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AOP Veneto Ortofrutta, avanti tutta: nuovi obiettivi, nuovi spazi di crescita

Cesare Bellò e Fausto Bertaiola, rispettivamente direttore e presidente di AOP Veneto Ortofrutta

AOP Veneto Ortofrutta (associazione di organizzazioni di produttori) guarda avanti, oltre la scadenza del 2013, quando potrebbero venire meno opportunità e vantaggi che sono alla base della sua costituzione. Le recenti modifiche normative dell’Ocm (organizzazione comune di mercato) hanno limitato l’operatività e la strategicità delle Aop, incrementandone il carico burocratico con i relativi vincoli.

Rilanciare le ragioni dello stare insieme. Il Consiglio di amministrazione dell’Aop Veneto Ortofrutta, riunitosi a Zero Branco (Treviso) lo scorso settembre, ha discusso sulla opportunità o meno di continuare “insieme” l’attività, dal momento che i vantaggi dello “stare insieme” potrebbero venire meno o comunque essere ridimensionati. Conclusione unanime: è bene continuare il viaggio insieme, valorizzando il patrimonio di conoscenze e di relazioni acquisito e mettendo a frutto le esperienze maturate. E’ stato delineato, quindi, un piano di azione che comporta la messa a fuoco di nuovi obiettivi e l’individuazione di nuovi spazi operativi. Si tratta di rilanciare le ragioni dello stare insieme e le motivazioni di azioni condivise sul fronte promozionale, commerciale, strategico, dei servizi, della logistica, della ricerca delle risorse e delle esportazioni.

OPO Veneto rappresenta oggi il 40% dell’ortofrutticoltura organizzata veneta. L’esperienza fatta è ritenuta più che soddisfacente e fruttuosa. L’AOP Veneto Ortofrutta, presieduta da Fausto Bertaiola, dalla sua costituzione è cresciuta con continuità e con vistosità tanto ad arrivare a rappresentare il 40 per cento dell’ortofrutticoltura organizzata della Regione Veneto. Dal 2009 c’è stato un tasso di crescita del 20 per cento. Anche nel primo semestre di quest’anno si è avuta una lievitazione dell’attività, tanto che si potrebbe arrivare a fine 2012 con un fatturato aggregato di 150 milioni di euro, di cui più 100 milioni derivati dei soci. C’è stato, inoltre, un efficace lavoro di lobby istituzionale, di collaborazioni tecniche e commerciali, di sinergia operativa. Tutto questo si è tradotto in interessanti progetti comuni, che si è riusciti “a portare a casa” e a realizzare proprio per il fatto di essere aggregati e coesi. “Noi siamo convinti, commenta il presidente Fausto Bertaiola, del valore e dell’efficacia del sistema ortofrutticolo organizzato. Si è creato un patrimonio di idee, di risorse umane, di lavoro di squadra, di professionalità nuove che sarebbe peccato buttare via. La nostra scommessa va dunque oltre il 2013, per questo siamo convinti che è bene andare avanti, a prescindere dalla normativa Ocm, che si avrà con la programmazione comunitaria 2014 – 2020”. Non si esclude, comunque, che nel frattempo a Bruxelles qualcosa si possa muovere a favore delle Aop.

I soci. Le organizzazioni di produttori soci di AOP Veneto Ortofrutta, della quale è direttore Cesare Bellò, sono OP COP di San Giovanni Lupatoto (Verona), OP Europ di Giacciano con Barucchella (Rovigo), OP Il Noceto di Chiarano (Treviso), OP Orti dei Berici di Pojana Maggiore (Vicenza), OP Ortoromi di Borgoricco (Padova), OPO Veneto di Zero Branco (Treviso), OP Consorzio Piccoli Frutti di Illasi (Verona).

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

27 ottobre – 11 novembre 2012, Doc e Docg dei Colli Euganei in mostra a Luvigliano (PD)

Quando il gruppo Amici di Luvigliano, in provincia di Padova, decise di organizzare la prima mostra dei vini era la fine degli anni ‘60 e il vino lo si consumava ancora spillandolo dalle damigiane. Col passare degli anni sono comparse le prime bottiglie, le prime etichette scritte a mano o, nei casi più felici, con una Olivetti Studio.

