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Venerdì 5 agosto 2011, a Desenzano (Bs) premiati i prodotti di 6 Consorzi veneti

Il Consorzio di Tutela Olio Extra Vergine di Oliva Garda DOP organizza venerdì 5 agosto a Desenzano del Garda (BS) un pranzo-evento al ristorante Esplanade dove saranno presentati i prodotti di sei Consorzi che hanno partecipato al progetto “Scopri il gusto, scegli la qualità certificata”. Durante l’evento, saranno  premiate le aziende selezionate alla VI edizione del Concorso dell’Olio Extra Vergine di Oliva Garda DOP, organizzato dall’Associazione Rassegna Interregionale dell’Olio Extravergine di oliva Garda DOP di San Felice del Benaco.

Promozione del territorio. Il progetto, finanziato in parte dal Ministero per le Politiche agricole, riguarda la promozione e la valorizzazione di prodotti importanti per le loro specificità, ma anche per il profondo legame che questi hanno con i territori di provenienza.

Le eccellenze gastronomiche dei sei Consorzi. Oltre all’Olio Garda DOP, nel progetto rientrano il Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, l’Insalata di Lusia IGP, il Radicchio di Chioggia IGP, il Radicchio di Verona IGP e il Riso Vialone Nano Veronese IGP. Sono sei importanti realtà agricole del Veneto, senza però dimenticare che il Consorzio dell’Olio Garda DOP, presieduto da Andrea Bertazzi, è interregionale: infatti, interessa anche le sponde trentine e lombarde del più grande lago nazionale.

(fonte Consorzio Olio Garda Dop)

Genius Vini: l’esperienza di Federvini, Unione Italiana Vini e Vinitaly al servizio del made in Italy

Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Genius Vini

Genius Vini, il Consorzio formato da Federvini, Unione Italiana Vini e Veronafiere/Vinitaly, ha eletto presidente il 6 aprile scorso, Lamberto Vallarino Gancia, già presidente Federvini; si affiancano a lui in veste di vicepresidenti Andrea Sartori, past president di Unione Italiana Vini, e Giovanni Mantovani, direttore generale Veronafiere, mentre  Gianni Bruno di Veronafiere è stato nominato direttore del Consorzio.

La mission di Genius Vini è di contribuire al potenziamento di tutto il comparto enologico sfruttando l’esperienza dei tre associati per la valorizzazione del made in Italy nel mondo. Il programma della prossima presidenza si focalizzerà su varie tematiche, tra le quali lo  sviluppo di un osservatorio a supporto delle analisi di mercato delle imprese per competere sui principali mercati del mondo, l’educazione del consumatore al bere responsabile attraverso lo sviluppo del “Wine Moderation”, la scoperta delle grandi opportunità connesse alle indicazioni geografiche legate al territorio e la promozione del Concorso enologico internazionale e del Concorso internazionale di packaging. Genius Vini si pone l’obiettivo di realizzare il collegamento tra le analisi di mercato e le attività create per educare il trade e i consumatori esteri verso il consumo del vino italiano, con l’intento quindi di avvicinare le aspettative esistenti tra produttori italiani e mercato reale dei Paesi esteri.

(fonte Veronafiere)

Mercati dei contadini in Veneto: oltre mezzo milione i consumatori per un giro d’affari stimato in oltre 10 milioni di euro

Quanti sono, dove sono, come sono organizzati i farmers market (il mercato dei contadini) del Veneto? Veneto Agricoltura, attraverso il suo Osservatorio Economico Agroalimentare risponde alla domanda dopo aver visitato 38 farmers market su 44 esistenti: 300 circa i produttori coinvolti, 650 mila i consumatori nell’arco di un anno. Un giro d’affari stimato in oltre 10 milioni di euro con 1,4 milioni circa di atti di acquisto. Questi i dati frutto di un’indagine effettuata nel corso del 2009, preceduta da un approfondimento sugli aspetti normativi, fiscali e sanitari e dal confronto tra lo scenario nazionale e quello internazionale. Numeri importanti che confermano il successo di questa modalità di vendita diretta dei prodotti agricoli regolamentata per la prima volta con decreto del Mipaaf (Ministero delle politiche agricole, agroalimentari e forestali) nel novembre 2007. Nelle interviste ai produttori e ai consumatori effettuate tramite questionario (oltre cinquecento in totale quelli raccolti), sono stati individuati i fattori critici e di successo dei farmers market, le loro caratteristiche, gli elementi su cui puntare e da valorizzare per un ulteriore futuro sviluppo del settore. La pubblicazione è scaricabile dal sito di Veneto Agricoltura.

