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Lotta alla cementificazione, da Veneto e Puglia proposta al ministro Catania moratoria quinquennale immediata

Gli assessori all’agricoltura del Veneto Franco Manzato e della Puglia Dario Stefano hanno proposto al Ministero delle politiche agricole di istituire un periodo transitorio di 5 anni durante il quale sia vietata qualsiasi trasformazione di suolo agricolo, in attesa che la proposta del Governo contro la cementificazione del territorio diventi legge vigente.

“Cementificazione a ‘quota zero’ è una proposta rivoluzionaria – ha sottolineato Manzato – che non vuole attendere le lungaggini della politica, nè procedimenti di durata biblica per bloccare lo sfruttamento e la rovina del territorio verde sottraendolo all’uso edificatorio”. Le finalità dell’iniziativa del Governo sono ampiamente condivise da tutte le Regioni, che vogliono essere in prima fila nella tutela di una risorsa primaria e irripetibile per l’economia nazionale. “Ciononostante, per noi non è sufficiente – ha ribadito Manzato – e per questo motivo Veneto e Puglia hanno deciso di attivarsi, lavorando fianco a fianco, per avviare da subito un regime di salvaguardia, tenuto conto della complessità del testo governativo, che rischia di rallentare il raggiungimento di una effettiva operatività, lasciando spazio ad una ulteriore e magari grave erosione di terreni fertili”.

Timore di “un assalto alla diligenza”. Insomma: in questa fase di transizione, che potrebbe anche essere molto lunga, le Regioni sono preoccupate per un possibile “assalto alla diligenza”, con trasformazioni repentine che produrrebbero un effetto esattamente contrario alle finalità del DDL. Le Regioni del Veneto e Puglia, in coordinamento con le altre, hanno dunque deciso di consegnare in mano al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali un provvedimento capace di avviare al più presto un inversione rispetto all’attuale situazione. Anche ieri, le direzioni agricoltura, urbanistica e paesaggio interregionali si sono incontrate per coordinare la proposta tecnica, il cui obiettivo è quello di migliorare l’efficacia del provvedimento del Governo che punta a ridurre il consumo del suolo.

(Fonte: Regione Veneto)

Al Salone Internazionale del Gusto 2012 (Torino, 25-29 ottobre 2012) anche il Veneto delle eccellenze

Il Veneto delle eccellenze agroalimentari sbarca compatto al Salone Internazionale del Gusto in programma a Torino dal 25 al 29 ottobre. La piazza veneta dei sapori riempita dalla Regione insieme ad Unioncamere, Avepa e Veneto Agricoltura sarà una vivace esposizione delle produzioni caratteristiche e di qualità del territorio.

Vini e specialità gastronomiche. Ad Enoteca Veneta il compito di presentare i vini regionali che accompagneranno la degustazione dei piatti e delle tipicità proposte dall’Osteria Veneta con il coinvolgimento di alcuni ristoratori del circuito Slow Food Veneto, dei Consorzi di tutela e di produttori del bellunese, polesani, trevigiani, veneziani, vicentini e veronesi. Vini e formaggi, riso, salumi ed olio ma anche baccalà, fasolari, polenta, pane biscotto, dolci e verdure (insalata, aglio e radicchio) e le noci.

Nello stand regionale anche Veneto Agricoltura, presente con le sue principali sperimentazioni e ricerche in questo particolare settore. Ad esempio, degustazione dei vini frutto del progetto di recupero dei vecchi vitigni il 26 ottobre (ore 13.30) con Stefano Soligo presso lo stand di “Slow Food Veneto”, la presentazione del “Progetto Scazzone”, pesce berico di risorgiva “marson”, il 27 ottobre 2012, ore 15.30. Inoltre, venerdì 26, ore 18.00, presso la Sala Rossa Rio+20, Lorenzo Furlan di Veneto Agricoltura, grande esperto del settore, sarà relatore all’interessante e interpellante convegno “senza api non c’è futuro”.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Cipolle borettane, andamento positivo

Nella Bassa Veronese sta lievitando la coltivazione di cipolle borettane, la cui richiesta è sempre sostenuta, così come si mantiene su livelli soddisfacenti la quotazione. Prendono il nome da Boretto (Reggio Emilia), città dove sono documentate da 7 secoli. Tenere e dolci, si distinguono dalle altre cipolle per la forma schiacciata e per la piccola dimensione.

