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Il socio Argav Renato Malaman premiato a “Franciacorta in bianco”

 

Al centro della foto Renato Malaman mentre riceve il premio "La Fasera" a Franciacorta in bianco

 

C’è anche il socio Argav Renato Malaman, redattore de Il Mattino di Padova e curatore della rubrica enogastronomica del quotidiano padovano tra i 4 giornalisti che saranno premiati sabato 9 ottobre 2010 a Franciacorta in bianco, importante manifestazione dedicata al latte e ai suoi derivati che si svolge a Castegnato (BS) da venerdì 8 fino a domenica 10 ottobre 2010. Al nostro collega andrà il premio “La Fasera”, riconoscimento che viene dato ai giornalisti che hanno saputo far conoscere al meglio l’enogastronomia italiana. Congratulazioni dunque a Renato Malaman da parte di tutti i soci Argav!

10 ottobre 2010: “Grapperie aperte” in tutta Italia

foto Istituto Nazionale Grappa

Domenica 10 ottobre 2010 si svolgerà in tutta Italia la 7^ edizione di “Grapperie aperte”, manifestazione che vede le distillerie associate all’Istituto Nazionale Grappa aprire le porte al pubblico per trasmettere tradizione, tecnologia e cultura della grappa.

Dalla vigna all’alambicco. Oltre a degustazioni e visite guidate alla scoperta dei preziosi alambicchi, l’inventiva e la fantasia dei distillatori offriranno un panorama di eventi ed intrattenimenti che coinvolgeranno i visitatori: da vere e proprie escursioni alla scoperta di tutti gli aspetti produttivi, dalla vigna all’alambicco, fino a degustazioni di prodotti tipici in abbinamento alla grappa, ma anche dimostrazioni con sommeliers e barman, preparazione di ricette a base di grappa insieme a chef illustri e presentazione di nuovi prodotti.

da sx Simone Penello (Castagner Acquavite) e Fabrizio Stelluto (Presidente Argav)

Bere consapevole. La settima edizione sarà principalmente rivolta al tema del “bere consapevole”, al fine di prendere una posizione all’interno del dibattito sull’alcool, offrendo una collaborazione ad evitare un consumo smodato di alcol e dimostrare che i produttori incentivano la moderazione e la consapevolezza. “Quella attuale è una comunicazione troppo allarmista” – ha commentato a questo riguardo Simone Penello, intervenuto lunedì 27 settembre scorso a Piove di Sacco (PD) in rappresentanza del grappaiolo Roberto Castagner, impegnato in questi giorni nella raccolta delle vinacce, per presentare ai soci Argav la manifestazione ottobrina. “Si rischia infatti di far chiudere un settore produttivo che valorizza il territorio e il made in Italy”– ha continuato Penello –. Che ha aggiunto come già da tempo, in occasione di manifestazioni aperte al pubblico, la distilleria Castagner Acquavite dà la possibilità ai partecipanti di effettuare l’alcol test per verificare come il bere moderato non danneggia il fisico né…il totale punti della patente!

Sgroppino d’uva. Con l’occasione, Penello ha presentato e fatto assaggiare agli intervenuti l’ultima creazione targata Castagner, Aqua 21, ottenuta totalmente dall’uva e caratterizzata da una gradazione alcolica dimezzata rispetto al classico distillato, ottima come sgroppino tra una portata e l’altra come hanno potuto constatare i partecipanti della serata, intenti a degustare le prelibatezze portate dagli alimentaristi di Confartigianato Veneto e preparate da Efrem Tassinato, chef e patron del circolo Wigwam Arzerello. Nel commiatarsi, Penello ha invitato i presenti a partecipare a Grapperie aperte, giornata a cui anche la distilleria Castagner aderisce (orario 10-18) con un ricco programma di visite guidate, seminari per il “bere consapevole” a cura di barman (AIBES) e sommelier (AIS), degustazioni di distillati e cocktail a bassa gradazione alcolica, test alcolometrici con utilizzo di strumenti professionali, vendita prodotti.

