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Disponibilità della risorsa idrica in Veneto a novembre 2023, il bollettino Anbi. Tra i dati rilevati, un preoccupante aumento di temperatura di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali.

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Novembre ha fatto registrare in Veneto temperature altalenanti, con situazioni anomale rispetto alla media storica. In questo senso è sempre più importante contemplare il ruolo della componente evapotraspirativa ai fini della valutazione sulla disponibilità di risorsa idrica. L’indice Spei (indicatore di siccità al suolo) infatti segnala la presenza di diffusi fenomeni siccitosi. L’anomalia di temperatura (in crescita rispetto alla media storica) pone significativi problemi ai fini della disponibilità di risorsa anche perché determina lo scioglimento anticipato delle  nevi che sono occorse e che potranno avvenire nel corso del periodo invernale. Le precipitazioni medie sono state di poco inferiori al valore atteso, comunque concentrate nello spazio di pochi giorni. Il valore medio di precipitazione di 115 mm contro una media storica di 135 mm, vede comunque una distribuzione estremamente disomogenea sul territorio. Si va dagli oltre 200 mm occorsi nel bellunese, ai 40 mm del rodigino. Vediamo le componenti che determinano la risorsa idrica in Veneto nelle specifico.

Risorse nivali. L’inizio del mese è stato fresco rispetto alla temperatura media storica, con nevicate anche a bassa quota nella prima decade del mese. È seguita una fase calda (situazione che favorisce un anticipato scioglimento della neve) a cui è seguita un’ultima decade ancora fresca ma non particolarmente nevosa. Gli indicatori di copertura nivale e spessore della neve al momento sono inferiori alle attese ma non preoccupanti. L’aumento delle temperature massime registrato è comunque un segnale molto preoccupante per la tenuta delle riserve nivali.

Piovosità. Si registra una netta disparità nella distribuzione delle piogge che ha visto la parte meridionale e montana della regione in deficit rispetto agli apporti medi storici. Le precipitazioni media a scala regionale sono state sotto le attese, essendo concentrate nell’arco di poche ore con lunghi periodi senza precipitazioni. Complessivamente è stato registrato un numero di giorni piovosi generalmente inferiore alla media storica con lunghi periodi senza alcuna precipitazione.

Acque sotterranee. La situazione presenta segnali di ripresa a seguito delle abbondanti precipitazioni occorse tra la fine di ottobre e l’inizio del mese. pur permanendo su valori inferiori a quelli attesi per il periodo. Il livello delle falde, ad eccezione dell’area Veronese, si sta riportando su valori medi del periodo.

Anomalie di temperatura. Novembre ha fatto registrare, in particolare nella parte centrale del mese, su tutta la regione temperature abbondantemente superiori alla media storica del periodo; ancora più rilevante il dato della temperatura media globale che tra il 17 e il 18 novembre ha visto un incremento di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali. È un dato estremamente preoccupante che segnala come si stiano avvicinando i limiti massimi fissati dall’accordo di Parigi del 2015.

Indice Spei a tre mesi. L’indice Spei contempla anche l’effetto della componente evapotraspirativa nel monitoraggio degli eventi siccitosi. Per questo è più «solido» nel descrivere la realtà rispetto all’indice Sei che contempla invece solo le precipitazioni; In questo senso, mentre l’indice Sei descriverebbe una situazione di normalità su tutta la regione, l’indice Sei denota ancora la presenza di siccità, in particolare, legata alle alte temperature registrate nella prima metà del mese.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

15-17 dicembre, a Siena il 18° forum dell’Informazione cattolica per la custodia del Creato, per un patrimonio culturale sostenibile nell’era della transizione energetica

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Conto alla rovescia per il tradizionale forum dell’Informazione Cattolica organizzato dall’associazione culturale internazionale Greenaccord, che si svolgerà nel fine settimana dal 15 al 17 dicembre. L’evento avrà luogo a Siena, la cui scelta è dovuta anche al fatto che si tratta della prima città d’arte italiana riconosciuta dal Global Sustainable Tourism Council come sostenibile in ambito turistico.

Il titolo della tre giorni è esemplificativo: “Territorio, sostenibilità e patrimonio culturale nell’era della transizione energetica”. L’iniziativa, che si apre venerdì 15 dicembre, alle 15, è ospitata a Palazzo Chigi Saracini (via di Città, 89), dall’Accademia Chigiana, ed è realizzata con il fondamentale supporto della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e dell’Arcidiocesi senese.

L’appuntamento ha molteplici obiettivi: favorire il confronto interdisciplinare tra esperti, accademici, imprenditori e comunicatori sui paradigmi della sostenibilità applicati ai beni culturali o sull’adattamento ai cambiamenti climatici, innervare il processo di formazione dei giornalisti, affinché siano sempre più attori consapevoli e corresponsabili della transizione sociale, culturale ambientale in corso, ma anche promuovere l’ultima esortazione apostolica di papa Francesco, la “Laudate Deum”.

