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Il Consorzio di bonifica Adige Euganeo annuncia l’arrivo di nuovi misuratori di portata per una migliore gestione idrica

Il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo ha ottenuto un finanziamento dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) destinato all’installazione di nove misuratori di portata presso altrettante fonti di prelievo idrico ad uso irriguo. L’assegnazione è avvenuta in seguito all’approvazione del Decreto DISR I n. 358623 del 01/08/2025 del Ministero, che ha messo a disposizione complessivamente oltre 2,6 milioni di euro per finanziare interventi su almeno 61 fonti di prelievo idrico con concessione pari o superiore a 100 l/s. Il Consorzio Adige Euganeo è rientrato tra i 14 enti partecipanti al bando che hanno ricevuto l’assegnazione delle risorse.

Questo intervento, dal costo totale di € 225.400,00, è mirato a dotare di strumentazione specifica nove impianti cruciali per la gestione del servizio irriguo, oggi sprovvisti di misuratore. Attualmente, il computo del volume d’acqua prelevato da fiumi e canali avviene in modo indiretto attraverso misurazioni matematiche e stime. L’applicazione di questa nuova strumentazione consentirà invece al Consorzio di contabilizzare con maggiore precisione il reale prelievo d’acqua, fornendo i dati di output necessari per un corretto bilancio idrico dei volumi prelevati durante la stagione e supportando una programmazione più puntuale dei futuri investimenti infrastrutturali. L’obiettivo primario è evitare sprechi e correggere valori sovra o sottostimati del consumo idrico.

L’installazione di questi dispositivi si rivela particolarmente strategica nel contesto attuale, caratterizzato dal rinnovo delle concessioni di derivazione dall’Adige e da tutti i fiumi. Tali concessioni tendono, nella migliore delle ipotesi, a confermare le portate storicamente derivate, non consentendo un prelievo maggiore di acqua, nonostante i cambiamenti climatici che mettono a dura prova le colture con prolungati periodi di siccità. In questa prospettiva, lacapacità di misurare e conoscere con esattezza il prelievo d’acqua consente una gestione più oculata della risorsa, essenziale per migliorare la fornitura alle campagne. Le opere previste, che saranno appaltate secondo le norme del Codice dei Contratti Pubblici, dovranno essere completate e rendicontate entro marzo 2026, garantendo una rapida esecuzione del progetto.

Il progetto prevede la fornitura e la posa di misuratori di portata elettromagnetici adatti per l’installazione sotterranea o permanente sott’acqua e la possibilità di archiviazione e trasmissione dei dati in sicurezza tramite comunicazione criptata con la rete mobile. Inoltre, una volta alimentata elettricamente dal punto di allaccio del Consorzio, la nuova strumentazione di misura della portata verrà facilmente inserita nella rete di telecontrollo consortile.

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio di bonifica Adige Euganeo

L’Osservatorio del Paesaggio trentino annuncia la quarta edizione del Premio Giulio Andreolli – Fare paesaggio, candidature entro il 30 settembre 2027

La Provincia autonoma di Trento ha presentato la quarta edizione del “Premio Giulio Andreolli – Fare paesaggio” una selezione di azioni che si distinguono per sostenere la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio nel territorio della Convenzione delle Alpi. Quella di Giulio Andreolli, ingegnere, architetto, e paesaggista, è stata una delle voci più autorevoli nel dibattito che in Trentino ha portato alla crescita e al consolidamento di una nuova cultura del paesaggio.

Partecipare è facile e completamente gratuito. L’unico onere richiesto è relativo alla compilazione online di un modulo di descrizione dell’iniziativa accompagnato dal caricamento di materiale integrativo. Le candidature devono pervenire entro il 30 settembre 2027. Per tutte le informazioni relative al bando e per partecipare si rinvia al sito http://www.premiofarepaesaggio.it.

Un piano regolatore, la costruzione di un edificio, la ristrutturazione di una casa, il recupero di un paesaggio rurale, un progetto educativo nelle scuole, una campagna informativa sono tutte azioni che concorrono a “fare paesaggio”. E sono tutti esempi di possibili candidature al premio “Fare paesaggio”, qualora sostengano la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio nel territorio definito dalla Convenzione delle Alpi. Il Premio è aperto al contesto europeo ed è finalizzato a valorizzare esperienze che si sono distinte per i caratteri di innovazione, sostenibilità ed esemplarità, esprimendo obiettivi di elevata qualità paesaggistica.

