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foto d’archivio di un passato incontro ARGAV-Wigwam
Questa sera, venerdì 27 marzo 2015, alle ore 19, si terrà al circolo di campagna Arzerello di Piove di Sacco (PD) il consueto appuntamento mensile ARGAV-Wigwam. Nell’occasione, saranno con noi Eriberto Eulisse, direttore del Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua, Federico Dianin, presidente Consorzio Agrario del Nordest, Giuseppe Matticari, imprenditore marchio “Crudolio” di Montecchio Maggiore (VI). Protagonista della conviviale sarà anche l’asparago di Conche, grazie alla maestria dell’anfitrione-chef-amico, Efrem Tassinato.
(di Marina Meneguzzi) Semplicità, genuinità e qualità: i soci ARGAV hanno potuto toccare con mano i valori portanti di Fraccaro Spumadoro di Castelfranco Veneto (Tv), “più che un’azienda dolciaria d’importanza nazionale, una grande pasticceria di tradizione famigliare”, come amano descriversi gli stessi titolari. L’occasione è stata la visita agli stabilimenti di produzione dell’impresa, nonché al neonato Fraccaro Cafè, lo scorso 13 marzo. Ad accoglierci con calorosa simpatia, Luca e Michele Fraccaro e Paolo Pietrobon, rispettivamente terza e quarta generazione della famiglia Fraccaro.
da sx Luca Fraccaro, Fabrizio Stelluto che dona la penna ricordo ARGAV e Paolo Fraccaro
Una “fragrante” chiave di successo. 1932, 2000, 2010: le tre annate segnano tre tappe importanti per la famiglia Fraccaro. Il 1932 è l’anno della fondazione, dovuta all’iniziativa di Giovanni Fraccaro che, insieme alla moglie Elena, aprì un panificio sotto l’antica torre del castello della “Città del Giorgione”. Nell’arco di qualche anno, complice il maggior benessere economico che spingeva i castellani, così si chiamano gli abitanti di Castelfranco, al consumo di beni più “voluttuari”, il panificio cominciò a sfornare anche dolci, divenuti con il passare degli anni “core business” aziendale. Nel 2000, l’azienda, trasferitasi fin dagli anni ’70 nell’attuale sede in via Circonvallazione, sempre a Castelfranco, introduce la linea Bio, che tanto successo ha in Italia e all’estero (in particolare in Francia). Nel 2010, per rispondere alle richieste di un consumatore sempre più attento alla salute e all’etica, arriva la linea Vegana al farro. Tre tappe importanti, si diceva, nella storia dell’azienda dolciaria che hanno in comune un “fragrante” filo conduttore: il “lievito madre” originale del 1932. Che in barba a guerra e crisi economiche, continua da ottant’anni a far “vivere” i prodotti dolciari Fraccaro, divenendone la chiave del successo.
Michele Fraccaro tiene tra le mani il Lievito Madre del 1932
I prodotti dolciariFraccaro vengono ancor oggi realizzati in modo del tutto artigianale. Certo, alcune fasi di lavoro sono state automatizzate, ma la manualità e l’attenzione artigianale restano ancora predominanti in tutta la produzione. “Il Lievito Madre Fraccaro viene tenuto vivo giornalmente, grazie alla fermentazione naturale di farina e acqua nel quale sono presenti microrganismi che si riproducono e trasformano gli zuccheri in anidride carbonica”, racconta con dovizia di particolari Michele Fraccaro, accompagnandoci nella visita ai reparti di produzione. “Il nostro lievito madre dà il vantaggio dell’estensibilità durante la lavorazione della pasta, che con questo ingrediente diventa liscia più velocemente, ottenendo una migliore alveolatura e maggiore sofficità con un gusto e un aroma più intensi. Inoltre, con l’impiego del nostro lievito naturale anche la digeribilità ci guadagna”. L’azienda conta oltre 100 prodotti, suddivisi in tre linee: la linea Pasticceria (dolci legati alle festività natalizie e pasquali), la linea Spumadoro (dolci e merende realizzate con 12 ore di lievitazione, e contengono mediamente il 50% di grassi in meno rispetto ad un classico croissant di pari peso) e la linea Pasticceria Bio, con anche proposte vegane. Tutti i prodotti lievitati sono realizzati con il lievito madre e materie prime selezionate, preferibilmente locali, come, ad esempio, nella produzione di panettoni “speciali”, in cui viene utilizzato il Prosecco Docg Valdobbiadene e il radicchio variegato di Castelfranco.
