• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

I soci ARGAV incontrano gli “S-cék di Segusin”

da sx Anna Mello_Carlo Stramare (Associazione Presepio Segusino)_Fabrizio Stelluto_Dennis Coppe_Giannantonio Coppe (Pro Loco Segusino)

da sx Anna Mello e Carlo Stramare (Amici del Presepio Artistico di Segusino) con la penna ricordo ARGAV, il presidente Fabrizio Stelluto, Dennis Coppe (Pro Loco Segusino) e Luca Coppe (Amici del Presepio)

(di Marina Meneguzzi) Domanda da quiz televisivo: come si chiamano gli abitanti di Segusino, paesino della Marca trevigiana (al confine con la provincia bellunese), incastonato tra il Monte Grappa e il Cesen, nonché bagnato dal fiume Piave? Segusinesi, diranno, e con ragione, i più. Ma, in verità, c’è un altro nome con cui le due mila anime del paese sono conosciute:  i “S-cék da Segusin”. Il motivo della strana denominazione sta nel forte legame che il territorio ha con il suo prodotto più tipico, il formaggio S-cék, citato nelle cronache della Diocesi di Padova, di cui Segusino fa parte, fin dal 1400.

Caterina Verri caseifico StramareA Segusino, il casaro è donna. Ebbene, lo scorso 27 dicembre, i soci ARGAV hanno avuto la possibilità di assistere alla produzione dello S-cék,  formaggio a base di latte crudo vaccino, grazie alla Pro Loco e all’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino e  alla disponibilità di Caterina Verri del caseificio Dario e Saverio Stramare, che ha organizzato per noi una dimostrazione. Oltre a noi, all’incontro era presente un collega di Telebelluno (potete vedere la sua intervista al presidente Fabrizio Stelluto nel video postato a fine paragrafo). Caterina ha iniziato con lo spiegarci la storia del formaggio, preparato anticamente con il colostro, il latte, cioè, dei primi 5 giorni dopo il parto della mucca. Un latte, questo, dal colore giallognolo per cui il prodotto veniva anche chiamato “formaggio fatto con il latte di zucca“. “Il latte – ha spiegato Caterina – veniva fatto cagliare direttamente nel secchio di mungitura. Dopo 20/40 minuti, la cagliata veniva rotta e mescolata. Il formaggio, che rimaneva molto tenero in quanto privo di caseina, era fatto scolare, quindi versato con un sol gesto sul desco, da qui la derivazione onomatopeica del nome S-cék, dal rumore che si produceva nell’operazione di versamento”. Oggi lo S-cék, sempre a base di latte crudo vaccino, viene consumato fresco, ma soprattutto stagionato di 40 giorni, 3, 6 e 12 mesi ed anche aromatizzato, in forme (pezhatele) sui 2-2,5 kg dalla crosta morbida color giallo carico, la pasta soda e compatta, il gusto forte e leggermente piccante. Chi desiderasse assaggiarlo, lo può trovare nel caseificio di proprietà della famiglia di Caterina (via San Rocco 51, Segusino, tel. 340-6352987 oppure 347.0033193), che lo vende anche al mercato settimanale dei contadini a Valdobbiadene (Tv), oppure, nel periodo estivo, anche nella Malga Binot (loc. Molvine di Segusino, tel. 349.8706227) dell’azienda agricola Giulio Stramare. “In questo caso – racconta la casara Serena Stramare – lo S-cék acquista colori e profumi più intensi, in quanto si ritrovano nel latte le erbe dei pascoli di montagna”.

P1020736Piccole produzioni locali. L’economia segusinese è da tempo basata sull’occhialeria, settore produttivo oggi non più fiorente come un tempo ma pur sempre importante. Negli ultimi tempi, la comunità sta cercando di dar valore ai sapori della tradizione contadina, con l’avvio del progetto “Piccole Produzioni Locali”, che coniuga tradizione e rispetto delle norme igenico sanitarie. Oltre allo S-cék, a Segusino vengono prodotti eccellenti salumi (azienda agricola Coppe Fernando, via San Rocco 26, cell. 340.5990937, che produce anche ottime marmellate di frutta e le rinomate patate da Milies, azienda agricola Stramare Giulio, via Fossà 7, cell. 349-8706227, azienda agricola La Roja, via Cavarne 23, cell. 338-6736834), ed è stata avviato l’allevamento di oche ruspanti di montagna (azienda agricola Riva dei Coz di Giovanni Coppe, via riva Secca 100, cell. 340.0652189). Molti di questi prodotti, li potete assaggiare anche nei momenti di festa del paese, come l’Antica Fiera del Rosario, che si svolge da oltre cent’anni l’ultima domenica di ottobre.