«L’evento senese arriva mentre si chiude la Cop28 (la riunione annuale dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) di Dubai. «Pur in presenza di qualche piccolo progresso, la Cop28 – afferma il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio -, sta testimoniando la difficoltà dei Paesi partecipanti a lasciarsi definitivamente alle spalle i combustibili fossili, a favore delle rinnovabili e delle risorse naturali, e di una transizione ecologica equa e giusta, che non lasci indietro nessuno. Con questa edizione del nostro forum, che segna il ritorno della nostra associazione in Toscana, e nell’evidenza che le città avranno sempre più un ruolo strategico nel contrasto ai cambiamenti climatici, vogliamo mettere al centro la dimensione culturale e sociale della sostenibilità, che diventa generatività e attrattività. Per questo – conclude Cauteruccio – parleremo di promozione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale per un turismo esperienziale e accessibile, nonché di forestazione urbana e comunità energetiche per territori che possano prosperare sotto la bandiera dell’ecologia integrale».

Programma. Aperta dai saluti istituzionali delle autorità cittadine e dal Rettore dell’Università per stranieri Tomaso Montanari, che offrirà un prezioso contributo su come “custodire il futuro”, la sessione del venerdì pomeriggio avrà tra i protagonisti Fabio Gerosa di “Fratello Sole”, che introdurrà il tema delle comunità energetiche e come possano essere sviluppate in contesti urbani minori; i funzionari comunali locali che hanno seguito il processo di certificazione per il turismo sostenibile; il critico d’arte Maurizio Vanni, la direttrice dei Musei Civici di Bologna Eva Degl’Innocenti, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Alberto Bruni, e il ceo della startup innovativa To-Be, Francesco Paolo Russo. La sera vedrà la visita al museo della Contrada dell’Oca, e il conferimento del premio giornalistico “Sentinelle del Creato 2023”. Nella sessione di sabato mattina (16 dicembre), dedicata al ruolo che le città possono svolgere per ridurre le proprie emissioni climalteranti e per accrescere la prosperità economica senza trascurare il benessere sociale diffuso, si approfondiranno alcuni focus specifici. Con la partecipazione degli accademici Simone Bastianoni dell’Università di Siena, Anna Marson dello Iuav di Venezia – già assessore regionale all’urbanistica – Davide Pettenella dell’Università di Padova e di Marco Raugi dell’Università di Pisa, ma anche del direttore tecnico di Forestami, Riccardo Gini, del direttore scientifico del Kyoto Club Gianni Silvestrini e dell’architetto Massimo Alvisi, si discuterà di pianificazione territoriale e di gestione urbana, di riforestazione urbana e di soluzioni basate sulla natura, di rinnovabili e di comunità energetiche. Quest’ultimo aspetto sarà illustrato dal segretario generale di Greenaccord, Giuseppe Milano, quale autore del primo libro in Italia sulle comunità energetiche in cui è recepita la normativa europea di riferimento.

Ai temi della comunicazione ambientale – in una stagione storica sempre più sconvolta dagli impatti degli eventi estremi, dell’inflazione e della transizione energetica – è dedicato il panel del sabato pomeriggio, in cui interverranno il comunicatore Stefano Martello, la giornalista ecoblogger Letizia Palmisano, l’illustratrice Ginevra Diletta Tonini Masella, l’attivista ambientale di Italian Climate Network Marirosa Iannelli, il capoufficio stampa del Crea, Cristina Giannetti, il Chief Technology Officer di Esri Italia, Michele Ieradi, e il Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini. Ci saranno, poi, una tavola rotonda e, alla sera, il concerto dell’Accademia Chigiana. Il forum si concluderà nella mattinata di domenica 17 (ore 9), con la messa celebrata nella centrale chiesa di San Cristoforo, dal cardinale Augusto Paolo Lojudice. A seguire, la visita turistica alla Città. Oltre ai crediti formativi per i giornalisti, anche quelli per gli studenti dell’Università di Siena. Il Forum, infatti, è stato inserito come parte del corso di formazione “Immaginare il futuro. Rigenerazione urbana e transizione sostenibile”.

Fonte: Ufficio stampa Greenaccord

Giornata mondiale del suolo 2023: protocollo d’intesa tra Consorzi di bonifica e agronomi del Veneto per buone pratiche agronomiche e irrigazione 

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Un protocollo d’intesa che mette al centro le buone pratiche in ambito irriguo e agronomico, fondamentali in chiave di adattamento al cambiamento climatico, in un contesto generale dove il rischio desertificazione è ormai conclamato in sempre più aree della nostra regione. Anbi Veneto – Associazione Regionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Consorzi di Bonifica) e Fodaf Veneto (Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali) avviano un percorso comune di azioni di formazione e informazione rivolte a cittadini, istituzioni e mondo dell’agricoltura. Lo fanno nel quadro ampio delle iniziative della Giornata Mondiale del Suolo 2023, tradizionalmente collocata dalle Nazione Unite il 5 dicembre, ma si svolgerà il giorno dopo, oggi, mercoledì 6 dicembre, a San Donà di Piave (Ve), presso la sede del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale.