A proposito di panettoni. Da Natale 2014, l’azienda è stata scelta da Fondazione Slow Food per la produzione del primo “panettone dei Presìdi” prodotto in edizione limitata, senza conservanti e aromi, e che ha tra gli ingredienti i datteri dell’oasi di Siwa (Egitto), che hanno la particolarità di essere meno dolci dei datteri tradizionali, la vaniglia di Mananara (Madagascar) e i canditi provenienti dagli agrumi del Gargano (Puglia), tutti Presìdi Slow Food. Che, assieme all’antico lievito madre e alla farina tipo 0 prodotta da un mulino di Vicenza, al miele italiano e alle uova fresche, rendono questo panettone un dolce della tradizione natalizia “Eccellente e Solidale”, proposto in belle scatole di latta in acciaio riciclato realizzate da Ricrea (Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero dell’Acciaio), con “l’etichetta narrante” dove si racconta descrivendo chi lo produce e tutta la filiera. Una curiosità: perché Spumadoro. Dal 1940 Fraccaro Dolceria usa nella produzione dei dolci l’Aroma Spumadoro (in vendita nelle principale insegne di supermercati), miscela di oli essenziali di agrumi mescolata ad acqua e aromi naturali e con aggiunta di curcuma, che ne conferisce una colorazione 100% naturale.
Tutti i numeri di Fraccaro Dolciaria. L’azienda impiega 40 collaboratori, senza contare i lavoratori stagionali. Altri 23 collaboratori sono stati assunti nel nuovo Fraccaro Cafè. La produzione consta di 120.000 pezzi finiti al giorno, con un fatturato nel 2014 di 6,2 milioni di euro: il 58% derivante dal mercato Italia e il restante 22% da mercati esteri quali Australia, Francia, Canada, Germania e Svizzera. L’azienda, certificata Bio, è una realtà a basso impatto ambientale grazie all’utilizzo di energie rinnovabili. Altro passo verso la completa ecosostenibilità è la progressiva diminuzione dell’impatto del packaging sull’ambiente, attraverso l’utilizzo di incarto totalmente riciclabile per i prodotti.
Luca Pibiri, chef del Fraccaro Cafè, insieme a una collaboratrice
Fraccaro Cafè. L’innovativo spazio, diretto dal padovano Simone Cecchinato, ha aperto i battenti a fine ottobre 2014. L’intenzione della famiglia Fraccaro era quella di proporre un ponte diretto tra il consumatore e l’azienda, un obiettivo ampiamente raggiunto, visto il grande successo di pubblico. “Siamo convinti di offrire una formula originale, incentrata sulla pasticceria di qualità e con una forte identità italiana. E’ ancora presto per dirlo, ma consideriamo il Fraccaro Caffè un punto di partenza di un progetto che ha la velleità di aprire nel futuro altri spazi come questo” sottolineano Luca e Paolo Fraccaro. Il Fraccaro point comprende in un unico locale caffetteria, gelateria, ristorante e pizzeria (80 posti, pizza alla pala, pasta fresca fatto a mano ogni giorno, ai fornelli della cucina a vista lo chef sardo Luca Pibiri coadiuvato dal suo valido team) e punto vendita. Tutti i lievitati sono fatti, naturalmente, con il lievito madre. Le brioche possono essere farcite con confetture a scelta, anche con il gelato artigianale privo di additivi, coloranti e aromi artificiali, il caffè servito, miscela 100% arabica, è di una rinomata torrefazione veneta. Tra i dolci, vale la pena provare il classico tiramisù nella versione “Fraccaro” con il pandoro, le brioches salate farcite con la soppressa vicentina Dop e una notevole varietà di formaggi veneti. Nella cantina a vista, una vasta selezione di vini come prosecco e spumanti Doc e Docg da uve biologiche servite al calice. E prima di uscire, impossibile non fare una capatina al “Fraccaro Store”, per portarsi a casa ogni sorta di leccornia.
