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Esiste davvero l’over tourism in Cansiglio?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Toio de Savorgnani e Michele Boato (Ecoistituto Veneto A. Langer), entrambi Premio Argav rispettivamente nel 2016 e nel 2019, Lara Negro e Giancarlo Gazzola (Mountain Wilderness Veneto), il testo seguente. 

13 agosto 2026. Al problema dell’affollamento domenicale in Cansiglio è stato dedicato un notevole spazio sulla stampa locale in occasione di domeniche molto calde in pianura e la ricerca di un po’ di sollievo in Cansiglio e si è parlato di overtourism come fosse il principale problema dell’altopiano, paragonandolo a quanto avviene  alle Tre Cime di Lavaredo o al Lago di Braies o altre località dolomitiche famose molto frequentate dai turisti nei mesi estivi  o anche invernali.

Ma  la prima domanda a cui dare risposta è se davvero esiste l’overtourism in Cansiglio? Noi riteniamo che la definizione di overtourism per il Cansiglio non sia corretta, siamo  a numeri del tutto diversi dal lago di Braies, anche 7000 presenze al giorno per intere settimane, poi ridotti a 4.500, stesso numero alle Tre Cime di Lavaredo con circa 300.000 auto all’anno nel grande parcheggio. La Val Gardena ha circa 10.000 abitanti ma i turisti in un anno possono superare gli 800.000.

Niente di tutto questo succede in Cansiglio e ci chiediamo se chi ha parlato di domeniche estive con 10.000 turisti possa dirlo in base a rilievi fatti, oppure è solo una cifra presunta e diffusa per creare allarme e voler arrivare a qualche risultato a tutti i costi e velocemente.

Gli operatori turistici del Cansiglio possono contare su meno di 15 domeniche all’anno, soprattutto quando in estate la pianura diventa bollente e in molti cercano un po’ di sollievo in quota. Anche quest’anno la gara automobilistica, la Vittorio Veneto-Cansiglio, ha bloccato la strada  per due giorni e mezzo, in alcuni anni le iniziative sportive che hanno annullato o ridotto l’accesso a Cansiglio sono state anche 3 o più. Poi durante le settimane anche estive, tranne che per qualche settimana attorno a Ferragosto, i turisti  in Cansiglio sono ridotti a numeri  più che accettabili.

I sindaci dell’area veneta parlano di numeri insostenibili e della necessità di mettere un biglietto di accesso, ma molto probabilmente le loro motivazioni non sono di tutela ambientale, bensì solo quella di chiedere una quota parte del guadagno. Non è un’idea nuova, infatti un sindaco delle  passate amministrazioni di Tambre ha tenuto bloccato per anni la creazione di parcheggi a pagamento in Pian Cansiglio con la richiesta di poter accedere ad una parte del biglietto. E’ la solita idea  del Cansiglio come bancomat...

Ma un biglietto d’accesso al Cansiglio è, a nostro avviso, una  proposta irrealizzabile, prima di tutto  perché l’altipiano è percorso dalla  strada provinciale 422 che lo attraversa tutto, quindi diventa difficile distinguere e separare chi vuole fermarsi in piana e chi vuole proseguire per l’Alpago. Ma il Cansiglio è diviso tra le due regioni Veneto e Friuli e quindi perché un turista dovrebbe pagare una tassa al Veneto se poi volesse frequentare la parte friulana? E poi sarebbe impossibile risolvere l’accesso solo con la prenotazione on line, quindi bisognerebbe creare dei caselli tipo autostradali o come quelli delle Tre Cime di Lavaredo, sia sul versante trevigiano che su quello alpagoto,  costosi e invasivi e il rischio di lunghe file e lunghe attese.

E se il guadagno poi andasse diviso tra il gestore regionale della foresta, Veneto Agricoltura, e i vari comuni o si dovrebbe imporre un biglietto parecchio costoso, con conseguente diminuzione dei turisti, oppure i guadagni una volta divisi sarebbero non rilevanti. Quindi quello dell’overtourism, pensato più come modo per far cassa che per una vera limitazione agli accessi, risulterebbe essere un ulteriore modo per avere più introiti che  per la salvaguardia ambientale.

Il Cansiglio, area di Rete 2000 protetta dall’Europa, ha bisogno di un progetto complessivo in cui l’ambiente sia davvero il protagonista principale  e le attività economiche dimensionate in modo tale da conservare il patrimonio naturalistico. E’ stato così finora anche se negli ultimi anni si sono verificate delle situazioni sulle quali merita porre l’attenzione e che saranno oggetto  dell’attività e dell’azione delle associazioni ambientaliste, Ecoistituto e Mountain Wilderness in testa.

Infine il Cansiglio è sempre stato un luogo libero, con regole da rispettare ma in grado di accogliere, nei fine settimana, numeri anche elevati di presenze, per poi tornare tranquillo durante la settimana (non come a Braies o alle Tre Cime, con grandi numeri tutti i giorni e per mesi). A parte qualche tentativo di trasformarlo in discoteca notturna, che difficilmente si ripeterà, chi frequenta il Cansiglio dimostra di essere consapevole della importanza della Foresta ed ha comportamenti adeguarti. L’abbandono di immondizie è relativamente raro, i comportamenti veramente scorretti sono rari forse mancano servizi igienici e il controllo, ma questo non è colpa dei frequentatori.
 


