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Al via un Forum regionale per coinvolgere nel futuro del PSR i giovani agricoltori

Giovani agricoltori Forum regionale

Una rappresentanza di giovani agricoltori all’incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura Manzato

“L’iniziativa di un Forum aperto ai giovani per il dibattito sulla politica di sviluppo rurale è un’ottima risposta alle nostre esigenze. Noi giovani agricoltori, per crescere come imprenditori, abbiamo bisogno di nuove opportunità e di investimenti, se vogliamo essere competitivi sul mercato”. E’ il commento di Daniela Giarin, padovana, 27 anni, giovane imprenditrice agricola e presidente di Agia Veneto, l’associazione dei giovani imprenditori agricoli della Confederazione italiana agricoltori regionale che ha partecipato il 19 dicembre scroso a Palazzo Balbi a Venezia insieme ai numerosi colleghi “under 30” delle altre associazioni di categoria del mondo agricolo alla conferenza  con l’assessore all’Agricoltura e alla Tutela del consumatore Franco Manzato, che ha dato il via alla procedura di consultazione dei giovani imprenditori sul tema degli interventi a sostegno del ricambio generazionale.

Giovani agricoltori coinvolti nelle tappe del PSR. L’associazione Agia- Cia del Veneto, inoltre, ha già recentemente chiesto all’assessore all’agricoltura Manzato di supportare formalmente la richiesta del Consiglio europeo e delle istituzioni comunitarie di dare priorità al ricambio generazionale nella prossima riforma della Pac. L’attivazione di una piattaforma di confronto su queste tematiche è stata formalizzata dalla Giunta regionale. I giovani agricoltori attraverso un Forum attivato dalla Regione saranno direttamente coinvolti in tutte le tappe della politica di sviluppo rurale. La piattaforma è intesa come un luogo di dibattito forte. Lo scopo del Forum sarà quello di accompagnare l’amministrazione regionale nella riforma della politica agricola comune a partire dal 2014, valutare le proposte e proporre gli emendamenti. I suggerimenti che giungeranno dalla community dei giovani agricoltori saranno presi in considerazione dalle procedure regionali.

Accesso al credito. “Quello di cui noi giovani agricoltori abbiamo bisogno sono dei nuovi sistemi di finanziamento che esistono in altri paesi europei – ha sottolineato Daniela Giarin – Per superare gli ostacoli che incontriamo quando ci rivolgiamo alle banche”.

(Fonte: Agia-Cia Veneto)

Giovedì 20 dicembre 2012, conferenza stampa di fine anno dell’assessore regionale all’Agricoltura Manzato organizzata in collaborazione con ARGAV

Conferenza Stampa Manzato 30 marzo 2012L’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato, in collaborazione con ARGAV, organizza  la conferenza stampa di fine anno che si svolgerà giovedì 20 dicembre 2012 alle ore 11.00 nella sede della Direzione Agricoltura Veneto, a Venezia-Mestre (via Torino 110).

Tra i temi affrontati durante l’incontro ricordiamo la Politica Agricola Comune (PAC) 2013; la nuova programmazione del Piano Sviluppo Rurale; i diritti d’impianto.

Imprese in crisi, i giovani tornano all’agricoltura

gruppo comp(di Beatrice Tessarin, socio ARGAV e ufficio stampa Coldiretti Rovigo) Dal piccolo osservatorio dell’ufficio Formazione di Impresa verde Rovigo, si conferma quella che è una tendenza nazionale: il ritorno all’agricoltura di tanti giovani laureati che, un po’ per la crisi, un po’ per scommessa, hanno lasciato il precedente impiego. In ogni caso, hanno scelto il settore primario consapevolmente.

