l’esistenza del carattere di eccezionalità per la siccità nel periodo 1 giugno – 2 settembre dello scorso anno nelle province di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. La fortissima siccità estiva dello scorso anno, seguita ad un periodo invernale di scarse precipitazioni – ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura – ha fortemente compromesso i redditi di molte aziende e questa iniziativa consente di poter sostenere la ripresa dell’attività produttiva a quanti hanno visto compromesso il proprio reddito e la propria capacità di disporre di liquidità ordinaria, sulla base delle risorse nazionali disponibili.

Domande ad Avepa. Le imprese agricole ricadenti nei territori già delimitati dalla Regione che hanno subito un danno superiore al 30 per cento della normale produzione lorda vendibile, potranno presentare richiesta di indennizzi compensativi, in deroga alle previsioni contenute nel piano assicurativo agricolo 2012, entro giovedì 21 febbraio 2013 agli Sportelli Unici del’Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura (Avepa). Per semplificare la presentazione delle domande da parte delle imprese agricole AVEPA è stata incaricata di predisporre una specifica procedura che consenta la compilazione utilizzando automaticamente i dati utili del fascicolo aziendale. Nel sito di AVEPA sono consultabili la normativa di riferimento e le modalità di presentazione delle richieste.

Buona regola per il futuro assicurarsi. E’ chiaro in ogni caso – ha ribadito l’assessore regionale – che, di fronte ad eventi meteorologici similari futuri, gli imprenditori agricoli non potranno più fare affidamento né sulla buona sorte né sulla ripetizione di simili interventi: assicurarsi deve diventare una normale decisione economica imprenditoriale e il relativo costo deve essere messo a bilancio. In futuro, gli indirizzi del settore primario non potranno prescindere da una reale prevenzione economica del danno attraverso gli strumenti assicurativi, da incentivare nell’ambito della prossima programmazione Europea, mentre servono l’ottimizzazione e la massima valorizzazione delle risorse idriche, per il quale è stata chiesta la piena disponibilità finanziaria del Governo.

(Fonte: Regione Veneto)

Pagamenti AVEPA agli agricoltori comunicati tempestivamente via mail

ImmagineUna e-mail avviserà gli agricoltori veneti del pagamento da parte di Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura) degli aiuti richiesti, anticipando di qualche giorno l’informazione rispetto al momento dell’effettivo accredito dei soldi in conto corrente, che può variare a seconda dei giorni di valuta tra banche.

Un servizio gratuito, attivo da dicembre 2013. Avepa ha attivato questo nuovo servizio di comunicazione rapida dell’avvenuto pagamento di aiuti e contributi con l’obiettivo di aiutare gli agricoltori ad affrontare gli impegni assunti organizzando e pianificando al meglio la propria attività. Il servizio è gratuito e può essere attivato semplicemente comunicando un indirizzo di posta elettronica (meglio se certificata) a chi detiene il fascicolo aziendale, cioè al proprio Centro di assistenza agricola (CAA) o allo Sportello unico agricolo di Avepa. Avepa invita tutti gli agricoltori a cogliere questa opportunità che va nella direzione già intrapresa dall’Agenzia di ampliare l’offerta di servizi e di riuscire, anche in tempi di spending review, a fare meglio con minori costi.

(Fonte: Regione Veneto)

“Università e scuole, date spazio alle abilità manuali”, l’invito di Donne Impresa Coldiretti Veneto per recuperare i lavori perduti

consiglio regionale donne impresaUn master dei mestieri all’università e il ripristino della lezione di applicazioni tecniche nelle scuole medie, è questa la proposta del coordinamento di Donne Impresa Coldiretti Veneto, che ieri a Mestre ha presentato l’officina itinerante delle arti povere, un’idea per coinvolgere tutti gli istituti scolastici nell’obiettivo di salvare un patrimonio professionale e culturale in via di estinzione ovvero la capacità di saper fare con le mani.

donne impresa all'opera

Donne Impresa Coldiretti Veneto all’opera

I mestieri a rischio estinzione. Se come dicono le statistiche tra dieci anni ci saranno solo 3mila casari, ovvero gli occupati attuali del settore di età compresa tra i 15 e i 24 anni in quanto quelli over 65 anni sono 17mila, sono a rischio i formaggi della nostra storia, cosi come i salumi e gli insaccati visto che il lavoro del norcino è praticato ormai dagli anziani. Stessa sorte potrebbe essere riservata anche a  sarte, ricamatrici, impagliatori, falegnami, potatori. L’elenco dei lavori perduti che hanno fatto la ricchezza del nord est è lungo,  tanto da aver convinto le imprenditrici agricole di Coldiretti a lanciare un appello per il ritorno a queste professioni, almeno come ore di studio affinchè  siano tramandate con rinnovato interesse ai giovani.

