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13-16 aprile 2018, i sapori e le tradizioni italiane in scena nel centro storico di Verona con Vinitaly and the City

L’appuntamento per tutti i wine lowers per degustare e scoprire il centro storico di Verona è dal 13 al 16 aprile 2018 con Vinitaly and The City, il fuori salone ufficiale di Vinitaly: quattro giorni alla scoperta dei sapori e delle tradizioni delle regioni d’Italia con musica, arte, spettacoli e degustazioni enogastronomiche attraverso le strade e le piazze più belle della città scaligera. Un percorso immersivo e culturale che si sviluppa nei luoghi più suggestivi della città, sulle tracce delle tradizioni enogastronomiche del Bel Paese. Tutti i visitatori, con uno speciale passaporto alla mano, cadeau dell’evento, tappa dopo tappa, potranno avere alla fine la “compostella” del viaggio di Vinitaly and The City e ricevere in regalo il braccialetto ufficiale dell’evento firmato Cruciani.

L’Italia si racconta a Verona. Il percorso ha una partenza frizzante, con Sparkling and Arts all’Arco dei Gavi in cui lo champagne Maxime Blin, in collaborazione con gli chef Italo Bassi e lo chef Marco Mainardi, propone un’esperienza degustativa nella quale lo champagne incontra la cucina gourmet nella veste dello street food. Ad accompagnare le note frizzanti di champagne & street food gourmet, le note dello swing degli Sweet Peanuts Swing Quartet, il soul con la voce di Silvia Fortes, le sonorità vintage di Jazzica Rabbit e il beat dei Gengi Ska.

Il percorso prosegue lungo le Regaste San Zeno, con Shakespeare and Wine a cura di Casa Shakespeare: un tour teatrale con attori, musicisti e guide turistiche, alla scoperta di angoli e legami nascosti di Verona, per ritrovare le tracce delle opere che il Bardo ambientò in Veneto. Da Amleto a Giulietta e Romeo, dal Mercante di Venezia alla Bisbetica Domata e Otello, per arrivare fino a piazza San Zeno, tutta a ritmo Folk & Wine con i sapori e i suoni dell’Emilia – Romagna, ospiterà la tradizionale Orchestra Casadei, i Modena City Ramblers e i Ridillo insieme a degustazioni di vini e piatti della miglior cucina romagnola ed emiliana.

Si prosegue fino alla Fontana dell’Arsenale dove si respirerà l’atmosfera della Sicilia: dalle degustazioni di vini e cibi tipici all’ascolto di un quartetto d’archi che porterà a Verona le sonorità sicule e alla vista di performance ispirate agli elementi dell’acqua, aria e fuoco. La piazza, con un allestimento particolarissimo su passerella in mezzo all’acqua, simbolo dell’isola, ospiterà inoltre una copia della statua del Satiro Danzante di Mazara del Vallo.

Il percorso prosegue su Lungadige San Giorgio, dove prenderà vita l’atmosfera festosa di Napoli e della Campania: un’esplosione di gusto con i prodotti tipici partenopei tra cui la pasta di Gragnano servita con pomodorini del piennolo, San Marzano e legumi tipici e la pizza fritta napoletana, il tutto condito dalle sonorità della tradizione popolare napoletana con, tra gli spettacoli, uno speciale tributo a Pino Daniele.

Attraversando Ponte Pietra, il visitatore proseguirà il suo itinerario fino a piazza delle Erbe per vivere l’esperienza della degustazione in alta quota, in cima alla Torre dei Lamberti: un esclusivo punto mescita a cura di Consorzio DOC delle Venezie Pinot grigio, a più di 80 metri d’altezza! Per i visitatori di Vinitaly and The city, muniti di carnet degustazione, l’ingresso al monumento sarà gratuito.

Penultima tappa del percorso, Cortile Mercato Vecchio, con la rassegna Sorsi D’Autore, organizzata in collaborazione con Fondazione Aida, un’occasione di imperdibile con i migliori autori del panorama editoriale italiano e i vini più pregiati con grandi ospiti: lo chef Marco Bianchi moderato da Federica Augusta Rossi, Oscar Farinetti e Andrea Segrè, moderati da Luca Telese e Gianmarco Tognazzi moderato da Cinzia Tani.

Ultima tappa del percorso, Piazza dei Signori, cuore pulsante della città di Verona, dedicata alla grande tradizione del Veneto con degustazioni di cibo e vino e poi la musica, l’arte e lo spettacolo tutto made in Veneto. Presentatrice di tutte le serate i Piazza dei Signori e madrina della Regione la speaker radiofonica, Francesca Cheyenne. Sempre in Piazza dei Signori nella Loggia di Frà Giocondo prenderà vita per la prima volta a Verona la Digital Room: uno spazio innovativo che unirà reale e virtuale, punto di incontro di guest, influencer e blogger, tra cui “l’uomo senza tonno” Marco Giarratana, moderato dalla giornalista ed esperta di comunicazione digitale Tiziana Cavallo, oltre che sede di talk, incontri ed appuntamenti in abbinamento al vino veneto Doc. All’interno della digital room ci saranno due rassegne speciali: Lettere DiVino organizzata in collaborazione con la Libreria Gulliver – Libri per Viaggiare dedicata ad autori e scrittori che hanno saputo raccontare nei modi più innovativi e creativi storie che legano in un fil rouge vino, cibo, cultura e itinerari di riscoperta di tradizioni e luoghi; GoTo Science, format ideato dall’Università di Verona, per la prima volta a Vinitaly and the City, che porta la ricerca fuori dalle aule universitarie per raccontarla davanti a un bicchiere di vino: docenti e ricercatori di tutte le aree di ricerca dell’Ateneo veronese – dalla medicina alle scienze umane, dall’economia alla biotecnologia – presenteranno al pubblico i loro studi sul complesso universo del vino, facendone scoprire i molteplici aspetti.

E poi gli speciali: la Mezzaluna del Vino, la discesa dell’Adige a bordo di un gommone da rafting condotto da una guida turistica esperta, in collaborazione con Adige Rafting e Canoa Club Verona. Si parte dal ponte di Castelvecchio (lato fontana dell’Arsenale) per poi fare tappa in Lungadige Sangiorgio e per terminare l’esperienza presso l’Antica Dogana fluviale – il tutto accompagnato dalle degustazioni di Vinitaly and the City.

