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Carni bovine, la forza della filiera certificata per affrontare le sfide del mercato post 2020

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da sx Giuseppe Borin e Fabio Scomparin (Direttore e Presidente Azove), Franco Manzato (Ass.re Regionale Agricoltura), Maria Chiara Ferrarese (Resp. Divisione Food CSQA Certificazioni); Gianluca Fregolent (Direttore ICQ Repressione Frodi Triveneto)

“Azove è una realtà unica in Italia – ha spiegato il Presidente Fabio Scomparin nel corso della tavola rotonda che si è tenuta a Padova a margine dell’assemblea dei soci – perché riesce a garantire nell’intera filiera, dalla stalla alla macellazione, la qualità della carne veneta grazie a standard elevati”. Nelle parole del Presidente dell’unica organizzazione di produttori riconosciuta in Veneto nel comparto delle carni bovine, c’è tutta la soddisfazione di chi sa di aver raggiunto importanti traguardi: un + 8% di fatturato nel mese di settembre e un + 9% nei capi macellati, contro una crisi che ad altri gruppi sta facendo registrare un calo anche del 12% e che comunque segna una contrazione del comparto a livello nazionale. Azove quindi, grazie alle certificazioni costruite in anni di duro lavoro (dalla consolidata Iso 90001, alla Rintracciabilità di Filiera Iso 22005) e portate avanti con determinazione coinvolgendo gli allevatori associati, confrontandosi con gli enti certificatori e dialogando con le istituzioni locali, oggi è pronta ad affrontare le sfide che il mercato porrà, soprattutto con la PAC 2020.

(Fonte: AZOVE)

Manzato: “Il futuro prossimo dell’agricoltura veneta sta nelle decisioni di oggi e questa è una responsabilità che la politica deve saper prendersi”

Conferenza Manzato 20 dicembre 2012(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Un 2012 non di certo facile per l’agricoltura veneta, colpita, già in tempi di spending review, dalla forte siccità estiva e dalla presenza di un elevato tasso di aflatossine nel mais, ma che ha visto anche il completamento di un’azione riformatrice volta a sburocratizzare e snellire l’apparato agricolo veneto – dalla realizzazione dello Sportello Unico all’azione di riordino di Veneto Agricoltura e Avepa (quest’ultima completata a inizio 2013) -, in modo da  affrontare al meglio le prossime sfide, PAC 2013-2020 in primis e poi la costruzione del Piano di Sviluppo Rurale, che vedrà l’interazione fra mondo accademico,  imprenditoriale e istituzionale. Ma che dovrà soprattutto affrontare ciò che succederà dopo il 2020, quando “le aziende agricole saranno libere di stare sul mercato ma saranno anche prive di sussidi e aiuti comunitari e dunque, ogni decisione presa oggi ricadrà in modo determinante nel prossimo decennio e questa è una responsabilità che la politica deve sapere prendersi”. Con queste parole, Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, ha accolto la stampa nell’incontro di fine anno organizzato in collaborazione con ARGAV giovedì 20 dicembre scorso, presso la sede della Regione Veneto a Mestre (VE), per fare il punto sul futuro prossimo dell’agricoltura veneta, un settore produttivo che crea valore, lavoro ed export nonostante la crisi, ma che dovrà fare i conti con le nuove regole  della programmazione comunitaria. A questo riguardo, vista l’importanza della questione, il socio ARGAV Renzo Michieletto di Europe Direct Veneto, sportello d’informazioni sull’Unione Europea di Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa, ne ha tracciato una sintesi, che riportiamo di seguito.