La “selezione” riguarderà tre ambiti tematici: “Programmazione, pianificazione e gestione del territorio”; “_Segni nel paesaggio”; “Cultura, educazione e partecipazione”. In occasione di questa quarta edizione è prevista l’attribuzione di una “Menzione Speciale Energia e Paesaggio”, riservata alle candidature che abbiano affrontato con efficacia il tema del delicato rapporto tra il paesaggio alpino e le produzioni energetiche da fonti rinnovabili.

Per la valutazione delle proposte è stata istituita una giuria internazionale di esperti presieduta dal prof. Alberto Ferlenga dello IUAV. La Giuria è composta inoltre dall’architetto Dario Castellino, dall’ingegner Giulia Boller dell’ETH di Zurigo e dall’agronomo paesaggista Annachiara Vendramin. Il Premio è curato dall’Osservatorio del Paesaggio trentino della Provincia autonoma di Trento che si avvale per l’organizzazione della TSM-STEP Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio.

28 novembre, Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova) ospita la conviviale Argav dedicata alla salvaguardia dell’avifauna nella Laguna Nord di Venezia

Come consuetudine, i soci Argav si ritroveranno venerdì 28 novembre p.v.dalle ore 18.30 per la “conviviale” di fine mese nella sede del Circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova).

Si parlerà di monitoraggio dell’avifauna per la sostenibilità della mobilità aerea e per la salvaguardia delle aree naturali sensibili, presentando un’innovativa esperienza in corso nel Veneto Orientale. La serata, infatti, proporrà un caso di studio sul monitoraggio dell’avifauna in un’area test della Laguna Nord di Venezia, territorio da salvaguardare per l’ambiente naturale e le specie selvatiche animali, che lo popolano, ma soggetto a un forte impatto antropico, determinato dalla frequentazione turistica estiva, tra le più consistenti d’Europa. Il test è finalizzato a fornire dati utili ai soggetti decisori, nonché a trasmettere ai cittadini un’informazione fondata su dati scientifici, certi e verificati, nonché mirata ad ingenerare rispetto per l’ecosistema.

Programma: Ore 18:25 – Saluti e introduzione, Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente ARGAV e vicepresidente UNARGA, Ore 18:30 – “Il Lab-Village di Trieste: per i progetti di innovazione impresa-ricerca”, Diego Santaliana, innovation manager del Polo Tecnologico Alto Adriatico “Andrea Galvani” di Pordenone; Ore 19:00 “Dalla gestione delle acque alla tutela della biodiversità: il ruolo del Consorzio di bonifica Veneto Orientale nella gronda lagunare”, Graziano Paulon, vicedirettore e dirigente dell’Area Agraria-Ambientale del Consorzio di bonifica del Veneto Orientale; Ore 19:30 “BCMS all’interno del Progetto LAGUNAS: risultati e prospettive” Fabio Masci, ceo di TEC, pilota militare in congedo, laureato in coordinamento delle attività di protezione civile; esperto di flight safety e bird strike; Ore 20:00 – “L’intelligenza artificiale a supporto del monitoraggio ambientale”, Christian Angelici, biologo, ornitologo, esperto di conservazione della natura; Ore 20:30 “La pianificazione marittima e spaziale integrata terra-mare”, Elena Marchigiani, architetta e docente associata in urbanistica presso il dipartimento di ingegneria ed architettura dell’Università di Trieste.

A seguire ci sarà il consueto “terzo tempo”, grazie all’ospitalità di Efrem Tassinato e dell’associazione dei Circoli Wigwam; saranno protagonisti i prodotti del’Agribirrificio biologico Espuma Punk. Per meglio organizzare la serata è necessaria la segnalazione della propria presenza all’e-mail: argav@fastwebnet.it;  tel.cell. 339 6184508).

 

Elezioni regionali del Veneto, presentato dai Consorzi di bonifica a Manildo e Stefani il patto “Costruiamo insieme il Veneto di domani” per fronteggiare il cambiamento climatico

Gli 11 Consorzi di bonifica del Veneto e l’associazione che li raggruppa ANBI Veneto hanno incontrato nel pomeriggio di imartedì 12 novembre 2025, a San Donà di Piave (Venezia), nella storica sede del Consorzio di bonifica Veneto Orientale, i candidati alla presidenza della Regione del Veneto Giovanni Manildo (Centro Sinistra) e Alberto Stefani (Centro Destra) per un confronto sui temi del cambiamento climatico e della gestione idraulica del territorio. I candidati sono intervenuti in due momenti distinti, in un confronto a distanza che in entrambi i casi è stato aperto da una relazione del direttore di ANBI Veneto Silvio Parizzi e da un intervento conclusivo del presidente Alex Vantini.