Corsisti dal tutto il Veneto. E’ così, infatti, anche nel gruppo del corso Coldiretti 2012 “Primo insediamento in agricoltura e imprenditore agricolo professionale”, un percorso formativo a frequenza obbligatoria, di 150 ore per 20 giornate, che si snoda tra lezioni di economia, gestione d’impresa, fiscalità, legislazione agraria, sicurezza nei luoghi di lavoro e che conta 19 nuovi aspiranti imprenditori agricoli: “Sono tutti giovani, e meno giovani, per lo più laureati nelle materie più svariate – spiega Giorgio Rocchi dell’ufficio Formazione Coldiretti Impresa verde Rovigo – molto preparati, anche con esperienze di lavoro parecchio importanti alle spalle; e tutti consapevoli della nuova scelta. Spesso hanno già un progetto in mente, prevalentemente di un’impresa multifunzionale. Oltre ai polesani, abbiamo partecipanti dalle province di Padova, Treviso e Verona”.

Le motivazioni dei corsisti. C’è che arriva da Ariano ed ha chiaro in mente il modo di dare un po’ di sprint all’azienda agricola di famiglia: “Vorrei specializzarmi nella vendita diretta dei miei prodotti– spiega – con particolare attenzione alla trasformazione di ortaggi e frutta”. C’è chi ha già pensato di associare le proprie competenze con quelle altrui mettendole a frutto in una nuova veste. E’ il caso di un’esperta di marketing e di uno psicologo, veronesi, che stanno frequentando il corso insieme: “Vorremmo aprire una fattoria sociale”, confidano. “Io vengo dal settore creditizio/ finanziario – racconta un altro giovane di Stienta – La crisi ha fatto saltare l’azienda, ho perso il lavoro ed ho risposto con una scelta di vita”. E’ c’è chi fa di necessità virtù: “Ho trascorso 20 anni all’estero – spiega un giovane di Pettorazza – e da tre anni sono rientrato per riprendere l’azienda di famiglia”. E c’è anche un bocconiano, che racconta: “Dopo 30 anni di consulenze nel mondo creditizio, un po’ per necessità familiari e un po’ per scelta, son tornato riprendere le redini della piccola azienda di mio padre”.

Progetto Veneto e Abruzzo, prima esperienza di networking associativo intercategoriale tra agricoltori, artigiani e industriali

Immagine 1L’Abruzzo chiama, Confartigianato, Confindustria e Coldiretti del Veneto rispondono prontamente. Si potrebbe riassumere con queste parole la prima esperienza di networking associativo intercategoriale tra artigiani, industriali e agricoltori delle due regioni svoltosi ieri nella prestigiosa sede di Banca Ifis a Mestre, ed alla quale hanno presenziato il Presidente della 1a Commissione Regione Abruzzo, Emilio Nasuti, il Presidente Veneti in Abruzzo Stefania Battaglini, il Direttore di Confindustria Veneto Gianpaolo Pedron, il Presidente di Coldiretti Vicenza Diego Meggiolaro, Giorgio Di Rocco Presidente Mutualcredito di Pescara oltre a diversi ricercatori dell’Università di Pescara tra cui Edgardo Bucciarelli e Gianluigi Nico.

Un ponte economico tra le due regioni. Confartigianato Imprese Veneto assieme a Confindustria e Coldiretti Veneto hanno accolto con grande interesse il progetto dell’Associazione “Veneti in Abruzzo” che molto pragmaticamente propone un “ponte economico” tra le due regioni al fine di offrire alle imprese abruzzesi e venete nuove occasioni di business. Si tratta, in buona sostanza, di uno scambio di interessi tra imprese, su prodotti e servizi. E’ un’esperienza di networking associativo per creare motivi di interesse verso la collaborazione fra imprenditori e nuove opportunità di lavoro. Oltre quaranta le imprese che si sono incontrate a Mestre: 26 abruzzesi ed altrettante venete, operanti prevalentemente nei settori economici dell’agroalimentare, turismo, abbigliamento, arredamento, meccanica, green economy, finanza, logistica, servizi alle imprese. Le schede aziendali degli imprenditori abruzzesi, oltre alle indicazioni sui prodotti e servizi che intendono promuovere in affari con colleghi veneti, sono state messe preventivamente a disposizione degli associati delle tre organizzazioni regionali di Confartigianato, Confindustria e Coldiretti, che sono potuti quindi arrivare preparati all’appuntamento.