La prossima riforma della PAC, la sesta in vent’anni, è già stata disegnata. Per definirne i dettagli bisognerà però attendere l’approvazione del Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020, comprensivo del capitolo di spesa destinato alle politiche agricole e di sviluppo rurale. Solo a questo punto sarà possibile chiudere una partita iniziata nel 2010  con la presentazione dei primi orientamenti da parte della Commissione europea. Quella della riforma della Pac è una partita che per la prima volta, dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, vede il Parlamento europeo svolgere un ruolo davvero importante: tutti gli atti legislativi relativi alla politica agricola europea dovranno infatti essere approvati congiuntamente dal Consiglio dell’Ue e dal Parlamento europeo (Co-decisione), rendendo le procedure più democratiche ma senz’altro più complesse. Gli oltre settemila emendamenti alle proposte della Commissione, esaminati in questi ultimi mesi dal Parlamento europeo, fanno comprendere quanto complesso sia stato l’iter di avvicinamento della Riforma, ma in definitiva la futura PAC 2014-2020 risulta oggi delineata. Ecco i punti salienti:

  1. Aiuti al reddito, ancora colonna portante della futura PAC. Il reddito degli agricoltori continuerà ad essere sostenuto, in maniera più semplice e mirata rispetto al passato, anche nei prossimi sette anni di programmazione (fino al 2020). L’aiuto di base riguarderà solo gli agricoltori in attività e sarà distribuito in modo più equo tra Regioni e Stati Membri. Altri aiuti saranno “spachettati” (Greening, Giovani, ecc.).
  2. Un aiuto “verde” per conservare la produttività e tutelare gli ecosistemi. Al fine di rafforzare la sostenibilità ecologica del settore agricolo, la nuova PAC riserverà una quota degli aiuti alle pratiche che consentono un uso ottimale delle risorse naturali. Sarà questa la grande novità della PAC 2014-2020: gli agricoltori dovranno svolgere pratiche semplici ed efficaci dal punto di vista ecologico comprendenti la diversificazione delle colture, la conservazione dei pascoli permanenti, la salvaguardia delle riserve ecologiche e del paesaggio, ecc.
  3. Maggiore attenzione alle zone fragili. Per evitare la desertificazione e preservare la ricchezza dei territori, sarà data la possibilità agli Stati Membri di fornire un maggiore sostegno, grazie a un’indennità supplementare, agli agricoltori che si trovano in zone soggette a vincoli naturali.
  4. Facilitare l’insediamento dei giovani agricoltori. Per incentivare l’occupazione e incoraggiare le giovani generazioni a dedicarsi all’attività agricola, la PAC 2014-2020 prevede l’istituzione di nuove agevolazioni all’insediamento giovanile.
  5. Finanziamenti per la ricerca e l’innovazione. Al fine di dar vita ad un’agricoltura della conoscenza che sia anche competitiva, la futura PAC rafforzerà gli stanziamenti destinati alla ricerca e all’innovazione in campo agronomico. L’obiettivo è quello di fare in modo che i risultati della ricerca si concretizzino nella pratica attraverso un nuovo partenariato per l’innovazione.
  6. Una filiera alimentare più competitiva ed equilibrata. Per rafforzare la posizione degli agricoltori saranno sostenute le Organizzazioni di produttori e interprofessionali. Saranno sviluppate le filiere corte dal produttore al consumatore, con l’eliminazione dei troppi intermediari che oggi appesantiscono il comparto.
  7. Stimolare l’occupazione rurale e lo sviluppo locale. La futura PAC promuoverà l’occupazione e l’imprenditorialità nelle zone rurali. Incoraggerà le iniziative di sviluppo locale (progetti di microimpresa) e rafforzerà il ruolo del GAL.
  8. Semplificazione e nuovi strumenti. La nuova PAC propporrà meccanismi gestionali più semplici (sburocratizzazione, sostegno ai piccoli agricoltori, condizionalità, sistemi di controllo, ecc.) e delle reti di sicurezza più efficaci e reattive per i comparti più esposti (intervento pubblico e ammasso privato).

Diritti d’impianto. Durante la conferenza stampa si è parlato anche della questione dei diritti d’impianto, una norma che regolamenta la produzione vinicola. Alcuni Paesi Ue, soprattutto quelli non produttori di vino, vorrebbero liberalizzare il settore. Se ciò dovesse accadere, si potrebbero impiantare ovunque nuovi vigneti, favorendo così le aziende agricole di grandi dimensioni, a scapito però della produzione di vino di qualità. La norma, dibattuta il 18 e il 19 dicembre scorso a Bruxelles in occasione della riunione del Consiglio, ha registrato una novità: il passaggio da un sistema di diritti a uno ad autorizzazioni all’impianto, da valutare ancora se far entrare in vigore nel 2016 o 2018. “Presenteremo a gennaio la proposta alla commissione Agricoltura del Parlamento Ue – ha detto Ciolos al termine dei lavori – pensiamo che le conclusioni a cui si è giunti con il Gruppo d’alto livello siano coerenti, in quanto si consentirà agli Stati membri di modulare le autorizzazioni a seconda dell’andamento di mercato e tenendo conto delle specificità locali, il tutto al fine di tenere sotto controllo le produzioni, patrimonio ereditato dalla riforma del 2008 che ha dato sotto questo punto di vista ottimi risultati”.

