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Pesca. Distretto Alto Adriatico propone nuove linee al Ministero delle Politiche Agricole

pesca-300x300Si è tenuto lo scorso 20 giugno a Bologna, nella sede della Regione Emilia Romagna, il terzo incontro del Distretto Alto Adriatico in presenza del coordinatore ed assessore veneto Franco Manzato, dell’assessore emiliano Tiberio Rabboni, dell’assessore friulano Sergio Bolzonello e di Pietro Gasparri, della Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del MIPAAF.

Fermo pesca, fondi 2014-2020, marchio del pescato e pagamenti le questioni in evidenza. “La presenza ministeriale – ha detto Manzato – è necessaria per dare garanzia al Distretto che le richieste inoltrate vengano effettivamente ratificate e trasferite poi in sede comunitaria”. All’ordine del giorno sono stati posti quattro punti fondamentali: la questione del fermo pesca biologico, proponendo per l’anno corrente il periodo dal 22 luglio all’1 settembre; la nuova programmazione dei fondi FEAMP 2014-2020, chiedendo di verificare le possibilità di spesa per evitare il disimpegno; la possibilità di istituire un marchio identificativo del pescato dell’Alto Adriatico; il pagamento del fermo pesca e la cassa integrazione.“Altresì, abbiamo ricevuto dal Ministero aggiornamento in merito al bando per gli arresti definitivi, conclusosi lo scorso maggio – ha spiegato l’assessore Manzato. Le domande presentate sono state rispettivamente 36 in Friuli Venezia Giulia, 60 per la Regione del Veneto e 90 in Emilia Romagna. Seguirà prossimamente la pubblicazione della graduatoria e la fase istruttoria, nella quale le Regioni adotteranno i decreti di concessione. A questa fase farà seguito la consegna delle licenze di pesca da parte degli operatori”.

(Fonte: Regione Veneto)

Vongola veneta, produzione e prezzi in forte calo

visita stabilimento vongole veraci

E’ di questi giorni la notizia della moria di vongole che ha colpito la Sacca del Canarin, nel Delta del Po. L’abbassamento del grado di salinità dell’acqua, dovuto all’eccessivo ingresso di acqua dolce nelle aree di sviluppo e crescita della vongola, ha portato danni economici ingenti in un settore che produce un fatturato di circa 35 milioni di euro in Polesine.

Vongola verace, in Laguna di Venezia produzione 2011 ai livelli del 2006, nel Delta del Po, perdita del -17,8% in un anno. A questo si associano i dati, piuttosto preoccupanti, raccolti da Veneto Agricoltura tramite il suo Osservatorio Socio Economico per la Pesca e l’Acquacoltura, relativi al trend produttivo della vongola ad oggi in evidente calo. In Laguna di Venezia, la produzione di vongola verace nel 2011 si è portata ai livelli del 2006, attestandosi su valori di circa 2.868 tonnellate, che di fatto hanno annullato il ragguardevole rialzo avutosi nel biennio 2009-2010 (oltre 5.000 tonnellate). Ben più consistente la produzione nel Delta del Po, che nel 2011 ha registrato 11.524 tonnellate, facendo però registrare una perdita di produzione nell’ultimo anno del -17.8%, rispetto all’ottimo picco realizzato nel 2010. Per quanto riguarda il prezzo medio al produttore (pre-depurazione), si è registrato un notevole incremento nel corso degli ultimi anni, arrivando a poco più di 4 euro/kg nel 2012, ma i primi dati del 2013 già evidenziano un decremento, tanto che sulla piazza di Chioggia il prezzo si aggira sui 3 euro/kg o poco meno. Le frequenti morie di prodotto e la scarsità, rispetto alla superficie complessiva disponibile di aree idonee all’allevamento, sono indice della necessità di rivivificare le lagune attraverso precisi interventi strutturali necessari a mantenere le condizioni ambientali ottimali e a rilanciare l’occupazione di un settore decisamente in difficoltà.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Pesca sportiva, Regione Veneto aumenta il costo di licenza ma destina l’introito all’autogestione dei pescatori