20 febbraio 2015, i soci ARGAV in visita all’azienda Ghisetti 1870 a Badia Polesine (Ro)
(di Marina Meneguzzi). Secondo l’Istat, il clima nel Paese sta cambiando: a febbraio l’indice di fiducia delle imprese ha raggiunto il valore più alto da gennaio 2011 e quello dei consumatori addirittura da giugno 2002. Sono piccoli segnali ma importanti, in un periodo come quello attuale in cui, anche nel Nordest, un tempo locomotiva d’Italia, molte aziende sono in stato di crisi o hanno addirittura chiuso i battenti. Ma in cui, per fortuna, hanno continuato a esistere tante isole felici.
20 febbraio 2015, i soci ARGAV alla presentazione aziendale Ghisetti 1870, Badia Polesine
I soci ARGAV in Polesine. Due di queste realtà imprenditoriali si trovano a Badia (RO), importante centro dell’Alto Polesine, e rappresentano un esempio di eccellenza italiana nel campo dell’agroalimentare. Grazie al socio consigliere Paolo Aguzzoni, autore anche delle foto che vedete a commento dell’articolo, lo scorso venerdì 20 febbraio i soci ARGAV hanno avuto la possibilità di visitarle. Si tratta delle aziende Ghisetti 1870 e Abafoods, che distano pochi metri l’una dall’altra. Ad accoglierci nella visita agli stabilimenti di Ghisetti 1870, Andrea Bertolaso, responsabile commerciale e Maddalena Meneghetti, responsabile qualità. Per Abafoos, diretta da Andrea Tomelieri, passato per un saluto, a farci da cicerone c’era Andrea Vernucci, rsponsabile marketing, accompagnato da Nicola Calgaro, responsabile commerciale estero.
20 febbraio 2015, i soci ARGAV visitano gli stabilimenti dell’azienda Ghisetti 1870, Badia Polesine
Ghisetti 1870, una storia che parla di innovazione e investimenti. Parlare di prodotti di V gamma in Italia (verdure fresche tagliate, pulite e cotte o precotte sottovuoto) significa parlare di Ghisetti 1870, pioniere nel Belpaese per quanto riguarda questo tipo di lavorazione dell’ortofrutta, da loro introdotta fin dalla fine degli anni ’80. Ma andiamo per ordine. L’azienda, fondata a fine ‘800 nel modenese dal bresciano Ghisetti, dopo la grande crisi economica del ’29 concentra la produzione dall’agroalimentare all’ortofrutticolo. Negli anni ’60, l’impresa viene trasferita a Badia Polesine, e diviene centro di logistica per l’approvvigionamento delle materie prime, prese da un’azienda francese, nonché per la distribuzione alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e ristorazione italiana dei prodotti lavorati. Forti del successo aziendale, nel 2000 Ghisetti acquisisce l’azienda francese e, nel 2012, viene inaugurato l’attuale nuovo stabilimento di Badia Polesine, costruito con l’intento di produrre, e non solo distribuire, in Italia. Quella dell’azienda polesana è quindi una storia di successo, che parla di crescita e di continui investimenti, anche in termini di personale, visto che nel corso del 2015 sono previste 10 nuove assunzioni, che andranno ad aggiungersi ai 20 dipendenti attuali. “In un periodo di crisi economica, la nostra azienda rappresenta un’isola felice”, conferma Andrea Bertolaso. Che aggiunge: “Attualmente abbiamo una capacità produttiva di 6 mila tonnellate di lavorato da confezionare (patate, rape, carote, castagne, zucca, carciofi, radicchio, frutta, ecc.), corrispondenti a 12 milioni di piccole confezioni, contiamo di portare la produzione a 10 mila tonnellate nell’arco di qualche anno, grazie all’installazione di nuovi macchinari. Siamo leader nazionali per quanto riguarda gli alimenti cotti e precotti in sottovuoto, ma lavoriamo anche prodotti orticoli freschi, che vengono tagliati e puliti, pronti per l’uso”. Per quanto riguarda i prodotti, Maddalena Meneghetti, nell’interessante presentazione generale, ci ha riferito: “L’ortofrutta da noi prodotta presenta indubbi vantaggi nutrizionali oltre a una grande conservabilità (fino a 6 mesi) e nel prossimo futuro la nostra attenzione sarà verso un’ulteriore riduzione dei conservanti negli alimenti. Tra le nostre caratteristiche, c’è la scelta di non portare il prodotto a fine cottura in modo da lasciare al consumatore il piacere di cuocerlo come preferisce”.