Si festeggiano anche i 40 anni del Consorzio. Tempi di eroica spontaneità che negli a seguire hanno però rafforzato e caratterizzato questo tradizionale appuntamento con la produzione dei Colli Euganei. Al quale, con sempre maggior attenzione hanno guardato non solo i produttori che ne hanno fatto il loro punto di riferimento sul territorio per mettere in vetrina i loro vini ma anche per un crescente numero di appassionati ed estimatori dell’enologia Euganea. Una crescita continua, sia della qualità delle produzioni vitivinicole che de i favori del pubblico, confermata di anno in anno fino a questo 2012 che celebra la 43° edizione dal 27 ottobre prossimo all’11 novembre. Includendo nel fitto programma degli appuntamenti anche i festeggiamenti per il 40° compleanno del Consorzio Vini Doc Colli Euganei che, insieme al comitato promotore della Mostra, possono ben dire che il traguardo raggiunto è più che soddisfacente.

La mostra si tiene nella storica sede di Villa Pollini. Una meta cui si è giunti grazie ai vari presidenti del comitato della Mostra, da un lato e ai presidenti che si sono alternati alla guida del Consorzio. Non ultimi, i componenti del gruppo organizzatore nel quale si sono succedute generazioni di persone ispirate dagli stessi obiettivi: volontà, dedizione, amore per il proprio territorio, popolato da una schiera di produttori altrettanto convinti del valore delle loro vigne e dei loro vini. Veri protagonisti della 43° edizione della Mostra dei Vini di Luvigliano che apre ufficialmente il cartellone degli appuntamenti, sabato 27 ottobre alle 17,00, a Luvigliano di Torreglia (PD) nella storica sede di Villa Pollini. Scarica Qui il programma della manifestazione.

(Fonte: Consorzio Vini Doc Colli Euganei)

Aflatossine del mais e influenza aviaria, i consumatori possono stare tranquilli ma non altrettanto i comparti economici agricoli

da sx, Stefano Marangon, Igino Andrighetto, Giorgio Cester, Roberto Angeletti

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Antefatto. Nella seconda metà dell’estate 2012, in Veneto si sono riscontrate due situazioni che hanno comportato un forte coinvolgimento dei servizi veterinari regionali e territoriali delle Usl: valori anomali di aflatossine (microtossine tossiche di origine naturale ) nel mais in raccolta, che hanno messo in crisi la produzione di granoturco già fortemente provata dalla siccità e la presenza di virus di influenza aviaria in alcuni allevamenti avicoli.

Obiettivo ARGAV: avere “un’informazione informata”. Per fare dunque il punto sulla situazione di aflatossine e influenza aviaria, ARGAV,  su iniziativa del presidente Fabrizio Stelluto, ha organizzato in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie e l’Ordine dei Giornalisti del Veneto un incontro di approfondimento professionale che si è svolto ieri, giovedì 25 ottobre, nella sede dell’ISVe a Legnaro (PD). All’incontro, erano presenti in veste di relatori Giorgio Cester, dirigente responsabile dell’Unità di Progetto Veterinaria della Regione Veneto, Igino Andrighetto, direttore generale dell’IZSVe, Roberto Angeletti, direttore della Struttura complessa Chimica dell’ISVe e Stefano Marangon, direttore Sanitario dell’ISVe.

Aflatossine mais, le cause. Ebbene, ciò che è emerso chiaramente  dalle dichiarazioni degli esperti – Dr. Cester, prof. Andrighetto e Dr. Angeletti – è che il problema della contaminazione profonda di aflatossine nel mais in valori molto elevati esiste ed è presente a macchia di leopardo non solo in Veneto, che con 250 mila ettari di superficie dedicata, rappresenta nel contesto nazionale la regione con la maggiore superficie destinata alla coltura, ma anche in Lombardia orientale, parte del Friuli-Venezia Giulia e gran parte dell’Emilia Romagna. La causa dell’aumento anomalo del fungo è riconducibile a fattori ambientali, tipici della pianura Padana ed in parte già riscontrati nella calda estate del 2003, altro anno che segnò un rialzo anomalo dei valori di aflatossine: prolungata siccità, che quest’anno è arrivata a superare anche le 90 giornate consecutive, temperature ed umidità elevate.