Attività formativa già in atto. Questa presa di coscienza viene proprio dalla parte rosa dell’agricoltura, cioè quel 30 percento del totale regionale che conta 120 mila imprese e che,  a tutti gli effetti,  rappresentano le realtà più informatizzate, d’avanguardia, allineate coi sistemi moderni di comunicazione per seguire amministrazione  o per collegarsi direttamente con un clic al mercato globale. Forti del progetto di Educazione alla Campagna Amica che ogni anno fa aderire circa 10 mila studenti impegnati attivamente in laboratori di cucina, orti sociali, campi verdi, vacanze green, visite in fattorie didattiche, le donne di Coldiretti invitano docenti e presidi a valutare l’ipotesi di introdurre nell’orario scolastico lo spazio per sviluppare attitudini e abilità manuali.

Le agricoltrici venete riconfermano alla presidenza la veronese Castellani. “Non si tratta di un attacco nostalgico – spiega la neo eletta Franca Castellani  – ma di una semplice riflessione che parte dal granaio di saperi della campagna, la stessa che ha dimostrato, anche con i numeri, di poter battere la crisi praticando un’economia solidale secondo la tradizione reinterpretata in chiave nuova. Attori di questo ritrovato sviluppo sono proprio i giovani che scelgono di fare i pescatori, i pastori, vivaisti, allevatori, orticoltori.

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I lavori eseguiti dalle agricoltrici di Donne Impresa Veneto Coldiretti

L’agricoltura è un’economia reale non virtuale, produce con la manualità delle cose semplici e crea addirittura business – continua Castellani,  che ha illustrato alla stampa come Agnese intreccia cartocci di pannocchie facendo eleganti cestini,  come Mariella ricicla gli indumenti per trasformarli in articoli regalo, Laura si inventa segnaposto con la frutta secca, come Monica fa con la semplice farina di mais e l’acqua il “didò” casalingo,  come Florina lavora a maglia e all’uncinetto per fare gioielli e creazioni alla moda e Caterina, come terapia rilassante, regala agli ospiti del suo agriturismo lavoretti con la lana per souvenir. E tanto altro ancora lasciato all’immaginazione tipo i gusci di chiocciole di Elisanna che diventano profuma biancheria o variopinti addobbi natalizi, i quadri dipinti  con i colori vegetali o  i segreti della bellezza di Franca con i saponi naturali fatti in casa.

Riduzione dello spreco, attenzione alla terra e alla biodiversità. “La società agricola con questa saggezza è una garanzia – prosegue Castellani – ed è molto più avanti della politica sull’individuazione di pratiche virtuose per un futuro migliore sintetizzato in riduzione dello spreco, attenzione alla terra e alla biodiversità”. Anche in questa occasione non è mancato il riferimento alla sana alimentazione sviluppata anche attraverso la modalità della scelta dei prodotti di qualità che esprime quanto gli agricoltori siano molto di più di una componente del sistema economico, c’è una visione olistica più forte. Basti pensare che dietro ai contadini ci sono i panettieri, i salumai, ci sono le mense, ci sono i cuochi. C’è un’umanità anche intorno al cibo quotidiano che determina uno dei valori aggiunti più straordinari per l’Italia e se si continua a cercare questa benedetta crescita senza accorgerci che ci siamo seduti sopra, si perde solo del tempo.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Coldiretti: “I regali” sotto l’albero per l’agricoltura veneta, chiaro esempio di federalismo imperfetto”

agricolturaBalzelli burocratici, rimpalli tra assessorati, delibere in sospeso: la politica regionale chiude cosi non solo un anno, ma anche la porta in faccia a tutti i tentativi di semplificazione in agricoltura. Coldiretti Veneto elenca una serie di “regalini” sotto l’albero che evidenziano quanto il settore primario sia ignorato dalla strategia politico ed economica regionale, come se non fosse l’unico comparto che crea ancora occupazione e muove l’interesse delle nuove generazioni sviluppando una produzione lorda vendibile che supera i 5 milardi di euro.