		

	

9 novembre, marcia in difesa dell’antica foresta del Cansiglio

(di Toio de Savorgnani e Michele Boato, rispettivamente premio Argav 2016 e 2019). Domenica 9 novembre avrà luogo il 39° incontro di alpinisti e ambientalisti in difesa dell’antica foresta del Cansiglio. Quest’anno, l’incontro avverrà completamente nella parte friulana della foresta, con il raduno alle 9.00 al Passo della Crosetta (metri 1.127), partenza alle 9.30 lungo il sentiero CAI 991 che inizia dietro la grande casa forestale. Si passa per Casera Maset (1.274 ) e si arriva al Col dei S-cios (metri 1.374) alle 11.30-12.00. In caso di maltempo, il ritrovo è alle ore 10 all’hangar in Pian Cansiglio, 300 metri dietro il rifugio S. Osvaldo.

Dalle 12 pranzo al sacco con aggiornamenti e interventi. 13.30 prosecuzione fino all’ex caserma forestale di Candaglia e ritorno per la strada forestale. 15.30-16.00 arrivo al passo della Crosetta. Il percorso si svolge sul sentiero e in parte su strada forestale, anche per ricordare che già esistono in Cansiglio oltre 70 km di strade forestali percorribili da mountain bike, tutte connesse, quindi non sono necessarie nuove piste, soprattutto per impattanti eventi sportivi. Si parlerà anche di biodiversità, di salvaguardia degli habitat, della necessità di una nuova selvicoltura e di grandi opere: dalle dighe, agli sbarramenti su Vanoi, Tagliamento, Piave e di Olimpiadi invernali. Esprimeremo il nostro totale dissenso per i tentativi di liberalizzazione della caccia, persino nelle aree demaniali.

I comuni di Tambre ed Aviano hanno smen tito che si stia preparando il progetto di un nuovo percorso “per mountain bike” per collegare la parte friulana del Monte Cavallo (forse da Pian Cavallo stesso) e la sua parte veneta, probabilmente passando sul monte Cornier o da Casera Friz, sotto l’Ander de le Mate, fino a Casera Palantina per scendere a Colindes di Tambre, ma l’Ecoi- stituto del Veneto e Mountain Wilderness Veneto ricordano che, nelle passate campagne per le elezioni in Friuli, più d’un politico aveva sostenuto tale collegamento. Già ora, senza nessuna nuova opera, esistono almeno 70 km di strade forestali percorribili da mountain bike, tra Veneto e Friuli, con percorsi diversi e combinabili tra loro.

Quindi i percorsi ci sono e in abbondanza ma questo nuovo toccherebbe una zona integra di grande valore ambientale, ricca di biodiversità vegetale e animale e tutta la Foresta del Cansiglio, sia veneta che friulana, ricade nelle aree tutelate da Rete Natura 2000, come Zona Speciale di Conservazione, quindi l’eventuale progetto dovrebbe essere sostenuto da una VIA, (Valutazione di impatto ambientale) ed una VINCA (Valutazione d’incidenza) molto severe. Ci sono zone che vanno lasciate tranquille, senza eccessi di passaggi, anche se di biciclette. Soprattutto con un nuovo percorso che, per motivi di sicurezza, potrebbe es sere una vera e propria strada larga alme no 3 metri, tenendo conto che, una volta tracciata la strada, prima o poi verrebbe usata anche per altri scopi. Un esempio a riprova è la vicina strada dorsale, tra il Gaiardin e Pian Cavallo, circa 20 km, costruita molti anni fa con la previsione che, essendo agro-silvo-pastorale non sarebbe mai stata aperta al traffico civile, ma i tentativi per far ne un nuovo percorso turistico per automobili sono stati parecchi e anche ora una sola sbarra a metà strada impedisce il transito dell’intero percorso da o per Pian Cavallo. L’eventuale nuovo percorso per la bici di montagna dovrebbe per forza passare attraverso un pezzo di foresta regionale gestita da Veneto Agricoltura; quindi si invita l’Ente regionale a dissociarsi fin d’ora da questo progetto.. 

5 e 6 aprile, a Vittorio Veneto (Treviso) e in Pian Cansiglio (Belluno) due incontri per ascoltare il grido d’aiuto che si leva dall’Amazzonia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’invito dell’ambientalista Toio de Savorgnani, premio Argav 2016, a partecipare agli incontri in programma sabato 5 aprile a Vittorio Veneto (Treviso) e il 6 aprile in Pian Cansiglio (Belluno).

Per il secondo anno consecutivo l’associazione “Il Mondo di Tommaso” propone una serie di eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della protezione della più grande foresta pluviale del mondo e sulla necessità di sostenere i popoli indigeni , i veri e propri Guardiani della Foresta.