ANGA Verona è la migliore sezione giovanile italiana di Confagricoltura

PREMIAZIONE 19-12-2012

Da dx, Piergiovanni Ferrarese (Vice Presidente ANGA VR), Nicola Motolese (Presidente Nazionale ANGA), Riccardo Artegiani (Presidente ANGA VR), Filippo Sussi (Presidente ANGA VENETO)

ANGA Verona, la sezione giovanile di Confagricoltura della provincia scaligera, è stata premiata da Confagricoltura come la migliore sezione italiana, a pari merito con la sezione ANGA Cosenza, per “l’mpegno e la costanza profusi nell’organizzare le numerose attività e la rappresentanza sindacale”.

(Fonte: ANGA Verona)

Al via un Forum regionale per coinvolgere nel futuro del PSR i giovani agricoltori

Giovani agricoltori Forum regionale

Una rappresentanza di giovani agricoltori all’incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura Manzato

“L’iniziativa di un Forum aperto ai giovani per il dibattito sulla politica di sviluppo rurale è un’ottima risposta alle nostre esigenze. Noi giovani agricoltori, per crescere come imprenditori, abbiamo bisogno di nuove opportunità e di investimenti, se vogliamo essere competitivi sul mercato”. E’ il commento di Daniela Giarin, padovana, 27 anni, giovane imprenditrice agricola e presidente di Agia Veneto, l’associazione dei giovani imprenditori agricoli della Confederazione italiana agricoltori regionale che ha partecipato il 19 dicembre scroso a Palazzo Balbi a Venezia insieme ai numerosi colleghi “under 30” delle altre associazioni di categoria del mondo agricolo alla conferenza  con l’assessore all’Agricoltura e alla Tutela del consumatore Franco Manzato, che ha dato il via alla procedura di consultazione dei giovani imprenditori sul tema degli interventi a sostegno del ricambio generazionale.

Giovani agricoltori coinvolti nelle tappe del PSR. L’associazione Agia- Cia del Veneto, inoltre, ha già recentemente chiesto all’assessore all’agricoltura Manzato di supportare formalmente la richiesta del Consiglio europeo e delle istituzioni comunitarie di dare priorità al ricambio generazionale nella prossima riforma della Pac. L’attivazione di una piattaforma di confronto su queste tematiche è stata formalizzata dalla Giunta regionale. I giovani agricoltori attraverso un Forum attivato dalla Regione saranno direttamente coinvolti in tutte le tappe della politica di sviluppo rurale. La piattaforma è intesa come un luogo di dibattito forte. Lo scopo del Forum sarà quello di accompagnare l’amministrazione regionale nella riforma della politica agricola comune a partire dal 2014, valutare le proposte e proporre gli emendamenti. I suggerimenti che giungeranno dalla community dei giovani agricoltori saranno presi in considerazione dalle procedure regionali.

Accesso al credito. “Quello di cui noi giovani agricoltori abbiamo bisogno sono dei nuovi sistemi di finanziamento che esistono in altri paesi europei – ha sottolineato Daniela Giarin – Per superare gli ostacoli che incontriamo quando ci rivolgiamo alle banche”.

(Fonte: Agia-Cia Veneto)

Giovedì 20 dicembre 2012, conferenza stampa di fine anno dell’assessore regionale all’Agricoltura Manzato organizzata in collaborazione con ARGAV

Conferenza Stampa Manzato 30 marzo 2012L’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato, in collaborazione con ARGAV, organizza  la conferenza stampa di fine anno che si svolgerà giovedì 20 dicembre 2012 alle ore 11.00 nella sede della Direzione Agricoltura Veneto, a Venezia-Mestre (via Torino 110).

