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I Colli Euganei a Vinitaly 2022, tra degustazioni e pubblicazioni sulla biodiversità

uva colli euganei

Anche sui Colli Euganei, in provincia di Padova, i produttori del territorio, capitanati dal Consorzio Vini Euganei. si preparano a sbarcare alla 54^ edizione di Vinitaly, in programma dal 10 al 13 aprile a Veronafiere. Oltre alla collettiva ospitata presso lo stand del Consorzio, che conta circa venti aziende tra coespositori e aziende a bancone, ci sono poi molte altre realtà euganee presenti in fiera, chi con proprio stand, chi ospite di altre aggregazioni per un totale di quasi 40 aziende.

Degustazioni guidate. “La partecipazione in presenza al salone internazionale del vino e dei distillati è un’opportunità che i Colli Euganei non vogliono perdere – commenta il presidente del Consorzio Marco Calaon – Dopo il blocco agli eventi imposto dall’emergenza sanitaria, ora i vignaioli e i brand tornano in campo per raccontare una storia fatta di cura, tempo e territorio, ma anche per fare business approfittando della presenza di ospiti e buyers internazionali alla fiera”. Per dare voce alle peculiarità di un territorio vocato alla viticoltura, sono in programma due degustazioni guidate da Francesco Saverio Russo, blogger e comunicatore del vino, ospitate nello stand del Consorzio (PAD 5, STAND E7). La prima – lunedì 11 aprile alle 11 – è dedicata ai bianchi e rivela “L’armonica aromaticità del Moscato Secco nei Colli Euganei come espressione contemporanea di territorio“; la seconda – martedì 12 aprile alle 15 – gioca di rosso e invita a scoprire “Il Merlot come traduttore d’eccellenza delle macroaree dei Colli Euganei“. (I posti sono limitati – info e prenotazioni whatsapp 345.7064681).

Oltre alle degustazioni, un appuntamento di tenore accademico completa il programma; lunedì pomeriggio è prevista la presentazione della pubblicazione a firma della neonata Associazione Graspo: “Biodiversità viticola, vitigni del passato per i vini del futuro”, un compendio sulle vecchie varietà presenti nel Veneto con un focus nel padovano. L’associazione ha raccolto e selezionato una notevole quantità di tipologie di uva, patrimonio originario e originale dei territori Veneti, con profili organolettici preziosi nell’ottica del contrastare le conseguenze del riscaldamento climatico in viticoltura. “Sui Colli Euganei la viticoltura ha contribuito a plasmare il territorio, integrandosi con boschi e prati nativi, questa riscoperta delle vecchie varietà, da parte sia della ricerca scientifica che da parte delle aziende, è di nuovo il segnale che la rotta euganea viaggia decisa sul binario della sostenibilità” conclude Calaon.

Fonte: Consorzio Vini Euganei

Ricerca “IRI per Vinitaly”, nella classifica dei vini più venduti nella Gdo, Lugana (Veneto/Lombardia), Amarone e Valpolicella Ripasso tra gli “emergenti”, continua la scalata del Prosecco (+22%)

bottiglie-di-vino

Le date di Vinitaly 2022 si avvicinano (10-13 aprile) e nel frattempo filtrano alcune anticipazioni, come la ricerca “IRI per Vinitaly” che verrà presentata lunedì 11 aprile in fiera, commentata da rappresentanti di Conad, Coop, Carrefour, Federvini, Unione Italiana Vini, nel corso della 18° edizione della tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna (DM) organizzata da Veronafiere a Vinitaly. IRI presenterà anche i dati del mercato del vino nella DM relativi al primo bimestre e alla prima metà di marzo 2022. Dati che si annunciano in territorio negativo, solo per via del confronto con un primo bimestre 2021 ancora molto influenzato dalla emergenza pandemica. Sarà anche illustrato l’andamento dei prezzi della bottiglia che nel primo bimestre non ha mostrato scostamenti significativi, ma andranno valutate le conseguenze degli aumenti dei costi energetici e delle materie prime e del conflitto ucraino.

Qualche dato. Il mercato del vino nella DM nel 2021 ha fatto registrare trend positivi: il vino a denominazione d’origine è cresciuto dell’1,8% a volume e del 5,9% a valore, con un prezzo medio di 5,55 euro (Docg, Doc, Igt, bottiglia 0,75; totale Italia, Discount, E Commerce, dati IRI). L’intero mercato del vino vale 700 milioni di litri per un valore di 2 miliardi e 269 milioni di euro (che arriva a 3 miliardi di euro con l’aggiunta delle bollicine). Il totale vino ha accusato una vistosa flessione dei formati diversi dalla bottiglia da 0,75 (bottiglioni, brik, plastica, bag in box, e altro) che ha influenzato il dato generale: +2,1% a valore, – 2,2% a volume. Notevole la performance delle bollicine che crescono a volume del 17,9% e a valore del 20,0%. Le vendite di vino nella Distribuzione Moderna (DM) nel 2021 hanno beneficiato di un primo bimestre segnato ancora da un semi lockdown e quindi da una posizione di vantaggio dei punti vendita della DM rispetto ad altri canali.