Tutto è iniziato nel 2023 con la partecipazione a Cansiglio Invita, organizzato dal Tesaf, Dipartimento e Territorio dell’Università e Sistemi Agroforestali, dell’Università di Padova, quando in Cansiglio arrivarono Raffaele Luise, giornalista vaticanista, autore di Amazzonia, viaggio al tempo della fine,con la prefazione di papa Francesco, e lo sciamano amazzonico Marcos. Poi lo scorso anno, il primo evento autonomo col messaggio di Un grido dall’Amazzonia, sono arrivati a Venezia, Vittorio Veneto e nella Foresta del Cansiglio, oltre a Raffaele Luise, anche Davi Kopenawa, rappresentante del popolo Yanomami detto il Dalai Lama dell’Amazzonia, assieme a Carlo Zaquini, un coraggioso missionario laico della Consolata che da oltre 60 anni dedica la sua vita alla difesa delle popolazioni native.

Kopenawa lo scorso hanno si fece portavoce della necessità di far finire il taglio illegale della foresta, di arginare l’invasione dei garimperos, i cercatori d’oro che inquinano l’acqua con il mercurio, avvelenando tutto l’ambiente, piante, animali e umani, ma anche i garimperos sono dei disperati che tentano la fortuna per sopravvivere; infatti nella grande foresta la gran parte di loro sparisce nel nulla e muore. Kopenawa era venuto a chiedere la costruzione di scuole indigene e a ribadire che l’Amazzonia può sopravvivere se i popoli indigeni non vengono decimati ed espulsi, quindi ha ricordato la necessità di un lavoro comune nel nome della sopravvivenza della’Umanità intera. Kopenawa è stato ricevuto anche da papa Francesco al quale ha chiesto l’interessamento per sbloccare la costruzione delle scuole indigene, ferme da anni. E così è stato, in pochi mesi ne sono state finite un paio ed altre 14 sono in costruzione, ma ne servirebbero moltissime altre.

Il Mondo di Tommaso si propone di sostenere concretamente progetti di aiuto a questi gruppi umani ancestrali, aiutandoli a mantenere lingua, cultura e tradizioni e quindi l’associazione aiuterà concretamente Kopenawa nella costruzione di una scuola nella Foresta. Carlo Zaquini, in 60 anni di presenza all’interno dell’Amazzonia, ha fatto conoscere al mondo l’esistenza del popolo Yanomami, prima sconosciuto, e ha raccolto una quantità impressionante di oggetti, documenti, testimonianze, desiderando da sempre di dar vita ad un centro di documentazione indigena e Il Mondo di Tommaso sarà al suo fianco in questo progetto.

Ma l’associazione aiuterà anche le comunità Yanomami, così come loro stessi indicheranno e con le modalità da loro proposte. Gli aiuti de Il Mondo di Tommaso sia alle comunità indigene che al centro di documentazione di Zaquini stanno già cominciando ad arrivare, ma sono una goccia in uno smisurato mare di necessità ed emergenze. Lo avevamo affermato fin dall’inizio: così come il colibrì che porta nel becco una goccia d’acqua alla volta per spegnere il grande incendio della foresta, cioè un contributo apparentemente nullo ed invisibile, noi facciamo la nostra parte, nella speranza di essere sempre più numerosi ed incisivi.

Primo appuntamento SABATO 5 APRILE al Parco Fenderl, via S. Gottardo a Vittorio Veneto (Treviso), inizio alle ore 16, moderato dal giornalista Rai Angelo Squizzato, che introdurrà il giornalista e scrittore Raffaele Luise. Seguirà padre Jaimes Patias, direttore della comunicazione dell’Istituto Missioni della Consolata a cui si aggiungerà la testimonianza di Sonia Dalle Ave e di Gianni Boldrini, vissuti per 40 anni in un villaggio indigeno in Amazzonia. La scrittrice Anna Vullo presenterà il suo libro “Noi soli nella giungla”, storia vera di 4 bambini sopravissuti da soli per 40 giorni nelle foresta colombiana dopo un incidente aereo. Seguirà la scrittrice e forestale Paola Favero (ex responsabile per il Corpo Forestale delle foreste di Cansiglio e Somadida) con il suo testo “La Foresta racconta”. Interventi di Michele Boato e Toio de Savorgnani. Alle ore 17 collegamento in videoconferenza dal Brasile con Davi Kopenawa, portavoce del popolo indigeno Yanomami e di Carlo Zaquini. Alle ore 18.30 proiezione del documentario “Il nostro viaggio in Brasile” con i racconti di carlo Zaquini. Alle 19.30 buffet con pizze bio. Alle 21 concerto di chiusura della giornata dell’Orchestra forte con 50 giovani studenti di musica.

DOMENICA 6 APRILE ore 9, appuntamento al Rifugio Alpino Vallorch in Pian Cansiglio (Belluno). Escursione in Foresta accompagnati da Sandro Carniel oceanografo, Luigi Casan lova presidente di Mountain Wilderness, Luis Carlos Barbato agronomo, Alessandro Cagnati glaciologo, Paola Favero forestale, Toio de Savorgnani ambientalista, Damiano Fina danzatore butho, Massimiliano Varusio violoncello, Nelso Salton contrabbasso, Sandro del Duca flauto, Federica Lotti flauto e alcune danzatrici. Alle 13 pranzo al Rifugio Vallorch , In caso di maltempo l’incontro avverrà presso l’Hangar Cansiglio. Per informazioni info@ilmondoditommaso.org oppure Claudio 338 6213782.