La produzione non ha risentito della siccità. Le tuniche sono color giallo paglierino, mentre l’interno è bianco. Amano terreni ben drenati e sabbiosi, come se ne trovano nella Bassa Veronese. Sono sostanzialmente soddisfatti i responsabili della Cooperativa “Orti dei Berici”, azienda di Pojana Maggiore, in provincia di Vicenza, leader nella produzione e nella commercializzazione di borettane. “La stagione è cominciata bene, dice Leonardo Buratti, responsabile commerciale di “Orti dei Berici”: la produzione è eccellente; la quantità, che è sulla media, non è stata toccata dalla siccità che, invece, ha aggravato i costi aziendali dovuti alla necessità di irrigazione. La borettana è un prodotto valido, sempre richiesto, in particolare come “quarta gamma”. I consumi sono appena partiti, con l’arrivo del fresco; per tradizione non è, infatti, un ortaggio gustato quando fa caldo”. “Orti Veneti” coltivano la cipolla con metodi rispettosi della qualità e dell’ambiente.

Molto richieste in Germania. Il consumo è sostenuto, confermano ad OPO Veneto, l’organizzazione di produttori ortofrutticoli di Zero Branco, in provincia di Treviso, e le quotazioni sono apprezzabili. Le cipolle borettane, che oltre a piazzarsi bene sul mercato nazionale, sono sempre più richieste anche all’estero, in particolare in Germania. Ne fanno largo uso gli agriturismi e le famiglie che le valorizzano come prodotti “fatti in casa” per servirli sottolio o sottaceto. Sono molto versatili e quindi si prestano a tante combinazioni e abbinamenti: si presentano in giardiniere, vengono sposate con gli arrosti, oppure sono cotte alla griglia. Spesso arricchiscono e insaporiscono antipasti, farcite con acciughe, tonno, pasta d’olivo o con altri prodotti. Sono commercializzate in contenitori di diverso peso, pelate e già pronte per l’uso, mentre si sta sempre più restringendo la “vendita sfusa” in quanto risulta un po’ laborioso pulirle e si rischia di lacrimare nel togliere le tuniche (sbucciandole).

(Fonte: www.ortoveneto.it)

19-21 ottobre 2012, all’Ortomercato di Chioggia un fine settimana all’insegna della Zucca Marina

Accendono il turbo le iniziative per la valorizzazione della Zucca Marina di Chioggia, messe in campo da Chioggia Ortomercato in questo mese di ottobre con “C’è davvero del sale in zucca!”. Da oggi, venerdì 19 nei padiglioni del Mercato orticolo di Brondolo prende, infatti,  il via “Zucca per tutti”, una vera Sagra della Zucca, con la cena di apertura dello stand gastronomico alle ore 19.

Tante esposizioni e iniziative benefiche. Sabato 20 ottobre mattina si aprono la seconda Mostra della Zucca Marina di Chioggia tra ortolani professionali e hobbysti, l’esposizione di zucche giganti, la quarta mostra micologica del Gruppo Bresadola di Chioggia-Sottomarina, le mostre fotografiche “Territorio del Radicchio di Chioggia Igp”, “Paesaggio Veneto, luoghi persone e prospettive” e “Chioggia, immagini e suggestioni”, la rassegna di vignette “Fumetti che parlano di Chioggia”; nel pomeriggio l’ass. Le Tegnùe di Chioggia presenta il video “Meraviglie di un mondo sommerso”. L’associazione San Rafael propone “Spesa Amica” con zucca, carote, cipolle, patate, radicchio nostrano, e “Un sorso di solidarietà” con degustazione della birra “La Rossa di Chioggia”, mentre la Provincia di Venezia e Veneto Agricoltura presenziano con i loro stand istituzionali.

