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Unicarve lancia sul mercato “Scrigni” di carne garantita a prezzi contenuti. Prossimi obiettivi: “Strade e Confraternita della carne”

Dopo oltre un anno di sperimentazione, Unicarve presenterà giovedì 21 ottobre 2010, alle ore 12.30, in occasione della riunione del Consiglio Regionale a Palazzo Ferro Fini a Venezia, il progetto di filiera corta dello “Scrigno delle Carni”. Una buona notizia per i consumatori e in particolare per le famiglie perché potranno acquistare circa 5 kg. di buona carne di qualità, proveniente dagli allevamenti associati Unicarve, aderenti a disciplinari di qualità e di etichettatura per dare la massima garanzia anche in materia di tracciabilità.

Prezzi da 6,99 a 14,99 euro. I consumatori potranno scegliere fra 7 proposte di Scrigno: il Plus, il Premium, il Convenienza, il Gran Risparmio, tutti con carne di vitellone, lo Scrigno di solo vitello a carne bianca, di solo suino od il Gran Mix (vitellone, vitello e suino). I prezzi vanno da €. 7,95 al kg. sino ad un massimo di €. 11,99 al kg per il vitellone, €. 6,99 per il suino ed €. 14,99 per il vitello a carne bianca.

Acquisto in negozi convenzionati, Gas e on line. Innovativo il sistema di commercializzazione che dà ai consumatori la possibilità di ordinare lo Scrigno delle Carni direttamente nei negozi convenzionati con Unicarve, come ad esempio il Gruppo Ama Crai di Montebelluna, che per primo ci ha creduto (oltre 220 punti vendita in Veneto e Friuli V.G.) oppure di acquistarlo direttamente tramite i G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale) o, nel caso di consegne superiori a 5 Scrigni anche a domicilio, con possibilità di ordinarlo direttamente dal sito web www.loscrignodellecarni.it. Il progetto è stato presentato anche alla Società Consorzi Agrari d’Italia che ha manifestato l’intenzione di partecipare alla commercializzazione dello Scrigno delle Carni dando la possibilità ai consumatori di ordinarlo e ritirarlo presso le numerose e capillari Agenzie sparse in tutta Italia. Il primo ad inserirlo nelle proprie Agenzie sarà il Consorzio Agrario di Treviso e Belluno. Unicarve ha previsto anche uno Scrigno dedicato ai ristoranti ed agli agriturismo, soprattutto per quelli che non dispongono di un proprio allevamento e voglio offrire ai consumatori la carne del territorio.

Prossimi obiettivi: “Strade e Confraternita della carne”. Unicarve ha in cantiere anche l’organizzazione delle “Strade della carne” che prevede il coinvolgimento di allevatori, agriturismo, ristoranti e punti vendita che accetteranno di commercializzare la carne bovina tracciata (etichettatura), con indicate le informazioni utili al consumatore per individuare chi ha allevato la carne, dove ed in che modo. Completerà il progetto dello Scrigno anche l’organizzazione della “Confraternita della carne”, un sodalizio che promuoverà con eventi ed iniziative la buona tavola con protagonista la carne prodotta in Italia.

(fonte Unicarve)

8 ottobre 2010: a Legnaro (PD), il primo seminario della Conferenza regionale dell’Agricoltura

 

 

Ricerca, formazione e innovazione sono parole chiave alla base della crescita di tutte le aziende, comprese quelle agricole. E’ attorno a queste tematiche che si svilupperà, venerdì 8 ottobre, dalle ore 9,00, presso la Corte Bendettina di Veneto Agricoltura a Legnaro (Pd), il primo dei cinque seminari programmati nell’ambito della Conferenza regionale dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale, voluta dall’Assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, per preparare il comparto agroalimentare veneto alle sfide da qui al 2020.