Tra i temi affrontati durante l’incontro ricordiamo la Politica Agricola Comune (PAC) 2013; la nuova programmazione del Piano Sviluppo Rurale; i diritti d’impianto.

Imprese in crisi, i giovani tornano all’agricoltura

gruppo comp(di Beatrice Tessarin, socio ARGAV e ufficio stampa Coldiretti Rovigo) Dal piccolo osservatorio dell’ufficio Formazione di Impresa verde Rovigo, si conferma quella che è una tendenza nazionale: il ritorno all’agricoltura di tanti giovani laureati che, un po’ per la crisi, un po’ per scommessa, hanno lasciato il precedente impiego. In ogni caso, hanno scelto il settore primario consapevolmente.

Corsisti dal tutto il Veneto. E’ così, infatti, anche nel gruppo del corso Coldiretti 2012 “Primo insediamento in agricoltura e imprenditore agricolo professionale”, un percorso formativo a frequenza obbligatoria, di 150 ore per 20 giornate, che si snoda tra lezioni di economia, gestione d’impresa, fiscalità, legislazione agraria, sicurezza nei luoghi di lavoro e che conta 19 nuovi aspiranti imprenditori agricoli: “Sono tutti giovani, e meno giovani, per lo più laureati nelle materie più svariate – spiega Giorgio Rocchi dell’ufficio Formazione Coldiretti Impresa verde Rovigo – molto preparati, anche con esperienze di lavoro parecchio importanti alle spalle; e tutti consapevoli della nuova scelta. Spesso hanno già un progetto in mente, prevalentemente di un’impresa multifunzionale. Oltre ai polesani, abbiamo partecipanti dalle province di Padova, Treviso e Verona”.

Le motivazioni dei corsisti. C’è che arriva da Ariano ed ha chiaro in mente il modo di dare un po’ di sprint all’azienda agricola di famiglia: “Vorrei specializzarmi nella vendita diretta dei miei prodotti– spiega – con particolare attenzione alla trasformazione di ortaggi e frutta”. C’è chi ha già pensato di associare le proprie competenze con quelle altrui mettendole a frutto in una nuova veste. E’ il caso di un’esperta di marketing e di uno psicologo, veronesi, che stanno frequentando il corso insieme: “Vorremmo aprire una fattoria sociale”, confidano. “Io vengo dal settore creditizio/ finanziario – racconta un altro giovane di Stienta – La crisi ha fatto saltare l’azienda, ho perso il lavoro ed ho risposto con una scelta di vita”. E’ c’è chi fa di necessità virtù: “Ho trascorso 20 anni all’estero – spiega un giovane di Pettorazza – e da tre anni sono rientrato per riprendere l’azienda di famiglia”. E c’è anche un bocconiano, che racconta: “Dopo 30 anni di consulenze nel mondo creditizio, un po’ per necessità familiari e un po’ per scelta, son tornato riprendere le redini della piccola azienda di mio padre”.

Progetto Veneto e Abruzzo, prima esperienza di networking associativo intercategoriale tra agricoltori, artigiani e industriali

Immagine 1L’Abruzzo chiama, Confartigianato, Confindustria e Coldiretti del Veneto rispondono prontamente. Si potrebbe riassumere con queste parole la prima esperienza di networking associativo intercategoriale tra artigiani, industriali e agricoltori delle due regioni svoltosi ieri nella prestigiosa sede di Banca Ifis a Mestre, ed alla quale hanno presenziato il Presidente della 1a Commissione Regione Abruzzo, Emilio Nasuti, il Presidente Veneti in Abruzzo Stefania Battaglini, il Direttore di Confindustria Veneto Gianpaolo Pedron, il Presidente di Coldiretti Vicenza Diego Meggiolaro, Giorgio Di Rocco Presidente Mutualcredito di Pescara oltre a diversi ricercatori dell’Università di Pescara tra cui Edgardo Bucciarelli e Gianluigi Nico.