Non solo zucca…Domenica mattina 21 ottobre esibizione degli intagliatori di zucca del Gruppo Cuochi Spiagge Venete, reduci dai recenti successi delle Olimpiadi di Cucina a Erfurt in Germania, mentre alle 18 si esibisce il gruppo musicale “The Band”, cover dei Pink Floyd. Lo stand gastronomico rimane aperto a pranzo e cena, come le degustazioni dei gelati Sottozero, campione della gara gastronomica della zucca 2011, della Marmellata al Radicchio e dei prodotti da forno dei panificatori clodiensi. Evento clou delle esposizioni è “Darsene in blu”, mostra mercato delle imbarcazioni usate sotto la cupola della Centrale Orticola e nelle vicine darsene fluviali, mentre per gli appassionati della campagna il Consorzio agrario presenta i suoi trattori.

(Fonte: Chioggia Ortomercato del Veneto)

Oltre 10 milioni di euro a 4.000 aziende agricole: la risposta dei Condifesa Veneto ai danni causati dalla siccità

Periti in campo danneggiato

Ammonta a 10 milioni 230 mila euro la stima complessiva dei danni provocati in Veneto alle aziende agricole dalla siccità estiva 2012. Il dato scaturisce dalla verifica dei danni effettuata da 7 periti, uno per ogni provincia veneta, dei Consorzi di difesa sulle produzioni assicurate, le somme verranno quindi erogate direttamente ad oltre 4.000 aziende venete che, grazie alla stipula in tempi utili della polizza assicurativa contro la siccità, oggi possono affermare che non tutto è perduto.

Valerio Nadal, presidente Condifesa Veneto

I cambiamenti climatici  costringono a rivedere i piani assicurativi. Valerio Nadal, Presidente Condifesa Veneto: “Mettendo a confronto questo rilevamento con i dati resi noti nei giorni scorsi dall’assessorato regionale all’Agricoltura, salta agli occhi un elemento fondamentale su cui riflettere: complice anche la crisi economica, sono ancora troppi gli agricoltori che ricorrono alla tutela assicurativa solo per i rischi maggiormente sentiti, come la grandine e il vento forte, ma oggi alluvioni e siccità sono eventi catastrofali tanto frequenti quanto imprevedibili ed è necessario agire con lungimiranza prevenendo il danno piuttosto che subendolo». Il suggerimento agli agricoltori, che arriva dai Condifesa del Veneto, continua quindi ad essere quello di stipulare polizze assicurative multirischio perché, una volta subita la devastazione di questi eventi non è possibile intervenire in alcun modo, se non tentando di attivare il Fondo di Solidarietà Nazionale come sta facendo la Regione Veneto.

Regione, giustificato un intervento straordinario dello Stato. Franco Manzato – Assessore all’Agricoltura Regione Veneto: «Le strutture regionali e gli Sportelli Unici di Avepa si sono attivati ancora a luglio per la verifica dell’esistenza dei presupposti di danno rispetto ai quali c’è l’impegno del Ministero a valutare le proposte in deroga al Piano Assicurativo Nazionale 2012, la cui adozione è il presupposto per la presentazione e l’approvazione delle domande di aiuto. I danni complessivi giustificano un intervento straordinario dello Stato. Sono state considerate le zone territoriali dove risultano colture il cui danno medio è superiore al 30 per cento rispetto alla produzione lorda vendibile ordinaria, considerando anche la disponibilità di acqua ad uso irriguo. L’individuazione dei territori danneggiati potrà consentire l’accesso a misure complementari importanti come i trattamenti di integrazione salariale, l’esenzione dell’imposta sui redditi dominicali e agrari e altre misure di intervento che eventualmente potranno essere approvate sulla base di normative regionali».

