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Crisi: addio pesce il venerdì da -10% alici a -8% vongole

dicono-di-noi_il-pesce-si-compra-via-web-con-i-server-fujitsu-siemensCon un crollo degli acquisti che va dall’8 per cento delle vongole al 9 per cento per i calamari fino al 10 per cento per le alici, gli italiani dicono addio anche al pesce in tavola il venerdi, frutto di una radicata tradizione religiosa. E’ quanto emerge da una analisi della ImpresaPesca Coldiretti sui consumi di pesce fresco degli italiani che registrano una forte contrazione nel 2012 secondo i dati Ismea Gfk-Eurisko relativi ai primi dieci mesi.

Anche a tavola la “spending review”. In calo – sottolinea la Coldiretti – sono gli acquisti in quantità anche per cozze (-3 per cento), naselli e merluzzi (-4 per cento) e polpi (-7 per cento) non compensate dall’aumento solo di trote (+7 per cento) e salmone (+14 per cento). Si tratta degli effetti della recessione che ha costretto gli italiani ad una spending review anche a tavola dove nel 2012 – precisa la Coldiretti – sono stati serviti in quantità più pasta e gnocchi (+1,1 per cento) o uova (+0,4 per cento) e meno carne (-0,4 per cento), frutta (-1,9 per cento), vino (-3 per cento) e soprattutto pesce fresco (-3,4 per cento).

Una buona notizia, calati anche i prezzi. Il calo dei consumi si ripercuote su prezzi che – sottolinea la Coldiretti – sono in molti casi diminuiti come per le cozze (-3 per cento), le seppie (-1 per cento) ed i polpi (-0,4 per cento) o sono rimasti comunque sotto l’inflazione come per le alici (+2,2 per cento). Consumare pesce è diventato quindi più conveniente ma se di origine nazionale è anche un modo – afferma la Coldiretti – per sostenere un settore in difficoltà con il flotta italiana che deve affrontare la concorrenza del circa il 70 per cento di prodotti ittico consumato in Italia che è di origine estera. Laddove è possibile – consiglia ImpresaPesca Coldiretti – acquistare quindi direttamente dal pescatore o verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca, e scegliere la “zona Fao 37” se si vuole acquistare prodotto pescato del Mediterraneo. Si attende con particolare interesse l’emanazione dei decreti attuativi del D.L. “sviluppo” n.83/2012, ed in particolare il comma 14, dell’art.59, che al fine di fornire una dettagliata informazione al consumatore ed incrementare al concorrenzialità nel mercato ittico, prevede che i soggetti che effettuano la vendita al dettaglio e la somministrazione di pesce nelle etichette e nei menù potranno riportare la dicitura ”prodotto italiano”. L’auspicio di impresa pesca Coldiretti è che una volta data attuazione a questa norma si arrivi nel breve a rendere obbligatoria l’indicazione di “prodotto italiano” e non solo la zona Fao.

Tutti i numeri. Il settore della pesca – secondo dati di ImpresaPesca Coldiretti – vede impegnate 13.000 imbarcazioni, con 1,7 milioni di giorni di pesca e una produzione di quasi 200mila tonnellate di pesce. La top-ten è guidata dalle acciughe (54.312 tonnellate), seguite da vongole, sardine, naselli, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada e sugarelli. La classifica delle produzioni per volume di fatturato vede invece primeggiare il nasello (90,5 milioni di euro), davanti ad acciughe, seppie, gamberi bianchi, scampi, pesce spada, gamberi rossi, vongole, pannocchie e sogliole. Per fare acquisti sicuri ImpresaPesca Coldiretti ha elaborato un vademecum che consiglia di controllare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e che siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Infine meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne mentre – conclude la Coldiretti – per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso.