1 Presepio Segusino Natività 2013La migrazione veneta protagonista del Presepio Artistico. Nonostante le feste natalizie siano passate, c’è ancora la possibilità di vedere il Presepio Artistico di Segusino, che ogni anno richiama tanta gente per la bellezza della rappresentazione e per la particolarità di dedicare ogni edizione ad un tema, nel 2014-15, “Migranti!”. Allestito nelle vicinanze della chiesa parrocchiale (viale Italia 270), il Presepio è visitabile fino a domenica 1 febbraio 2015 (aperto tutti i pomeriggi e nei giorni festivi anche al mattino, info eventi tel. 334.3797867). Assieme alle scene della Natività, nel presepio sono riprodotti ambienti e personaggi reali del paese, con tre scene dedicate  all’emigrazione che ha visto protagonista Segusino a fine ‘800 e inizio ‘900. Tra gli appuntamenti ancora in programma alla manifestazione “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”, segnaliamo due concerti in programma domenica 18 e 25 gennaio, a cura del Coro di Stramare (delizioso borgo a pochi chilometri da Segusino) e del Coro della Banda Municipale di Segusino.

Cristina e Rudy Coppe Locanda Caravaggio

Cristina e Michele Coppe della Locanda Caravaggio

Roul Bortolin

Roul Bortolin, cantina Riva Cironel a Guia di Valdobbiadene

Visitare le colline del Prosecco. Segusino si trova a pochi chilometri da Valdobbiadene, immancabile, quindi, una sosta in qualche cantina lungo la panoramica Strada del Prosecco (davvero eccellente la produzione di Raoul Bortolin, dell’azienda agricola “Riva Cironel”, via Cironel 1, a Guia di Valdobbiadene cell. 339-2064160). Se vi coglie un languorino, consigliamo per la bontà delle pietanze e l’ottimo rapporto qualità/prezzo (circa 28 euro a persona per antipasto, primo, secondo, vino della casa, dolce, caffè) una sosta alla Locanda Caravaggio a San Vito, piccola frazione di Valdobbiadene. Il locale (anche pizzeria) è molto curato e tranquillo, gestito da due giovani segusinesi, i cugini Cristina (raffinata e creativa chef) e Rudy Coppe (sue le premure in sala). Il ristorante offre una cucina ricercata (anche nella proposta di pizze), con pietanze ben presentate a base di prodotti tipici di qualità, tra cui, naturalmente lo S-cék. Ottima la tagliata di cervo, grande varietà di dolci della casa e, in quanto locanda, c’è disponibilità di alcune camere spaziose e confortevoli (via Garibaldi 305, tel. 0423.972956, ristorante da prenotare nei fine settimana).

 

 

 

 

E’ veneta la terza “fabbrica dei libri” più grande e green d’Europa

P1020716

19 dicembre 2014, i soci ARGAV in visita a Grafica Veneta di Trebaseleghe (Pd). Al centro, a dx del presidente Stelluto, il patron Fabio Franceschi con in mano la penna ricordo ARGAV

(di Marina Meneguzzi) Un’ azienda giovane (età media 37 anni), che ama considerarsi come una grande famiglia che opera all’unisono per conseguire il proprio benessere attraverso una semplice, anche se impegnativa, formula: “Produrre tanto, costare poco, pensare veloce, agire presto”. Questo, in sintesi, il “segreto” del successo di Grafica Veneta, azienda di Trebaseleghe, in provincia di Padova, divenuta nell’arco di una quindicina d’anni la terza stamperia più grande d’Europa. A rivelarlo ai soci ARGAV, in visita all’azienda lo scorso 19 dicembre, è stato Fabio Franceschi, presidente e patron di Grafica Veneta, di concerto con Giampaolo Pinton, responsabile sicurezza, ambiente e qualità, che ci ha accompagnato nella visita (sempre possibile, basta compilare la richiesta nel sito) insieme a Sandra Chiarato, nostra socia e fautrice dell’opportunità di visita, in quanto “portavoce” dell’azienda.

