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Serata ARGAV in collaborazione con Wigwam-Confartigianato, “Dalla farina alla spirulina”, ovvero come tre mestieri tradizionali diventano innovativi

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la platea di soci ARGAV durante l’incontro “Dalla farina alla spirulina”

(di Andrea Saviane, socio ARGAV e responsabile stampa Confartigianto Veneto) Nell’immaginario collettivo non c’è nulla di più lontano dalla tecnologia e dall’innovazione di un bel forno per la cottura tradizionale del pane, di un fragrante laboratorio di pasticceria oppure di una bottega di pasta fresca. Ebbene la creatività, la profonda conoscenza delle tecniche tradizionali di produzione e la continua ricerca a migliorare il prodotto ha portato alcuni maestri artigiani a sperimentare nuove collaborazioni, nuovi prodotti, nuovi ingredienti come la spirulina e nuovi processi produttivi.

I risultati, davvero eccellenti, sono stati raccontati dagli stessi protagonisti, accompagnati per l’occasione da Christian Malinverni, presidente Nazionale e Regionale Veneto Ristoratori Confartigianato, la sera di venerdì 30 novembre al Circolo di Campagna WIGWAM, ad Arzerello di Piove di Sacco di fronte ad una nutrita platea di soci ARGAV.

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I relatori incontro “Dalla farina alla spirulina”

Barrette dietetiche naturali. Ha esordito il dott. Odillo Volpato, chimico e farmacologo dell’Università di Padova, autore di studi scientifici pubblicati su prestigiose riviste internazionali, che nell’88 fonda a Grossa di Gazzo (PD) la Volchem. La tradizione pasticcera di famiglia contaminata con le conoscenze scientifiche del professore hanno dato vita alla prima azienda nel triveneto e una delle prime in Italia a produrre alimenti dietetici, indicati nella nutrizione clinica e in ambito sportivo, autorizzati dal Ministero della Salute. L’abitudine all’eccellenza si è tradotta nella formulazione di integratori alimentari nuovi, sicuri per la qualità delle materie prime di grado farmaceutico ed efficaci perché validati da studi scientifici autorevoli. Dopo anni di ricerche Volchem è riuscita a formulare una barretta dietetica naturale, ricca di principi nutritivi energetici e di alto valore biologico, considerata tra le migliori del mercato. Attualmente il repertorio dei prodotti dietetici Volchem spazia da quelli indicati nell’attività sportiva con intensi sforzi muscolari o di resistenza, alla nutrizione salutistica nelle diete dimagranti, alla nutrizione clinica in particolari situazioni patologiche.

Pasta alla spirulina. E’ seguito il caso del non ancora quarantenne Luca Da Corte (da alcuni mesi presidente nazionale di mestiere di Confartigianato) titolare del Pastificio Croera di Borca di Cadore (BL). Da sempre votato alla tutela ed alla promozione del prodotto regionale e dei valori positivi della montagna: dai casunziei ai bigoli, dal canederlo al tortellino di Valleggio, passando per la filiera agro alimentare veneta, recentemente Da Corte ha sperimentato, in collaborazione con la start-up MicroLife, la pasta alla spirulina. Un prodotto talmente innovativo da meritare il Premio del “Gruppo del Gusto” dell’Associazione della Stampa Estera Edizione 2012 per la categoria “Produzione di particolare valore e significato”. La nuova esperienza è stata illustrata assieme al biologo Matteo Villa e all’ingegnere Andrea Moro, rispettivamente AD e responsabile Ufficio Tecnico di MicroLife.

