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Al via il concorso per raccontare il paesaggio del Veneto Oientale attraverso la fotografia, invio dei materiali entro il 10 marzo 2019

Raccontare il paesaggio del Veneto Orientale attraverso la fotografia per trasferire l’immagine di un territorio: è questo l’obiettivo del concorso fotografico indetto da VeGAL in collaborazione con Ediciclo Editore.

La scadenza per l’invio dei materiali è entro e non oltre il 10 marzo 2019. Il concorso si inserisce nell’ambito dell’attuazione del piano di comunicazione del Programma di Sviluppo Locale Leader 2014/2020 “Punti, Superfici e Linee” e vuole favorire la diffusione della strategia di sviluppo presso gli attori locali e dare informazione sui progetti che il PSL finanzia (rivolti in particolare al target “giovani” e “imprese”).  Ospite e protagonista delle attività di quest’anno è la scrittrice Elisa Cozzarini (La Piave, Acqua guerriera, Vite controcorrente sul Piave, Il deserto negli occhi, Io non voglio fallire), che racconterà storie delle imprese e degli uomini del territorio.

Il paesaggio oggetto del concorso è terra di fiumi (Sile, Piave, Livenza, Lemene e Tagliamento), lagune (nord di Venezia, Mort di Eraclea e Laguna di Caorle) e canali (Litoranea Veneta). Sarà importante per i partecipanti focalizzarsi sui luoghi dei ricordi individuali o su quelli della memoria collettiva, ritraendo i segni specifici del territorio come “punti” (ad es. chiese, edifici rurali, mulini, idrovore, architetture contemporanee, ecc.), “superfici” (ad es. boschi, parchi, lagune, ecc.) e “linee” (itinerari, filari, corsi dei fiumi, canali, ecc.). “Punti”, “superfici” e “linee” rappresentano le sezioni del concorso. Il testo del bando con tutte le indicazioni è disponibile nella home page del sito di VeGal.

Fonte: Servizio stampa VeGal

Alle Regole del Comelico (BL) il premio per le foreste sostenibili

Michele Salviato, responsabile della gestione forestale sostenibile di Confagricoltura Belluno

In un momento particolarmente difficile per il territorio bellunese, che ha visto distrutti interi boschi spazzati via dal vento e dalla tempesta, arriva una notizia che premia il lavoro di chi in quei boschi infonde tanto lavoro e passione. Le Regole del Comelico di Arcfaco hanno vinto la medaglia di bronzo al Premio nazionale “Comunità forestali sostenibili”, assegnato da Pefc Italia (Programme for endorsement of forest certification schemes) e Legambiente nel corso del 1° Forum nazionale sulla bioeconomia forestale e sulla gestione forestale sostenibile, che si è svolto il 21 novembre scorso a Roma.

Produrre reddito e nel contempo tutelare il territorio. A candidarsi per il premio, che punta a valorizzare e sostenere le buone pratiche di gestione territoriale e forestale delle aree interne della penisola, sono stati 40 progetti da 12 regioni in quattro diversi ambiti: nove per gestione forestale, dieci per filiera, nove per prodotto, dodici per comunicazione. Tutti con un unico obiettivo: produrre ricchezza economica e tutelare al tempo stesso i territori collinari e montani, spesso sottovalutati nelle scelte degli amministratori pubblici locali e nazionali.

Le Regole del Comelico hanno partecipato per il settore gestione forestale, grazie al progetto di certificazione di Gestione forestale sostenibile portato avanti con la regia di Confagricoltura Belluno, che ha fatto da capofila gestendo tutta la procedura per ottenere il marchio. Oltre 14.000 ettari di bosco del Bellunese, dal Comelico al Cadore, possono infatti fregiarsi del marchio di Gestione forestale sostenibile, garantendo al consumatore finale che i prodotti di origine forestale derivino da foreste gestite in maniera legale e sostenibile, quindi che non provengano da tagli illegali o da interventi irresponsabili, che possono portare all’impoverimento o alla distruzione delle risorse forestali.