Una fabbrica di libri dall’anima “green”. “Già da tempo la nostra è un’azienda “carbon free” – ha spiegato Pinton – grazie all’impianto fotovoltaico di 100.000 metri quadrati installato sul tetto dello stabilimento, che ricava dal sole 3 megawatt di energia con cui viene svolto per intero il ciclo produttivo”. “Inoltre – ha aggiunto Pinton – gran parte dei libri viene stampata su carta riciclata e certificata FSC, l’attestazione internazionale che garantisce la provenienza del materiale da foreste dove sono rispettati rigorosi standard ambientali, sociali ed economici”.

Un buon inizio d’anno. In media, l’azienda stampa un libro ogni 3 secondi, 7 giorni su 7. A richiesta, Grafica Veneta è in grado di stampare, confezionare e consegnare al cliente in 24 ore 10.000 volumi. Ogni giorno, da Trebaseleghe partono libri diretti in tutto il mondo: dagli elenchi telefonici in Africa, alle enciclopedie in Russia, dalle pubblicazioni scolastiche in Francia agli allegati nei Paesi dell’Est, dalla narrativa in America del Sud ai gialli in Scandinavia, dai volumi universitari in Albania alle collane per l’infanzia in Grecia. Da gennaio 2015, inoltre, l’azienda stamperà per due anni i dizionari e le pubblicazioni scolastiche per tutta l’Europa di Harper Collins, casa editrice anglo-americana oggi parte del colosso multimediale Murdoch. All’appello manca ancora la Cina “ma ci stiamo lavorando”, ha riferito Pinton.

Rapporto “viso a viso”. Come si diceva, la forza di Grafica Veneta è quello di far sentire i collaboratori parte di una grande famiglia “multirazziale”, chiamata a rendersi parte attiva dello sviluppo anche con idee e suggerimenti. In azienda ci sono attualmente 228 dipendenti – italiani, rumeni e indiani – tra cui 28 assunti nel 2014 e nel 2015 sono previste altre 65 nuove assunzioni. Franceschi conosce ogni dipendente di persona ed in seno all’azienda lavora anche una psicologa per favorire il benessere organizzativo. L’export, che si attesta intorno al 70%, è la più importante voce del bilancio aziendale, che ha tenuto le due cifre nonostante un periodo difficile per l’economia globale. Altro fattore molto importante, che denuncia il forte legame dell’azienda con il territorio, è la scelta di non delocalizzare la produzione.

Galeotto fu Harry Potter. I titoli che hanno fatto girare maggiormente le rotative riguardano la produzione di ricette di Benedetta Parodi pubblicate da Rizzoli con una tiratura totale di 3milioni e i capolavori di autori emergenti come Dicker Joel che, con “La verita sul caso Harry Quebert” per Bompiani, in pochi mesi è arrivato a 15 ristampe. Sempre apprezzati i gialli scandinavi monopolio di Marsilio, che annovera tra i talenti del thriller anche molti bravi italiani. Fertile il sodalizio veneto con Neri Pozza per narrativa e tutti gli altri generi. La Rowling, autrice di Harry Potter, la saga fantasy la cui stampa ha determinato nel decennio 1997-2007 il successo in Europa di Grafica Veneta, è tornata a scegliere il nord est e sotto pseudonimo e produce consensi a ruota libera per Salani, vedi l’ultimo “Il baco da seta”. Guardando al futuro ora tocca al sicuro best seller di Umberto Eco “Numero Zero”, già in partenza per le librerie e in vendita dalla metà di gennaio. E per la serie “buon sangue non mente”, anche i figli del patron di Grafica Veneta, Nicola e Alberto Franceschi, hanno debuttato di recente nel mondo dell’impresa con una loro start up e una linea completa di bloc notes, matite perpetue, cartelle, astucci e tracolle, chiamata Royal Notes.

Buon anno da Argav!