Di fronte a 100 rappresentanti dei Consorzi di Bonifica, Manildo e Stefani, alla fine dei rispettivi interventi, hanno sottoscritto il patto “Costruiamo insieme il Veneto di domani”, 10 punti che rappresentano le linee guida dei Consorzi di bonifica per adattare il territorio Veneto alle sfide del cambiamento climatico.

Il PIANO DEI CONSORZI DI BONIFICA

I Consorzi di bonifica uniscono la propria voce al comparto agricolo per chiedere un unico assessore regionale che riunisca le deleghe per agricoltura, gestione irrigua e sicurezza idraulica. Chiedono, inoltre, risorse per realizzare bacini multifunzione e riconversione irrigua, un maggiore consapevolezza dei servizi ambientali generati dall’irrigazione (con riferimento specifico alle normative comunitarie sul Deflusso Ecologico), stop al consumo di suolo, finanziamenti per la manutenzione della rete consortile, per la ricarica della falda, la tutela delle risorgive e il contrasto al cuneo salino, chiedono infine una voce forte della Regione verso il Governo per il rifinanziamento della Legge Speciale per Venezia e la sua Laguna e per la Legge sulla Subsidenza.

RISORSE ECONOMICHE

“La capacità progettuale dei Consorzi ha consentito di recuperare oltre 540 milioni di euro negli ultimi 10 anni, risorse quasi esclusivamente ministeriali, ha affermato Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto. Sono il frutto di un proficuo lavoro di squadra con la Regione con la quale operiamo con grande sintonia quotidianamente, ma non possiamo nascondere le risorse che da anni la Regione stanzia ai Consorzi nel suo bilancio sono davvero esigue”. Silvio Parizzi, direttore di ANBI Veneto ha spiegato: “I Consorzi hanno in gestione oltre l’80% dei corsi d’acqua che scorrono in pianura, oltre a 400 idrovore e migliaia di manufatti idraulici. Per la manutenzione ordinaria di questa gigantesca rete strategica, possiamo fare affidamento su appena 150 milioni di euro all’anno di contribuenza che pagano anche le attività di progettazione e bolletta, che incide da sola per 23 milioni di euro. È molto difficile operare in queste condizioni”.

I CANDIDATI

Entrambi i candidati hanno espresso grande apprezzamento per il lavoro svolto dai Consorzi di bonifica, lavoro che peraltro conoscono bene in ragione delle esperienze di sindaco che ciascuno di essi ha svolto in passato. Hanno, inoltre, concordato sulla necessità di individuare linee nuove di finanziamento, anche nel bilancio regionale, per sostenere l’operato dei Consorzi, valutando anche la possibilità di aumentarne le competenze in ragione della loro efficienza e della profonda conoscenza del territorio.

In merito ai finanziamenti regionali ai Consorzi di Bonifica, Giovanni Manildo ha sostenuto che “Devono essere rimpinguati in modo sostanziale. Ciò è conseguente all’idea di una governance partecipata della Regione e del consolidamento sempre più stretto e un ampliamento delle competenze dei Consorzi di Bonifica supportate da specifiche risorse nel quadro di una coprogrammazione e coprogettazione”. Sul consumo del suolo ha affermato che “La legge del 2017  “Misure per il contenimento del suolo” va cambiata perché è piena di deroghe che la rendono inattuabile“. Manildo ha poi evidenziato la necessità di investimenti infrastrutturali a servizio dell’attività primaria, importanti anche per il turismo lento e una gestione diversa dei flussi turistici. In merito alla necessità di un rifinanziamento nazionale della Legge Venezia e della Legge sulla Subsidenza, Manildo ha evidenziato la necessità di una politica regionale unita perché:  “La nostra capacità di incidere come Veneto a livello nazionale ha risentito di divisioni, non siamo stati una forza”.

In merito alle risorse Alberto Stefani ha affermato che le progettualità dei Consorzi meritano un contributo maggiore dalla Regione. “È importante rimpinguare le risorse a disposizione ma valutare anche altre forme di entrate – non mi riferisco alla leva fiscale -; abbiamo lanciato delle proposte in materia di holding autostradale e di federalismo fiscale, in materia di entrate, per poter poi rifinanziare ulteriormente i Consorzi di bonifica.”  Stefani ha anche affermato: “Nei bandi per ottenere finanziamenti regionali abbiamo proposto l’aumento dei punteggi per le amministrazioni che fanno rigenerazione urbana e interventi di rinaturalizzazione”. In merito all Legge speciale per Venezia e alla Legge per la Subsidenza: “Queste leggi sono grimaldelli per avere risorse importanti per tutto il territorio regionale; dobbiamo parlarne in sede di manovra, consapevoli che questi temi vengono poi presentati negli emendamenti, auspico che tutti i parlamentari veneti li voteranno”.