“Non tagliate i grandi alberi del Cansiglio”, l’appello di Toio de Savorgnani e Michele Boato, premi Argav rispettivamente nel 2016 e 2019

Cansiglio faggeta x webIl Cansiglio non è in vendita

di Toio de Savorgnani ( Mountain Wilderness) e Michele Boato (Ecoistituto del Veneto). Negli ultimi decenni, il versante friulano del Cansiglio è stato profondamente peggiorato, causando grandi perdite economiche ripianate con soldi pubblici. Le forze politiche hanno sostenuto uno sviluppo impattante, come se i grandi spazi naturali aperti non fossero un bene comune da conservare ma un terreno da conquistare e riempire di opere, meglio se molto costose. Purtroppo le Olimpiadi invernali di Corina-Milano 2026, costosissime ed enormemente impattanti, confermano questa tendenza, al di là degli ipocriti buoni propositi iniziali di “sostenibilità, utilizzo dell’esistente, economicità e condivisione delle finalità”.

Le azioni intraprese

Anno dopo anno, dal 1988, ci siamo ritrovati proteggendo la Foresta del Cansiglio (una delle più belle in Italia e nota in tutta l’Europa) contro diversi pericoli di sfruttamento inappropriato. All’inizio il tema principale è stata l’opposizione al collegamento sciistico tra il Pian Cavallo friulano e la parte veneta: non si diceva che, ad un primo impianto proposto negli anni ’80, poi ne sarebbero seguiti molti altri per trasformare tutta l’area in un grande comprensorio sciistico dal costo di oltre 200 miliardi di lire. Poi venne il periodo del recupero delle aree usate a scopi militari, i grandi radar sulla cima del monte Pizzoc e la base missilistica di Pian Cansiglio, che rischiavano di diventare insediamenti turistici o sportivi; sono stati fermati. In seguito ci siamo attivati per impedire l’abbattimento di 2000 cervi nella foresta; le nostre azioni hanno consentito il ritorno del lupo che ne ha fortemente limitato la presenza. Poi ci siamo opposti alla vendita del vecchio albergo San Marco, primo episodio di una potenziale privatizzazione a cascata di pascoli, aziende agricole, strutture turistiche. Abbiamo vinto ricordando che la Foresta del Cansiglio è stata dichiarata inalienabile fin dai primi anni del Regno d’Italia e tale è rimasta, quindi invendibile.

Le foreste hanno un ruolo di estrema importanza

Siamo in pieno cambiamento climatico e le situazioni catastrofiche “eccezionali” stanno diventando sempre più frequenti, quasi normali, ma ben poco si fa per limitarne i danni. La tempesta Vaia è avvenuta esattamente 6 anni fa e il prossimo evento straordinario potrebbe arrivare fra poco, non tra 100-200 anni, come dimostrano le 3 alluvioni in Romagna o quanto accaduto a Valencia. Che sia totalmente colpa umana o solo in parte, o indipendente, resta la difficile realtà con cui fare i conti. In questa nuova situazione di tutto il pianeta, le foreste svolgono un ruolo di primaria importanza. Da quando l’Homo sapiens (termine meritato?) ha cominciato a far pesare la propria presenza, fino ad oggi, è stata tagliata metà delle foreste esistenti e il ritmo è sempre più accelerato. Sembra che ora ci siano circa 3.000 miliardi di alberi, ma ne vengono tagliati globalmente 3 milioni al giorno, a cui vanno aggiunti quelli persi, soprattutto con gli incendi, come in Siberia o (provocati) in Amazzonia.

Proteggere le foreste esistenti

Qualcuno, come il prof. Stefano Mancuso, propone di piantare nel mondo almeno 1.000 miliardi di alberi, una prospettiva che permetterebbe un netto cambio di tendenza; ma la prima regola è proteggere le foreste esistenti, soprattutto le più grandi, e ognuno deve fare la sua parte. Quindi l’attività delle associazioni ambientaliste dovrebbe concentrarsi sulla gestione delle nostre Foreste e il Cansiglio è una delle più importanti. Niente di quello che accade in questa foresta, gestita in base a una selvicoltura definita naturalistica, è irregolare o illegale e il controllo è sempre attivo, ma i problemi che si pongono a livello globale ci porta-no a delle prospettive nuove alle quali far sempre di più riferimento.

Stop al taglio dei grandi alberi

Con la manifestazione del 10 novembre di quest’anno, ci siamo per ora concentrati sul tema dei grandi alberi: in Cansiglio ce ne sono centinaia, e molti di loro sono destinati al taglio per lasciare spazio alla crescita dei nuovi alberi. Noi la riteniamo una scelta non più appropriata, che va rivista. I grandi alberi, memoria della Foresta vanno lasciati tutti. Ecco perché abbiamo chiesto alla Regione, alla sua azienda Veneto Agricoltura, e agli altri gestori del Cansiglio, di non tagliare, almeno in una fase temporanea, gli alberi con diametro dai 70 cm in su. Proponiamo un censimento per capire quanti sono i grandi alberi che, fuori dal Cansiglio, sarebbero dichiarati monumentali o di valore ecologico tale da non essere tagliati. Anche la selvicoltura, seppur naturalistica, si deve adeguare al presente e quindi questo tema dovrebbe uscire dalla ristretta cerchia dei forestali di professione per diventare argomento di riflessione con l’opinione pubblica, gli ecologi, i botanici, i biologi, le associazioni ambientaliste ed è questo il tema di lavoro che ci proponiamo, da ora e per i prossimi anni.