I consumatori possono star tranquilli. Poiché il mais è l’alimento principale per gli allevamenti, il rischio maggiore per noi tutti sarebbe rappresentato dal consumo di latte, prolungato per più giorni, con un livello di contaminazione di aflatossina M1, derivato dalla B1 presente nell’alimentazione della vacca da latte, con un valore superiore ai 50 ppt (parti per trilione o nanogrammi per kilo). Dico sarebbe perchè questo pericolo è stato scongiurato dalla regione Veneto che ha approntato da agosto ad oggi un piano integrato di controlli intensificando la verifica e le analisi del servizi veterinari delle Asl ed eliminando le eventuali partite di latte contaminate.

Allarme più economico che salutare. Se la tutela del consumatore è salva, rimane aperta la questione relativa all’utilizzo della granella di mais, che deve rispettare limiti di legge prestabiliti e fissati in comunità europea a 20 ppb (parti per bilione o microgrammo per kilo), attualmente giacente presso gli essiccatoi in fase di lavorazione e decontaminazione, al fine di poter essere immessa in commercio per le ditte mangimistiche oltre che per un uso diretto dell’allevatore. La situazione sta mettendo in grande difficoltà il comparto della zootecnia veneta, a rischio di approvvigionamento di mais per l’alimentazione del bestiame, anche a causa del calo di produzione globale dovuto alla siccità e al conseguente aumento del prezzo. La questione è all’ordine del giorno del Ministero della Salute, che sta valutando i possibili rimedi, tra cui l’utilizzo dell’ammoniaca per la detossificazione della granella, metodo ammesso dalla comunità europea ma finora mai utilizzato in Italia. Certo è che in futuro, per far sì che le aflatossine del mais non diventino un problema, bisognerà lavorare sempre più sulla selezione di varietà più adatta e sulla buona prassi delle tecniche colturali e di conservazione.

Dalle tossine al virus: l’influenza aviaria. “Dal 1997 al 2005 l’Italia è stata interessata da diverse epidemie di influenza aviaria sia ad alta che a bassa patogencità, con il coinvolgimento di milioni di volatili”, ha spiegato il dr. Marangon. “Ad essere colpite, soprattutto Veneto e Lombardia, aree in cui è concentrato il 65% per cento ca del patrimonio avicolo nazionale, con conseguenti notevoli danni economici. Dopo anni di “silenzio sierologico”, nei campionamenti eseguiti dalla regione per il monitoraggio di influenze aviarie nelle aziende avicole, sono stati riscontrati a fine agosto 2012 alcuni casi di positività per virus di influenza aviaria a bassa patogenicità  in provincia di Treviso e Verona. Oltre ai casi veneti, la presenza di virus influenzale a bassa patogenicità è stata rilevata anche in alcuni allevamenti industriali di tacchini della provincia di Brescia. Sono quindi scattate una serie di misure, sia da parte del Ministero della Salute che da parte regionale, volte alla salvaguardia del patrimonio avicolo. Tra queste, anche l’abbattimento dei capi risultati positivi al virus, con conseguenti rilevanti danni per l’economia del comparto. Allo stato attuale, non sono stati segnalati altri casi di positività.

Lotta alla cementificazione, da Veneto e Puglia proposta al ministro Catania moratoria quinquennale immediata

Gli assessori all’agricoltura del Veneto Franco Manzato e della Puglia Dario Stefano hanno proposto al Ministero delle politiche agricole di istituire un periodo transitorio di 5 anni durante il quale sia vietata qualsiasi trasformazione di suolo agricolo, in attesa che la proposta del Governo contro la cementificazione del territorio diventi legge vigente.

“Cementificazione a ‘quota zero’ è una proposta rivoluzionaria – ha sottolineato Manzato – che non vuole attendere le lungaggini della politica, nè procedimenti di durata biblica per bloccare lo sfruttamento e la rovina del territorio verde sottraendolo all’uso edificatorio”. Le finalità dell’iniziativa del Governo sono ampiamente condivise da tutte le Regioni, che vogliono essere in prima fila nella tutela di una risorsa primaria e irripetibile per l’economia nazionale. “Ciononostante, per noi non è sufficiente – ha ribadito Manzato – e per questo motivo Veneto e Puglia hanno deciso di attivarsi, lavorando fianco a fianco, per avviare da subito un regime di salvaguardia, tenuto conto della complessità del testo governativo, che rischia di rallentare il raggiungimento di una effettiva operatività, lasciando spazio ad una ulteriore e magari grave erosione di terreni fertili”.