Campagna Assicurativa 2012. In Veneto si è chiusa assicurando 35 milioni di quintali di produzioni per un totale di 192 mila ettari di terreni, oltre alle strutture e produzioni zootecniche. Il Valore assicurato ammonta a oltre 1 miliardo di euro a fronte del versamento di quasi 60 milioni di euro di premi complessivi. I contributi erogati direttamente alle aziende ammontano a 44 milioni di euro. Nella campagna 2011 il Condifesa Veneto ha assicurato le colture per un valore complessivo di € 992.511.261,87 a fronte di un premio assicurativo di € 70.016.586,78.

Attenzione ai tempi. Le campagne assicurative si attivano a partire dai mesi di marzo/aprile, quando i Condifesa provinciali, dopo aver effettuato nei mesi precedenti (febbraio/aprile) le trattative con le Compagnie assicurative per ottenere le migliori condizioni sulle polizze, inviano ai produttori le condizioni assicurative concordate. Il trimestre aprile-giugno è il periodo fondamentale per stipulare le polizze sottoscrivendo i certificati direttamente con i Condifesa o con le altre compagnie, che poi vengono validati dai Consorzi al fine del contributo pubblico. Nel mese di novembre viene versato il premio totale alle Compagnie. Il mese di dicembre è invece il mese del pagamento degli indennizzi ai produttori che ne hanno diritto.

(Fonte: Condifesa Veneto)

Agroalimentare italiano, chiave di volta per uscire dalla crisi, se ne è parlato al talk show di Confartigianto Alimentazione del Veneto a Longarone Fiere (BL)

Longarone Fiere (BL), direttivo ARGAV al talk show promosso da Confartigianato Alimentazione del Veneto, 13 ottobre 2012

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV). Sabato 13 ottobre scorso il direttivo ARGAV ha fatto tappa nel bellunese, riunendosi negli spazi di Longarone Fiere, messi gentilmente a disposizione dall’ente fiera che nel weekend scorso ospitava la due giorni “Sapori Italiani e Alpini“.

Longarone Fiere (BL), 13 ottobre 2012, da sx Alfredo Tesio, Fabrizio Stelluto, Christian Malinverni, Claudio Vercellone

Talk show. Nell’occasione, i componenti del direttivo hanno assistito al talk show organizzato da Confartigianato Alimentazione del VenetoLa corretta alimentazione, Italia punto di riferimento mondiale“, moderato dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto e che ha visto partecipi Christian Malinverni, presidente nazionale e del Veneto dei Ristoratori di Confartigianato Imprese, Claudio Vercellone di Avenue Media, ideatore e organizzatore di Pasta Trend, il Salone dedicato alla pasta che nel 2013 si svolgerà a Verona e Alfredo Tesio, giornalista e scrittore, coordinatore del Gruppo del Gusto dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

Molte le tematiche affrontate nel dibattito, tra cui il fatto che l’agroalimentare potrebbe essere per l’Italia la chiave di volta per uscire dalla crisi economica se solo le Istituzioni e gli italiani stessi ci credessero di più. Per quanto riguarda la pasta, rilevazioni Ismea-AC Nielsen (2008) confermano un dato che verrebbe naturale pensare e cioè che l’Italia è il Paese che ha il consumo medio pro-capite all’anno più alto (media di 28 kg), seguito da Venezuela (13 kg), Tunisia (11,8 Kg), Grecia (10,3 kg), Svizzera (10 Kg), Stati Uniti e Svezia (9 Kg), Perù (8,5 Kg), Francia (7,4 Kg), Brasile (6,2 Kg), Germania (5, 5 Kg) e Giappone (1,7 Kg). A minacciare il successo della pasta italiana nel mondo, il pericolo della contraffazione e dell’Italian sounding (pasta che richiama nel nome l’Italia ma fatta con materie prime di provenienza non italiana), che fonti ICE/Federalimentare stimavano nel 2010 pari a un valore di 60 mld di euro. Al proposito, ecco  i video girati in fiera a fine dibattito (un grazie a Vittorio Baroni per la regia).