Fonte: servizio stampa ANBI Veneto

Premio “Laura Conti” per tesi di laurea in campo ambientale e consumeristico, entro il 30 novembre la consegna dei lavori

Entro il 30 novembre 2025 (farà fede il timbro postale) è possibile inviare all’Ecoistituto del Veneto e alla Fondazione ICU (Istituto consumatori utenti) tesi di tutti i livelli, comprese quelle di dottorato e Master, discusse nelle Università italiane negli anni accademici dal 2010-2011 in poi. Le tesi potranno concorrere al Premio “Laura Conti”, arrivato alla 26a edizione e nato per ricordare l’importante figura di questa pioniera delle tematiche ambientaliste, attiva negli anni Sessanta del secolo scorso. Laura Conti fu infatti tra i fondatori della Lega per l’Ambiente, scrittrice e autrice di talento sulla questione dell’educazione, dell’assistenza sociale e d’ambiente.

Il Premio ha come obiettivo la valorizzazione e la divulgazione delle tesi di laurea che si occupano delle problematiche legate alla società sostenibile, alle energie rinnovabili, alla mobilità intelligente, al riciclo, ai rifiuti, alla bioedilizia, al commercio equo, alla difesa della natura, allo studio e alla difesa dei diritti dei consumatori e di molto altro ancora. Tutte le informazioni per la partecipazione sono reperibili nel sito http://www.ecoistituto-italia.org e in particolare a questo link https://ecoistituto-italia.org/cms-4/modulo-di-iscrizione-25-premio-icu-laura-conti-2025/

Oltre, ai premi in denaro di 1000 euro al vincitore, di 500 euro al secondo classificato e di 250 euro al terzo, il Premio assegna ogni anno una serie di premi speciali per categoria, inviando ai meritevoli di segnalazione uno specifico attestato. Questo perché la Fondazione ritiene che la maggior parte delle tesi siano il frutto di un grande impegno di ricerca e studio da parte degli studenti e meritano di essere conosciute. Per tale ragione, i migliori lavori diventano libri editi dall’Ecoistituto del Veneto, o dalla stessa Fondazione ICU, mentre altri vengono fatti conoscere attraverso la rivista Gaia. Inoltre, tutte le tesi di laurea, verranno nel tempo archiviate con parole chiave in un database on-line. In questo modo potranno essere trovate per soggetto e i vari autori avranno la possibilità di essere messi in contatto con chi volesse approfondire le tematiche affrontate. La giuria è composta da Michele Boato, Anna Ciaperoni, Franco Rigosi, Paolo Stevanato.

Con oltre 4000 tesi visionate, da 25 anni, la Fondazione Icu, in collaborazione con l’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”, attraverso il Premio Laura Conti, svolge un ruolo significativo nel diffondere e promuovere tematiche di interesse socio-ambientale che sono diventate anche utili strumenti in mano ad associazioni e comitati.

9 novembre, marcia in difesa dell’antica foresta del Cansiglio

(di Toio de Savorgnani e Michele Boato, rispettivamente premio Argav 2016 e 2019). Domenica 9 novembre avrà luogo il 39° incontro di alpinisti e ambientalisti in difesa dell’antica foresta del Cansiglio. Quest’anno, l’incontro avverrà completamente nella parte friulana della foresta, con il raduno alle 9.00 al Passo della Crosetta (metri 1.127), partenza alle 9.30 lungo il sentiero CAI 991 che inizia dietro la grande casa forestale. Si passa per Casera Maset (1.274 ) e si arriva al Col dei S-cios (metri 1.374) alle 11.30-12.00. In caso di maltempo, il ritrovo è alle ore 10 all’hangar in Pian Cansiglio, 300 metri dietro il rifugio S. Osvaldo.

