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Fiere del vino, accordo strategico di calendario dal 2014 al 2017 fra Union des Grands Cru de Bordeaux e Vinitaly

bicchiere_di_vinoUnion des Grands Crus de Bordeaux (UGCB) e Vinitaly hanno siglato un accordo per coordinare le rispettive manifestazioni al fine di consentire ai buyer e ai media di tutto il mondo di ottimizzare la loro presenza a due dei principali eventi del calendario vitivinicolo.

2014-2017, le date delle 2 fiere. Sensibili alle esigenze dei principali protagonisti del mondo del vino, le direzioni dell’UGCB e di Vinitaly hanno deciso congiuntamente di armonizzare i propri calendari evitando qualsiasi sovrapposizione di date tra la “Semaine des Primeurs” di Bordeaux e il Vinitaly di Verona, due manifestazioni di prim’ordine tradizionalmente svoltesi fino ad ora all’inizio di aprile. In quest’ottica, le rispettive direzioni hanno concordato i calendari per i prossimi quattro anni e i due eventi si svolgeranno nelle seguenti date: 2014, 31 marzo – 5 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux 6-9 aprile Vinitaly a Verona;  2015, 30 marzo – 3 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux, 22 – 25 marzo Vinitaly a Verona;  2016,  4 – 8 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux, 10 – 13 aprile Vinitaly a Verona;  2017,  3 – 7 aprile  Semaine des Primeurs a Bordeaux, 26 – 29 marzo Vinitaly a Verona.

Sinergie strategiche. A commento di quest’importante decisione, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, ha dichiarato: « In un’epoca di globalizzazione dei mercati, la Francia e l’Italia del vino hanno superato gli steccati con un’iniziativa esemplare, funzionale all’interesse dell’intero sistema, basata sul riconoscimento reciproco dell’importanza delle due manifestazioni. UGCB e Vinitaly hanno agito con realismo, professionalità e buon senso, in un’ottica di efficacia».    Da parte sua, Olivier Bernard, presidente dell’UGCB, ha sottolineato «Per entrambe le nostre organizzazioni, la principale preoccupazione è quella di soddisfare le aspettative dei nostri clienti, siano essi europei, americani o asiatici. Era nostro dovere fornire soluzioni concrete ed ora i visitatori potranno assistere sia al Vinitaly di Verona che alla “Semaine des Primeurs” di Bordeaux».

(Fonte: Veronafiere)

Sol&Agrifood 2013, quindici eccellenze del made in Italy premiate con il Golosario Prize. Tra queste, 3 aziende venete.

Immagine 4Con la con proclamazione dei vincitori del Golosario Prize ha chiuso ieri con grande successo Sol&Agrifood, la rassegna dell’agroalimentare di qualità made in Italy. E proprio la qualità e l’attenzione all’origine e ai metodi di produzione sono alla base del giudizio del Golosario Prize, il riconoscimento istituito in collaborazione con i critici enogastronomici Paolo Massobrio e Marco Gatti e assegnato da un’apposita commissione che, rigorosamente in incognito, ha avuto il compito di assaggiare i prodotti in esposizione.

“L’obiettivo di Sol&Agrifood – spiega Ettore Riello, presidente di Veronafiere – è quello di far emergere l’eccellenza della produzione agroalimentare per promuoverla verso i buyer esteri. In questo contesto anche il premio Golosario acquisisce, per le aziende vincitrici, un valore che va al di là del semplice riconoscimento”. Paolo Massobrio, con una squadra di 10 giornalisti ha passato al setaccio lo spazio food della manifestazione per raccontare le novità: “Sono state tante anche quest’anno – ha dichiarato Massobrio fondatore del movimento di consumatori Papillon alla cerimonia di premiazione – segno che c’è una vitalità non solo nel vino ma in tutta la filiera del gusto. Le birre, ma anche i vari prodotti sono sempre di più un’espressione delle ricchezze dei vari territori italiani. Ricchezze mai sondate prima d’ora, ma con un potenziale espressivo di grande impatto”. I nomi dei vincitori del Golosario Prize verranno inseriti nel best seller Il Golosario, che nelle sue 1.000 pagine fotografa la qualità dell’artigianato alimentare italiano diviso per regioni.