Gestione dalle radici secolari. Grazie a questo impegno è arrivato il terzo posto nella categoria, che ha premiato, come detta la motivazione, “la gestione forestale di 16 Regole di comunione familiare del Comelico, che attraverso la certificazione Pefc sono in grado di dimostrare la sostenibilità della gestione delle proprie risorse, gestione che ha radici secolari di rispetto del territorio unite a innovativi strumenti pianificatori, con creazione di economia locale e di filiere forestali d’eccellenza”. A ritirare il premio è stato Michele Salviato, responsabile della gestione forestale sostenibile di Confagricoltura Belluno.

Gli altri premiati. Ad aggiudicarsi il primo premio per la gestione forestale è stato il forestale Marco Carnisio che, assieme a un’impresa forestale (la Ciga), dal 2011 ha scommesso nell’investire in un bosco in abbandono colturale, prendendo in concessione pluriannuale 444 ettari di bosco di proprietà privata sul monte Mottarone (nel territorio comunale di Stresa – Piemonte). Vincitore del premio filiera forestale è stata la filiera del legno del Friuli Venezia Giulia, che ha fornito materiali certificati e maestranze per costruire, in soli 288 giorni, il Polo del gusto e della tradizione ad Amatrice.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Al Consorzio di Bonifica Acque Risorgive (VE) il premio Cirf 2018 per la riqualificazione fluviale

zona umida dello scolo Desolino a Scorzé (Ve)

In occasione del IV convegno italiano sulla qualificazione fluviale, tenutosi a Bologna nei mesi scorsi, è stato assegnato dal Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (Cirf) al Consorzio di Bonifica Acque Risorgive (VE) il premio Cirf 2018, per il miglior intervento di riqualificazione fluviale lungo il reticolo idrografico del bacino scolante nella laguna di Venezia. Si tratta di un ex aequo, poiché analogo riconoscimento è stato assegnato all’Agenzia per la Protezione civile della Provincia di Bolzano.

Uno strumento di alleanza con la natura. “Con l’istituzione del premio CIRF, che ha ottenuto il patrocino del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e dell’European Centre for River Restoration (ECRR). abbiamo voluto contribuire a dare evidenza alle buone  pratiche di gestione dei corsi d’acqua che in questi anni sono state implementate in Italia“, ha dichiarato il presidente del Cirf, Laura Leone,al fine di favorirne la disseminazione, la replicabilità e la trasferibilità, nonché sottolineare come la riqualificazione fluviale – opportunamente declinata nei diversi contesti di intervento – possa costituire uno strumento di alleanza con la natura per conseguire obiettivi di interesse generale quali la riduzione del rischio idraulico, il miglioramento della qualità dell’acqua e l’incremento della qualità della vita delle comunità locali“.

Salvaguardare la laguna di Venezia. “Il Consorzio di bonifica Acque Risorgive è impegnato già dagli anni ’90 nella gestione del reticolo idrografico di competenza secondo approcci e metodi che cercano di coniugare esigenze idrauliche ed ambientali – ha affermato il presidente del Consorzio di bonifica Acque Risorgive, Francesco Cazzaro – . Il fine ultimo di salvaguardare la laguna di Venezia, nella quale recapita il sistema idrografico del nostro comprensorio, è stato per noi stimolo e opportunità per sperimentare e consolidare l’approccio della riqualificazione fluviale ove le condizioni locali ci hanno consentito di applicarlo. Questo riconoscimento rende merito della bontà del nostro lavoro e costituisce sicuramente motivo di conferma del nostro impegno per una gestione sostenibile dei corsi d’acqua”.