da sx Andrea Vernucci, responsabile marketing e Nicola Calgaro, responsabile commerciale estero di Abafoods, Badia Polesine
Da Abafodds, cibarsi diventa ancor più “semplice”. Anche Abafoods, fondata nel 1999 dalla famiglia Bartoli e rilevata di recente da una società olandese, ha ampliato da poco il proprio stabilimento, che produce oltre 60 bevande vegetali biologiche (senza lattosio, colesterolo, zuccheri aggiunti) con i marchi Isola Bio (leader nei negozi Natura Sì) e Sole del Mattino Bio, ottenute da cereali e leguminose con un metodo estrattivo da loro brevettato. Il mercato di riferimento è vario: persone attente alla propria salute, all’ecologia e all’etica, vegetariani e vegani, persone allergiche.
20 febbraio 2015, i soci ARGAV alla presentazione aziendale Abafoods, Badia Polesine
Coltivazione diretta. Parola d’ordine dell’azienda, che si prepara ad agire nel mercato globale, è “riportare il cibo alla natura” usando solo prodotti freschi, di stagione e, quando possibile, prodotti nelle vicinanze. La coltivazione delle materie prime è in prevalenza diretta (nel 2007 hanno fondato in Molise l’azienda agricola La Goccia, che fornisce avena, farro, miglio e soia) ed i fornitori esterni sono selezionati e sottoposti a rigorosi controlli. Molto attenti alla sostenibilità (l’azienda si serve di un impianto di cogenerazione per il risparmio energetico, utilizza solo imballaggi riciclabili e riciclati, e monitorizza le emissioni di CO2 allo scopo di ridurne la quantità emessa), prossimamente è prevista l’uscita di un’etichetta “green” per le bevande Isola Bio rilasciata, attraverso il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit, dal Ministero dell’Ambiente.
Venerdì 27 febbraio 2015 l’appuntamento di fine mese ARGAV-Wigwan al Circolo di Campagna Arzerello di Piove di Sacco (PD) sarà articolato in due momenti grazie all’impegno e alla disponibilità del socio e consigliere ARGAV Emanuele Cenghiaro, autore della pubblicazione “Dal Portello a valle Millecampi – guida breve da Padova alla laguna e di Efrem Tassinato, presidente Wigwam Circuit e Tesoriere UNAGA.
Visita al Museo Storico del Bottone e al centro di Piove di Sacco. Il programma prevede il ritrovo alle ore 15 al “Museo storico del Bottone Sandro Partesotti” di via Piovese 10 (Strada Regionale Padova-Chioggia) a Vigorovea di S. Angelo di Piove di Sacco (sulla destra appena dopo il semaforo). Alle 16.15, lasciato il museo, creato da Leda Siliprandi, ci si ritroverà di fronte al Duomo di Piove di Sacco per proseguire alle 16.30 con la visita, a cura del locale CTG (Centro Turistico Giovanile), alla Torre Carrarese da cui si potrà vedere Piove di Sacco dall’alto. Alle 17.00 è prevista una breve passeggiata lungo via Roma e alle 17.30 la visita alla chiesetta di San Nicolò con affreschi attribuiti al Guariento.