14 Masterclass: degustazioni di vino guidate da sommelier professionisti all’interno della suggestiva Loggia Antica in Piazza dei Signori. Grande spazio avranno i vini del Veronese, frutto della selezione dei Top wine della Camera di Commercio che ogni giorno porterà alla ribalta le migliori espressioni della Valpolicella come dei vini del Garda, passando per il Soave. Poi le grandi degustazioni di sabato con le Bollicine di montagna e i Pinot nero dell’Alto Adige, fino a sera dove saranno protagonisti i Grandi Rossi italiani raccontati dal giornalista Paolo Massobrio. Domenica continua la panoramica sui migliori vini in commercio nella catena Eurospin, per chiudere con la degustazione dei grandi bianchi d’Italia col giornalista Marco Gatti. Degustazioni anche lunedi sera, con un gran finale al vino rosso.

Sabato 14, La Notte Viola, appuntamento, realizzato in collaborazione con la Confcommercio di Verona, che proporrà un prolungamento dell’apertura dei negozi fino alle 24:00, con iniziative speciali dedicate in store. Inoltre, un’iniziativa speciale in collaborazione con AMT e ATV, sarà la fornitura di una navetta gratuita che circuiterà lungo le strade collaterali al percorso dell’evento, per offrire al pubblico in possesso del carnet di Vinitaly and The City di potersi spostare facilmente dai principali parcheggi della città targati “AMT”, fino alle tappe sede degli eventi e da una tappa all’altra. In concomitanza, Vinitaly and the City, allarga ancora di più il suo raggio d’azione e arriva a Bardolino, dove si ripete il grande successo dell’edizione 2017, e poi a Soave e Valeggio sul Mincio per accendere davvero tutto il territorio veronese.

L’evento è organizzato da Veronafiere Spa e Vinitaly, in collaborazione con Studioventisette, con la coorganizzazione del Comune di Verona, con il patrocinio della Provincia di Verona e dell’Università di Verona. Media partner ufficiale dell’evento è l’emittente radiofonica RTL 102.5.

Fonte: Servizio Stampa Veronafiere

Il radicchio di Chioggia Igp vola a Berlino

Fruit Logistica 2017

Anche quest’anno il Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp sarà presente al Fruit Logistica di Berlino, il principale appuntamento per il settore ortofrutticolo internazionale, in calendario da mercoledì 7 a venerdì 9 febbraio 2018. E’ la quinta partecipazione ufficiale e, come ormai consuetudine, la postazione del Consorzio è collocata nello spazio espositivo collettivo della Regione Veneto (Hall 2.2, Stand C-11), nel padiglione dove è concentrata gran parte della presenza italiana.

pasta a base di radicchio di Chioggia Igp

Sempre più prodotti a base di radicchio di Chioggia Igp, anche in IV gamma. Guida la delegazione il presidente Giuseppe Boscolo Palo, socio Argav, accompagnato dal vicepresidente Patrizio Garbin e dall’addetto stampa Umberto Tiozzo, consigliere Argav; ci sarà anche Pietro Cigna, direttore dell’Ortomercato di Chioggia, a conferma dell’azione sinergica tra le due realtà per la promozione e la commercializzazione del Radicchio Igp. Nei tre giorni, saranno ospiti anche alcuni soci produttori della filiera e rappresentanti delle istituzioni locali: ha già assicurato il suo arrivo Stefano Gazzola, assessore all’Agricoltura del comune di Rosolina, il cui territorio assieme a quello di Chioggia detiene l’esclusività della produzione della tipologia precoce del Radicchio di Chioggia Igp. “Questa missione di Berlino fa parte di un progetto di promozione cofinanziato dal Ministero dell’Agricoltura in associazione con i Consorzi dell’Insalata di Lusia e dell’Aglio Polesano. Qui presentiamo il radicchio di Chioggia e il suo territorio assieme ad alcune indicazioni salutistiche e delle ricette che lo valorizzano in tavola. La nostra presenza in questa vetrina internazionale è in continuità con la missione ad Helsinki di novembre scorso, che ci ha permesso di aprire una nuova finestra sul mercato nordeuropeo, particolarmente importante per l’elevato potere d’acquisto di queste popolazioni, fortemente interessato al prodotto in busta pronto al consumo, quello della cosiddetta IV gamma, nel quale si presenta in modo autorevole con le confezioni di “radicchio di Chioggia Igp” della Valfrutta. A Berlino, assieme al prodotto fresco, porteremo anche l’ultima novità dei trasformati contenenti come ingrediente caratterizzante il nostro prodotto: le paste fresche ripiene con “radicchio di Chioggia Igp” del Pastificio Artusi, che saranno poste in degustazione nel consueto incontro con la stampa specializzata del giovedì, assieme al radicchio essiccato della ditta Taflo, ideale per preparare gustosi risotti e alle torte “Ciosote”, il tutto accompagnato dalla “Rossa di Chioggia” la birra artigianale al radicchio del birrificio veneto San Gabriel”, spiega Boscolo Palo.

prodotto di IV Gamma con radicchio di Chioggia Igp

Successo per i prodotti pronti al consumo, ma quotazioni in ribasso del prodotto fresco. Continua Boscolo: “L’apprezzamento dei consumatori per i prodotti alimentari col nostro Igp è segnato anche dalla recente messa in commercio da parte della Bofrost di una confezione di “pizza al Radiccho di Chioggia Igp e Asiago Dop” che raddoppia i pezzi contenuti. Purtroppo, questo successo dei “pronti al consumo”, non sta trovando corrispondenza nelle quotazioni del prodotto fresco. In gennaio i quantitativi raccolti sono gli stessi del corrispondente mese 2017, però i prezzi sono decisamente inferiori, parliamo di poche decine di centesimi. Se la situazione non cambia, sia dal punto di vista meteorologico che dei consumi interni, quasi certamente i conferimenti in mercato caleranno drasticamente rispetto al 2017. A causa di questo appiattimento delle quotazioni, molto radicchio tondo è stato accumulato nelle celle frigorifere e questo non migliora le aspettative per la nuova stagione del precoce i cui quantitativi di prodotto saranno grossomodo gli stessi dell’anno precedente, dato che le superfici investite a tale coltura si stima siano le stesse. L’unica prospettiva per la prossima primavera sta nel prodotto a marchio Igp. Il disciplinare del “radicchio di Chioggia” prevede infatti che la raccolta della tipologia precoce inizi dal 1° aprile, e quindi solo il consumatore che acquista il prodotto certificato con la denominazione della filiera potrà avere la garanzia che si tratta di prodotto fresco di recente raccolta”.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Radicchio di Chioggia Igp

Tutti i numeri dell’agricoltura veneta a Fieragricola 2018. Tra gli eventi proposti a Verona da Veneto Agricoltura, incontri su agricoltura di precisione, biodiversità, agroforestazione. Info anche su bionergie e cambiamento climatico.

Alla fine tutti i nodi arrivano al pettine. Il vecchio adagio vale anche per il comparto agricolo che proprio in questi giorni sta tirando le somme sui risultati della scorsa annata. Purtroppo, le conseguenze del cattivo andamento meteo registrato nel 2017 (ad aprile le gelate, in estate la siccità) non hanno consentito il raggiungimento di performance destinate a rimanere negli annali. Anzi. Veneto Agricoltura, che giovedì 1 febbraio (ore 11,30) in Fieragricola (31/1-3/2) oa Verona (stand Regione Veneto, padiglione 4) con AVEPA, ARPAV ed il marchio regionale agroalimentare QV (Qualità Verificata), presenterà i primi dati sull’annata agroalimentare regionale 2017, parla di “annata difficile soprattutto per quanto riguarda le rese di produzione di molte colture sia seminative (mais -14%, soia -23%) che legnose (mele -21%, vite -19%)”.

Zootecnica, risultati interessanti. I tecnici dell’Agenzia regionale anticipano invece che per gli allevamenti zootecnici i risultati 2017 sono piuttosto interessanti. Negativi invece gli scambi con l’estero. L’Agenzia regionale proporrà anche una serie di iniziative che ruotano attorno alle tre frontiere simbolo dell’innovazione sostenibile in agricoltura, ovvero l’agricoltura di precisione, la biodiversità e i sistemi agroforestali.

Agricoltura di precisione. Nella giornata inaugurale, mercoledì 31 gennaio (ore 15.00) presso l’Area FORUM del Padiglione 3, è previsto il focus Precision farming nelle colture erbacee che affronterà il tema dell’agricoltura di precisione analizzato da tre distinti punti di osservazione: le Linee guida recentemente pubblicate dal Ministero, le indicazioni pratiche sperimentate nell’azienda pilota dimostrativa “ValleVecchia” di Veneto Agricoltura grazie al progetto europeo LIFE “Agricare” e il rapporto tra imprese e ricerca. Il programma dell’incontro disponibile a questo link.

Biodiversità. Giovedì 1 febbraio (ore 10,00) presso la Sala Puccini nella Galleria tra i Padiglioni 6 e 7, si terrà un incontro dedicato alla biodiversità intesa quale valore per l’agricoltura. Il focus, sostenuto dal Progetto BIONET che Veneto Agricoltura conduce con un’ampia rete di partner (Istituti agrari, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, CREA, Provincia di Vicenza) nell’ambito del PSR Veneto, punta a mettere in evidenza il valore della biodiversità per le produzioni agricole. Tecnici e produttori si incontreranno forti anche dell’esperienza maturata nell’ambito di un altro progetto da poco concluso (VeroVeneto) che ha dato modo di misurare con metodo scientifico il grado di biodiversità e la qualità della produzione ortofrutticola veneta. Il programma di questo secondo incontro è disponibile a questo link.

Foreste. Venerdì 2 febbraio (ore 10.00), sempre presso la Sala Puccini, si terrà invece un convegno dedicato al ritorno dei sistemi agroforestali. Nell’occasione si parlerà di alberi tra le colture agrarie, elementi non intrusi ma fattori di produzione e stabilizzazione climatica. L’agroforestazione è una sorta di “ritorno al futuro” che è già realtà in diversi contesti agricoli europei e italiani. Ne parleranno i ricercatori (con due interventi europei), tecnici e produttori agricoli protagonisti di queste esperienze. Il programma è disponibile a questo link. Infine, presso lo stand regionale saranno presenti nei quattro giorni di fiera i tecnici del Settore di Veneto Agricoltura “Bioenergie e cambiamento climatico”, per fornire ai visitatori informazioni sulle attività progettuali in tema di biogas, biomasse solide e biocarburanti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

31 gennaio-3 febbraio 2018, a Verona la 113a edizione di Fieragricola fotografa i cambiamenti avvenuti in 10 anni nei campi e sul mercato

bovino da latte

È scattato il conto alla rovescia per il via alla 113^ Fieragricola, in programma a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio. La grande kermesse scaligera aprirà i cancelli a tanti pubblici: allevatori, agricoltori, cerealicoltori, produttori di energie rinnovabili, imprenditori forestali, agriturismi, venditori di mezzi agricoli, imprese agromeccaniche, agronomi e professionisti. La manifestazione, nata nel 1898, è stata presentata ieri a Roma, insieme a uno studio di Fieragricola e Nomisma sul tema “Agricoltura 2007-2017: cosa è cambiato?“.

La fotografia del decennio. Circa 180mila imprese in meno, con una decrescita della forza lavoro di quasi l’8%. Ma anche una buona tenuta del valore aggiunto (+3,9%) e un valore medio della produzione per azienda cresciuto dell’88 per cento. È la morfologia della campagna italiana post-crisi ritratta dallo studio Fieragricola-Nomisma. Per l’agricoltura la crisi ha fatto da acceleratore nella struttura, nei processi e nella competitività delle imprese agricole italiane, alla stregua di un selezionatore naturale che ha sostanzialmente espulso le aziende più deboli, quelle meno strutturate e organizzate, ma anche chi non è riuscito a intercettare le tendenze di una domanda profondamente cambiata. L’uscita dal mercato, in dieci anni, di quasi il 20% delle imprese agricole, in buona parte a conduzione diretta, ha coinciso infatti con diversi salti di qualità: dal valore della produzione, alla crescita (del 58%) della superficie media per azienda, alla produttività che, con 36mila euro per addetto, è oggi quasi il doppio rispetto alla media Ue. Inoltre, fa ben sperare sia l’ulteriore incremento delle aziende a conduzione femminile – oggi al 20% contro una media Ue del 13% – e gli incoraggianti ultimi sviluppi di imprese under 35, a +14% negli ultimi 18 mesi, sebbene l’età media sia ancora molto più alta dei colleghi europei.

L’Italia agricola a metà del guado. “Rispetto ad altri settori, come l’intero manifatturiero o le costruzioni, il nostro primario ha reagito prima alla recessione, cercando di irrobustirsi e innovarsi – ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Possiamo dire che oggi siamo a metà del guado: più strutturati ma ancora non abbastanza rispetto ai competitor, più professionali ma in attesa del grande passo digitale e in parziale ripresa sul fronte delle nuove trattrici, più giovani in un comparto ancora tradizionalmente dominato da conduttori in età avanzata. Fieragricola in questo studio ha analizzato il decennio 2007-2017 per capire come procedere verso il definitivo salto di qualità. Non a caso il tema chiave della rassegna sarà dedicato alla nuova Pac e all’agricoltura 4.0″.

Cambiano i consumi: boom del bio. Secondo lo studio Fieragricola-Nomisma, negli anni pre e post-crisi è cambiata la struttura, ma anche la congiuntura; una rivoluzione condotta da una domanda che ha ridotto tutti i consumi alimentari (-10,7% in media), con punte legate a prodotti più voluttuari (-13% per vino e alcolici). A fare in parte da contraltare, il boom del biologico – cresciuto nella Gdo del 160% e nei campi del 56% – unitamente alla crescita dei prodotti a marchio (+87%) e all’attività sempre più multifunzionale del settore primario, con l’agriturismo che ha visto crescere del 35% le proprie strutture e con il boom del contoterzismo. Infine, un chiaroscuro legato all’export della nostra materia prima, da record nel 2017 (6,6 miliardi di euro), ma con il massimo storico anche dell’import (12,8 miliardi). Ne consegue un saldo negativo senza precedenti: -6,1miliardi di euro. Per il direttore area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini: “Nel prossimo futuro i produttori avranno bisogno di nuovi strumenti  finanziari e di gestione del rischio per combattere volatilità dei prezzi ed effetti nefasti del cambiamento climatico e di nuovi modelli organizzativi per rafforzare la competitività ed integrare maggiormente la loro posizione nella filiera. Da questo punto di vista, lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione potranno favorire l’implementazione di modelli produttivi più efficienti”.

Alcuni numeri della fiera. Dieci padiglioni occupati, oltre 1.000 espositori, una superficie netta di 57mila metri quadrati (+4,4% sull’edizione precedente), un’area demo esterna di 7.500 metri quadrati allestita per gli Special Show, 980 animali (+63,3%), delegazioni commerciali provenienti da 33 Paesi esteri e tre concorsi sulle razze bovine (compreso il debutto della mostra europea della Limousine), più di 120 convegni in calendario nei quattro giorni di manifestazione, durante i quali sono previsti corsi di abilitazione professionale alla guida delle trattrici.

Fonte: Servizio Stampa Verona Fiere

 

 

Merano Wine Festival (10-14 novembre 2017) inaugura la 26a edizione con un convegno il 9 novembre sui vini del futuro

Le nuove tendenze del vino al centro di Naturae&Purae, il convegno che giovedì 9 novembre ai Giardini di Castel Trauttmansdorff aprirà la giornata prologo della 26° edizione del Merano WineFestival (10-14 novembre 2017). Esperti e interpreti del mondo del vino si confronteranno sui temi della sostenibilità, della naturalezza e della purezza, cercando di rispondere al quesito: “Quo Vadis? Food & Wine, the future is natural?”.

Vini del futuro. Al convegno, curato e ideato da Helmuth Köcher e Angelo Carrillo interverranno: Attilio Scienza (Cisgenetica), Luca D’Attoma (vini bio e biodinamici), Franz Josef Loacker (vini biodinamici), Werner Morandell (Piwi), Angiolino Maule (vini naturali). Sul tema delle fermentazioni alimentari interverrà l’esperto Carlo Nesler. Si parlerà dei vini del futuro, partendo dall’analisi di alcuni importanti fenomeni: la forte ascesa del mondo del bio certificato, che secondo le statistiche di AssoBio, basate sui dati Nielsen sull’andamento delle vendite biologiche nella GDO, hanno dimostrato un + 19,7% rispetto al 2016, e la crescita delle realtà produttive considerate per molto tempo “di nicchia” che si affidano a metodologie di produzione biodinamica. Proprio nel contesto dei vini biodinamici il Merano WineFestival vanta un ruolo pioneristico (la prima edizione del salone bio&dynamica risale infatti al 2006). Il convegno di Naturae&Purae affronterà anche il tema della ricerca, con i vini ricavati da vitigni Piwi (ovvero vini derivanti dai nuovi genomi viticoli ottenuti dall’incrocio di viti resistenti alle malattie fungine), e le varietà autoimmunizzate attraverso selezioni genetiche (come i vini provenienti dalle più recenti sperimentazioni e ricerche condotte da cisgenetica). Naturae&Purae si chiuderà con una sessione di domande in rapida successione con la formula “one man one question”, tra i relatori e cinque giornalisti e critici enogastronomici. Il convegno è a numero limitato e il biglietto di ingresso prevede anche la visita guidata Giardini. Iscrizioni gourmet@meranowinefestival.com.

Il Festival. All’edizione del 2017 partecipano oltre 450 case vitivinicole tra le migliori in Italia e nel mondo, quasi 200 artigiani del gusto e 15 cuochi di spicco. Dall’11 al 13 novembre al Kurhaus si tiene Wine Italia con oltre 800 vini italiani protagonisti, un percorso fra le varie aree ed i differenti territori vinicoli da nord a sud. La sala Czerny (nome dell’architetto che progettò Kurhaus, nel 1874), ospiterà Wine International con oltre 250 vini dalla Spagna all’Argentina, dal Libano al Sud Africa, dall’Austria alla Crimea. In contemporanea, dal 10 al 14 novembre, lungo la “Passer Promenade”, a fianco del fiume Passirio, avrà luogo GourmetArena con la selezione di prodotti tipici nazionali ed internazionali. Cooking Farm sarà il fulcro della Chef Arena; dal 10 al 14 novembre importanti chef di livello internazionale si confronteranno con le contadine altoatesine, depositarie della cultura culinaria locale. Immancabili le Masterclasses, degustazioni guidate di eccellenze enologiche nazionali e internazionali all’Hotel Terme Merano, il cui ricavato andrà in beneficenza. Infine, il 14 novembre, Catwalk Champagne, una “sfilata” nella Kursaal Merano di alcune fra le migliori Maisons de Champagne.

Fonte: Servizio Stampa Merano Wine Festival

 

26 ottobre 2017, i soci Argav visitano Verona Mercato Ortofrutticolo e Fieracavalli

Accompagnati dal presidente Andrea Sardelli e dal direttore Paolo Merci, giovedì 26 ottobre i soci Argav visiteranno Verona Mercato Ortofrutticolo, che rappresenta l’attività pulsante del Centro Agroalimentare di Verona. L’edificio ha una superficie coperta di 92.000 mq, al suo interno sono dislocati 92 stand assegnati a 67 operatori concessionari. Gli stand, di 3 tipologie, sono contrapposti e divisi da una galleria di commercializzazione di ampiezza pari a 24 m. e lunghezza pari a 850 m.

Sport ed equiturismo. In seguito, i soci visiteranno Fiercavalli, che si tiene dal 26 al 29 ottobre nella Fiera di Verona. La manifestazione, considerata la più importante in Europa dedicata al mondo equestre, vedrà la presenza di tremila cavalli di 60 razze, 750 aziende del settore da 25 nazioni e 210 appuntamenti tra gare sportive, concorsi e show. “Da mercato semestrale dei cavalli di fine ‘800 fino alla moderna Fieracavalli: per quasi 120 anni abbiamo accompagnato l’evoluzione del mondo equestre – commenta Maurizio Danese, presidente di Veronafiere –. Questo perché la rassegna riesce a rappresentare il settore nella sua globalità, promuovendone i comparti allevatoriale, turistico, sportivo e commerciale. Un valore aggiunto unico che conferma la fiera punto di riferimento indiscusso per appassionati, atleti, operatori, istituzioni, federazioni e associazioni”.

Non solo sport. A Fieracavalli i riflettori sono puntati sull’equiturismo, fenomeno in crescita in tutta Europa e che nella sola Italia conta 120mila praticanti assidui, 1 milioni di appassionati stimati e un indotto che raggiunge i 900 milioni di euro. All’interno del padiglione riservato alle vacanze in sella è possibile scoprire itinerari dentro e fuori i confini del nostro Paese, ma anche incontrare maneggi, alberghi e strutture ricettive attrezzate. “Il turismo è una delle principali linee di sviluppo per il futuro del settore equestre – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Come fiera stiamo investendo per far diventare il cavallo una ulteriore leva di marketing per i territori e proprio in occasione di questa edizione vogliamo presentare il primo master interamente dedicato al turismo equestre, organizzato insieme a European Academy for Rural Territories Hospitality e Ciset-Cà Foscari Università di Venezia”.

Il comparto allevatoriale. In Fiera, spazio pure al business e al prodotto con le aree dedicate al b2c e al b2b, ma anche all’anima storica della manifestazione, il comparto allevatoriale. Si va dagli esemplari italiani promossi dal ministero delle Politiche agricole (Mipaaf) e dall’Associazione Italiana Allevatori (AIA), ai cavalli iberici e frisoni, fino agli appaloosa, paint e quarter dell’epopea western. Qui fa il grande ritorno anche il cavallo arabo con Anica, l’Associazione Nazionale Italiana del Cavallo Arabo. Via libera al divertimento nell’area dedicata ai bambini, ma anche durante le Notti di Fieracavalli, l’offerta di intrattenimento non stop dal giovedì al sabato, fino alle 23. Da non perdere il Gala d’Oro serale Magnifique, che vede come guest star, Lorenzo, “il cavaliere volante”.

Fonte: Servizio Stampa Verona Mercato Ortofrutticolo e Fieracavalli

21-23 settembre 2017, a Padova torna Flormart. Tra le novità la terrazza Wigwam, spazio di incontri e assaggi.

lavori dei bambini progetto “Conoscere gli alberi della nostra campagna” Piccoli Botanici al Wigwam

7 padiglioni, 316 espositori in rappresentanza di 18 regioni italiane, 45 aziende estere provenienti da 15 Paesi (riunite in un unico padiglione), 66 buyers internazionali, 3 giornate di convegni/workshop/corsi di formazione/incontri istituzionali, un nuovo spazio dedicato agli under 35 con 15 start up ad alto contenuto di innovazione e centri di ricerca che presenteranno prototipi e studi: dopo qualche anno in cui l’immagine di Flormart si era un po’ appannata, il desiderio di rilancio del salone del florovivasimo e dell’architettura del verde passa anche da questi numeri.

Ingresso gratuito, vendita al dettaglio sono nell’ultimo pomeriggio di fiera riservato alle orchidee. A Flormart, i professionisti e gli appassionati di vivaismo, floricoltura, tecnologie e attrezzature, troveranno le ultime novità. Una fiera professionale con ingresso gratuito, in cui non è ammessa vendita al dettaglio tranne che in alcuni stand di vivaisti del padiglione 15 delle orchidee e soltanto nel pomeriggio di sabato (ultimo giorno di manifestazione) dalle ore 14 in avanti.

Quanto “pesa” il florovivaismo in Italia. Obiettivo principale della fiera è valorizzare e sostenere uno dei principali comparti dell’agricoltura italiana riconosciuto come d’eccellenza a livello internazionale. La produzione delle aziende florovivaistiche italiane è di 2,6 miliardi di euro: 1,3 miliardi per fiori e piante in vaso e 1,3 per i prodotti vivaistici (alberi e arbusti) ed è pari a quasi il 5% della produzione agricola. 14.000 imprese produttive si dedicano a fiori e piante in vaso e circa 7.500 producono piante per il vivaismo, con una dimensione aziendale media più elevata in quest’ultimo settore (dati ISTAT). La superficie agricola occupata complessivamente dal settore ammonta a quasi 29.000 ettari, destinati per il 70% a piante in vaso e vivaismo. Le aziende che producono giovani piante floricole ornamentali sono 2.000 per una superficie complessiva di oltre 1.500 ettari.

L’Italia è un Paese esportatore di piante, alberi, arbusti di fogliame e fronde. In particolare tra i principali mercati di destinazione delle nostre piante in vaso si annoverano Germania, Francia, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Belgio, ai quali si aggiungono, per alberi e arbusti, Spagna, Turchia e Svizzera.

Terrazza Wigwam. Quest’anno, l’associazione Wigwam Clubs Italia sarà presente a Flormart all’interno di GPP Lab–Borsa degli acquisti Verdi della Pubblica Amministrazione–Padiglione 1 con uno spazio in cui saranno presentati progetti e attività legati al verde e alla sostenibilità ambientale, nonché assaggi di prodotti. Ecco il programma: giovedì 21 settembre, 13:00-14:00presentazione/degustazione selezione prodotti bio aziende Rete Wigwam e Operatori della Borsa GPP Lab; venerdì 22 settembre, 10:00-12:30, seminario-convegno di Rete Wigwam e CNA Agroalimentare Padova. Interventi: “Il biologico come opportunità di mercato per le imprese alimentari negli acquisti della Pubblica Amministrazione”, di Salvatore Metrangolo, responsabile di CNA Agroalimentare Padova, “Caratteristiche, consistenza e prospettive del nuovo mercato dell’alimentazione green” di Michele Crivellaro, direttore marketing di CSQA Certificazioni Srl, “Numeri e prospettive del mercato del bio”, di Nicola Tormen, Wba Project–Biodiversity Friend, partner di OPO Veneto, “Oltre il bio, il nuovo mercato delle Biodiversità”, Efrem Tassinato, socio Argav, poresidente della Rete Wigwam per lo sviluppo sostenibile delle Comunità Locali, “Circolo virtuoso per domanda e offerta del Cibo Green”; sempre venerdì 22 settembre, ore 13:00-14:00, presentazione/degustazione di una selezione di prodotti bio di aziende della Rete Wigwam e CNA Agroalimentare ai partecipanti (buyers, sellers, operatori) alla Borsa degli Acquisti verdi della Pubblica Amministrazione (tra cui mense scolastiche, ospedaliere, comunità, ecc.); sabato 23 settembre 2017, 13:00-14:00, presentazione/degustazione di una selezione di prodotti bio di aziende della Rete Wigwam agli Operatori della Borsa GPP Lab (acquisti Verdi Pubblica Amministrazione), ore 15:00-16:30, “Bimbi botanici a Flormart”, consegna dei premi e degli attestati ai bimbi partecipanti all’edizione 2017 della country school “Bimbi al Wigwam”, progetto “Conoscere gli alberi della nostra campagna” realizzata nel Wigwam Circolo di Campagna Arzerello di Piove di Sacco da Rete Wigwam e Associazione “Si può fare” in collaborazione di TESAF – Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali dell’Università di Padova, col patrocinio di Veneto Agricoltura e il contributo di Bertani Legno.

Gli appuntamenti in fiera della Regione Veneto. Giovedì 21 settembre, 10-12 c/o spazio l’Arena, “La terza via del vivaismo. La vivaistica per la riqualificazione ambientale”. Si stanno affermando nuove esigenze nel vivaismo: la riqualificazione dei siti di Rete Natura 2000, la rigenerazione urbana e la bonifica di ex insediamenti industriali, gli interventi di mitigazione delle grandi infrastrutture; le richieste di specie non solo legnose ma anche erbacee; e soprattutto un’attenzione alla provenienza del materiale vivaistico per evitare inquinamento genetico e tutelare la biodiversità. Il convegno, promosso da Veneto Agricoltura, fornirà il contesto strategico e tecnico di questa nuova fase del vivaismo, dando voce agli operatori del settore e ad alcune esperienze regionali in atto. Venerdì 22 settembre ore 10:30-11:30, c/o stand Regione Veneto/Veneto Agricoltura, “30 anni di innovazione per l’ortofloricoltura veneta”, presentazione delle iniziative in occasione dei 30anni di attività del Centro Sperimentale Ortofloricolo di Veneto Agricoltura “Po di Tramontana (Rosolina, Ro). Sabato 23 settembre, 10-12 c/o spazio l’Arena, “Passante Verde di Mestre: infrastruttura green del Veneto” a cura di CAV, Veneto Agricoltura, Coldiretti. La mitigazione e qualificazione green del grande asse viario del Passante di Mestre ha consolidato, in questi primi anni di attività, alcune prime realizzazioni e collaudato alcuni interventi pilota. Primo fra tutti la realizzazione delle diverse tipologie di fasce boscate e barriere verdi realizzate da Veneto Agricoltura lungo i terreni che costeggiano il Passante nella sua Azienda dimostrativa “Diana” a Mogliano V. (Tv): un vero e proprio modello in scala 1:1 di ciò che può voler dire “passante verde”. Ora si tratta di estendere queste prime realizzazioni a tutto il tracciato.

Valutazione e finanziamenti green saranno al centro de seminario “Smart and Sustainable Cities, lessons learnt and opportunities within H2020” in programma venerdì 22 dalle 9 alle 16 in lingua inglese (con traduzione in italiano) presentato da Commissione Europea, l’Agenzia Esecutiva per le PMI (EASME) e da Unismart Padova Enterprise ed è richiesta l’iscrizione.

Fonte: Servizio Stampa Padova Fiere/Wigwam/Veneto Agricoltura/Etifor

 

11 aprile 2017, i soci Argav in visita a Vinitaly

Vinitaly 2011, foto Veronafiere

Come è oramai consuetudine, in occasione di Vinitaly Argav coordina delle visite per i soci, che quest’anno si ritroveranno a Verona Fiere martedì 11 aprile tra le 9.30/10 nella sala antistante l’accredito stampa fieristico.

Gli incontri. Il primo incontro sarà con Alfredo Albertini, direttore della Cantina Trento (Pad 3 stand E2), che ci presenterà lo spumante Zell Trento Doc rosè ed il vino Santacolomba. Alle ore 11.30, nel salone principale dello stand di Confagricoltura (Pad. D – Stand E2-E3), parteciperemo alla tavola rotonda: “La nuova frontiera del vino: la sostenibilità a 360°”; interverranno: Andrea Scanzi, giornalista “Il Fatto quotidiano”; Lodovico Giustiniani, presidente Confagricoltura Veneto; Marco Caprai, presidente Confagricoltura Umbria; Giuseppe Pan, Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Veneto; Christian Marchesini, presidente Consorzio Valpolicella; Innocente Nardi, presidente Consorzio Conegliano Valdobbiadene Docg; Diego Tomasi, Direttore Centro di ricerca per la viticoltura di Conegliano. A seguire “I Grandi rossi”, degustazione a cura di Andrea Soffiati, sommelier AIS Veneto e Bruno Rivella, enologo e già presidente Onav. Nel primo pomeriggio ci incontreremo con l’esperto e giornalista, Giampietro Comolli, per la presentazione del nuovo magazine Bubble’s, dedicato alle “bollicine” ed al buon vivere italiano.

Le aziende di Confagricoltura presenti al Vinitaly rappresentano quasi il 50 % degli espositori. Ne dà notizia in una nota stampa il socio Edoardo Comiotto, che recita: “Per il neoeletto membro di Giunta di Confagricoltura nazionale Giordano Emo Capodilista, imprenditore agricolo e viticoltore veneto: “Il Vinitaly è una kermesse molto importante per tutti i produttori vitivinicoli italiani. Stante il momento particolarmente delicato del contesto internazionale segnato dalla Brexit e dai  segnali di protezionismo che giungono dagli Stati Uniti, ci auguriamo, come sembra confermato dalle prenotazioni e dai contatti, un’ampia e numerosa presenza degli operatori esteri. Confagricoltura è impegnata da sempre per un mercato aperto, competitivo, dove le nostre aziende possano giocare a livello internazionale con gli altri competitors a parità di costi e non penalizzati dall’eccessiva burocrazia italiana. Per essere competitori sul mercato dobbiamo essere sì bravi produttori, e questo la stragrande maggioranza di noi lo è già, ma dobbiamo avere anche un “sistema Italia” che funzioni e che metta gli operatori in grado di svolgere al meglio il proprio lavoro. Bisogna eliminare quei passaggi e quei vincoli burocratici che posso essere esclusi. Il Testo Unico sul vino è un provvedimento molto importante, aspettiamo che i decreti attuativi siano varati e che il Governo italiano porti finalmente a una semplificazione di tutto il sistema. Ad esempio per capire come si sprechino risorse: i colleghi francesi hanno due enti di controllo mentre noi ne abbiamo dieci con i quali ci dobbiamo rapportare fornendo più volte gli stessi dati”.

 

 

Vinitaly 2017. Ad Enolitech è tempo di cantine “intelligenti”, mentre Veneto Agricoltura propone la degustazione “Piwi”, ovvero dei vitigni resistenti.

In contemporanea con Vinitaly e Sol&Agrifood, dal 9 al 12 aprile si tiene a Verona Fiere anche Enolitech, che festeggia quest’anno la ventesima edizione.

Tra le proposte più innovative, soluzioni su misura e chiavi in mano per cantine 4.0, pensate come avveniristiche sale di comando che mettono in connessione macchine, persone e impianti per ottimizzare i processi produttivi e migliorare l’efficienza e la redditività delle imprese. Contestualmente aumentano di numero i software gestionali sempre più specializzati.

Anche il packaging si evolve e assume sempre maggiore importanza. Realizzato con materiali riciclabili, adeguato a proteggere la qualità dei prodotti durante il trasporto, è facilmente movimentabile e si adatta a una logistica world wide in grado di accontentare le esigenze di piccole a grandi aziende. A monte della filiera, per il vigneto e l’oliveto ci sono i concimi biologici, mentre ogni attività dell’azienda agricola è sempre più ecocompatibile, grazie al recupero di tutti gli scarti di lavorazione, dai residui di potatura alla carta siliconata delle etichette applicate alle bottiglie.

In esposizione. In crescita l’offerta di resine e di pavimenti industriali, con aziende leader che dal settore industriale alimentare si rivolgono con crescente interesse ai produttori di vino e olio di oliva. Tra le tecnologie e i mezzi tecnici, grande spazio alle imbottigliatrici, ai tappi, di sughero, di vetro o sintetici, e alle bottiglie, anche di design, pronte per la sublimazione, con apparecchiature per realizzarla direttamente in azienda così da personalizzare il packaging dei propri prodotti. L’importanza dell’immagine è confermata dalla presenza di un gran numero di aziende specializzate nella realizzazione di etichette, con soluzioni non solo belle, ma capaci al tempo stesso di decorare una bottiglia, di informare e tutelare il consumatore e di promuovere il prodotto. Per gli operatori del canale horeca, a Enolitech ci sono gli strumenti del mestiere, con l’offerta di oggetti e arredi professionali, ma dal design sempre più raffinato, come vetrine climatizzate per vini, salumi e formaggi, bicchieri soffiati e in polimero, cavatappi e secchielli. Entrate massicciamente in Sol&Agrifood, il Salone Internazionale dell’agroalimentare di qualità che si svolge in contemporanea con Enolitech e Vinitaly, negli ultimi anni, le birre artigianali stanno riscuotendo anche l’interesse dei fornitori delle tecnologie di birrificazione, sempre più numerosi all’appuntamento veronese.

Piwi, ovvero i vitigni resistenti. “Piwi”, sta per pilzwiderstandfähig, ovvero i vitigni resistenti ai funghi. L’11 Aprile alle 11:30, nello stand della Regione Veneto a Vinitaly (Pad. 4 – Stand D4), Veneto Agricoltura, l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, presenterà i primi risultati di un’interessante attività in corso orientata alla riduzione dell’utilizzo dei fitofarmaci in viticoltura  (seguita da degustazione guidata). Si tratta di una attività sperimentale, avviata per individuare soluzioni ad un problema serio per i viticoltori, specie di fronte agli evidenti mutamenti climatici in atto, ed agli orientamenti che sta assumendo il consumatore rivolti sempre più verso prodotti frutto di un’agricoltura sostenibile e a bassa immissione di input. Le prime selezioni di vitigni Piwi datano tra il 1880 e il 1935 e hanno fornito vitigni dalle uve di qualità non sempre ottimale, cosa che ha sicuramente danneggiato l’immagine della varietà resistente come uva da vino. Da allora molti passi in avanti sono stati fatti sino a rendere il risultato difficilmente distinguibile dai vini ottenuti dai vitigni tradizionali. Germania, Austria e Svizzera sono tra i Paesi più attivi nella loro selezione, valutazione e coltivazione. Nel Veneto l’introduzione alla coltura di alcuni di questi vitigni resistenti è avvenuta nel 2014 e sono soggetti alla limitazione di cui all’art. 8, comma 6, del D.lgs n.61/2010, ovvero le uve raccolte non possono essere destinate alla produzione di vini DOC e DOCG. Verranno proposte in assaggio le varietà: – (a bacca bianca) Bronner, Sauvigneir Gris, Muscaris, Solaris; – (nera) Cabernet Cortis. La selezione delle piante resistenti attuata dai tecnici dell’agenzia regionale segue uno schema abbastanza semplice: si fanno gli incroci, si ottengono le piantine da seme, le si mettono alla miglior esposizione al fungo e si selezionano solo le piantine resistenti che verranno poi valutate dal punto di vista enologico. Oggi è possibile integrare questa selezione con quella assistita da marcatori che, su piante piccole, possono o meno, evidenziare i genotipi con i geni della resistenza. Il processo è però molto lungo, infatti il “Regent” (una delle prime selezioni resistenti messe in commercio) per essere selezionato, impiantato, moltiplicato e registrato ha richiesto un iter di quasi quaranta anni: infatti la sperimentazione è partita nel 1967 ed è stato iscritto a registro nel 2001. La ricerca e sperimentazione in Italia vede particolarmente attive, assieme a Veneto Agricoltura, la  Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario San Michele all’Adige, l’Università di Udine, Innovitis (Istituto privato con sede a Bolzano) e il CRA-Vit di Conegliano (TV), che ha iniziato un lavoro di selezione per produrre vitigni resistenti a partire dalla Glera e dal Raboso Piave.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere/Veneto Agricoltura

 

Vinitaly 2017 (9-12 aprile, Verona): le prospettive della vitivinicoltura Ue, internazionalizzazione, business e digital transformation al centro della 51^ edizione

“Vinitaly 2017 sarà la capitale della nuova Politica agricola comune, occasione imperdibile per riscrivere le linee a sessant’anni dai Trattati di Roma costitutivi della Comunità economica europea, con la presenza del commissario europeo per l’agricoltura Phil Hogan. Chiediamo quindi in particolare all’esperienza vitivinicola italiana di essere protagonista di questa riflessione. A Vinitaly porteremo il Testo Unico del Vino; daremo spazio alla discussione presentando il primo pacchetto attuativo. Anche sul registro vinicolo digitale, la sfida è decisiva e va seguita con grande attenzione nelle prossime fasi. E’ un cambio di prospettiva che dovrà essere un processo collettivo”. Così il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina intervenendo a Roma alla conferenza stampa di presentazione di Vinitaly (Veronafiere, 9-12 aprile 2017), la più importante rassegna internazionale dedicata a vino e distillati.

Internazionalizzazione. L’edizione 51 prosegue il percorso di crescita e di sviluppo delineato nel 2016 in occasione del cinquantesimo anniversario, grazie al piano industriale adottato con la trasformazione in SpA di Veronafiere. Per Maurizio Danese, presidente di Veronafiere: “Il nuovo piano da 94 milioni di euro di investimenti al 2020 ha analizzato attentamente le dinamiche del mercato fieristico mondiale, europeo e italiano. Per il settore wine and food, e quindi con Vinitaly, Sol&Agrifood, Enolitech e il sistema ad essi collegato, il progetto prevede una crescita mirata all’estero e nuovi servizi per l’internazionalizzazione delle imprese del settore, con focus su Stati Uniti, Cina”. Vinitaly, la prima fiera del vino al mondo per superficie espositiva e per numero di operatori esteri, già quest’anno offre maggiore internazionalità, occasioni di business e innovazione digitale. “Per raggiungere questi obiettivi – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – ci stiamo attrezzando anche dal punto di vista tecnologico. Infatti, questa edizione di Vinitaly inaugura un progetto pilota di digital transformation che coinvolgerà alcune migliaia di buyer esteri, durante il quale saranno sperimentate soluzioni 4.0”. Tra i punti di forza dell’azione di Vinitaly, l’internazionalizzazione del business resta una priorità. All’inizio di marzo sono 2mila i nuovi buyer esteri registrati per questa edizione. I nuovi arrivi del trade provengono in particolare da USA (da una ventina di Stati della confederazione), Cina, Hong Kong, Australia, Canada, Francia, Danimarca, Belgio, Germania, Giappone, Svizzera, Norvegia, Svezia e Russia. Tra questi in aumento le presenze anche da Taiwan e Brasile e, nonostante l’imminente Brexit, il Regno Unito aggiunge all’elenco 100 nuovi buyer.

Debutto per Giappone, Andorra e Kosovo. Con il business sempre al centro delle attività previste nei quattro giorni di fiera, nel 2017 il focus commerciale è saldamente puntato sui due grandi mercati di Stati Uniti e Cina, nazioni da cui nell’edizione 2016 si sono registrati notevoli aumenti negli arrivi dei buyer: +130% dal Paese del dragone e +25% dagli USA. Dal punto di vista espositivo, confermate le tradizionali aree tematiche del salone: Vinitaly Bio, sul mondo del biologico certificato, ViViT dedicato ai vini artigianali e VinInternational, spazio che raggruppa la gran parte dei produttori esteri di Vinitaly. Torna anche il prestigioso programma di degustazioni della VIA-Vinitaly International Academy e della rassegna Tasting Ex…Press. Da quest’anno inoltre, al via il progetto sperimentale di innovazione digitale e dei servizi collegati per l’internazionalizzazione delle imprese, come previsto dalle linee del nuovo piano industriale di Veronafiere. Elementi che rendono sempre più attrattivo Vinitaly anche per le aziende estere che incrementano significativamente la loro presenza nel padiglione Vininternational. Stati Uniti, Francia, Spagna Sudafrica, Germania, Argentina, Australia: sono soltanto alcuni dei paesi di provenienza delle aziende straniere a cui quest’anno si aggiunge il debutto assoluto di Giappone, Andorra e Kosovo.

Fuori salone, eventi per i wine lower nel centro storico di Verona e sul lago di Garda. Continua lo sviluppo parallelo anche del fuori salone di Vinitaly and the City, che l’anno scorso ha registrato 29 mila presenze, pensato per separare nettamente i momenti in fiera riservati agli operatori e agli affari dalle iniziative per i wine lover. L’evento coinvolge il centro storico di Verona e, da quest’anno, anche Bardolino sul lago di Garda, aggiungendo un giorno in più di programmazione: da venerdì 7 a martedì 11 aprile.

Fonte: Servizio Stampa VeronaFiere