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In Veneto ogni anno 400 giovani scelgono di fare l’agricoltore, a Verona il 28 febbraio 2012 il raduno degli imprenditori “under 30”

In Veneto un’impresa su cinque è giovane. Dal 2008 ad oggi 1100 neo agricoltori (su 1700 richiedenti) hanno beneficiato delle risorse previste dal Piano di Sviluppo Rurale per insediarsi o ammodernare l’azienda. “Siamo la linfa vitale di un comparto – spiega Alberto Mantovanelli, Presidente di Giovani Impresa Coldiretti – che  realizza 4,7 miliardi di euro di produzione lorda vendibile su una superficie di 850 mila ettari coltivata da circa 80 mila imprese agricole con 60 mila addetti alle dipendenze”.

Fondi pubblici e privati. “Purtroppo i fondi comunitari non sono sufficienti ad accontentare tutti – precisa Mantovanelli – mediamente diventano imprenditori agricoli per ogni bando 400 giovani, anche se solo la metà usufruisce dei contributi comunitari. Infatti sono state accolte fino ad ora più di mille istanze, erogando ai giovani oltre 50 milioni di euro di contributo sugli investimenti attivati. In realtà, la spesa totale promossa da queste imprese è pari al doppio, dato che i giovani ricorrono al capitale proprio o al credito per completare il progetto aziendale”.

A Verona, Palazzo della Gran Guardia, ore 15, il meeting dei giovani agricoltori del nord Italia. Gli under 30 che si stanno preparando al meeting di Verona fissato per il 28 febbraio hanno le idee chiare e il documento che presenteranno è la sintesi di tutte le istanze raccolte dalle province e che riguardano aspetti determinanti per il futuro: dalla sottrazione della pianura a favore di impianti fotovoltaico alla questione degli  incentivi  per l’acquisto di terreni agevolato da ISMEA,  dall’importanza della formazione e internazionalizzazione delle imprese alla necessità di sostenere le energie alternative dall’affermazione della realtà di montagna alla commercializzazione dei prodotti.

Agricoltori che innovano. “I dati in nostro possesso – continua Mantovanelli – confermano che chi si affaccia a questo mestiere è preparato: Il 26%  è diplomato in agraria e  il 7%  laureato in discipline agrarie e veterinarie”. La maggior parte di loro segue l’indirizzo prevalente impostato dai genitori in fattoria. Diffusa la propensione alla vitivinicoltura che rappresenta l’ambito di intervento prevalente.  La nuova generazione di agricoltori innova le cantine di famiglia con sistemi di imbottigliamento avanzati e spesso ricorre all’alta meccanizzazione per la cura dei vigneti. Significativa la ricerca e l’innovazione applicata dai neo titolari d’azienda che pur mantenendo gli aspetti tradizionali legati al settore ne riscoprono i valori in chiave moderna: nell’enologia infatti cominciano a farsi notare sui mercati  i vini da vitigni autoctoni come il Friularo, la Bianchetta, il Verdiso. Notevoli sono i nuovi talenti che si impegnano nella produzione di energia da fonti rinnovabili e che attuano interventi per il risparmio idrico. Chi invece continua a lavorare nel lattiero caseario rivoluziona la stalla con impianti robotizzati e con lo stesso latte  fa formaggi genuini.

Far sistema. “Siamo pronti a relazionarci con gruppi giovanili delle altre realtà economiche e politiche – conclude Mantovanelli – per creare una rete solidale legata alla volontà, alle idee, alla passione per un  progetto democratico, che sostenga il territorio e ricostruisca i rapporti interpersonali e fiduciari, mettendo al centro la persona”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Per la conservazione del cibo, a Thiene (VI) si va oltre il “freddo”

Il frigorifero ha cambiato la vita degli uomini. Se infatti la qualità dei cibi è il frutto della serietà del lavoro svolto “dal campo alla tavola”, cioè di come si producono e trasformano le materie prime, come si conserva il prodotto finale? Strumenti fondamentali sono oggi i frigoriferi, i quali devono essere progettati e costruiti in modo da svolgere al meglio la loro funzione, e poi essere utilizzati correttamente.