Cambiamento di mentalità. Il direttore di Acque Risorgive, Carlo Bendoricchio,  ha sottolineato “il fondamentale ruolo di pianificazione della Regione del Veneto attraverso il Piano Direttore 2000, strumento di pianificazione per la tutela della laguna di Venezia, che ha consentito l’avvio di questo processo di riqualificazione il quale ha portato tra l’altro, in Acque Risorgive, ad un cambiamento di mentalità nell’attività manutentiva e gestionale complessiva, riconosciuto oggi attraverso il premio Cirf e l’anno scorso attraverso il Premio per lo Sviluppo Sostenibile”.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Mobilità sostenibile: nel Veneziano si “Pedalia”

Pedalia è un’associazione di giovani che vuole riempire la città di biciclette, perché sia più bella, sana e felice. Per godere dei suoi molteplici servizi
basta iscriversi (10 euro l’anno). Ha sede in centro a Mestre (via Cappuc-
cina 55), ma si contatta al 392.9590215, dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 19.30 per prenotare un appuntamento.
Corriere in bici. Tra i servizi offerti, ci sono traslochi (serali) anche di letti, divani, lavatrici; consegne di frutta e verdura (oltre-confin.wordpress.com); prodotti bio locali, il venerdì (www.mestre.tuttogas.org); consegne di biciaccessori Breda, gelati MivE’, pranzi del Tarlo.
Ciclo Officina. Ed ancora, riparazioni a domicilio e in v.le Garibaldi 79 (320.6871694); anche auto-riparazioni gratuite dei soci, in sede, dal giovedì al sabato ore 10-13 e 15-19; prestito di “bici di cortesia” per i soci (secondo le disponibilità); nolo bici a breve o lungo termine.
Ricerca e sviluppo. L’offerta riguarda la realizzazione di bici su misura; restauro di bici d’ogni età; personalizzazione; prototipi di monocicli, bici e tricicli da trasporto, per disabili; verniciature. Vengono inoltre organizzati eventi: pedalate, gite, escursioni per grandi e piccoli.
Fonte: Tera e aqua, bimestrale dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer

Ritorneranno i boschi…

Gli addobbi e le luci della festa non mancano, ma quest’anno l’albero di Natale allestito da Veneto Agricoltura sul prato antistante la propria sede di Legnaro-Pd (Agripolis) non poteva non ricordare quanto accaduto a fine ottobre nelle foreste del Nord-Est.

Gli oltre 10 milioni di metri cubi (ma si tratta ancora di una stima) di alberi schiantati al suolo in poche ore dalla tempesta di vento “Vaia” trovano infatti nell’allestimento natalizio di Veneto Agricoltura una sorta di simbolica rappresentazione di un dramma ma anche di una forte volontà politica e popolare, com’è riportato anche nell’esplicita scritta posta su una tabella in legno: “Ritorneranno i boschi”.

Un auspicio, una speranza, un augurio natalizio che si manifestano con la sistemazione di una serie di pezzi di tronco e di rami provenienti da alcune foreste del nord-est violentate dalla forza della natura: uno spezzone di abete bianco proveniente dai boschi della Val Paradiso in Valsugana, “nato” tra l’altro nel Vivaio di Veneto Agricoltura di Pian dei Spini in Cansiglio; e poi un pezzo di abete rosso della Val di Fiemme, di larice dell’Alpago, ecc.

Si tratta di un semplice gesto simbolico, rafforzato dalla sistemazione di piccole piante di faggio, di betulla ed altre varietà, con il quale Veneto Agricoltura vuole ricordare in questo periodo di Natale, anche ai tanti studenti e frequentatori di Agripolis, il dramma sociale, ambientale ed economico vissuto dalle popolazioni e dai territori montani del nord-est la notte dello scorso 29 ottobre. I boschi torneranno a respirare…

Combattere la desertificazione nell’UE, la Corte dei conti europea avverte che i provvedimenti adottati finora mancano di coerenza

Stando ad una nuova relazione della Corte dei conti europea, la Commissione non ha un quadro chiaro delle problematiche rappresentate dalle crescenti minacce in termini di desertificazione e degrado del suolo nell’UE. A giudizio della Corte, i provvedimenti presi finora dalla Commissione e dagli Stati membri per combattere la desertificazione hanno una limitata coerenza; inoltre, la Commissione non ha valutato i progressi compiuti riguardo all’impegno di conseguire, entro il 2030, la neutralità in termini di degrado del suolo.