La classifica dei vini più venduti vede ai primi posti la tradizionale triade Chianti, Lambrusco, Montepulciano d’Abruzzo, con ogni tipologia che vende tra i 10 e i 15 milioni di litri, ma con una flessione del Lambrusco (- 6,7% a volume e – 5,7% a valore) e un buono spunto del Chianti (+3,7% a volume e + 5,4% a valore). E’ impressionante la crescita del Vermentino che si piazza al 5° posto con una crescita del 21,9% a volume e del 25,5% a valore. Il pugliese Primitivo aumenta a volume del 5,2% e dell’11,0 a valore, l’emiliano Pignoletto del 5,6% a volume e del 2,6% a valore, e il veneto Valpolicella del 15,9% a volume e del 16,9% a valore (incluso il Valpolicella Ripasso).

La classifica dei vini “emergenti”, cioè che hanno fatto registrare nel 2021 un maggior tasso di crescita a volume vede sul podio il Lugana (Veneto/Lombardia) con aumento del 34%, l’Amarone (Veneto) del 32%, il Valpolicella Ripasso (Veneto) del 26%. Buona la performance del Nebbiolo (Piemonte/Lombardia) con + 22%, del Ribolla (Friuli V. Giulia) con +19%, del Sagrantino (Umbria) +16%, e del Brunello di Montalcino (Toscana) +13%. Interessante anche la classifica delle bollicine con maggior tasso di vendita a volume: il primo posto va al Moscato, che cresce del 29%; non cessa di aumentare il Prosecco con +22%; il Fragolino spunta un buon +16%; il Muller Thurgau il 15%, l’Asti il 14%; il Brachetto il 12%.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Nel 2021 balzo vendite italiano negli Usa, +18% . Ad OperaWine 2022, manifestazione-anteprima di Vinitaly (10-13 aprile), in degustazione i 130 migliori vini d’Italia per la rivista americana Wine Spectator

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Per “Wine Spectator”, la più diffusa rivista enoica americana, sono i 130 migliori vini d’Italia, testimoni della diversità e dell’autenticità del vino tricolore sul mercato americano e da oggi sono ufficialmente i protagonisti dell’11ª edizione di OperaWine 2022, la super degustazione in programma sabato 9 aprile alle ex Gallerie Mercatali e che, come da tradizione, fa da anteprima a Vinitaly (Veronafiere, 10-13 aprile). La lista dei 130 produttori portabandiera, selezionati in rappresentanza di tutte le regioni italiane dalla più importante rivista enoica degli States nonché la più influente al mondo, è stata presentata a New York nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa, aperta anche agli operatori professionali statunitensi, al ristorante Gattopardo nell’ambito del roadshow di promozione e incoming per il 54° Salone internazionale dei vini e distillati.

Sul podio della classifica regionale, la Toscana guida la squadra enoica di OperaWine 2022 con 36 produttori, seguita da Piemonte (20) e Veneto (19). A dominare, nelle valutazioni di “Wine Spectator”, sono i rossi con 97 etichette in degustazione il 9 aprile a Verona. Tra queste primeggiano le denominazioni di Barolo (15), Brunello (13), Amarone e Chianti Classico entrambe a quota 9. Completano il super tasting dell’Italia enoica 22 vini bianchi, 9 sparkling e 2 vini dolci/passiti. Da Nord a Sud, sono nove le cantine new entry di OperaWine 2022, mentre sono 21 le ‘all timer’ ossia presenti dalla prima edizione del 2012. Per il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Gli Stati Uniti sono sempre più mercato di riferimento per i Paesi produttori; la domanda Usa – come rileva l’Osservatorio Uiv-Vinitaly – nel 2021 ha azzerato il Covid con gli interessi grazie a un incremento delle importazioni complessive a valore del 26% sul 2020, ma anche del 14% rispetto all’anno pre-pandemico 2019. In questo contesto – prosegue Mantovani – l’Italia si conferma, assieme alla Francia, produttore di riferimento con quasi 1/3 del mercato di vini di importazione e un balzo a valore del 18%, a 2,26 miliardi di dollari. L’ampliamento della selezione di Wine Spectator a 130 vini è il segnale della costante crescita qualitativa del vino italiano su questa piazza strategica. Non è un caso – conclude il direttore generale di Veronafiere – se al prossimo Vinitaly, oltre alla fondamentale partnership con Wine Spectator per OperaWine, il focus inaugurale sarà dedicato al nostro primo mercato al mondo e al Canada, che saranno presenti alla quattro giorni b2b con un contingente straordinario di buyer, grazie anche alla collaborazione di Ice Agenzia”.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere
 