Dalle 12 pranzo al sacco con aggiornamenti e interventi. 13.30 prosecuzione fino all’ex caserma forestale di Candaglia e ritorno per la strada forestale. 15.30-16.00 arrivo al passo della Crosetta. Il percorso si svolge sul sentiero e in parte su strada forestale, anche per ricordare che già esistono in Cansiglio oltre 70 km di strade forestali percorribili da mountain bike, tutte connesse, quindi non sono necessarie nuove piste, soprattutto per impattanti eventi sportivi. Si parlerà anche di biodiversità, di salvaguardia degli habitat, della necessità di una nuova selvicoltura e di grandi opere: dalle dighe, agli sbarramenti su Vanoi, Tagliamento, Piave e di Olimpiadi invernali. Esprimeremo il nostro totale dissenso per i tentativi di liberalizzazione della caccia, persino nelle aree demaniali.

I comuni di Tambre ed Aviano hanno smen tito che si stia preparando il progetto di un nuovo percorso “per mountain bike” per collegare la parte friulana del Monte Cavallo (forse da Pian Cavallo stesso) e la sua parte veneta, probabilmente passando sul monte Cornier o da Casera Friz, sotto l’Ander de le Mate, fino a Casera Palantina per scendere a Colindes di Tambre, ma l’Ecoi- stituto del Veneto e Mountain Wilderness Veneto ricordano che, nelle passate campagne per le elezioni in Friuli, più d’un politico aveva sostenuto tale collegamento. Già ora, senza nessuna nuova opera, esistono almeno 70 km di strade forestali percorribili da mountain bike, tra Veneto e Friuli, con percorsi diversi e combinabili tra loro.

Quindi i percorsi ci sono e in abbondanza ma questo nuovo toccherebbe una zona integra di grande valore ambientale, ricca di biodiversità vegetale e animale e tutta la Foresta del Cansiglio, sia veneta che friulana, ricade nelle aree tutelate da Rete Natura 2000, come Zona Speciale di Conservazione, quindi l’eventuale progetto dovrebbe essere sostenuto da una VIA, (Valutazione di impatto ambientale) ed una VINCA (Valutazione d’incidenza) molto severe. Ci sono zone che vanno lasciate tranquille, senza eccessi di passaggi, anche se di biciclette. Soprattutto con un nuovo percorso che, per motivi di sicurezza, potrebbe es sere una vera e propria strada larga alme no 3 metri, tenendo conto che, una volta tracciata la strada, prima o poi verrebbe usata anche per altri scopi. Un esempio a riprova è la vicina strada dorsale, tra il Gaiardin e Pian Cavallo, circa 20 km, costruita molti anni fa con la previsione che, essendo agro-silvo-pastorale non sarebbe mai stata aperta al traffico civile, ma i tentativi per far ne un nuovo percorso turistico per automobili sono stati parecchi e anche ora una sola sbarra a metà strada impedisce il transito dell’intero percorso da o per Pian Cavallo. L’eventuale nuovo percorso per la bici di montagna dovrebbe per forza passare attraverso un pezzo di foresta regionale gestita da Veneto Agricoltura; quindi si invita l’Ente regionale a dissociarsi fin d’ora da questo progetto.. 

Università e territorio. 7 novembre, dalla riflessione accademica alle esperienze concrete, le idee prendono forma a Galzignano Terme (Padova)

Il Comune di Galzignano Terme e il MuCE, Museo dei Colli Euganei, tornano protagonisti di un percorso di collaborazione virtuosa con il mondo universitario. Venerd’ 7 novembre si terrà l’incontro “Ecosistema Euganei. Dialoghi aperti tra ricerca e territorio”, nell’Auditorium del MuCE nell’ambito del Progetto RINASCO, finanziato dal Bando per la Terza Missione 2024 dell’Università di Padova.

Un’iniziativa che riunisce alcuni tra i dipartimenti più autorevoli dell’ateneo — BCA: Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione; MAPS: Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute; TESAF: Dipartimento di Territorio e Sistemi Agro-Forestali; DAFNAE: Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente; DSCTV; Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica e il DNS: Dipartimento di Neuroscienze – in un lavoro condiviso che unisce medicina, scienze agrarie, ambiente e neurobiologia.

Un incontro interdisciplinare, dunque, che pone al centro un principio tanto semplice quanto cruciale: valorizzare l’ambiente per promuovere la salute. Dalla qualità del paesaggio e delle produzioni agricole, fino agli effetti che il benessere ambientale esercita sulla salute delle persone, il convegno intende aprire un confronto concreto tra accademia, istituzioni locali e mondo produttivo.