Va alla Cooperativa AgriMeA di Crespadoro (VI), esempio di agricoltura sociale, il premio ARGAV 2014

Stelluto_Tassinato-Mecenero

da sx, Fabrizio Stelluto (presidente ARGAV), Efrem Tassinato (presidente Wigwam), Alessandro Mecenero (presidente AgriMeA)

(di Marina Meneguzzi) Sabato 13 dicembre 2014, nei locali del Circolo di Campagna Wigwam, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), si è tenuto il tradizionale incontro di fine anno dei soci ARGAV.  Nell’occasione, è stato consegnato il Premio ARGAV 2014, quest’anno sponsorizzato dal circuito Wigwam, e attribuito alla Cooperativa AgriMeA di Crespadoro (VI), impegnata nel recupero di soggetti autistici e persone svantaggiate attraverso il lavoro nei campi. All’incontro, erano presenti anche Mimmo Vita, presidente UNAGA e Riccardo De Gobbi, dirigente della Regione Veneto, che ha illustrato le peculiarità della nuova legge regionale sull’agricoltura sociale.

La motivazione. “Utilizzare la serenità del lavoro nei campi per vincere una delle sfide più difficili: comunicare con soggetti autistici. Uno dei primi risultati si chiama “Carciofo di Marana”, un’altra sfida diventata realtà: fare di uno spicchio di territorio vicentino un’area vocata al “carciofo di montagna”. La cooperativa AgriMeA è una delle più interessanti espressioni della funzione sociale dell’agricoltura, capace di essere trait d’union fra mondi diversi nel nome del recupero dei valori veri della vita. Per questo le attribuiamo il premio ARGAV 2014″, ha detto il presidente della nostra associazione, Fabrizio Stelluto, nel consegnare il Premio ad Alessandro Mecenero, presidente della cooperativa.

I vincitori. “Siamo una piccola realtà e questo riconoscimento ci rende molto orgogliosi”, ha detto Mecenero. Che ha aggiunto: “Per continuare la nostra attività siamo ricorsi all’autofinanziamento e nel farlo abbiamo voluto dar valore al territorio e alle sue potenzialità agricole dimenticate nel tempo, con un progetto che ha rappresentato “una sfida”: coltivare il carciofo tipo pugliese a quota 800 metri. In tutto abbiamo piantato 1500 piante – ha spiegato Mecenero – i risultati, come prima esperienza, sono stati soddisfacenti, visto che tra agosto e settembre scorso abbiamo raccolto circa 3 mila carciofi, consentendoci di essere presenti sul mercato – negozi locali soprattutto, ma anche Gruppi di acquisto solidale (Gas) veneti e lombardi e al Salone del Gusto a Torino, con una “primizia”, per il periodo, di qualità. Oltre alla coltivazione stagionale del carciofo, coltiviamo erbe officinali, alleviamo maiali e abbiamo tre asinelli destinati alla pet therapy nel centro di Santa Rita di Marana. Inoltre – ha concluso Mecenero – abbiamo iniziato la coltivazione di un particolare radicchio friulano che ci consentirà di essere presenti sul mercato tutto l’anno”.

Wigwam, sponsor 2014 del premio ARGAV. “Condividiamo con AgriMeaA la filosofia di vita di chi, di fronte ad un problema o ad una opportunità, non sta a guardare o a lamentarsi, ma realizza o almeno prova a realizzare un’azione concreta che possa contribuire alla soluzione, seppure in piccola parte per il miglioramento della qualità della vita: sua e di tutti noi. Coloro che vivono e operano in questo modo, fanno parte dell’Associazione Italiana dei Clubs Wigwam Circuit, nata nel 1972, oggi presente, oltre che in Italia, in 16 paesi del mondo”, ha detto Efrem Tassinato, presidente nazionale Wigwam e nostro anfitrione.

Foglio e Foglia: la scultura-premio ARGAV. Come di consueto, è opera dell’artista padovano Mauro Marcato, che ha descritto in questo modo la scultura: “Uun foglio dove non è scritto niente, ma dove è già scritto tutto. L’oggetto, realizzato in lamiera di acciaio forgiato, levigato e smerigliato, con una leggera ossidazione nella parte sommitale, patinato con cera d’api, rappresenta un foglio di carta che partendo da una forma morbida si accartoccia e comincia a dar forma ad una foglia. E’ una fusione, un connubio tra due elementi intimamente legati tra loro. Infatti, la foglia ricorda l’albero, l’albero il legno, il legno la carta, la carta il foglio. E si chiude il cerchio!”.

Buone feste da ARGAV!

Con un “verde” simbolo d’affetto auguriamo ai nostri lettori buone feste!