 

 

Il team per il Guinness dei Primati della pasta sfoglia più lunga del mondo, al centro Luca Da Corte

Una pasta sfoglia da Guinness. La kermesse enogastronomica bellunese ha visto festeggiare il Guinness World Record per la pasta sfoglia più lunga del mondo. Luca Da Corte, presidente nazionale dei maestri pastai di Confartigianato, in collaborazione con il gruppo di Miss Tagliatella guidato da Rina Poletti e Maria Corzani e dall’Anap – Associazione nazionale artigiani in pensione di Belluno ha realizzato la pasta sfoglia di 71 metri, misurata dal sindaco di Longarone, Roberto Padrin, battendo il precedente record di 34.

Radicchi, in dieci anni a Treviso è più che raddoppiata la produzione

Boom del radicchio in provincia di Treviso: in dieci anni la produzione è più che raddoppiata. La raccolta è passata da 48 mila quintali a ben 103 mila (dato Istat 2011). Gli ettari a radicchio nel 200 erano 704, oggi superano i 1.150.

Sono la ricchezza dell’orto trevigiano, che in buona parte si estende su aree bene conservate sotto il profilo ambientale, come il Parco del Fiume Sile o il territorio delle risorgive dalle quali spunta una rete di fiumi, le cui acque sono “miracolose” per gli ortaggi ed i radicchi in particolare. Si coltivano soprattutto il radicchio rosso tardivo di Treviso, che nelle quotazioni si stacca da tutti, e il variegato di Castelfranco Veneto. “Sono dati eccezionali, commenta Paolo Manzan, presidente del Consorzio di tutela del radicchio rosso Igp di Treviso e del variegato di Castelfranco, che sorprendono e lasciano felicemente stupiti. Confermano che, quando ci si impegna su un prodotto puntando sulla qualità e sulla identità, si fa centro. In tempo di così pesante crisi economica, l’orticoltura e l’agricoltura in generale si dimostrano capaci di reggere e di sviluppare posti di lavoro. Un radicchio tanto pregiato e riconosciuto per qualità non può essere delocalizzato, è tutto nostro, appartiene alla nostra terra ed alla nostra storia. Non si ottiene che da noi. E’, dunque, un’opportunità, vogliamogli bene. Tanto successo è una ragione in più per sostenere il Consorzio che lo tutela e lo promuove. I produttori dovrebbero di questo essere ben coscienti e quindi aderire più compatti e più convinti”.

Un successo che può crescere ancora, a patto che…Per Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto, il boom del radicchio in provincia di Treviso “non è un miracolo, né una casualità, ma è il risultato di una lunga e costante azione di promozione della qualità, di formazione dei produttori, di sviluppo del marketing e di aggregazione dei coltivatori, di investimento nella professionalità e nell’immagine. Tutto questo, in una ventina di anni, ha trasformato in gioiello redditizio un ortaggio popolare, poco conosciuto, presente in un mercato locale o poco più che regionale ed in via di scomparsa. Può crescere ancora molto perché ne ha le premesse, a condizione però che si programmi e si concentri la produzione e si tuteli l’ambiente in cui è coltivato, la biodiversità del territorio”.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Cancro del kiwi, indennizzi per espianti obbligatori

La Giunta veneta ha aperto i termini per la presentazione delle richieste di indennizzo da parte delle aziende frutticole che hanno dovuto estirpare totalmente o parzialmente i propri frutteti di kiwi come misura di profilassi al diffondersi del cancro batterico dell’actinidia.

Le domande di contributo andranno presentate all’Unità periferica per i servizi fitosanitari di Buttapietra (VR) nei 30 giorni successivi alla pubblicazione del provvedimento di Giunta nel Bollettino Ufficiale della Regione. Sul testo della deliberazione si era espressa favorevolmente la Commissione consiliare agricoltura. “Le procedure – ha ricordato l’assessore regionale Franco Manzato – saranno quelle già utilizzate per un analogo precedente intervento”.