Di sera, protagonista la Cappadocia. Per chi vuole continuare la serata, alle 18.45 il ritrovo è al circolo Wigwam di Arzerello per il workshop Italia-Turchia, progetto di interscambio 2015 Cultura, Turismo, Prodotti, Servizi, Impresa tra le Wigwam Local Community di Veneto e la Cappadocia, regione turca, patrimomio Unesco. Il programma della serata, che sarà coordinata dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, è il seguente: alle 19.00, saluti di benvenuto a cura di Claudio Garbo, vicesindaco del Comune di Due Carrare (Pd) e Coordinatore della Rete Wigwam dei Comuni per lo Sviluppo Solidale e Sostenibile e di Fatih Yildiz, segretario Generale Agenzia di Sviluppo della Cappadocia. Seguiranno gli interventi di Yaşar Bahçeci, sindaco di Kırşehir, che parlerà de “La Cappadocia”, Fatih Yildiz, che introdurrà “Il Progetto di Interscambio Italia-Turchia 2015 – La Via di San Paolo”, Diego Santaliana, direttore Istituto Wigwam di Studi e Ricerche. Al termine, ci sarà una degustazione di ricette turche presentata dallo chef giornalista Efrem Tassinato e da Cuneyt Unsal, cuoco e gastronomo. Per adesioni al workshop, Accreditamento Workshop Italia-Turchia 27 Febbraio 2015.
Il socio ARGAV Maurizio Drago (primo da dx) insignito del Premio “Salento da comunicare” 2015
Alla BIT (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano, conclusasi nei giorni scorsi, sono stati assegnati i premi “Salento da comunicare” ai giornalisti che, arrivati in Puglia, si sono innamorati del Salento e lo hanno raccontato con professionalità e passione diffondendone le sue meraviglie dentro e fuori i confini nazionali.
Raccontare la bellezza dell’Italia valorizzando la tradizione e i prodotti enogastronomici. Quest’anno il Premio è andato al giornalista “enogastroturista”, socio e consigliere ARGAV, Maurizio Drago, di Monselice (PD), “per aver promosso gli eventi più importanti del Salento come la vendemmia e il Torneo dei Rioni di Oria su un settimanale prestigioso e quanto mai diffuso, facendo conoscere le bellezze del Salento ad un pubblico vastissimo”. Maurizio Drago, redattore di Tutto Settimanale e Il Gusto Italiano, da anni scrive e promuove le bellezze turistiche italiane valorizzandone gli aspetti della tradizione e dei prodotti enogastronomici, oltre che a seguire e diffondere gli eventi più significativi. Assieme a Maurizio Drago sono stati premiati anche il giornalista tv Attilio Romita (Rai) e Carlotta Lombardo (Corriere della Sera). Ideato da Carmen Mancarella, direttrice della rivista di turismo e cultura del Salento “Spiagge”, il riconoscimento è giunto alla sua ottava edizione. Alla affollata manifestazione erano presenti molti giornalisti italiani, sindaci e produttori della Puglia che ha fatto dell’accoglienza turistica il suo vanto.
Congratulazioni a Maurizio Drago da parte del direttivo e dei soci ARGAV!
Stasera, venerdì 30 gennaio 2015, alle ore 19, si terrà ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) il consueto incontro di approfondimento ARGAV organizzato in collaborazione con Wigwam, rete internazionale per lo sviluppo solidale e sostenibile, e moderato dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto.
D’eccezione la tematica trattata, vale a dire il progetto di interscambio 2015 Italia-Slovacchia (Cultura, Turismo, Prodotti, Servizi, Impresa), tra le Wigwam Local Community italiane e slovacche. Dopo i saluti delle autorità locali, di Josef Švagerko, sindaco del comune di Propad e di Claudio Garbo, vicesindaco del comune di Due Carrare (Pd) nonché coordinatore rete Wigwam Comuni Sviluppo Solidale e Sostenibile, Fabio Bortolini, animatore della Wigwam Local Community di Vysoké Tatry – Poprad, presenterà il progetto, a cui seguirà la performance del “Ruggero Robin Trio“. Interverranno, inoltre Alberto Gerotto, presidente della Camera di Commercio Italo/Slovacca, il presidente della Pro Loco di un comune della Saccisica, il presidente della Pro Loco di Poprad, Severino Veggian, coordinatore delle Categorie economiche della Saccisica e Leonardo Toson, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco. La serata si concluderà con una degustazione dei prodotti tipici slovacchi preentata da Efrem Tassinato, giornalista e chef, nonché presidente del Wigwam Circuit.
Sono passati 5 anni, ma ci sembra ieri quando abbiamo dato vita al nostro sito, che festeggia oggi le 300 mila visite. Un traguardo che ci sprona ad essere sempre più attenti nel dare notizie
sul mondo agricolo e ambientale di interesse a voi lettori.