La firma del protocollo sarà introdotta, con inizio alle ore 9.30, dal convegno “Esperienze di mitigazione del cambiamento climatico in agricoltura” che vedrà la presenza di docenti dell’Università di Padova, Agronomi e tecnici dei Consorzi. Il tema è quello della gestione attenta della risorsa e del contrasto alla desertificazione attraverso pratiche agronomiche ad alta sostenibilità ambientale, che punta a recuperare la capacità naturale del terreno nell’assorbire e trattenere l’acqua e che dunque hanno anche valenza in ambito di prevenzione del rischio idraulico. A seguire, il presidente di Anbi Veneto Francesco Cazzaro e il presidente di Fodaf Renzo Trevisin formalizzeranno con le loro firme l’avvio del percorso virtuoso di promozione e diffusione della cultura dell’utilizzo della risorsa irrigua. Tale percorso si sostanzia in condivisione di conoscenze e buone pratiche e iniziative di formazione e informazione coerenti con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e della Direttiva Quadro Acque, con le sue declinazioni operative sul territorio regionale. Il convegno è valevole per il conseguimento di crediti formativi per i Dottori Agronomi e Forestali.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Coldiretti: “Con stop a norme Ue imballaggi vince la filiera italiana”

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foto Legambiente

Coldiretti, Filiera Italia, Cia, Confapi, Ancc-Coop, Ancd-Conad, Legacoop, Legacoop Agroalimentare, Legacoop Produzione&Servizi, Ue.Coop, Flai Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil ottengono lo stop alle restrizioni Ue sulla normativa sugli imballaggi. In particolare, il voto prevede l’esenzione dagli obblighi previsti dal regolamento per i prodotti soggetti ad un alto tasso riciclo, valorizzando così le alte performance italiane. Ottenuta, inoltre, la tutela delle bioplastiche totalmente compostabili e biodegradabili. Un risultato che valorizza il primato dell’Italia in tale settore e conferma come tali materiali possano costituire un elemento di forza anche con Paesi schierati su posizioni diverse rappresentando soluzioni incontestabilmente sostenibili.

L’Italia, infatti, è diventata negli ultimi anni punto di riferimento globale nel materiale innovativo riciclabile ed ha già raggiunto in termini di riciclo obiettivi superiori alla stragrande maggioranza degli altri Paesi: il tasso di riciclo complessivo degli imballaggi in Italia ha raggiunto quota 73,3% nel 2021, superando l’obiettivo del 70% fissato per il 2030, collocando il nostro Paese al secondo posto in Europa per riciclo degli imballaggi pro-capite.

A trarre vantaggio da questa vittoria, non sono solo le sole aziende degli imballaggi ma a ritroso filiere fondamentali per il nostro Paese quali l’intero settore agroalimentare, dalla produzione, alla trasformazione e distribuzione, con decine di migliaia di imprese e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Le modifiche alla norma consentiranno, inoltre, la prosecuzione di ingenti investimenti fatti in innovazione e in bioraffinerie prime al mondo oggi in funzione, di cui l’Italia è leader attraverso società quali Eni Versalis – Novamont che, insieme ad altre partecipate pubbliche e campioni nazionali, aderiscono a Filiera Italia. Parliamo di bioplastiche e di bioprodotti da fonti rinnovabili concepiti per la tutela del suolo e delle acque, attraverso la riconversione di siti industriali non più competitivi, nel rispetto delle specificità locali e in partnership con tutti gli attori della filiera. La leadership che il nostro Paese detiene in tali prodotti innovativi è ulteriormente confermata dal fatto che Cina e Stati Uniti stanno cercando di imitare tali prodotti e processi innovativi nella loro corsa agli sviluppi industriali del biomanufacturing.

Per l’agroalimentare in particolare, la nuova proposta salva il settore vitivinicolo, dall’obbligo del riuso delle bottiglie, a tutela del consumatore garantendo il mantenimento degli alti standard sanitari e di qualità delle produzioni made in Italy. Inoltre, salvo anche il settore dell’ortofrutta e, in particolare la IV gamma, dal divieto di confezionamento sotto a 1,5 kg: un risultato che tutela la qualità e la shelf life delle produzioni e, indirettamente, riduce lo spreco alimentare che altrimenti sarebbe aumentato vertiginosamente in pieno contrasto con gli attuali obiettivi europei. Altro risultato positivo riguarda il settore del florovivaismo dove finalmente i vasi da fiori e da piante sono inquadrati come fattore della produzione. Tali modifiche rappresentano un importante risultato soprattutto a tutela della competitività delle imprese dell’agroalimentare italiano e del potere di acquisto dei consumatori in un momento di grande difficoltà economica.