Timore di “un assalto alla diligenza”. Insomma: in questa fase di transizione, che potrebbe anche essere molto lunga, le Regioni sono preoccupate per un possibile “assalto alla diligenza”, con trasformazioni repentine che produrrebbero un effetto esattamente contrario alle finalità del DDL. Le Regioni del Veneto e Puglia, in coordinamento con le altre, hanno dunque deciso di consegnare in mano al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali un provvedimento capace di avviare al più presto un inversione rispetto all’attuale situazione. Anche ieri, le direzioni agricoltura, urbanistica e paesaggio interregionali si sono incontrate per coordinare la proposta tecnica, il cui obiettivo è quello di migliorare l’efficacia del provvedimento del Governo che punta a ridurre il consumo del suolo.

(Fonte: Regione Veneto)

Al Salone Internazionale del Gusto 2012 (Torino, 25-29 ottobre 2012) anche il Veneto delle eccellenze

Il Veneto delle eccellenze agroalimentari sbarca compatto al Salone Internazionale del Gusto in programma a Torino dal 25 al 29 ottobre. La piazza veneta dei sapori riempita dalla Regione insieme ad Unioncamere, Avepa e Veneto Agricoltura sarà una vivace esposizione delle produzioni caratteristiche e di qualità del territorio.

Vini e specialità gastronomiche. Ad Enoteca Veneta il compito di presentare i vini regionali che accompagneranno la degustazione dei piatti e delle tipicità proposte dall’Osteria Veneta con il coinvolgimento di alcuni ristoratori del circuito Slow Food Veneto, dei Consorzi di tutela e di produttori del bellunese, polesani, trevigiani, veneziani, vicentini e veronesi. Vini e formaggi, riso, salumi ed olio ma anche baccalà, fasolari, polenta, pane biscotto, dolci e verdure (insalata, aglio e radicchio) e le noci.

Nello stand regionale anche Veneto Agricoltura, presente con le sue principali sperimentazioni e ricerche in questo particolare settore. Ad esempio, degustazione dei vini frutto del progetto di recupero dei vecchi vitigni il 26 ottobre (ore 13.30) con Stefano Soligo presso lo stand di “Slow Food Veneto”, la presentazione del “Progetto Scazzone”, pesce berico di risorgiva “marson”, il 27 ottobre 2012, ore 15.30. Inoltre, venerdì 26, ore 18.00, presso la Sala Rossa Rio+20, Lorenzo Furlan di Veneto Agricoltura, grande esperto del settore, sarà relatore all’interessante e interpellante convegno “senza api non c’è futuro”.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Cipolle borettane, andamento positivo

Nella Bassa Veronese sta lievitando la coltivazione di cipolle borettane, la cui richiesta è sempre sostenuta, così come si mantiene su livelli soddisfacenti la quotazione. Prendono il nome da Boretto (Reggio Emilia), città dove sono documentate da 7 secoli. Tenere e dolci, si distinguono dalle altre cipolle per la forma schiacciata e per la piccola dimensione.

La produzione non ha risentito della siccità. Le tuniche sono color giallo paglierino, mentre l’interno è bianco. Amano terreni ben drenati e sabbiosi, come se ne trovano nella Bassa Veronese. Sono sostanzialmente soddisfatti i responsabili della Cooperativa “Orti dei Berici”, azienda di Pojana Maggiore, in provincia di Vicenza, leader nella produzione e nella commercializzazione di borettane. “La stagione è cominciata bene, dice Leonardo Buratti, responsabile commerciale di “Orti dei Berici”: la produzione è eccellente; la quantità, che è sulla media, non è stata toccata dalla siccità che, invece, ha aggravato i costi aziendali dovuti alla necessità di irrigazione. La borettana è un prodotto valido, sempre richiesto, in particolare come “quarta gamma”. I consumi sono appena partiti, con l’arrivo del fresco; per tradizione non è, infatti, un ortaggio gustato quando fa caldo”. “Orti Veneti” coltivano la cipolla con metodi rispettosi della qualità e dell’ambiente.