Per queste finalità sono al momento disponibili 50 mila euro. L’indennizzo sarà determinato in proporzione alla superficie del frutteto estirpato in relazione all’età delle piante (0,8 euro a mq fino a 2 anni, 1,20 euro per quelli da 3 a 14 anni, 1 euro per quelli da 15 anni in poi). Il contributo è erogato a parziale copertura della perdita subita, commisurata alla spesa sostenuta per le operazioni di estirpo e alla conseguente perdita del reddito. La superficie interessata deve essere pari o superiore ai 1000 mq.

Nella concessione degli aiuti sarà data priorità, nell’ordine: agli Imprenditori Agricoli Professionali; alle imprese condotte da imprenditori che abbiano stipulato contratti assicurativi multi rischio. A parità di priorità, si darà preferenza alle estirpazioni di frutetti messi a dimora fino al 2010, in ordine decrescente di superficie; poi a quelli messi a dimora dal 2011, sempre in ordine decrescente di superficie.

La coltivazione di Actinidia in Veneto interessa una superficie complessiva di oltre 3.200 ettari, per una produzione di 76 mila tonnellate e un valore di oltre 40 milioni di euro. Il cancro batterico del kiwi, o Pseudomonas syringae pv. Actinidiae, ha fatto la sua comparsa nel territorio regionale durante il 2010: i suoi attacchi provocano un deperimento delle parti colpite e la successiva morte della pianta. Il batterio si diffonde nell’ambiente in maniera epidemica e, al momento, non vi sono metodi di difesa attiva efficaci per contrastarlo. In seguito alla diffusione della batteriosi, il Ministero per le politiche agricole ha approvato nel 2011 le “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo o l’eradicazione” della malattia.

(Fonte: Regione Veneto)

Raccolta funghi boschi regionali, on line il nuovo regolamento

E’ on line il nuovo regolamento per la raccolta dei funghi all’interno del demanio forestale regionale gestito da Veneto Agricoltura.  Si tratta di circa 16.000 ettari di grande pregio tra cui il bosco del Cansiglio (BL-TV), Sinistra Piave, Destra Piave, Malgonera, Piangrande, Val Montina, nel Bellunese, del Monte Baldo, Val d’Adige e Giazza nell’area Veronese e Vicentina; dell’area lagunare di Vallevecchia tra Caorle e Bibione (Ve) e della Riserva Bocche di Po e dell’Oasi di Cà Mello in provincia di Rovigo.

Scaricabile dal web. Nel nuovo Regolamento, visibile a tutti sul sito di Veneto Agricoltura, sono reperibili le coordinate bancarie e di conto corrente postale per i pagamenti da effettuare nel caso si scelga di munirsi del permesso. Si ricorda che l’età minima per il rilascio del titolo è di 14 anni e che la raccolta, generalmente non più di tre chilogrammi (nel regolamento le eccezioni), è consentita nel periodo 01 giugno – 31 dicembre nelle giornate (escluse le ore notturne) di martedì, venerdì, sabato e domenica ed in tutte le festività infrasettimanali. E’ proibita la raccolta di funghi nellaRiserva Naturale Orientata “Baldassarre – Pian del Landro” nel Comune di Tambre D’Alpago (Bl); nelle riserve naturali integrali “Piaie – Longhi MIllifret” in Comune di Fregona (Tv), “Lastoni – Selva Pezzi in Comune di Malcesine (Vr), “Gardesana Orientale” nel Comune di Malcesine (Vr); nella parte della “Foresta Regionale di Giazza” ricadente all’interno del Parco Naturale Regionale della Lessinia; nella Riserva di “Bosco Nordio” a Chioggia (Ve).

(Fonte: Veneto Agricoltura)

13-15 ottobre 2012, a Longarone fiere si tiene “Sapori Italiani e Alpini”, Confartigianato protagonista con “Alimentazione su Misura”. Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, moderatore della T.R. sulla corretta alimentazione

Guinness world record: una pasta sfoglia unica di oltre 71 metri non si è mai vista al mondo, dicono gli esperti pastai, il record attuale è di 70!. Una lingua di farina e uova sapientemente impastate tra loro –rigorosamente a mano in tutte le tre fasi- e stesa alta 20 micron che darà “vita” ad oltre 400 chili di tagliatelle fresche.