Controlli sanitari per gli agricoltori, esonero ma non per il passato. Tanto vale fare cassa sventolando in una delibera della Giunta, quella della Vigilia di Natale, un esonero sui controlli sanitari per gli agricoltori già previsto da leggi nazionali, fatto salvo richiedere la riscossione delle annate precedenti vale a dire 800 euro ad azienda, cantina o laboratorio. Il riferimento è un decreto legislativo, il numero 194 del 2008, in nome del quale saranno inviate le cartelle agli imprenditori veneti considerati inadempienti a causa di una mancata presa di posizione a tempo debito come han fatto invece altre Regioni confinanti, visto che la normativa comunitaria originaria, di fatto, escludeva a priori la produzione primaria trasformata da questo procedimento. Come se le attività agroalimentari interessate non fossero già oggetto di una pluralità di verifiche di vario genere per comprovare la qualità e la salubrità di prodotti tipici.

Fotovoltaico a terra, molte le contraddizioni regionali. Dietro la buona notizia si nasconde sempre la sorpresa – insiste Coldiretti – anche nel caso dell’annunciato divieto su gran parte del suolo agricolo del fotovoltaico a terra. Addirittura la firma è di quattro assessori in materia che rimandano però il tutto al Consiglio regionale. Nel frattempo ì funzionari competenti non esitano ad attivare le procedure espropriative per fantomatici tralicci per altrettanto fantomatici impianti in aree ad alta vocazione agricola con coltivazioni di pregio. Il primato della contraddizione spetta all’unica Regione che non ha adottato un piano energetico, per garantire, da un lato, la possibilità di progredire con queste fonti secondo disposizioni europee e, dall’altro, salvaguardare le produzioni agricole, il paesaggio, le tradizioni locali, come peraltro stabilito dalle direttive nazionali.

Difesa del territorio, previste colate di cemento in zone rurali. Altra chicca – continua Coldiretti – riguarda la difesa del territorio che tutti vogliono ma nessuno cerca di preservare, vedi il nuovo ma già vecchio PTRC (piano territoriale regionale di coordinamento) che introduce progetti faraonici in zone rurali con previsioni di grandi colate di cemento incoraggiando pure gli enti locali a procedere sulla strada del consumo di campagna. “La lista, che non termina qui – spiega Coldiretti – è un chiaro esempio di federalismo più parlato che fatto, cioè incompiuto”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Il farmer market piace al consumatore veneto

farmers_marketCresce il numero di farmer market in Veneto. Sulla base dell’ultimo monitoraggio effettuato dalla Regione Veneto, aggiornato a giugno 2012, i mercati attivi risultano essere 72, 28 in più (+68%) rispetto ai 44 censiti e monitorati da Veneto Agricoltura nel 2009, che ora ha rielaborato i dati.

La situazione per provincia. I farmer market sono aumentati in particolare a Vicenza (da 4 a 13, il 18% del totale) e a Verona (da 9 a 17); Venezia con 18 mercati (+3 rispetto al 2009), si conferma la prima per presenze in Veneto con il 25% dei farmer market esistenti. Seguono per importanza, Treviso, con 12 mercati, Padova con 6, Rovigo stabile con 4 e Belluno con 2 farmer market. Considerando che oltre il 60% dei produttori è presente abitualmente in 2 e più mercati (fino anche a 5 o 6) durante la settimana, di fatto è possibile stimare in circa 400 (+43%) i gli imprenditori agricoli coinvolti in questa attività di vendita. “Si tratta – affermano a Veneto Agricoltura -, di “veri e propri” professionisti della vendita diretta, che hanno puntato già da anni (per la maggior parte da più di 8 anni) su questa modalità di cessione dei propri prodotti aziendali (e non solo). Essi hanno investito sia in attrezzature di vendita che in risorse umane, modificando la gestione aziendale, orientandola alla commercializzazione, attraverso la quale veicolano circa il 70% della produzione.

