Lo scorso 23 novembre si è tenuto a Galzignano Terme (Padova) un interessante corso di formazione per giornalisti che aveva come tema l’esperienza della cittadina euganea, fortemente concentrata a creare occasioni di sviluppo territoriali. Ne parla Fabrizio Stelluto, presidente Argav, nel suo intervento “Pensieri Obliqui” a Verde Nordest. Di seguito, trovate anche informazioni altrettanto interessanti sulla struttura museale che ha ospitato l’incontro, il MuCE (Museo dei Colli Euganei), che lo scorso 4 ottobre ha inaugurato una nuova sezione a “cielo aperto”. Ora esiste la possibilità di approfondire il territorio, la sua storia, la sua arte, la sua biodiversità attraverso 3 nuovi percorsi esterni e l’avvio ad un progetto di riscoperta di oltre 10 sentieri antichi attraverso contrade, valli e monti di Galzignano e Valsanzibio.
Un approccio multidisciplinare
Il Museo dei Colli Euganei (MuCE), situato nel comune di Galzignano Terme, rappresenta un prezioso capitolo di cultura e storia, un luogo che invita i visitatori a immergersi nel ricco patrimonio naturale e umano del territorio euganeo. Con un approccio multidisciplinare e interattivo, il museo offre una narrazione coinvolgente che spazia dalla biodiversità alla geologia, e dall’archeologia alle tradizioni culturali del territorio.
Le sale espositive
Oltre alle storiche sezioni riguardanti l’archeologia, l’ornitologia e il termalismo, nel 2023 sono stati implementati percorsi tattili innovativi, dedicati all’arte e all’artigianato storico del territorio. Grazie a queste interazioni fisiche, è oggi possibile toccare e percepire le forme di fossili e reperti archeologici, rendendo l’esperienza museale più inclusiva e coinvolgente. Un’ulteriore novità è la sezione che esplora la storia locale attraverso castelli, chiese e monasteri, raccontati anche attraverso un percorso olfattivo che invita a scoprire le spezie, i frutti e le erbe officinali tipiche della zona. Questo approccio sensoriale non solo educa, ma arricchisce anche l’esperienza del visitatore, creando un legame profondo con il territorio. La sezione archeologica, in particolare, è un piccolo tesoro di reperti. Quelli di epoca romana testimoniano la storia del termalismo, praticato a Galzignano già in quei millenni. Alle ville di epoca veneziana, invece, è stata dedicata una mappa che permette di localizzarle e continuare la visita, dopo che nelle sale museali ne viene presentata la vita attraverso una ricca collezione di ceramiche rinascimentali che provengono da una residenza appartenuta al doge Giovanni Corner I. Da un quadro della prima metà del Settecento, che riproduce fedelmente il paesaggio comunale, si sta ora ricostruendo in forma virtuale l’ambiente in rapporto all’uomo nel XVIII secolo. Un’intera sezione è dedicata alla scuola, avendo avuto qui tra gli insegnanti Dino Durante, giornalista e scrittore. Anche la figura del pittore Mario Bocchini, è celebrata nel museo conservandone un ricco corpus di opere. Tra le acquisizioni recenti c’è un erbario che raccoglie e presenta la biodiversità botanica dei Colli Euganei. Fisicamente si tratta di 80 raccoglitori contenenti un totale di 4.400 campioni, che costituiscono l’Angolo dello Studioso, ossia il corpus dell’archivio dedicato all’approfondimento e alla ricerca. A questi si aggiungeranno altri 12 raccoglitori, con ulteriori 436 campioni didattici, che invece sono in esposizione nella sala ornitologica dove i 120 esemplari di uccelli imbalsamati, già contestualizzati da pannelli che riproducono i vari ambienti di vita, oggi vengono presentati con la possibilità di ascoltare il loro verso.
Il Museo che diventa “Diffuso”
Il MuCE, dunque, è una realtà moderna, dinamica, multimediale capace di porsi al servizio del turista e del visitatore, come dello studente e del ricercatore. Una realtà in continua crescita ed evoluzione. Ad ottobre 2024, infatti, il museo ha ulteriormente ampliato i suoi percorsi con nuove e più complete forme di approfondimento, assumendo una forma “diffusa”, ossia uscendo dalle mura dello stabile che lo ospita per abbracciare valli e colli, boschi, ville, sentieri e persone, che sono custodi di questa stessa cultura. E forse non potrebbe essere diversamente in un territorio come quello dei Colli Euganei, di recente nomina al MAB UNESCO, dove il paesaggio oltre ad essere originalmente bello contiene frammenti della cultura che l’ha generato nella forma, appunto, diffusa degli spazi aperti. In questo modo, davvero, il percorso museale si fonde con i sentieri antichi, percorsi da millenni dalla comunità che qui abita, oggi frequentati a piedi e in bici dai turisti del Parco Regionale dei Colli Euganei e del bacino termale Euganeo.
