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Vinitaly: le novità della 44^ edizione

Business, promozione, informazione, sono queste le parole d’ordine del 44° Vinitaly, in programma a Verona dall’8 al 12 aprile 2010, rassegna di proprietà e organizzata da Veronafiere.

Novità per i visitatori. Per rendere più assistita la permanenza dei visitatori alla manifestazione sono stati attivati servizi via palmare o blackberry su viabilità, ricerca espositori, elenco degustazioni, ecc. Sul sito di Vinitaly, inoltre, si trova il nuovo spazio My Vinitaly, con tutti gli eventi, le degustazioni e i menù del Ristorante d’Autore, del Self service d’Autore, della Cittadella della Gastronomia e del Sol Goloso, con un carrello che permette di selezionare gli appuntamenti e stamparli o inviarli sulla propria posta elettronica.

Novità per la stampa. In occasione di questo Vinitaly viene inaugurata una piattaforma online dedicata ai giornalisti, dove trovare in modo organizzato comunicati, immagini, video, interviste, approfondimenti, le ricerche di mercato, così da avere a portata di click tutto il Vinitaly. Un servizio pensato per agevolare il lavoro degli operatori dei media, ma anche per dare la possibilità a chi non ha potuto essere presente di creare un proprio percorso all’interno della fiera.

(fonte Veronafiere)

Sol: dall’8 al 12 aprile 2010 il giro dell’Italia dell’olio extravergine

Sol , il salone internazionale dell’olio di oliva extravergine di qualità che si svolge a VeronaFiere dall’8 al 12 aprile 2010 in concomitanza con Vinitaly,  consente di esplorare in 5 giorni di manifestazione  l’intero panorama dell’Italia oleicola. Quest’anno le collettive regionali propongono infatti  un viaggio dal nord al sud della penisola, che passa attraverso Liguria, Veneto (con il Consorzio del Garda DOP e il Consorzio Veneto DOP), Marche, Abruzzo, Toscana (attraverso la Provincia di Siena e la Camera di Commercio di Prato), Lazio, Campania, Puglia e Calabria, per finire con la Sardegna.

Stage di degustazione, laboratori di cucina e International Meeting Point. Come di consueto, la manifestazione si sviluppa su due fronti: la cultura del prodotto e i contatti b2b. Nel primo caso l’educazione all’utilizzo dell’olio di qualità viene fatta attraverso stage di degustazione per la presentazione delle diverse regioni produttrici e i laboratori di cucina presso il ristorante Sol Goloso. Qui gli chef dell’Accademia delle 5 T della qualità (Territorio, Tradizione, Tipicità, Tracciabilità, Trasparenza) utilizzeranno i diversi oli extravergine nella preparazione di primi e secondi piatti e per ricette di pasticceria. Dedicato al b2b l’International Meeting Point, dove produttori e operatori di tutto il mondo si possono incontrare e parlare di affari. Potenziato, inoltre, il Buyers Club, il servizio sviluppato dall’organizzazione di Veronafiere che permette agli operatori esteri di programmare gli incontri con le aziende espositrici nel periodo che precede la fiera. Per aumentare il numero di contatti commerciali, quest’anno è stata realizzata un’azione di incoming di buyer selezionati da una quarantina di Paesi di Europa, America e Asia; tra questi Cina, Giappone, Singapore, Russia, India, Usa, Canada e America Latina.  A questi verranno aperte le porte dell’oleoteca che ospita le eccellenze mondiali, cioè gli oli vincitori di medaglia e Gran Menzione del Concorso Internazionale Sol d’Oro.

In mostra il meglio della produzione agroalimentare italiana. Grazie alla concomitanza con Vinitaly e Agrifood Club, Sol aumenta l’appeal nei confronti dei visitatori esteri, che possono entrare in contatto con tutto il meglio della produzione agroalimentare italiana, presente a Verona nelle sue mille sfaccettature. L’incontro di gusti e sapori si realizza pienamente oltre che al Sol Goloso, anche al Ristorante d’Autore, al Self Service d’Autore gestito dall’Associazione Giovani Ristoratori Europei e in tutte le Cittadelle della Gastronomia, dove vengono proposti piatti della tradizione culinaria italiana preparati da chef di fama internazionale, in abbinamento con i migliori vini delle aziende espositrici di Vinitaly.