Il termine “desertificazione” descrive i processi, legati all’azione dell’uomo e del clima, che comportano problemi per le zone aride, quali una minore produzione alimentare, infertilità del suolo, diminuzione della resilienza naturale del terreno e una qualità dell’acqua inferiore. Le proiezioni relative ai cambiamenti climatici in Europa indicano che il rischio di desertificazione è in aumento. Zone calde semidesertiche esistono già nell’Europa meridionale, ed il fenomeno si sta estendendo a Nord. La desertificazione è non solo una conseguenza, ma anche una delle cause del cambiamento climatico: il degrado del suolo dà luogo all’emissione di gas a effetto serra, e i suoli degradati hanno una minore capacità di trattenimento del carbonio.

Tredici Stati membri dell’UE hanno dichiarato, nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione, basandosi sulle proprie autovalutazioni, di essere colpiti da desertificazione. Nel 2015, l’UE e gli Stati membri si sono impegnati ad adoperarsi intensamente per conseguire, entro il 2030, la neutralità in termini di degrado del suolo. Gli auditor della Corte hanno visitato cinque Stati membri dell’UE colpiti da desertificazione (Spagna, Italia, Cipro, Portogallo e Romania) e hanno verificato se il rischio di desertificazione nell’UE fosse affrontato in maniera efficace ed efficiente. La Corte ha constatato che, benché la desertificazione e il degrado del suolo siano minacce attuali e crescenti nell’UE, la Commissione non ha un quadro chiaro di tali problematiche ed i provvedimenti presi per combattere la desertificazione hanno una limitata coerenza.

Non esiste una vera e propria strategia Ue ma tante piccole azioni contro la desertificazione. “Stiamo assistendo ad un incremento della siccità, dell’aridità e del rischio di desertificazione dovuto ai cambiamenti climatici nell’UE”, ha affermato Phil Wynn Owen, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “La desertificazione può comportare povertà, problemi di salute dovuti alla polvere portata dal vento, nonché una diminuzione della biodiversità. Può anche avere conseguenze demografiche ed economiche, costringendo la popolazione a migrare lontano dalle aree colpite. Come auditor, abbiamo la responsabilità di attirare l’attenzione su questi rischi, che potrebbero generare crescenti pressioni sui bilanci pubblici, sia a livello dell’UE che nazionale”. Secondo la Corte, non esiste una strategia, a livello dell’UE, per far fronte alla desertificazione e al degrado del suolo. C’è invece una serie di strategie, piani d’azione e programmi di spesa, come la politica agricola comune, la strategia forestale dell’UE e la strategia dell’UE sull’adattamento ai cambiamenti climatici, che sono pertinenti ai fini della lotta contro la desertificazione, ma non specificamente mirati ad essa.I progetti dell’UE riguardanti la desertificazione sono inoltre suddivisi in diversi settori di intervento: lo sviluppo rurale, l’ambiente e l’azione per il clima, la ricerca e la politica regionale. Possono avere un impatto positivo sulla lotta alla desertificazione, ma vi sono timori riguardo alla loro sostenibilità a lungo termine.

Raccomandazioni. La Commissione e gli Stati membri raccolgono dati su vari fattori che incidono sulla desertificazione e sul degrado del suolo. Tuttavia, non è stata condotta una valutazione completa sul degrado del suolo a livello dell’UE, né è stata concordata alcuna metodologia al riguardo. Vi è stato un limitato coordinamento fra gli Stati membri, e la Commissione non ha fornito orientamenti concreti. La Commissione non ha valutato i progressi compiuti riguardo all’impegno di cercare di conseguire, entro il 2030, la neutralità in termini di degrado del suolo nell’UE. La Corte dei conti europea raccomanda di: definire una metodologia per valutare l’estensione della desertificazione e del degrado del suolo nell’UE e, su tale base, analizzare i dati pertinenti e presentarli regolarmente; valutare l’adeguatezza dell’attuale quadro normativo per l’uso sostenibile del suolo nell’intera UE, anche per quanto riguarda la lotta alla desertificazione e al degrado del suolo; illustrare in maniera dettagliata come potrà essere assolto l’impegno assunto dall’UE di raggiungere, entro il 2030, la neutralità in termini di degrado del suolo e riferire periodicamente i progressi compiuti; fornire orientamenti agli Stati membri sulla preservazione del suolo e la realizzazione della neutralità in termini di degrado del suolo nell’UE, compresa la diffusione di buone pratiche; ove da questi richiesto, fornire agli Stati membri supporto tecnico nell’elaborare piani d’azione nazionali per raggiungere entro il 2030 la neutralità in materia di degrado del suolo.