(fonte Istituto Nazionale Grappa/Castagner Acquavite)

11 ottobre 2010: visita in Cansiglio per i soci Argav

Nell’ambito dei viaggi di formazione dei soci Argav e in collaborazione con Veneto Agricoltura, è stata organizzata per lunedì 11 ottobre 2010 una visita in Cansiglio. Ecco il programma:

Lunedì 11 ottobre p.v. Arrivo ore 10.00 presso uffici V.A. Pian Cansiglio;
-visita alla ex caserma Bianchin e illustrazione del progetto di ripristino ambientale;
 visita alla foresta, giro del Taffarel, le attività selvicolturali; visita villaggio cimbro;
 ore 13.00 pranzo a Col Indes;
 ore 15.00 visita vivaio Pian dei Spini; ore 16.00 Valmenera: la questione cervo; ore 17.00 saluto con assaggi formaggi locali.

Possibilità di estendere il programma. A seguire, per chi e’ interessato e previo raggiungimento di almeno 10 partecipanti: 
solo uscita in ambiente – con o senza proiezione di filmato – a 15 euro/persona (la guida, per un gruppo di 10 o più persone, farebbe un prezzo a forfait di 150 euro), oppure uscita in ambiente – con o senza proiezione di filmato – e cena a 35 euro/persona;
 oppure ore 18.00 uscita in ambiente per vedere e sentire bramito cervi, ore 20.30 cena e pernottamento al Rifugio San Osvaldo, ore 6.00 possibilità di uscita all’alba sempre per vedere cervi a 70 euro/persona. Visto l’interesse della giornata, si prega di mandare prima possibile le adesioni con l’indicazione dell’opzione scelta a Mirka Cameran, emal: argav@fastwebnet.it

Incontri formativi Argav: stasera ad Arzerello (PD) si parla di “Gusto su misura”, “Canti Di-Vini” e Distillerie Aperte 2010

Dopo la pausa estiva riprendono gli incontri di formazione per i soci Argav al Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD). Stasera, lunedì 27 settembre, alle ore 19:00 circa saranno ospiti gli artigiani alimentaristi di Confartigianato Veneto che presenteranno la loro iniziativa “Gusto su misura“. Ci sarà anche l’editore musicale Michele Armelin, che presenterà il libro “Cori Di-Vini” e da cui saranno tratti alcuni ascolti musicali e Roberto Castagner, grappaiolo, Ad di Acquavite Spa, che presenterà Distillerie Aperte 2010.

ARGAV presente alla “due giorni” dell’ARGA Emilia Romagna a Castrocaro Terme e Terra del Sole e a Galeata

Castrocaro con l'imponente Fortezza

(di Maurizio Drago, socio Argav) L’ARGA dell’Emilia Romagna, presieduta da Roberto Zalambani, ha organizzato una “due giorni”  nel territorio di Castrocaro Terme e Terra del Sole e in quello di Galeata. Presenti all’iniziativa anche alcuni soci della nostra associazione veneta e trentina, fra i quali il presidente Fabrizio Stelluto. I giornalisti (una sessantina) sono stati accolti dall’amministrazione comunale di Castrocaro Terme e Terra del Sole (il sindaco Francesca Metri, appassionata del suo territorio, si raccomanda di citare entrambi i paesi, per non ridestare fra gli abitanti  vecchi screzi di territorialità; tra l’altro lei stessa, che è figlia di un castrocarese sposato con una terrasolana, vuole divenire la “garanzia” di imparzialità).

Il gruppo di giornalisti Arga

Tra fortezze, frantoi, terme e festival. Guidati dal “castellano” Elio Caruso, scrittore e presidente della Pro Loco,  il gruppo ha visitato l’imponente fortezza medioevale di Castrocaro riaperta dopo 500 anni di oblio. La simpatia romagnola si è manifestata con la cena contadina preparata dai titolari della Tenuta Pennita di Terra del Sole, preceduta dalla visita in cantina e in frantoio da cui scaturisce dell’ottimo olio di oliva. E, dopo cena, la visita a Palazzo Pretorio con apposita esibizione degli sbandieratori.