Parola d’ordine, innovazione. A Thiene (VI), nei laboratori di biotecnologie e microbiologia dell’Istituto per la qualità e le tecnologie agroalimentari di Veneto Agricoltura, l’Azienda della Regione per i settori agricolo, forestale e agroalimentare, è in corso una sperimentazione per valutare l’efficacia di un nuovo sistema per il “contenimento della contaminazione microbica in banchi frigo”. Sono anche in corso verifiche e test, in collaborazione con aziende di settore, per valutare l’efficacia di innovativi sistemi di sterilizzazione e sanificazione, basati sull’applicazione di tecnologie alternative alle tradizionali. Si tratta di sistemi che prevedono l’utilizzo di radiazioni UV-C (onde corte) per la purificazione dell’aria e la sterilizzazione di utensili, o l’uso del vapore come detergente e disinfettante di superfici. Si sta anche valutando l’efficacia dell’ozono per la prevenzione della contaminazione microbiologica d’impianti di confezionamento e stagionatura dei prodotti lattiero – caseari, o di ioni di ossigeno per combattere i microrganismi nocivi in celle frigorifere, banchi frigo e trasporti refrigerati.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

+5 Mld di euro, l’agricoltura veneta affronta la crisi

campo varietale radicchio

Cinque miliardi di euro. Ecco il valore della produzione dell’agricoltura veneta che, nel 2011 (sul 2010), cresce del 5%, riportandosi tra i livelli più elevati degli ultimi 10 anni.  Un dato confortante, emerso tra gli altri nella conferenza atampa tenutasi ieri in Corte Benedettina di Veneto Agricoltura a Legnaro (Pd), che segnala la vitalità del settore e degli operatori di questa regione, la terza in Italia per questo segmento economico.

Più occupati, meno imprese. Ad un incremento di occupati (+10%) nel primario si affianca la diminuzione del numero di imprese agricole scese nel Veneto a 74.400 unità, con una contrazione del 2,4% nei primi nove mesi del 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010, comunque inferiore alla media nazionale (-3%). Per un’annata positiva ma altalenante, con un ultimo trimestre tendenzialmente negativo, le previsioni sul 2012 non sono delle migliori. “E proprio per questo – ha sottolineato l’Assessore Regionale Franco Manzato – temiamo le conseguenze del cosiddetto decreto “Salva Italia” e gli sviluppi di una Pac sfavorevole al “Belpaese”. Concetto condiviso da Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura che ritiene “troppo penalizzante per la nostra imprenditoria agricola l’applicazione dell’IMU e l’aumento, causa accise, dei costi del gasolio da trazione. Ciò detto i risultati raggiunti sono gratificanti e devono spingerci una volta di più a sostenere questo comparto e la qualità dei nostri prodotti agroalimentari”.Proprio su questo aspetto “dobbiamo impegnarci – ritiene L’Assessore Manzato – per migliorare l’esportazione del “Made in Italy” con un accordo di filiera tra aziende e distribuzione organizzata, in accordo con le associazioni di categoria”.

I dati per comparto. Come da alcuni anni a questa parte, i dati che emergono dai Report dei tecnici di Veneto Agricoltura, Azienda della Regione, e presentati in conferenza stampa,  evidenziano che non tutti i comparti agricoli hanno contribuito in eguale misura a questo risultato. Se infatti il comparto vitivinicolo ha registrato un notevole aumento dei prezzi come la zootecnica, che dopo alcune annate caratterizzate da pesantezza dei mercati ha beneficiato di un significativo incremento del valore del prodotto (+8,8%), le coltivazioni erbacee hanno infatti subìto un arretramento (-3,5%), soprattutto per le deludenti performance del comparto orticolo. Per contro, la dinamica del comparto alimentare registra una leggera crescita delle imprese, salite nel terzo trimestre a oltre 3.700 unità (+0,2%), in controtendenza rispetto alla contrazione avvenuta in tutti gli altri settori di attività manifatturiera (-0,9%).

I dati sul lavoro. In significativo aumento gli occupati agricoli (+10%); non così invece per l’industria alimentare che registra una perdita di occupati rilevante (-9,6%) ben al di sopra della media del comparto industriale in generale (-1,3%). In aumento il deficit della bilancia commerciale dei prodotti agroalimentari veneti (917 milioni di euro, +45%) per effetto del maggiore incremento delle importazioni (+17%) rispetto alle esportazioni (+11%).