Il prossimo direttivo ARGAV si svolgerà mercoledì 28 gennaio con orario 18-20 a Vicenza nella sede della Biblioteca La Vigna (Palazzo Brusarosco-Zaccaria, contrà Porta Santa Croce, 3 tel. 0444.543000), istituto di documentazione specializzato nel settore di studi sull’agricoltura e sul vino, considerato il più importante punto di riferimento per le ricerche ampelografiche a livello mondiale. Questo l’ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del presidente, comunicazione della segretaria, domande iscrizione nuovi soci, programmazione prossime attività, varie ed eventuali.
da sx Anna Mello e Carlo Stramare (Amici del Presepio Artistico di Segusino) con la penna ricordo ARGAV, il presidente Fabrizio Stelluto, Dennis Coppe (Pro Loco Segusino) e Luca Coppe (Amici del Presepio)
(di Marina Meneguzzi) Domanda da quiz televisivo: come si chiamano gli abitanti di Segusino, paesino della Marca trevigiana (al confine con la provincia bellunese), incastonato tra il Monte Grappa e il Cesen, nonché bagnato dal fiume Piave? Segusinesi, diranno, e con ragione, i più. Ma, in verità, c’è un altro nome con cui le due mila anime del paese sono conosciute: i “S-cék da Segusin”. Il motivo della strana denominazione sta nel forte legame che il territorio ha con il suo prodotto più tipico, il formaggio S-cék, citato nelle cronache della Diocesi di Padova, di cui Segusino fa parte, fin dal 1400.
A Segusino, il casaro è donna. Ebbene, lo scorso 27 dicembre, i soci ARGAV hanno avuto la possibilità di assistere alla produzione dello S-cék, formaggio a base di latte crudo vaccino, grazie alla Pro Locoe all’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino e alla disponibilità di Caterina Verri del caseificio Dario e Saverio Stramare, che ha organizzato per noi una dimostrazione. Oltre a noi, all’incontro era presente un collega di Telebelluno (potete vedere la sua intervista al presidente Fabrizio Stelluto nel video postato a fine paragrafo). Caterina ha iniziato con lo spiegarci la storia del formaggio, preparato anticamente con il colostro, il latte, cioè, dei primi 5 giorni dopo il parto della mucca. Un latte, questo, dal colore giallognolo per cui il prodotto veniva anche chiamato “formaggio fatto con il latte di zucca“. “Il latte – ha spiegato Caterina – veniva fatto cagliare direttamente nel secchio di mungitura. Dopo 20/40 minuti, la cagliata veniva rotta e mescolata. Il formaggio, che rimaneva molto tenero in quanto privo di caseina, era fatto scolare, quindi versato con un sol gesto sul desco, da qui la derivazione onomatopeica del nome S-cék, dal rumore che si produceva nell’operazione di versamento”. Oggi lo S-cék, sempre a base di latte crudo vaccino, viene consumato fresco, ma soprattutto stagionato di 40 giorni, 3, 6 e 12 mesi ed anche aromatizzato, in forme (pezhatele) sui 2-2,5 kg dalla crosta morbida color giallo carico, la pasta soda e compatta, il gusto forte e leggermente piccante. Chi desiderasse assaggiarlo, lo può trovare nel caseificio di proprietà della famiglia di Caterina (via San Rocco 51, Segusino, tel. 340-6352987 oppure 347.0033193), che lo vende anche al mercato settimanale dei contadini a Valdobbiadene (Tv), oppure, nel periodo estivo, anche nella Malga Binot (loc. Molvine di Segusino, tel. 349.8706227) dell’azienda agricola Giulio Stramare. “In questo caso – racconta la casara Serena Stramare – lo S-cék acquista colori e profumi più intensi, in quanto si ritrovano nel latte le erbe dei pascoli di montagna”.
