• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Ad Adria (RO), un mercato agricolo in ospedale a beneficio dei dipendenti

foto Rovigooggi.it

Nasce il primo mercato dei produttori agricoli di Campagna amica Coldiretti all’interno di una struttura sanitaria pubblica: l’ospedale di Adria, già insignito nel 2009 da Coldiretti con la targa “ospedale a km zero”, il secondo in Italia dopo quello di Asti, per aver convertito all’agroalimentare polesano le mense degenti e dipendenti.

Aperto ogni martedì pomeriggio. Uno spazio-mercato con prodotti locali e stagionali, forniti dalle aziende agricole certificate Campagna amica da Coldiretti, sarà aperto ogni martedì, dalle 14 alle 20, in area mensa, a beneficio dei 650 dipendenti dell’ospedale di Adria, di cui 350 soci Cica. L’iniziativa, infatti, è stata fortemente voluta dal circolo aziendale Cica, che ha chiesto di poter acquistare la stessa tipologia di prodotti già forniti alla cucina ospedaliera. Una richiesta che ha trovato sponda nel progetto “Casa-famiglia” della provincia di Rovigo, che raccoglie iniziative di conciliazione dei tempi che i lavoratori dedicano al lavoro e alla vita famigliare.

(fonte Coldiretti Rovigo)

In Francia ortaggi disponibili al distributore automatico

In Francia, un produttore ha installato un distributore di ortaggi in modo che il consumatore possa acquistare in maniera diretta. Il distributore è formato da piccole cassette. I consumatori, quando vogliono, possono avere a disposizione gli ortaggi di cui necessitano. In ogni cassetta si possono trovare patate, cetrioli, insalata, ravanelli, carote e cipolle. I prodotti sono disponibili 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana. Le cassette vengono rifornite due volte al giorno e fino a tre volte nei fine settimana. Il distributore è stato posizionato in modo tale che non vi batta il sole.

(fonte Freshplaza)

Bando Chioggia Ortomercato del Veneto per piattaforma logistica prodotti ortofrutticoli

Chioggia Ortomercato del Veneto

Chiusa a giugno con discreti risultati la campagna primaverile del radicchio precoce (6.200 tonnellate di prodotto conferito, circa il 5% in più rispetto al 2009), Chioggia Ortomercato del Veneto non va in vacanza, ma dà avvio ai progetti per il futuro. «Abbiamo cominciato a sfogliare le prime pagine del nostro “libro dei sogni” – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – dando pubblica evidenza ad un bando per la concessione di un’area coperta di oltre 1.200 metri quadrati all’interno del nostro ortomercato da adibire a piattaforma logistica per prodotti ortofrutticoli.

Domande entro il 28 agosto 2010. Le manifestazioni di interesse delle ditte operanti nel settore della logistica o del trasporto merci su strada, con particolare riferimento ai prodotti ortofrutticoli, devono essere presentate a Chioggia Ortomercato del Veneto entro il 28 agosto 2010 secondo le modalità specificate nell’avviso pubblico esposto all’Albo Pretorio del Comune di Chioggia e pubblicato nel sito www.chioggia.org. Il bando è disponibile anche presso la direzione del mercato orticolo (tel. 041.5543430).

Prossimo obiettivo, un impianto fotovoltaico. «Con questo primo passo verso l’apertura alle imprese che vogliono investire e sviluppare in quest’area le loro attività – chiosa Boscolo – abbiamo lanciato un sasso nello stagno dei progetti per il rilancio della struttura. Ora aspettiamo si generi l’onda d’interesse anche per le altre idee che abbiamo nel cassetto, soprattutto per l’impianto fotovoltaico sopra le coperture della centrale, che una volta realizzato, potrà fornire energia elettrica pulita alle attività imprenditoriali sottostanti e sarà il più grande del nostro territorio».

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

Pomodoro al Sud: crescono disagi e tensioni nelle campagne, chiesto l’intervento dei prefetti

Il perdurare dei ritardi nelle consegne e delle penalizzazioni della qualità della produzione del pomodoro hanno fatto ulteriormente crescere lo stato di allarme tra  i produttori che chiedono il rispetto dei contratti. Lo sottolinea Confagricoltura che fa presente come “le fortissime tensioni in atto rendono la situazione estremamente critica, tant’è è stato chiesto l’intervento dei Prefetti interessati”.