Cereali. Per quanto riguarda la situazione delle singole colture nel 2011, buona tenuta commerciale dei cereali con prezzi medi annui in crescita. Il mais si conferma la coltura principale in Veneto incrementando del 10% la superficie coltivata, che ha superato i 250.000 ettari, e del 13% la quantità prodotta, che ha raggiunto 2,5 milioni di tonnellate. Il prezzo medio annuo è calcolato in 224,3 euro/t, in crescita del 33% rispetto all’anno precedente. All’aumento della coltivazione del mais ha corrisposto una diminuzione del frumento tenero, sceso a 73.000 ettari (-23%) e 440.000 tonnellate (-21%) ma con quotazioni mediamente superiori del 37%, e del frumento duro. Andamenti analoghi per l’orzo (cala la superficie del 12% e la produzione dell’11%”%, ma aumenta il prezzo medio del 32%), mentre il riso segna un incremento della superficie investita del +10% e del prezzo del +26%.

Colture industriali, deciso calo degli ettari coltivati a barbabietola da zucchero (-37%) che tuttavia ha ottenuto valori elevati della produzione (3.100 €/ha, +48%) in forza dell’alto grado di polarizzazione e della richiesta dei mercati. Aumenta del +19% la superficie a soia e del +14% la relativa produzione, mediamente quotata in crescita del 10%; mentre cala notevolmente la coltivazione del tabacco (-22%) che dimostra anche una flessione del prezzo medio pari al 5-10%. Ancora in calo gli ettari di girasole (-4%), e il colza, che dopo cinque anni di continua espansione subisce una battuta d’arresto: la superficie è scesa del 16% e la produzione del 21%.

Il comparto orticolo registra un leggero incremento delle superfici che raggiungono 33.400 ettari (+2%); ma la pesantezza dei mercati e l’allarme del batterio E. Coli hanno depresso i listini, determinando una contrazione del valore prodotto stimata in -13% per gli ortaggi e in -21% per le piante da tubero.  Bene il radicchio, che per alcune varietà ha riscattato i deludenti risultati dell’anno precedente registrando un incremento del prezzo medio pari al 14%. Il comparto frutticolo ha vissuto un’annata generalmente positiva dal punto di vista produttivo ma poco soddisfacente sotto l’aspetto commerciale, con quotazioni spesso inferiori a quelle dell’anno precedente.

Per la vitivinicoltura veneta l’annata 2011 potrebbe rivelarsi qualitativamente di grande interesse. Confermati, comunque, i livelli produttivi degli ultimi anni con una produzione stimata in 1,1 milioni di tonnellate di uva e in 8,6 milioni di ettolitri di vino. Da sottolineare l’incremento del prezzo delle uve mediamente pari al +27% osservato presso le borse merci del Veneto.

Sorrisi per la zootecnia, il cui fatturato dopo alcuni anni di flessione torna a crescere per l’andamento generalmente favorevole dei mercati: latte +10%, carne bovina +5%, carne suina +15% e carne avicola +13%. Tuttavia preoccupa l’aumento dei costi di produzione, in particolare dei mangimi, che ha ridotto i margini di redditività degli allevamenti.

Pesca marittima i dati relativi ai primi 6 mesi del 2011 evidenziano un notevole calo dei quantitativi a livello regionale, scesi a 8.105 tonnellate (-16,8%), e conseguentemente del relativo fatturato (21,7 milioni di euro, -8,9%).

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Associazioni agricole contro la patrimoniale, appello ai Sindaci

Oltre ai terreni anche stalle e i fienili, gli annessi rustici, i capannoni per ricovero attrezzi: l’IMU non risparmia neanche quelli che sono di fatto i mezzi di produzione per le imprese agricole. Per questo le associazioni di categoria del settore (Cia, Coldiretti, Copagri, Confagricoltura)  hanno scritto a tutti i Sindaci del Veneto invitandoli ad applicare la facoltà, stabilita per legge, di ridurre fino al 50% la nuova tassa soprattutto per gli agricoltori che coltivano direttamente il fondo.

“Applicate la riduzione, ne avete facoltà”.L’intervento presso le amministrazioni pubbliche è volto a scongiurare la scomparsa di un tessuto di imprese che crea occupazione, garantisce l’equilibrio idrogeologico e la produzione di tipicità che fanno la ricchezza agroalimentare unica al mondo. “Vogliamo richiamare alla stessa sensibilità tutti i primi cittadini – hanno detto i presidenti delle organizzazioni – perchè non è possibile trattare un bene che produce reddito attraverso la sua coltivazione come un bene che viene acquisito per intenti speculativi da parte di soggetti terzi rispetto al mondo agricolo”.