Gal Polesani: oltre 2 milioni di euro i finanziamenti concessi nel 2010, a gennaio i nuovi bandi

Stefano Fracasso, direttore Gal Delta Po e Adige

Il 2010 è stato un anno importante per i GAL Polesani, Delta Po e Adige, in quanto si è dato avvio all’attuazione dei Programma di Sviluppo Locale, con la pubblicazione dei primi 4 bandi. “Con il Programma di Sviluppo Locale si vuole aumentare competitività, qualità, distintività del territorio, dell’ambiente e delle sue produzioni, elementi chiave per rafforzare la capacità della nostra terra di agire e contrastare la crisi economica attraverso la valorizzazione delle eccellenti e peculiari risorse di cui disponiamo, dice il presidente del GAL Francesco Peratello e del coordinamento dei GAL del Veneto.

Fino al 2014, 30 milioni di euro investiti sul territorio. Questo obiettivo si sta concretizzando proprio attraverso le risorse del Leader del GAL, che attiverà fino al 2014 investimenti locali per circa 30 milioni di euro sul territorio provinciale, a fronte di un contributo pubblico di circa 17 milioni di euro che dovrà essere utilizzato entro il 2014″. Concretamente nel 2010 sono stati aperti i bandi relativi in particolare alla diversificazione in agricoltura (agriturismo, fattorie plurifunzionali, energie alternative, formazione), con i quali sono stati finanziate oltre 40 imprese, con la concessione di oltre 2 milioni di euro di contributi, che attiveranno investimenti per oltre 5 milioni di euro.

Il 2011 come si preannuncia? “Nel prossimo anno, si prevede di finanziare anche iniziative realizzate in particolare da enti pubblici, soprattutto a favore della valorizzazione e promozione del territorio e delle sue peculiarità tipiche e storico-culturali (percorsi dei prodotti tipici, punti di informazione e accoglienza sul turismo rurale, recupero del patrimonio edilizio rurale), dice Stefano Fracasso, direttore dei due GAL polesani. Nei primi mesi del 2011 è prevista, inoltre, l’apertura di altri 8 bandi nell’ambito dei PSL dei due GAL; in particolare, i bandi riguarderanno “Ammodernamento delle azione agricole con investimenti aziendali” (Mis. 121), “Investimenti per le imprese che fanno la trasformazione e commercializzazione dei prodotti, come per esempio le cooperative” (Mis. 123), “Primo imboschimento dei terreni agricoli, con il finanziamento dell’impianto di boschi permanenti, fustaie a ciclo medio-lungo, impianti a ciclo breve” (Mis. 221, Az. 1, 2 e 3), “Miglioramenti paesaggistico ambientali” (Mis. 227, Az.1), “Fattorie plurifunzioali (Mis. 311, Az.1), “Ospitabilità agrituristica (Mis. 311 Az.2) e “Creazione e sviluppo di microimprese”, (Mis. 312 Az. 1). Complessivamente, nei due GAL, saranno messi a disposizione del territorio quasi 6 milioni di euro”.

Nella seconda metà del 2011, sono previsti altri bandi tra cui si ricordano in particolare quelli volti al recupero ed alla riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico-architettonico e quindi delle strutture edilizie rurali di pregio (Mis. 323a, Az. 1, 2 e 3). A tal fine i due GAL hanno avviato uno studio-ricerca per monitorare nel territorio le tipologie edilizie rurali meritevoli di essere oggetto di recupero. Tale attività, svolta in collaborazione con l’Università di Venezia, Facoltà di Architettura IUAV, consentirà di definire i parametri di priorità che verranno adottati nei successivi bandi. Nei primi mesi dell’anno nuovo, i GAL organizzeranno degli incontri pubblici sul territorio, rivolti ad, associazioni, operatori economici, e comunque aperti alla cittadinanza, per presentare le finalità dei PSL e, in particolare, per illustrare i contenuti dei nuovi bandi.