I realtori del seminario. L’imprenditore deve sapersi innovare per risultare competitivo e contribuire allo sviluppo del sistema produttivo che, nell’era digitale, deve poggiare sulla conoscenza e l’informazione “condivisa” tra tutti soggetti della filiera: dagli stessi produttori fino ai cittadini-consumatori che possono partecipare al dibattito anche via web su www.venetorurale2013.org. Alla discussione di venerdì sono stati invitati alcuni tra i maggiori esperti del panorama accademico, e non solo, italiano: Giacomo Zanni, dell’Università di Ferrara, coordinerà i lavori; Davide Viaggi dell’Università di Bologna (aspetti dell’innovazione e dell’imprenditorialità nell’ambito della futura PAC); Roberto Esposti dell’Università Politecnica delle Marche (ruolo della ricerca finalizzata alla competitività del sistema agroalimentare); Stefano Barbieri di Veneto Agricoltura (importanza di comunicare il rurale); Anna Vagnozzi di INEA (sistema della conoscenza). Il Forum che seguirà, previsto in tutti i seminari programmati, servirà a esporre il punto di vista degli operatori e sarà coordinato dal giornalista del settimanale Terra e Vita, Roberto Bartolini. Manzato aprirà e chiuderà i lavori.

(fonte Veneto Agricoltura)

1 ottobre: al via a Legnaro (PD) la Conferenza regionale dell’Agricoltura. Per la prima volta, consultazione pubblica via web aperta a tutti.

Franco Manzato, assessore all'Agricoltura Regione Veneto

Una volta si chiamavano “Stati generali”, ma il percorso che Franco Manzato, l’Assessore regionale veneto all’Agricoltura, voleva delineare non poteva rispondere ad una chiamata “oves ed boves” di coloro che operano nel cosiddetto mondo agricolo. Gli operatori del settore primario stanno cambiando pelle, sono sempre più imprenditori che si confrontano con il mercato, anche se quello con la burocrazia, regionale e comunitaria, non è proprio un idillio.

Una “road map” lunga quattro mesi, con sette incontri, cinque laboratori e oltre 40 relatori coinvolti. Ecco perché il prossimo 1 ottobre 2010, presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura a Legnaro (PD, ore 9,15), presente il Governatore Luca Zaia, prende il via la “Conferenza regionale dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale del Veneto”, una sorta di “road map” lunga quattro mesi, articolata su sette incontri e cinque laboratori, con oltre 40 relatori coinvolti (esperti e docenti universitari provenienti da tutta Italia e non solo), disegnata per affrontare a 360 gradi le problematiche più che sul tappeto, sul campo, con l’obiettivo finale di redigere l’Agenda delle priorità, quindi gli indirizzi e le opzioni strategiche dopo il 2013.

Gli step previsti. La Conferenza prevede tre fasi. La prima consiste proprio nell’incontro di venerdì prossimo 1 ottobre 2010, a Legnaro (PD), dove saranno presentate le principali linee strategiche sulle quali operare. Oltre a Zaia, saranno presenti l’AU di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato, l’Assessore Franco Manzato, Beatrix Velasquez (Commissione Europea), Giovanni Anania (Università della Calabria), Andrea Comacchio (Regione Veneto), Andrea Povellato (INEA). E’ prevista anche una Tavola Rotonda, coordinata da Mimmo Vita, presidente Unaga, su: “Il punto di vista degli operatori e dei portatori di interesse”, con gli attori del comparto agricolo ed agroalimentare veneto.

Per la prima volta, consultazione pubblica di tutto il mondo agricolo on line. La seconda fase, quella dell’approfondimento e della condivisione delle problematiche in gioco, si articolerà in cinque seminari tematici con appuntamento i venerdì 8 e 22 Ottobre, 5 e 19 Novembre e 2 Dicembre (giovedì). La novità vera, quella che rende la Conferenza una sorta di consultazione di tutto il mondo agricolo veneto, sta nella consultazione pubblica (www.venetorurale2013.org), aperta via web a tutti. Una opportunità quindi non solo per i cosiddetti stakeholders, quelli direttamente interessati, ma anche per la cittadinanza, che potrà presentare proposte e osservazioni. All’appuntamento conclusivo, fase tre, previsto per il prossimo febbraio 2011, la Conferenza vera e propria, spetterà il compito di fare sintesi di questo intenso percorso e dei contenuti emersi, per giungere alla presentazione dell’Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale.