Sette le categorie di quest’anno del Golosario Prize, questi i vincitori. Sfiziosità: Pinna – Ittiri (SS) – Carciofini in olio extravergine di oliva denocciolato di Bosana;  Surianoli – Amantea (CS) – Salsa al peperoncino;  Azienda agricola 2 M – Cilavegna (PV) – Paté di fegato di lumache. Dolci e cioccolati: Loison – Costabissara (VI) – Colomba al mandarino tardivo di Ciaculli;  Avidano – Chieri (TO) – Rustico con amarena e cioccolato;  Pellegrini Fausto – Isola del Giglio (GR) – Panficato gigliese. Formagg:Il Caseificio di Roncade – Roncade (TV) – Rondò (latte vaccino, particolare). Salumi e carni:  Salumi Martina Franca srl di Francesco Carriero – Martina Franca (TA) – Capocollo;  Magrì Prosciutti – Ancona – Manzo vergine. BirreBirrone srl – Isola Vicentina (VI) – Gerica;  Maltovivo – Ponte (BN) – Noscia ambrata;  Sora Lama’ – Torino – Slurp 10 luppoli. Liquori: Liquorificio Bernard – Pomaretto (TO) – Serpoul. Pane, paste:  Danieli il forno delle Puglie – Bitonto (BA) – Taralli al finocchio;  Fabbrica della pasta di Gragnano – Gragnano (NA).

(Fonte: Verona fiere)

l responsabile FAO per le foreste coordinerà le iniziative ONU per Expo Milano 2015

La creazione di sistemi alimeExpo 2015 Milanontari sicuri e sostenibili sarà una delle questioni prioritarie all’ordine del giorno di Expo 2015 di Milano, ha dichiarato Eduardo Roja-Briales, vice direttore generale della FAO per il settore foreste, che è stato nominato Commissario Generale per i preparativi delle Nazioni Unite all’evento.

Expo 2015: “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”. Nel corso dell’Expo, la discussione verterà intorno a questioni come la sicurezza alimentare, le donne e la nutrizione, lo sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico, tutte argomenti strettamente collegati al lavoro della FAO ed di altre agenzie ONU.  “L’ONU lavorerà con i suoi partner e con l’Italia, il paese che ospita l’Expo, per condividere quello che abbiamo imparato nel nostro impegno per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni”, ha dichiarato Eduardo Roja-Briales. “Speriamo di riuscire ad aiutare i governi, le organizzazioni, il settore privato e le famiglie a prendere decisioni più consapevoli e coerenti su sicurezza alimentare, nutrizione, sviluppo sostenibile e altre questioni vitali per il futuro del nostro pianeta”. La FAO in collaborazione con il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), il Programma Alimentare Mondiale (PAM), e Bioversity International, illustrerà le attività e le pratiche migliori delle Nazioni Unite nei settori relativi ai temi dell’Expo.

(Fonte: ANARF – Associazione Nazionale Attività Regionali Forestali)

Sol&Agrifood 2013: a Pastatrend prewiew, esordio di Confartigianato Alimentazione del Veneto, con 30 show cooking, convegni e laboratori artigianali di pasta fresca

Pasta artigianale fiera Sapori Italiani Longarone Fiere 2012Il Vinitaly 2013 ospita un esordio d’eccezione: gli alimentaristi della Confartigianato Imprese Veneto. Ospiti di PastaTrend Preview (il Salone Internazionale della Pasta), nel padiglione C di Veronafiere, offriranno il meglio della tradizione agroalimentare artigiana veneta, con numeri di tutto rispetto.