Piccole produzioni locali. L’economia segusinese è da tempo basata sull’occhialeria, settore produttivo oggi non più fiorente come un tempo ma pur sempre importante. Negli ultimi tempi, la comunità sta cercando di dar valore ai sapori della tradizione contadina, con l’avvio del progetto “Piccole Produzioni Locali”, che coniuga tradizione e rispetto delle norme igenico sanitarie. Oltre allo S-cék, a Segusino vengono prodotti eccellenti salumi (azienda agricola Coppe Fernando, via San Rocco 26, cell. 340.5990937, che produce anche ottime marmellatedi frutta e le rinomate patate da Milies, azienda agricola Stramare Giulio, via Fossà 7, cell. 349-8706227, azienda agricola La Roja, via Cavarne 23, cell. 338-6736834), ed è stata avviato l’allevamento di oche ruspanti di montagna (azienda agricola Riva dei Coz di Giovanni Coppe, via riva Secca 100, cell. 340.0652189). Molti di questi prodotti, li potete assaggiare anche nei momenti di festa del paese, come l’Antica Fiera del Rosario, che si svolge da oltre cent’anni l’ultima domenica di ottobre.
La migrazione veneta protagonista del Presepio Artistico. Nonostante le feste natalizie siano passate, c’è ancora la possibilità di vedere il Presepio Artistico di Segusino, che ogni anno richiama tanta gente per la bellezza della rappresentazione e per la particolarità di dedicare ogni edizione ad un tema, nel 2014-15, “Migranti!”. Allestito nelle vicinanze della chiesa parrocchiale (viale Italia 270), il Presepio è visitabile fino a domenica 1 febbraio 2015 (aperto tutti i pomeriggi e nei giorni festivi anche al mattino, info eventi tel. 334.3797867). Assieme alle scene della Natività, nel presepio sono riprodotti ambienti e personaggi reali del paese, con tre scene dedicate all’emigrazione che ha visto protagonista Segusino a fine ‘800 e inizio ‘900. Tra gli appuntamenti ancora in programma alla manifestazione “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”, segnaliamo due concerti in programma domenica 18 e 25 gennaio, a cura del Coro di Stramare (delizioso borgo a pochi chilometri da Segusino) e del Coro della Banda Municipale di Segusino.
Cristina e Michele Coppe della Locanda Caravaggio
Roul Bortolin, cantina Riva Cironel a Guia di Valdobbiadene
Visitare le colline del Prosecco. Segusino si trova a pochi chilometri da Valdobbiadene, immancabile, quindi, una sosta in qualche cantina lungo la panoramica Strada del Prosecco (davvero eccellente la produzione di Raoul Bortolin, dell’azienda agricola “Riva Cironel”, via Cironel 1, a Guia di Valdobbiadene cell. 339-2064160). Se vi coglie un languorino, consigliamo per la bontà delle pietanze e l’ottimo rapporto qualità/prezzo (circa 28 euro a persona per antipasto, primo, secondo, vino della casa, dolce, caffè) una sosta alla Locanda Caravaggio a San Vito, piccola frazione di Valdobbiadene. Il locale (anche pizzeria) è molto curato e tranquillo, gestito da due giovani segusinesi, i cugini Cristina (raffinata e creativa chef) e Rudy Coppe (sue le premure in sala). Il ristorante offre una cucina ricercata (anche nella proposta di pizze), con pietanze ben presentate a base di prodotti tipici di qualità, tra cui, naturalmente lo S-cék. Ottima la tagliata di cervo, grande varietà di dolci della casa e, in quanto locanda, c’è disponibilità di alcune camere spaziose e confortevoli (via Garibaldi 305, tel. 0423.972956, ristorante da prenotare nei fine settimana).
19 dicembre 2014, i soci ARGAV in visita a Grafica Veneta di Trebaseleghe (Pd). Al centro, a dx del presidente Stelluto, il patron Fabio Franceschi con in mano la penna ricordo ARGAV
(di Marina Meneguzzi) Un’ azienda giovane (età media 37 anni), che ama considerarsi come una grande famiglia che opera all’unisono per conseguire il proprio benessere attraverso una semplice, anche se impegnativa, formula: “Produrre tanto, costare poco, pensare veloce, agire presto”. Questo, in sintesi, il “segreto” del successo di Grafica Veneta, azienda di Trebaseleghe, in provincia di Padova, divenuta nell’arco di una quindicina d’anni la terza stamperia più grande d’Europa. A rivelarlo ai soci ARGAV, in visita all’azienda lo scorso 19 dicembre, è stato Fabio Franceschi, presidente e patron di Grafica Veneta, di concerto con Giampaolo Pinton, responsabile sicurezza, ambiente e qualità, che ci ha accompagnato nella visita (sempre possibile, basta compilare la richiesta nel sito) insieme a Sandra Chiarato, nostra socia e fautrice dell’opportunità di visita, in quanto “portavoce” dell’azienda.