Filiera di alto livello. “Abbiamo scongiurato un danno economico enorme per il nostro Paese che conta una filiera degli imballaggi di altissimo livello – commenta Salvan di Coldiretti Rovigo -. Il packaging non può essere visto solo rifiuto o scarto, è prima di tutto una protezione degli alimenti e dei nostri prodotti nei confronti dei consumatori, ma anche un modo per allungare la vita di questi. Il Regolamento europeo non teneva conto della presenza di filiere storiche nel settore imballaggi e si scontrava con tutte quelle aziende che avevano sviluppato bioplastiche o altri prodotti innovativi; oltre a essere una manovra miope, ignorava anche i criteri di sicurezza legata agli standard sanitari, un punto forte su cui si muove tutto il made in Italy”.  

Fonte: Coldiretti Rovigo

 

24 novembre 2023, si parla di anguilla europea e del progetto Lifeel per mantenere ed incrementare una specie a rischio estinzione nel corso di formazione giornalisti Odg Veneto organizzato in collaborazione con Argav al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

AnguillaVenerdi 24 novembre 2023, al circolo di campagna Wigwam (via Porto 8) ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), dalle 18:30 alle 20:30 si svolgerà il corso di formazione giornalisti Odg VenetoAnguilla europea: il progetto Lifeel per mantenere ed incrementare una specie a rischio di estinzione”, organizzato in collaborazione con Argav. Le iscrizioni sono possibili entro mercoledì 22 novembre nella piattaforma formagione giornalisti (2 crediti).

Il corso si propone la disamina della condizione di un pesce dal ciclo biologico tuttora “misterioso” ed allocato anche in alcuni ambienti italiani, che ne hanno fatto una tipicità. Le mutate condizioni climatiche lo hanno, però, portato ad essere considerato un animale in via d’estinzione ed al proposito è stato varato il progetto Lifeel che, con l’ausilio anche di un’app, punta a mantenere ed incrementare lo stock naturale della specie.

Programma. 18.30 – 19.00 Ciclo biologico dell’anguilla europea e presentazione del progetto Lifeel” – prof. Oliviero Mordenti, ricercatore di Zoocolture presso Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie (Dimevet) dell’Università di Bologna dove svolge attività di ricerca e di didattica. 18.00-19.30 “Caratteristiche delle popolazioni di anguilla dell’alto Adriatico” – dott. Antonio Casalini, assegnista di ricerca Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie Università di Bologna. 19.30-20.00 “Riproduzione artificiale e test di alimentazione larvale (LifeelL)” – dott. Pietro Emmanuele, assegnista di ricerca Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie Università di Bologna 20.00-20.30 “Un App come strumento per l’individuazione di anguille migranti a supporto della popolazione selvatica (Lifeel)” – Dott.ssa Laura Gentile, dottoranda Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Settore scientifico disciplinare: Agr/20 Zoocolture. Modera Marina Meneguzzi, giornalista e consigliera Argav.

Secondo e terzo tempo. Al termine dell’incontro, prima del convivio preparato dal giornalista chef Efrem Tassinato, presidente Wigwam Club a base di “polenta e scopetòn” e zaleti alla maniera di Cologna, proposti dalle comunità locali Wigwam del Colognese Veneto e dell’Est Veronese, incontreremo lo scrittore Gianni Storari, che presenterà il suo ultimo libro “L’eredità“, che tratta l’emigrazione veronese in Sud America.

Foto in alto: credits Mattia Nocciola

12 novembre 2023, i due premi Argav De Savorgnani e Boato invitano al 37esimo raduno di alpinisti e ambientalisti in difesa dell’Antica Foresta del Consiglio

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I faggi della foresta demaniale reg.le del Cansiglio gestita da Veneto Agricoltura, visita soci Argav (foto Mirka Cameran Schweiger)

di Toio de Savorgnani (premio Argav 2016) e Michele Boato (premio Argav 2019). Di anno in anno, e sono ormai 37, continuiamo ad essere presenti per intervenire se necessario, per portare le problematiche dell’Antica Foresta a conoscenza di tutti, per agire allo scopo di evitare gli errori, poiché spesso le scelte avvengono in silenzio e ci si accorge del danno quando è ormai irreparabile.

Non siamo stati “quelli che dicono sempre di no”: se ci siamo messi in movimento all’inizio per evitare il collegamento con impianti da sci con Pian Cavallo, abbiamo anche sostenuto l’istituzione del Parco Regionale, poi della Riserva regionale, poi della Riserva della Biosfera-Unesco, tutte proposte che il mondo politico ha cassato. Un’area protetta sarebbero una grande occasione per avviare progetti di gestione sostenibile, di grande respiro, coinvolgendo anche tutti i comuni che la circondano, ma causa la mancanza di lungimiranza le amministrazioni locali si sono sempre opposte, perdendo queste occasioni.