Vademecum per scegliere il pesce fresco.  1) Acquistarlo, laddove possibile, direttamente dal produttore che garantisce la freschezza del pescato. 2) Verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca, e scegliere la “zona Fao 37” se si vuole acquistare prodotto pescato del Mediterraneo. 3) Verificare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. 4)  Per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso. 5) Meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

La Commissione europea lancia “Crescita blu”, strategia marittima per il Mare Adriatico e Mar Ionio

pesca-300x300La Commissione europea ha adottato una strategia marittima per il Mare Adriatico e il Mar Ionio intesa a stimolare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nella regione. La strategia si fonda su quattro pilastri: un’economia blu rafforzata, un ambiente marino più sano, uno spazio marittimo più sicuro e attività di pesca responsabili. Alla base vi sono l’iniziativa della Commissione denominata “Crescita blu” e la dichiarazione di Limassol sull’Agenda marina e marittima per la crescita e l’occupazione, recentemente adottata dai Ministri dell’UE. Obiettivo dell’iniziativa è rendere il mare uno spazio centrale di innovazione, opportunità economiche e benessere per tutti i Paesi che lo circondano.

Una regione in rapida evoluzione. Data la sicura prospettiva di crescita dei Paesi balcanici occidentali, che indica tra l’altro un forte incremento della circolazione di persone, merci e servizi nel Mare Adriatico e nel Mar Ionio, risulta fondamentale pensare di preservare gli habitat marini e garantire lo sviluppo sostenibile della regione. Una sfida, questa, che appare complessa e per la quale occorre farsi trovare preparati. Pur riconoscendo il lavoro già svolto da diverse organizzazioni nella regione, la nuova strategia europea sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione. Essa farà uso delle risorse, della legislazione e delle strutture esistenti per promuovere partenariati transfrontalieri e mobilitare operatori locali, regionali e nazionali verso obiettivi comuni. Si tratta della prima iniziativa di questo genere nel bacino mediterraneo: la strategia contribuirà a sviluppare l’economia blu del bacino marittimo coordinando azioni di finanziamento e meccanismi di attuazione.

Gli ambiti di azione della strategia. Sono stati individuati alcuni ambiti prioritari, tra cui in particolare: stimolare la creazione di poli marittimi e reti di ricerca nonché la formulazione di una strategia di ricerca volta a dare impulso all’innovazione; accrescere la mobilità e le competenze della manodopera, con una maggiore trasparenza delle qualifiche; ottimizzare i collegamenti tramite lo sviluppo in tutta la regione di una rete di trasporti marittimi integrata, basata sulla domanda e a basse emissioni di carbonio, prestando particolare attenzione alla connettività insulare; favorire lo sviluppo sostenibile del turismo costiero e marittimo promuovendo l’innovazione unita a strategie di commercializzazione e prodotti comuni; creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità commerciali nel settore dell’acquacoltura grazie alla ricerca e all’innovazione; ridurre i rifiuti marini e migliorare la gestione dei rifiuti nelle zone costiere; modernizzare le attività di pesca grazie a un maggior rispetto delle norme, migliore conservazione, trasferimento delle informazioni e una migliore cooperazione in materia di esecuzione e di controllo.

Tempistica e avvio dei motori. La strategia sarà attuata nel 2013 tramite un piano d’azione messo a punto congiuntamente con le parti interessate della regione. La Commissione invita pertanto tutti gli interessati – a livello nazionale, regionale e locale – a proporre azioni concrete. La nuova strategia rientra nel quadro globale della politica marittima integrata dell’UE, che già include strategie marittime per il Mar Baltico e l’Oceano Atlantico. Essa potrebbe costituire il punto di partenza di una più ampia strategia macroregionale che i Paesi del Mare Adriatico e del Mar Ionio sono disposti a sviluppare. Ulteriori informazioni a questo link.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

Rottamazione imbarcazioni venete “piccola pesca”, disponibili 4 milioni

pesca-300x300Il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Mario Catania ha sottoscritto, in data 29 dicembre, il Decreto che ha disposto l’approvazione di uno specifico bando “mirato” alla “rottamazione” delle imbarcazioni venete della piccola pesca. Detto Decreto, di fatto, permette di attivare la procedura per l’acquisizione delle domande da parte delle imprese di pesca venete interessate alla demolizione delle proprie imbarcazioni.