Le terme di Castrocaro

Castrocaro, famosa per le terme, è anche famosa per l’annuale festival delle voci nuove. Negli anni settanta si svolgeva nel padiglione, poi esigenze tecniche  hanno spostato l’evento in piazza. L’assessore al turismo Mauro Cacciaguerra ha fatto da guida alle storiche terme promosse dal duce Mussolini che vi stanziava spesso, sono tenute in ottimo ordine, con un ottimo servizio, in attesa dei numerosi utenti che ogni anno stanziano a Castrocaro per le proprietà curative delle sue acque.

I ritrovamenti a Galeata

A Galeata, il 16 settembre apre al pubblico la zona archeologica della villa di Teodorico. Il gruppo dei giornalisti ha visitato poi  il territorio di Galeata, alla scoperta dei recenti ritrovamenti archeologici. L’assessore alla cultura e collega giornalista Paolo Poponessi ha illustrato  l’importante ritrovamento degli scavi della villa di Teoderico e di alcune strade romane. Il 16 settembre verrà aperta al pubblico la zona archeologica della villa di Teoderico. Vale la pena di andare a Galeata anche per visitare il museo di Mambrini, il borgo di Pianetto e la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, l’Abbazia di S. Ellero. Il sindaco di Galeata Elisa Deo ha invitato i giornalisti a pranzo nel Chiostro dei frati minori conventuali.Per chiudere la “due giorni” il presidente Roberto Zalambani ha accompagnato il gruppo alla Tenuta Pertinello, degustando l’ ottimo il suo vino, dal sangiovese al  passito.

20.000 grazie agli amici lettori di ARGAV!

Viaggi studio Argav: la visita dei soci a San Patrignano

San Patrignano, colline a vigneto (foto Maurizio Drago)

(di Maurizio Drago) Lo scorso giugno, un gruppo di giornalisti ARGAV ha visitato  San Patrignano, la piu’ grande comunità terapeutica per il recupero dei tossicodipendenti del mondo, nel cuore della Romagna, a ridosso di Rimini e San Marino. Un tour-press  particolarmente interessante dove per una giornata si è vissuta la vita di oltre 1500 ragazzi tutti dediti a vari lavori, pronti ad uscire dal tunnel della droga.

La storia della comunità. La storia comincia nel 1978 quando Vincenzo Muccioli aveva  accolto nella sua casa  Betty, una ragazza tossicodipendente triestina. Da allora è stata data vita a una grandissima comunità dove oltre 20 mila ragazzi sono passati e sono ritornati alla vita. I giornalisti sono stati accompagnati nella visita da alcuni giovani, quasi tutti ex tossicodipendenti che hanno trovato in San Patrignano la loro casa e il loro lavoro.

San Patrignano, lavoro artigianale (foto Maurizio Drago)

La testimonianza. Come  Luca, meno di 30 anni, ex tossicodipendente. Di lui racconta  ai giornalisti una vita giovanile d’inferno. Il padre sempre occupato e dedito agli affari, la madre ipertesa e lui, solo,  ad affrontare il mondo dove – seppur con tutti gli agi possibili – mancava la presenza dei  genitori che gli dedicassero una benché minima parte del loro tempo. Si era aggrappato all’affetto della sua fidanzata che poco dopo lo aveva abbandonato. Ecco che, solo, iniziò a drogarsi: cocaina, metadone, eroina, spingendosi sempre oltre. “Tanto – era il  pensiero di Luca – sono certo che posso smettere di essere dipendente dalla droga a posso tornare indietro”- Non immaginava invece che era una strada senza ritorno, un processo irreversibile che porta alla distruzione del corpo e della vita. Gli rimaneva la via del recupero. Ma a San Patrignano gli avevano detto: per entrare qui devi decidere e dovrai stare alle regole della comunità. Per Luca ci vollero 8 mesi per decidere di entrare. Gli ci vollero quattro anni di terapia.  Terapia significa scegliersi un lavoro, dall’agricoltura all’artigianato, rispettare le buone regola di convivenza e di rispetto.  E’ uscito finalmente dal tunnel. Ora è responsabile di settore, vuole lavorare nell’ufficio stampa e relazioni.