(fonte Gal Adige e Delta Po)

Venerdì 17 dicembre p.v. a Pedavena (BL) il convegno “Mangia Dolomitico”, a moderare il dibattito il socio Argav Edoardo Comiotto

Venerdì 17 dicembre p.v. presso la sala convegni Birreria Pedavena (BL) a partire dalle 9.30 fino alle 12.30 si svolgerà il convegno “Mangia Dolomitico, cogli i prodotti agricoli tipici bellunesi cooperando dal campo al consumatore” organizzato da Confagricoltura Belluno, CIA Belluno e Confcooperative Belluno.

Una cooperazione vincente. L’iniziativa vede unire le forze delle organizzazioni per dare risposte concrete ai produttori agricoli. E’ cosa nota, infati, come il settore primario sia in notevole difficoltà, non ultimo il fatto che i prezzi delle produzioni presentano un divario crescente fra i costi e la remunerazione dei prodotti agricoli è stagnante, se non in alcuni casi flettente. Nella provincia di Belluno anche prodotti di alta qualità e tipicità come i formaggi a latte crudo o Dop come i rinomati formaggio Piave, il fagiolo di Lamon e gli agnelli di razza alpagota, hanno difficoltà a trovare sbocchi commerciali tali da compensare e remumerare adeguatamente i notevoli sforzi degli agricoltori.

Con il progetto “Mangia Dolomitico”, benefici agli agricoltori e a tutto il sistema produttivo bellunese. Con le vendite dirette le aziende riescono a commercializzare solo limitati quantitativi di prodotto e non risolvono il problema delle aziende più strutturate che producono per il mercato. Di contro si avverte una crescente sensibilizzazione del consumatore verso il prodotto locale. Al fine di unire le esigenze del produttore e le richieste del consumatore, le tre organizzazioni hanno ideato e realizzato il progetto “ Mangia Dolomitico, cogli i prodotti agricoli tipici bellunesi cooperando dal campo al consumatore”. Il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere l’intera filiera valorizzando le realtà già esistenti sul territorio e portando beneficio non solo agli agricoltori ma a tutto il sistema produttivo bellunese, dal commercio alla ristorazione e all’artigianato.

A moderare il dibattito, il socio Argav Edoardo Comiotto, direttore Confagricoltura Veneto. Tra le tematiche affrontate durante il convegno figurano: ore 10.15 “Linee di sviluppo dei prodotti agricoli e marchi di qualità della Regione Veneto” tenuto da un dirigente regionale;  ore 10.45Ruolo ed opportunità della cooperazione agricola” tenuto da Confcooperative Veneto; ore 11.15 presentazione progetto “Mangia Dolomitico, cogli i prodotti agricoli tipici bellunesi cooperando dal campo al consumatore”, tenuto da Marco Caliandro, direttore Confcooperative Belluno. Ad aprire i lavori saranno Diego Donazzolo, presidente Confagricoltura Belluno e Marta Zampieri, presidente Cia Belluno. Al termine del dibattito, seguirà una degustazione di prodotti tipici bellunesi.

(fonte Confagricoltura Belluno)

“Da vitigni antichi vini nuovi”: presentato il progetto della Regione Veneto per la promozione del TAI

Presentazione Tai a Le Calandre

(di Cinzia Dal Brolo, socio Argav) Location prestigiosa, cucina di assoluta eccellenza a cura del pluristellato chef Massimiliano Alajmo del Ristorante Le Calandre di Sarmeola di Rubano, (al primo posto nella classifica delle guide più autorevoli) hanno fatto da “cornice” alla  presentazione del programma di promozione dei vini Tai, Lison e Tai Rosso, così denominati dopo che l’Unione Europea ha definitivamente sancito l’attribuzione della denominazione Tokai all’Ungheria e ai suoi vini.

L’apparente sconfitta si è, nel tempo, trasformata in una nuova “opportunità commerciale” per i vini veneti, considerati a buon diritto la più autentica espressione del territorio, in quanto il Tai , secondo le parole del governatore Zaia, “è il vino di sempre, antico nelle radici, nel vitigno, con un nome diverso.” Mercoledì 1 dicembre c’è stata la presentazione ufficiale del progetto, realizzato con il contributo economico della Regione Veneto e del MIPAF. Presenti i Presidenti delle rispettive Doc, Federico Tassoni (Colli Berici), Mauro Stival (Lison Pramaggiore), Antonio Bonotto (Piave), e una folta schiera di giornalisti ai quali Carlo Favero, Direttore del Consorzio Lison Pramaggiore ha illustrato le parti più salienti del Progetto; a partire dai dati della produzione 2009 che ha raggiunto quasi 2 milioni di bottiglie, di cui il 70% è rappresentato dai vini del Lison. Sottolineando che anche la vendemmia 2010 fa ben sperare, confermando la dinamicità di un territorio finora rimasto ai margini del mercato.