I sentieri
Quest’anno sono stati inaugurati i primi tre percorsi, ma ne sono stati mappati ben 10, nel territorio di Galzignano e Valsanzibio, già percorribili e parte di un progetto di ricerca che mira a ricostruire la percezione antica del paesaggio, restituendo alla comunità il suo territorio e la memoria delle sue storie e al turista un nuovo modo di vivere la natura, in forte connessione con la comunità ospitante. Alcuni sentieri mappati sono semplici e accessibili a chiunque, tanto da essere inseriti come percorsi inclusivi nel progetto, sostenuto dalla Fondazione Cariparo attraverso il bando Cultura OnLife. Nove di questi sentieri sono fruibili esclusivamente a piedi, uno è invece percorribile dalle biciclette e connette l’Anello dei Colli Euganei, patrimonio in capo alla Provincia di Padova, al MuCE e al territorio di Galzignano Terme. Proprio questo percorso, oggi inaugurato in una nuova veste, con pannelli e installazioni digitali, prende il nome “Sulla via delle terme” e connette l’area termale al Museo dei Colli, unendo anche il Golf, i Giardini di Valsanzibio e la Colombara, fornendo così un punto di vista unico sul territorio tra terme e colli. E’ la bicicletta che permette di ritrovare un contatto con gli altri musei accessibili e inclusivi, inseriti in un progetto dedicato attorno all’Anello della Ciclabile, come il MuBA a Battaglia, il Termalismo a Montegrotto e Villa Bassi ad Abano. I percorsi a piedi invece conducono alla riscoperta dei paesaggi del passato, ritrovando giardini storici, ville, conventi e monasteri, entrando nei boschi e osservando campi coltivati, valorizzando le eccellenze del territorio, come il vino, celebrato dal Consorzio dei Vini dei Colli Euganei, l’olio del Premio Pomea d’Oro e la ciliegia De.Co del Comune di Galzignano Terme, portando i visitatori direttamente dai produttori.
Mirantibus
I sentieri permettono esperienze coinvolgenti che non si limitano alla semplice osservazione, ma invitano i visitatori a interagire con il territorio, ampliando le informazioni e le emozioni che lo stesso museo può offrire. Basterà aprire la porta del MuCE e, attraverso una segnaletica dedicata, individuare l’itinerario per proseguire con l’approfondimento dei vari temi nella forma dinamica dell’escursione a piedi o su due ruote. Inoltre, l’applicazione Mirantibus, sviluppata da Fedriks S.r.l. per il MuCE, offrirà ai visitatori un utile strumento per orientarsi tra gli itinerari e ottenere informazioni sui principali luoghi d’interesse. Grazie a questa innovativa risorsa, sarà possibile intraprendere percorsi tematici che approfondiscono vari aspetti, dai contesti storici ai monumenti, fino agli elementi naturali. In sintesi, Mirantibus contribuirà a dare continuità alle esperienze vissute all’interno del museo, permettendo di esplorare in modo più approfondito l’intero territorio circostante.
Fonte: servizio stampa MuCE
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Si intitola “Il Museo diffuso: il paesaggio come motore del territorio. L’esperienza dei colle Euganei, patrimonio MAB Unesco”, il corso di formazione giornalisti organizzato dall’Odg Veneto in collaborazione con Argav al Museo Colli Euganei (
Venerdì 4 ottobre prossimo sarà presentata a Galzignano Terme (PD) la nuova sezione a “cielo aperto” del Museo dei Colli Euganei, che darà la possibilità di approfondire la conoscenza del territorio dal punto di vista storico e artistico, nonché l’eccezionale sua ricchezza di biodiversità attraverso 3 nuovi percorsi esterni e l’avvio di un progetto di riscoperta di oltre 10 sentieri antichi attraverso contrade, valli e monti di Galzignano e Valsanzibio.




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Già inserita nel progetto Water Museum of Venice, l’idrovora di Santa Margherita di Codevigo, in provincia di Padova, fiore all’occhiello del Consorzio di bonifica Bacchiglione, sarà uno dei portabandiera a livello internazionale del patrimonio idraulico italiano.