Cosa si vedrà in fiera. 83 mq di spazio allestito con esposizioni, laboratori per la produzione di pasta fresca ed aree degustazione; 8 aziende (Sapori Antichi di Zanier Marco & c. snc, Tortellini di Valeggio sul Mincio srl, Pastificio D’Amicis, Casa della Pasta di Drago Luciana, Bellopede & Golino srl, Il Genovese snc di Nicora e Panizza, La Salumeria di Eustacchio srl ed il Il Caseificio di Roncade srl); 3 consorzi (l’Associazione per la produzione e la tutela dei Cansunziei della ladinia dolomitica veneta, il gruppo Pastai di Confartigianato di Vicenza ed il gruppo ristoratori di Confartigianato Imprese Veneto) 30 appuntamenti di show cooking (cadenzati uno all’ora dalle 11 alle 17 nel corso delle 4 giornate della manifestazione) durante i quali sarà possibile osservare le lavorazioni, degustare una serie straordinaria di primi piatti della tradizione veneta ed alcuni abbinamenti originali come ad esempio: il Raviolo con l’Agnello dell’Alpago; i Casunziei della ladinia dolomitica veneta; i Bigoli & gargati vicentini; i Tortellini di Valleggio; le Pappardelle di Mais Sponcio su ragout vegetariano; il Tortello de Belun con Pastin bellunes e patate di Cesio; i Bucatini alla Lughese D.E.C.O. ed il PRIVEE con il Piatto SS (a sfondo sessuale) ovvero le Tagliatelle integrali con ragout di coniglio e tarassaco di campo e tanto altro ancora. Tutti i piatti avranno, ovviamente, un vino abbinato (vedi programma allegato).

In programma anche convegni su alimentazione e salute. Nel corso di PastaTrend Preview, sarà quindi possibile incontrare un pool variegato di aziende artigiane d’eccellenza rappresentative del mondo della pasta e del suo indotto, effettuare assaggi, acquisire competenze, ma anche partecipare a show cooking dedicati, a laboratori artigianali della pasta fresca, a convegni specializzati su alimentazione e salute. In contemporanea alla parte espositiva, infatti, medici, ricercatori ed esperti affronteranno temi fondamentali per il nostro benessere e per la prevenzione e la cura di alcune patologie; temi nei quali il food, e in particolare la pasta e la dieta mediterranea, svolgono un ruolo cruciale. “La nostra passione per la pasta, unita al legame con il territorio e alla nostra naturale propensione al turismo -sottolinea Luca da Corte Croera, presidente nazionale e regionale di Confartigianato Pasta fresca- fanno sì che proporsi con i gusti e sapori tipici su vetrine di livello internazionale come il Vinitaly, diventi un fattore di business fondamentale. L’apertura ai mercati è decisiva per la crescita e lo sviluppo del nostro comparto”.

Nell’area “Confartigianato – Artigiano del Gusto” saranno presenti ben 17 aziende e, al suo interno, sarà allestito un vero e proprio laboratorio per la produzione di pasta fresca che ospiterà quotidianamente prelibate degustazioni. “Valorizzare i prodotti tipici è la principale missione di Confartigianato -dichiara Giacomo Deon, presidente nazionale di Confartigianato Alimentazione – Crediamo con forza che eccellenza e aggregazione siano due fattori che possono essere coniugati in maniera vincente insieme alla promozione. Quest’ultima però, deve essere efficace. In quest’ottica, PastaTrend Preview offre un’opportunità di tutto riguardo alle imprese che proprio sull’eccellenza basano la propria attività”.

(Fonte: Confartigianato Imprese Veneto)

Vigneti e cantine eco-friendly: la green economy protagonista a Vinitaly 2013

VinitalyRendere sostenibile l’intero processo produttivo: il futuro del vino ed il suo successo tra i consumatori passano anche da qui. Un aspetto al quale i wine lover sono sempre più attenti e che alcune cantine italiane affrontano già da anni con progetti realizzati insieme al mondo della ricerca e delle università. Così la green economy nel vigneto e in azienda fa passi da gigante ed è tra i temi al centro della 47a edizione di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore, di scena a Verona dal 7 al 10 aprile 2013.

Eco-sostenibilità significa parlare di carbon e water footprint, misure che calcolano, rispettivamente, il totale delle emissioni di gas serra e il consumo di acqua collegati alla produzione. Ci sono, poi, anche fattori specifici del ciclo del vino, come la valutazione della gestione agronomica del vigneto – relativa all’utilizzo del suolo e alla sua fertilità o all’impiego di agrofarmaci e di macchine agricole – e l’indicatore socio-economico e di qualità del paesaggio che misura la ricaduta delle azioni intraprese dalle aziende sul territorio.