Se non sono state accettate quelle proposte, abbiamo però fermato i molti tentativi, durati quasi 25 anni, di collegare sciisticamente il Cansiglio al Pian Cavallo, abbiamo evitato che la base militare (radar) Nato del monte Pizzoc diventasse una stazione sciistica invernale, abbiamo fermato i tre tentativi di irregolare vendita della base militare di Pian Cansiglio da parte del ministero della Difesa, ma ci siamo anche opposti a che quell’area venisse venduta o affittata alla famiglia Benetton per farne un centro sportivo sicuramente fuori posto. Ci siamo opposti con successo al “parco” eolico con torri alte 120 m. visibili dalla laguna di Venezia, sulla cima del Pizzoc. Abbiamo evitato l’abbattimento di 2000 cervi, e al posto dei cacciatori è arrivato il lupo che nel giro di qualche anno li ha contenuti, in modo naturale a circa 400. Abbiamo fermato la vendita dell’ex albergo San Marco, ormai un rudere, che avrebbe dato il via ad una lunga serie di altre vendite che avrebbero snaturato il significato di Foresta inalienabile.

Ultima nostra azione è l’opposizione alla costruzione in Cansiglio di un nuovo e inutile caseificio, esistendone già uno a Tambre che trasforma il latte dell’altopiano. Ma è stato in parte anche merito nostro se, continuando a divulgarne la grande importanza dei valori naturalistici e chiedendone la protezione, il Cansiglio è diventato SIC (sito di interesse comunitario) e ZPS (zona di protezione speciale) e poi ZSC (zona speciale di conservazione) di Rete Natura 2000, il sigillo definitivo della Comunità Europea dei siti che Paesi e Regioni devono obbligatoriamente conservare e tutelare. I siti di Rete Natura 2000 in Veneto sono circa 130 per oltre 400.000 ettari. Ognuna di queste aree avrebbe dovuto avere anche un Piano di Gestione, da approvare in tempi rapidi ma quello del Cansiglio giace da molti anni nel dimenticatoio della regione. Chiediamo l’approvazione, pur in grave ritardo, del Piano di Gestione del Cansiglio che permetterebbe anche di accedere a notevoli contributi europei che la Regione sta perdendo di anno in anno. Non è danno erariale questo? Ci organizzeremo per intervenire a livello istituzionale.

La camminata di quest’anno ha un percorso circolare con partenza e arrivo al Museo dell’Uomo in Cansiglio, a Pian Osteria, aggirando la Riserva Pian di Landro Baldassare, su strade forestali. Vedremo una zona danneggiata dalla tempesta Vaia a fine 2018, anche se in Cansiglio sono state colpite solo aree limitate. Ragioneremo sul futuro della Foresta del Cansiglio e delle foreste delle Dolomiti nel dopo Vaia, che colpì oltre 40.000 ettari di foresta, abbattendo forse 15milioni di alberi, a cui seguirono forti nevicate con ulteriori danni. Altro fattore di crisi è il dilagare del bostrico, un coleottero che scava gallerie sotto la corteccia e interrompe il circolo della linfa fino a uccidere l’albero. Colpisce soprattutto l’abete rosso, una delle specie più diffuse delle Dolomiti; interi boschi si stanno ammalando e altri milioni di piante moriranno, ben di più di quelli di Vaia. Buona parte delle montagne del nord Italia cambieranno aspetto e insorgeranno nuovi problemi. Siamo all’inizio di un periodo sempre più difficile, determinato soprattutto dal riscaldamento climatico. Che cosa stiamo facendo per prepararci a questo difficile futuro? Troppo poco o quasi nulla. Parliamone ed agiamo. Rete Natura 2000 è una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Ue, istituita dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

In pratica. Ore 9.30 raduno al villaggio cimbro di Pian Osteria (a 3 km da Pian Cansiglio), facilità di parcheggio. Tutto il percorso, con poco dislivello, è su strade forestali, tranne breve tratto su SP 422. Ore 10.00 partenza per il villaggio di Campon. A Campon si gira a destra verso Pian Rosada dove si gira a destra verso la Valmenera. Ci si ferma all’ex villaggio cimbro di Val Bona con sosta pranzo e interventi, dalle 12.30 alle 14.00. Ritorno a Pian Osteria, al punto di partenza circa alle 15/15.30.  Percorreremo il perimetro della Riserva Naturale Orientata Pian di Landro Baldassare, dove la tempesta Vaia ha colpito duro, con ampie zone dove quasi tutti gli alberi sono caduti. Un’occasione per capire i danni al bosco e la reazione dell’ambiente, nonché per prefigurare quale potrebbe essere il futuro del Cansiglio ma anche delle altre Foreste del Veneto e delle Alpi nel caso di altri (possibili) eventi atmosferici avversi o di danni da avanzamento del cambiamento climatico. Info 0438.581989 (Toio).

8 novembre 2023, incontro stampa a Badia Polesine (RO) per la presentazione dell’avvio dei lavori di efficientamento del sistema idraulico Adigetto-Scortico-Malopera

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Mercoledì 8 novembre alle ore 10.30, in località Sperone Bova, presa dell’Adigetto, a Badia Polesine (RO) (ingresso dal ponte sull’Adige SP42),  alla presenza del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, il Consorzio di bonifica Adige Po, Anbi e Anbi Veneto, insieme a Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presentano alla stampa l’avvio dei lavori di ristrutturazione del canale Adigetto e dei suoi manufatti irrigui: un intervento del valore di 30 milioni di euro, finanziato dal Ministero tramite Pnrr, per rimettere a nuovo una fondamentale arteria irrigua del Polesine.