Pane alla spirulina, e non solo. Il maestro panificatore Nicola Trentin, classe 1977, è invece il titolare del panificio e pasticceria Le Delizia del Grano a Cittadella (PD) che gestisce in collaborazione con quattro collaboratori familiari. Entrato nel mondo della panificazione all’età di soli 15 anni grazie ad una passione per l’indipendenza e la fragranza del pane, oggi è di diritto annoverato tra i più originali “sperimentatori del settore” con le sue creature alla spirulina ed alla salsa di soia. E’ grande interprete del pane semplice e buono di una volta, lavorato con lievito madre e farina macinata a pietra. Volto noto di Comunipane e Accademia del Pane, è conosciuto anche nel mondo dei cuochi “stellati” incontrati nelle edizioni di Identità Golose, il congresso internazionale di cucina ideato da Paolo Marchi. Oggi sta lavorando assieme ad Adolfo Rizzardelli e Claudia Orlandi al progetto “Pan&trama”. Un percorso originale che parte dalla contaminazione tessuto/alimenti per declinarla in chiave panificazione. Per l’occasione Trentin ha portato in degustazione una anteprima assoluta: Texcoco dolce. Un nuova focaccia dalle elevate proprietà nutritive che grazie all’utilizzo della spirulina è ricco di proteine ma privo di grassi saturi come il burro, sostituito dall’olio extravergine d’oliva, delle uova e di una considerevole percentuale di sale grazie alla elevata sapidità dell’alga. Ne è derivato un dolce nuovo, altamente digeribile, adatto alle persone intolleranti.

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I prodotti in degustazione serata “Dalla farina alla spirulina”

Assaggi. La serata si è conclusa con la classica degustazione guidata che ha permesso ai presenti di assaggiare la spirulina (l’alga chiamata anche il “cibo degli astronauti”), abbinata alla maestria culinaria dell’anfitrione, Efrem Tassinato, accompagnato per l’occasione dai ristoratori e i produttori vitivinicoli della Comunità di Offerta della Riviera Friulana. Questo il menù: spaghetti e tagliatelle alla spirulina conditi con pomodoro, calamari e radicchio di Treviso (un sugo proposto dai ristoratori della Comunità di Offerta Riviera Friulana); casunzie tradizionali ampezzani con burro ricotta affumicata e semi di papavero; pane del panificio Trentin: “mussola”(farina tipo “1” macinata a pietra, lievito madre e metà sale) nelle versioni con spirulina, salsa di soya e grana padano 60 mesi; “quinsai” (farina tipo “integrale” macinata a pietra, lievito madre e metà sale); “lampasso” (farina tipo “1” macinata a pietra,cereali tostati, lievito madre, pasta d’arancio candita, arance candite, noci, uvetta); “brocart”(farina tipo “1” macinata a pietra,cereali tostati, lievito madre, pasta di zenzero candito, limoni canditi, pistacchi, fichi secchi) e “texcoco” dolce oltre all’assaggio di barrette integratori.

Cos’è la Spirulina? E’ definita tecnicamente un superalimento poiché i suoi apporti nutrizionali sono migliori di qualsiasi altro cibo di origine animale o vegetale. La Chlorella è la microalga del sangue: rivitalizza il sistema vascolare e favorisce la depurazione ematica. Mangiare microalghe significa vivere meglio. La paste alimentari che la contengono sono a ragion veduta definite “del domani”. Arricchite dai principi benefici delle microalghe come le proteine, gli antiossidanti, gli acidi grassi, i grassi polinsaturi, il ß-carotene, minerali, vitamine e fibre. Con questo nuovissimo prodotto capace di rivoluzionare il settore del food, si ottiene non solo un alimento dalla qualità superiore, ma anche un prodotto sanissimo che, grazie all’elevato apporto proteico, è utilissimo per i vegetariani e per chi non fa attività fisica; ed è più facilmente digeribile rispetto ad altri piatti a base vegetale.

Le proteine della Spirulina, sono complete in quanto contengono 8 aminoacidi essenziali più altri 9 non essenziali. La Spirulina contiene circa il 65% di proteine, valore che la rende tra gli alimenti maggiormente proteici se comparata ad altri, quali uova e lievito di birra (50%), soia (40%), latte in polvere ( 35%) e carne di manzo (25%). Per tale caratteristica è considerata simile alla carne con il vantaggio, rispetto a quest’ultima, di non contenere acidi grassi saturi o residui di ormone e antibiotici. Come lei, anche la Clorella, la Dunaliella, l’Haematococcus e le più importanti microalghe, sono ricche di minerali e vitamine tra le quali il tocoferolo (vit E), il ß-carotene (vit A), l’inositolo ed alcune vitamine del gruppo B. Contenendo il trio vitaminico ACE (carotenoidi, acido ascorbico e tocoferolo), hanno inoltre ottime proprietà antiossidanti in grado si contrastare l’invecchiamento precoce e le malattie neurodegenerative.