Buon Feed-back è arrivato dalla promozione dei vini TAI all’aeroporto Marco Polo di Venezia, fatti degustare ai passeggeri in transito; con numeri che, da giugno a novembre, hanno fotografato un andamento positivo. Inoltre, a supporto del progetto, a partire dal 2011 è prevista una nutrita serie di iniziative: convegni, workshop, momenti conviviali, incontri pubblici. Una ventina le etichette presentate alla stampa, i migliori vini delle tre DOC: ogni territorio rappresenta una storia a sé, ma il denominatore è comune: vini ottenuti da uve TOCAI. Nella parte più orientale della provincia di Venezia, (Lison-Pramaggiore) si producono bianchi e rossi dalle fragranze aromatiche, tipici di vitigni coltivati su terreni pianeggianti, temperati dalla vicinanza all’Adriatico, ricchi di calcio.  I vini del Piave Doc annoverano bianchi e rossi caratteristici di un territorio (bassa pianura compresa tra i confini nordorientali della provincia di Treviso fino alla foce del Piave) che punta alla valorizzazione sia di vitigni ben radicati e già conosciuti, sia di quelli nuovi come il Raboso superiore che entrerà a far parte della DOCG. Infine, i vini prodotti nei Colli Berici (a sud della città di Vicenza) testimoniano una produzione diversificata grazie a terreni di varia natura, roccia calcarea, argille rosse, rocce basaltiche che assicurano un carattere ben “strutturato” al prodotto. In particolare il TAI Rosso, di colore rubino intenso, con note di lampone e frutti di bosco, di sapore asciutto. Proposto sia nella versione classica, che in quella “riserva” dopo un periodo di affinamento in legno.

Una menzione particolare va ai piatti appositamente creati da Massimiliano Alajmo, in grado di “esaltare” i vini, i cui abbinamenti sono stati guidati dal sommelier Alessandro Scorsone; per esempio la “Battuta di carne cruda arrotolata con astice e lattuga”, abbinata a freschi TAI rosso; o il “Maialino da latte arrosto con purè di marroni tartufato” a celebrare i Tai Rosso più strutturati. Infine, a sottolineare il valore di eccellenza, Alessandro Scorsone, ha definito “autentici” i vini veneti, diversi per zone di provenienza, piacevoli e facili da gustare, ricchi di storia e tradizione”. Un patrimonio da valorizzare nel panorama internazionale, con un mix di azioni mirate di Marketing strategico.

Nasce il Centro Studi e Cultura Dieta Mediterranea

E’ stata presentata nei giorni scorsi nella sede di Unioncamere la nascita di un ‘‘Centro studi sulla dieta mediterranea”, riconosciuta di recente patrimonio dell’Unesco.  Il centro studi si occuperà di organizzare corsi di formazione con gli chef piu’ prestigiosi di tutto il mondo. La scuola sara’ ricavata dai ”Sassi di Matera”, recuperando gli spazi primordiali con la creazione di ambientazioni suggestive che evocano la cucina lucana. Ultimo obiettivo del Centro sara’ quello di sviluppare un progetto ”Fiera Diffusa”, con almeno due appuntamenti annuali, uno dedicato a prodotti e produttori agroalimentari e l’altro dedicato al vino.

(fonte Asca)

Cioccolato d’eccellenza alla conquista del mercato mondiale

foto Mirco Della Vecchia

Il settore del cioccolato non conosce crisi e la dimostrazione di questo e’ che le vendite di questo prodotto, in Italia e all’estero, ricoprono un ruolo sempre piu’ centrale. E’ giusto quindi promuovere questo ”oro nero” italiano, come patrimonio artigianale del Bel Paese, che le grandi industrie imitano e non possono eguagliare. Con questo spirito e’ nato il progetto ”Cioccolati d’Italia” ideato dalle Camere di Commercio di Belluno, Cuneo e Ragusa in collaborazione con la ”Fine Chocolate Organization”. L’iniziativa e’ stata presentata nei giorni scorsi alla stampa nella sede di Unioncamere, presenti tra gli altri, il maestro cioccolatiere bellunese Mirco Della Vecchia, il vice sindaco di Modica Enzo Scarso e la presidente dell’Associazione Amici del Cioccolato di Cuneo Giovanna Chionetti.