A livello nazionale è stato già avviato un confronto serrato con il Governo al fine di differenziare i parametri riducendo l’aggravio per gli imprenditori  iscritti come coltivatori diretti alla previdenza Inps. Ma l’entità della manovra rimane un vero e proprio salasso dove i valori del prelievo triplicano. Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri intraprendono un’azione unitaria per tutelare l’agricoltura colpita da tassazioni che minano seriamente la competitività del comparto: la superficie agricola, le strutture connesse all’attività sono strumenti di lavoro e non capitali rifugio per investitori. Un occhio di riguardo dunque, a chi con la terra ci lavora e non vive di rendita fondiaria.

(Fonte: comunicato congiunto CIA-Coldiretti- Confagricoltura-COPAGRI Vento)

Programma di Sviluppo Rurale del Veneto, al via i bandi con scandenze da febbraio a giugno 2012, favoriti i giovani imprenditori agricoli

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato, ha disposto l’apertura dei termini per la presentazione delle domande per alcune misure dell’Asse 1, 2 e 3 del Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2007 – 2013, definendo le procedure e le condizioni di accesso ai benefici.

Opportunità per la giovane imprenditoria agricola. “L’importo complessivo a bando è di 228 milioni e 700 mila euro – spiega l’assessore Manzato –, mentre il cofinanziamento della nostra Regione potrà ammontare al massimo, in base alle domande che risulteranno ammissibili, a 17 milioni e 124 mila euro”. “Con questo provvedimento – continua l’assessore – si mettono a bando le dotazioni ancora oggi disponibili sulle diverse misure, andando a completare il piano degli interventi e di spesa previste dal Programma. Il dato significativo e che ritengo essere strategicamente più importante per il futuro del settore, riguarda le opportunità offerte ai giovani agricoltori: i 45 milioni disponibili dovrebbero garantire un aiuto sostanziale per l’avvio delle attività di circa quattrocento nuovi imprenditori agricoli under 40 nel 2012”.

Termine per le domande, dal 29 febbraio (pacchetto giovani) al 29 giugno 2012. L’Asse 1, “Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale”, presenta  dotazioni finanziarie soprattutto per il “Pacchetto Giovani”, per quanto concerne l’ammodernamento delle aziende, la partecipazione a sistemi di qualità alimentare, l’attività di informazione e promozione agroalimentare. Per quanto riguarda l’Asse 2, “Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale”,  le misure riguardano le indennità a favore degli agricoltori delle zone montane, il benessere animale, gli investimenti non produttivi, il  primo imboschimento di terreni agricoli, il primo impianto di sistemi agroforestali su terreni agricoli e il primo imboschimento di terreni non agricoli. Infine, per l’Asse 3, “Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia”, saranno finanziati interventi per la diversificazione in attività non agricole. I termini di scadenza per la presentazione delle domande variano a seconda delle misure e vanno dal 29 febbraio (Pacchetto Giovani) al 29 giugno 2012. Le procedure di valutazione dei progetti sono definite nel bando stesso, come anche i principali indirizzi procedurali che, a livello operativo, saranno dettagliati da parte dell’Organismo Pagatore Regionale AVEPA, con proprio provvedimento.

(Fonte: Regione Veneto)

Arpav: approvata commissione d’inchiesta sulla gestione amministrativa

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità il Progetto di Legge presentato dai consiglieri Piero Ruzzante (PD) e Pietrangelo Pettenò (FSV) per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla gestione amministrativa dell’ARPAV.

Esaminata l’attività a partire dal 2000. Il progetto prevede che la Commissione, che sarà composta da 9 consiglieri (8 di maggioranza e 4 di opposizione), abbia il compito di acquisire dati e informazioni riguardanti l’attività gestionale dell’Arpav a decorrere dall’anno 2000 sino alla fine della scorsa legislatura. In particolare saranno analizzati tipologia e costi per consulenze e contratti di collaborazione, delle analisi di laboratorio affidate all’esterno, della gestione amministrativa del personale, i costi e le procedure connessi alla realizzazione della nuova sede regionale e di quelli per la ristrutturazione delle sedi decentrate e infine verranno analizzati gli acquisti di beni e servizi.