Coldiretti Veneto: concertazione e tavolo verde valgono anche per AVEPA

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto e Venezia

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto

“Ci sono tavoli e tavoli, per Coldiretti Veneto vale quello istituzionale dove qualsiasi decisione che impatta sul settore primario avviene con confronto concertativo tra forze sociali e politica – e’ quanto afferma Giorgio Piazza, presidente regionale dell’organizzazione agricola a margine dell’incontro avvenuto ieri a Padova nella sede dell’Agenzia Veneta per i Pagamenti nell’ambito del progetto “Avepa verso il polo unico dei servizi per l’agricoltura” a cui hanno partecipato insieme al direttore Fabrizio Stella, Tiziano Baggio, segretario generale della programmazione della Regione del Veneto, Giorgio Grosso presidente di Veneto Sviluppo, Arturo Semerari presidente di Ismea, Paolo Giopp, amministratore unico Ismea Investimenti per lo Sviluppo, Fabio Federico, coordinatore attività di Ismea Investimenti per lo Sviluppo, Giorgio Venceslai di SGFA, Società di gestione fondi per l’agroalimentare.

“Condividiamo le necessità impellenti di sburocratizzazione e semplificazione del settore – spiega Piazza – ma riteniamo Avepa ancora un’agenzia deputata alle funzioni amministrative che sono la naturale conseguenza delle decisioni politiche assunte in accordo con le rappresentanze professionali nelle sedi preposte”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Coldiretti, speculazione dietro l’angolo per le aflatossine sul mais polesano

aflatossine-pigozzo“Ci sono alcuni essiccatoi che, per coprire le proprie responsabilità di non essersi attrezzati per lavorare il mais con presenza di aflatossine, approfittando dell’ignoranza sulla materia, stanno scaricando sulla Coldiretti la responsabilità di non essere in grado di vendere il mais conferito dagli agricoltori. Secondo questi soggetti, la Coldiretti è rea di non chiedere al governo italiano l’aumento dei limiti di legge sulla presenza della tossina nel prodotto”.

Alzare il livello di presenza delle aflatossine nel mais, solo il Ministero della Salute può esprimersi. Così interviene Coldiretti Rovigo sulla questione delle aflatossine del mais per mettere in evidenza le responsabilità dei titolari di quegli impianti di essicazione che non si sono dotati delle attrezzature necessarie, e chiede alla Regione Veneto di intervenire appositamente. “Ora iniziano anche gli agricoltori – dichiara Coldiretti – spinti da un’associazione di categoria, ad accusarci di procurare un danno ai nostri soci, perché non sosteniamo la predetta richiesta, secondo loro unica soluzione per vendere il prodotto”. “Deve esser chiaro che il limite delle aflatossine nel mais è fissato dall’Unione europea proprio per la loro tossicità e che solo il Ministero della salute può eventualmente esprimersi sulla partita”.

Attività di disinformazione in atto per coprire l’inadeguatezza. “Premesso questo, sta avvenendo che quei (pochi) essicatoi che si sono attrezzati per la prelavorazione del mais, rispettando così la direttiva della Regione Veneto del 2005, non hanno nessun problema a lavorarlo e a venderlo in assoluta trasparenza, entro i limiti di legge”. “Purtroppo – prosegue Coldiretti – chi è andato sui giornali lo scorso agosto a fare allarmismo, ha avuto come conseguenza che tutto il mais veneto sta soffrendo nelle vendite, nonostante sul mercato vi sia poco prodotto”. “Noi diciamo che questa “furbata” è stata dannosa per tutti – conclude Coldiretti – Noi non possiamo accettare che quando il mais polesano viene acquistato a 16 euro/quintale (i più “bravi” ottengono anche il 18), improvvisamente non ha più tossine ed è commercializzabile; mentre, se fosse proposto al prezzo di mercato che è di 25-28 euro al quintale, allora avrebbe il problema delle tossine”.