Ad aprire i lavori sarà la prof.ssa Antonella Peruffo, seguita da un intervento del prof. Claudio Giulivo, che offrirà una riflessione sulla storia di questo lungo percorso di collaborazione. I professori Benedetto Ruperti, Franco Meggio, Leonardo Cei, Sandro Mazzariol, Enrico Sturaro, Angelo Antonini, la dott.ssa Eleonora Fiorenzato e la prof.ssa Sofia Pavanello illustreranno i campi di ricerca coinvolti — dall’agronomia alle neuroscienze — per mostrare come la conoscenza possa tradursi in strumenti concreti di tutela e sviluppo sostenibile.

Dalle 16.30 in poi, i tavoli tematici daranno spazio al dialogo diretto tra università, amministrazioni, agricoltori e cittadini, in un confronto aperto. A seguire, gli interventi del dott. Leonardo Granata, presidente degli Olivicoltori Confagricoltura, e della prof.ssa Lucia Bailoni chiuderanno i lavori, aprendo simbolicamente la strada a un futuro in cui ambiente e salute saranno sempre più dimensioni intrecciate. La giornata si concluderà con un momento di networking presso il Golf Club Padova, occasione per consolidare relazioni e prospettive comuni.

Fonte: servizio stampa Comune di Galzignano/MuCe

Dati in tempo reale dalle arnie digitali: il Trentino guida l’apicoltura del futuro

Il portale del socio di Co.Di.Pr.A. (Condifesa Trento) si arricchisce di nuove funzionalità, grazie alla collaborazione con Melixa e Agriduemila Hub Innovation. È stata attivata una nuova area dedicata all’interno del portale del socio che consente di accedere in tempo reale ai principali bioparametri ambientali e produttivi rilevati dalle arnie digitali che Melixa nell’ambito del progetto sviluppato con i partner messo a disposizione di oltre 15 apicoltori trentini. Monitoraggio giornaliero e in tempo reale del peso dell’arnia e quindi della produzione di miele, delle attività di volo, della temperatura, dell’umidità e delle condizioni ambientali diventano strumenti pratici per migliorare la gestione degli alveari, sviluppare strategie produttive innovative e contribuire alla tutela della biodiversità.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di evoluzione della polizza collettiva per la copertura dei danni dalla mancata produzione di miele in essere con ITAS Mutua all’insegna dell’innovazione e dell’utilizzo del dato raccolto direttamente, grazie alle informazioni rilevate tramite la tecnologia. Una nuova frontiera per gli attori della gestione del rischio e per il Consorzio che vuole proporre nuovi strumenti ai propri Associati. In questo caso, i dati raccolti durante la sperimentazione saranno preziosi per individuare evoluti criteri di determinazione del danno e quindi di liquidazione dei risarcimenti in favore degli associati assicurati.

“Con questo progetto vogliamo, da un lato, continuare a rafforzare il percorso di digitalizzazione del nostro Consorzio, offrendo ai nostri associati nuove evolute funzionalità nel portale del socio, dall’altro, consolidare l’evoluzione degli strumenti assicurativi grazie all’integrazione dei dati ed all’introduzione di nuovi algoritmi per il calcolo del danno – racconta Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A.. Stiamo affrontando un cambiamento epocale nel modo di affrontare le sfide imposte dalla gestione del rischio in agricoltura, grazie all’avanzare eccezionale delle nuove tecnologie; siamo convinti che la straordinaria opportunità di collaborare con realtà come Melixa e Agriduemila fornisca la possibilità a Co.Di.Pr.A. di continuare ad essere interprete protagonista di questa transizione in favore degli associati non solo nel settore apistico ma in generale nel settore agricolo”.

“L’arnia digitale di Melixa è un esempio di tecnologia applicata al servizio dell’apicoltura – aggiunge Alessandro Zorer, responsabile Ricerca & Sviluppo e A.D. di Melixa – integrare questi dati nel portale del socio e nelle polizze assicurative significa avvicinare ancora di più l’innovazione al lavoro quotidiano degli apicoltori. Abbiamo colto con entusiasmo la possibilità di collaborare con Agriduemila e Co.Di.Pr.A. per l’installazione delle arnie digitali per rafforzare l’attività di monitoraggio che ci sta particolarmente a cuore. Le api sono vere e proprie sentinelle dell’ambiente che possono essere motore di innovazione agronomica e ambientale”.