ITA.CA, ovvero Italian Wine Carbon Calculator. L’Italia del vino è all’avanguardia su ogni fronte, con esempi di cantine completamente autosufficienti dal punto di vista energetico grazie ad impianti solari e geotermici, aziende storiche riconvertite interamente a biodinamica e consorzi che forniscono ai comuni le biomasse per alimentare gli impianti pubblici o che riciclano i tappi di sughero. Pure la ricerca applicata contribuisce con il primo calcolatore italiano per il bilancio energetico del settore vitivinicolo (Ita.Ca, acronimo di Italian Wine Carbon Calculator), scelto dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per rappresentare l’Italia nella commissione internazionale dedicata alla definizione del nuovo protocollo di calcolo dell’impronta carbonica dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.

(Fonte: VeronaFiere)

10 aprile 2013, i soci ARGAV in visita a Vinitaly e Sol&Agrifood

VinitalyVinitaly e SOL sono alle porte e, nell’ambito delle iniziative di aggiornamento organizzate per i soci ARGAV, è stata prevista una una visita alla fiera scaligera per il giorno mercoledì 10 aprile p.v. (accredito e arrivo/partenza in fiera autonomo).

Il programma della giornata. L’appuntamento per i soci è per le ore  10.00  nello stand della Casa Vinicola Perlage (Pad. 3 Stand B/6). A seguire,  alle ore 11.00 ca.,  nello  stand Unaprol (Consorzio Olivicolo Italiano) al SOL, è in programma una lezione guidata sull’olio, mentre alle ore 12.30 ca. si visiterà Federbio (Pad. 3 stand C8 D8) per conoscere i vini Bio proposti dalla federazione riferimento per il mondo del biologico in Italia. Infine, alle ore 14.15 ca.,  è prevista la visita allo stand di “Cielo e Terra – gruppo Cantine Colli Berici” (Pad. 5 stand E6).

Veronafiere, a Sol&Agrifood 2013 (7-10 aprile) speciale anteprima Pastatrend 2014

Pastatrend previewPastaTrend Preview, anteprima della manifestazione in calendario nel 2014, promossa da Veronafiere e Avenue Media, in programma dal 7 al 10 aprile nell’ambito di Sol&Agrifood-Rassegna Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità (in contemporanea al 47° Vinitaly), si presenta come l’unico evento realizzato per affermare il primato italiano di tutta la filiera, dalle materie prime alle tecnologie, alla gastronomia.

Buona e salutare per il fisico e…l’economia italiana. In soli 500 mq sono concentrati i rappresentanti di tutta la filiera e dell’indotto che ruota intorno al mondo della pasta. Dalle tecnologie di produzione, ai condimenti, dalla ricerca delle sementi più sane fino alle paste biologiche, senza trascurare i piatti pronti e soprattutto la pasta fresca. La pasta è ancora la regina della tavola italiana ed è alla base della dieta mediterranea. Grazie a questa dieta e alla pasta, l’Italia, insieme alla Spagna, ha oggi l’aspettativa di vita più alta in Europa ed è seconda solo al Giappone nel mondo. Il consumo della pasta è l’unico a resistere alla crisi economica ed è anche leggermente aumentato negli ultimi due anni. Un italiano su tre mangia a pranzo un piatto di pasta e in media ne consuma 26 chili l’anno, senza tener conto di quella fatta in casa. Secondo recenti statistiche, il mondo della pasta e il suo indotto costituiscono l’1,6% del Pil italiano. Un dato che conferma come la pasta sia una costante dinamo dell’economia italiana, oltre che un piacevole alimento quotidiano.

In fiera. PastaTrend Preview rilancia tutti questi messaggi in modo semplice ma concentrato, grazie ai suoi 51 espositori, ai convegni medico-nutrizionali realizzati dalla Commissione Scientifica di PastaTrend, presieduta dal professor Enrico Roda (gastroenterologo e professore di gastroenterologia a Bologna), ed ai numerosi eventi gastronomici che si svolgeranno ogni giorno durante il periodo espositivo. Protagonisti di questi show cooking: pasta tradizionale, sfogline, tortellini, panzerotti e tanto altro ancora. PastaTrend accende i riflettori non solo sui grandi produttori ma anche sui piccoli, grandi nella maestria artigianale. Questi “maestri della pasta” confermano la bontà e l’autenticità del prodotto italiano, e grazie a PastaTrend ottengono quella visibilità internazionale che difficilmente riuscirebbero a raggiungere. In questo modo i piccoli diventano i veri portavoce della pasta italiana, e mostrano al mondo come gli italiani producono e mangiano la pasta a casa loro.