Fieragricola spostata da gennaio a marzo, Progetto Fuoco da febbraio a maggio 2022

Fieragricola

Di fronte all’aumento dei contagi a livello globale di Covid 19, Veronafiere modifica il calendario di alcune rassegne internazionali b2b (business to business) in programma tra gennaio e febbraio 2022.

La 115ª edizione di Fieragricola (International Agricultural Technologies Show), inizialmente prevista dal 26 al 29 gennaio, viene riprogrammata dal 2 al 5 marzo 2022. Slitta in avanti anche Progetto Fuoco, salone internazionale sul riscaldamento a biomasse legnose, organizzato dalla società Piemmeti (controllata da Veronafiere) che dalla data di febbraio (23-26) si posizionerà nel mese di maggio (le nuove date saranno comunicate a breve). Anche EOS-European Outdoor Show (organizzato dalla società Eos Srl) è a calendario nel mese di febbraio: in questi giorni gli organizzatori stanno valutando con gli espositori le scelte più opportune relative al miglior periodo per lo svolgimento della manifestazione dedicata a caccia, pesca e attività outdoor. Motor Bike Expo, la manifestazione dedicata alla passione per la moto, ferme restando le regole e i protocolli vigenti e nel rispetto degli stessi, si svolgerà dal 13 al 16 gennaio prossimi.

Variazioni concertate. Le variazioni nel calendario invernale di Veronafiere sono state condivise con le associazioni di categoria e gli espositori e riguardano rassegne b2b di livello internazionale. L’obiettivo dei rinvii, infatti, è quello di garantire un’adeguata presenza dall’estero di aziende e operatori specializzati che oggi, altrimenti, non potrebbero partecipare per le limitazioni agli spostamenti causate dalla situazione pandemica.In fiera si entra soltanto con super green pass: un sistema che ha dimostrato la propria validità anche in occasione di rassegne consumer di grande pubblico, come l’ultima edizione di Fieracavalli.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

9-10 novembre 2021, a Verona c’è B/Open, fiera del biologico, di grande interesse gli incontri alla “due giorni” di Regione Veneto, Veneto Agricoltura e Csqa

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Sarà una vera e propria maratona dedicata al biologico quella che Regione Veneto e Veneto Agricoltura con CSQA proporranno in Fiera a Verona martedì 9 e mercoledì 10 novembre in occasione di B/Open, la kermesse rivolta agli operatori del food certificato biologico. Nei due giorni della manifestazione, nella saletta all’interno dello stand regionale (padiglione 12, area B3), saranno in programma dei focus dedicati ad alcune iniziative che le Istituzioni regionali stanno realizzando in tema di biologico.

Gli incontri, che potranno essere seguiti anche in diretta sulla pagina Facebook di Veneto Agricoltura, si svolgeranno in modalità dinamica, tipo talk show, ciascuno condotto da un esperto che si avvarrà della presenza di alcuni ospiti. Si comincia martedì 9 novembre alle ore 11:00 con un focus condotto da Silvano Cossalter di Veneto Agricoltura dedicato al progetto “BeeDiversity”, una interessantissima iniziativa del Programma europeo Interreg Italia/Slovenia il cui obiettivo è quello di monitorare e salvaguardare l’ambiente delle api. Nello specifico, l’attenzione verrà posta sull’uso delle arnie elettroniche già attive nel Veneto (quella dell’Agenzia regionale è sita presso l’azienda sperimentale di ValleVecchia di Caorle, Ve), e sui dati che queste offrono ai tecnici e agli apicoltori. Alle ore 14:00, Lorenzo Furlan (Veneto Agricoltura) si confronterà con vari esperti in tema di difesa integrata in agricoltura biologica, un tema che sempre più sta interessando e coinvolgendo gli agricoltori. Infine, alle ore 15:30, Michele Giannini (Veneto Agricoltura) focalizzerà l’attenzione sulle nuove varietà di “vitigni resistenti” e come queste possono aiutare la coltivazione biologica della vite. Il giorno seguente, mercoledì 10 novembre alle ore 11:00, Valerio Bondesan (Veneto Agricoltura) con i suoi ospiti punterà i riflettori sul progetto “Agromix”, che si sviluppa nell’ambito del Programma europeo Horizon 2020, incentrato su un’agricoltura più sostenibile. In pratica, la volontà è quella di andare oltre il modello “intensivo” di agricoltura e allevamento per cercare una maggiore sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica e sociale, valutando in campo sistemi dinamici agroforestali, ovvero colture+alberi, e misti, che includono forme di allevamento estensivo. Si tratta di una sfida complessa, non facile ma che trova nell’agricoltura biologica un modello precursore di successo. La giornata proseguirà con il focus delle ore 14:00 condotto da Gabriele Zampieri (Veneto Agricoltura) dedicato al comparto del latte biologico. A questo proposito, è interessante sottolineare che, secondo stime recenti sugli acquisti, oltre la metà delle famiglie italiane consumano almeno una volta alla settimana un prodotto bio. Tra questi, il latte bio e i prodotti caseari con latte bio sono sempre più presenti ed è per questo che Veneto Agricoltura sta avviando un’indagine sulla produzione di latte bio nella nostra regione con interviste ai produttori sulla loro realtà produttiva, sulle problematiche e prospettive di mercato. Il focus si concentrerà proprio su questi aspetti, partendo dal presupposto che i produttori lattiero-caseari veneti bio sono oltre un centinaio sommando quelli bovini, caprini e ovini.