(fonte Asca)

Giovani imprenditori: spopola l’“Erasmus agricolo”

Andare da 1 a 6 mesi in un’azienda agricola europea, oppure ospitare  nella propria qualche giovane imprenditore “in erba” straniero. Questo format, grazie ad un processo virtuoso di passaparola, attivato spontaneamente anche sui principali social network del web, sta facendo decollare il progetto. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che sottolinea come stia prendendo molto piede l’iniziativa voluta dall’Unione Europea e denominata “Eye”, ovvero “Erasmus per i giovani imprenditori”.

Per gli stranieri, voglia di scoprire il made in Italy rurale. Si tratta -afferma la Cia- di una formula ben riuscita finalizzata a creare relazioni costruttive tra centinaia di giovani imprenditori europei. Il programma si rivolge a giovani imprenditori (ovvero ad imprenditori in essere da meno di 3 anni) e a nuovi imprenditori (quindi coloro che aspirano a diventarlo). Non solo. Il programma si rivolge anche ad imprese avviate e con esperienza che scelgono di partecipare in qualità di aziende ospitanti. L’“Eye” offre la possibilità ai giovani/nuovi imprenditori di trascorrere un periodo di lavoro, presso un’azienda di successo, in uno dei 27 Paesi dell’Unione Europea, inclusi i nuovi stati membri. Le aziende del comparto vitivinicolo italiano -evidenzia la Cia- sono in testa alle liste di preferenza degli stranieri, ma vanno molto forte anche gli agriturismi e le aziende multifunzionali. I giovani sono attratti dalla curiosità di scoprire le alchimie che portano al successo del “made in Italy rurale”.

Per gli italiani, desiderio di attivare link utili a “costo zero”. Gli italiani, invece, scelgono prevalentemente di essere ospitati in aziende del Nord Europa, ma l’Est sta diventando un orizzonte appetito, in particolare per attivare sinergie per nuovi business nel settore zootecnico e del “turismo verde”. Come organizzazione agricola -prosegue la Cia- monitoriamo costantemente questo progetto, perché è una grande e costruttiva opportunità che ci permette di analizzare le aspettative e le tendenze dei giovani imprenditori. Non ci limitiamo a questo: suggeriamo le mete degli scambi, con criteri precisi e utili. Altro aspetto da non snobbare è quello legato al portafoglio. Difficilmente i giovani riescono a fare esperienze del genere a “costo zero”: con questo “Erasmus” ciò, invece, avviene. La Commissione Europea ha infatti stanziato delle borse di studio per supportare economicamente gli imprenditori in partenza durante il periodo di permanenza nell’azienda del paese prescelto.

Borse di studio ancora disponibili. Il programma -conclude la Cia- viene curato dal nostro ufficio di Rappresentanza a Bruxelles. Scrivendo all’indirizzo cia.bxl@skynet.be è possibile ricevere supporto e maggiori informazioni sull’iniziativa, mentre per partecipare occorre iscriversi on-line al sito. Sono ancora disponibili borse di studio per imprenditori che intendano trascorrere un periodo all’estero ed intendano farlo entro giugno 2011.

(fonte Cia)

Chiusa in positivo la stagione del radicchio precoce di Chioggia. E Boscolo scrive al ministro Galan.

La campagna del radicchio rosso precoce primaverile di Chioggia si è conclusa totalizzando, in poco più di due mesi, circa 62 mila quintali di conferimenti alla centrale di Brondolo. «E’ un discreto risultato – commenta Giuseppe Boscolo, presidente dell’ortomercato – dato che, per la prima volta dopo oltre un decennio, miglioriamo il risultato produttivo rispetto l’anno precedente. Un’inversione di tendenza che ci auguriamo si confermi anche per la produzione del radicchio autunno-invernale che inizierà a settembre».