(fonte VeronaFiere)

Al via a Longarone (Bl) Agrimont

Agrimont, la mostra dell’agricoltura di montagna in programma a Longarone Fiere (Bl) nei due fine settimana dal 19 al 21 e dal 26 al 28 marzo, è un punto di riferimento per un settore che sta registrando una rinnovata attenzione ed è considerato, assieme al turismo, una risorsa strategica sulla quale incentrare nuovi progetti di sviluppo per le aree di montagna.

In mostra. Nei giorni di fiera ampio spazio viene dedicato alla filiera legna-calore e alla zootecnica, attività principe dell’agricoltura montana. Grazie alla rinnovata collaborazione con l’Associazione Provinciale Allevatori di Belluno, viene riproposto il padiglione con un’esposizione delle principali razze bovine, equine e ovicaprine allevate in provincia. Sabato 27, alle ore 15, in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore “Antonio Della Lucia” di Feltre, ci sarà inoltre una presentazione della razza ovina Pecora Lamon.

Zootecnia bellunese: meno capi, più resa di latte. Il valore della produzione agricola bellunese è dato per oltre il 70% dalle produzioni zootecniche all’interno delle quali il settore trainante è dato dal comparto lattiero-caseario. Il numero di vacche da latte allevate in Provincia di Belluno attualmente è di poco superiore ai 9.000 capi. Dopo il grosso calo, pari a oltre il 50%, di animali allevati dal 1965 agli anni Novanta, la situazione dal 2000 al 2008 si è di fatto stabilizzata su valori di circa 25.000 bovini totali. Le aziende titolari di quota latte in Provincia di Belluno sono diminuite passando dalle 2.236 nel ’92 , alle 1.023 nel ’96, alle 752 nel 2002, fino ad arrivare a poco più di 400 nel 2009. Nonostante la diminuzione del numero delle aziende, la produzione di latte è cresciuta costantemente passando dai 473.974 quintali del ’92 agli oltre 518.000 del 2009. Ciò grazie a un aumento della produzione per singolo capo resa possibile principalmente grazie al miglioramento genetico degli animali allevati e all’adeguamento strutturale delle aziende zootecniche associato al miglioramento delle condizioni sanitarie degli allevamenti, al miglioramento delle tecniche alimentari e non per ultimo ad una sempre maggiore professionalità dell’allevatore.

Agrimont si rivolge anche al grande pubblico. In mostra ampia varietà di prodotti e piccole attrezzature da utilizzare nella cura dell’orto e del giardino di casa, senza dimenticare la presenza dei numerosi stand dove ci sarà la possibilità di acquistare le più qualificate produzioni tipiche dell’agricoltura di montagna, come formaggi, insaccati, e speck e, più in generale, delle regioni italiane. Orario d’ingresso: venerdì 14:30-19:00, sabato e domenica 9:00-19:00.

(fonte Longarone Fiere)

Fieragricola 2010: sguardo ottimista sul futuro occupazionale del comparto primario

Nuovi posti di lavoro in arrivo dall'ecoturismo

L’agricoltura sarà sempre più uno dei traini del Paese, sia sotto il profilo della produzione lorda vendibile che sul versante occupazionale, dove, a fronte di una sostanziale stabilità nel numero degli addetti legati al settore strettamente primario (+ 0,3 per cento nel prossimo quinquennio), aumenteranno invece le esigenze – e di conseguenza gli sbocchi professionali – di manodopera e di occupazione qualificata.

