• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Esiste davvero l’over tourism in Cansiglio?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Toio de Savorgnani e Michele Boato (Ecoistituto Veneto A. Langer), entrambi Premio Argav rispettivamente nel 2016 e nel 2019, Lara Negro e Giancarlo Gazzola (Mountain Wilderness Veneto), il testo seguente. 

13 agosto 2026. Al problema dell’affollamento domenicale in Cansiglio è stato dedicato un notevole spazio sulla stampa locale in occasione di domeniche molto calde in pianura e la ricerca di un po’ di sollievo in Cansiglio e si è parlato di overtourism come fosse il principale problema dell’altopiano, paragonandolo a quanto avviene  alle Tre Cime di Lavaredo o al Lago di Braies o altre località dolomitiche famose molto frequentate dai turisti nei mesi estivi  o anche invernali.

Ma  la prima domanda a cui dare risposta è se davvero esiste l’overtourism in Cansiglio? Noi riteniamo che la definizione di overtourism per il Cansiglio non sia corretta, siamo  a numeri del tutto diversi dal lago di Braies, anche 7000 presenze al giorno per intere settimane, poi ridotti a 4.500, stesso numero alle Tre Cime di Lavaredo con circa 300.000 auto all’anno nel grande parcheggio. La Val Gardena ha circa 10.000 abitanti ma i turisti in un anno possono superare gli 800.000.

Niente di tutto questo succede in Cansiglio e ci chiediamo se chi ha parlato di domeniche estive con 10.000 turisti possa dirlo in base a rilievi fatti, oppure è solo una cifra presunta e diffusa per creare allarme e voler arrivare a qualche risultato a tutti i costi e velocemente.

Gli operatori turistici del Cansiglio possono contare su meno di 15 domeniche all’anno, soprattutto quando in estate la pianura diventa bollente e in molti cercano un po’ di sollievo in quota. Anche quest’anno la gara automobilistica, la Vittorio Veneto-Cansiglio, ha bloccato la strada  per due giorni e mezzo, in alcuni anni le iniziative sportive che hanno annullato o ridotto l’accesso a Cansiglio sono state anche 3 o più. Poi durante le settimane anche estive, tranne che per qualche settimana attorno a Ferragosto, i turisti  in Cansiglio sono ridotti a numeri  più che accettabili.

I sindaci dell’area veneta parlano di numeri insostenibili e della necessità di mettere un biglietto di accesso, ma molto probabilmente le loro motivazioni non sono di tutela ambientale, bensì solo quella di chiedere una quota parte del guadagno. Non è un’idea nuova, infatti un sindaco delle  passate amministrazioni di Tambre ha tenuto bloccato per anni la creazione di parcheggi a pagamento in Pian Cansiglio con la richiesta di poter accedere ad una parte del biglietto. E’ la solita idea  del Cansiglio come bancomat...

Ma un biglietto d’accesso al Cansiglio è, a nostro avviso, una  proposta irrealizzabile, prima di tutto  perché l’altipiano è percorso dalla  strada provinciale 422 che lo attraversa tutto, quindi diventa difficile distinguere e separare chi vuole fermarsi in piana e chi vuole proseguire per l’Alpago. Ma il Cansiglio è diviso tra le due regioni Veneto e Friuli e quindi perché un turista dovrebbe pagare una tassa al Veneto se poi volesse frequentare la parte friulana? E poi sarebbe impossibile risolvere l’accesso solo con la prenotazione on line, quindi bisognerebbe creare dei caselli tipo autostradali o come quelli delle Tre Cime di Lavaredo, sia sul versante trevigiano che su quello alpagoto,  costosi e invasivi e il rischio di lunghe file e lunghe attese.

E se il guadagno poi andasse diviso tra il gestore regionale della foresta, Veneto Agricoltura, e i vari comuni o si dovrebbe imporre un biglietto parecchio costoso, con conseguente diminuzione dei turisti, oppure i guadagni una volta divisi sarebbero non rilevanti. Quindi quello dell’overtourism, pensato più come modo per far cassa che per una vera limitazione agli accessi, risulterebbe essere un ulteriore modo per avere più introiti che  per la salvaguardia ambientale.

Il Cansiglio, area di Rete 2000 protetta dall’Europa, ha bisogno di un progetto complessivo in cui l’ambiente sia davvero il protagonista principale  e le attività economiche dimensionate in modo tale da conservare il patrimonio naturalistico. E’ stato così finora anche se negli ultimi anni si sono verificate delle situazioni sulle quali merita porre l’attenzione e che saranno oggetto  dell’attività e dell’azione delle associazioni ambientaliste, Ecoistituto e Mountain Wilderness in testa.

Infine il Cansiglio è sempre stato un luogo libero, con regole da rispettare ma in grado di accogliere, nei fine settimana, numeri anche elevati di presenze, per poi tornare tranquillo durante la settimana (non come a Braies o alle Tre Cime, con grandi numeri tutti i giorni e per mesi). A parte qualche tentativo di trasformarlo in discoteca notturna, che difficilmente si ripeterà, chi frequenta il Cansiglio dimostra di essere consapevole della importanza della Foresta ed ha comportamenti adeguarti. L’abbandono di immondizie è relativamente raro, i comportamenti veramente scorretti sono rari forse mancano servizi igienici e il controllo, ma questo non è colpa dei frequentatori.