“Come Agriduemila Hub Innovation siamo particolarmente soddisfatti di questa collaborazione – conclude Andrea Berti, amministratore delegato – investire in Melixa significa credere in un modello di agricoltura più consapevole, che usa i dati non solo per migliorare la produttività, ma anche per rafforzare la sostenibilità e la tutela della biodiversità. Siamo costantemente al fianco di Co.Di.Pr.A. per investire nelle nuove tecnologie e nel trasferimento di innovazione in favore degli agricoltori con progetti sul campo con l’obiettivo di migliorare la competitività e la redditività delle imprese. Oggi le grandi sfide imposte dal cambiamento climatico, dalle criticità dei mercati e dei contesti internazionali devono essere affrontate cogliendo tutte le opportunità che big data, intelligenza artificiale, capacità di calcolo e di previsione possono fornire anche a tutti gli attori del comparto agricolo”.

Questa iniziativa rappresenta un passo concreto verso un’agricoltura digitale più inclusiva, capace di fornire ai soci strumenti di nuova generazione per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide legate al cambiamento climatico e alla gestione del rischio.

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A. Condifesa Trento

Consorzio di Bonifica Adige Euganeo: opera Pfas-Free sul Fratta, progetto a rilento, ma irrinunciabile per la tutela del territorio

Dal 2022, sono stati realizzati 7 km di condotta su quasi 17 dell’intera lunghezza dell’opera Pfas-Free. Nonostante ciò, il progeeto resta un punto fermo nell’agenda del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo per scongiurare gli effetti dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) del Fratta.

Tra i costi dell’inquinamento del Fratta, oltre all’emergenza sanitaria, vanno ascritti anche i quasi 50 milioni di euro del costo di realizzazione della Condotta “Pfas-free” (o “tubone”) che unirà i distretti irrigui Guà, Monastero e Fratta alle acque del Canale L.E.B. (Lessino – Euganeo – Berico) scongiurando di estendere ulteriormente il contagio. Come noto Il fiume Fratta-Gorzone è stato storicamente interessato dallo sversamento di inquinanti industriali, in particolare quelli provenienti dalla Valle del Fiume Chiampo.

La persistente presenza di PFAS, come evidenziato dai recenti monitoraggi (tra cui quelli condotti da Legambiente con il supporto di ARPAV), mantiene un allarme elevato. Le concentrazioni in diversi punti (Cologna Veneta, Vighizzolo d’Este, Cavarzere) superano i limiti normativi, ponendo un problema che interessa una popolazione stimata di circa 300.000 persone, residenti nella così detta “zona rossa”, l’area a massima esposizione sanitaria, nella quale ricadono anche i comuni di Cologna Veneta, Montagnana e parzialmente Urbana, Merlara, questi ultimi interessati direttamente dall’asta della condotta Pfas-free.

L’obiettivo primario è ridurre il rischio di contagio, evitando che le colture possano essere irrigate, specialmente durante i frequenti periodi siccitosi, con acqua contaminata proveniente dal Fratta/Gorzone.

Quest’opera fondamentale non solo stabilisce un modello per l’irrigazione di domani, ma sta richiedendo anche un notevole impegno realizzativo. Infatti, il costo iniziale del progetto, pari a 42 milioni di euro, è stato messo alla prova da una serie di difficoltà che ne hanno aumentato l’importo, richiedendo un impegnativo sforzo economico e gestionale. Inizialmente, con l’apertura dei cantieri nell’aprile 2022, successiva al conflitto russo-ucraino, i rincari delle materie prime avevano causato un aumento iniziale dei costi stimato in 9 milioni di euro. Tuttavia, grazie a una mirata ottimizzazione del progetto e all’ottenimento di risorse attraverso il Decreto Aiuti del Ministero delle Infrastrutture, la maggiorazione effettiva è stata contenuta a 2,5 milioni di euro. Tale necessaria revisione ha comunque rallentato l’avanzamento dei lavori.

Un ulteriore intoppo è sopraggiunto nel 2023 con l’idoneità del materiale di scavo, poiché si è reso indispensabile utilizzare sabbia di cava anziché il materiale di riporto inizialmente previsto per la ricopertura della trincea, una scelta cruciale per garantire l’integrità strutturale del tubo. L’uso di questo materiale, più costoso e complesso da gestire, ha comportato un incremento di circa 3 milioni di euro, coperti, in questo caso, con finanziamenti del Ministero dell’Agricoltura. Infine, l’opera ha subito i danni da alluvione nel maggio 2024. Lo scorso anno, ad aprile, era stato allestito il cantiere per gli interventi in microtunneling, tecnica che scava e posa le tubazioni contemporaneamente, il cui impiego era previsto per superare gli ostacoli lungo la distanza tra Cologna Veneta e Merlara, tra cui l’attraversamento della Strada Provinciale N.500, della ferrovia Mantova-Monselice, della SR10 e del corso del fiume Fratta. Tuttavia l’alluvione di maggio ha causato l’esondazione del canale Zerpano, allagando l’area del cantiere e danneggiando gravemente i macchinari. Questi equipaggiamenti, non in dotazione all’impresa appaltatrice Krea Costruzioni ma noleggiati da un’azienda specializzata, hanno subito danni tali da costringere al disimpegno, paralizzando di fatto parte dell’operatività.