Azione di analisi, non di perseguire. Per quanto riguarda il funzionamento della commissione, sarà compito dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio assicurare il personale, i mezzi e le strutture. “Il fatto che il progetto di legge sia stato approvato all’unanimità – ha dichiarato Costantino Toniolo, relatore del provvedimento – sottolinea la volontà del Consiglio di voler far chiarezza sui motivi per i quali si è venuta a creare questa situazione di difficoltà economica. Si tratta di un atto di responsabilità e di trasparenza del Consiglio regionale per tutelare la credibilità di una struttura importante e strategica per la sicurezza dell’ambiente, ma anche e soprattutto per la salute dei cittadini. Vorrei sottolineare – ha concluso Toniolo – che lo spirito di questo provvedimento non è certo quello di perseguire alcunché, compito che spetta alla Magistratura, ma solo quello di analizzare errori, carenze o manchevolezze sulla base dei quali fare delle valutazioni e avviare quei correttivi che rendano Arpav più efficiente”. Nel corso del dibattito sono intervenuti Piero Ruzzante, Stefano Fracasso, Pietrangelo Pettenò, Antonio Pipitone, Piergiorgio Cortelazzo, Diego Bottacin e Nicola Finco.

(fonte Asterisconet.it)

Giunta veneta aderisce al progetto interregionale contro il cancro del kiwi e la Tignola della patata

Il Veneto ha aderito al “Progetto di ricerca interregionale sul Cancro batterico del Kiwi”, in base al quale l’Università degli Studi di Udine – Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali, condurrà uno studio triennale di ricerca e sperimentazione interregionale sulle possibilità di contrasto alla batteriosi dell’actinidia, causata dal batterio Pseudomonas syringae pv. Actinidiae.

Studio biologico sulla Tignola della patata. La Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato, ha aderito infatti all’iniziativa, che richiederà un investimento complessivo di 150 mila euro, ripartito in parti uguali tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. La Giunta ha inoltre approvato la prosecuzione dello studio biologico, già attivato nello scorso biennio, sulla Tignola della patata (Phthorimaea operculella), affidato all’Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni Vegetali. La Tignola della patata (Phthorimaea operculella) ha manifestato, infatti, nelle ultime stagioni una notevole recrudescenza, causando danni che si manifestano non solo in campo ma anche nella fase di conservazione in magazzino. E’ stato infine deciso di attivare una convenzione con Università degli Studi di Bologna – Dipartimento di “Scienze e Tecnologie Agroambientali” relativa al supporto diagnostico per la determinazione dei fitoplasmi e dei batteri, in considerazione della riorganizzazione del laboratorio dell’Unità Periferica Servizi Fitosanitari. Per questo insieme di finalità sono stati impegnati complessivamente 42.500 euro sul bilancio 2011, mentre per la prosecuzione della ricerca sul cancro del Kiwi si provvederà sui prossimi bilanci.

Obiettivo, trovare piante di kiwi meno fragili. “L’intervento principale – ha ribadito Manzato – è proprio quello che si riferisce al Cancro Batterico del Kiwi, una fitopatologia che si è manifestata anche nel Veneto con effetti devastanti, per la quale non esistono al momento rimedi attivi mentre l’unica forma di prevenzione è la distruzione delle piante colpite. Per evitare la riproduzione della malattia, il Veneto ha anche adottato una misura drastica, vietando il reimpianto con materiale vivaistico per tutto il 2012. Stiamo parlando – ha sottolineato l’assessore – di una coltura che ha grande importanza economica per l’economia agricola regionale, che interessa circa  3.200 ettari, con una produzione annua di circa 76 mila tonnellate per un valore di oltre 40 milioni di euro”. Per potere garantire alla filiera vivaistica – frutticola il materiale di moltiplicazione sano e controllato, sarà indagato il rapporto biologico e fisiologico tra patogeno e piante di actinidia nei suoi diversi aspetti, agendo non solo nei diretti confronti dell’organismo nocivo (cosa che finora ha dato peraltro scarsi risultati) bensì anche sulle altre componenti, quali la pianta ospite, le condizioni ambientali, la presenza di vettori ecc., che giocano un ruolo rilevante nella patogenesi e nello sviluppo dell’epidemia. Con il progetto interregionale si privilegia lo studio di interventi sul “parametro pianta”. Ferma restando l’importanza della prevenzione delle infezioni e di tutte le azioni intraprese per il controllo del patogeno, l’intento principale è di ricercare, soprattutto in chiave intravarietale, piante di kiwi meno fragili a PSA di quelle attualmente coltivate, valutando la sussistenza di adattamenti che, nel corso di coevoluzione tra pianta e patogeno, vadano proficuamente a modificare la suscettibilità della pianta ospite.