(fonte Veneto Agricoltura)

28 settembre: a Bruxelles le istanze dei Consorzi Indicazioni Geografiche italiani

Il 28 settembre prossimo, anche il Consorzio Tutela Formaggio Asiago porterà le istanze dei produttori della quarta specialità casearia vaccina italiana innanzi al Parlamento Europeo, insieme a tutti gli altri grandi prodotti DOP ed IGP che rappresentano la colonna portante del sistema UE di produzioni alimentari di qualità. Proprio sulla qualità sarà incentrata la tavola rotonda che le associazioni AICIG e CNAOL hanno organizzato per i parlamentari europei, per collaborare alla salvaguardia ed alla valorizzazione dei prodotti alimentari tutelati da DOP e IGP.

Tra gli argomenti sul tavolo, la regolamentazione degli incrementi dei volumi produttivi. Oltre agli esponenti della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, in particolare il presidente Paolo De Castro, all’incontro parteciperà anche il Commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos. Tra gli argomenti sul tavolo, per l’Italia assumerà particolare rilievo la regolamentazione degli incrementi dei volumi produttivi, cruciale per la redditività della imprese lattiero-casearie e per la valorizzazione dei prodotti. Il via libera europeo al contingentamento delle produzioni DOP, come previsto anche dal D. Lgs. italiano 61/2010, consente ai consorzi di «attuare politiche di governo dell’offerta, al fine di salvaguardare e tutelare la qualità del prodotto» e contribuire a un miglior coordinamento di tutti gli attori della filiera. Questo strumento normativo, sollecitato e molto atteso dal mondo produttivo, consente inoltre di definire piani di miglioramento della qualità del prodotto; proprio a questo proposito, i consorzi sono ora in attesa dell’emanazione dei relativi decreti di attuazione.

(fonte Consorzio Tutela Formaggio Asiago)

23-24 settembre: a Legnaro (PD), si parla del futuro del paesaggio rurale

I giorni 23 e 24 settembre (ore 9.30) presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura, a Legnaro (PD), si svolgerà il convegno “Campagne ed Urbanizzazione diffusa. Quale sarà il paesaggio rurale di domani?”. L’incontro (a partecipazione gratuita), organizzato dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Padova e dall’associazione Ruralia con il patrocinio di Veneto Agricoltura, del Comune e della Provincia di Padova, vuole aprire una riflessione sul suolo quale risorsa limitata e preziosa e sull’agricoltura quale settore da salvaguardare. A partire dalle statistiche sull’incremento demografico e da un’analisi sulle più recenti politiche abitative sarà l’occasione per dibattere un tema di stretta attualità: il cambiamento del paesaggio rurale negli ultimi cinquant’anni e la sempre maggiore frammentazione delle aree destinate all’agricoltura e all’allevamento rispetto al fenomeno dell’urbanizzazione.

Programma e relatori. Nella prima giornata gli interventi riguarderanno soprattutto la trasformazione del paesaggio rurale in Italia ed in altri Paesi Europei. Il secondo giorno, enti ed organizzazioni diverse, con competenze particolari, esporranno punti di vista specifici sugli effetti dell’urbanizzazione diffusa sulla produzione agricola. Parteciperanno nomi famosi come Carlo Cannella, Giancarlo Dalla Fontana, Joào Nunes e Giustino Mezzalira, assieme a Gilberto Bedini, Paola Branduini, Pierluigi Bonfanti, Viviana Ferrario, Nicoletta Ferrucci, Stefano Guercini, Antonio Leone, Domenico Patassini, Elisabetta Peccol, Piero Pierotti, Maria Luisa Ruggiero, Marco Tamaro, Patrizia Tassinari, Tiziano Tempesta, Mauro Varotto, Pier Giovanni Zanetti, docenti affermati ed autorevoli.