Provvedimento utile per ristrutturare la flotta veneta. La Giunta Regionale del Veneto già nel mese di giugno 2012 aveva approvato, con specifico provvedimento, la richiesta dell’assessore Franco Manzato di destinare 4 milioni di euro della dotazione finanziaria dell’Asse 1, in capo alla programmazione 2007-2013 cofinanziata dal FEP, alla “misura 1.1- arresto definitivo”, per la demolizione delle imbarcazioni del segmento della piccola pesca, come supporto alla riorganizzazione e ristrutturazione della flotta veneta nel suo insieme.“Il provvedimento della Giunta Regionale – ha ricordato Manzato – ha condotto il Ministero a predisporre un bando “straordinario”, ovvero, rivolto alle imprese di pesca venete che operano a mare con piccole imbarcazioni, finora rimaste escluse da analoghe iniziative ministeriali che hanno precedentemente privilegiato, nell’ambito della programmazione FEP, le imbarcazioni di stazza più elevata”.

Le formalità da espletare. La domanda di ammissione al premio di arresto definitivo, redatta in carta semplice, dal proprietario dell’unità, dovrà essere presentata all’Ufficio Marittimo di iscrizione della nave (Chioggia e/o Venezia), entro 60 giorni decorrenti dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. “Si prevede verranno demolite circa 35 imbarcazioni della piccola pesca – ha concluso Manzato – appartenenti al segmento produttivo maggiormente penalizzato dalle recenti normative comunitarie che impongono il divieto dello strascico entro le 3 miglia e l’obbligo di reti a maglia allargata”.

(Fonte: Regione Veneto)

E’ nata la sezione pesca Coldiretti Rovigo. Nel consiglio, anche Maria Pullara di Artemisia, l’unica cooperativa di sole donne pescatrici in Veneto.

pesca-300x300E’ stata costituita lo scorso 7 dicembre una nuova Sezione di Coldiretti Rovigo, la 55esima: è la Sezione Pesca. Non rappresenta un territorio comunale, bensì l’intero comparto economico delle 22 cooperative ittico-molluschicole bassopolesane, che aderiscono a Coldiretti e che esprimono l’attività di circa 300 pescatori. La nuova Sezione pesca parteciperà di diritto, col suo presidente, alla prossima assemblea provinciale del 20 dicembre per il rinnovo generale delle cariche di Coldiretti Rovigo.

Le cariche. In un’assemblea molto partecipata, alla presenza dei vertici provinciali Coldiretti, i pescatori hanno nominato presidente della nuova Sezione Alfieri Baruffaldi, del Consorzio Delta nord di Rosolina. Componenti del consiglio di sezione sono stati eletti: Angelo Fabrizio Boscolo, della coop Villaggio pescatori di Pila; Adriano Garbi della coop Albarella di Rosolina; Paolo Baldan, della Maistra di Porto Tolle; Maria Pullara, di Artemisia di Taglio di Po, l’unica cooperativa di sole donne pescatrici in Veneto; Diego Crivellari del Consorzio molluschicolo polesano di Porto Viro. La segreteria della Sezione sarà curata da Alessandro Faccioli, attuale referente regionale di Coldiretti Impresa pesca. La sede è al Palazzo delle associazioni, in piazza Matteotti, a Porto Viro.