(Fonte: PastaTrend Preview/Veronafiere)

Boom di presenze alla Fiera di Vita in Campagna, cresce la voglia di recuperare ritmi più lenti ed il contatto con la natura

Vita in Campagna fieraEdizione record per la Fiera di Vita in Campagna, che tra il 22 e il 24 marzo a Montichiari (Bs) ha superato quota 32.000 visitatori, assiepati per seguire i corsi gratuiti di potatura, orticoltura, giardinaggio, cucina o semplicemente per assaggiare i prodotti tipici di Lombardia, Sicilia e Calabria nel nuovo Padiglione dell’agroalimentare.

Desiderio di recuperare le proprie origini e il valore del tempo. E se gli agricoltori per passione, secondo la ricerca Vita in campagna-Nomisma 2012, stima gli appassionati di orto e giardino in 2,7 milioni e 3,5 milioni, il boom di presenze in fiera quest’anno pare riflettere una tendenza di generale ritorno all’autenticità, non strettamente legata alle difficoltà del momento storico. “Sembra emergere un fenomeno di portata sociale. Molti agricoltori amatoriali, ad esempio, hanno ereditato piccoli poderi o tenute di campagna e sono particolarmente motivati a imparare a gestirli – spiega Giorgio Vincenzi, direttore della rivista Vita in Campagna. Più che la crisi e il desiderio di risparmiare vince la voglia di recuperare la propria identità, di ritrovare il rapporto con la terra e la natura e, quindi, un nuovo stile di vita”. Una sensazione confermata anche da interviste effettuate tra gli stand alla manifestazione, numerose le persone che si sono portate a casa fiori in vaso o piante da frutto per abbellire il giardino o il proprio spazio verde, ma anche per recuperare un ritmo più a dimensione d’uomo, che tenga conto del trascorrere delle stagioni e valorizzi il tempo.

I trend in Fiera. Molto richieste per coniugare estetica e benessere in giardino piante officinali come lavanda, calendula, echinacea e rosmarino. E se per l’orto si punta a coltivare insalata, pomodori e cipolle, tra le attrezzature fiocca l’interesse per le piccole motozappe. Cresce, inoltre, il numero di italiani che apprezzano, recuperano o restaurano trattori d’epoca. Tra gli alberi da frutto il pubblico preferisce mele renette, pesche piatte, cachi della varietà cioccolatino, melograni e ciliege gialle. Per il balcone dell’appartamento si scelgono piante nane da frutto, cioè alberi in versioni “ridotte” coltivate in vaso per ottenere mele, pere, albicocche e godere quindi i frutti di una piccola “campagna” anche in città. L’italiano torna a utilizzare il legname da ardere, è interessato alla cultura contadina e ci tiene a imparare le ricette per preparare in casa la pasta sfoglia, la mostarda o il pane. Punta inoltre a un’alimentazione sempre più naturale, in armonia con le stagioni, valorizzando le proprietà nutrizionali e benefiche di erbe, piante medicinali e cibi. Come insegnavano i nonni, senza cadere nelle mode di un ecologismo di maniera, ma impostando un rapporto più moderno con la natura, alla luce di una nuova sensibilità.

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

Vinitaly 2013: export vino in continua crescita, ma in Italia si beve sempre meno

VinitalyQuanto è cool il vino italiano: peccato che si beva ormai soprattutto all’estero. I produttori di casa nostra vedono infatti nell’export, in continua crescita – siamo i primi a livello mondiale – l’unica alternativa alla stagnazione delle vendite sul mercato domestico, penalizzato dalla crisi economica.