Un ponte economico tra le due regioni. Confartigianato Imprese Veneto assieme a Confindustria e Coldiretti Veneto hanno accolto con grande interesse il progetto dell’Associazione “Veneti in Abruzzo” che molto pragmaticamente propone un “ponte economico” tra le due regioni al fine di offrire alle imprese abruzzesi e venete nuove occasioni di business. Si tratta, in buona sostanza, di uno scambio di interessi tra imprese, su prodotti e servizi. E’ un’esperienza di networking associativo per creare motivi di interesse verso la collaborazione fra imprenditori e nuove opportunità di lavoro. Oltre quaranta le imprese che si sono incontrate a Mestre: 26 abruzzesi ed altrettante venete, operanti prevalentemente nei settori economici dell’agroalimentare, turismo, abbigliamento, arredamento, meccanica, green economy, finanza, logistica, servizi alle imprese. Le schede aziendali degli imprenditori abruzzesi, oltre alle indicazioni sui prodotti e servizi che intendono promuovere in affari con colleghi veneti, sono state messe preventivamente a disposizione degli associati delle tre organizzazioni regionali di Confartigianato, Confindustria e Coldiretti, che sono potuti quindi arrivare preparati all’appuntamento.

Presto la replica a Pescara. Per meglio individuare in futuro le ipotesi di progetto su cui aggregare gli imprenditori e professionisti abruzzesi e veneti, il CERVAS, Centro di Ricerca economica presso la Facoltà di Economia dell’Università D’Annunzio di Pescara, ha svolto una ricerca scientifica sulle economie dei due territori regionali illustrata alle imprese intervenute. Il progetto si avvale infine anche di una piattaforma web www.e-simposio.it in grado di mettere a disposizione delle imprese strumenti per favorire le relazioni “in tempo reale” e consentire di trasformare le relazioni in opportunità di business. Nei prossimi mesi si replicherà a Pescara. In quella occasione saranno imprenditori veneti ad andare in terra abruzzese per nuovi incontri sempre B2B.

(Fonte: Confartigianato Veneto)

Cambiano i vertici di Coldiretti Verona

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da sx, Davide Ronca e Claudio Valente

Il nuovo presidente di Coldiretti Verona è Claudio Valente. E’ stato nominato lo scorso 6 diccembre durante l’assemblea generale elettiva che si è svolta a Sona (Vr) al Centro Servizi di Coldiretti da 99 presidenti su 104 delle sezioni territoriali della provincia veronese. Valente, presidente del Calv, Consorzio Agrario Lombardo Veneto, e già vice presidente vicario di Veronafiere, resterà in carica per quattro anni fino a dicembre 2016. Al suo fianco ci sarà anche Davide Ronca in qualità di vice presidente.

Valente, 57 anni laureato in storia contemporanea è un imprenditore agricolo nel settore zootecnico e ortofrutticolo. In Coldiretti è presidente da 23 anni della sezione comunale di Roverchiara e ricopre cariche istituzionali in altri enti. Davide Ronca, 29 anni, è attualmente delegato di Giovani Impresa Verona ed è un imprenditore vitivinicolo di Pastrengo.

Il nuovo consiglio direttivo. Il nuovo consiglio provinciale nominato è costituito da: Giovanni Aldrighetti, Renzo Bonizzato, Adriano Canteri, Giuseppe Desto, Luca Faccioni, Massimo Ferrari, Giorgio Luca Marconi, Claudio Panato, Raffele Pettene, Marco Pizzoli, Michele Rodin, Claudio Tamellini, Antonio Tomezzoli, Alberto Trentin, Giorgio Vicentini.