La maratona regionale sul biologico si concluderà con il focus delle ore 15:30 condotto da Davide Troncon (CSQA) dedicato alla valorizzazione dei prodotti del Cansiglio (TV-BL). Un tema, questo, di grande interesse considerato che la tutela della biodiversità, la qualità dei prodotti ed il benessere animale rappresentano sempre più valori apprezzati e richiesti dal consumatore, sempre più attento alle tematiche della sostenibilità. Ed è proprio in questo contesto che si è inserito il progetto di CSQA di valorizzazione dei prodotti lattiero-caseari dell’Altopiano Tambre-Spert-Cansiglio, che ha verificato l’attenzione dei produttori locali a queste tematiche tramite un “pacchetto” integrato di certificazioni che vanno a completare il percorso virtuoso dell’altopiano Cansiglio che, primo in Italia, si è nel contempo certificato per i Servizi Ecosistemici PEFC per la tutela della Biodiversità forestale.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

17-19 ottobre 2021, a Verona una speciale edizione di Vinitaly. E Coldiretti mette in mostra il vigneto d’Italia.

grappoli veneti

Per la prima volta il Vinitaly (17-19 ottobre) apre in piena vendemmia con l’esposizione di tutti i grappoli d’Italia portati a Verona dalle diverse regioni nel salone “Vigneto Italia” creato dalla Coldiretti per scoprire la grande biodiversità e qualità dalle quali nascono le più prestigiose bottiglie del vino made in Italy. L’appuntamento è a partire dalle ore 9,30 di domenica 17 ottobre nella Casa Coldiretti di fronte all’ingresso della struttura fieristica (Ingresso Cangrande), nel padiglione 4 stand D3 con il presidente nazionale Ettore Prandini.

Un viaggio fra i grappoli che permette di conoscere, vedere e toccare con mano le antiche varietà di uva che sono la fonte dei grandi bianchi, rosati e rossi nazionali, i colori, le caratteristiche e le consistenze, curate dal sapiente lavoro di generazioni di viticoltori che garantiscono quelle proprietà uniche ed irripetibili dalla vigna alla tavola. Nel giorno di apertura sarà presentato nello stand della Coldiretti lo studio con la top ten delle denominazioni che hanno avuto il maggior incremento dei consumi in Italia.

Nei tre giorni della fiera saranno organizzati dalla Coldiretti momenti dedicati ai nuovi trend del mondo del vino, dalla produzione ai consumi, con una particolare attenzione all’internazionalizzazione e alla sostenibilità ma anche degustazioni e curiosità con la presentazione di indagini, ricerche ed esposizioni mirate.  Le nuove tecnologie e la difesa delle produzioni italiane saranno al centro dell’incontro “Nuove frontiere della viticoltura e tutela del Made in Italy” in programma lunedì 18 ottobre alle ore 11 nella sala Argento del Palaexpo al piano -1, con la presenza, tra gli altri, del presidente della Coldiretti Ettore Prandini, del Ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli, del governatore del Veneto Luca Zaia, del segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, Riccardo Velasco, direttore del Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia Crea, Mario Pezzotti, presidente della Società italiana di genetica agraria, Riccardo Cotarella, coordinatore del comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti, Attilio Scienza, professore dell’Università degli Studi di Milano,  Gabriella De Lorenzis, Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali di Milano. Le prospettive dei mercati internazionali verranno, invece, trattate alle 14 sempre lunedì 18 ottobre nella sala Argento del Palaexpo al piano -1 nel convegno su “Il vino italiano alla prova della ripresa post Covid” (diretta streaming su www.coldiretti.it) con il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, i produttori Francesco Ferreri, che è anche coordinatore del comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti, Giorgio Polegato (Astoria), Francesca Moretti (Terre Moretti) Gianmaria Cesari (Umberto Cesari), assieme a un esponente dell’Ice e a buyers internazionali.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