12 novembre 2023, i due premi Argav De Savorgnani e Boato invitano al 37esimo raduno di alpinisti e ambientalisti in difesa dell’Antica Foresta del Consiglio

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I faggi della foresta demaniale reg.le del Cansiglio gestita da Veneto Agricoltura, visita soci Argav (foto Mirka Cameran Schweiger)

di Toio de Savorgnani (premio Argav 2016) e Michele Boato (premio Argav 2019). Di anno in anno, e sono ormai 37, continuiamo ad essere presenti per intervenire se necessario, per portare le problematiche dell’Antica Foresta a conoscenza di tutti, per agire allo scopo di evitare gli errori, poiché spesso le scelte avvengono in silenzio e ci si accorge del danno quando è ormai irreparabile.

Non siamo stati “quelli che dicono sempre di no”: se ci siamo messi in movimento all’inizio per evitare il collegamento con impianti da sci con Pian Cavallo, abbiamo anche sostenuto l’istituzione del Parco Regionale, poi della Riserva regionale, poi della Riserva della Biosfera-Unesco, tutte proposte che il mondo politico ha cassato. Un’area protetta sarebbero una grande occasione per avviare progetti di gestione sostenibile, di grande respiro, coinvolgendo anche tutti i comuni che la circondano, ma causa la mancanza di lungimiranza le amministrazioni locali si sono sempre opposte, perdendo queste occasioni.

Se non sono state accettate quelle proposte, abbiamo però fermato i molti tentativi, durati quasi 25 anni, di collegare sciisticamente il Cansiglio al Pian Cavallo, abbiamo evitato che la base militare (radar) Nato del monte Pizzoc diventasse una stazione sciistica invernale, abbiamo fermato i tre tentativi di irregolare vendita della base militare di Pian Cansiglio da parte del ministero della Difesa, ma ci siamo anche opposti a che quell’area venisse venduta o affittata alla famiglia Benetton per farne un centro sportivo sicuramente fuori posto. Ci siamo opposti con successo al “parco” eolico con torri alte 120 m. visibili dalla laguna di Venezia, sulla cima del Pizzoc. Abbiamo evitato l’abbattimento di 2000 cervi, e al posto dei cacciatori è arrivato il lupo che nel giro di qualche anno li ha contenuti, in modo naturale a circa 400. Abbiamo fermato la vendita dell’ex albergo San Marco, ormai un rudere, che avrebbe dato il via ad una lunga serie di altre vendite che avrebbero snaturato il significato di Foresta inalienabile.

Ultima nostra azione è l’opposizione alla costruzione in Cansiglio di un nuovo e inutile caseificio, esistendone già uno a Tambre che trasforma il latte dell’altopiano. Ma è stato in parte anche merito nostro se, continuando a divulgarne la grande importanza dei valori naturalistici e chiedendone la protezione, il Cansiglio è diventato SIC (sito di interesse comunitario) e ZPS (zona di protezione speciale) e poi ZSC (zona speciale di conservazione) di Rete Natura 2000, il sigillo definitivo della Comunità Europea dei siti che Paesi e Regioni devono obbligatoriamente conservare e tutelare. I siti di Rete Natura 2000 in Veneto sono circa 130 per oltre 400.000 ettari. Ognuna di queste aree avrebbe dovuto avere anche un Piano di Gestione, da approvare in tempi rapidi ma quello del Cansiglio giace da molti anni nel dimenticatoio della regione. Chiediamo l’approvazione, pur in grave ritardo, del Piano di Gestione del Cansiglio che permetterebbe anche di accedere a notevoli contributi europei che la Regione sta perdendo di anno in anno. Non è danno erariale questo? Ci organizzeremo per intervenire a livello istituzionale.

La camminata di quest’anno ha un percorso circolare con partenza e arrivo al Museo dell’Uomo in Cansiglio, a Pian Osteria, aggirando la Riserva Pian di Landro Baldassare, su strade forestali. Vedremo una zona danneggiata dalla tempesta Vaia a fine 2018, anche se in Cansiglio sono state colpite solo aree limitate. Ragioneremo sul futuro della Foresta del Cansiglio e delle foreste delle Dolomiti nel dopo Vaia, che colpì oltre 40.000 ettari di foresta, abbattendo forse 15milioni di alberi, a cui seguirono forti nevicate con ulteriori danni. Altro fattore di crisi è il dilagare del bostrico, un coleottero che scava gallerie sotto la corteccia e interrompe il circolo della linfa fino a uccidere l’albero. Colpisce soprattutto l’abete rosso, una delle specie più diffuse delle Dolomiti; interi boschi si stanno ammalando e altri milioni di piante moriranno, ben di più di quelli di Vaia. Buona parte delle montagne del nord Italia cambieranno aspetto e insorgeranno nuovi problemi. Siamo all’inizio di un periodo sempre più difficile, determinato soprattutto dal riscaldamento climatico. Che cosa stiamo facendo per prepararci a questo difficile futuro? Troppo poco o quasi nulla. Parliamone ed agiamo. Rete Natura 2000 è una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Ue, istituita dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