I 13 Stati membri dell’UE che, basandosi su proprie autovalutazioni, hanno dichiarato, nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione (UNCCD), di essere colpiti da desertificazione sono: Bulgaria, Grecia, Spagna, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Ungheria, Malta, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia. La Corte presenta le proprie relazioni speciali al Parlamento europeo e al Consiglio dell’UE, nonché ad altre parti interessate, come i parlamenti nazionali, i portatori d’interesse del settore e i rappresentanti della società civile. La grande maggioranza delle raccomandazioni formulate nelle relazioni della Corte è posta in atto. Questo elevato livello di attuazione evidenzia il beneficio del lavoro della Corte per i cittadini dell’UE. La relazione speciale n. 33/2018, intitolata “Combattere la desertificazione nell’UE: di fronte a una minaccia crescente occorre rafforzare le misure”, è disponibile in 23 lingue dell’UE sul sito Internet della Corte (eca.europa.eu).

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

Gestione dei residui della potatura agricola, il 13 dicembre 2018 a Lozzo Atestino (Pd) il primo di due incontri volti a dare valore alla biomassa

L’area del GAL Patavino sta affrontando i problemi ambientali che derivano dalla cattiva gestione della biomassa agricola da potatura di colture legnose, tramite il progetto Biomassa A+. A tal fine, sono organizzate 2 serate informative rivolte ad aziende agricole del territorio, Enti pubblici, Associazioni di categoria del mondo agricolo, cooperative sociali agricole. Il primo incontro è previsto il 13 dicembre 2018 dalle ore 20.30 nella sala congressi del Credito Cooperativo Colli Euganei, piazza delle Fratte n. 1 a Lozzo Atestino (PD).

Il progetto. In un’area a coltivazione agricola, è ampiamente riconosciuto che la scorretta gestione dei residui della potatura costituisce un serio pericolo per la salubrità ambientale e colturale, con una serie di ripercussioni sulle redditività aziendali. E’ ormai noto che nel caso di problematiche legate alla presenza di piante non sane, la trinciatura dei residui e il successivo interramento possono comportare un ritorno fitosanitario negativo.

Innovativi modelli organizzativi. Il progetto Biomassa A+ intende agire sulla filiera biomassa di scarto delle filiere viticola, olivicola e frutticola nel territorio della bassa padovana. La proposta, attraverso un percorso di innovation brokering, è incentrata sulla creazione della filiera attraverso l’applicazione di innovativi modelli organizzativi, con la partecipazione in un gruppo di lavoro delle aziende agricole che producono il residuo di potatura, le strutture intermedie che si occuperanno di raccolta e gli Enti pubblici rappresentativi del territorio. L’obiettivo è ottenere risultati concreti in termini di raccolta della biomassa e al successivo conferimento ad impianti termici e/o centrali di cogenerazione in grado di assorbire la materia prima raccolta, dando valore alla filiera. Il progetto si inserisce nell’ambito del Progetto Chiave del PSL del GAL Patavino “Le nuove energie, la nostra accoglienza”.

Fonte: Servizio stampa Gal Patavino

4 Dicembre 2018, nell’ambito di For, il Festival per la Terra in corso a Venezia, appuntamento con la Natura anche in Orto Botanico di Padova

Martedì 4 Dicembre, dalle 14, l‘Orto botanico di Padova organizza un interessante appuntamento nell’ambito di For- Festival per la Terra in corso a  Venezia.

Dalle 14 alle 15.30 ci sarà la proiezione di Before the Flood, il documentario di Fisher Stevens presentato al Toronto International Film Festival, che raccoglie le interviste di Leonardo Di Caprio alle più importanti personalità internazionali sul cambiamento climatico che sta investendo il pianeta. La proiezione del film sarà seguità dalla discussione con il giornalista Marco Cattaneo, direttore de “Le Scienze” e “National Geographic Italia”.