La Regione Veneto vigili. “Come Coldiretti – prosegue la nota – pensiamo che sia in atto una speculazione mastodontica e chiediamo alla Regione Veneto di vigilare e di obbligare chi fa attività di essicazione a dotarsi delle attrezzature necessarie per lavorare il mais, a pena di chiusura dell’impianto, nel pieno rispetto della direttiva regionale del 2005”. “Già ad agosto avevamo messo in guardia gli agricoltori dalle speculazioni. – ricorda Coldiretti – Ora avvisiamo tutti i produttori di non dar adito alle sirene e di verificare presso l’essiccatoio dove hanno portato il prodotto, se è in grado di venderlo a prezzo di mercato, al netto dei costi di lavorazione; se così non è, al punto grave in cui siamo, il male minore sarà farsi riconsegnare il proprio quantitativo di mais per portarlo, con le dovute tempistiche, presso gli impianti che sono tecnicamente capaci di lavorarlo per renderlo conforme ai limiti consentiti e commercializzarlo in modo legittimo, sicuro e pagato ai prezzi correnti”. “Qualsiasi altra soluzione, salvo decisioni che può adottare solo il Ministero della salute, e su questo nessuno ha mai avuto da ridire, ha un unico obiettivo: pagare il mais polesano, riconosciuto universalmente come uno dei migliori nel Veneto, a 16-18 euro/quintale, anziché 25-28, come sarebbe dovuto”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

1-15 dicembre 2012, in Polesine c’è la rassegna gastronomica “Cibi di Terranostra”

Tracciabilità sicura, sapori genuini, storie familiari. Queste sono le caratteristiche che distinguono la rassegna gastronomica “Cibi di Terranostra” dalle tante manifestazioni a sfondo mangereccio che si susseguono per ogni dove. E’ arrivata alla seconda edizione, la manifestazione di promozione dei piatti polesani, pensata da Coldiretti Rovigo e Terranostra, con la rete degli agriturismi associati, certificati Campagna amica.

Incontri conviviali nel weekend. È un calendario di otto appuntamenti, con pranzi e cene a tema, che si concentreranno nei primi tre week end di dicembre, in otto strutture agrituristiche di Terranostra. Ciascun agriturismo proporrà un menù completo, dall’antipasto al dolce, costruito attorno al piatto tipico della propria famiglia, integrato con altre preparazioni ad ingredienti stagionali, sempre di produzione aziendale. L’evento è patrocinato dalla Provincia di Rovigo col contributo della Camera di commercio polesana e la collaborazione di Slow food.

Cibi di famiglia. “Siamo convinti che è importante continuare a promuovere i piatti tipici della tradizione autunno-invernale della nostra campagna polesana – spiega Stefania Rasi, presidente degli agriturismi Terranostra – perché sono espressione di una grande ricchezza e varietà di sapori, ancora moltiplicati dalla diversità con cui ogni famiglia rurale combina gli ingredienti secondo “le ricette della nonna”. Al piacere della buona tavola – conclude Rasi – le nostre aziende agrituristiche vogliono aggiungere il calore di una famiglia che apre le proprie porte, per condividere le sue storie con gli ospiti, in un ambiente sereno, senza fretta, che fa bene al cuore oltre che al fisico”.