(fonte Veneto Agricoltura)

Voucher: uno su tre utilizzato in agricoltura

Un voucher su tre viene utilizzato in agricoltura  – e ancor più in questo periodo in cui è in corso la vendemmia – per retribuire le prestazioni occasionali di pensionati, studenti e casalinghe. Ed ora anche di cassaintegrati, disoccupati e part-time. Infatti, il ministero del Lavoro ha definitivamente chiarito, su richiesta di Confagricoltura, che i percettori di misure di sostegno al reddito (cassaintegrati e disoccupati), nonché i lavoratori part-time (purché occupati presso altro datore di lavoro) possono essere legittimamente impiegati con il voucher nelle imprese agricole, con volume d’affari superiore a 7.000 euro annui.

Doppio effetto positivo. Ad avviso di Confagricoltura, quella ministeriale è una precisazione importante che ha un doppio effetto positivo: da un lato consente alle imprese agricole di poter usufruire di prestazioni occasionali da una più ampia platea di soggetti, dall’altro riconosce la possibilità a persone uscite dal mercato del lavoro, o impiegate solo a tempo parziale, di poter integrare il loro reddito senza rischiare di perdere le indennità ed i vantaggi fiscali di cui godono.

Buoni-lavoro acquistabili anche in tabaccheria. Nei primi due anni di impiego, le imprese agricole hanno acquistato più di 2.300.000 voucher per attività stagionali. E’ un numero considerevole se rapportato ai buoni venduti nello stesso periodo in tutti i settori produttivi (poco più di 7.452.000). Confagricoltura, ha sempre sostenuto la validità dell’iniziativa dei “buoni-lavoro” come strumento aggiuntivo rispetto alle tradizionali forme contrattuali, che permette una consistente semplificazione degli adempimenti amministrativi: nessuna registrazione sul libro unico del lavoro, nessuna busta paga, nessuna denuncia contributiva all’INPS, nessun pagamento dei contributi (l’onere contributivo è ricompreso nel valore del voucher). Tra l’altro si è facilitato il reperimento dei buoni-lavoro ed ora le aziende li possono richiedere direttamente in tabaccheria, oltre che presso le sedi Inps. «I dati sull’utilizzo dei voucher confermano l’utilità dell’istituto ed il suo corretto utilizzo da parte degli operatori – sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Inoltre consente l’emersione di prestazioni lavorative che prima rimanevano spesso nell’illegalità».

(fonte Confagricoltura)

Adige: più acqua per dare più sicurezza e avere meno costi

paesaggio con fiume Adige

Alzare il livello del fiume Adige, migliorando sicurezza idrogeologica ed ambiente: è il progetto presentato a Legnago dal presidente del Consorzio di bonifica Veronese, Antonio Tomezzoli, all’assessore all’ambiente della Regione Veneto, Maurizio Conte.

L’Adige è il secondo fiume d’Italia e la prima risorsa idrica del Basso Veneto, ma sta “morendo” a causa del continuo abbassamento del fondale: in media, ben 6 metri in circa 50 anni (in alcune zone anche oltre 8 metri!); tale fenomeno sta avendo importanti conseguenze sulle attività agricole, dato che l’acqua irrigua deve essere pompata dal fiume con notevoli costi e non più semplicemente derivata dai sifoni (a costo zero), come accadeva una volta. Inoltre ci sono gravi problemi di sicurezza idraulica: l’erosione dell’alveo mina, infatti, la stabilità delle fondazioni dei ponti, come è già accaduto a Legnago e sta ora accadendo ad Albaredo.