(Fonte: Regione Veneto)

Innovazione e agricoltura, aziende per la maggior parte inerziali o che innovano solo il parco macchine

Esiste una attitudine delle imprese agricole venete ad innovare? Se si, quanto e come? Per saperlo, Veneto Agricoltura ha presentato nei giorni scorsi uno studio biennale effettuato con la consulenza del prof. Enzo Rullani (docente di Economia della Conoscenza e di Strategie di impresa alla Venice International University di Venezia).

L’indagine ha individuato tre modelli aziendali: le aziende inerziali, che vanno avanti sulla scia della tradizione, la cui quota supera il 50%; gli innovatori tecnici, orientati alla produzione, che tendono al rinnovo del parco macchine; gli innovatori d’uso (un gruppo ristretto) che hanno adottato una strategia di orientamento al mercato. Nonostante la necessità riconosciuta di innovare, dallo studio emerge  infatti che la metà delle aziende rinuncia all’innovazione, una su quattro innova nei macchinari e solo un ristretto numero sceglie l’innovazione come politica aziendale orientata al mercato.

Innovare deve far parte di una strategia complessiva e di marketing. “Anche e soprattutto in agricoltura, crisi e concorrenza mondiale si battono con una costante iniezione di innovazione. Sono però ancora troppo poche le aziende che lo fanno”, ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato, a commento dei risultati.  “Possiamo e dobbiamo fare di più – ha ribadito Manzato – perché l’innovazione oggi non è, né può essere intesa, come semplice aggiornamento dei macchinari di produzione: è una strategia produttiva complessiva e di marketing, perché rafforza le relazioni con i clienti e consumatori, con l’orientamento al mercato della produzione e con l’implementazione dei servizi correlati al prodotto. In questa ottica si riducono anche i rischi negli investimenti, si aprono i sistemi chiusi, è più facile sperimentare i vantaggi di reti aperte, si rendono più dialettici i rapporti di filiera”.

Investire sui giovani. “La Regione sta accompagnando questo passaggio mediante i bandi del Piano di Sviluppo Rurale e i finanziamenti a tasso agevolato ottenuti da accordi con istituti di credito, come Banca Friuladria, che investono sui giovani agricoltori, cioè sui soggetti più disponibili a portare innovazione e rinnovamento. A questo si aggiungono gli investimenti delle varie OCM (35 milioni per il sistema vino) e gli interventi per un rapporto più semplice e immediato tra aziende e pubblica amministrazione, come il portale PIAVe.

(fonte: Veneto Agricoltura/Regione Veneto)

Credito agevolato in agricoltura, Regione Veneto attiva operazione da circa 40 milioni di euro

Le aziende agricole del Veneto potranno avere a disposizione una liquidità complessiva di circa 40 milioni per svolgere la loro attività, sotto forma di credito agevolato di esercizio su prestiti della durata massima di 12 mesi, contratti per anticipare le spese di conduzione aziendale fino alla vendita dei prodotti nell’annata agraria 2011 – 2012.

Azione anticrisi. La Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore Franco Manzato, ha infatti approvato lo scorso 21 dicembre uno specifico programma di intervento per la concessione di un aiuto cosiddetto “de minimis” (entro i limiti fissati dall’Unione Europea perché non si tratti di aiuto di Stato) sotto forma di concorso sugli interessi. “E’ un’azione prevista dalla legge regionale ‘anticrisi’ del 2009 – ha sottolineato Manzato – che abbiamo presentato ai primi segni della debacle finanziaria mondiale”.