 

Sonno e regole contro gli abusi e le dipendenze (anche da alcol) dei giovani d’oggi

da sx Elena Marini_Luigi Gallimberti_Leda Siliprandi_Andrea Manica_Lebana Fonfanti_Fabrizio Stelluto

da sx Elena Marini_Luigi Gallimberti_Leda Siliprandi_Andrea Manica_Lebana Bonfanti_Fabrizio Stelluto

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Fai dormire tuo figlio le ore di cui ha bisogno. Premia tuo figlio solo se lo merita: gli insegnerai a godersi la vita. Insegna a tuo figlio a spendere bene il denaro”: sono le tre regole d’oro, basate sulla ricerca neuroscientifica ed il buon senso, che i genitori dovrebbero seguire nell’educare i propri figli e di cui Luigi Gallimberti, psichiatria di formazione psicoanalitica e tossicologo, si fa portavoce nel libro “C’era una volta un bambino…” (Book Editore, 149 pagine + DVD, 14 euro). Gallimberti ha avuto modo di presentare la sua ultima pubblicazione lo scorso 28 novembre ai soci ARGAV nel corso del tradizionale incontro che la nostra associazione organizza ogni fine mese in collaborazione con Wigwam (www.wigwam.it) nel circolo di campagna Arzerello di Piove di Sacco (Pd).

Con sonno e regole si possono vincere le insidie che affliggono i “nativi digitali”. In questi incontri, i temi trattati sono soprattutto quelli di nostra competenza – agricoltura, ambiente ed enogastronomia – ma spesso e volentieri spaziamo in altri settori d’interesse generale, come ad esempio il sistema educativo ed i pericoli in cui i giovani, cresciuti con le tecnologie digitali come i computer, Internet, cellulari, ecc., possono incorrere, in quanto oggi sono sempre più assediati non solo da sostanze (alcol, sostanze stupefacenti, energy drink assunti come fossero semplici bevande energetiche per lo sport, mentre bevendoli significa assumere un contenuto di sostanze eccitanti pari anche a 9 caffè) ma anche da giochi d’azzardo e videogiochi (tra tutti, uno dei più pericolosi è, purtroppo, più diffusi – 125 milioni di copie vendute nel 2012 – è il videogame Grand Theft Auto, in cui il giocatore interpreta un criminale che deve completare missioni quali rapine, omicidi, stupri ed altri crimini). Già direttore di Tossicologia Clinica delle Farmacodipendenze dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, oggi direttore di un centro di Disintossicazione Clinica e insegnante di Promozione della salute all’Università di Padova, Gallimberti ha infatti esperienza di abusi, dipendenze e dei disagi che li generano. Lo studioso ha fondato l’Associazione “Genitori Attenti”, da lui stesso presieduta, che sta realizzando numerosi progetti di prevenzione in varie regioni italiane, come il “Progetto Pinocchio“, che ha affrontato il tema della dipendenza attraverso una ricerca effettuata nelle scuole di Padova che ha coinvolto 1.400 ragazzi tra gli 11 e 13 anni. “Che si tratti di sostanze o di comportamenti, il processo di dipendenza non cambia, in entrambi i casi c’è un’incapacità di contenersi che porta ad un abuso“, ha affermato il professor Gallimberti. Che, insieme alla collaboratrice al progetto, la dottoressa Elena Marini, ha fornito qualche dato della ricerca: il 33,8% degli alunni di terza media ha fumato almeno una volta mentre il 18% fuma stabilmente,  il 53,9% degli alunni di terza media ha consumato alcolici una volta mentre il 25,7% beve abitualmente, l’1,4% dei ragazzi di prima media ha fumato spinelli almeno una volta mentre il 2,6% dei ragazzi di terza media consuma almeno una volta al mese cocaina, anfetamine, ecstasy. Dati, questi, che dovrebbero preoccupare tutti, ma che in special modo sono destinati a sensibilizzare genitori ed educatori. Che al loro attivo, hanno come “armi”, per l’appunto, le tre regole auree. “La mancanza di sonno e di regole sono le madri di tutte le dipendenze – ha concluso il professore – fornire regole certe ai bambini fin da piccoli consente di abituarli a dormire il giusto. I nostri dati confermano che tra i ragazzi che dormono più di 8 ore le dipendenze sono minori e il rendimento scolastico migliore“.