Molto richieste in Germania. Il consumo è sostenuto, confermano ad OPO Veneto, l’organizzazione di produttori ortofrutticoli di Zero Branco, in provincia di Treviso, e le quotazioni sono apprezzabili. Le cipolle borettane, che oltre a piazzarsi bene sul mercato nazionale, sono sempre più richieste anche all’estero, in particolare in Germania. Ne fanno largo uso gli agriturismi e le famiglie che le valorizzano come prodotti “fatti in casa” per servirli sottolio o sottaceto. Sono molto versatili e quindi si prestano a tante combinazioni e abbinamenti: si presentano in giardiniere, vengono sposate con gli arrosti, oppure sono cotte alla griglia. Spesso arricchiscono e insaporiscono antipasti, farcite con acciughe, tonno, pasta d’olivo o con altri prodotti. Sono commercializzate in contenitori di diverso peso, pelate e già pronte per l’uso, mentre si sta sempre più restringendo la “vendita sfusa” in quanto risulta un po’ laborioso pulirle e si rischia di lacrimare nel togliere le tuniche (sbucciandole).

(Fonte: www.ortoveneto.it)

19-21 ottobre 2012, all’Ortomercato di Chioggia un fine settimana all’insegna della Zucca Marina

Accendono il turbo le iniziative per la valorizzazione della Zucca Marina di Chioggia, messe in campo da Chioggia Ortomercato in questo mese di ottobre con “C’è davvero del sale in zucca!”. Da oggi, venerdì 19 nei padiglioni del Mercato orticolo di Brondolo prende, infatti,  il via “Zucca per tutti”, una vera Sagra della Zucca, con la cena di apertura dello stand gastronomico alle ore 19.

Tante esposizioni e iniziative benefiche. Sabato 20 ottobre mattina si aprono la seconda Mostra della Zucca Marina di Chioggia tra ortolani professionali e hobbysti, l’esposizione di zucche giganti, la quarta mostra micologica del Gruppo Bresadola di Chioggia-Sottomarina, le mostre fotografiche “Territorio del Radicchio di Chioggia Igp”, “Paesaggio Veneto, luoghi persone e prospettive” e “Chioggia, immagini e suggestioni”, la rassegna di vignette “Fumetti che parlano di Chioggia”; nel pomeriggio l’ass. Le Tegnùe di Chioggia presenta il video “Meraviglie di un mondo sommerso”. L’associazione San Rafael propone “Spesa Amica” con zucca, carote, cipolle, patate, radicchio nostrano, e “Un sorso di solidarietà” con degustazione della birra “La Rossa di Chioggia”, mentre la Provincia di Venezia e Veneto Agricoltura presenziano con i loro stand istituzionali.

Non solo zucca…Domenica mattina 21 ottobre esibizione degli intagliatori di zucca del Gruppo Cuochi Spiagge Venete, reduci dai recenti successi delle Olimpiadi di Cucina a Erfurt in Germania, mentre alle 18 si esibisce il gruppo musicale “The Band”, cover dei Pink Floyd. Lo stand gastronomico rimane aperto a pranzo e cena, come le degustazioni dei gelati Sottozero, campione della gara gastronomica della zucca 2011, della Marmellata al Radicchio e dei prodotti da forno dei panificatori clodiensi. Evento clou delle esposizioni è “Darsene in blu”, mostra mercato delle imbarcazioni usate sotto la cupola della Centrale Orticola e nelle vicine darsene fluviali, mentre per gli appassionati della campagna il Consorzio agrario presenta i suoi trattori.

(Fonte: Chioggia Ortomercato del Veneto)

Oltre 10 milioni di euro a 4.000 aziende agricole: la risposta dei Condifesa Veneto ai danni causati dalla siccità

Periti in campo danneggiato

Ammonta a 10 milioni 230 mila euro la stima complessiva dei danni provocati in Veneto alle aziende agricole dalla siccità estiva 2012. Il dato scaturisce dalla verifica dei danni effettuata da 7 periti, uno per ogni provincia veneta, dei Consorzi di difesa sulle produzioni assicurate, le somme verranno quindi erogate direttamente ad oltre 4.000 aziende venete che, grazie alla stipula in tempi utili della polizza assicurativa contro la siccità, oggi possono affermare che non tutto è perduto.

Valerio Nadal, presidente Condifesa Veneto

I cambiamenti climatici  costringono a rivedere i piani assicurativi. Valerio Nadal, Presidente Condifesa Veneto: “Mettendo a confronto questo rilevamento con i dati resi noti nei giorni scorsi dall’assessorato regionale all’Agricoltura, salta agli occhi un elemento fondamentale su cui riflettere: complice anche la crisi economica, sono ancora troppi gli agricoltori che ricorrono alla tutela assicurativa solo per i rischi maggiormente sentiti, come la grandine e il vento forte, ma oggi alluvioni e siccità sono eventi catastrofali tanto frequenti quanto imprevedibili ed è necessario agire con lungimiranza prevenendo il danno piuttosto che subendolo». Il suggerimento agli agricoltori, che arriva dai Condifesa del Veneto, continua quindi ad essere quello di stipulare polizze assicurative multirischio perché, una volta subita la devastazione di questi eventi non è possibile intervenire in alcun modo, se non tentando di attivare il Fondo di Solidarietà Nazionale come sta facendo la Regione Veneto.