Dalle 15.30, si parlerà di arte e scienza con l’artista e curatore tedesco Freddy Paul Grunert e l’architetto museografo e docente del Politecnico di Milano Cristina Fiordimela. Entrambi gli appuntamenti sono gratuiti, su prenotazione: Before the Flood e Conversazione.

Fonte: Servizio stampa Orto botanico di Padova

Grandi margini di sviluppo in Veneto nell’energia verde

“In un Italia che corre verso il “green” c’è un Veneto forte in alcune produzioni ma, nel complesso, ancora indietro rispetto alla media nazionale”, ha affermato Agostino Bonomo,  presidente Confartigianato Imprese Veneto, nel corso del secondo incontro del ciclo, patrocinato da Argav, “Innovare e competere con l’Economia Circolare”, in questo caso dedicato all’energia, organizzato dall’associazione lo scorso 24 novembre a Villa Ottoboni di Padova.

A moderare il dibattito, il consigliere Renzo Michieletto. Ai saluti di Roberto Boschetto e Agostino Bonomo, rispettivamente presidente di Confartigianato Imprese Padova e Veneto, sono seguiti gli interventi di: Renato Grimaldi (Ministero dell’Ambiente Direzione Generale per il Clima e l’Energia), Antonio Disi (Enea), Edoardo Battisti (Arera – Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) e Loris Rui (Caem – Consorzio Acquisti Energia e Multiutility). Due le esperienze concrete: Eleonora Carta The Energy Audit; Antonio Iacchetti Ribes Tech. Le conclusioni sono state a cura di Francesco Giacomin, direttore di Confartigianato Imprese Veneto.

L’incremento dei prezzi delle commodities energetiche importate ha rimesso al centro dell’agenda i temi della dipendenza energetica e dello sviluppo delle fonti rinnovabili (FER). A luglio 2018 si consolida al 30,1% il rialzo dei prezzi delle importazioni di energia e, nell’ultimo Documento di economia e finanza, si stima che quest’anno l’aumento del prezzo del petrolio determini un effetto depressivo di 0,4 punti di PIL. La dipendenza energetica dell’Italia, misurata dal rapporto percentuale tra importazioni nette e consumo interno lordo, è al 77,5%, di 23,9 punti più alta della media Ue ed è la più elevata tra i maggiori paesi Ue.

Energia da fonti rinnovabili, Veneto al quattordicesimo posto in Italia. In parallelo, l’ultimo confronto europeo disponibile per il 2016 indica che in Italia la quota di energia da fonti rinnovabili è salita al 17,4%, di 4 decimi superiore al 17,0% dell’Unione europea a 28. In particolare nel settore elettrico la quota di FER è del 34,0%, maggiore di quasi cinque punti al 29,6% dell’Ue a 28. I dati certificati dal dossier realizzato dall’Osservatorio per le PMI di Confartigianato Imprese Veneto, su fonte Terna e UnionCamere, per il 2018 fanno emergere infatti che, la produzione media da FER per abitante, in Italia vale 1.718 kWh ed è più elevata che nella nostra Regione. Sono infatti 1.418 i kilowatt/ora che ogni veneto “genera” attraverso le fonti di energia rinnovabile quali l’idroelettrico, l’eolico, il fotovoltaico e le biomasse. Un dato che pone il Veneto al quattordicesimo posto in Italia, in una classifica che vede ai primi tre posti Valle d’Aosta, Basilicata e Molise. Per fortuna che il fotovoltaico nella nostra regione ha il secondo tasso di crescita (+9,2%) d’Italia dietro al Friuli Venezia Giulia (+11,4%)”.