Aviaria, no ad allarmismi, ma attenzione sempre alta. La serata ha visto anche l’intervento di Lebana Bonfanti, dirigente responsabile del Laboratorio sorveglianza epidemiologica, legislazione veterinaria e benessere animale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (www.izsvenezie.it), che ci ha parlato, senza toni allarmistici, dei nuovi focolai di influenza aviaria presenti in Nord Europa (qui leggete un approfondimento https://argav.wordpress.com/2014/11/21/aviaria-nuovo-ceppo-in-gran-bretagna-e-in-olanda-commissione-ue-dispone-misure-preventive/), tenuti sotto costante monitoraggio dai centri specializzati, come è l’IzsVe.

Bottoni d’epoca (dal 1600 al 1970) in mostra permanente. L’incontro è poi proseguito con la presentazione di Leda Siliprandi, creatrice del Museo Storico del Bottone “Sandro Partesotti” (www.art-buttons.com), una chicca museale che si trova a Vigorovea, a poca distanza da Piove di Sacco (Pd), e che consigliamo a tutti di vedere perché “i bottoni sono piccoli oggetti ai quali spesso prestiamo poca attenzione, ma che sono parte del nostro abbigliamento e che ci raccontano molto su costumi, stili, eventi storici, scoperte, gusto ed estetica di una civiltà”. Nella serata, Leda ha presentato la bella pubblicazione “Cultura da vivere”, redatta da lei stessa insieme a Serena Trabuio, che raccoglie, oltre ad un sunto della storia del bottone, le esperienze di una stagione di iniziative culturali vissute all’interno del Museo con serate di approfondimento (alimentazione e cucina, costume, musica, danza, antiquariato, poesia), laboratori (decorazione, recupero creativo) e l’organizzazione della mostra di vetri d’arte 1880-1980.

Un viaggio alla scoperta delle radici comuni (a tavola) tra la musica di ieri e di oggi. Originale e innovativa l’esperienza che ci ha raccontato, infine, Andrea Manica, giovane scrittore di Argenta (Fe), presente alla serata insieme al collega e amico fotografo, l’altrettanto giovane Denis Rabiti, fautori della prima guida, per ora solo digitale, di enogastronomia musicale “La Palestra del cantautore” (www.lapalestradelcantautore.it). Ad iniziare Andrea sulla via della ricerca di luoghi in cui la buona cucina italiana s’incrocia con la vita degli artisti fu Mario Soldati, o meglio, il suo libro”Vino al vino“,  che lo scrittore (e regista) pubblicò nel 1969, ed in cui il racconto di viaggi compiuti attraverso l’Italia alla ricerca dei vini genuini diventava la descrizione di un itinerario alla ricerca di una civiltà legata alla terra e al clima. E questo è anche l’intento di Andrea & Co: sedersi a tavola con gli artisti per parlare della loro poetica e nel contempo portare alla ribalta la buona cucina, entrambi aspetti fondamentali della cultura italiana.

La Cucina del Wigwam. Quando si parla di buona cucina, è d’obbligo parlare dei convivi preparati da Efrem Tassinato, giornalista-chef e nostro anfitrione. Che a fine serata ci ha allietato con deliziose pietanze a base di Radicchio di Chioggia Igp, dal pasticcio al risotto fino alla birra. Grazie alle iniziative di promozione e valorizzazione del Consorzio di tutela, il Radicchio di Chioggia Igp sta conquistando riconoscibilità come “il Principe Rosso”. A questo proposito, ricordiamo che è pieno svolgimento la gara gastronomica tra ristoranti e agriturismi del territorio destinata a proclamare il locale “Ambasciatore del Radicchio di Chioggia Igp”.

 

 

 

Condoglianze al nostro socio Andrea Saviane

luttoIl direttivo e i soci ARGAV si stringono con grande affetto intorno al socio e consigliere Andrea Saviane, il cui papà è scomparso questa mattina. A lui e ai suoi cari vanno le nostre più sentite condoglianze per il grande dolore che li ha colpiti.

2 dicembre 2014, il direttivo ARGAV si riunisce ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd)

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Il prossimo direttivo ARGAV si terrà martedì 2 dicembre alle ore 18,00  nella sede del circolo di campagna Wigwam ad Arzarello di Piove di Sacco con il seguente ordine del giorno: comunicazioni del Presidente, approvazione verbale precedente, comunicazione della Segretaria, definizioni premio ARGAV, definizioni assemblea ARGAV, pogrammazione prossime attività, varie ed eventuali.