In pratica. Ore 9.30 raduno al villaggio cimbro di Pian Osteria (a 3 km da Pian Cansiglio), facilità di parcheggio. Tutto il percorso, con poco dislivello, è su strade forestali, tranne breve tratto su SP 422. Ore 10.00 partenza per il villaggio di Campon. A Campon si gira a destra verso Pian Rosada dove si gira a destra verso la Valmenera. Ci si ferma all’ex villaggio cimbro di Val Bona con sosta pranzo e interventi, dalle 12.30 alle 14.00. Ritorno a Pian Osteria, al punto di partenza circa alle 15/15.30.  Percorreremo il perimetro della Riserva Naturale Orientata Pian di Landro Baldassare, dove la tempesta Vaia ha colpito duro, con ampie zone dove quasi tutti gli alberi sono caduti. Un’occasione per capire i danni al bosco e la reazione dell’ambiente, nonché per prefigurare quale potrebbe essere il futuro del Cansiglio ma anche delle altre Foreste del Veneto e delle Alpi nel caso di altri (possibili) eventi atmosferici avversi o di danni da avanzamento del cambiamento climatico. Info 0438.581989 (Toio).

5 giugno 2020, secondo webinar Argav su “Uomo e montagna: un caso di distanziamento sociale?”

In attesa di riprendere gli appuntamenti di fine mese al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD), come i corsi di formazione in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Veneto nonché le attività sociali, Argav organizza venerdì 5 giugno, dalle ore 18 alle ore 19.30, in collaborazione con Unaga, il secondo webinar sulla piattaforma Zoom, per un colloquio con l’associazione “Mountain Wilderness” sul tema “Uomo e montagna: un caso di distanziamento sociale?“.

A moderare l’incontro virtuale, il presidente Fabrizio Stelluto. Grazie all’interessamento del Premio Argav 2016, Toio de Savorgnani, avremo l’opportunità di confrontarci con Carlo Alberto Pinelli (archeologo, regista, scrittore, fondatore di Mountain Wilderness Italia ed International), Francesco Tomatis (filosofo, docente all’Università di Salerno, Comitato Etico Mountain Wilderness Italia), Giancarlo Gazzola (vicepresidente Mountain Wilderness Italia), Luigi Casanova (scrittore, presidente onorario Mountain Wilderness Italia). Il link cui collegarsi per partecipare all’incontro è https://us02web.zoom.us/j/88947346374

22 dicembre 2019, a Treviso Toio De Sarvognani, premio Argav 2017, racconta emozioni e lacrime, quelle arrivate con Vaia, nell’evento “Il Cansiglio…e la Luna”

Le meraviglie della Foresta del Cansiglio (BL-TV) e il disastro della tempesta Vaia saranno il filo conduttore del racconto che Toio De Savorgnani, premio Argav 2017 proporrà domenica 22 dicembre alle ore 18:00 sotto la Loggia del Cavalieri, in centro a Treviso. L’alpinista, ambientalista e scrittore vittoriese sarà l’attore principale dell’evento “Il Cansiglio… e la Luna”, e sotto la storica loggia proporrà le emozioni dei giochi di luci e ombre che si creano nella magica storica foresta, oggi gestita da Veneto Agricoltura.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Santo Stefano di Cadore (BL), ad un anno da Vaia, assessora Bergagnin: “Meglio far rinascere nel territorio le attività agricole piuttosto che una Spa 5 stelle, per farlo ci serve il modello Livigno”

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav). “Avremmo bisogno di un’altra Vaia per attirare l’attenzione del mondo politico e riuscire così ad avere ancora qualche soldo da investire nella manutenzione del nostro territorio!” E’ con questa provocazione che Elisa Bergagnin, assessora del comune di Santo Stefano di Cadore (BL), ha accolto i giornalisti nella sala convegni dell’Unione Montana Comelico al corso di formazione organizzato lo scorso 28 ottobre da Argav in collaborazione con l’Assostampa bellunese e il Sindacato Giornalisti del Veneto, che ha “adottato” il comune della Val Comelico dopo il ciclone Vaia occorso un anno fa.