Gli appuntamenti. Si parte sabato 1° dicembre per Badia Polesine, dove all’agriturismo Le Clementine, sarà preparata una cena dedicata alla “bondola”, insaccata direttamente da Beppe con la sua squadra di norcini; oppure, in alternativa, si va ad Adria, per gustare la faraona con radicchio dell’agriturismo La Salute. Domenica 2 dicembre, si può passare a pranzare dalla famiglia Tinello, che all’agriturismo Ca’ del Nonno, a Melara, ha cucinato i radicchi del Veneto in tutti i modi. Ancora due pranzi per domenica 9 dicembre: “maiale a tutto tondo” preparato da Donatella all’agriturismo Val Pilotta di Pettorazza Grimani oppure cappone ruspante all’agriturismo Casa Ramello di Ariano Polesine, dove la famiglia Belloni alleva direttamente polli e galline ovaiole. Venerdì 14 si potrà partecipare ad una autentica “cena degli ossi” a Tolle di Porto Tolle, dove Pinuccia dell’agriturismo La Fraterna preparerà il più classico dei cibi polesani, con carni di maiale allevati allo stato brado. Per finire, si conclude il percorso gastronomico all’agriturismo La Ca’ del Delta di Ca’ Venier di Porto Tolle, per una cena con cotechino e salumi alla maniera della famiglia Ferro; oppure ci si sposta a Gaiba per il cotechino con polenta in versione altopolesana, pronto all’agriturismo Fondo Madonnina secondo tradizione di casa Rasi. Tutti i menù sono a prenotazione; per informazioni rivolgersi a Coldiretti (tel. 0425.2018), o reperire i depliant gialli in tutti gli Iat della provincia, nelle biblioteche, in Camera di commercio, all’assessorato provinciale all’Agricoltura, nei mercati agricoli di Campagna amica.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Selezione produttiva la proposta di Manzato per contrastare la proliferazione dei cinghiali nei colli Euganei e in Lessinia

Terreno rovinato dai cinghiali in Lessinia

“La situazione è insostenibile ed esasperante: questi selvatici provocano danni ingenti alle cose, tra l’altro mettendo in ginocchio molte aziende agricole, e costituiscono un serio pericolo per le persone”. Lo ha affermato l’assessore ai parchi del Veneto Franco Manzato, riferendosi al proliferare incontrollato dei cinghiali nell’area del Parco regionale dei Colli Euganei e massicciamente anche in quello della Lessinia.

Non ci sono soldi per abbattimenti e rimborso danni. “In teoria, poiché non si tratta di una specie autoctona ma arrivata in queste località da chissà dove, dobbiamo per legge sradicarne la presenza, ma nello stesso tempo, sempre per legge, nei parchi sono vietati, tra l’altro, la cattura, l’uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali. Sempre in teoria, è prevista una deroga con la possibilità di eventuali prelievi faunistici ed eventuali abbattimenti selettivi, così come è previsto il rimborso dei danni. Ma non ci sono soldi per la prima possibilità, così come sono finiti quelli per il rimborso dei danni, rispetto ai quali peraltro la collettività non può pagare due volte, in termini naturalistici ed economici. In ogni caso c’è chi si oppone a priori alla selezione, mentre, ancora una volta in teoria, dovrebbe esserne protagonista visto che l’opposizione nasce da un affermato interesse per la salvaguardia del territorio che invece viene depauperato sotto ogni punto di vista: umano, faunistico e di biodiversità”.

Terreno rovinato dai cinghiali in Lessinia

Trasformare un problema in risorsa. “Questo lo stato di fatto vero, concreto, reale – ribadisce Manzato – a fronte di una vicenda che non potrà che complicarsi sempre più se non poniamo rimedio. Quale e come? L’ultima ratio sarebbe la pura e semplice abrogazione dei Parchi stessi, da decidere, paradossalmente, proprio per salvare il territorio. Ma la prima scelta per me è una sola: fare selezione produttiva, trasformando almeno in parte questa disgrazia in risorsa. I nostri cinghialoni, che pare siano molto più massicci di altri perché frutto anche di incroci con maiali – conclude Manzato – possono e devono diventare almeno un prodotto tipico e una specialità di territorio, con una selezione che si autofinanzia. Lavoriamo almeno su questo”.