Clima, raggiunto un livello di gas serra mai avuto in 800 mila anni, se ne è parlato all’incontro ARGAV-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd)

P1020679

da sx Marco Monai, Fabrizio Stelluto, Andrea Crestani ed Hermes Redi

P1020677

Asiago Dop

 

P1020678

I produttori ospiti de “La cucina del Wigwam” dedicata all’Asiago Dop

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Nell’arco di 800 mila anni, nella Terra si sono alternati periodi caldi e di glaciazione, rintracciabili attraverso le registrazioni climatiche ottenenute con le analisi del terreno (carotaggi) . Ma in questo lunghissimo arco di tempo, la concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica (gas serra) non aveva mai superato il livello di guardia di 300 punti, fatto invece successo negli ultimi anni, in cui si sono registrati 380 punti con previsioni di crescita a 400. La colpa? Dell’uomo e della sua opera di antropizzazione (combustione gas fossili, deforestazione). A confermare, ancora una volta, il fatto che il cambiamento climatico in atto sia dovuto al fattore umano (dissesto idrogeologico compreso, con relativi tragici fatti che ogni anno colpiscono l’Italia), è arrivato l’intervento di Marco Monai, direttore del Centro Meteo di ARPAV, intervenuto all’incontro ARGAV-Wigwam del 24 ottobre scorso, incentrato sul tema dell’acqua (da contenere, regimare, valorizzare).

Raggiunto presto il punto di non-ritorno? A suffragio di quanto esposto da Monai, arriva anche l’ultimatum lanciato nel frattempo dal rapporto finale dell’Ipcc (il gruppo di esperti sui cambiamenti climatici dell’Onu): “Le emissioni mondiali di gas serra devono essere ridotte dal 40 al 70% entro il 2050 e sparire definitivamente dal 2100, perché la temperatura media della Terra e degli Oceani ha acquistato 0,85C tra il 1880 e il 2012 e resta poco tempo per contenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi, limite per evitare conseguenze tragiche per l’uomo e la natura”.

Pevisioni meteo, attendibili sono nell’arco di una settimana. Monai ha spiegato che i dati di elaborazione attendibili delle previsioni meteo a livello stagionale sono molto bassi e che per l’Italia è ancora più difficile prevedere il tempo meteorologico al di là della settimana, causa la morfologia del Paese, molto diversificata. Dunque, non si dovrebbe dar retta a coloro che all’inizio di ogni stagione annunciano gran freddo oppure gran caldo, attenendosi a consultare, di settimana in settimana, fonti di informazioni, anche web, accreditate dal punto di vista scientifico. A proposito della condizione idrogeologica del Veneto, Andrea Crestani, direttore di Unione Veneta Bonifiche, altro ospite dell’incontro, ha ribadito la responsabilità dell’uomo sul dissesto in atto nel Belpaese (“abbiamo costruito dove non si poteva”), informando che dagli anni 70/80 del secolo scorso, abbiamo perso terreno agricolo pari a 13 campi di calcio al giorno. Crestani ha spiegato che il Veneto sta migliorando per quanto riguarda il rischio alluvioni – nel 2013 sono stati aperti 130 cantieri utili al riguardo – ma non per quanto riguarda gli allagamenti dei centri urbani, su cui incidono anche le scelte delle amministrazioni locali.

La difesa ambientale della laguna di Venezia. Altro ospite dell’incontro è stato Hermes Redi, direttore di Consorzio Venezia Nuova,  ente concessionario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Magistrato alle Acque di Venezia per la realizzazione dei piani di salvaguardia della Laguna di Venezia, tra i quali rientra anche il progetto MOSE, finito nella bufera per corruzione, tangenti e fondi neri. Al di là delle vicende giudiziarie – ancora in corso – che hanno travolto politici e imprenditori, Redi ha parlato di come il MOSE, che sarà completato a giugno 2017, non sia solo un progetto ingegneristico italiano per la difesa di Venezia dalle acque alte, ma anche un progetto di difesa ambientale. L’ente, infatti, è nato per salvaguardare Venezia e la laguna, un’area di 550 km quadrati afflitta da problemi di subsidenza, aumento livello maree, mareggiate, erosione, inquinamento, acque alte. A questo proposito, il Consorzio si è attivato nel rinforzare il litorale di Pellestrina, una cinquantina di chilometri in tutto, nell’aumentare la resilienza ambientale del territorio attraverso la ricostruzione di barene per oltre 1600 ettari, nel recuperare le isole abbandonate come le isole della Certosa e di San Servolo, nella difesa ambientale (40 km di canali industriali coperti e 100 km di rive rialzate e restaurate, adattamenti all’innalzamento del livello del mare, come ad esempio a Chioggia).