67 km di canale per distribuire l’acqua dell’Adige su 50 mila ettari di campagne per 300 milioni di euro di produzione agricola di qualità; un’opera preziosa anche dal punto di vista della sicurezza idraulica per 10 comuni (tra cui il capoluogo Rovigo) e dal grande valore paesaggistico e ambientale. In epoca di cambiamenti climatici e di necessità di efficientare la rete idraulica del Paese, l’intervento acquisisce un valore simbolico che va oltre l’aspetto territoriale.

Tra i partecipanti: l’ing. Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; il presidente nazionale di Anbi Francesco Vincenzi; l’assessore regionale al Territorio Cristiano Corazzari, la segretaria generale dell’Autorità Distrettuale di Bacino delle Alpi Orientali Marina Colaizzi; i rappresentanti delle organizzazioni agricole regionali. E’ possibile scaricare il  PROGRAMMA__dell’incontro

Ai giornalisti che intendessero partecipare, è richiesta la cortesia di un riscontro alla mail comunicazione@anbiveneto.it

5 novembre 2023, Granze di Camin (PD), manifestazione contro ampliamento Alì “Diciamo assieme basta al consumo del suolo”

IMG-20231101-WA0006Riceviamo dal Circolo Wigwam Presidio ilpresidio@wigwam.it e dal Comitato cittadini Granze cittadini.granze@libero.it la seguente comunicazione:

“I disastri ambientali oramai evidenti e da tutti imputati alla mala gestione del territorio e alla cementificazione compulsiva non bastano per riportare il business nei corretti binari dell’interesse delle Comunità Locali. Ed è così che la zona industriale di Padova si allarga ancora al suo intorno, così come un tempo, consumando ancora terreno vergine, terreno agricolo, nonostante che al suo interno vi siano intere zone inattive con capannoni vuoti lasciati a deperire. Una zona industriale che l’attuale giunta Giordani ha scelto di espandere oltre il limite prefissato nel Piano degli Interventi per accontentare l’attività produttiva di un imprenditore privato, ALI’ S.p.a. con sede in via Olanda”.

“ALI’ S.p.a. caso emblematico, nel 2021 deposita al SUAP di Padova un progetto di ampliamento dell’attuale sede operativa in via Svezia mediante la realizzazione di tre nuovi depositi (uno di questi alto 35 metri) che vanno ad occupare una superficie di 154.850 mq. di superficie in zona agricola, al di fuori del perimetro della zona industriale. Così facendo ALI’ S.p.a. chiede al Comune di approvare una Variante urbanistica al Piano degli Interventi per trasformare l’area in questione da agricola a industriale”. 

“I cittadini di Granze e di Camin di Padova riuniti in comitato affermano che ben presto vedranno così scomparire quel poco di territorio che si era salvato dalla precedente urbanizzazione industriale degli anni ’60 del secolo scorso, assistendo, ancora una volta, impotenti a tale misfatto. Dicono che la proposta di piantumazione di nuovi alberi è una misura che non risolve i problemi connessi al consumo di suolo, anche perché l’area a verde è obbligatoria all’interno del lotto per normativa, ma un modo di presentare come sostenibile un progetto che va totalmente nella direzione opposta. E gridano a gran voce “non ci facciamo abbindolare nemmeno dallo specchietto per allodole dei posti di lavoro perché, come indicato nella relazione illustrativa di ALI’ S.p.a., il sistema d’immagazzinaggio è del tutto meccanizzato.  Nella zona industriale di Padova esistono numerose aree con magazzini o ex fabbriche abbandonate: aree che potrebbero essere riutilizzate o rigenerate, senza bisogno di sottrarre altro terreno vergine, certo con costi maggiori, ma è evidente che ogni nuovo metro quadro di suolo cementificato produce danni che si sommano in modo esponenziale. Inoltre, ci domandiamo se siano questi i posti di lavoro che vogliamo e che le istituzioni e gli enti locali devono sostenere. Noi crediamo invece che le Amministrazioni Pubbliche dovrebbero favorire solo quelle iniziative economiche che creano posti di lavoro coerenti con le politiche di contrasto della crisi climatica ed ecologica.”

Il programma di “Diciamo assieme basta al consumo di suolo!” di domenica 5 novembre 2023 a Granze di Camin – Padova. Ritrovo alle ore 10:30 piazzetta Beffagna Via delle Granze Sud, 49 passeggiata aree verdi della Zip, passeggiata lungo Via Polonia Riviera Maestri del Lavoro, picchetto davanti al capannone di Ali Spa  in via Svezia, passeggiata in Via Villa Ruffina.