San Patrignano, lavoro artigianale (foto Maurizio Drago)

I grandi numeri di San Patrignano. I numeri di  San Patrignano sono considerevoli: 370 ettari, 240 solo nella comunità romagnola, altri nelle comunità staccate di Trento, Cecina, Botticello, Talentino, frutto di numerose donazioni.  52 mestieri da scegliere: dall’artigianato artistico, alla pelletteria, ceramica, tessitura, dalla falegnameria, grafica all’allevamento di cani e cavalli. Possibilità di sport e benessere dopo il lavoro.  Una enorme palestra, grandi spazi per i vari giochi. Un centro medico con 50 posti letto, un asilo, scuole, un teatro, strutture abitative, un villaggio con 60 villette… San Patrignano riesce a recuperare il 50 % delle spese con le vendite dei suoi prodotti. Il rimanente 50% è frutto di donazioni e lasciti. La comunità, attualmente coordinata dal figlio di Vincenzo Muccioli, Andrea,  non accetta contributi e denaro dagli ospiti, né dalle loro famiglie.

San Patrignano, I vigneti (foto Maurizio Drago)

Il lavoro nell’agricoltura come terapia. Primeggia soprattutto il lavoro nel mondo primario, l’agricoltura. In particolare la vitivinicoltura, i prodotti lattiero-caseari, gli allevamenti bovini, suini, caprini, la coltura orticola. San Patrignano hauna linea di produzione del vino con  104 ettari di vigneti. Per la coltivazione ci si attiene a un preciso disciplinare. Per le vigne si usa solo rame e zolfo, come facevano i contadini. Non si usano diserbanti né altri prodotti chimici. La cura della vigna è attenta e assidua sino alla raccolta. “Bisogna ritornare a fare i contadini, con il loro concetto, sia pur agevolati dai moderni mezzi tecnologici” sostiene Angelo, responsabile della vitivinicoltura “il rispetto della pianta porta a una incredibile facilitazione nella lavorazione del prodotto”. Il 60% delle cultivar è costituito dal Sangiovese. Le altre sono Chardonnay e Sauvignon . Una produzione di un chilo di uva a pianta. Ci si avvale anche di importanti consulenti esterni come dell’enologo Riccardo Cotarella che gratuitamente si mette a disposizione.Una produzione lodevole e i numeri parlano chiaro. 500 mila bottiglie di vino in un anno vendute in tutto il mondo, con propri marchi e con numerosi riconoscimenti.

San Patrignano, la nascita di un vitellino (foto Maurizio Drago)

Gli allevamenti. Si allevano inoltre bovini, suini e caprini. Il giovane Marco è il responsabile della stalla. 500 capi tra mucche, tori e vitelli. 4 mila litri di latte di alta qualità  munti alle 5 del mattino e alle 5 del pomeriggio. Nella visita con i giornalisti nella stalla non è mancato l’evento di un vitellino appena nato. I ragazzi di San Patrignano si davano da fare  per aiutare il neonato quadrupede a bere  il colostro, il primissimo latte della mamma mucca. Non manca la produzione di formaggi, miele e orticoltura.

Squisito, la fiera del gusto e delle eccellenze. Si chiama Squisito e rappresenta una delle grandi manifestazioni sul mondo del cibo organizzata dai 1600 ragazzi di San Patrignano.  Si tratta di un tema che coinvolge tutta la filiera dell’alimentazione. Lo dice Stefano Bariani, uno dei responsabili che segue l’aspetto della promozione a San Patrignano.  Con lo slogan “ritorno alla semplicità’” Squisito è giunto alla sua settima edizione con un successo crescendo.