Tutte le forme dell’Asiago Dop. A fine serata, come è oramai tradizione negli incontri mensili ARGAV-Wigwam, Efrem Tassinato, chef-giornalista e nostro anfitrione, ha curato l’aspetto enogastronomico. La “Cucina del Wigwam”, ha portato in tavola il tema “Il formaggio Asiago DOP e le sue forme“. In particolare, si sono degustati gnocchi farciti al formaggio Asiago Dop (Agostini Elio di San Martino di Lupari), pasta fresca farcita al formaggio Asiago Dop (Pastificio Avesani di Bussolengo), vino Vespaiolo Breganze Doc (Cantina Maculan di Breganze), Asiago fresco Dop (Azienda Agricola Rela di Canove), birra Antoniana (Birrificio Antoniano di Villafranca Padovana), Asiago mezzano Dop (Consorzio Tutela Asiago Dop) e confettura (Azienda Agrituristica del vicentino), Asiago vecchio Dop (Consorzio Tutela Asiago Dop) e miele allo zafferano (Malga Asiago di Massimiliano Gnesotto di Asiago), Asiago stravecchio Dop (Azienda Agricola Rela di Canove e vino Torcolato di Breganze (Cantina Maculan di Breganze). Dulcis in fundo, abbiamo assegnato la deliziosa torta Ortigara (Pasticceria Carli di Asiago).

 

 

 

 

Direttivi ARGAV, a far da scenario, la meraviglia della Natura

P1160284Direttivo ARGAV Agriturismo Ca' Milone(di Marina Meneguzzi, foto Beatrice Tessarin e Paolo Giorgio Aguzzoni) Gli ultimi due direttivi ARGAV (6 ottobre e 8 novembre) hanno avuto come cornice due ecosistemi del territorio veneto. Insieme al presidente Fabrizio Stelluto e alla segretaria Mirka Cameran Schweiger, i consiglieri sono stati ospiti dapprima di Pier Paolo Becich di San Servolo, consulente del lavoro nonché professionista della Camera di Commercio Italo-Svedese, che ha ospitato il direttivo nelle accoglienti sale del B&B Ca’Milone, a San Pietro di Feletto, nel trevigiano. La struttura ricettiva, una residenza padronale di campagna del 1860 squisitamente gestita dalla moglie del nostro ospite, si trova nel cuore delle colline della Strada del Prosecco, al centro di una tenuta vitivinicola di 10 ettari. Ristrutturata di recente, dispone oggi di un ampio giardino (c’è persino una pista di atterraggio per l’elisoccorso) con querce e olivi secolari.

Successivamente, il direttivo si è riunito a Ca’ Bianca di Chioggia (Ve), dove ha potuto godere la vista della tenuta di Luigi Gallimberti, professore di Psichiatria delle Tossicodipendenze e direttore di Tossicologia Clinica delle Farmaco-dipendenze dell’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova. La tenuta veneziana è stata strappata nel corso del tempo all’acqua attraverso azioni di bonifica. Oggi ospita un lago artificiale e un bosco in crescita. Il professor Gallimberti, squisito anfitrione, sarà protagonista il 26 novembre prossimo dell’interessante incontro patrocinato dal Comune di Padova (assessorato alla Cultura e Turismo), “Tra dipendenze tecnologiche e da sostanze. Nuovi allarmanti dati sui ragazzi delle medie di Padova“, che si terrà nella città del Santo a partire dalle ore 17 al Centro Culturale Altinate San Gaetano (ingresso libero fino a esaurimento posti), dove si illustrerà alla cittadinanza e ai media i dati raccolti durante lo scorso anno scolastico grazie al “Progetto Pinocchio”. Durante il dibattito, che sarà moderato dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, sarà presentato in anteprima nazionale l’ultimo libro di Gallimberti, dal titolo “C’era una volta un bambino. Le basi neuroscientifiche del buon senso” (Book Editore).