Regione, giustificato un intervento straordinario dello Stato. Franco Manzato – Assessore all’Agricoltura Regione Veneto: «Le strutture regionali e gli Sportelli Unici di Avepa si sono attivati ancora a luglio per la verifica dell’esistenza dei presupposti di danno rispetto ai quali c’è l’impegno del Ministero a valutare le proposte in deroga al Piano Assicurativo Nazionale 2012, la cui adozione è il presupposto per la presentazione e l’approvazione delle domande di aiuto. I danni complessivi giustificano un intervento straordinario dello Stato. Sono state considerate le zone territoriali dove risultano colture il cui danno medio è superiore al 30 per cento rispetto alla produzione lorda vendibile ordinaria, considerando anche la disponibilità di acqua ad uso irriguo. L’individuazione dei territori danneggiati potrà consentire l’accesso a misure complementari importanti come i trattamenti di integrazione salariale, l’esenzione dell’imposta sui redditi dominicali e agrari e altre misure di intervento che eventualmente potranno essere approvate sulla base di normative regionali».

Campagna Assicurativa 2012. In Veneto si è chiusa assicurando 35 milioni di quintali di produzioni per un totale di 192 mila ettari di terreni, oltre alle strutture e produzioni zootecniche. Il Valore assicurato ammonta a oltre 1 miliardo di euro a fronte del versamento di quasi 60 milioni di euro di premi complessivi. I contributi erogati direttamente alle aziende ammontano a 44 milioni di euro. Nella campagna 2011 il Condifesa Veneto ha assicurato le colture per un valore complessivo di € 992.511.261,87 a fronte di un premio assicurativo di € 70.016.586,78.

Attenzione ai tempi. Le campagne assicurative si attivano a partire dai mesi di marzo/aprile, quando i Condifesa provinciali, dopo aver effettuato nei mesi precedenti (febbraio/aprile) le trattative con le Compagnie assicurative per ottenere le migliori condizioni sulle polizze, inviano ai produttori le condizioni assicurative concordate. Il trimestre aprile-giugno è il periodo fondamentale per stipulare le polizze sottoscrivendo i certificati direttamente con i Condifesa o con le altre compagnie, che poi vengono validati dai Consorzi al fine del contributo pubblico. Nel mese di novembre viene versato il premio totale alle Compagnie. Il mese di dicembre è invece il mese del pagamento degli indennizzi ai produttori che ne hanno diritto.

(Fonte: Condifesa Veneto)

Agroalimentare italiano, chiave di volta per uscire dalla crisi, se ne è parlato al talk show di Confartigianto Alimentazione del Veneto a Longarone Fiere (BL)

Longarone Fiere (BL), direttivo ARGAV al talk show promosso da Confartigianato Alimentazione del Veneto, 13 ottobre 2012

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV). Sabato 13 ottobre scorso il direttivo ARGAV ha fatto tappa nel bellunese, riunendosi negli spazi di Longarone Fiere, messi gentilmente a disposizione dall’ente fiera che nel weekend scorso ospitava la due giorni “Sapori Italiani e Alpini“.

Longarone Fiere (BL), 13 ottobre 2012, da sx Alfredo Tesio, Fabrizio Stelluto, Christian Malinverni, Claudio Vercellone

Talk show. Nell’occasione, i componenti del direttivo hanno assistito al talk show organizzato da Confartigianato Alimentazione del Veneto “La corretta alimentazione, Italia punto di riferimento mondiale“, moderato dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto e che ha visto partecipi Christian Malinverni, presidente nazionale e del Veneto dei Ristoratori di Confartigianato Imprese, Claudio Vercellone di Avenue Media, ideatore e organizzatore di Pasta Trend, il Salone dedicato alla pasta che nel 2013 si svolgerà a Verona e Alfredo Tesio, giornalista e scrittore, coordinatore del Gruppo del Gusto dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

Molte le tematiche affrontate nel dibattito, tra cui il fatto che l’agroalimentare potrebbe essere per l’Italia la chiave di volta per uscire dalla crisi economica se solo le Istituzioni e gli italiani stessi ci credessero di più. Per quanto riguarda la pasta, rilevazioni Ismea-AC Nielsen (2008) confermano un dato che verrebbe naturale pensare e cioè che l’Italia è il Paese che ha il consumo medio pro-capite all’anno più alto (media di 28 kg), seguito da Venezuela (13 kg), Tunisia (11,8 Kg), Grecia (10,3 kg), Svizzera (10 Kg), Stati Uniti e Svezia (9 Kg), Perù (8,5 Kg), Francia (7,4 Kg), Brasile (6,2 Kg), Germania (5, 5 Kg) e Giappone (1,7 Kg). A minacciare il successo della pasta italiana nel mondo, il pericolo della contraffazione e dell’Italian sounding (pasta che richiama nel nome l’Italia ma fatta con materie prime di provenienza non italiana), che fonti ICE/Federalimentare stimavano nel 2010 pari a un valore di 60 mld di euro. Al proposito, ecco  i video girati in fiera a fine dibattito (un grazie a Vittorio Baroni per la regia).

 

 

Il team per il Guinness dei Primati della pasta sfoglia più lunga del mondo, al centro Luca Da Corte

Una pasta sfoglia da Guinness. La kermesse enogastronomica bellunese ha visto festeggiare il Guinness World Record per la pasta sfoglia più lunga del mondo. Luca Da Corte, presidente nazionale dei maestri pastai di Confartigianato, in collaborazione con il gruppo di Miss Tagliatella guidato da Rina Poletti e Maria Corzani e dall’Anap – Associazione nazionale artigiani in pensione di Belluno ha realizzato la pasta sfoglia di 71 metri, misurata dal sindaco di Longarone, Roberto Padrin, battendo il precedente record di 34.

Radicchi, in dieci anni a Treviso è più che raddoppiata la produzione

Boom del radicchio in provincia di Treviso: in dieci anni la produzione è più che raddoppiata. La raccolta è passata da 48 mila quintali a ben 103 mila (dato Istat 2011). Gli ettari a radicchio nel 200 erano 704, oggi superano i 1.150.

Sono la ricchezza dell’orto trevigiano, che in buona parte si estende su aree bene conservate sotto il profilo ambientale, come il Parco del Fiume Sile o il territorio delle risorgive dalle quali spunta una rete di fiumi, le cui acque sono “miracolose” per gli ortaggi ed i radicchi in particolare. Si coltivano soprattutto il radicchio rosso tardivo di Treviso, che nelle quotazioni si stacca da tutti, e il variegato di Castelfranco Veneto. “Sono dati eccezionali, commenta Paolo Manzan, presidente del Consorzio di tutela del radicchio rosso Igp di Treviso e del variegato di Castelfranco, che sorprendono e lasciano felicemente stupiti. Confermano che, quando ci si impegna su un prodotto puntando sulla qualità e sulla identità, si fa centro. In tempo di così pesante crisi economica, l’orticoltura e l’agricoltura in generale si dimostrano capaci di reggere e di sviluppare posti di lavoro. Un radicchio tanto pregiato e riconosciuto per qualità non può essere delocalizzato, è tutto nostro, appartiene alla nostra terra ed alla nostra storia. Non si ottiene che da noi. E’, dunque, un’opportunità, vogliamogli bene. Tanto successo è una ragione in più per sostenere il Consorzio che lo tutela e lo promuove. I produttori dovrebbero di questo essere ben coscienti e quindi aderire più compatti e più convinti”.

Un successo che può crescere ancora, a patto che…Per Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto, il boom del radicchio in provincia di Treviso “non è un miracolo, né una casualità, ma è il risultato di una lunga e costante azione di promozione della qualità, di formazione dei produttori, di sviluppo del marketing e di aggregazione dei coltivatori, di investimento nella professionalità e nell’immagine. Tutto questo, in una ventina di anni, ha trasformato in gioiello redditizio un ortaggio popolare, poco conosciuto, presente in un mercato locale o poco più che regionale ed in via di scomparsa. Può crescere ancora molto perché ne ha le premesse, a condizione però che si programmi e si concentri la produzione e si tuteli l’ambiente in cui è coltivato, la biodiversità del territorio”.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)