Obiettivo: stabilizzare il fondo del fiume. L’ente consortile ha così predisposto uno studio di fattibilità per “stabilizzare” il fondo del fiume, riportandolo al livello del 1996, mediamente 2 metri più alto rispetto all’attuale quota. Il progetto pilota prevede la realizzazione di una o più “soglie”, cioè muraglioni subacquei in pietra, che attraversano l’alveo e ne stabilizzano il fondo. “ E’ un progetto, che certo dovremo prendere in considerazione – commenta l’assessore Conte – Si potrebbe ampliarlo, creando salti d’acqua per produrre energia idroelettrica.” Lo studio di fattibilità delle prime 2 soglie è stato già approvato dall’Autorità di Bacino dell’Adige, ma ora è fermo in attesa di uno studio di fattibilità, esteso a tutto il tratto di fiume da Zevio fino al mare. “L’Adige – spiega il direttore, Roberto Bindi fatto non è più un fiume: è diventato un vero e proprio canale regolato, giacchè tutta l’acqua proviene da bacini idroelettrici del Trentino Alto Adige. Ne è stata così modificata la struttura e la vita naturale: venendo meno l’apporto di detriti provenienti da monte, il fondo si è sempre più abbassato nel tratto di pianura.” Il progetto ora presentato prevede la costruzione di una prima soglia in pietrame nella zona di Legnago; qualora i risultati non fossero soddisfacenti, la briglia potrà essere rimossa senza alcun danno ambientale.

(fonte Asterisco Informazioni)

Km zero: un progetto che farà molta strada…sostenibile

Una carriera folgorante quella del “KMZERO”, ovvero il progetto di Coldiretti Veneto che in soli quattro anni da semplice slogan espressione di una raccolta di firme a favore di una legge d’orientamento al consumo di prodotti tipici nelle mense collettive e nella ristorazione privata è passato a legge regionale fino a diventare una strategia economica.

Tutti i numeri del Km zero in Veneto. Un brand che è sinonimo di tutto ciò che è locale, di provenienza regionale, riconducibile alla produzione agricola fresca di stagione nonché di filiera corta.Un successo che in poco tempo ha dato grandi numeri. Il Veneto attualmente conta quasi un centinaio di mercatini agricoli distribuiti su tutto il territorio, più 5000 aziende agricole che vendono direttamente ai consumatori, una rete di oltre trenta locali (trattorie, locande, pizzerie, bar, osterie, gelaterie, negozi, macellerie) che scelgono per i menù e i loro banchi le tipicità della campagna limitrofa, pacchetti vacanze ecosostenibili per promuovere i piccoli borghi rurali e le feste paesane, ospedali e distretti scolastici che per i pasti da somministrare hanno adottano piatti a base di specialità agroalimentari fornite direttamente dalle fattorie vicine.

Il Concorso regionale “Km zero raccomandato in cucina”. La Regione Veneto detiene anche il primato dell’unica norma del genere sul panorama legislativo nazionale. Un vanto per la tutela e la valorizzazione di quella identità dei popoli che passa attraverso non solo la storia ma anche la tradizione culinaria. La nostra è talmente ricca da permettersi una sfida tra sette province rappresentate ognuna da uno chef affiancato ad un politico, entrambi impegnati nella ricetta sintesi della semplicità contadina. Ingrediente principale la capacità di convincere la giuria, non tanto delle abilità dei cuochi o del sapore della combinazione gastronomica, quanto il messaggio emozionale ed evocativo del piatto preparato. Insomma una sorta di prova elettorale “politicamente corretta” per consiglieri, presidenti e assessori in gara con gusto per far vincere il partito della bontà.

Gli schieramenti. BELLUNO Ristorante “Alle Codole” di Canale d’Agordo con il Capo Gruppo PDL Dario Bond. PADOVA Trattoria “Da Ballotta” di Torreglia con il Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato. TREVISO Ristorante “Teatro dei Sapori” di Castelfranco con l’Assessore all’agricoltura Franco Manzato. ROVIGO Trattoria “Alla Rosa” di Adria con il Consigliere regionale Graziano Azzalin. VERONA Ristorante “Tregnago” di Montecchia di Crosara con il Presidente IV commissione agricoltura Davide Bendinelli. VICENZA Ristorante “Al Pioppeto” di Romano d’Ezzelino con il Consigliere regionale Raffaele Grazia. VENEZIA Ristorante “Marco Polo” di Mestre con il Consigliere regionale Pietrangelo Pettenò.