Una fabbrica di libri dall’anima “green”. “Già da tempo la nostra è un’azienda “carbon free” – ha spiegato Pinton – grazie all’impianto fotovoltaico di 100.000 metri quadrati installato sul tetto dello stabilimento, che ricava dal sole 3 megawatt di energia con cui viene svolto per intero il ciclo produttivo”. “Inoltre – ha aggiunto Pinton – gran parte dei libri viene stampata su carta riciclata e certificata FSC, l’attestazione internazionale che garantisce la provenienza del materiale da foreste dove sono rispettati rigorosi standard ambientali, sociali ed economici”.
Un buon inizio d’anno. In media, l’azienda stampa un libro ogni 3 secondi, 7 giorni su 7. A richiesta, Grafica Veneta è in grado di stampare, confezionare e consegnare al cliente in 24 ore 10.000 volumi. Ogni giorno, da Trebaseleghe partono libri diretti in tutto il mondo: dagli elenchi telefonici in Africa, alle enciclopedie in Russia, dalle pubblicazioni scolastiche in Francia agli allegati nei Paesi dell’Est, dalla narrativa in America del Sud ai gialli in Scandinavia, dai volumi universitari in Albania alle collane per l’infanzia in Grecia. Da gennaio 2015, inoltre, l’azienda stamperà per due anni i dizionari e le pubblicazioni scolastiche per tutta l’Europa di Harper Collins, casa editrice anglo-americana oggi parte del colosso multimediale Murdoch. All’appello manca ancora la Cina “ma ci stiamo lavorando”, ha riferito Pinton.
Rapporto “viso a viso”. Come si diceva, la forza di Grafica Veneta è quello di far sentire i collaboratori parte di una grande famiglia “multirazziale”, chiamata a rendersi parte attiva dello sviluppo anche con idee e suggerimenti. In azienda ci sono attualmente 228 dipendenti – italiani, rumeni e indiani – tra cui 28 assunti nel 2014 e nel 2015 sono previste altre 65 nuove assunzioni. Franceschi conosce ogni dipendente di persona ed in seno all’azienda lavora anche una psicologa per favorire il benessere organizzativo. L’export, che si attesta intorno al 70%, è la più importante voce del bilancio aziendale, che ha tenuto le due cifre nonostante un periodo difficile per l’economia globale. Altro fattore molto importante, che denuncia il forte legame dell’azienda con il territorio, è la scelta di non delocalizzare la produzione.
Galeotto fu Harry Potter. I titoli che hanno fatto girare maggiormente le rotative riguardano la produzione di ricette di Benedetta Parodi pubblicate da Rizzoli con una tiratura totale di 3milioni e i capolavori di autori emergenti come Dicker Joel che, con “La verita sul caso Harry Quebert” per Bompiani, in pochi mesi è arrivato a 15 ristampe. Sempre apprezzati i gialli scandinavi monopolio di Marsilio, che annovera tra i talenti del thriller anche molti bravi italiani. Fertile il sodalizio veneto con Neri Pozza per narrativa e tutti gli altri generi. La Rowling, autrice di Harry Potter, la saga fantasy la cui stampa ha determinato nel decennio 1997-2007 il successo in Europa di Grafica Veneta, è tornata a scegliere il nord est e sotto pseudonimo e produce consensi a ruota libera per Salani, vedi l’ultimo “Il baco da seta”. Guardando al futuro ora tocca al sicuro best seller di Umberto Eco “Numero Zero”, già in partenza per le librerie e in vendita dalla metà di gennaio. E per la serie “buon sangue non mente”, anche i figli del patron di Grafica Veneta, Nicola e Alberto Franceschi, hanno debuttato di recente nel mondo dell’impresa con una loro start up e una linea completa di bloc notes, matite perpetue, cartelle, astucci e tracolle, chiamata Royal Notes.