Nel Belpaese, riduzione causa crisi, limiti di legge, dieta e salute. Il consumo quotidiano di vino in Italia diminuisce costantemente, anche se con nuove tendenze, sempre più legate ai riti della vita moderna, al glamour e alla cultura. Di queste nuove tendenze si parlerà a Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore, di scena a Verona dal 7 al 10 aprile. Il calo dei consumi interni ci ha portato nel 2012, secondo i dati OIV l’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, resi noti nei giorni scorsi, a 37,2 litri pro capite all’anno, con una riduzione del 14% dal 2008. I fattori che hanno contribuito a questa diminuzione sono vari: la crisi ha sicuramente inferto un durissimo colpo alla domanda nei ristoranti, ma a questa si aggiungono come ulteriore deterrente le severe leggi in materia di limiti alcolici consentiti. Poi, più in generale, gli italiani bevono meno a tavola per ragioni legate alla salute e alla dieta.

A trainare i consumi, l’aperitivo. Se nelle classiche occasioni del pranzo e della cena si beve sempre meno vino, è l’aperitivo a trainare i consumi: da solo o mixato in cocktail, con un posto d’onore per le bollicine, il vino diventa il perfetto protagonista dell’happy hour. Nato nelle grandi città, ma ormai diffuso ovunque, l’aperitivo rappresenta non più un’introduzione alla cena, ma un vero e proprio rito di aggregazione sociale per passare del tempo con gli amici e conoscere gente nuova. Uno, due o tre calici di vino diventano così l’accompagnamento ideale, anche da un punto di vista economico, per una vera e propria cena low cost, composta da stuzzichini e finger food, o servita in ricchi buffet. Da un punto di vista di immagine e promozione, però, il mondo del vino italiano non sembra puntare sulla quotidianità: preferisce scoprire il suo glamour, diventando protagonista di degustazioni ed happening in location di grande impatto, in Italia e nel mondo.

Identiki dei nuovi consumatori globali di vino. I cinesi adorano le griffe, e anche nel vino ricercano l’idea di status symbol e lusso: insomma, Brunello di Montalcino e Barolo come Valentino e Prada. I brasiliani, amano sperimentare nuove etichette mentre i russi sono disposti a spendere grosse cifre. È questo l’identikit, stilato da www.winenews.it, dei nuovi consumatori mondiali, potenziali mercati di riferimento del futuro per il vino made in Italy, di cui si parlerà a Vinitaly. Il consumo mondiale di vino nel 2012 si è attestato a 245,2 milioni di ettolitri. In Europa, si è stabilizzato sui livelli del 2011, ma è fuori dai confini europei che il trend è positivo: negli Stati Uniti si dovrebbero raggiungere i 29 milioni di ettolitri (+5%) mentre la Cina ha registrato una crescita dei consumi pari al 9 per cento.

Paesi Bric, bacino potenziale di miliardi di consimatori, ma la strada è in salita. Si tratta ancora di consumi lontani da quelli europei, infatti agli oltre 37 litri italiani si contrappongono il litro scarso dei cinesi, i pochi centilitri degli indiani, il litro abbondante dei brasiliani o i circa 10 litri dei russi, ma in crescita continua. Si tratta comunque di dati spalmati su tutta la popolazione, la maggior parte della quale non beve vino. Nelle città di consumo, quelle principali e più ricche, dove si concentra chi beve vino, i consumi pro capite, infatti, si avvicinano a quelli di altri paesi consumatori. Se è vero che le nuove potenze mondiali, i cosiddetti Paesi Bric, rappresentano un bacino potenziale di miliardi di consumatori, è altrettanto vero che non è facile entrare in questi mercati, sia perché in alcuni casi si tratta di Paesi in cui il vino non fa parte della tradizione alimentare, sia perché il made in Italy si deve scontrare con competitor internazionali particolarmente agguerriti.

A partire dalla Cina, uno dei mercati più promettenti e difficili al mondo. Qui il consumatore, nella grande maggioranza dei casi, è completamente estraneo, dal punto di vista storico e culturale, al consumo di vino. Sono relativamente pochi anni che il vino è approdato in Cina, ed è destinato, per il momento, ad una piccola nicchia di nuovi ricchi, che ricercano uno status symbol di appartenenza allo stile di vita occidentale. E’ invece faticoso far entrare il consumo di vino nelle abitudini della classe media cinese, molto conservatrice. Su un punto tutti i produttori italiani che stanno lavorando con la Cina sono concordi: i tempi di reazione al vino, quello italiano in particolare, sono lenti, perché i vini-icona sono soprattutto quelli francesi, presenti in Cina da oltre vent’anni, mentre le nostre etichette devono ancora accreditarsi definitivamente in questo senso. E ci vuole il sistema-Italia a dare una mano, come ha fatto la Francia per i suoi produttori.