Rischio forti reazioni dei produttori. “La coltivazione del pomodoro rappresenta un spaccato importante per molte aree del Mezzogiorno ed è a rischio, oltre che un segmento dell’economia agricola, la tenuta delle relazioni e dei rapporti sul territorio – pone in evidenza Confagricoltura -. Se le operazioni di trasformazione del pomodoro non andranno velocemente a pieno ritmo le perdite economiche saranno altissime e di conseguenza anche le reazioni dei produttori”.

Circolare Agea: primo passo importante ma insufficiente. Dice Confagricoltura: “La recente  circolare Agea che prevede che il mancato rispetto delle previsioni contrattuali da parte delle industrie di trasformazione venga sanzionato duramente sin da questa campagna rappresenta un primo segnale importante, al quale speriamo si aggiungano gli opportuni ulteriori interventi istituzionali”. Confagricoltura ricorda infine che “i tempi per ripristinare un quadro accettabile sono ristrettissimi; sono in discussione ingenti investimenti e tante giornate di lavoro”.

(fonte Confagricoltura)

Chiusa in positivo la stagione del radicchio precoce di Chioggia. E Boscolo scrive al ministro Galan.

La campagna del radicchio rosso precoce primaverile di Chioggia si è conclusa totalizzando, in poco più di due mesi, circa 62 mila quintali di conferimenti alla centrale di Brondolo. «E’ un discreto risultato – commenta Giuseppe Boscolo, presidente dell’ortomercato – dato che, per la prima volta dopo oltre un decennio, miglioriamo il risultato produttivo rispetto l’anno precedente. Un’inversione di tendenza che ci auguriamo si confermi anche per la produzione del radicchio autunno-invernale che inizierà a settembre».

Chioggia Ortomercato del Veneto

A Brondolo si forma il prezzo d’origine del radicchio di Chioggia. Il radicchio primaverile si coltiva esclusivamente negli orti litoranei di Chioggia e Rosolina, nel cui ambiente pedoclimatico favorevole gli ortolani sono riusciti a selezionare piante particolarmente precoci. «Il nostro è l’unico mercato alla produzione in Italia dove si può trovare questo radicchio – spiega Boscolo – ed è qui che si forma il prezzo all’origine del radicchio di Chioggia. Per questo abbiamo scritto in questi giorni al ministro per le politiche agricole, Giancarlo Galan, proponendoci come fonte informativa autentica per il servizio “Sms consumatori, che fornisce tramite messaggini sul cellulare i prezzi dei principali prodotti agro-alimentari. Abbiamo infatti riscontrato che quanto riportato nel sito del ministero e inviato ai telefonini dei consumatori è nettamente superiore al nostro dato reale».

Giuseppe Boscolo, presidente Chioggia Ortomercato del Veneto

Caro Galan ti scrivo: Brondolo fonte autentica dei prezzi per i consumatori. Scrive Giuseppe Boscolo al ministro Galan: “In qualità di presidente della società Chioggia Ortomercato del Veneto e di produttore di radicchio, mi permetto di segnalarle che, a mio parere, sia i prezzi all’origine riportati nel sito “SMS Consumatori” che quelli inviati al cellulare tramite il numero “47947”, non riferiscono le esatte quotazioni mercantili di questa orticola. A titolo di esempio le riporto quanto indicava il 29 maggio 2010 il servizio SMS per il “nostro” radicchio, in euro/kg: Origine 1,11 – Ingrosso 2,15 – Vendita Nord 2,70, Centro 3,00, Sud 3,15. La media delle quotazioni dei circa ottomila quintali di radicchio di Chioggia conferiti nel nostro mercato nella stessa settimana si è attestata a 0,72 euro/kg, quindi il 35% in meno. Ciò comporta che nei passaggi dall’origine, all’ingrosso, fino al dettaglio, il prezzo non risulti moltiplicato, rispettivamente, per due e per tre volte, bensì per tre e per quattro volte. Medesimo discorso potrebbe essere fatto per la carota (altra orticola la cui raccolta in quel periodo è appannaggio delle nostre aree orticole), per la quale, nella stessa data (con circa 23.000 accessi tra i prodotti più ricercati del sito), la quotazione all’origine era data a 0,34 euro/kg, a fronte degli 0,11 euro/kg effettivamente spuntati dal produttore. Tali informazioni, inesatte a mio avviso, penalizzano sia i produttori, ai quali viene attribuito un reddito che non hanno (il costo di produzione, franco azienda, del radicchio precoce arriva fino ai 70-80 centesimi al chilo), sia i consumatori, i quali, aprendo i loro portafogli, possono essere portati a ritenere di pagare anche una soddisfacente remunerazione al “contadino” che produce questo radicchio “così prezioso”. Quanto sin qui premesso, chiedo cortesemente che il Mercato Orticolo di Chioggia venga al più presto inserito tra le fonti informative di Codesto Ministero, di Ismea e Infomercati, con i quali la società Chioggia Ortomercato del Veneto è interessata ad instaurare un dialogo collaborativo”.

Cipolla bianca protagonista del piatto tipico "sarde in saor"

Campagna pro cipolla bianca. Finito il radicchio precoce, in questo periodo non sta arrivando molta merce nei padiglioni della centrale: finora un migliaio di quintali di cipolla bianca e qualche partita di erbette (rape) rosse. «Stiamo cercando di sensibilizzare gli ortolani – conclude il presidente della società di gestione – a riprendere la coltivazione ed il conferimento di alcuni degli ortaggi che un tempo erano molto conosciuti ed apprezzati, come la cipolla bianca, per la quale pensiamo ci possano essere prospettive di nuova valorizzazione abbinata alle sardine dell’Alto Adriatico nel tipico piatto del “saòr”.Recentemente con Confartigianato ed Ascom abbiamo presentato il marchioRete dei Sapori”, che caratterizzerà una serie di iniziative di promozione dei prodotti locali, coinvolgendo l’intera filiera agroalimentare del territorio, dal produttore a chi si occupa del processo di trasformazione, dal rivenditore fino al consumatore finale».

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

Arriva il superpomodoro anti-eta’

foto Coldiretti

E’ arrivato sul mercato il superpomodoro naturale efficace contro l’invecchiamento per effetto di un contenuto di licopene superiore al 50 per cento, che aiuta anche nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari e tumorali. La novita’ e’ stata presentata in occasione dell’assemblea di Coldiretti, nell’ambito del Salone dell”Innovazione nella tradizione’.

Sta nel licopene la marcia in più. Si tratta – sottolinea Coldiretti – di una varieta’ senza organismi geneticamente modificati (Ogm), che vanta una concentrazione superiore del 50 per cento di licopene, una sostanza che svolge un’azione antiossidante superiore al betacarotene. Da un numero sempre maggiore di studi sta emergendo che il licopene aiuta anche a prevenire alcuni tipi di tumore e malattie cardiovascolari, e ritarda l’invecchiamento delle cellule del corpo. Da ultimo, oltre che da parte di Umberto Veronesi, anche la World Foundation of Urology ha evidenziato la sua importanza nel pomodoro per combattere non solo il tumore alla prostata ma tutte quelle malattie causate da stress-ossidativi e dalla formazione di radicali liberi.

Una filiera agricola tutta italiana, utile per la salute e…la bellezza. Il superpomodoro, che ha una forma squadrata, e’ stato intanto coltivato nelle aziende agricole situate in Emilia Romagna e Lombardia per essere poi trasformato in passate e polpe ad alta concentrazione di licopene. Questa novita’ – osserva Coldiretti – si inserisce nel progetto portato avanti dall’organizzazione agricola per una filiera agricola tutta italiana che punta a offrire prodotti al cento per cento italiani, e difende il consumatore dalle contraffazioni. I derivati del pomodoro sono infatti la prima voce delle importazioni agroalimentari dalla Cina, con un quantitativo di 82 milioni di chili sbarcato in Italia nel 2009 da ‘spacciare’ come Made in Italy. Nell’ambito del ‘Salone dell’innovazione nella tradizione’ sono stati presentati anche alcuni rimedi per la cura del corpo e per il benessere ispirati ai vecchi trucchi della nonna: dal bagno anti stanchezza al rosmarino, all’impacco per occhi stressati dal computer, dalle maschere antirughe alla patata a quella contro le occhiaie a base di miele.

(fonte Ansa)

Agroalimentare Veneto: un 2009 discontinuo

Discontinuo, ecco il termine utilizzato dai tecnici di Veneto Agricoltura per disegnare l’andamento del settore primario veneto lo scorso anno. Il “Rapporto 2009 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto”,  presentato oggi, giovedì 24 giugno 2010, dall’Amministratore Unico dell’Azienda regionale Paolo Pizzolato, nella ormai tradizionale conferenza stampa di fine giugno. Pizzolato non si è soffermato solo al 2009, ma ha anche fornito alcuni dati, alcune proiezioni relative al primo semestre 2010, ormai al termine.

Riorganizzazione di Veneto Agricoltura. Il 2009 – ha detto Pizzolato – è stato un anno difficile per tutti i settori produttivi. Anche l’agricoltura non ha potuto sottrarsi a questo trend negativo. Comunque, il primario ha reagito meglio e quindi si cominciano già ad intravvedere segnali di ripresa. Veneto Agricoltura, azienda della Regione, si sta riorganizzando per rispondere alle richieste provenienti dal mondo agricolo e dalla stessa Regione. L’ente avrà una struttura più flessibile, più veloce nel dare feedback agli input della nostra imprenditoria agricola e agroalimentare, rendendosi sempre più struttura di servizio. Siamo anche un’azienda di ricerca applicata, al fine di portare l’innovazione al mondo agricolo, forestale e agroalimentare: i nostri progetti saranno sempre più finalizzati all’utilità concreta dell’imprenditoria per renderla sempre piú competitiva sui mercati europei e internazionale. Da tempo siamo all’avanguardia in vari settori, ad esempio quello delle agroenergie; procederemo spediti anche in altri tra cui la pesca e l’acquacoltura.

I dati 2009. Con una flessione dell’8,4% rispetto al 2008 per un totale di 4,5 miliardi di euro il fatturato del primario veneto sconta la diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli che ha interessato molte colture e allevamenti. Continua il calo delle imprese agricole venete, scese a 79.500 unità (-3,2% rispetto al 2008) e degli occupati in agricoltura (-1,8%). Positiva invece la bilancia commerciale, che registra una diminuzione delle importazioni (-13%), proporzionalmente maggiore di quella delle esportazioni (-8%), con una conseguente  riduzione del deficit di circa il 28% rispetto al 2008.

Attività colturali. Per il mais variazioni lievi rispetto all’anno precedente, che rimane la principale coltura del Veneto. Gli ettari sono scesi a 234.700 (-1,3%) mentre la produzione, grazie all’incremento della resa, è salita a 2.250.000 tonnellate (+1%). Il prezzo medio annuo è invece calato notevolmente attestandosi su circa 130 euro/t (-30%). Non è andata meglio per il frumento tenero: subisce una significativa contrazione della superficie coltivata (-9%) e della produzione (560.000 t, -14,6%), e registra un ribasso dei listini del 32% con un prezzo medio annuo sceso a 146 euro/t. Non dissimili i risultati del frumento duro con una contrazione produttiva del 12% e picchiata dei prezzi pari in media al -44%. Ride il riso, la cui produzione torna a crescere (18.500 t, +17%) e il cui prezzo, in un’annata commerciale particolarmente sfavorevole per i cereali, ha registrato un lieve aumento (+1,5%). Boom della superficie coltivata a colza più che raddoppiata in un anno, raggiungendo i 3.400 ettari, fatto che conferma l’interesse dei coltivatori per le agroenergie. Se cresce il colza, scende la soia, la cui coltivazione è calata 15% (61.000 ettari) come anche il prezzo (-14%); comunque  l’andamento climatico favorevole ha fatto lievitare la resa e di conseguenza la produzione (222.700 t, +26,5%). Superficie e produzione sostanzialmente stabili invece per la barbabietola da zucchero: gli ettari coltivati sono stati 15.700 (+3%) e la produzione 965.000 t (-1%).

Le orticole. Nel 2009 si è registrato un ulteriore calo delle superfici (ora  34.900 ettari, -1%). La variazione riguarda quasi esclusivamente le orticole in serra, scese a 3.650 ha, -8%. Il valore della produzione degli ortaggi segna invece una variazione moderatamente positiva (+1% circa), raggiungendo i 635 milioni di euro.  Bene il radicchio, salito a 9.750 ettari (+3%), con una produzione complessiva pari a 135.000 tonnellate (+2%). Il prezzo medio annuo è risultato in aumento del +15-20% a seconda della varietà con un’impennata dei prezzi nei primi mesi dell’anno, superiori anche del 60%, successivamente scesi a valori nella norma.  Si mangia più verdura? Forse. Si è visto che anche la lattuga ha registrato un significativo aumento di produzione (39.200 t, +7,5%) ma, come insegnano i manuali di economia, con la conseguente flessione delle quotazioni (-6%). Uguale sorte per la fragola, per la quale a una produzione di 225.00 tonnellate (+18%) ha fatto da contraltare una diminuzione di prezzo del -25%. Invariate invece la superfici coltivate a patata (3.200 ha, 126.000 t), con il prezzo in calo del 10%.

Florovivaismo. E’ una bella realtà produttiva regionale. Infatti sono ancora in crescita le superfici che hanno raggiunto i 3.200 ettari (+7%), con un incremento in particolare di quelle in coltura protetta (+11%). Cresce anche il numero delle aziende (1.733, +1%) per una produzione complessiva regionale di 1,38 miliardi di piante (+2,5%) di cui il 76% è costituito da materiale vivaistico. Le quotazioni dei fiori recisi sono risultate in aumento del +14%.

Frutta. Se da una parte la produzione delle principali colture è apparsa in significativa crescita, per effetto di un andamento climatico in molti casi favorevole, dall’altra si è assistito durante l’anno a un crollo dei prezzi all’origine. Qualche esempio? Il melo (produzione +10%) che ha visto abbassare le proprie quotazioni del -17%, ed ancor di più le pesche e le nettarine (produzione +19%, prezzi – 43%). Il pero invece, pur avendo prodotto il 7% in più, ha leggermente incrementato le quotazioni dell’anno precedente (+2%). Listini al ribasso anche per actinidia (-30%) e ciliegio (-15%). Le difficoltà a livello commerciale hanno messo in evidenza le carenze strutturali del comparto frutticolo e la necessità di riorganizzare l’offerta, stipulare accordi con la Grande Distribuzione ed espandere le esportazioni.

Vigne e vini. 70.000 sono all’incirca gli ettari del vigneto veneto. La vendemmia 2009 è da considerare moderatamente favorevole sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Sono stati raccolti circa 1,1 milioni di tonnellate (+1,5%) di uva che hanno consentito di ottenere 8,1 milioni di ettolitri di vino (+0,7%). Significative le variazioni riscontrate nella ripartizione delle tipologie di prodotto: sono aumentate del +25% le produzioni DOC-DOCG e del +71% quelle per i vini da tavola, mentre scendono del – 22% i vini IGT. Variazioni che vanno interpretate come conseguenza della riforma della OCM vino e delle modifiche apportate in alcune importanti denominazioni, in particolare nella DOC Prosecco. Le note stonate arrivano dal versante commerciale: sia per i prezzi delle uve – calati mediamente del -10-20%, con punte anche del 30-40% a seconda delle zone e delle tipologie -, sia per i prezzi dei vini (in particolare i bianchi alla borsa merci di Treviso hanno subìto un calo del -25%; i vini rossi DOC invece, alla borsa merci di Verona, hanno spuntato mediamente un +3% rispetto al 2008). Un miliardo di euro è il valore del vino veneto esportato nel 2009, una bella cifra ma in calo del -5,5% sul 2008.

Latte. La produzione di latte è stata pari a 11 milioni di quintali (-2%, fonte Agea), ma il comparto ha dovuto subire una diminuzione di prezzo notevole (-11%, mediamente 37 euro/100 litri Iva compresa). Il numero degli allevamenti è sceso di un ulteriore -3%, mentre l’annoso problema delle quote latte sembra avviato ormai a una soluzione considerando che gli esuberi di quota individuale sono diminuiti del 73% passando da 137.000 a 37.000 tonnellate. Oltre il 75% del latte prodotto in Veneto è destinato alla trasformazione casearia, con una netta prevalenza per i formaggi DOP (circa il 40%).

Carne. La produzione veneta di carne bovina nel 2009 è di circa 209.000 tonnellate (-2,3%), mentre il prezzo medio dei vitelloni è sceso del -3%. Per quanto riguarda la carne suina, a un moderato aumento della produzione (137.600 t, +1,5) è corrisposto il calo dell’8% dei prezzi, analogamente alla carne avicola che ha registrato una crescita produttiva del +2,4% rispetto al 2008, raggiungendo le 444.000 tonnellate, ma anche una flessione delle quotazioni pari al -2,3%.

Pesca. Nel 2009 si è registrato un aumento delle aziende attive nella pesca e acquacoltura del +3%, con un incremento più che proporzionale delle aziende dedite all’acquacoltura (+4,8%). Ma il numero dei pescherecci è diminuito del -5,4%, scendendo a 730 unità, mentre il prodotto transitato nei 6 mercati ittici regionali è diminuito dello 0,1% in quantità e dell’1,8% in valore, per un fatturato complessivo di circa 117 milioni di euro.

(fonte Veneto Agricoltura)

Il mercato orticolo di Chioggia pensa in grande

Chioggia Ortomercato del Veneto

Giro di boa per il radicchio rosso precoce primaverile di Chioggia. Iniziata il 7 aprile, la stagione dei conferimenti dovrebbe concludersi dopo la metà di giugno. E al mercato orticolo di Brondolo si fanno le prime valutazioni. Il prezzo spuntato dalle prime partite (2,32 euro al chilo) non è stato mai più raggiunto e le quotazioni sono progressivamente scese all’aumentare dei conferimenti giornalieri. Il mese di aprile può comunque vantare una quotazione media di poco superiore a 1,40 euro al chilo.

Meglio del 2007-2008, ma peggio del 2009. Pur non essendosi ripetuta l’ottima performance dello stesso mese del 2009 (2,20 euro/kg di media), è andata comunque meglio del precedente biennio 2007-2008, quando le medie dello stesso periodo si sono attestate molto in basso, tra i 24 e i 37 centesimi. Per quanto riguarda i quantitativi, a fine aprile mancavano all’appello circa mille quintali rispetto allo scorso anno, quando i conferimenti del mese avevano di poco superato i 23mila quintali. Alla fine della seconda settimana di maggio però, nonostante il perdurare di un andamento climatico tipicamente marzolino, il gap è stato ampiamente superato, mentre i prezzi tengono ancora e sono attestati alcuni centesimi sotto l’euro.

I progetti per il futuro. Per Chioggia Ortomercato del Veneto, la società che da poco più di due mesi ha avuto in gestione il mercato, questo è anche tempo di mettere in campo i progetti per il futuro. «L’attenzione principale in questa prima fase è necessariamente rivolta all’impresa agricola – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – alla quale ci proponiamo di offrire una serie di servizi: dalla informatizzazione all’approvvigionamento dei mezzi tecnici per la produzione, dalla nuova asta ad orologio al laboratorio di analisi, dalla piattaforma logistica alla frigoconservazione. Serve inoltre la formazione degli operatori e l’anagrafe delle aziende. Il passo successivo sarà un patto di valorizzazione territoriale tra produzione e commercializzazione per attuare iniziative promozionali, fino alla creazione di un polo agroalimentare al servizio della città».

Dal polo agroalimentare all’energia fotovoltaica. «Siamo pronti ad accogliere investitori privati che vogliano sviluppare in quest’area le loro attività – prosegue Boscolo – ed alcune richieste ci sono già pervenute, come l’insediamento di una piattaforma logistica per prodotti ortofrutticoli, ma anche in settori completamente nuovi, come quello di una ditta del settore ittico o quello di un paio di ditte della logistica alimentare. Stiamo anche valutando diverse ipotesi per installare sopra le coperture della centrale un impianto fotovoltaico, per coprire il fabbisogno energetico delle diverse attività che si andranno insediando, senza alcuna emissione di sostanze inquinanti: ricavando l’energia elettrica dall’irraggiamento solare, ogni anno risparmieremmo oltre 400 tonnellate di olio combustibile ed eviteremmo di immettere in atmosfera circa 1.300 tonnellate di anidride carbonica. Il nostro “libro dei sogni” – conclude il presidente – sarà presto tradotto in un masterplan e in un piano finanziario triennale che interesserà tutti gli 8 ettari di competenza del mercato, la cui redazione sarà affidata ad un professionista attraverso un bando di evidenza pubblica».

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

E’ arrivato il radicchio nuovo al Mercato orticolo di Chioggia

Radicchio Chioggia Ortomercato del Veneto

Al Mercato orticolo di Chioggia è iniziata la nuova stagione del radicchio rosso precoce primaverile. Le prime due partite, solo 14 quintali conferiti mercoledì, sono state quotate 1,92 euro al chilo. Un dato che ha incoraggiato gli ortolani a raccogliere. Infatti, il giorno successivo ne sono arrivati più del doppio, subito venduti nella caratteristica asta all’orecchio a 2,32 euro, confermando così la buona partenza di questa annata.

Il vero boom dei conferimenti è atteso comunque per la settimana prossima, quando si supereranno i 500 quintali giornalieri, per stabilizzarsi attorno ai 1500. Il prezzo spuntato alle prime aste ha per gli operatori un grande valore scaramantico, una sorta di viatico per tutta la successiva campagna del mese di aprile, decisiva per il reddito di un’intera annata delle aziende orticole locali con circa 50 quintali venduti attorno a 2,70 euro e la media del mese si è attestata poco sopra i due euro, mentre nel 2008 il primo radicchio, conferito il 4 aprile, fu quotato poco più di 80 centesimi e la media del mese non raggiunse i quaranta centesimi.

Giuseppe Boscolo Palo, Presidente Chioggia Ortomercato del Veneto

Radicchio primaverile: costi di produzione più elevati rispetto a quello autunno-invernale. «Speriamo che si confermi il buon andamento dell’aprile dello scorso anno – afferma Giuseppe Boscolo Palo, presidente di Chioggia Ortomercato del Veneto e produttore anch’egli – ma va precisato che il radicchio precoce ha costi di produzione più elevati. Alle voci di spesa che gravano su quello autunno-invernale, infatti, per il radicchio primaverile vanno aggiunti i costi di produzione in serra delle piantine da trapianto, di disinfezione del terreno, di acquisto del concime naturale, dei teli di polietilene per le coperture di archi, archetti e per le pacciamature a terra. Complessivamente siamo attorno ai 70-80 centesimi al chilo. Una volta portata la merce al mercato – aggiunge Boscolo – c’è una percentuale da versare al commissionario cui si affida il prodotto per l’asta.

Prevista una produzione di ottima qualità. Per le aziende iscritte al Consorzio del Radicchio di Chioggia Igp, ci sono ulteriori costi legati all’applicazione del disciplinare di produzione, alla certificazione e all’utilizzo del packaging dell’Igp. Nella forbice tra tutto questo e il prezzo di vendita ci stanno gli ammortamenti di mezzi e attrezzature, il rischio d’impresa (di fatto, le calamità naturali e le perdite per le vendite sottocosto di altri periodi dell’anno) e, finalmente, la remunerazione del nostro lavoro». «La produzione si presenta di ottima qualità – annuncia Pietro Cigna, un’esperienza

Pietro Cigna, Direttore Chioggia Ortomercato del Veneto

trentennale nella direzione del mercato, con l’Apos prima, il Cogemo poi, e ora nella nuova società di gestione – con buona pezzatura, colore vivace e foglia croccante. Le temperature sotto la media del periodo hanno ritardato di qualche giorno la maturazione del radicchio precoce, ma ne hanno favorito colorazione e consistenza».

Ma come si riconosce il vero radicchio nuovo da quello invernale ancora conservato nei frigoriferi? «Intanto c’è da dire che il prodotto deve provenire esclusivamente dagli orti litoranei di Sottomarina e Rosolina – spiega Giuseppe Palo -, e di questa origine, di cui da anni andiamo chiedendo la esplicita specificazione in etichetta,  è il passaggio nel nostro mercato che fa da garanzia rispetto alle importazioni da aree del sud del mondo, come Cile o Egitto. Il cespo del radicchio precoce di Chioggia è più leggero dell’invernale frigoconservato, la foglia leggermente più sottile e l’attacco del fittone (la radice) ha un diametro inferiore, attorno ai 2 centimetri».

(Fonte: Chioggia Ortomercato del Veneto)