Oltre al danno materiale, la situazione ha innescato una crisi temporale: la Krea Costruzioni ha richiesto un indennizzo per il tempo perduto. Per dimostrare la sua ferma determinazione a proseguire il progetto in tempi ragionevoli, il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo ha raggiunto un accordo bonario, indennizzando l’impresa con oltre un milione di euro. Del resto, l’opera è unica nel suo genere e per il territorio rappresenta una risposta strutturale e urgente a un problema ambientale di vaste proporzioni, la cui necessità e l’impegno istituzionale sono giustificati dal grave rischio sanitario e ambientale che mira a mitigare. A completamento, la Condotta “Pfas-free” garantirà un miglioramento qualitativo delle disponibilità irrigue, permettendo l’immissione di fino a 2.500 l/s d’acqua.

L’opera è progettata per funzionare a bassa pressione e si configura come un modello per la gestione razionale delle risorse idriche e la lotta alla dispersione. L’acqua trasportata sarà di alta qualità e potenzialmente certificabile. L’espansione di tali progetti in tubatura rappresenta una straordinaria opportunità per evitare sprechi e contaminazioni. L’utilizzo di acque purificate e prive di inquinamento è, infatti, un fattore cruciale per il futuro del settore agricolo, contribuendo a valorizzare le produzioni e accrescere la fiducia dei consumatori. L’impegno mantenuto nell’affrontare le avversità conferma l’irrinunciabile priorità assegnata alla sicurezza idrica e ambientale del territorio.

Fonte: Ufficio stampa Consorzio di bonifica Adige Euganeo

Stagione irrigua in Veneto: a settembre, +23% di piogge, previsto invece un ottobre più secco della media

Con la fine di settembre si è conclusa, in Veneto, una stagione irrigua segnata da piogge più abbondanti rispetto alla media, dove i problemi maggiori alle campagne (ma anche ai centri abitati) sono stati causati da episodi di precipitazioni estreme.

I dati sulla piovosità del mese indicano un +23% di piogge rispetto alla media dei 30 anni: 132 mm contro 107 mm. A fronte di un giugno poco piovoso – 35%, luglio e agosto avevano segnato rispettivamente il +52% e +53% di piogge. Il mese di settembre ha registrato temperature miti ma di +1.3 °C superiori alla norma trentennale. La seconda decade del mese è stata molto calda, oltre il 90° percentile (evento raro) come spesso è avvenuto negli ultimi 5 anni (Fonte dati Arpav).

Le proiezioni relative al mese di ottobre, condotte dal Centro di Sperimentazione per l’innovazione Irrigua CeSpII istituito presso LEB Consorzio di Bonifica di II Grado Lessinio Euganeo Berico, presentano anomalie negative diffuse, in particolare nelle zone centrali e occidentali della regione, dove i deficit potrebbero raggiungere localmente valori elevati, indicando un mese più secco della media.

“I dati del bollettino di settembre confermano una tendenza ormai consolidata: il cambiamento climatico sta alterando profondamente il regime delle precipitazioni e le dinamiche idroclimatiche del nostro territorio. È sempre più urgente una revisione strategica delle infrastrutture idrauliche. I Consorzi di Bonifica stanno già operando con progettualità innovative, ma è il momento di investire con forza nella rete idraulica secondaria, che rappresenta l’ossatura del sistema di gestione delle acque della nostra Regione. Solo così potremo garantire sicurezza idraulica, disponibilità irrigua e tutela ambientale”, afferma Silvio Parizzi, direttore di Anbi Veneto.

“Non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze, la prevenzione è l’unica strada percorribile. Per questo, come ANBI Veneto, chiediamo alla politica di sostenere con lungimiranza le opere multifunzionali, la riconversione irrigua, la tutela delle risorgive e delle aree costiere, e di valorizzare il ruolo dei Consorzi di Bonifica come presidio territoriale. La sicurezza idraulica, la gestione sostenibile della risorsa e la difesa del suolo devono diventare priorità assolute. È tempo di passare dalla logica dell’emergenza a quella della programmazione”, ribadisce Alex Vantini, presidente di Anbi Veneto.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto