Associazioni agricole contro la patrimoniale, appello ai Sindaci

Oltre ai terreni anche stalle e i fienili, gli annessi rustici, i capannoni per ricovero attrezzi: l’IMU non risparmia neanche quelli che sono di fatto i mezzi di produzione per le imprese agricole. Per questo le associazioni di categoria del settore (Cia, Coldiretti, Copagri, Confagricoltura)  hanno scritto a tutti i Sindaci del Veneto invitandoli ad applicare la facoltà, stabilita per legge, di ridurre fino al 50% la nuova tassa soprattutto per gli agricoltori che coltivano direttamente il fondo.

“Applicate la riduzione, ne avete facoltà”.L’intervento presso le amministrazioni pubbliche è volto a scongiurare la scomparsa di un tessuto di imprese che crea occupazione, garantisce l’equilibrio idrogeologico e la produzione di tipicità che fanno la ricchezza agroalimentare unica al mondo. “Vogliamo richiamare alla stessa sensibilità tutti i primi cittadini – hanno detto i presidenti delle organizzazioni – perchè non è possibile trattare un bene che produce reddito attraverso la sua coltivazione come un bene che viene acquisito per intenti speculativi da parte di soggetti terzi rispetto al mondo agricolo”.

A livello nazionale è stato già avviato un confronto serrato con il Governo al fine di differenziare i parametri riducendo l’aggravio per gli imprenditori  iscritti come coltivatori diretti alla previdenza Inps. Ma l’entità della manovra rimane un vero e proprio salasso dove i valori del prelievo triplicano. Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri intraprendono un’azione unitaria per tutelare l’agricoltura colpita da tassazioni che minano seriamente la competitività del comparto: la superficie agricola, le strutture connesse all’attività sono strumenti di lavoro e non capitali rifugio per investitori. Un occhio di riguardo dunque, a chi con la terra ci lavora e non vive di rendita fondiaria.

(Fonte: comunicato congiunto CIA-Coldiretti- Confagricoltura-COPAGRI Vento)

Programma di Sviluppo Rurale del Veneto, al via i bandi con scandenze da febbraio a giugno 2012, favoriti i giovani imprenditori agricoli

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato, ha disposto l’apertura dei termini per la presentazione delle domande per alcune misure dell’Asse 1, 2 e 3 del Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2007 – 2013, definendo le procedure e le condizioni di accesso ai benefici.

Opportunità per la giovane imprenditoria agricola. “L’importo complessivo a bando è di 228 milioni e 700 mila euro – spiega l’assessore Manzato –, mentre il cofinanziamento della nostra Regione potrà ammontare al massimo, in base alle domande che risulteranno ammissibili, a 17 milioni e 124 mila euro”. “Con questo provvedimento – continua l’assessore – si mettono a bando le dotazioni ancora oggi disponibili sulle diverse misure, andando a completare il piano degli interventi e di spesa previste dal Programma. Il dato significativo e che ritengo essere strategicamente più importante per il futuro del settore, riguarda le opportunità offerte ai giovani agricoltori: i 45 milioni disponibili dovrebbero garantire un aiuto sostanziale per l’avvio delle attività di circa quattrocento nuovi imprenditori agricoli under 40 nel 2012”.

Termine per le domande, dal 29 febbraio (pacchetto giovani) al 29 giugno 2012. L’Asse 1, “Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale”, presenta  dotazioni finanziarie soprattutto per il “Pacchetto Giovani”, per quanto concerne l’ammodernamento delle aziende, la partecipazione a sistemi di qualità alimentare, l’attività di informazione e promozione agroalimentare. Per quanto riguarda l’Asse 2, “Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale”,  le misure riguardano le indennità a favore degli agricoltori delle zone montane, il benessere animale, gli investimenti non produttivi, il  primo imboschimento di terreni agricoli, il primo impianto di sistemi agroforestali su terreni agricoli e il primo imboschimento di terreni non agricoli. Infine, per l’Asse 3, “Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia”, saranno finanziati interventi per la diversificazione in attività non agricole. I termini di scadenza per la presentazione delle domande variano a seconda delle misure e vanno dal 29 febbraio (Pacchetto Giovani) al 29 giugno 2012. Le procedure di valutazione dei progetti sono definite nel bando stesso, come anche i principali indirizzi procedurali che, a livello operativo, saranno dettagliati da parte dell’Organismo Pagatore Regionale AVEPA, con proprio provvedimento.