 

Il Radicchio di Chioggia Igp al Macfrut di Rimini

Boscolo Macfrut 2019

Dopo oltre un anno e mezzo di relazioni virtuali torna “in presenza” il Macfrut, la più importante kermesse italiana della filiera ortofrutticola, di nuovo ospite nelle strutture della Fiera di Rimini da martedì 7 a giovedì 9 settembre. La voglia del settore di ritornare a “relazioni di contatto” è stata sottolineata nella conferenza stampa di presentazione evidenziando numeri definiti “miracolosi”, vista la persistente situazione di incertezza a livello internazionale: 800 espositori in rappresentanza dell’intera filiera (produzione, tecnologie, macchinari, packaging, logistica, servizi, etc), con circa il 20% di presenza straniera, adesione dei grandi player italiani del settore, più di 500 buyer internazionali accreditati, oltre una quarantina di eventi tra meeting, workshop, convegni e incontri stampa, molti dei quali promossi direttamente dalle aziende espositrici che scelgono Macfrut per presentare le loro novità nel corso della tre giorni, a cui si aggiungono le prove tecniche in campo in un’apposita area dedicata. La contemporanea presenza di Fieravicola, Fiera internazionale delle attività avicunicole, fa della tre giorni riminese il primo grande evento “in presenza” dedicato all’agrifood. E a questa rassegna internazionale torna “in presenza” anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, con la postazione nella collettiva di OPO Veneto (Pad. B5 – Stand 035), che in grande spazio centrale allestito con materiali ecosostenibili, offrirà una suggestiva immagine della campagna veneta, nella quale saranno presentati i suoi più prestigiosi e importanti prodotti tipici DOP e IGP, garantiti 100% italiani. I consorzi partner della collettiva Veneto, oltre a quello del Radicchio di Chioggia Igp, sono i consorzi del Radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, dell’Aglio bianco polesano, dell’Insalata di Lusia e dell’Asparago di Badoere. Durante la fiera lo staff di Verde a NordEst realizzerà dirette streaming con i protagonisti Macfrut, che saranno poi diffuse in tutto il Nord Italia con il settimanale televisivo in onda sulle più importanti emittenti tv regionali.

Sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine. «Ci collochiamo all’interno dell’area di Opo Veneto, che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato di Chioggia – spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Boscolo Palo – perché condividiamo le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità. Salubrità, freschezza, stagionalità, garanzia di qualità – prosegue Boscolo – sono certificati dai marchi Igp e Dop, come il nostro Radicchio di Chioggia, che esporremo nelle sue diverse presentazioni del prodotto fresco, dalle cassette per la ristorazione, alle confezioni per le famiglie, fino al prodotto in busta già lavato per il consumatore che lo vuole pronto in tavola. Assieme al prodotto fresco porteremo in esposizione anche alcuni dei prodotti gastronomici che lo contengono: paste fresche ripiene, buste di essiccato per risotti, torte e specialità da forno, pizze e birre artigianali. A settembre – conclude il presidente del Consorzio – ha preso avvio la campagna di raccolta della tipologia tardivo autunno-invernale di Radicchio di Chioggia Igp, i cui conferimenti quotidiani già iniziati all’Ortomercato di Chioggia mostrano un prodotto di ottima qualità e pezzatura». A Macfrut, organizzato da Cesena Fiera, (orario 9.30-18.00) si potrà accedere solo con Green Pass o titolo internazionale equivalente. Per chi ne è sprovvisto sarà possibile effettuare un tampone rapido nei due ingressi della Fiera. L’ingresso alla manifestazione è aperto agli operatori specializzati, con registrazione obbligatoria al sito www.macfrut.com.

11-13 settembre 2020, a Longarone Fiere (BL) e nei boschi del Cansiglio la seconda edizione della Fiera & Festival delle Foreste

“Si apre un’edizione speciale, di grande prestigio internazionale per il numero e la qualità dei soggetti proponenti. Un’occasione d’oro per ragionare assieme di cambiamenti climatici, gestione e rilancio del territorio e delle montagne, con un focus particolare sul Green Deal, l’importante programma europeo per la sostenibilità futura del pianeta”. A dirlo è il presidente di Longarone Fiere, Gian Angelo Bellati nel presentare la seconda edizione di Fiera & Festival delle Foreste, che si terrà tra Veneto e Friuli venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre.