San Patrignano, I soci Argav nella mensa con i ragazzi (foto Maurizio Drago)

Al centro della mensa, una sedia vuota. I giornalisti ARGAV hanno poi pranzato nella grande mensa di San Patrignano, insieme con i ragazzi, proseguendo nel pomeriggio nella visita dei vari laboratori. All’inizio della sala una sedia vuota posta nel mezzo della grande tavola. Dinanzi la sedia  la tavola apparecchiata. “Questo è il posto dove si siedeva sempre Vincenzo Muccioli – ci dice un ragazzo – da quando è morto anche questo posto viene preparato. Ogni giorno.  Come se Vincenzo fosse qui, tutti i pranzi e tutte le cene”.  Anche questo è un simbolo di rispetto di un grande uomo che ha dato tutto per i ragazzi di San Patrignano.

I soci Argav in visita al Mose

25/06/10 I soci Argav durante la visita al MO.S.E. organizzata dal Consorzio Venezia Nuova (foto Mirka Cameran Schweiger)

(di Beatrice Tessarin) Mosè salvò il popolo ebraico dalle acque del mar Rosso, mentre fuggiva inseguito dai carri da guerra degli egiziani. Il MO.S.E., con una straordinaria assonanza tecnologica (è infatti l’acronimo di “modulo sperimentale elettromeccanico”) dovrebbe salvare Venezia dalle acque dell’Adriatico, nonostante l’inseguimento degli strascichi dei partiti del “no”.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

L’Arsenale il futuro centro operatativo di controllo del Mose . Per dare un’occhiata da vicino, il 25 giugno, una trentina di soci dell’Argav sono stati ospiti del Consorzio Venezia Nuova, che ha messo a disposizione un intero staff tecnico per accompagnare i giornalisti all’Arsenale restaurato (che diventerà il centro operativo di controllo del “sistema Mose”), sui cantieri aperti alla bocca di Lido (dove sono in costruzione i giganteschi cassoni di calcestruzzo) e nella laguna Nord, per visitare la ricostruzione dell’ambiente morfologico delle barene. Una squisita ospitalità che ha permesso di vedere cose normalmente precluse ai cittadini comuni, anche perché, nonostante le dimensioni ciclopiche, i cantieri (circa 15 chilometri) sono tutti fronte mare e riforniti via acqua con circa 1600 metri di lavori subacquei. Nel solo cantiere della bocca di Lido, lavorano 180 operai, ma sono circa tremila le persone impegnate nelle opere dirette e nell’indotto.

25/06/10 I soci Argav in visita ai cantieri Mose (foto Beatrice Tessarin)

Cos’è il MO.S.E. Il “progetto Mose” è un sistema di dighe mobili (4 in tutto), costituite da paratoie allineate (78 complessivamente) che vanno dai 3,6 ai 4,5 metri di spessore per un’altezza variabile dai 18,5 ai 29,6 metri e lunghe 20 metri e che si alzeranno dal loro alloggiamento sottomarino in caso di pericolo di marea superiore ai 110 centimetri (ma potrebbero funzionare anche per livelli inferiori) e andranno ad isolare la laguna veneziana, chiudendo le tre bocche di porto (Lido, Malamocco e Chioggia) che la collegano col mare Adriatico. Insomma, 1600 metri di dighe fantasma, che in mezzora risalgono dal mare: una cosetta da niente nei giochi per bambini, un problemino maggiore nei giochi per ingegnere idraulico, tenendo conto dell’ambiente naturale in equilibrio terra-acqua, dell’impatto ambientale sugli habitat, del fatto che tutto si deve mimetizzare e far vivere le attività portuali come se niente fosse. Eppure si può fare. Il Mose è al 63 per cento e sarà operativo nel 2014.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