(Fonte: Regione Veneto)

Arpav: approvata commissione d’inchiesta sulla gestione amministrativa

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità il Progetto di Legge presentato dai consiglieri Piero Ruzzante (PD) e Pietrangelo Pettenò (FSV) per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla gestione amministrativa dell’ARPAV.

Esaminata l’attività a partire dal 2000. Il progetto prevede che la Commissione, che sarà composta da 9 consiglieri (8 di maggioranza e 4 di opposizione), abbia il compito di acquisire dati e informazioni riguardanti l’attività gestionale dell’Arpav a decorrere dall’anno 2000 sino alla fine della scorsa legislatura. In particolare saranno analizzati tipologia e costi per consulenze e contratti di collaborazione, delle analisi di laboratorio affidate all’esterno, della gestione amministrativa del personale, i costi e le procedure connessi alla realizzazione della nuova sede regionale e di quelli per la ristrutturazione delle sedi decentrate e infine verranno analizzati gli acquisti di beni e servizi.

Azione di analisi, non di perseguire. Per quanto riguarda il funzionamento della commissione, sarà compito dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio assicurare il personale, i mezzi e le strutture. “Il fatto che il progetto di legge sia stato approvato all’unanimità – ha dichiarato Costantino Toniolo, relatore del provvedimento – sottolinea la volontà del Consiglio di voler far chiarezza sui motivi per i quali si è venuta a creare questa situazione di difficoltà economica. Si tratta di un atto di responsabilità e di trasparenza del Consiglio regionale per tutelare la credibilità di una struttura importante e strategica per la sicurezza dell’ambiente, ma anche e soprattutto per la salute dei cittadini. Vorrei sottolineare – ha concluso Toniolo – che lo spirito di questo provvedimento non è certo quello di perseguire alcunché, compito che spetta alla Magistratura, ma solo quello di analizzare errori, carenze o manchevolezze sulla base dei quali fare delle valutazioni e avviare quei correttivi che rendano Arpav più efficiente”. Nel corso del dibattito sono intervenuti Piero Ruzzante, Stefano Fracasso, Pietrangelo Pettenò, Antonio Pipitone, Piergiorgio Cortelazzo, Diego Bottacin e Nicola Finco.

(fonte Asterisconet.it)

Giunta veneta aderisce al progetto interregionale contro il cancro del kiwi e la Tignola della patata

Il Veneto ha aderito al “Progetto di ricerca interregionale sul Cancro batterico del Kiwi”, in base al quale l’Università degli Studi di Udine – Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali, condurrà uno studio triennale di ricerca e sperimentazione interregionale sulle possibilità di contrasto alla batteriosi dell’actinidia, causata dal batterio Pseudomonas syringae pv. Actinidiae.

Studio biologico sulla Tignola della patata. La Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato, ha aderito infatti all’iniziativa, che richiederà un investimento complessivo di 150 mila euro, ripartito in parti uguali tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. La Giunta ha inoltre approvato la prosecuzione dello studio biologico, già attivato nello scorso biennio, sulla Tignola della patata (Phthorimaea operculella), affidato all’Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni Vegetali. La Tignola della patata (Phthorimaea operculella) ha manifestato, infatti, nelle ultime stagioni una notevole recrudescenza, causando danni che si manifestano non solo in campo ma anche nella fase di conservazione in magazzino. E’ stato infine deciso di attivare una convenzione con Università degli Studi di Bologna – Dipartimento di “Scienze e Tecnologie Agroambientali” relativa al supporto diagnostico per la determinazione dei fitoplasmi e dei batteri, in considerazione della riorganizzazione del laboratorio dell’Unità Periferica Servizi Fitosanitari. Per questo insieme di finalità sono stati impegnati complessivamente 42.500 euro sul bilancio 2011, mentre per la prosecuzione della ricerca sul cancro del Kiwi si provvederà sui prossimi bilanci.