(fonte Coldiretti Veneto)

Zootecnia bovina da carne: l’allarme dei produttori del Veneto

“Ci associamo all’allarme lanciato dai colleghi europei nel meeting di Dublino. Il comparto veneto della zootecnia da carne è in difficoltà con una stagnazione dei prezzi che si affianca nell’ultimo periodo ad un aumento dei costi di produzione e non nascondiamo una certa preoccupazione per gli scenari futuri”. Lo ha dichiarato Pier Luigi Lovo, Presidente di AZOVE,l’Organizzazione Produttori del Veneto Bovini da Carne.

Produzioni europee da salvaguardare, altrimenti si aprono le porte a importazioni che non offrono garanzie. “In questo momento – ha aggiunto Lovo – diventa fondamentale la partita europea con la riforma della PAC (Politica Agricola Comunitaria) che deve andare nella direzione del miglioramento della competitività del comparto agricolo prevedendo degli aiuti diretti  e differenziati per gli allevatori da carne. E’ importante che le istituzioni e l’opinione pubblica comprendano che la zootecnia bovina da carne veneta, italiana ed europea garantiscono il rispetto di regolamenti ferrei nella produzione della carne: l’ attenzione all’impatto ambientale della pratica di allevamento, il benessere dell’animale, la garanzia della filiera, il rispetto delle norme igenico-sanitarie. E’ importante che le produzioni europee vengano sostenute e salvaguardate, diversamente si aprirebbero le porte alle importazioni che non offrono garanzie.”

(fonte Azove)

Accordo Anci-Coldiretti per mercati degli agricoltori nei comuni

I Presidenti di Coldiretti ed ANCI, Sergio Marini e Sergio Chiamparino, hanno sottoscritto l’ Accordo Quadro per il perseguimento di obiettivi di sviluppo territoriale attraverso la promozione del progetto Coldiretti per una “Filiera agricola tutta italiana” e la valorizzazione di tutte la potenzialità della multifunzionalità in agricoltura. L’Accordo avrà una durata di quarantotto mesi a decorrere dal luglio 2010 e sarà tacitamente prorogabile.

Più mercati di campagna e uso di prodotti Km zero nella ristorazione collettiva. L’Accordo ha ad oggetto le principali tematiche del progetto di Coldiretti che vede nei Comuni i partners essenziali per un’attuazione capillare in tutto il territorio nazionale. In particolare, per superare le diseconomie derivanti da una filiera agroalimentare inefficiente e caratterizzata da un irrazionale aumento dei prezzi praticati al consumatore finale, si sancisce un formale impegno ad incentivare la rete di vendita diretta dei prodotti agricoli ed agroalimentari basata sullo sviluppo capillare dei “Mercati di Campagna amica” promossi dalla Fondazione Campagna Amica. Inoltre si evidenzia la necessità di incentivare l’utilizzo dei prodotti agroalimentari a “Km 0” nell’ambito della ristorazione collettiva gestita direttamente o tramite appalto dai Comuni.

Sinergie tra Comuni e Coldiretti per la salvaguardia del territorio. Altro ambito di intervento è quello volto a favorire lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura ed al mantenimento dell’assetto idrogeologico: al tale fine le Parti si impegnano ad incrementare il ricorso a strumenti contrattuali, già previsti dalla “legge di orientamento”, che consentano ai Comuni ed alle imprese agricole di effettuare una manutenzione organica del territorio e dell’ambiente rurale. Quanto alla tematica della semplificazione amministrativa di interesse per le imprese agricole, ANCI e Coldiretti, tra l’altro, per giungere alla razionalizzazione dei procedimenti amministrativi di competenza comunale, intendono favorire la più ampia sinergia tra i Comuni e i CAA Coldiretti anche al fine di adottare protocolli operativi per l’informatizzazione e la standardizzazione dei procedimenti che coinvolgono le imprese agricole.

(fonte Coldiretti)