Necessità di una defiscalizzazione “tipo Livigno”. “Il problema della montagna veneta sono i fondi, che mancano, contiamo poco dal punto di vista elettorale, ed inoltre la Val Comelico confina con due regioni a statuto speciale che, trattenendo i 9/10 (TAA) e 6/10 (Friuli Venezia Giulia) delle loro tasse, godono di una sorta di defiscalizzazione che consente loro di pagare i propri agricoltori e allevatori, oltre che sostenere l’attività turistica. Vorremmo anche noi avere lo stesso trattamento su un periodo di lungo termine, in modo da favorire lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio, sempre più spopolato, il modello a cui guardiamo è “Livigno” (il comune alpino in provincia di Sondrio, grazie a una legge reale del 1910, introdotta per incrementarne lo sviluppo economico, non paga IVA e altre tasse su carburanti e tabacchi, per cui la benzina costa il 40% in meno, così come le sigarette e gli alcolici ndr) oppure le zone franche urbane. Più volte abbiamo invocato a livello regionale e nazionale queste misure, ma la nostra richiesta è sempre caduta nel vuoto“, ha aggiunto l’assessora, poco convinta della scelta di Zaia di commemorare a Palazzo Balbi a Venezia il catastrofico ciclone occorso un anno fa, e non nei comuni in cui questo infierì, provocando frane, allagamenti e la caduta di migliaia di ettari di foresta. “Se dovessero chiedermi di scegliere tra il progetto in discussione del collegamento sciistico con il comprensorio Monte Elmo – Prati di Croda Rossa della Val Pusteria, in Alto Adige (contestato dagli ambientalisti in quanto da loro ritenuto non sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, ndr) e la defiscalizzazione, sceglierei senz’altro quest’ultima, le Spa a 5 stelle non ci interessano, preferiamo far rinascere la produzione agricola e l’allevamento nel territorio, abbiamo già numerosi giovani produttori che si stanno danno da fare in questo senso (e i partecipanti all’incontro possono testimoniare la bontà di formaggi, insaccati, miele e lievitati prodotti in loco grazie al rinfresco preparato nella pausa tra un intervento e l’altro, ndr).

Container cinesi e gestione forestale sostenibile. Molti e tutti interessanti gli interventi in programma al corso. Stefano Vietina, giornalista, ha ricordato come l’80 per cento del legname utilizzato in Italia sia importato principalmente da Austria e paesi Est europeo, un controsenso visto che i boschi italiani sono sempre più rigogliosi a causa dell’abbandono dei pascoli; sono rimaste inoltre poche segherie, dunque anche quel 20 per cento di legname italiano utilizzato viene in gran parte lavorato in Austria e poi re-importato in Italia; Vietina ha informato anche del fatto che metà del legname caduto in Veneto stia prendendo la via della Cina: questo ha prodotto un innalzamento del valore del legname, passato da 143 euro al mc pre-Vaia a 13/ 20 euro al mc attuali, ma dopo che sarà lavorato e restituito in manufatti dai cinesi, con tutta probabilità, possiamo aspettarci una futura crisi della nostra industria del mobile. Diego Florian, direttore FSC (Forest Stewardship Council) Italia, con sede a Padova, ha ribadito come si sia persa la conoscenza del bosco, tanto da esser venute meno anche le sue funzioni ambientali, e di come sia in atto un abbandono gestionale e forestale (l’ultimo censimento Istat è del 2005, si “lavora alla cieca”), gestione, peraltro, affidata alle singole regioni, dunque in Italia abbiamo 21 leggi differenti inerenti alla materia. Un disinteresse istituzionale e privato davvero incomprensibile quello per Il bosco, che invece può essere un asset economico sostenibile formidabile. Una nota a questo riguardo: FSC si è proposta molte volte alle Regole del Comelico per certificare le loro foreste, ma invano. Se lo avessero fatto, probabilmente “non sarebbero andate deserte alcune aste di vendita di legname caduto dopo Vaia, in quanto ci sono tante aziende pronte a servirsene, soprattutto per motivi di marketing etico“.

Altri cicloni in vista, dobbiamo portare rispetto alle energie sottili della Natura. Andrea Bergamasco, oceanografo CNR (Consiglio Nazionale Ricerche), ha ricordato come sia importante verificare le fonti delle notizie in rete, “meglio far riferimento anche per le notizie ambientali a Istituzioni o quotidiani“; tra i neologismi creati dal cambiamento climatico, trova appropriato l’uso del termine “bomba d’acqua“, in quanto indica piogge con intensità superiore ai 100 mm/hr, ben più forti rispetto ad un “semplice nubrifagio”; ha parlato anche dei “medicane“, cicloni mediterranei che attingono energia dall’acqua marina quando questa ha una temperatura che supera i 27 gradi: negli ultimi anni succede sempre più spesso – è successo nel 2003, nel 2012, nel 2015, nel 2017, nel 2018 – , per cui “dobbiamo aspettarci un peggioramento nei prossimi anni. Ci ha ricordato di” agire localmente ma di pensare globale e di agire con la testa, anche se può costare molta fatica, perché non esiste un pianeta B“. A ribadire il concetto della necessità di rispettare la Natura – intesa nel suo complesso di mondo vegetale, animale e minerale – e di non dimenticare l’esistenza delle “energie sottili” è stato Toio de Savorgnani, premio Argav 2016, ambientalista, scrittore, fondatore Mountain Wilderness Italia: “La montagna ha uno spirito, se non rispettiamo le sue regole, aspettiamoci di vederci ancora puniti“.