Obiettivo, trovare piante di kiwi meno fragili. “L’intervento principale – ha ribadito Manzato – è proprio quello che si riferisce al Cancro Batterico del Kiwi, una fitopatologia che si è manifestata anche nel Veneto con effetti devastanti, per la quale non esistono al momento rimedi attivi mentre l’unica forma di prevenzione è la distruzione delle piante colpite. Per evitare la riproduzione della malattia, il Veneto ha anche adottato una misura drastica, vietando il reimpianto con materiale vivaistico per tutto il 2012. Stiamo parlando – ha sottolineato l’assessore – di una coltura che ha grande importanza economica per l’economia agricola regionale, che interessa circa  3.200 ettari, con una produzione annua di circa 76 mila tonnellate per un valore di oltre 40 milioni di euro”. Per potere garantire alla filiera vivaistica – frutticola il materiale di moltiplicazione sano e controllato, sarà indagato il rapporto biologico e fisiologico tra patogeno e piante di actinidia nei suoi diversi aspetti, agendo non solo nei diretti confronti dell’organismo nocivo (cosa che finora ha dato peraltro scarsi risultati) bensì anche sulle altre componenti, quali la pianta ospite, le condizioni ambientali, la presenza di vettori ecc., che giocano un ruolo rilevante nella patogenesi e nello sviluppo dell’epidemia. Con il progetto interregionale si privilegia lo studio di interventi sul “parametro pianta”. Ferma restando l’importanza della prevenzione delle infezioni e di tutte le azioni intraprese per il controllo del patogeno, l’intento principale è di ricercare, soprattutto in chiave intravarietale, piante di kiwi meno fragili a PSA di quelle attualmente coltivate, valutando la sussistenza di adattamenti che, nel corso di coevoluzione tra pianta e patogeno, vadano proficuamente a modificare la suscettibilità della pianta ospite.

(Fonte: Regione Veneto)

Innovazione e agricoltura, aziende per la maggior parte inerziali o che innovano solo il parco macchine

Esiste una attitudine delle imprese agricole venete ad innovare? Se si, quanto e come? Per saperlo, Veneto Agricoltura ha presentato nei giorni scorsi uno studio biennale effettuato con la consulenza del prof. Enzo Rullani (docente di Economia della Conoscenza e di Strategie di impresa alla Venice International University di Venezia).

L’indagine ha individuato tre modelli aziendali: le aziende inerziali, che vanno avanti sulla scia della tradizione, la cui quota supera il 50%; gli innovatori tecnici, orientati alla produzione, che tendono al rinnovo del parco macchine; gli innovatori d’uso (un gruppo ristretto) che hanno adottato una strategia di orientamento al mercato. Nonostante la necessità riconosciuta di innovare, dallo studio emerge  infatti che la metà delle aziende rinuncia all’innovazione, una su quattro innova nei macchinari e solo un ristretto numero sceglie l’innovazione come politica aziendale orientata al mercato.

Innovare deve far parte di una strategia complessiva e di marketing. “Anche e soprattutto in agricoltura, crisi e concorrenza mondiale si battono con una costante iniezione di innovazione. Sono però ancora troppo poche le aziende che lo fanno”, ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato, a commento dei risultati.  “Possiamo e dobbiamo fare di più – ha ribadito Manzato – perché l’innovazione oggi non è, né può essere intesa, come semplice aggiornamento dei macchinari di produzione: è una strategia produttiva complessiva e di marketing, perché rafforza le relazioni con i clienti e consumatori, con l’orientamento al mercato della produzione e con l’implementazione dei servizi correlati al prodotto. In questa ottica si riducono anche i rischi negli investimenti, si aprono i sistemi chiusi, è più facile sperimentare i vantaggi di reti aperte, si rendono più dialettici i rapporti di filiera”.