(Fonte: Regione Veneto)

Gruppo Pedon, esempio veneto di eccellenza dell’agroalimentare nel mondo

da sx, Francesca, Mattia, Remo, Franco, Loris, Sergio, e Paolo Pedon

(di Nadia Donato, socio ARGAV) Il segreto del loro successo è legato ad una parola: Famiglia. I fratelli Franco, Sergio e Remo, rispettivamente presidente, direttore vendite Italia e direttore generale del Gruppo Pedon di Molvena (VI), da ben 28 anni guidano una delle più importanti aziende europee che si occupano della produzione, lavorazione e distribuzione all’ingrosso di legumi e cereali secchi. Insieme ai tre fratelli, fondatori del gruppo che ha le proprie radici nella feconda terra veneta, da alcuni anni sono entrati in azienda anche i figli Loris, Paolo e Mattia. Lo scorso 9 novembre, i soci ARGAV hanno avuto la bella occasione di visitare gli stabilimenti del gruppo, nonché di conoscere la famiglia Pedon.

La segretaria Mirka Cameran Schweiger ed i consiglieri Nadia Donato ed Emanuele Cenghiaro consegnano la penna ricordo ARGAV alla famiglia Pedon

Fatturato e organico in continua crescita. Tutto nasce nel 1984, a Molvena, ridente cittadina ai piedi delle Prealpi vicentine, quando i fratelli Pedon hanno l’intuizione di confezionare i loro prodotti e commercializzarli nella grande distribuzione. Il fatturato dagli 8 milioni di euro inizia a crescere in maniera esponenziale, sino ad arrivare agli attuali 60 milioni, con un trend di crescita che porterà il gruppo a superare i 70 milioni di euro nel 2013. E così pure la forza occupazionale passata da 28 unità alle attuali 600. Aumento dei ricavi significa incremento dei posti di lavoro: negli ultimi 18 mesi sono state assunte 34 persone ed altre arriveranno nel 2013. In una realtà italiana in cui molte aziende sono oggi costrette a licenziare il proprio personale, la Pedon di Molvena rappresenta una vera eccellenza. Due sono le divisioni Pedon, la retail che si occupa della distribuzione ed una dedicata alla produzione e vendita dei prodotti agricoli. Il tutto si traduce nel controllo totale della filiera.

foto Gruppo Pedon

Dal campo al banco della spesa.  Il Gruppo Pedon è presente in 25 paesi del mondo. Tra i più importanti, oltre all’Italia, Cina, Etiopia e Argentina, con stabilimenti propri e joint ventures in Canada, Messico e Stati Uniti. I grandi investimenti in tecnologia che il gruppo ha fatto in questi ultimi anni garantiscono elevate qualità e tracciabilità di ogni prodotto. Ma cos’è Pedon per il consumatore? Oltre a garanzia di qualità e genuinità del prodotto, un’offerta di 2500 articoli, dai legumi ai cereali secchi, ai preparati per dolci, ai funghi e ai prodotti alimentari senza glutine.

Remo Pedon con i bambini scuola etiope

L’impegno etico del Gruppo Pedon in Etiopia. “Lei è un uomo coraggioso di visione e strategia”. Così si è pronunciato il magnate americano, Bill Gates, nei confronti dell’industriale italiano Remo Pedon, in occasione di un recente loro incontro in Etiopia.  Da oltre sette anni, infatti, il Gruppo Pedon è presente in Africa attraverso la divisione ACOS (Agricoltural Commodity Supplies) specializzata nella lavorazione di legumi ed  è collegato ad un programma di solidarietà avviato dalla CRS (Catholic Relief Services) sostenuto anche dalla Bill and Melinda Gates Foundation. Tutto è nato nel 2005, quando è nato il progetto CRS per la produzione e commercializzazione del fagiolo bianco, detto tondino. Il gruppo italiano ha creato la logistica e le infrastrutture per organizzare la filiera, dando lavoro a centinaia di famiglie etiopi. Oggi è presente una scuola gratuita con mensa, scuolabus e  12 insegnanti, a cui sono iscritti 250 bambini dai 3 ai 13 anni, figli dei dipendenti. “Cerchiamo di dare un futuro migliore a questa gente. E non c’è nulla che ripaghi di più di un sorriso di un bambino felice”, afferma con soddisfazione il coraggioso vicentino Remo Pedon.