10 novembre, a Vittorio Veneto (Tv) il premio Argav 2016 parla di 30 anni in difesa del Cansiglio

Venerdì 10 novembre Toio de Savorgnani, alpinista e ambientalista, premio Argav 2016, sarà a Vittorio Veneto (Tv) dalle ore 20:30 alle ore 23:30 nella casa Fenderl (via del Meril 13) per presentare “30 anni in difesa del Cansiglio“, l’antica foresta della Serenissima.
Programma della serata. Alle 20.30 è prevista la presentazione del libro Quelli delle cause vinte a cura dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer; alle 21.15 proiezione in multivisione “I racconti del bosco incantato di Ferdi Terrazzani“, alle 21.35, testimonianze di Toio de Savorgnani e Giancarlo Gazzola di Mountain Wilderness – Michele Boato Ecoistituto del Veneto, Bepi Cappelletto CAI, Augusto De Nato WWF – Moreno Baccichet Legambiente – Giancarlo Silveri Lipu

Dal 9 al 17 settembre 2017 digiuno a staffetta in nome del Cansiglio

Radio Gamma 5, insieme alle associazioni ambientaliste Ecoistituto del Veneto, Mountain Wilderness del Veneto, WWF, Legambiente, Lipu, propongono da oggi un digiuno a staffetta a coloro che hanno a cuore l’integrità dell’Antica Foresta, il Cansiglio.

Il digiuno inizia stamattina alle ore 10 a Venezia, in occasione della conferenza stampa indetta dagli organizzatori in campo San Tomà, nei pressi della Giunta regionale e della Scoletta dei Calegheri. L’astinenza a staffetta si concluderà con una grande Festa-Raduno in Cansiglio domenica 17 settembre dalle ore 9.30.

La motivazione alla base del digiuno sta nel timore che il Cansiglio possa essere “svenduto” dalla Regione Veneto, che ne ha la gestione, con privatizzazioni che metterebbero a rischio la foresta e la riserva naturale. In particolare, il problema inizia con il quarto bando regionale, promulgato dopo le gare andate deserte per la vendita dell’ex albergo San Marco in Pian Cansiglio. Se anche questa gara andrà deserta, la Regione potrà procedere alla sua vendita con trattativa privata o cederlo al comune di Tambre (nel quale ricade).

Esiste un’offerta di ristrutturazione non presa in considerazione dalla Regione. Gli organizzatori dell’iniziativa ritengono che la vendita dell’ex San Marco potrebbe essere “il grimaldello attraverso cui la Regione aprirebbe la porta ad una lunga serie di privatizzazioni o cessioni in Cansiglio e in altre importati parti di demanio regionale come il campo da golf, l’albergo Sant’Osvaldo, le aziende zootecniche, gli agriturismi, i pascoli e, naturalmente, la foresta. Gli organizzatori rivelano che un imprenditore, da oltre due anni, manifesta l’intenzione di ristrutturare a proprie spese l‘ex hotel San Marco in cambio di una concessione in affitto per qualche decina d’anni per poi restituirlo alla Regione, ma che quest’ultima non ha preso in considerazione l’offerta. Perché?

Ad iniziare il digiuno, sarà Toio de Savorgnani, premio Argav 2016. “Ribadiamo tutti insieme il nostro no a questa scelta della Regione Veneto poiché, se si rompesse il principio dell’inalienabilità del Cansiglio, anche per una sua piccola parte, poi anche tutto il resto sarebbe in pericolo”, affermano gli organizzatori del digiuno a staffetta, che seguirà queste modalità di esecuzione: sabato 9 settembre ore 10.00 inizio digiuno di Toio de Savorgnani (premio Argav 2016) e Michele Boato insieme a tutte le persone disponibili; il digiuno proseguirà a staffetta (uno o più giorni a testa) fino al mattino di domenica 17, con l’inizio del raduno in Pian Cansiglio alle ore 9.30 al parcheggio davanti al ristorante Genziana verso Casa Vallorch. Alle ore 10.00 ci sarà l’escursione nella Foresta con partenza da Casa Vallorch ai villaggi cimbri e lungo i sentieri naturalistici nel bosco. Alle ore 13.00 pranzo e musica nei pressi di Casa Vallorch, alle ore 16.00 visita ai grandi alberi, con spostamento in auto e breve camminata.

“Il Cansiglio non è in vendita”. Durante la settimana di digiuno, Michele Boato e Toio de Savorgnani saranno presenti in Cansiglio nel piazzale del Rifugio S. Osvaldo, dalle 10.30 alle 16 circa, nelle giornate di domenica 10, martedì 12 e giovedì 14. Chi vuole portare solidarietà sarà il benvenuto (cercare lo striscione esposto Cansiglio non è vendita). Allo steso modo, gli organizzatori invitano a partecipare al digiuno, anche solo per un giorno, comunicando l’adesione e la giornata di digiuno a micheleboato@tin.it oppure a toiodesavorgnani@virgilio.it. In questo modo, si potrà far conoscere di giorno in giorno quanti sostengono l’iniziativa e chi digiunerà durante la settimana (si dovrà specificare nella mail se si potrà divulgare il nome o se si preferisce mantenere l’anonimato, ma entrare nella somma di persone che stanno digiunando).

Fonte: “Il Cansiglio non è in vendita”