Diverso il caso della Russia: il consumatore di vini italiani appartiene ad un target medio-alto e cosmopolita, residente in prevalenza nelle grandi città come Mosca e San Pietroburgo, e abituato a viaggiare, spesso in Italia. Anche per i russi le nostre etichette rappresentano uno status symbol, legato al lifestyle italiano. Grazie a frequentazioni assidue del nostro Paese, conoscono sempre più le denominazioni e i terroir di casa nostra e, anche se sono disposti a spendere grandi cifre, lo fanno sempre più con cognizione di causa: amano sfoggiare, quindi, ma non sono disponibili a farsi ingannare.

In Brasile, invece, l’interesse per il vino sta crescendo lentamente, ma con costanza: qui le bevande tradizionali sono infatti la birra e la cachaça, rispettivamente con 54 litri e 11 litri pro capite annui, mentre il vino si attesta sui 2,5 litri a persona. Il Brasile, essendo anche produttore, sta promuovendo azioni interne per incrementare il consumo responsabile di vino. Qui a bere vino sono sicuramente la nicchia dei più abbienti, ma anche la nuova classe media, che prima non esisteva e che oggi è sempre più informata e preparata. Rimane invece totalmente estranea al consumo di vino la grande massa della popolazione. Il vino italiano – l’Italia è il quarto esportatore in Brasile, con una quota di mercato del 14 per cento circa – gode di un’immagine privilegiata tra i consumatori brasiliani, anche per la vicinanza culturale con l’Italia, grazie ai molti immigrati provenienti dal nostro Paese. Il vino toscano fa la parte del leone, in particolare il Chianti, ma sono molto diffusi anche Prosecco e Lambrusco. Resta una criticità il pesante sistema di dazi che rende il mercato verdeoro tra più cari al mondo.

Infine, l’India: un mercato che si è appena aperto al vino, e in cui il target dei consumatori è in espansione, anche se ancora di nicchia, soprattutto a causa di un elevatissimo sistema di tassazione che seleziona i potenziali acquirenti, appartenenti ad una classe economica di livello molto alto. Anche qui il vino si ordina e si beve soprattutto nei ristoranti e negli hotel di lusso, ma grazie alla lunga tradizione coloniale di stampo anglosassone le abitudini occidentali sono, rispetto alla Cina, molto più diffuse ed accettate.

(Fonte: Vinitaly)

7-10 aprile 2013, a Veronafiere si tiena la 47^ edizione di Vinitaly

VinitalyVeronafiere con Vinitaly 2013 mette a disposizione del sistema wine&food del Paese la più ampia piattaforma mondiale per il business, la promozione, la comunicazione e per le relazioni con le Istituzioni, nazionali ed estere, ed i consumatori world wide. A parlarne il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e il direttore generale, Giovanni Mantovani, nel corso della presentazione svoltasi nei giorni scorsi a Eataly a Roma, della 47^ edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati in programma a Verona dal 7 al 10 aprile.

Un sistema a rete che si completa con Sol&Agrifood, Enolitech, OperaWine e Vinitaly International, quest’ultimo che presidia con le sue iniziative gli USA, la Cina e la Russia: mercati a maggior crescita e accreditati, da tutti gli studi di settore, in costante sviluppo nei prossimi cinque anni.  La più storica tra le rassegne vinicole del pianeta, nata nel 1967, è oggi quella più fortemente innovativa, anche dal punto di vista dell’information technology, grazie al nuovo progetto VinitalyWineClub che completa il panorama delle new entry tra le iniziative made in Veronafiere, primo organizzatore diretto di fiere in Italia, attivo dal 1898, e tra i leader europei del comparto. «Vinitaly rappresenta col suo sistema interconnesso un vero e proprio asset per l’intero Paese, a maggior ragione ora che tutte le istituzioni politiche nazionali e internazionali sono chiamate a misurare la qualità degli investimenti in cui vengono impegnate le risorse pubbliche – ha proseguito Riello –. La Ue ha approvato importanti stanziamenti a sostegno del vino italiano, molti dei quali destinati alla promozione dei vini sui mercati intra ed extra Ue: la credibilità, l’efficacia e l’ampio raggio d’azione di Vinitaly fanno di questo sistema un canale ideale per una promozione misurabile e di qualità».