Investire sui giovani. “La Regione sta accompagnando questo passaggio mediante i bandi del Piano di Sviluppo Rurale e i finanziamenti a tasso agevolato ottenuti da accordi con istituti di credito, come Banca Friuladria, che investono sui giovani agricoltori, cioè sui soggetti più disponibili a portare innovazione e rinnovamento. A questo si aggiungono gli investimenti delle varie OCM (35 milioni per il sistema vino) e gli interventi per un rapporto più semplice e immediato tra aziende e pubblica amministrazione, come il portale PIAVe.

(fonte: Veneto Agricoltura/Regione Veneto)

Credito agevolato in agricoltura, Regione Veneto attiva operazione da circa 40 milioni di euro

Le aziende agricole del Veneto potranno avere a disposizione una liquidità complessiva di circa 40 milioni per svolgere la loro attività, sotto forma di credito agevolato di esercizio su prestiti della durata massima di 12 mesi, contratti per anticipare le spese di conduzione aziendale fino alla vendita dei prodotti nell’annata agraria 2011 – 2012.

Azione anticrisi. La Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore Franco Manzato, ha infatti approvato lo scorso 21 dicembre uno specifico programma di intervento per la concessione di un aiuto cosiddetto “de minimis” (entro i limiti fissati dall’Unione Europea perché non si tratti di aiuto di Stato) sotto forma di concorso sugli interessi. “E’ un’azione prevista dalla legge regionale ‘anticrisi’ del 2009 – ha sottolineato Manzato – che abbiamo presentato ai primi segni della debacle finanziaria mondiale”.

Domande entro il 27 gennaio 2012. “Per questa iniziativa – ha aggiunto l’assessore – la Regione mette sul piatto un milione e mezzo di euro”. Modalità, termini, spese ammissibili per l’accesso a questo intervento creditizio sono contenuti nel bando allegato alla delibera della Giunta. Delibera e bando saranno pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione. Dal giorno successivo e fino al 27 gennaio, gli interessati potranno presentare domanda per l’agevolazione sul prestito agli Sportelli Unici Agricoli di Avepa, indicando l’Istituto di credito prescelto per l’operazione. Avepa provvederà entro il 13 marzo ad approvare la graduatoria delle istanze ammesse. L’Agenzia trasmetterà inoltre alle banche e ai beneficiari il nulla – osta per l’erogazione del prestito agevolato. Entro 60 giorni dalla ricezione del medesimo, il beneficiario dovrà presentare ad Avepa, qualora non l’abbia già fatto assieme alla domanda, copia in originale del contratto stipulato con la Banca.

(fonte: Regione Veneto)

In agricoltura il Veneto semplifica ancora procedure. Manzato: la riforma agricola avanza

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

“Ecco una riforma vera, piccola ma utile, che non costa nulla e che fa risparmiare tempo, denaro e preoccupazioni, utile dunque ad accrescere la competitività della nostra economia agricola”. Così l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato ha annunciato i provvedimenti adottati lo scorso 7 dicembre dalla Giunta per rendere più semplici alcune procedure burocratiche e accelerare le risposte della pubblica amministrazione, “due ulteriori traguardi della riforma delle 3 R – Razionalizzazione, Risparmio, Reddito – avviata un anno fa dalla Regione per razionalizzare il sistema primario”.

Un primo provvedimento stabilisce un’unica modulistica per la presentazione dei “Piani Aziendali”, semplificata ed agevole nella compilazione: gli imprenditori agricoli presenteranno dunque un unico documento che fotografa la realtà aziendale, sia che si debba presentare domande per le misure del PSR, oppure certificare la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale o edificare in zona rurale. “L’impresa agricola – ha spiegato Manzato – ha ora la possibilità di adempiere a più pratiche burocratiche con un’unica formula, senza dover ripetere inutili compilazioni”.

Il secondo provvedimento riguarda il rilascio delle certificazioni IAP (Imprenditore Agricolo Professionale) agli agricoltori che ne hanno i requisiti. Sono stati definiti nuovi parametri standard per la determinazione dei tempi e redditi da lavoro agricolo ed è stato delineato un procedimento semplificato incaricando AVEPA di provvedere entro 6 mesi all’attuazione delle nuove disposizioni e alla predisposizione della piattaforma informatica operativa. Ogni imprenditore che voglia accedere ad una agevolazione in quanto imprenditore agricolo, potrà presentare richiesta di determinazione della qualifica IAP presso gli Sportelli Unici Agricoli mediante procedura informatizzata, che acquisisce già in fase di domanda i dati dal fascicolo aziendale. Nella maggior parte dei casi, la piattaforma informatica renderà pressoché automatica la verifica dei requisiti sulla base dei dati del fascicolo, permettendo di accertare in pochi giorni la qualifica di IAP, che verrà a sua volta registrata nel fascicolo aziendale e avrà durata annuale.

Dare incentivi senza salassare i cittadini e aumentare la spesa pubblica. “Queste iniziative – ha ricordato Manzato – si aggiungono all’apertura degli Sportelli Unici Agricoli (in precedenza l’agricoltore doveva recarsi in più uffici a seconda della richiesta che gli interessava) e al portale online PIAVe http://www.piave, che consente di colloquiare direttamente con gli uffici regionali senza dovervisi recare fisicamente. Nei momenti di crisi diventa ancor più imperativo quello che dovrebbe essere una buona prassi sempre: dare incentivi senza salassare i cittadini e senza aumentare la spesa pubblica. Ci siamo impegnati a farlo, come nostro dovere di amministratori e come supporto per accrescere gli elementi di competitività di un’agricoltura, quella veneta, che è da primato”.

L’opera di sburocratizzazione è iniziata nel luglio 2010 con l’istituzione di un gruppo di lavoro per la semplificazione delle procedure nel settore primario. I risultati sono arrivati e stanno arrivando, “nel contesto di una trasformazione radicale del modo in cui la Regione si rapporta al sistema – ha ribadito Manzato – una rivisitazione totale che permetterà agli agricoltori di svolgere la loro professione in modo più dignitoso, con la vicinanza della Regione che deve essere supporto e mai ostacolo, senza cavilli dietro cui si trincera spesso il non fare”.

(fonte Regione Veneto)

Fino all’11 dicembre 2011, a Piombino Dese (PD) manifestazione dedicata ai radicchi e agli ortaggi invernali

A Piombino Dese, in provincia di Padova, è in programma fino all’11 dicembreGusta l’inverno, le terre del Dese”, kermesse gastronomica dedicata ai radicchi e ad altri ortaggi tipici della zona e dei mesi freddi. Si potrà gustare l’ortaggio preparato nei piatti tradizionali, collegato ad altri prodotti del luogo di ieri e di oggi. Spazio a spettacoli e a iniziative culturali. In particolare è previsto un convegno per fare il punto sulle strade del radicchio: Piombino Dese è crocicchio dei tracciati ideali che vengono indicati per gustare il radicchio e per godere del paesaggio, dell’ambiente, delle opere dell’uomo.

In provincia di Padova la maggiore produzione del variegato di Castelfranco. Piombino Dese è il solo comune padovano, assieme a Trebaseleghe, compreso nel territorio Igp del rosso di Treviso (precoce e tardivo). Il variegato, invece, si può considerare ormai cittadino padovano, avendo “quasi abbandonato” Castelfranco, la terra di origine. In provincia di Padova si ha infatti la maggiore produzione (complessivamente più di 5 mila tonnellate) e si hanno le maggiori adesioni al consorzio di tutela Igp. E’ conosciuto anche come il “fior di Maserà”.
Dunque si coltivano sempre più radicchi nella terra padovana, a conferma della vitalità e della richiesta di un ortaggio che sta incontrando, come dicono i recenti dati di mercato, sempre più appeal da parte dei consumatori. Se ne sottolinea, inoltre, la capacità di essere calamita turistica tanto che le manifestazioni, che gli si dedicano, risultano tra le più frequentate, soprattutto se si svolgono in aree di interesse culturale, paesaggistico, naturalistico.