Sol&Agrifood: l’unione fa la forza del made in italy agroalimentare di qualità

Si chiama Sol&Agrifood (7-10 aprile 2013 – www.solagrifood.com) la novità fieristica di Veronafiere, sintesi di Sol, il più importante salone internazionale dedicato all’olio extravergine di oliva di qualità, e di Agrifood Club, la rassegna dell’agroalimentare di qualità, che tradizionalmente si svolgevano in contemporanea con Vinitaly ed Enolitech.

Da martedì 6 novembre le iscrizioni online sono aperte sul sito  e prevedono per gli espositori di Sol&Agrifood la partecipazione gratuita al Concorso internazionale Sol d’Oro (in programma dal 18 al 23 febbraio 2013). L’obiettivo della riunificazione di due rassegne in una è racchiuso nel claim della manifestazione “Taste of business” che ben esprime la volontà di dare un’immagine unitaria dell’eccellenza dell’agroalimentare italiano, fatto di tutti i prodotti della trasformazione, così da promuoverlo e comunicarlo nel suo unicum storico agli operatori internazionali del food. Un’immagine del made in Italy sicuramente vincente per il suo appeal, ma anche in termini commerciali.

Una vetrina per il mady in Italy. Il nuovo layout permette alle aziende di presentare diverse merceologie nello stesso stand. Tra le iniziative dedicate agli incontri business ci sono il GDO Buyers Club per incontrare la grande distribuzione, il Buyers Club Online, il Walk Around Oil Tasting dove le collettive regionali e i consorzi possono presentare le migliori produzioni di olio ad una selezione di operatori internazionali, l’Agorà Food Tasting in cui il produttore, coadiuvato da uno chef, presenta e “racconta” il proprio prodotto a giornalisti e operatori internazionali, mentre nell’Oliveoil Cooking Show gli chef più accreditati propongono abbinamenti innovativi tra le diverse tipologie di oli e le migliori produzioni agroalimentari. Torna anche il Golosario Prize, il premio alle migliori produzioni in esposizione.

(Fonte: Veronafiere)

Venerdì 9 novembre 2012, i soci ARGAV nel vicentino in visita all’azienda Pedon e alla cantina Maculan

Venerdì 9 novembre p.v. i soci ARGAV andranno nel vicentino e precisamente a Molvena per visitare l’azienda Pedon, leader europeo dei legumi e poi a Breganze, per visitare l’azienda agricola Maculan.

Programma. Il ritrovo è alle ore 10 presso lo stabilimento Pedon in via del Progresso 32. Qui incontremo Remo Pedon, direttore generale dell’azienda, che accompagnerà i soci ARGAV nella visita delle diverse linee di lavorazione e produzione dei reparti: legumi e cereali, preparati per dolci, prodotti senza glutine, funghi secchi. Nel primo pomeriggio, alle ore 14.30, il viaggio studio proseguirà alla Cantina Maculan.

Rapporto “Green Italy”, tra le aziende virtuose anche il pastificio trevigiano Jolly Sgambaro

C’è un’azienda trevigiana tra le grandi d’Italia che tengono alto il valore dell’agroalimentare nazionale. Si tratta del pastificio “Jolly Sgambaro” di Castello di Godego che compare nell’elenco degli esempi virtuosi segnalati dal rapporto “Green Italy” redatto dalla Fondazione Symbola. Lo studio sarà presentato a Roma oggi nella sede di UnionCamere, alla presenza di Ermete Realacci presidente dell’associazione e dei Ministri Mario Catania e Corrado Clini rispettivamente dell’ Agricoltura e dell’Ambiente.