Il tentativo di entrare nel Guinness dei primati sarà compiuto alla 12a edizione di Sapori Italiani & Alpini, il salone dei prodotti agroalimentari tipici e della gastronomia che si terrà a Longarone Fiere dal 13 al 15 ottobre 2012. Protagonista dell’iniziativa è il mastro pastaio Luca Da Corte, che guiderà una squadra formata da nove elementi (4 studenti dell’alberghiero, 4 “sfogline” di Miss Tagliatella ed un collega artigiano).

Produzione 100 per cento artigianale. La preparazione della sfoglia richiederà tre ore di lavoro, e verranno impiegati 150 chilogrammi di farina tipo oro, 80 chili di uova fresche e acqua sufficiente per mantenere una umidità del 50% circa dell’impasto. Al fine di rimarcare la produzione 100% artigianale, anche se il regolamento prevede un passaggio a macchina per la stiratura della pasta, i protagonisti del tentativo di record hanno deciso di impastare, mettere giù la sfoglia e portarla alla finezza corretta, tutto rigorosamente a mano. L’evento da record si consumerà sabato 13 gennaio con inizio alle ore 9.00. Verso pranzo l’incaricato londinese dei Guinness misurerà la sfoglia per certificarne il primato.

Festa della Tagliatella. Dopo di che questa magnifica distesa color oro si trasformerà in circa 400 chilogrammi di tagliatelle che verranno in gran parte servite per pranzo alla Festa della Tagliatella, appositamente programmata per l’evento ed il cui ricavato verrà devoluto interamente alla sede locale dell’AIL. Una parte verrà infine messa in sacchetti che saranno venduti a ricordo del record ottenuto.

Sapori Italiani ospita la 3a edizione di Alimentazione su Misura, manifestazione nella manifestazione organizzata da Confartigianato Alimentazione che prevede un intenso programma. Si inizia con la Cena di Gala venerdì 12 ottobre, per poi aprire al pubblico il giorno dopo, sabato 13, con una serie di iniziative originali: si parte con il tentativo di Guinness per la pasta sfoglia più lunga del mondo, seguito da due momenti convegnistici: alle ore 11.30 sul tema: “La corretta alimentazione, Italia punto di riferimento mondiale” con Claudio Vercellone (Presidente Pastatrend), Alfredo Tesio (Presidente Gruppo del Gusto, Associazione Stampa Estera, Roma) e Christian Malinverni (Presidente Regionale Ristoratori Confartigianato) intervistati da Fabrizio Stelluto, Presidente ARGAV e, sempre sabato (ore 16) su: “La tutela delle eccellenze” con la presenza dell’Assessore regionale del Veneto all’Economia, Commercio e Innovazione, Marialuisa Coppola, la quale inaugurerà anche ufficialmente la manifestazione alle ore 15.30. Domenica 14 poi oltre alle degustazioni ed alle lavorazioni artistiche si svolgerà Miss tagliatella, il noto concorso aperto al pubblico per la migliore tagliatella tradizionale.

In mostra oltre 100 aziende produttrici di specialità tipiche italiane. A Sapori Italiani & Alpini sSaranno oltre 100 i marchi aziendali presenti con alcune delle specialità tipiche dal riso di Isola della Scala al torrone della Sardegna, dall’olio della Puglia e della Toscana ai formaggi del Trentino, senza dimenticare insaccati, pasta, dolci, birra, miele, carne di struzzo e molte altre ancora. Grande spazio sarà dato anche all’offerta di prodotti tipici della montagna dolomitica e alpina. Un ampio spazio è stato allestito anche dalla Coldiretti di Treviso e Belluno con l’iniziativa “La Bottega di Campagna Amica” e una degustazione guidata (lunedì 15, ore 11.30) dei vini e formaggi bellunesi.

(Fonte: Confartigianato Veneto/Longarone Fiere Dolomiti)