Nella tre giorni è previsto un ricco programma d’iniziative divise tra i padiglioni di Longarone Fiere (BL), dove ci saranno le conferenze e gli eventi culturali, e i boschi del Cansiglio, in cui si terranno le dimostrazioni nei cantieri per l’esbosco delle ceppaie rimaste dopo l’abbattimento degli alberi per la tempesta Vaia, la lavorazione dei terreni e la viabilità forestale.

Particolarmente importante è la giornata di venerdì 11 settembre, che si aprirà a Longarone e proseguirà nel pomeriggio sul Cansiglio. Alle ore 9:30, presso l’Hangar del Cansiglio, si svolgerà il focus “Risorse genetiche e vivaismo forestale dopo la tempesta Vaia”, un tema – quello delle risorse genetiche da utilizzare e delle modalità da adottare nella realizzazione degli interventi di rimboschimento post Vaia – che si è posto in maniera preponderante tra gli addetti ai lavori alle prese con il ripristino dei boschi devastati dalla tempesta che ha colpito le nostre montagne nel 2018. In pratica, sarà fatto il punto sulle modalità più consone da seguire per la messa a dimora nel Veneto di milioni di alberi, considerando l’impatto dei cambiamenti climatici e la necessità di garantire la biodiversità. Tutto ciò valutando quelle che devono essere le caratteristiche tecniche più adeguate per la produzione delle giovani piante. E’ prevista la partecipazione di importanti esperti che porteranno anche le esperienze in corso in altre Regioni dell’arco alpino. L’incontro, promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con ANARF, sarà proposto anche in diretta sulla piattaforma ZOOM e Facebook.

Sempre venerdì 11 settembre (ore 14:30),nel corso di un incontro che si terrà presso la sala Piave a LongaroneFiere, sarà presentato il progetto nazionale “For.Italy”, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura e con la partecipazione di tutte le Regioni italiane. Il progetto prevede l’attivazione di corsi di formazione interregionali per “Istruttori forestali”, una nuova figura professionale per la gestione in sicurezza dei lavori in bosco. L’incontro online sarà anche l’occasione per lanciare il “Cantiere dimostrativo”, previsto per fine ottobre in Cansiglio, un’iniziativa che si svolgerà nella Foresta dei Dogi e che prevede l’allestimento di diverse stazioni dimostrative, con la presenza operativa di macchine e attrezzature. Il webinar, promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con il Ministero, la Regione Veneto e la Regione Piemonte, sarà proposto anche in diretta sulla piattaforma ZOOM e Facebook.

Ancora venerdì 11 settembre (ore 15:30), sempre a LongaroneFiere (sala Piave), sarà presentato il progetto “Malgonera”, la Foresta di Taibon Agordino (Bl) gestita da Veneto Agricoltura divenuta dopo la tempesta Vaia autentico laboratorio a cielo aperto. Infatti, sulla base di un progetto di studio messo a punto dall’Università degli Studi di Padova – Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali, la Foresta demaniale regionale di Malgonera è diventata un importante sito di osservazione dell’evoluzione di un ecosistema forestale sottoposto ad un  evento naturale di grave entità quale è stato la tempesta Vaia. Il progetto, in estrema sintesi, ha definito le più opportune modalità di ricostituzione boschiva. Anche questo focus sarà proposto in diretta online sulla piattaforma ZOOM e Facebook.

L’intensa giornata di venerdì 11 settembre si concluderà (ore 16:30) con un altro focus, che si terrà sia in presenza che in diretta online sulla piattaforma ZOOM e Facebook, dedicato al Rapporto sullo stato delle foreste del Veneto. I boschi regionali e il complesso sistema “Foresta-Legno” ad essi collegato, assumono un’importanza strategica per la tutela del territorio e per lo sviluppo economico del Veneto. La conoscenza approfondita e la possibilità di disporre di dati e informazioni di dettaglio attraverso l’elaborazione di un Rapporto aggiornato, si pone come elemento fondamentale per la definizione di scelte tecniche, gestionali e di natura economica. Il focus viene proposto in collaborazione con Regione Veneto.