Suggestivi scorci agresti, paesaggistici e colturali. Piombino Dese, sotto questo aspetto, è un territorio con condizioni ottimali: dentro i suoi confini si trovano le sorgenti del Sile, nel cui parco è compreso; è attraversato da un fiume fratello, il Dese, che gli dà il nome. Stesse caratteristiche, un analogo percorso, acque miracolose per le colture di ortaggi pregiati. Suggestivi scorci agresti, paesaggistici e colturali offrono gli altri fiumi che lo bagnano, quali il Marzenego, lo Zero, il Draganziolo. Si possono ammirare due splendide ville: villa Cornaro, progettata dal Palladio, patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco (Organizzazione delle Nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura) e la sontuosa Villa Marcello, dove hanno soggiornato re d’Italia e personaggi del bel mondo.

(fonte OPO Veneto)

Campagna saccarifera 2011, la migliore degli ultimi 5 anni per il gruppo cooperativo Coprob

Si è conclusa a fine ottobre la campagna nazionale bieticolo-saccarifera del Gruppo Cooperativo Coprob che ha registrato soddisfacenti risultati sia dal punto di vista della qualità delle bietole lavorate che in termini di rese produttive. Il Gruppo ha prodotto, nel periodo agosto-ottobre circa 217mila tonnellate di zucchero nei suoi stabilimenti di Minerbio (BO) e Pontelongo (PD).

I dati. Particolarmente significativi sono risultati i dati della filiera agricola che, su circa 26mila coltivati da 3.367 aziende, ha ottenuto una produzione media di 61,7 tonnellate di bietole per ettaro, una polarizzazione media di 16,55° ed una produzione di saccarosio media per ettaro pari a 10,21 tonnellate. Di altrettanto rilievo sono stati i risultati delle attività di trasformazione con una produzione di zucchero pari a circa 2.800 tonnellate giornaliere ed un consumo di metano per la produzione di vapore ridottosi a circa 210 metri cubi per tonnellata di zucchero.

La coltura della bietola. “Siamo molto soddisfatti per la campagna appena conclusa – afferma Claudio Gallerani, presidente di Coprob – che conferma le capacità produttive della nostra filiera bieticolo-saccarifera: siamo quindi confidenti che i nostri soci saranno pienamente ripagati, al momento della consuntivazione di bilancio, per la fiducia che hanno dimostrato nella Cooperativa e nella coltura della bietola. Siamo convinti che anche la campagna 2012 sarà affrontata con forte determinazione e partecipazione dalla filiera di Coprob. Peraltro non ci dimentichiamo la forte criticità derivante dal ritardo inaccettabile da parte dello Stato nell’erogazione degli aiuti per la bieticoltura relativi agli anni 2009 e 2010. Non lasceremo nulla di intentato affinché gli impegni da parte della Pubblica Amministrazione  vengano mantenuti”.

(fonte: agricolturaonweb)

Giovedì 1 dicembre 2011, alle 18.30 a Pedavena (BL) si parla di Agricoltura, Terra e Cibo

Il socio ARGAV Edoardo Comiotto invita i soci a partecipare alla Conferenza Dibattito “Agricoltura Terra e Cibo” organizzata da Lions Club Feltre Host e che si terrà oggi alle 18.30  a Pedavena (BL)  presso la Sala Guarnieri dell’Istituto Comprensivo (via Ugo Foscolo). Si tratta di un importante appuntamento con un esperto del settore, Giorgio Zasio, di origini feltrine, che farà una disamina a 360° gradi di  importanti e dibattute tematiche quali il rapporto fra l’agricoltura e la gestione del territorio, l’evoluzione delle coltivazioni, l’utilizzo delle nuove scoperte scientifiche al fine di avere alimenti più salubri e genuini, la tracciabilità del prodotto.