I soci ARGAV in visita alla Jolly Sgambaro, giugno 2012

Km zero, scelta vincente. La segnalazione per la realtà industriale è legata all’adozione di modelli di sviluppo e consumo fondati su principi cardine: quali la difesa del territorio, la valorizzazione della biodiversità e la promozione della cultura locale. La scelta antesignana di Pierantonio Sgambaro, alla guida dell’ impresa a conduzione famigliare che i soci ARGAV hanno visitato lo scorso giugno, ovvero produrre la prima pasta italiana a chilometro zero realizzando e garantendo la minor percorrenza possibile tra i campi di coltivazione del grano duro e il punto di trasformazione, è stata dunque strategica e concorre tuttora a far crescere l’export nel mondo di “spaghetti made in italy” con un incremento del 7%.

Jolly Sgambaro, particolare produzione pasta

Agricoltura nordestina, 1,1% del Pil nazionale. A sostenere una decisa politica aziendale anche l’accordo di filiera siglato con i produttori del Veneto orientale e dell’Emilia che forniscono un quarto della materia prima utilizzata dal molino e proveniente da 9 mila ettari seminati nella pianura veneto-emiliana. La filiera corta e controllata secondo i severi disciplinari di coltivazione fanno della pasta Sgambaro un prodotto di altissima qualità, ricco di proteine, biologico, poco energivoro: si pensi solo che per la sua produzione – dalla coltivazione della spiga allo scaffale del negozio – ogni anno sono risparmiate all’ambiente emissioni di CO2 pari alla combustione di oltre 70.000 litri di gasolio. Dal 2002, inoltre, Jolly Sgambaro detiene l’assoluto riconoscimento di unico pastificio industriale della penisola il cui prodotto è marchiato Grano Duro Italiano da CSQA certificazioni. Un vanto per il nord est cuore delle produzioni di qualità dove l’agricoltura è l’unico settore in controtendenza con una produzione lorda vendibile che quest’anno supera i 5 miliardi di euro contribuendo all’aumento del Pil dell’intero Paese per 1,1 per cento.

(Fonte: Jolly Sgambaro)

Orti sociali, nuova assegnazione per gli anziani nel veneziano

“Sei pensionato, non sei già proprietario di terreni coltivabili e risiedi nel comune di Venezia? Se hai questi requisiti puoi accedere all’assegnazione di un orto a Tessera.” Cosi Coldiretti Venezia, attraverso il suo Patronato Epaca con la collaborazione di Venezia Opportunità e con il patrocinio del Comune di Venezia, dal 10 ttobre scorso mette a disposizione dei pensionati di Venezia 63 orti da coltivare della dimensione di circa 50 metri (le 48 persone che oggi coltivano regolarmente e con passione il terreno assegnato tre anni fa avranno comunque diritto di prelazione).

Il “modello Venezia” a disposizione di tutti i comuni del Veneto. Il progetto nasce nel 2009, con la collaborazione dell’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Venezia. L’idea era ed è quella di coinvolgere i pensionati in attività occupazionali favorendo momenti di socializzazione ed incontro e promuovendo la cultura dei prodotti locali ed uno stile di vita associato ad un regime alimentare salutare. Il risultato è stato brillante, tanto che Coldiretti ed Epaca Venezia, hanno deciso di voler proseguire e implementare l’iniziativa, vedendo l’entusiasmo e la passione dei “nuovi agricoltori”. A disposizione delle persone che utilizzano gli orti, prive di esperienza specifica, ma anche di coloro che vogliono consigli, indicazioni sulle culture, sulle tecniche e sui cicli biologici, è stato messo a disposizione un “maestro” pensionato anch’esso.  L’iniziativa, accanto all’obbiettivo di animazione e coesione sociale, ha anche lo scopo di mantenere e di recuperare tradizioni e “sentimenti” che molto spesso vengono dimenticati e cancellati dalla memoria collettiva, un progetto sociale efficiente ed efficace, che Coldiretti Venezia auspica possa essere preso da modello e clonato in tutte le realtà comunali. Info: Federazione Provinciale Coldiretti Venezia
Via Torino, 180/A, 30172 Mestre (VE), Tel. 041.5455210 email: venezia@coldiretti.it.

(Fonte: Coldiretti Veneto)