Domenica 13 settembre (ore 11:00), presso la sala Costantini in Fiera a Longarone, e in diretta online su Facebook, si svolgerà l’assegnazione del Premio “Jean Giono: l’uomo che piantava gli alberi”, edizione 2020. Dopo il felice esordio nel 2019, torna dunque il Premio che Veneto Agricoltura assegna a chi si è contraddistinto nella sua vita professionale o sociale nella promozione e realizzazione di impianti di vegetazione legnosa. Quest’anno il Premio viene assegnato a quattro personalità, una per ciascuna delle quattro categorie previste (Agricoltore; Tecnico-Ricercatore; Rappresentante di Amministrazione locale; Rappresentante dell’associazionismo). I vincitori riceveranno ciascuno ben 250 piante di  alberi/arbusti prodotti dal “Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta” di Veneto Agricoltura. Il Premio “Jean Giono: l’uomo che piantava gli alberi” intende ricordare lo scrittore francese Jean Giono, autore del libro “L’uomo che piantava gli alberi”, una storia di uno schivo antieroe che negli anni che seguirono la Prima Guerra Mondiale compì una silenziosa opera di rimboschimento delle pendici montuose della Francia meridionale ridando vita alla terra e alla comunità del luogo.

Per partecipare agli eventi del Festival delle Foreste è necessario registrasi entro il 9 settembre al seguente indirizzo internet:

https://www.longaronefiere.it/veneto-agricoltura-fff2020

 

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Fonte: Servizio stampa Longarone Fiere

Il “Principe rosso” di Chioggia in mostra a Berlino sogna di diventare un ingrediente Igp per le grandi catene del fast food

Anche quest’anno il Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp sarà presente al Fruit Logistica di Berlino, il principale appuntamento per il settore ortofrutticolo internazionale, in calendario sino a venerdì 7 febbraio. Come ormai consuetudine, la postazione del Consorzio è collocata nello spazio espositivo collettivo della Regione Veneto (Hall 2.2, Stand C13), nel padiglione dove è concentrata gran parte della presenza italiana. Guida la delegazione il presidente Giuseppe Boscolo Palo, accompagnato dal consigliere Patrizio Garbin e dall’addetto stampa Umberto Tiozzo; ci sarà anche Pietro Cigna, direttore dell’Ortomercato di Chioggia, a conferma dell’azione sinergica tra le due realtà per la promozione e la commercializzazione del famoso “Principe Rosso”.

Grande interesse per il prodotto pronto al consumo. «Questa missione a Berlino – spiega il presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Boscolo Palo – fa parte di un progetto di promozione cofinanziato dal Ministero delle Politiche Agricole. Fruit Logistica è un appuntamento obbligato – prosegue Boscolo – per consolidare l’azione di penetrazione nel Nord Europa, un mercato particolarmente importante per l’elevato potere d’acquisto di queste popolazioni, fortemente interessate soprattutto al prodotto pronto al consumo, tagliato e lavato. Per questo abbiamo recentemente aggiornato il disciplinare di produzione, già approvato dal Ministero delle Politiche Agricole ed ora al vaglio della Commissione Europea; così dalla prossima campagna produttiva di primavera oltre al miglioramento delle performances in campagna e allo snellimento delle procedure di commercializzazione, sarà possibile l’apposizione di marchi identificativi comunitari anche sulle buste del prodotto tagliato, lavato e pronto al consumo”.

Segreta speranza. Il presidente del Consorzio, confessa con un sorriso, la speranza di attirare già a Berlino l’attenzione delle grandi catene del fast food, per provare a replicare il successo della “Cipolla rossa di Tropea Calabria IGP”, che l’anno scorso è stata impiegata da Mc Donald’s per confezionare oltre 10 milioni di hamburger, nella cui ricetta c’è anche dell’insalata. Una foglia croccante di “Radicchio di Chioggia” pesa circa 20 grammi: messa negli hamburger assorbirebbe più di 2000 quintali di prodotto, facendo quasi quintuplicare i quantitativi di radicchio a marchio commercializzati nell’ultima annata. E naturalmente i nostri confezionatori di IV gamma sono già pronti a fornire il prodotto, lavato, sfogliato a misura del burger e pronto all’uso in buste per il fast food.»

Fonte: Servizio stampa Consorzio di tutela Radicchio di Chioggia Igp

Al via oggi a Verona sino a sabato 1 febbraio 2020 Fieragricola

È scattato il conto alla rovescia per la 114ª edizione di Fieragricola, rassegna internazionale di agricoltura, meccanica agricola, zootecnia, agroforniture, energie rinnovabili e servizi, in programma a Verona Fiere da oggi, mercoledì 29 gennaio  a sabato 1 febbraio. Attese, al convegno inaugurale dedicato all’agribusiness di Ue e Italia in Africa, la ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova, e la ministra dell’Agricoltura della Croazia, Marija Vučković.

La manifestazione si conferma tra le più rilevanti nel panorama europeo e presenta numeri in crescita: 10 padiglioni occupati, 900 espositori (+8,2% sull’edizione 2018), una superficie netta di 67.600 metri quadrati netti (+18,7%), due aree demo esterne di 9.500 metri quadrati allestite per gli «special show», 800 capi di bestiame in esposizione (+14,3%), oltre 130 convegni, approfondimenti e corsi di formazione in calendario. Molti anche i premi e i concorsi in calendario nei quattro giorni di manifestazione.