Le opere di difesa passiva. Il lavoro maggiore e forse meno eclatante è, però, cominciato nel 1987, col recupero del litorale, il restauro dei moli, il rialzo delle rive urbane, l’escavo dei canali, il consolidamento delle difese a mare contro le mareggiate, il ripristino dell’ambiente morfologico con la creazione di nuove barene in laguna. Tutte opere di cosiddetta difesa passiva che mirano ad impedire l’erosione marina, a rompere il moto ondoso, a ridurre gli effetti del vento per “aiutare la natura a difendere Venezia”, come dicono al Consorzio Venezia Nuova. E consentire così alla tecnologia del Mose di essere l’ultima barriera della città, da attivare in caso di fallimento di un efficace sistema di difese passive, che oggi sono all’85 per cento del progetto. Un costo complessivo di circa 4.700 milioni di euro. Deve funzionare per forza. Ma, l’insieme delle opere e delle sperimentazioni multidisciplinari di questi vent’anni sono forse il vero miracolo del progetto Mose, perché hanno permesso di accumulare una mole di sapere unico al mondo. Tutto l’ingegno, la creatività, la tecnologia, la biologia e le scienze ambientali, unite all’esperienza dei veneziani, alla conoscenza anche storica del loro territorio, hanno creato uno know how economicamente monetizzabile ed esportabile.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

Venezia e l’acqua: da sempre una relazione complicata. Si dice che il mondo salverà Venezia, perché tutte le migliori menti mondiali hanno concorso per tutelare la città serenissima, ma è possibile che sia invece Venezia a salvare il mondo, esportando le sue ormai millenarie conoscenze di come si sopravvive ai bordi di un mare che si alza costantemente.

Rapporti Africa-Europa. Nel “Nord-est” africano, opportunità per l’Italia

Incontro Argav-Wigwam 18/06/10: a parlare, da sx Katia Mazzucato, Fabrizio Stelluto, Giancarlo Scottà

(di Pietro Bertanza, Vice Presidente Argav) In questo caso lo dobbiamo proprio dire: il mal d’Africa esiste! Lo ha dimostrato Katia Mazzucato (manager italiana a capo del progetto Greenoil) durante l’incontro Argav-Wigwam di venerdì scorso (18/06/2010) moderato da Fabrizio Stelluto, Presidente Argav, nella splendida cornice del circolo di campagna ad Arzerello (Padova).

Benin e Togo : ad Ovest il “nordest” dell’Africa. L’imprenditrice italiana ha illustrato, ad una platea attenta e preparata, il suo progetto per la realizzazione in Togo e Benin di un’impresa agroenergetica per la produzione di olio da piante di Jatropha curcas destinato ad alimentare gli impianti dei consorziati Greenoil per la generazione in Italia di energia elettrica. Il programma di lavoro prevede la coltivazione di 15.000 ettari con una pianta non food, la Jatropha curcas appunto, nei territori lasciati incolti dell’Africa occidentale, che si potrebbe definire “il Nord-est africano”, e la commercializzazione dell’olio combustibile in Italia per una produzione totale di energia pari a 25MW. Progetto che prevede investimenti sino a 20 milioni di euro. Mazzucato non ha lasciato nulla al caso e lo dimostra con numeri, dati e competenza rispondendo alle continue domande degli astanti incuriositi e rapiti dal progetto.

Jatropha curcas

Utilità sociale. Non solo aspetti economici per il progetto: infatti, è stata dedicata particolare attenzione anche all’aspetto occupazionale e di sviluppo socio economico del comparto agricolo nei paesi africani. In particolare, le piantagioni sono state progettate per essere coltivate e gestite interamente manualmente e per consentire all’agricoltore e alla sua famiglia di realizzare proprie coltivazioni agricole nella modalità Intercropping (coltivazione di specie intrafilare) nelle aree dell’azienda agroenergetica. Ciò favorirà inoltre una maggiore fertilità del terreno.