Fonte: Wigwam
 

Inaugurato a Rovigo il Centro studi dell’Università di Padova sugli impatti dei cambiamenti climatici. Nella sede rodigina dell’ateneo padovano una nuova laurea dedicata all’Ingegneria delle acque e dei rischi geologici

Progetto-senza-titoloNon solo città universitaria: Rovigo ora è anche un centro di ricerca di carattere internazionale dedicato al clima che muta e ai suoi effetti. Si è tenuta infatti nei giorni scorsi la cerimonia di inaugurazione (foto in alto) del nuovo Centro studi dell’Università di Padova, sostenuto dalla Fondazione Cariparo e dedicato alla ricerca nel campo del rischio idrologico e geologico e degli effetti dei cambiamenti climatici sul territorio.

Obiettivi. Ricerca interdisciplinare, proiezioni climatiche, infrastrutture con tecnologie di High Performance Computing (HPC), Cloud e Big Data e, non ultimo, diventare un fornitore di “climate services” per i gruppi di ricerca ed enti locali, nazionali e internazional, che potranno usare i risultati e i dati generati nei loro processi decisionalii: sono questi, in estrema sintesi, gli obiettivi del nuovo centro, dove le molteplici e diverse competenze presenti all’interno dell’Università di Padova verranno messe a fattore comune e a servizio della società.

Una nuova laurea sui temi ambientali. Il Centro attinge a tre dipartimenti dell’Università di Padova – il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale, il Dipartimento di Geoscienze e il Dipartimento di Territorio e Sistemi Agro Forestali – e trova la sua collocazione ideale a Rovigo per due principali ragioni: il Polesine e il Delta del Po che rappresentano un laboratorio naturale per la registrazione dei cambiamenti climatici e il recente avvio nella sede rodigina dell’Università di Padova del corso di laurea magistrale in Water and Geological Risk Engineering.

Fonte: Fondazione Cariparo

23-27 ottobre, al via la “Settimana per l’energia e la sostenibilità” di Confartigianato Veneto, con l’obiettivo di scoprire nuove traiettorie sostenibili per le imprese venete

IMG-20231019-WA0002Creare una piattaforma politica su alcuni temi strategici legati alla sostenibilità delle piccole e medie imprese venete; questo l’ambizioso obiettivo di Confartigianato Veneto nell’organizzare, dal 23 al 27 ottobre 2023, gli eventi dedicati alla “Settimana per l’energia e la sostenibilità”.

Un green festival artigiano. Il contenitore è ricco di appuntamenti, on line e in presenza, con 10 eventi distribuiti nelle varie province del Veneto, 40 ospiti tra esperti nazionali ed internazionali, tra cui il vincitore del Premio Nobel per l’acqua Andrea Rinaldo. Punto di partenza: provare a “calare” sulle medio-piccole imprese venete i contenuti dell’acronimo Esg. Tutte le iniziative avranno infatti come minimo comune denominatore la sostenibilità ambientale (environmental), la sostenibilità sociale (social) e la sostenibilità organizzativa (governance), affrontando tematiche che andranno dalla manifattura low carbon, all’edilizia sostenibile, dalla finanza green all’autoconsumo energetico, dall’emergenza climatica alle soluzioni innovative per le imprese e molto altro. Più precisamente, quando si parla di iniziative ambientali all’interno di un’azienda ci si riferisce per esempio alla riduzione delle emissioni di carbonio, al riciclo dei rifiuti, all’impiego di energie rinnovabili o tutte quelle azioni che cercano di ridurre l’inquinamento e migliorare la salute degli ecosistemi. Le iniziative sociali riguardano invece quelle azioni che contribuiscono ad elevare il benessere della collettività, favorendo la contaminazione tra etnie diverse e migliorando l’inclusione, attraverso la promozione della parità di genere ad ogni livello. Infine, con il termine “governance” ci si riferisce a quelle iniziative che permettono la crescita e il benessere interno dell’azienda, attraverso procedure chiare nella gestione dei processi, investendo nella formazione dei collaboratori e rafforzando i valori aziendali, lavorando sulla trasparenza e sulla lealtà dei rapporti.

Contrapposizione tra città e periferia. “Abbiamo colto con estremo entusiasmo il lancio di questa iniziativa, grazie alla quale affronteremo i temi dell’energia, della green economy e della sostenibilità in tutte le Confartigianato d’Italia – afferma Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto-. Ed il nostro è uno dei programmi più ricchi. Grazie al contributo di autorevoli speaker cercheremo di individuare future traiettorie di sviluppo sostenibili, partendo da alcuni degli asset territoriali strategici della nostra Regione, alla ricerca di pensabilità nuove. Per troppo tempo gli ecosistemi imprenditoriali urbani e i distretti produttivi hanno pensato di poter galleggiare su territori spesso trascurati. Il declino dei territori sta alimentando la contrapposizione tra i grandi centri urbani, che corrono verso il futuro, e le “periferie”, che si sentono ricacciate nel passato, traghettando l’Italia verso uno scenario “all’americana”. La decarbonizzazione può essere l’occasione per invertire questo trend pericoloso e iniquo. Un’economia a emissioni zero, infatti, è prima di tutto un’economia decentrata. Mentre l’opinione pubblica annaspa, il mondo imprenditoriale è destinato a ritagliarsi il ruolo di guida morale, come già successo negli anni del boom economico. Quello che manca, infatti, non è né la tensione etica né la copertura mediatica ma, più banalmente, la pragmaticità. Troppi pochi imprenditori hanno capito qual è il nocciolo della questione: si sta formando una nuova domanda, che si chiama decarbonizzazione”.