Web, strumento di forte propulsione per la vendita di vino. «Vinitaly, a Verona con i suoi 4.200 espositori da oltre 20 Paesi e, nella scorsa edizione, con 140 mila visitatori da 116 Nazioni, è una straordinaria occasione di contatto per il settore che nei primi 11 mesi dello scorso anno ha segnato un export in calo del 9% nei volumi, per un totale di 21,4 milioni di ettolitri esportati, e un incremento del 7% in valore, pari a 4,7 miliardi di euro – ha ribadito Riello –. Dati che non bastano a considerare il vino al riparo dai mutamenti dell’economia mondiale, dal momento che in Cina, ad esempio, a fronte di un player antagonista come quello francese che perde quote, l’Italia rimane inchiodata al 5% della quota mercato pur a fronte di una crescita esponenziale dei consumi nell’Impero Celeste». «Non è un caso dunque se a Vinitaly 2013 parteciperanno per la prima volta una delegazione del Ministero del Commercio cinese e colossi del commercio on line. Con la diffusione dell’informatica e dei social media, la vendita al dettaglio del vino trova un canale sempre più ampio attraverso il web e l’e-shop si afferma come strumento di propulsione alle vendite. Si stimano circa 190 milioni di acquirenti cinesi sul web e sono in continua crescita», ha concluso il presidente di Veronafiere, Ettore Riello.

Tutti i numeri di Vinitaly. Cosa fa Vinitaly per essere il “Brand ombrello” , l’hub internazionale per la promozione e il commercio del vino, lo ha spiegato il direttore generale, Giovanni Mantovani. «Oltre il 35% del totale della media annua dei visitatori di Vinitaly proviene dall’estero – ha esordito Mantovani nel suo intervento –. Lo scorso anno, gli operatori stranieri sono stati 48.544 da 116 nazioni su un’affluenza complessiva che ha registrato 140.655 presenze, tra le quali 2.496 giornalisti accreditati da 45 Paesi con 170 tra radio e tv, 105 quotidiani e 110 testate online. Lo spostamento della cadenza da domenica a mercoledì ha consentito un notevole incremento delle presenze anche del canale HO.RE.CA estero (oltre che di quello italiano) e un allungamento del periodo di permanenza. Le adesioni a Vinitaly 2013 confermano ad oggi i dati dell’ultima edizione: si prevede, pertanto, di superare i 4.200 espositori da più di 20 nazioni per una superficie espositiva che, grazie all’ampliamento del Padiglione 11, sarà superiore ai 95 mila metri quadrati netti espositivi, in aumento sul 2012».

VinitalyWineClub. «L’attività di conoscenza, scouting, contatto che Vinitaly compie all’estero con Vinitaly International in collaborazione attiva con gli attori del sistema vino e tramite la rete di delegati di Veronafiere in 60 Paesi, si traduce nella presenza al Vinitaly in Italia di un significativo numero di buyer e opinion leader provenienti dalle aree geografiche di maggior interesse per il consumo di vino – ha sottolineato Mantovani –. Per rafforzare ulteriormente il rapporto con l’estero, nasce VinitalyWineClub, innovativa piattaforma di promozione e vendita online che ha l’obiettivo di offrire ai produttori la possibilità di raggiungere nuovi consumatori, dando loro l’opportunità di scoprire nuovi vini provenienti da ogni angolo della Penisola. Il 6 aprile presenteremo in anteprima il progetto completo nell’ambito di OperaWine, evento in collaborazione con Wine Spectator, e dal 7 aprile sarà attivo anche l’e-commerce. Il VinitalyWineClub è l’estensione digitale e sinergica dell’attività di promozione e sviluppo portata avanti dalla fiera fisica».

(Fonte: Veronafiere)