Chioggia Ortomercato del Veneto

A Brondolo si forma il prezzo d’origine del radicchio di Chioggia. Il radicchio primaverile si coltiva esclusivamente negli orti litoranei di Chioggia e Rosolina, nel cui ambiente pedoclimatico favorevole gli ortolani sono riusciti a selezionare piante particolarmente precoci. «Il nostro è l’unico mercato alla produzione in Italia dove si può trovare questo radicchio – spiega Boscolo – ed è qui che si forma il prezzo all’origine del radicchio di Chioggia. Per questo abbiamo scritto in questi giorni al ministro per le politiche agricole, Giancarlo Galan, proponendoci come fonte informativa autentica per il servizio “Sms consumatori, che fornisce tramite messaggini sul cellulare i prezzi dei principali prodotti agro-alimentari. Abbiamo infatti riscontrato che quanto riportato nel sito del ministero e inviato ai telefonini dei consumatori è nettamente superiore al nostro dato reale».

Giuseppe Boscolo, presidente Chioggia Ortomercato del Veneto

Caro Galan ti scrivo: Brondolo fonte autentica dei prezzi per i consumatori. Scrive Giuseppe Boscolo al ministro Galan: “In qualità di presidente della società Chioggia Ortomercato del Veneto e di produttore di radicchio, mi permetto di segnalarle che, a mio parere, sia i prezzi all’origine riportati nel sito “SMS Consumatori” che quelli inviati al cellulare tramite il numero “47947”, non riferiscono le esatte quotazioni mercantili di questa orticola. A titolo di esempio le riporto quanto indicava il 29 maggio 2010 il servizio SMS per il “nostro” radicchio, in euro/kg: Origine 1,11 – Ingrosso 2,15 – Vendita Nord 2,70, Centro 3,00, Sud 3,15. La media delle quotazioni dei circa ottomila quintali di radicchio di Chioggia conferiti nel nostro mercato nella stessa settimana si è attestata a 0,72 euro/kg, quindi il 35% in meno. Ciò comporta che nei passaggi dall’origine, all’ingrosso, fino al dettaglio, il prezzo non risulti moltiplicato, rispettivamente, per due e per tre volte, bensì per tre e per quattro volte. Medesimo discorso potrebbe essere fatto per la carota (altra orticola la cui raccolta in quel periodo è appannaggio delle nostre aree orticole), per la quale, nella stessa data (con circa 23.000 accessi tra i prodotti più ricercati del sito), la quotazione all’origine era data a 0,34 euro/kg, a fronte degli 0,11 euro/kg effettivamente spuntati dal produttore. Tali informazioni, inesatte a mio avviso, penalizzano sia i produttori, ai quali viene attribuito un reddito che non hanno (il costo di produzione, franco azienda, del radicchio precoce arriva fino ai 70-80 centesimi al chilo), sia i consumatori, i quali, aprendo i loro portafogli, possono essere portati a ritenere di pagare anche una soddisfacente remunerazione al “contadino” che produce questo radicchio “così prezioso”. Quanto sin qui premesso, chiedo cortesemente che il Mercato Orticolo di Chioggia venga al più presto inserito tra le fonti informative di Codesto Ministero, di Ismea e Infomercati, con i quali la società Chioggia Ortomercato del Veneto è interessata ad instaurare un dialogo collaborativo”.

Cipolla bianca protagonista del piatto tipico "sarde in saor"

Campagna pro cipolla bianca. Finito il radicchio precoce, in questo periodo non sta arrivando molta merce nei padiglioni della centrale: finora un migliaio di quintali di cipolla bianca e qualche partita di erbette (rape) rosse. «Stiamo cercando di sensibilizzare gli ortolani – conclude il presidente della società di gestione – a riprendere la coltivazione ed il conferimento di alcuni degli ortaggi che un tempo erano molto conosciuti ed apprezzati, come la cipolla bianca, per la quale pensiamo ci possano essere prospettive di nuova valorizzazione abbinata alle sardine dell’Alto Adriatico nel tipico piatto del “saòr”.Recentemente con Confartigianato ed Ascom abbiamo presentato il marchioRete dei Sapori”, che caratterizzerà una serie di iniziative di promozione dei prodotti locali, coinvolgendo l’intera filiera agroalimentare del territorio, dal produttore a chi si occupa del processo di trasformazione, dal rivenditore fino al consumatore finale».

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)