Sicurezza prodotti, spreco, chimica e bio, Italia parte in pole. Lo studio realizzato dall’Osservatorio Fieragricola -Nomisma, presentato nei giorni scorsi a Roma, ha messo in luce come l’agricoltura italiana, in attesa del Green Deal europeo, il piano operativo sull’economia verde più importante della storia, sia già in vantaggio su uno dei paradigmi cardine: la salubrità e la sicurezza dei suoi alimenti, che presentano le percentuali più alte di prodotti che secondo i controlli dell’autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) risultano essere assolutamente privi di residui, meglio di quanto possano vantare Francia, Spagna e Germania. Buone notizie anche sul fronte degli sprechi, con i rifiuti alimentari pro-capite (126 kg annui) del 16% inferiori alla media europea e in forte calo nell’ultimo decennio. Dalla tavola alla terra, secondo il report, le virtù si sommano: lo Stivale detiene il record Ue di superficie e incidenza bio per seminativi e colture permanenti con 1,5 milioni di ettari, davanti a Francia, Spagna e Germania, mentre calano anche le emissioni di gas serra (-12,3% negli ultimi vent’anni secondo Eurostat), che incidono per il 7% sul totale delle emissioni contro il 10% della media europea. Ma la sensibilità green degli agricoltori e dei prodotti italiani è ancora più evidente alla prova di agrofarmaci e fertilizzanti. Infatti, secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nell’ultimo decennio se ne è fatto sempre meno uso e spesso i consumi si sono dimezzati: è il caso degli insetticidi (da 1 ,2 kg di principi attivi ad ettaro a 0,6 kg), dei fungicidi (-30%), degli erbicidi (-20%), ma anche di azoto (-25%), anidride fosforica (-36%), ossido di potassio (-50%).

Biodiversità e foreste da proteggere, emergenza acqua ed erosione suolo. E proprio dalla tutela del territorio e delle sue risorse arrivano gli elementi su cui sarà fondamentale operare un salto di qualità. Se – per l’indagine Fieragricola Nomisma – sul fronte della tutela della biodiversità e delle aree boschive l’Italia è stabilmente nella top 5 dei Paesi Ue, è invece più problematica la gestione del fattore acqua, con il Belpaese fanalino di coda nel rapporto prelievi/risorse idriche, dove l’agricoltura incide per la metà del proprio utilizzo complessivo. Un problema  strutturale da mitigare attraverso sistemi intelligenti di gestione – come l’irrigazione di precisione – al pari dei consumi di energia da fonti rinnovabili che nel primario rappresenta solo il 2% dei consumi totali. Gravosi infine, e sempre più nemici della preservazione del territorio e dell’ambiente, i fenomeni di consumo del suolo, cresciuti del 50% solo negli ultimi 30 anni, così come l’erosione da acqua che vede il nostro Paese in cima alla classifica europea per i danni inferti al territorio da tali eventi metereologici. In media in Italia si verifica un’erosione di quasi 9 tonnellate di suolo per ettaro all’anno, contro i 4 della Spagna e i 2 della Francia.

Sostenibilità ambientale ma non economica. «È evidente – ha detto il responsabile agroalimentare di Nomisma e curatore dello studio, Denis Pantini – come dallo studio emergano gli enormi sforzi fatti negli anni dagli agricoltori italiani per rendere la propria attività più rispettosa dell’ambiente e come il loro operato sia fondamentale per la tutela dei nostri territori, soprattutto a fronte delle calamità prodotte dai cambiamenti climatici. Una sostenibilità ambientale che però non può essere scollegata da quella economica, senza la quale l’attività agricola stessa non può esistere. E da questo lato, purtroppo, negli ultimi cinque anni i redditi delle imprese agricole italiane non si sono mossi, a fronte invece di quelli degli agricoltori spagnoli e francesi». Sul piano economico complessivo, l’Italia è in testa nel panorama produttivo europeo come valore aggiunto (32,2 miliardi di euro, media ultimo biennio), al secondo posto dietro la Francia (76,3 miliardi di euro) per valore della produzione (56,7 miliardi di euro, media biennio), mentre è più indietro (4ª) nell’export, a 7,6 miliardi di euro. Critica invece la situazione relativa al reddito delle imprese, segnalato nell’ultimo quinquennio in calo nel Belpaese dell’1% a fronte di una media Ue a +6%, con Spagna e Francia a +11%.

Fonte: servizio stampa Verona Fiere