Presto la replica a Pescara. Per meglio individuare in futuro le ipotesi di progetto su cui aggregare gli imprenditori e professionisti abruzzesi e veneti, il CERVAS, Centro di Ricerca economica presso la Facoltà di Economia dell’Università D’Annunzio di Pescara, ha svolto una ricerca scientifica sulle economie dei due territori regionali illustrata alle imprese intervenute. Il progetto si avvale infine anche di una piattaforma web www.e-simposio.it in grado di mettere a disposizione delle imprese strumenti per favorire le relazioni “in tempo reale” e consentire di trasformare le relazioni in opportunità di business. Nei prossimi mesi si replicherà a Pescara. In quella occasione saranno imprenditori veneti ad andare in terra abruzzese per nuovi incontri sempre B2B.

(Fonte: Confartigianato Veneto)

Cambiano i vertici di Coldiretti Verona

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da sx, Davide Ronca e Claudio Valente

Il nuovo presidente di Coldiretti Verona è Claudio Valente. E’ stato nominato lo scorso 6 diccembre durante l’assemblea generale elettiva che si è svolta a Sona (Vr) al Centro Servizi di Coldiretti da 99 presidenti su 104 delle sezioni territoriali della provincia veronese. Valente, presidente del Calv, Consorzio Agrario Lombardo Veneto, e già vice presidente vicario di Veronafiere, resterà in carica per quattro anni fino a dicembre 2016. Al suo fianco ci sarà anche Davide Ronca in qualità di vice presidente.

Valente, 57 anni laureato in storia contemporanea è un imprenditore agricolo nel settore zootecnico e ortofrutticolo. In Coldiretti è presidente da 23 anni della sezione comunale di Roverchiara e ricopre cariche istituzionali in altri enti. Davide Ronca, 29 anni, è attualmente delegato di Giovani Impresa Verona ed è un imprenditore vitivinicolo di Pastrengo.

Il nuovo consiglio direttivo. Il nuovo consiglio provinciale nominato è costituito da: Giovanni Aldrighetti, Renzo Bonizzato, Adriano Canteri, Giuseppe Desto, Luca Faccioni, Massimo Ferrari, Giorgio Luca Marconi, Claudio Panato, Raffele Pettene, Marco Pizzoli, Michele Rodin, Claudio Tamellini, Antonio Tomezzoli, Alberto Trentin, Giorgio Vicentini.

La nuova giunta, eletta il 12 dicembre scorso, è composta da Luca Faccioni, Claudio Tamellini, Adriano Canteri, Marco Pizzoli, Giorgio Vicentini, Franca Castellani in rappresentanza di Donne Impresa e Zeno Gianfranceschi che rappresenta i pensionati. Compongono la giunta anche il presidente Claudio Valente e il suo vice Davide Ronca. “Dopo questo passaggio – ha detto Valente– la squadra è ora operativa. E’ importante, per la difficile fase che stiamo vivendo, entrare subito nel vivo delle attività e predisporre le linee per il nuovo anno. Ci aspetta un lavoro impegnativo e tutti dobbiamo contribuire con la massima professionalità”. “Punti di riferimento per noi – ha aggiunto Valente – sono i principi che porta avanti la Confederazione tra cui la salvaguardia del Made in Italy, lo sviluppo della filiera agricola italiana e del kilometro zero. Inoltre ci daremo un organigramma politico-sindacale per per entrare con forza e in modo incisivo nell’ambito economico e sociale

 

Regione Veneto: aperti i termini per le domande di contributo per fasce tampone, siepi e boschetti

boschiLa Giunta della Regione Veneto ha approvato un nuovo Bando di applicazione del Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007 – 2013 relativamente alla misura 216 “Investimenti non produttivi”, azione 5 “Impianto delle nuove formazioni di fasce tampone, siepi e boschetti”. L’importo a bando è di un milione di euro.

Impianti da realizzare entro la primavera 2013. “Per questa misura era stato aperto un bando alla fine del 2011 – ha ricordato l’assessore all’agricoltura Franco Manzato – a conclusione della cui istruttori è stata riscontrata una disponibilità finanziaria che, su richiesta di Coldiretti, abbiamo rimesso in gioco, sostanzialmente con le medesime regole già fissate in precedenza. Peraltro, i nuovi impianti di fasce tampone, siepi e boschetti dovranno essere realizzati entro la primavera 2013, così da poter accedere agli aiuti previsti dalla misura 214/a, dedicati al mantenimento degli impianti stessi. Proprio in considerazione di tale scadenza, abbiamo ridotto a 30 giorni dalla data di pubblicazione sul BUR il termine per la presentazione delle domande di aiuto, riducendo contestualmente a 60 giorni il termine per la conclusione dell’istruttoria delle domande da parte di Avepa”.

(Fonte: Regione Veneto)

Ultima tappa per l’avvio del marchio QV, qualità verificata, in Veneto

Immagine 1Ultimi passaggi amministrativi per l’applicazione definitiva, del marchio QV “Qualità Verificata”, previsto da una legge della Regione del Veneto finalizzata a valorizzare e migliorare ulteriormente la qualità e la salubrità delle produzioni agricole e agroalimentari, la salute delle piante e degli animali, a proteggere l’ambiente e il benessere degli animali, il tutto in funzione della maggior tutela degli interessi e della salute dei consumatori.

I benefici del marchio. La Giunta ha infatti inviato alla Commissione Europea, per la verifica finale della compatibilità con le normative comunitarie, i progetti di regole tecniche relativi alle Disposizioni sul sistema di qualità “Qualità Verificata” e ai progetti di disciplinari di “produzione integrata prodotti vegetali” e “prodotti zootecnici”. Unitamente alle regole tecniche sono stati inviati alla Commissione La Legge regionale nel testo vigente, il Manuale di Identità Visiva del marchio “Qualità Verificata” e il Regolamento d’uso del marchio stesso. “Dopo il visto della Commissione Europea – ha ricordato l’assessore all’agricoltura Franco Manzato – i prodotti agricoli ottenuti sulla base dei disciplinari potranno essere resi riconoscibili dal nostro marchio pubblico regionale QV, che promuoveremo presso i consumatori e la distribuzione. Compiamo quest’ultimo passo – ha aggiunto – dopo una fase sperimentale di operatività del sistema “Qualità Verificata”, finalizzata a valutarne tutti gli aspetti operativi e applicativi e a raccogliere le osservazioni delle filiere regionali. Proprio alla luce di tali osservazioni, formulate nell’ottobre scorso dai primi produttori concessionari del marchio QV e dai tre organismi di controllo autorizzati, le Disposizioni attuative sono state “aggiustate” in modo da superare le criticità riscontrate, prima della notifica alla Commissione Europea”. Il riconoscimento di Bruxelles di conformità del Sistema QV del Veneto alle normative comunitarie, permetterà ai produttori di diversificare la qualità e di etichettare la regione di provenienza dei prodotti, nonché di accedere agli appositi finanziamenti comunitari che verranno predisposti nella prossima programmazione del PSR 2014-2020.

Serata ARGAV in collaborazione con Wigwam-Confartigianato, “Dalla farina alla spirulina”, ovvero come tre mestieri tradizionali diventano innovativi

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la platea di soci ARGAV durante l’incontro “Dalla farina alla spirulina”

(di Andrea Saviane, socio ARGAV e responsabile stampa Confartigianto Veneto) Nell’immaginario collettivo non c’è nulla di più lontano dalla tecnologia e dall’innovazione di un bel forno per la cottura tradizionale del pane, di un fragrante laboratorio di pasticceria oppure di una bottega di pasta fresca. Ebbene la creatività, la profonda conoscenza delle tecniche tradizionali di produzione e la continua ricerca a migliorare il prodotto ha portato alcuni maestri artigiani a sperimentare nuove collaborazioni, nuovi prodotti, nuovi ingredienti come la spirulina e nuovi processi produttivi.

I risultati, davvero eccellenti, sono stati raccontati dagli stessi protagonisti, accompagnati per l’occasione da Christian Malinverni, presidente Nazionale e Regionale Veneto Ristoratori Confartigianato, la sera di venerdì 30 novembre al Circolo di Campagna WIGWAM, ad Arzerello di Piove di Sacco di fronte ad una nutrita platea di soci ARGAV.

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I relatori incontro “Dalla farina alla spirulina”

Barrette dietetiche naturali. Ha esordito il dott. Odillo Volpato, chimico e farmacologo dell’Università di Padova, autore di studi scientifici pubblicati su prestigiose riviste internazionali, che nell’88 fonda a Grossa di Gazzo (PD) la Volchem. La tradizione pasticcera di famiglia contaminata con le conoscenze scientifiche del professore hanno dato vita alla prima azienda nel triveneto e una delle prime in Italia a produrre alimenti dietetici, indicati nella nutrizione clinica e in ambito sportivo, autorizzati dal Ministero della Salute. L’abitudine all’eccellenza si è tradotta nella formulazione di integratori alimentari nuovi, sicuri per la qualità delle materie prime di grado farmaceutico ed efficaci perché validati da studi scientifici autorevoli. Dopo anni di ricerche Volchem è riuscita a formulare una barretta dietetica naturale, ricca di principi nutritivi energetici e di alto valore biologico, considerata tra le migliori del mercato. Attualmente il repertorio dei prodotti dietetici Volchem spazia da quelli indicati nell’attività sportiva con intensi sforzi muscolari o di resistenza, alla nutrizione salutistica nelle diete dimagranti, alla nutrizione clinica in particolari situazioni patologiche.

Pasta alla spirulina. E’ seguito il caso del non ancora quarantenne Luca Da Corte (da alcuni mesi presidente nazionale di mestiere di Confartigianato) titolare del Pastificio Croera di Borca di Cadore (BL). Da sempre votato alla tutela ed alla promozione del prodotto regionale e dei valori positivi della montagna: dai casunziei ai bigoli, dal canederlo al tortellino di Valleggio, passando per la filiera agro alimentare veneta, recentemente Da Corte ha sperimentato, in collaborazione con la start-up MicroLife, la pasta alla spirulina. Un prodotto talmente innovativo da meritare il Premio del “Gruppo del Gusto” dell’Associazione della Stampa Estera Edizione 2012 per la categoria “Produzione di particolare valore e significato”. La nuova esperienza è stata illustrata assieme al biologo Matteo Villa e all’ingegnere Andrea Moro, rispettivamente AD e responsabile Ufficio Tecnico di MicroLife.

Pane alla spirulina, e non solo. Il maestro panificatore Nicola Trentin, classe 1977, è invece il titolare del panificio e pasticceria Le Delizia del Grano a Cittadella (PD) che gestisce in collaborazione con quattro collaboratori familiari. Entrato nel mondo della panificazione all’età di soli 15 anni grazie ad una passione per l’indipendenza e la fragranza del pane, oggi è di diritto annoverato tra i più originali “sperimentatori del settore” con le sue creature alla spirulina ed alla salsa di soia. E’ grande interprete del pane semplice e buono di una volta, lavorato con lievito madre e farina macinata a pietra. Volto noto di Comunipane e Accademia del Pane, è conosciuto anche nel mondo dei cuochi “stellati” incontrati nelle edizioni di Identità Golose, il congresso internazionale di cucina ideato da Paolo Marchi. Oggi sta lavorando assieme ad Adolfo Rizzardelli e Claudia Orlandi al progetto “Pan&trama”. Un percorso originale che parte dalla contaminazione tessuto/alimenti per declinarla in chiave panificazione. Per l’occasione Trentin ha portato in degustazione una anteprima assoluta: Texcoco dolce. Un nuova focaccia dalle elevate proprietà nutritive che grazie all’utilizzo della spirulina è ricco di proteine ma privo di grassi saturi come il burro, sostituito dall’olio extravergine d’oliva, delle uova e di una considerevole percentuale di sale grazie alla elevata sapidità dell’alga. Ne è derivato un dolce nuovo, altamente digeribile, adatto alle persone intolleranti.

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I prodotti in degustazione serata “Dalla farina alla spirulina”

Assaggi. La serata si è conclusa con la classica degustazione guidata che ha permesso ai presenti di assaggiare la spirulina (l’alga chiamata anche il “cibo degli astronauti”), abbinata alla maestria culinaria dell’anfitrione, Efrem Tassinato, accompagnato per l’occasione dai ristoratori e i produttori vitivinicoli della Comunità di Offerta della Riviera Friulana. Questo il menù: spaghetti e tagliatelle alla spirulina conditi con pomodoro, calamari e radicchio di Treviso (un sugo proposto dai ristoratori della Comunità di Offerta Riviera Friulana); casunzie tradizionali ampezzani con burro ricotta affumicata e semi di papavero; pane del panificio Trentin: “mussola”(farina tipo “1” macinata a pietra, lievito madre e metà sale) nelle versioni con spirulina, salsa di soya e grana padano 60 mesi; “quinsai” (farina tipo “integrale” macinata a pietra, lievito madre e metà sale); “lampasso” (farina tipo “1” macinata a pietra,cereali tostati, lievito madre, pasta d’arancio candita, arance candite, noci, uvetta); “brocart”(farina tipo “1” macinata a pietra,cereali tostati, lievito madre, pasta di zenzero candito, limoni canditi, pistacchi, fichi secchi) e “texcoco” dolce oltre all’assaggio di barrette integratori.

Cos’è la Spirulina? E’ definita tecnicamente un superalimento poiché i suoi apporti nutrizionali sono migliori di qualsiasi altro cibo di origine animale o vegetale. La Chlorella è la microalga del sangue: rivitalizza il sistema vascolare e favorisce la depurazione ematica. Mangiare microalghe significa vivere meglio. La paste alimentari che la contengono sono a ragion veduta definite “del domani”. Arricchite dai principi benefici delle microalghe come le proteine, gli antiossidanti, gli acidi grassi, i grassi polinsaturi, il ß-carotene, minerali, vitamine e fibre. Con questo nuovissimo prodotto capace di rivoluzionare il settore del food, si ottiene non solo un alimento dalla qualità superiore, ma anche un prodotto sanissimo che, grazie all’elevato apporto proteico, è utilissimo per i vegetariani e per chi non fa attività fisica; ed è più facilmente digeribile rispetto ad altri piatti a base vegetale.

Le proteine della Spirulina, sono complete in quanto contengono 8 aminoacidi essenziali più altri 9 non essenziali. La Spirulina contiene circa il 65% di proteine, valore che la rende tra gli alimenti maggiormente proteici se comparata ad altri, quali uova e lievito di birra (50%), soia (40%), latte in polvere ( 35%) e carne di manzo (25%). Per tale caratteristica è considerata simile alla carne con il vantaggio, rispetto a quest’ultima, di non contenere acidi grassi saturi o residui di ormone e antibiotici. Come lei, anche la Clorella, la Dunaliella, l’Haematococcus e le più importanti microalghe, sono ricche di minerali e vitamine tra le quali il tocoferolo (vit E), il ß-carotene (vit A), l’inositolo ed alcune vitamine del gruppo B. Contenendo il trio vitaminico ACE (carotenoidi, acido ascorbico e tocoferolo), hanno inoltre ottime proprietà antiossidanti in grado si contrastare l’invecchiamento precoce e le malattie neurodegenerative.

Coldiretti Veneto: concertazione e tavolo verde valgono anche per AVEPA

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto e Venezia

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto

“Ci sono tavoli e tavoli, per Coldiretti Veneto vale quello istituzionale dove qualsiasi decisione che impatta sul settore primario avviene con confronto concertativo tra forze sociali e politica – e’ quanto afferma Giorgio Piazza, presidente regionale dell’organizzazione agricola a margine dell’incontro avvenuto ieri a Padova nella sede dell’Agenzia Veneta per i Pagamenti nell’ambito del progetto “Avepa verso il polo unico dei servizi per l’agricoltura” a cui hanno partecipato insieme al direttore Fabrizio Stella, Tiziano Baggio, segretario generale della programmazione della Regione del Veneto, Giorgio Grosso presidente di Veneto Sviluppo, Arturo Semerari presidente di Ismea, Paolo Giopp, amministratore unico Ismea Investimenti per lo Sviluppo, Fabio Federico, coordinatore attività di Ismea Investimenti per lo Sviluppo, Giorgio Venceslai di SGFA, Società di gestione fondi per l’agroalimentare.

“Condividiamo le necessità impellenti di sburocratizzazione e semplificazione del settore – spiega Piazza – ma riteniamo Avepa ancora un’agenzia deputata alle funzioni amministrative che sono la naturale conseguenza delle decisioni politiche assunte in accordo con le rappresentanze professionali nelle sedi preposte”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Coldiretti, speculazione dietro l’angolo per le aflatossine sul mais polesano

aflatossine-pigozzo“Ci sono alcuni essiccatoi che, per coprire le proprie responsabilità di non essersi attrezzati per lavorare il mais con presenza di aflatossine, approfittando dell’ignoranza sulla materia, stanno scaricando sulla Coldiretti la responsabilità di non essere in grado di vendere il mais conferito dagli agricoltori. Secondo questi soggetti, la Coldiretti è rea di non chiedere al governo italiano l’aumento dei limiti di legge sulla presenza della tossina nel prodotto”.

Alzare il livello di presenza delle aflatossine nel mais, solo il Ministero della Salute può esprimersi. Così interviene Coldiretti Rovigo sulla questione delle aflatossine del mais per mettere in evidenza le responsabilità dei titolari di quegli impianti di essicazione che non si sono dotati delle attrezzature necessarie, e chiede alla Regione Veneto di intervenire appositamente. “Ora iniziano anche gli agricoltori – dichiara Coldiretti – spinti da un’associazione di categoria, ad accusarci di procurare un danno ai nostri soci, perché non sosteniamo la predetta richiesta, secondo loro unica soluzione per vendere il prodotto”. “Deve esser chiaro che il limite delle aflatossine nel mais è fissato dall’Unione europea proprio per la loro tossicità e che solo il Ministero della salute può eventualmente esprimersi sulla partita”.

Attività di disinformazione in atto per coprire l’inadeguatezza. “Premesso questo, sta avvenendo che quei (pochi) essicatoi che si sono attrezzati per la prelavorazione del mais, rispettando così la direttiva della Regione Veneto del 2005, non hanno nessun problema a lavorarlo e a venderlo in assoluta trasparenza, entro i limiti di legge”. “Purtroppo – prosegue Coldiretti – chi è andato sui giornali lo scorso agosto a fare allarmismo, ha avuto come conseguenza che tutto il mais veneto sta soffrendo nelle vendite, nonostante sul mercato vi sia poco prodotto”. “Noi diciamo che questa “furbata” è stata dannosa per tutti – conclude Coldiretti – Noi non possiamo accettare che quando il mais polesano viene acquistato a 16 euro/quintale (i più “bravi” ottengono anche il 18), improvvisamente non ha più tossine ed è commercializzabile; mentre, se fosse proposto al prezzo di mercato che è di 25-28 euro al quintale, allora avrebbe il problema delle tossine”.

La Regione Veneto vigili. “Come Coldiretti – prosegue la nota – pensiamo che sia in atto una speculazione mastodontica e chiediamo alla Regione Veneto di vigilare e di obbligare chi fa attività di essicazione a dotarsi delle attrezzature necessarie per lavorare il mais, a pena di chiusura dell’impianto, nel pieno rispetto della direttiva regionale del 2005”. “Già ad agosto avevamo messo in guardia gli agricoltori dalle speculazioni. – ricorda Coldiretti – Ora avvisiamo tutti i produttori di non dar adito alle sirene e di verificare presso l’essiccatoio dove hanno portato il prodotto, se è in grado di venderlo a prezzo di mercato, al netto dei costi di lavorazione; se così non è, al punto grave in cui siamo, il male minore sarà farsi riconsegnare il proprio quantitativo di mais per portarlo, con le dovute tempistiche, presso gli impianti che sono tecnicamente capaci di lavorarlo per renderlo conforme ai limiti consentiti e commercializzarlo in modo legittimo, sicuro e pagato ai prezzi correnti”. “Qualsiasi altra soluzione, salvo decisioni che può adottare solo il Ministero della salute, e su questo nessuno ha mai avuto da ridire, ha un unico obiettivo: pagare il mais polesano, riconosciuto universalmente come uno dei migliori nel Veneto, a 16-18 euro/quintale, anziché 25-28, come sarebbe dovuto”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)