Sostenibili per natura. Continua Boschetto: “Da una stima fatta dall’Istat, nel 2022, ben il 53,4% delle imprese della manifattura e dei servizi di mercato ha intrapreso azioni di sostenibilità. Tra queste, il 44,8% adotta azioni per la tutela dell’ambiente, il 41,7% di sostenibilità sociale e il 35,7% di sostenibilità economica. Ma, se guardiamo alle piccole imprese, questa percentuale scende al 36%. Possiamo quindi fare di più in questa direzione. Indagheremola sostenibilità a 360°, che fa già parte del Dna dei nostri imprenditori: gli artigiani sono infatti sostenibili per natura. Le nostre imprese sono famose in tutto il mondo per la loro capacità di soddisfare consumatori esigenti, che cercano sempre più il cosiddetto green premuim, prodotti belli e ben fatti, durevoli, a basso impatto ambientale perché riparabili, unici, distintivi, frutto di inventiva e di lavorazioni pregiate ed innovative. Forti di questo know how sul mercato, i nostri artigiani diventano anche un esempio perfetto di sostenibilità sociale. Infatti, le nostre sono realtà produttive ben radicate nei territori e nelle comunità di appartenenza. Questo stretto legame genera una intrinseca sostenibilità ambientale del modello d’impresa, questo suo essere aziende di prossimità produce un rapporto virtuoso con l’ambiente circostante nel rispetto del contesto e delle persone che vi lavorano. Tutto questo è il vero ‘valore artigiano’, orgogliosi di essere sostenibili per natura!”.

Eventi online e in presenza. La manifestazione prevede una serie di incontri che si terranno in tutto il territorio veneto grazie al coinvolgimento dell’intero sistema regionale di Confartigianato. Il programma completo è pubblicato sul sito http://www.confartigianato.veneto.it e sul portale www.settimanaenergia.it. L’evento di lancio della “Settimana” si terrà lunedì 23 ottobre alle 17 all’interno di un originale spazio estetico ed espositivo tra le produzioni di grandi maestri della pittura del 900 a Noale (diretta sul canale YouTube di Confartigianato Veneto) dal titolo “Let’s about talk green revolution – manifattura low carbon, bioenergie ed edilizia, tecnofinanza”. Nell’occasione, Daniele Gizzi, responsabile Ambiente e Economia Circolare Confartigianato Imprese, intervisterà Enrico Mariutti, consulente e ricercatore in campo energetico, ambientale, economico e Stefano Cocchieri, general manager R&C Studio, cercando di stimolare gli ospiti in una conversazione al caminetto sulla sostenibilità, alla ricerca di pensabilità nuove, tra il recupero dei luoghi e la finanza green.

Il programma prosegue: martedì 24 ottobre ore 18 – Sede ABS Group srl Via Marinotti F. 45 – Vittorio Veneto, La metamorfosi: da impresa a impresa sostenibile – Testimonianze di percorsi di trasformazione; martedì 24 ottobre ore 12 – Diretta streaming: Andrea Rinaldo: il Nobel dell’acqua. Un’intervista con il vincitore del prestigioso riconoscimento; martedì 24 ottobre ore 11 – in presenza presso la Confartigianato Imprese Belluno: progetto Interreg Italia – Austria “SUSMAT” – Promuovere le imprese locali attraverso il recupero degli edifici montani con tecnologie sostenibili; mercoledì 25 ottobre ore 12 – Live streaming sul canale YouTube di Confartigianato Imprese Veneto – Quali strategie in materia di autoconsumo, comunità energetiche ed efficientamento?; mercoledì 25 ottobre ore 12 – Live streaming sul canale YouTube di Confartigianato Imprese Padova: Modelli di sostenibilità per le imprese artigiane. Buone prassi nei settori alimentare e meccanica; venerdì 27 ottobre alle ore 18:30 – Palazzo Todeschini a Desenzano del Garda – S.O.S.tenibilità e comunicazione contesti, strategie e mercato del futuro; mercoledì 25 ottobre – ore 17 – Live streaming sul canale YouTube di Confartigianato Imprese Veneto: Epica dell’Acqua 2023 – 100 km nel Delta del Po; venerdì 27 ottobre ore 9.30 – Villa Braida (Mogliano Veneto) – Convegno – legno: foresta – filiera – futuro sostenibile; martedì 7 novembre – ore 18 – Centro Congressi Confartigianato Imprese Vicenza – Via E. Fermi 201 (VI) – Essere sostenibili: impariamo dalla natura, oltre i luoghi comuni.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Veneto