L’identikit del farmer market. Per quanto riguarda le caratteristiche dei farmer market, crescono i mercati settimanali aperti principalmente durante un giorno feriale (58% dei casi rispetto al 52% del 2009). Calano invece quelli quindicinali o mensili, così come diminuisce la quota di mercati aperti nel fine settimana. E com’è un farmer market? Secondo l’indagine realizzata da Veneto Agricoltura, il farmer market tipo è costituito mediamente da 12 bancarelle di vendita, di dimensioni medio – piccole (meno di 5 mq) per lo più coperte con dei gazebo (l’80% dei casi) e che si svolge in una piazza del centro cittadino o nelle immediate vicinanze. Attualmente le giornate di apertura all’anno sono pari a circa 3.400 (+900 rispetto al 2009) e i consumatori, stimati in oltre un milione, effettuano circa 2,3 milioni di atti di acquisto per un giro d’affari stimato in oltre 15 milioni di euro all’anno. Crescono infine anche le postazioni per la vendita, predisposte dai comuni, che passano da circa 760 a 1.240 (+63%). In questo caso, gli imprenditori agricoli effettivamente presenti, sono ovviamente un numero inferiore (875), comunque in crescita del 52% rispetto ai circa 570 del 2009.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Coldiretti Rovigo: mai mega fotovoltaico su suolo agricolo

Mauro Giuriolo,

Mauro Giuriolo, presidente Coldiretti Rovigo

“Sull’impianto fotovoltaico di Canaro, Coldiretti andrà avanti fino a quando il giudice amministrativo si pronuncerà sul merito e, comunque, ci opporremo con forza e convinzione, a tutti i parchi fotovoltaici con pannelli su suolo agricolo che non siano connessi con l’attività agricola e che vadano a sottrarre indebitamente terreno fertile alla produzione di alimenti per persone ed animali”. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, all’indomani dell’assemblea elettiva che lo ha riconfermato alla guida dell’organizzazione provinciale fino al 2016, riprende l’argomento della realizzazione di mega impianti fotovoltaici nelle campagne polesane.

Espropri per eletrodotti. L’argomento è tornato in discussione tra gli agricoltori, a seguito di un avviso che la Regione Veneto ha inviato a molti proprietari di terreni di Fiesso e Pincara, in cui si annuncia l’esproprio per la costruzione di elettrodotti a servizio di due grandi parchi fotovoltaici, da realizzare in piena campagna, ancora in fase autorizzativa. “Sul ricorso amministrativo di Coldiretti contro l’impianto di Canaro – precisa Giuriolo – si sono scritte delle inesattezze, poiché la sentenza non ha affatto dato torto a Coldiretti e, anzi, non è entrata nel merito della legittimità o meno del parco fotovoltaico. Semplicemente il Tar Veneto si è fermato su un cavillo tecnico, cioè che non c’era un interesse ad agire da parte nostra, dal momento che l’impianto era stato frazionato e la frazione oggetto del ricorso non era confinante con i terreni del nostro socio che era parte processuale insieme a noi. Ma appelleremo per tutti i gradi di giudizio che ci sono consentiti – dichiara il presidente – perché non deve passare il messaggio che i terreni agricoli possono essere oggetto di libera speculazione. In ogni caso è pendente un altro ricorso che ha per oggetto un’altra frazione dello stesso impianto e su questo il Tar dovrà scendere nel merito”.

Contromosse in via di definizione. In riferimento ai due nuovi parchi fotovoltaici, di tre e quattro megawatt, che dovrebbero essere realizzati al centro di un’area di elevato interesse agricolo tra Pincara e Fiesso, il presidente di Coldiretti non ha esitazioni: “Stiamo già preparando le contromosse, a tutela dei terreni, dei loro proprietari e del paesaggio rurale. – dichiara Giuriolo – Intanto non si può fare a meno di sottolineare le contraddizioni di una Regione Veneto, la cui Giunta con l’assessore Massimo Giorgetti in testa, esulta il 29 ottobre 2012 per aver adottato una delibera che inserisce le “aree ad elevata utilizzazione agricola” tra quelle vietate agli impianti solari fotovoltaici a terra; e l’11 dicembre 2012, praticamente alla vigilia delle feste, gli uffici della Direzione urbanistica e paesaggio della stessa Regione Veneto, avvisano degli ignari agricoltori che saranno espropriati per far correre i tralicci elettrici di due campi fotovoltaici a terra, in piena campagna, che, fra l’altro, non sono ancora stati autorizzati”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)