A dirlo è l’Ufficio Studi di Veronafiere-Fieragricola che in occasione di Fieragricola (a Verona, fino al 7 febbraio 2010) presenta dati confortanti in fatto di occupazione: stima infatti che nei prossimi cinque anni potranno arrivare a 300mila i posti di lavoro connessi all’agricoltura e alle nuove professionalità ad essa collegate (dall’analisi è escluso il comparto agro-industriale). E se la parte dell’indotto delle energie da fonti rinnovabili costituirà il segmento in grado di assorbire il maggior numero di posti di lavoro (per il 50 per cento del totale), non si possono non citare sbocchi professionali altrettanto rilevanti, collegati all’ecoturismo e all’«agri-wellness» (che si stanno affermando con una certa decisione, inteso anche come fattorie sociali, oltre alla cura dello spirito e del corpo), al turismo enogastronomico caratterizzato dalla forte identità delle produzioni tipiche (in costante crescita).

Necessità di manodopera specializzata. Ci sono altre professionalità in crescita, anche se numericamente meno marcate, come quelle legate al settore della meccanica agricola in senso lato. Da un lato le aziende legate alla vendita delle macchine agricole avranno la necessità di manodopera specializzata per officine sempre più moderne e all’avanguardia e dall’altro cresceranno le esigenze di specializzazione nel terziario per l’agricoltura, a partire dai contoterzisti per le operazioni in campagna e nelle aziende agricole, agro-zootecniche ed agro-energetiche.

L’andamento dei principali mercati (latte, suini, frumento, mais). Con uno sguardo più sul breve periodo, dopo un 2009 che ha mortificato il reddito delle aziende agricole italiane, con una contrazione della redditività media del 25 per cento circa, l’anno in corso dovrebbe riservare alcune soddisfazioni per i produttori. Niente exploit eclatanti, come il boom dei listini dei cereali fra il 2007 e il 2008, ma tutto sommato un assestamento verso l’alto per i principali prodotti agricoli. Il latte dovrebbe proseguire la propria corsa verso l’alto, trascinato anche da sostegni comunitari e da una visione sempre più «export-oriented» per i prodotti caseari stagionati a marchio. Dagli attuali 310 euro la tonnellata, se le dinamiche legate al comparto caseario non dovessero riservare sorprese o stravolgimenti, entro la fine dell’anno potrebbe andare in porto una fase negoziale fra produttori e industriali (il riferimento è al prezzo in Lombardia) sui 360-380 euro la tonnellata, con una impennata di circa 15 punti percentuali sul prezzo attuale. Anche la suinicoltura dovrebbe raccogliere i sacrifici di un 2009 col freno a mano tirato. La contrazione delle produzioni a livello nazionale e soprattutto europeo potrebbe trascinare al rialzo i prezzi. Guardando la categoria dei grassi da macello (maiali del peso di oltre 160 chilogrammi), il mercato nel 2010 dovrebbe registrare una ripresa, con quotazioni in grado di coprire ampiamente i costi di produzione ed attestarsi mediamente oltre la soglia di 1,38 euro il chilogrammo. Si prevedono performance positive anche per cereali e mais. Una contrazione media del 5-10 per cento delle produzioni di frumento e del 10-15 per cento del mais, unitamente ad una ripresa (invero non eclatante a livello italiano, ma più interessante nel Nord America e in alcuni Stati dell’Unione europea, come la Francia) delle bioenergie anche dal mais (bio-etanolo), dovrebbe trascinare verso l’alto prezzi che nella seconda parte del 2008 e per tutto il 2009 sono stati piuttosto penalizzanti. Nessun rally comunque per i mercati, quanto piuttosto un assestamento importante in scia di una spirale rialzista su scala mondiale. Il frumento duro dovrebbe raggiungere la soglia almeno dei 280-300 euro la tonnellata. In scia anche il grano tenero (prevedibilmente oltre i 260-270 euro la tonnellata) e il mais, sottoposto tuttavia a possibili stress sulle mercuriali, dopo l’apertura del Consiglio di Stato alle semine ogm, subordinate tuttavia all’emanazione di regolamenti da parte del ministero delle Politiche agricole.

(fonte Servizio Stampa Veronafiere)