Un comparto economico vivace nonostante la crisi. Consistente anche il numero delle imprese interessate che operano, direttamente o indirettamente, nel settore; oggi sono 7.842 quelle che realizzano, montano e manutengono motori, generatori, impianti elettrici, turbine, e pannelli fotovoltaici, che producono energia, e trasformano le biomasse. “Nonostante la crisi e le incertezze legate al drastico ridimensionamento degli incentivi statali per le rinnovabili – commenta Bonomo – cresce la produzione e reggono bene anche le aziende legate ai servizi, alla manutenzione degli impianti e alla generazione dell’energia stessa. Ciò fa bene all’ambiente e all’economia. I numeri sottolineano la vivacità di un comparto che punta sull’eco-efficienza e che offre grandi potenzialità di sviluppo alle piccole imprese, sia in termini di innovazione, sia del mantenimento dei posti di lavoro. Stiamo subendo enormi perdite economiche a causa dei cambiamenti climatici, ultimo solo in termini di tempo quanto avvenuto nelle nostre montagne quasi un mese fa”.

Tecnologie dell’energia occasione di innovazione e competitività. Ma al di là delle stime di lungo periodo, che hanno come noto un’attendibilità relativa, è indubbio che siamo di fronte ad uno scenario, sia sul piano locale, che sul quello globale, fortemente orientato a generare interesse e peso economico crescente, attorno al tema dell’energia. Per fortuna, la tecnologia è dalla nostra parte in questa battaglia, aiutandoci a rendere possibile il raggiungimento di obiettivi ambiziosi, a cominciare dalle tecnologie dell’energia che diviene quindi, oggi più di ieri, una formidabile occasione d’innovazione e di competitività. Il sistema veneto di Confartigianato, a fianco delle imprese associate, è impegnato a trovare risposte alla duplice esigenza di limitare, da un lato, gli aspetti problematici legati all’energia, come i costi e gli effetti ambientali, e di massimizzare, dall’altro, le opportunità per le imprese. Nella convinzione che oggi, più di ieri, possiamo coniugare ambiente e sviluppo intelligente, l’iniziativa di Confartigianato nasce quindi dalla necessità di poter essere più efficacemente leva di sviluppo a fianco delle imprese, facilitandone l’accesso alle opportunità, dall’altro di essere attori propositivi nelle politiche che possono accelerare questi processi.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Ambiente, siglato protocollo tra Direzione nazionale antimafia e Commissario alle bonifiche e discariche abusive contro il traffico illecito di rifuti

Il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho e il Commissario straordinario alle bonifiche e discariche abusive Giuseppe Vadalà hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nei lavori di bonifica e messa in sicurezza del territorio, e contro il traffico illecito dei rifiuti.

Mappa di legalità. Il protocollo consentirà di realizzare, per ogni sito da regolarizzare, una ‘mappa di legalità’ volta a monitorare società, mezzi e manodopera impegnate nei cantieri, al fine di bloccare per tempo le possibili infiltrazioni criminali. “Una collaborazione che punta a migliorare la circolarità informativa e agevolare il monitoraggio sulla filiera del ciclo dei rifiuti – ha dichiarato Cafiero de Raho – nella prospettiva di approntare strumenti sempre più efficaci per far fronte agli allarmanti fenomeni che sempre più spesso interessano il territorio nazionale. Si pensi – ha aggiunto – al preoccupante sviluppo di incendi all’interno dei centri di deposito e trattamento di rifiuti che, oltre a essere fonte di danni all’ambiente e alla salute pubblica, è un chiaro indice di condotte riconducibili al traffico illecito di rifiuti potenzialmente a rischio di infiltrazione mafiosa“.

Una collaborazione virtuosa da replicare. “Siamo grati al Procuratore nazionale, che non ha esitato a cogliere gli aspetti innovativi di questa collaborazione – ha dichiarato Vadalà – dando la possibilità all’ufficio del Commissario di migliorare la conoscenza di fatti e persone, per poter prevenire al meglio le infiltrazioni della criminalità organizzata in questo settore e in questi appalti. Così facendo – ha aggiunto – si attua una importante operazione di salvaguardia della legalità nei momenti di esecuzione dei lavori. Inoltre, questa attività ci consentirà di tracciare una mappa aggiornata sulla presenza e virulenza territoriale delle mafie nel settore delle bonifiche, messa in sicurezza e gestione dei rifiuti. Un esempio virtuoso da replicare anche in altri settori di prevenzione e contrasto dei crimini ambientali”.

Fonte: Ministero dell’Ambiente