La nuova giunta, eletta il 12 dicembre scorso, è composta da Luca Faccioni, Claudio Tamellini, Adriano Canteri, Marco Pizzoli, Giorgio Vicentini, Franca Castellani in rappresentanza di Donne Impresa e Zeno Gianfranceschi che rappresenta i pensionati. Compongono la giunta anche il presidente Claudio Valente e il suo vice Davide Ronca. “Dopo questo passaggio – ha detto Valente– la squadra è ora operativa. E’ importante, per la difficile fase che stiamo vivendo, entrare subito nel vivo delle attività e predisporre le linee per il nuovo anno. Ci aspetta un lavoro impegnativo e tutti dobbiamo contribuire con la massima professionalità”. “Punti di riferimento per noi – ha aggiunto Valente – sono i principi che porta avanti la Confederazione tra cui la salvaguardia del Made in Italy, lo sviluppo della filiera agricola italiana e del kilometro zero. Inoltre ci daremo un organigramma politico-sindacale per per entrare con forza e in modo incisivo nell’ambito economico e sociale

 

Regione Veneto: aperti i termini per le domande di contributo per fasce tampone, siepi e boschetti

boschiLa Giunta della Regione Veneto ha approvato un nuovo Bando di applicazione del Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007 – 2013 relativamente alla misura 216 “Investimenti non produttivi”, azione 5 “Impianto delle nuove formazioni di fasce tampone, siepi e boschetti”. L’importo a bando è di un milione di euro.

Impianti da realizzare entro la primavera 2013. “Per questa misura era stato aperto un bando alla fine del 2011 – ha ricordato l’assessore all’agricoltura Franco Manzato – a conclusione della cui istruttori è stata riscontrata una disponibilità finanziaria che, su richiesta di Coldiretti, abbiamo rimesso in gioco, sostanzialmente con le medesime regole già fissate in precedenza. Peraltro, i nuovi impianti di fasce tampone, siepi e boschetti dovranno essere realizzati entro la primavera 2013, così da poter accedere agli aiuti previsti dalla misura 214/a, dedicati al mantenimento degli impianti stessi. Proprio in considerazione di tale scadenza, abbiamo ridotto a 30 giorni dalla data di pubblicazione sul BUR il termine per la presentazione delle domande di aiuto, riducendo contestualmente a 60 giorni il termine per la conclusione dell’istruttoria delle domande da parte di Avepa”.

(Fonte: Regione Veneto)

Ultima tappa per l’avvio del marchio QV, qualità verificata, in Veneto

Immagine 1Ultimi passaggi amministrativi per l’applicazione definitiva, del marchio QV “Qualità Verificata”, previsto da una legge della Regione del Veneto finalizzata a valorizzare e migliorare ulteriormente la qualità e la salubrità delle produzioni agricole e agroalimentari, la salute delle piante e degli animali, a proteggere l’ambiente e il benessere degli animali, il tutto in funzione della maggior tutela degli interessi e della salute dei consumatori.

I benefici del marchio. La Giunta ha infatti inviato alla Commissione Europea, per la verifica finale della compatibilità con le normative comunitarie, i progetti di regole tecniche relativi alle Disposizioni sul sistema di qualità “Qualità Verificata” e ai progetti di disciplinari di “produzione integrata prodotti vegetali” e “prodotti zootecnici”. Unitamente alle regole tecniche sono stati inviati alla Commissione La Legge regionale nel testo vigente, il Manuale di Identità Visiva del marchio “Qualità Verificata” e il Regolamento d’uso del marchio stesso. “Dopo il visto della Commissione Europea – ha ricordato l’assessore all’agricoltura Franco Manzato – i prodotti agricoli ottenuti sulla base dei disciplinari potranno essere resi riconoscibili dal nostro marchio pubblico regionale QV, che promuoveremo presso i consumatori e la distribuzione. Compiamo quest’ultimo passo – ha aggiunto – dopo una fase sperimentale di operatività del sistema “Qualità Verificata”, finalizzata a valutarne tutti gli aspetti operativi e applicativi e a raccogliere le osservazioni delle filiere regionali. Proprio alla luce di tali osservazioni, formulate nell’ottobre scorso dai primi produttori concessionari del marchio QV e dai tre organismi di controllo autorizzati, le Disposizioni attuative sono state “aggiustate” in modo da superare le criticità riscontrate, prima della notifica alla Commissione Europea”. Il riconoscimento di Bruxelles di conformità del Sistema QV del Veneto alle normative comunitarie, permetterà ai produttori di diversificare la qualità e di etichettare la regione di provenienza dei prodotti, nonché di accedere agli appositi finanziamenti comunitari che verranno predisposti nella prossima programmazione del PSR 2014-2020.