La visione europea. L’incontro è proseguito con l’intervento di Giancarlo Scottà (deputato al Parlamento Europeo, vicepresidente della Delegazione all’assemblea parlamentare paritetica ACP-UE – ndr Africa Caraibi Pacifico, Unione Europea) che ha portato la sua esperienza in campo europeo. Scottà ha raccontato le sue visite in Africa e le varie opportunità anche per gli imprenditori italiani. L’onorevole ha continuato il suo intervento toccando un problema assai annoso: la definizione del rischio nei Paesi in via di sviluppo. Infatti molte sarebbero le potenzialità del territorio africano per l’agricoltore, ma che spesso non conosce bene la realtà o è legato a stereotipi di vecchia data che vuole l’Africa “il Paese nero”.

Incontro Argav-Wigwam 18/06/10: da sx, Katia Mazzucato, Fabrizio Stelluto, Giancarlo Scottà

La questione DO. La serata Argav è continuata all’insegna delle denominazione di origine e della nuova legge in via di approvazione in sede europea. Infatti Scottà è anche membro della commissione agricoltura europea. L’europarlamentare ha subito rassicurato che le diciture doc, docg e igt saranno mantenute e che non c’è pericolo per la Nutella. Ultima questione affrontata e che tiene banco in Europa è la Pac (Politica agricola comune) post 2013. Scottà ci ha solo riferito che sono stati presentati più di 1.200 emendamenti alla proposta di legge… Sarà un bel dibattito.

Alcuni numeri del progetto greenoil. 15.000 ettari piantati a Jatropha Curcas, 48.000.000 piante messe a dimora,
355.958 tonnellate di olio combustibile, 917.855 tonnellate di panello da usare come combustibile, 2.743 nuovi posti di lavoro fissi in Africa.

Come di consueto, al termine dell’incontro i presenti hanno potuto godere dell’ospitalità dello chef e padrone di casa Efrem Tassinato.

I soci Argav al Premio Vergani-Ballotta 2010

Premio Vergani-Ballotta 2010: i piatti di gnocchi in gara

Grande festa della cucina veneta in occasione della quarta edizione del Premio Vergani-Ballotta 2010, indetto dall’Accademia Italiana della Cucina e dall’Associazione Cuochi Padova Terme Euganee, svoltosi nella serata di ieri, 16 giugno, all’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (Pd).

Venezia e Vicenza le province vincitrici. La sfida culinaria regionale tra gli chef di tutte le province venete ha visto la partecipazione di una trentina di cuochi, tra cui anche 7 chef under 25, che si sono misurati nella preparazione degli gnocchi, tema di quest’edizione. A giudicare gli chef in gara, una giuria tecnica presieduta dal socio Argav Giuseppe Casagrande, direttore del periodico Papageno, che ha consegnato il premio (deliziose targhe-pentoline, set di coltelli molto graditi dai cuochi e premi in denaro) alla provincia vincitrice della sezione “Under 25”, Venezia, con lo chef moldavo Artiom Ponomarenko che ha presentato il piatto “Gnocchi di patate con pesce di laguna”.

Ecco l’intervista di Giuseppe Casagrande rilasciata al termine della serata:

Per la cronaca, il Premio Vergani-Ballotta, consegnato da Clodovaldo Ruffato, Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, è andato a Vicenza e al piatto “Gnocchi con la fioretta”, mentre il premio della Giuria popolare, che ha eletto il migliore tra 24 piatti in gara e che è stato consegnato da Piero Fracanzani, delegazione Eugania dell’Accademia Italiana della Cucina, è andato sempre a Venezia con il piatto “Gnocchi di patate con pesce di laguna”.

La festa della cucina veneta è stata all’insegna dei prodotti “Km zero”. A questo proposito, ecco l’intervista alla socia Argav Sandra Chiarato, responsabile comunicazione di Coldiretti Veneto, associazione che ha ispirato la legge regionale operativa da gennaio 2010.