Pesca a moscaAumentano in Veneto le tariffe della licenza di pesca dilettantistico–sportiva, ma il maggiore introito tornerà ai pescatori e finanzierà l’autogestione del settore. Lo ha confermato l’assessore regionale alla pesca Franco Manzato, che ha incontrato i presidenti dei bacini di pesca e delle associazioni dei pescasportivi nella sede del Centro Ittiogenico del Lago di Santa Croce, nel Comune bellunese di Farra d’Alpago, alla luce delle novità introdotte in un comparto “che ha enormi potenzialità sia economiche per l’indotto che coinvolge, sia soprattutto per il contributo essenziale che gli appassionati di pesca sportiva e le loro associazioni danno per la conservazione degli ecosistemi e lo sviluppo della fauna di acqua dolce”.

Aumento tassa, da 23 a 34 euro annui. Per governare il mondo della pescasportiva, che coinvolge oltre 80 mila appassionati, il Veneto ha anche previsto l’istituzione della “Consulta regionale per la pesca ricreativa”, che affiancherà già da quest’anno la Giunta nella definizione degli interventi sul territorio. “L’autogoverno e di fatto l’autofinanziamento, ottenuto dall’aumento della tassa da circa 23 a 34 euro annui – ha fatto presente Manzato – è la risposta che abbiamo voluto dare ad un mondo fatto da decine di migliaia di persone che sono anche i protagonisti pressoché quotidiani nel controllo e nella manutenzione dei corsi d’acqua. E’ anche una testimonianza di fiducia, che considero assolutamente ben riposta”.

Altre problematiche. Dallo scambio di opinioni, sono emersi tra gli altri i problemi legati alle centraline idroelettriche, che sottraggono acqua dai fiumi, e gli interventi di manutenzione e in alveo da parte dei Servizi Forestali e Genio Civile, che a volte diventano invasivi con danni alla popolazione ittica. Quest’ultima risulta anche danneggiata dagli uccelli ittiofagi (aironi, gazzette, cormorani) che spesso annullano gli effetti delle pratiche di popolamento messe in atto per assicurare la presenza del pesce nei corsi d’acqua. Infine, è stato sollevato anche il problema dei controlli, che richiede il presidio del territorio per evitare abusi o illeciti. A margine dell’incontro, si sono esibiti nelle acque del lago tre campioni internazionali di specialità: Marino Polognato, trevigiano, pluricampione del mondo individuale e per Club di pesca alla trota torrente e lago; Filippo Miotti, padovano, vice campione del mondo di pesca con sistemi a mosca 2012; Gianni Valentini, vicentino, componente Club Azzurro e istruttore federale di pesca con sistemi a mosca.

(Fonte: Regione Veneto)

Polesine, crisi molluschicoltura, incontro con il Prefetto

esterno Un’ottantina di pescatori allevatori di vongole ha manifestato ieri (23 aprile) a Rosolina davanti alla Prefettura di Rovigo. All’interno del palazzo del governo le rappresentanze delle varie sigle dei molluschicoltori, con in testa Coldiretti Rovigo e Coldiretti Impresa pesca sono state ricevute dal prefetto Franco Provolo per un incontro sulla drammatica situazione delle lagune Marinetta e Caleri: morìa delle vongole in Marinetta e perdita del ciclo di raccolto a causa della stagnazione di acqua dolce, interramento delle aree di coltivazione in tutte le lagune rosolinesi per mancanza dei necessari interventi di vivificazione, nuove concessioni bloccate dalla burocrazia, necessità di proseguire la delimitazione delle altre lagune polesane per decretarne la demanialità.

incontroGrave crisi. “Abbiamo chiesto con forza questo incontro – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo, uscendo dalla Prefettura – perché è il momento di pretendere una risposta per gli imprenditori molluschicoltori e per le loro famiglie, ormai ridotte sul lastrico. Una prima richiesta è di sbloccare e velocizzare l’iter di assegnazione delle nuove concessioni a Caleri e in altre lagune: il Genio civile ha parlato di 58 ettari complessivi, che permetterebbero ai pescatori di diversificare gli allevamenti e contrastare le perdite subite in laguna Marinetta. A questo proposito – ha concluso Giuriolo – il Prefetto ha assicurato che a breve convocherà una riunione con l’assessore veneto competente, Franco Manzato, cui chiederà una proposta concreta sulle concessioni”.

Risorse, si guarda a Bruxelles. “Nell’immediato – ha spiegato Alessandro Faccioli di Coldiretti Impresa pesca – abbiamo ricordato al Prefetto che presso Consvipo ci sono ancora delle risorse economiche destinate da Adriatic Lng al settore pesca, che chiediamo siano destinate in parte a tamponare la grave crisi dei molluschicoltori, come è stato fatto l’anno passato per la morìa di cozze. Ma il vero problema da affrontare – ha aggiunto Faccioli – è che da anni non viene effettuata alcuna opera per la vivificazione delle lagune polesane e tantomeno per la Marinetta, il che significa interramenti, asfissia e perdita dell’ambiente salmastro, con enormi conseguenze non solo per la molluschicoltura, ma anche per l’indotto, per il turismo, per il Delta e per tutte le economie che vi insistono. Se la Regione Veneto dice di non avere denari, noi cercheremo di affrontare il problema direttamente a Bruxelles. Aggiungo – ha dichiarato Faccioli – che una volta concesse le aree in laguna Caleri, chiederemo di concentrare l’attenzione sul prosieguo delle operazioni di delimitazione nelle altre lagune polesane”.

Ci vogliono tre anni per recuperare la perdita di un ciclo produttivo. “La laguna è un ambiente vivo – ha dichiarato Alfieri Baruffaldi del Consorzio Delta nord e Impresa pesca – e necessita di continui interventi strutturali, a cominciare dall’escavo dei canali a partire dalle bocche a mare, visto che il continuo apporto di sedimenti dai fiumi alza il fondo delle lagune. In Marinetta si sta vivendo anche una situazione particolare, perché la piovosità continua ha aumentato lo scolo delle acque a mare che arrivano nelle lagune attraverso la rete del Tartaro-Fissero-Canalbianco e questo comporta stagnazione di acqua dolce per troppi giorni con conseguente morìa di vongole. Se si trovasse un dialogo con gli enti di bacino, i quali regolamentassero maggiormente il flusso d’acqua utilizzando le chiuse di sbarramento, si potrebbe dare un contributo contro l’attuale crisi del settore. In ogni caso – ha concluso – per recuperare la perdita di un ciclo produttivo per un pescatore occorrono tre anni e non si sono ancora recuperati i danni della morìa di vongole del 2010: pesca e molluschicoltura sono attività primarie nei territori di Rosolina e Porto Viro, se vanno in sofferenza questi, va in sofferenza tutta l’economia”. All’incontro col prefetto Provolo erano rappresentate, oltre a Coldiretti Impresa pesca, anche Federcoopesca con Gianni Camuffo (Consorzio foce Po di Maistra), Lega pesca con Antonio Gottardi ed Agci Agrital. Fuori dal palazzo manifestavano pescatori div arie cooperative bassopolesane, Consorzio Delta nord, Albarella col presidente Adriano Garbi, Rosolina mare, Albar, Arsella, Grobus e altre.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Molluschicoltura a Rosolina e Porto viro a rischio: appello alla Regione Veneto delle associazioni di categoria

pesca vongole

pesca vongole

Problematiche di vivificazione della laguna Marinetta, dove si sta consumando una nuova ondata di morìa delle vongole veraci; delimitazioni delle lagune deltizie che procedono a rilento, sottraendo aree preziose per la sopravvivenza della molluschicoltura; il tutto mentre monta la rabbia dei pescatori ed acquacoltori col rischio concreto che scoppi una bomba di ordine pubblico.

Oggi si riunisce l’unità di crisi in Regione. In questo contesto, le Associazioni regionali della pesca – Agci Agrital, Coldiretti Impresa pesca, Federcoopesca e Lega pesca – chiederanno unitariamente alla Regione del Veneto la discussione delle problematiche in occasione dell’Unità di crisi della pesca e dell’acquacoltura che si terrà oggi (martedì 5 marzo) a Palazzo Ferro Fini, a Venezia. Inoltre, sono decise ad incontrare il prefetto di Rovigo per analizzare ed affrontare il grave problema in tutti i suoi aspetti, ambientale, economico e sociale.

Le problematiche da risolvere. “Occorre intervenire urgentemente con il rilascio di nuove concessioni in laguna di Caleri da anni bloccate, nonostante la delibera della giunta regionale del Veneto ed i solleciti dell’Agenzia del demanio”, dichiarano Gianni Stival (Agci Agrital, Alessandro Faccioli (Coldiretti Impresa pesca), Marco Spinadin (Federcoopesca), Antonio Gottardo (Lega pesca). “Interventi urgenti di vivificazione sono necessari in laguna di Marinetta, prossima all’interramento. La morìa di vongole veraci in corso in questi giorni sta vanificando gli investimenti per l’acquisto di semina degli oltre 300 operatori della zona”. “Infine, non è più sopportabile il ritardo degli enti competenti alla delimitazione delle lagune polesane. Tali ambienti, appartenenti alla collettività, potrebbero garantire non solo la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, ma la creazione di centinaia di nuovi posti di lavoro. Occorre procedere alla delimitazione e, quindi, alla dichiarazione di demanialità, affinché le lagune possano essere concesse ai pescatori e molluschicoltori per le attività ittiche”.

(Fonte: Agci Agrital/Coldiretti Impresa Pesca/Federcoopesca/Lega Pesca)

27 e 28 febbraio, fa tappa a Rovigo il “Buon Pescato Italiano”, salubre, gustoso ed economico

buon-pescato-italianoMercoledì 27 e giovedì 28 febbraio, sosterà in Piazza della Repubblica a Rovigo il Promotruck del Buon Pescato Italiano, l’autoarticolato che sta girando il Veneto per far conoscere al grande pubblico le caratteristiche e le convenienze di sedici specie ittiche dei mari italiane, spesso sotto considerate dai mercati nazionali dove circa il 70 per cento del pesce venduto è di origine estera.

In marzo a Treviso. Il viaggio di istruzione del Promotruck è l’avanguardia della tre giorni del Villaggio veneto del Buon Pescato Italiano, che sarà allestito nell’area del Foro Boario di Treviso l’8, 9, 10 marzo, dove saranno ospitati feste e assaggi, corsi di cucina, convegni e iniziative ludiche. Il Veneto, a sua volta è una delle cinque Regioni, la prima e l’unica del Nord, interessate a questa iniziativa, che nei prossimi mesi si sposterà in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Si potrà visitare il Promotruck dalle 9 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 19. Le specie La “Rotta del Buon Pescato Italiano” è infatti un progetto nazionale realizzato in collaborazione con le Regioni, finanziato con il Fondo Europeo della Pesca e promosso dal Ministero delle politiche agricole, finalizzato ad incentivare il consumo di specie marine pescate nei nostri mari: Aguglia, Alaccia, Alalunga, Costardella, Fasolaro, Lampuga, Lanzardo, Pagello, Palamita, Patella, Pesce Sciabola, Pesce Serra, Spratto, Sugarello, Tomabrello e Tonnetto. Anzi, proprio il Sugarello è stato scelto come mascotte dell’iniziativa e accoglierà i visitatori, del Promotruck, che potranno farsi fotografare al suo fianco e postare le foto sul web. All’interno dell’autoarticolato saranno fornite informazioni su queste specie e distribuiti gadget: magliette, cappelli, borse, righelli, matite, penne e ricettari di cucina. E’ inoltre a disposizione un’Area di Formazione Gioco per i più piccoli.

(Fonte: Regione Veneto)

Crisi: addio pesce il venerdì da -10% alici a -8% vongole

dicono-di-noi_il-pesce-si-compra-via-web-con-i-server-fujitsu-siemensCon un crollo degli acquisti che va dall’8 per cento delle vongole al 9 per cento per i calamari fino al 10 per cento per le alici, gli italiani dicono addio anche al pesce in tavola il venerdi, frutto di una radicata tradizione religiosa. E’ quanto emerge da una analisi della ImpresaPesca Coldiretti sui consumi di pesce fresco degli italiani che registrano una forte contrazione nel 2012 secondo i dati Ismea Gfk-Eurisko relativi ai primi dieci mesi.

Anche a tavola la “spending review”. In calo – sottolinea la Coldiretti – sono gli acquisti in quantità anche per cozze (-3 per cento), naselli e merluzzi (-4 per cento) e polpi (-7 per cento) non compensate dall’aumento solo di trote (+7 per cento) e salmone (+14 per cento). Si tratta degli effetti della recessione che ha costretto gli italiani ad una spending review anche a tavola dove nel 2012 – precisa la Coldiretti – sono stati serviti in quantità più pasta e gnocchi (+1,1 per cento) o uova (+0,4 per cento) e meno carne (-0,4 per cento), frutta (-1,9 per cento), vino (-3 per cento) e soprattutto pesce fresco (-3,4 per cento).

Una buona notizia, calati anche i prezzi. Il calo dei consumi si ripercuote su prezzi che – sottolinea la Coldiretti – sono in molti casi diminuiti come per le cozze (-3 per cento), le seppie (-1 per cento) ed i polpi (-0,4 per cento) o sono rimasti comunque sotto l’inflazione come per le alici (+2,2 per cento). Consumare pesce è diventato quindi più conveniente ma se di origine nazionale è anche un modo – afferma la Coldiretti – per sostenere un settore in difficoltà con il flotta italiana che deve affrontare la concorrenza del circa il 70 per cento di prodotti ittico consumato in Italia che è di origine estera. Laddove è possibile – consiglia ImpresaPesca Coldiretti – acquistare quindi direttamente dal pescatore o verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca, e scegliere la “zona Fao 37” se si vuole acquistare prodotto pescato del Mediterraneo. Si attende con particolare interesse l’emanazione dei decreti attuativi del D.L. “sviluppo” n.83/2012, ed in particolare il comma 14, dell’art.59, che al fine di fornire una dettagliata informazione al consumatore ed incrementare al concorrenzialità nel mercato ittico, prevede che i soggetti che effettuano la vendita al dettaglio e la somministrazione di pesce nelle etichette e nei menù potranno riportare la dicitura ”prodotto italiano”. L’auspicio di impresa pesca Coldiretti è che una volta data attuazione a questa norma si arrivi nel breve a rendere obbligatoria l’indicazione di “prodotto italiano” e non solo la zona Fao.

Tutti i numeri. Il settore della pesca – secondo dati di ImpresaPesca Coldiretti – vede impegnate 13.000 imbarcazioni, con 1,7 milioni di giorni di pesca e una produzione di quasi 200mila tonnellate di pesce. La top-ten è guidata dalle acciughe (54.312 tonnellate), seguite da vongole, sardine, naselli, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada e sugarelli. La classifica delle produzioni per volume di fatturato vede invece primeggiare il nasello (90,5 milioni di euro), davanti ad acciughe, seppie, gamberi bianchi, scampi, pesce spada, gamberi rossi, vongole, pannocchie e sogliole. Per fare acquisti sicuri ImpresaPesca Coldiretti ha elaborato un vademecum che consiglia di controllare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e che siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Infine meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne mentre – conclude la Coldiretti – per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso.

Vademecum per scegliere il pesce fresco.  1) Acquistarlo, laddove possibile, direttamente dal produttore che garantisce la freschezza del pescato. 2) Verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca, e scegliere la “zona Fao 37” se si vuole acquistare prodotto pescato del Mediterraneo. 3) Verificare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. 4)  Per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso. 5) Meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

La Commissione europea lancia “Crescita blu”, strategia marittima per il Mare Adriatico e Mar Ionio

pesca-300x300La Commissione europea ha adottato una strategia marittima per il Mare Adriatico e il Mar Ionio intesa a stimolare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nella regione. La strategia si fonda su quattro pilastri: un’economia blu rafforzata, un ambiente marino più sano, uno spazio marittimo più sicuro e attività di pesca responsabili. Alla base vi sono l’iniziativa della Commissione denominata “Crescita blu” e la dichiarazione di Limassol sull’Agenda marina e marittima per la crescita e l’occupazione, recentemente adottata dai Ministri dell’UE. Obiettivo dell’iniziativa è rendere il mare uno spazio centrale di innovazione, opportunità economiche e benessere per tutti i Paesi che lo circondano.

Una regione in rapida evoluzione. Data la sicura prospettiva di crescita dei Paesi balcanici occidentali, che indica tra l’altro un forte incremento della circolazione di persone, merci e servizi nel Mare Adriatico e nel Mar Ionio, risulta fondamentale pensare di preservare gli habitat marini e garantire lo sviluppo sostenibile della regione. Una sfida, questa, che appare complessa e per la quale occorre farsi trovare preparati. Pur riconoscendo il lavoro già svolto da diverse organizzazioni nella regione, la nuova strategia europea sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione. Essa farà uso delle risorse, della legislazione e delle strutture esistenti per promuovere partenariati transfrontalieri e mobilitare operatori locali, regionali e nazionali verso obiettivi comuni. Si tratta della prima iniziativa di questo genere nel bacino mediterraneo: la strategia contribuirà a sviluppare l’economia blu del bacino marittimo coordinando azioni di finanziamento e meccanismi di attuazione.

Gli ambiti di azione della strategia. Sono stati individuati alcuni ambiti prioritari, tra cui in particolare: stimolare la creazione di poli marittimi e reti di ricerca nonché la formulazione di una strategia di ricerca volta a dare impulso all’innovazione; accrescere la mobilità e le competenze della manodopera, con una maggiore trasparenza delle qualifiche; ottimizzare i collegamenti tramite lo sviluppo in tutta la regione di una rete di trasporti marittimi integrata, basata sulla domanda e a basse emissioni di carbonio, prestando particolare attenzione alla connettività insulare; favorire lo sviluppo sostenibile del turismo costiero e marittimo promuovendo l’innovazione unita a strategie di commercializzazione e prodotti comuni; creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità commerciali nel settore dell’acquacoltura grazie alla ricerca e all’innovazione; ridurre i rifiuti marini e migliorare la gestione dei rifiuti nelle zone costiere; modernizzare le attività di pesca grazie a un maggior rispetto delle norme, migliore conservazione, trasferimento delle informazioni e una migliore cooperazione in materia di esecuzione e di controllo.

Tempistica e avvio dei motori. La strategia sarà attuata nel 2013 tramite un piano d’azione messo a punto congiuntamente con le parti interessate della regione. La Commissione invita pertanto tutti gli interessati – a livello nazionale, regionale e locale – a proporre azioni concrete. La nuova strategia rientra nel quadro globale della politica marittima integrata dell’UE, che già include strategie marittime per il Mar Baltico e l’Oceano Atlantico. Essa potrebbe costituire il punto di partenza di una più ampia strategia macroregionale che i Paesi del Mare Adriatico e del Mar Ionio sono disposti a sviluppare. Ulteriori informazioni a questo link.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

Rottamazione imbarcazioni venete “piccola pesca”, disponibili 4 milioni

pesca-300x300Il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Mario Catania ha sottoscritto, in data 29 dicembre, il Decreto che ha disposto l’approvazione di uno specifico bando “mirato” alla “rottamazione” delle imbarcazioni venete della piccola pesca. Detto Decreto, di fatto, permette di attivare la procedura per l’acquisizione delle domande da parte delle imprese di pesca venete interessate alla demolizione delle proprie imbarcazioni.

Provvedimento utile per ristrutturare la flotta veneta. La Giunta Regionale del Veneto già nel mese di giugno 2012 aveva approvato, con specifico provvedimento, la richiesta dell’assessore Franco Manzato di destinare 4 milioni di euro della dotazione finanziaria dell’Asse 1, in capo alla programmazione 2007-2013 cofinanziata dal FEP, alla “misura 1.1- arresto definitivo”, per la demolizione delle imbarcazioni del segmento della piccola pesca, come supporto alla riorganizzazione e ristrutturazione della flotta veneta nel suo insieme.“Il provvedimento della Giunta Regionale – ha ricordato Manzato – ha condotto il Ministero a predisporre un bando “straordinario”, ovvero, rivolto alle imprese di pesca venete che operano a mare con piccole imbarcazioni, finora rimaste escluse da analoghe iniziative ministeriali che hanno precedentemente privilegiato, nell’ambito della programmazione FEP, le imbarcazioni di stazza più elevata”.

Le formalità da espletare. La domanda di ammissione al premio di arresto definitivo, redatta in carta semplice, dal proprietario dell’unità, dovrà essere presentata all’Ufficio Marittimo di iscrizione della nave (Chioggia e/o Venezia), entro 60 giorni decorrenti dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. “Si prevede verranno demolite circa 35 imbarcazioni della piccola pesca – ha concluso Manzato – appartenenti al segmento produttivo maggiormente penalizzato dalle recenti normative comunitarie che impongono il divieto dello strascico entro le 3 miglia e l’obbligo di reti a maglia allargata”.

(Fonte: Regione Veneto)

E’ nata la sezione pesca Coldiretti Rovigo. Nel consiglio, anche Maria Pullara di Artemisia, l’unica cooperativa di sole donne pescatrici in Veneto.

pesca-300x300E’ stata costituita lo scorso 7 dicembre una nuova Sezione di Coldiretti Rovigo, la 55esima: è la Sezione Pesca. Non rappresenta un territorio comunale, bensì l’intero comparto economico delle 22 cooperative ittico-molluschicole bassopolesane, che aderiscono a Coldiretti e che esprimono l’attività di circa 300 pescatori. La nuova Sezione pesca parteciperà di diritto, col suo presidente, alla prossima assemblea provinciale del 20 dicembre per il rinnovo generale delle cariche di Coldiretti Rovigo.

Le cariche. In un’assemblea molto partecipata, alla presenza dei vertici provinciali Coldiretti, i pescatori hanno nominato presidente della nuova Sezione Alfieri Baruffaldi, del Consorzio Delta nord di Rosolina. Componenti del consiglio di sezione sono stati eletti: Angelo Fabrizio Boscolo, della coop Villaggio pescatori di Pila; Adriano Garbi della coop Albarella di Rosolina; Paolo Baldan, della Maistra di Porto Tolle; Maria Pullara, di Artemisia di Taglio di Po, l’unica cooperativa di sole donne pescatrici in Veneto; Diego Crivellari del Consorzio molluschicolo polesano di Porto Viro. La segreteria della Sezione sarà curata da Alessandro Faccioli, attuale referente regionale di Coldiretti Impresa pesca. La sede è al Palazzo delle associazioni, in piazza Matteotti, a Porto Viro.

Le problematiche del settore. L’assemblea elettiva si è soffermata ad analizzare il trend di crescita che sta avendo Coldiretti Impresa pesca, che ha rafforzato la sua presenza a tutti i tavoli decisori a livello regionale e nel consiglio del Gac (Gruppo di azione costiera) Chioggia Delta. Si è poi discusso sulle principali problematiche del comparto di pesca e acquacoltura, tra cui la necessità di procedere alacremente alla definizione della demanialità delle lagune polesane, la vivificazione degli ambienti lagunari, il rilascio delle concessioni demaniali per la molluschicoltura e l’implementazione del progetto di accorciamento della filiera ittica e di acquacoltura per arrivare al rapporto diretto tra imprenditori ittici e consumatore finale.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)