Domande entro il 27 gennaio 2012. “Per questa iniziativa – ha aggiunto l’assessore – la Regione mette sul piatto un milione e mezzo di euro”. Modalità, termini, spese ammissibili per l’accesso a questo intervento creditizio sono contenuti nel bando allegato alla delibera della Giunta. Delibera e bando saranno pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione. Dal giorno successivo e fino al 27 gennaio, gli interessati potranno presentare domanda per l’agevolazione sul prestito agli Sportelli Unici Agricoli di Avepa, indicando l’Istituto di credito prescelto per l’operazione. Avepa provvederà entro il 13 marzo ad approvare la graduatoria delle istanze ammesse. L’Agenzia trasmetterà inoltre alle banche e ai beneficiari il nulla – osta per l’erogazione del prestito agevolato. Entro 60 giorni dalla ricezione del medesimo, il beneficiario dovrà presentare ad Avepa, qualora non l’abbia già fatto assieme alla domanda, copia in originale del contratto stipulato con la Banca.

(fonte: Regione Veneto)

In agricoltura il Veneto semplifica ancora procedure. Manzato: la riforma agricola avanza

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

“Ecco una riforma vera, piccola ma utile, che non costa nulla e che fa risparmiare tempo, denaro e preoccupazioni, utile dunque ad accrescere la competitività della nostra economia agricola”. Così l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato ha annunciato i provvedimenti adottati lo scorso 7 dicembre dalla Giunta per rendere più semplici alcune procedure burocratiche e accelerare le risposte della pubblica amministrazione, “due ulteriori traguardi della riforma delle 3 R – Razionalizzazione, Risparmio, Reddito – avviata un anno fa dalla Regione per razionalizzare il sistema primario”.

Un primo provvedimento stabilisce un’unica modulistica per la presentazione dei “Piani Aziendali”, semplificata ed agevole nella compilazione: gli imprenditori agricoli presenteranno dunque un unico documento che fotografa la realtà aziendale, sia che si debba presentare domande per le misure del PSR, oppure certificare la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale o edificare in zona rurale. “L’impresa agricola – ha spiegato Manzato – ha ora la possibilità di adempiere a più pratiche burocratiche con un’unica formula, senza dover ripetere inutili compilazioni”.

Il secondo provvedimento riguarda il rilascio delle certificazioni IAP (Imprenditore Agricolo Professionale) agli agricoltori che ne hanno i requisiti. Sono stati definiti nuovi parametri standard per la determinazione dei tempi e redditi da lavoro agricolo ed è stato delineato un procedimento semplificato incaricando AVEPA di provvedere entro 6 mesi all’attuazione delle nuove disposizioni e alla predisposizione della piattaforma informatica operativa. Ogni imprenditore che voglia accedere ad una agevolazione in quanto imprenditore agricolo, potrà presentare richiesta di determinazione della qualifica IAP presso gli Sportelli Unici Agricoli mediante procedura informatizzata, che acquisisce già in fase di domanda i dati dal fascicolo aziendale. Nella maggior parte dei casi, la piattaforma informatica renderà pressoché automatica la verifica dei requisiti sulla base dei dati del fascicolo, permettendo di accertare in pochi giorni la qualifica di IAP, che verrà a sua volta registrata nel fascicolo aziendale e avrà durata annuale.

Dare incentivi senza salassare i cittadini e aumentare la spesa pubblica. “Queste iniziative – ha ricordato Manzato – si aggiungono all’apertura degli Sportelli Unici Agricoli (in precedenza l’agricoltore doveva recarsi in più uffici a seconda della richiesta che gli interessava) e al portale online PIAVe http://www.piave, che consente di colloquiare direttamente con gli uffici regionali senza dovervisi recare fisicamente. Nei momenti di crisi diventa ancor più imperativo quello che dovrebbe essere una buona prassi sempre: dare incentivi senza salassare i cittadini e senza aumentare la spesa pubblica. Ci siamo impegnati a farlo, come nostro dovere di amministratori e come supporto per accrescere gli elementi di competitività di un’agricoltura, quella veneta, che è da primato”.

L’opera di sburocratizzazione è iniziata nel luglio 2010 con l’istituzione di un gruppo di lavoro per la semplificazione delle procedure nel settore primario. I risultati sono arrivati e stanno arrivando, “nel contesto di una trasformazione radicale del modo in cui la Regione si rapporta al sistema – ha ribadito Manzato – una rivisitazione totale che permetterà agli agricoltori di svolgere la loro professione in modo più dignitoso, con la vicinanza della Regione che deve essere supporto e mai ostacolo, senza cavilli dietro cui si trincera spesso il non fare”.

(fonte Regione Veneto)