Le problematiche del settore. L’assemblea elettiva si è soffermata ad analizzare il trend di crescita che sta avendo Coldiretti Impresa pesca, che ha rafforzato la sua presenza a tutti i tavoli decisori a livello regionale e nel consiglio del Gac (Gruppo di azione costiera) Chioggia Delta. Si è poi discusso sulle principali problematiche del comparto di pesca e acquacoltura, tra cui la necessità di procedere alacremente alla definizione della demanialità delle lagune polesane, la vivificazione degli ambienti lagunari, il rilascio delle concessioni demaniali per la molluschicoltura e l’implementazione del progetto di accorciamento della filiera ittica e di acquacoltura per arrivare al rapporto diretto tra imprenditori ittici e consumatore finale.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Pesca, accordo UE su misure da finanziare nel periodo 2014-2020, tra cui la sovvenzione al fermo pesca temporaneo e definitivo chiesta dall’Italia

I ministri della Pesca dei 27 Stati Membri hanno raggiunto a Bruxelles un accordo politico (contrari solo Germania, Malta, Lituania e Belgio) per definire quali misure di gestione dell’attività di pesca potranno essere finanziate dal futuro Fondo europeo del settore per il periodo di programmazione 2014-2020. Nell’accordo rientrano anche le misure per cui l’Italia si è battuta in questi anni: il finanziamento del fermo provvisorio e del fermo definitivo dell’attività di pesca.

Tutela del pescato nel momento della riproduzione. In base all’accordo, ogni Stato Membro potrà destinare fino al 15% di quella che sarà la sua dotazione finanziaria 2014-2020 ad un determinato “pacchetto” di misure. In questo insieme rientrano – come chiedeva appunto l’Italia – la sovvenzione europea al fermo temporaneo dell’attività di pesca (importante per la tutela degli stock soprattutto nel momento della riproduzione) e il fermo definitivo con un contributo alla demolizione delle imbarcazioni. In particolare sul fermo definitivo l’intervento potrà essere finanziato con contributi UE fino al 2017. Un terzo elemento del “pacchetto” di misure, ma che interessa molto meno l’Italia, riguarda la possibilità di sovvenzionare la sostituzione dei motori delle imbarcazioni.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Allarme in Polesine, la laguna Marinetta si sta interrando, rischi per produzione vongole e navigazione

lavorazione vongole in laguna

“E’ fondamentale intervenire urgentemente in laguna Marinetta, con opere infrastrutturali di salvaguardia, tali da impedire l’ingresso di imponenti quantità di sabbia dal mare alla laguna, che interrando le concessioni dei produttori soffocano i molluschi”. E’ quanto dichiara Alessandro Faccioli di Coldiretti “Impresa pesca” a nome dei consorzi Delta nord e Molluschicolo polesano.

Sito di eccellenza per l’allevamento delle vongole veraci del Delta veneto. L’associazione e i due consorzi Consorzi hanno inviato, nei giorni scorsi, un telegramma agli assessori regionali Maurizio Conte, Franco Manzato e Marialuisa Coppola ed agli enti preposti alla salvaguardia degli ambienti lagunari, affinché si prendano in esame urgentemente tutte quelle azioni necessarie a scongiurare situazioni di ulteriore criticità per il comparto ittico. La laguna di Marinetta, che si trova tra i comuni di Porto Viro e Rosolina, è estesa circa 200 ettari. Essa rappresenta uno dei siti di eccellenza per l’allevamento delle vongole veraci del Delta. In essa trovano occupazione oltre 300 addetti. Negli ultimi anni questa laguna si sta interrando, principalmente a causa del copioso apporto di sedimenti che dalla bocca a mare di Albarella vengono sospinti dalle mareggiate, soprattutto di Bora. “Va pure ricordato – conclude Faccioli – che l’abbassamento del fondale, in alcuni punti, mette anche a rischio la sicurezza della navigazione”.

(Fonte: Coldiretti Impresa Pesca Rovigo)

Costituito il GAC Chioggia Delta del Po, gestirà le risorse europee Fep per la pesca ed acquacoltura

Con la firma dell’atto costitutivo è nato il 26 settembre scorso il Gruppo di azione costiera (Gac) di Chioggia Delta del Po, organismo frutto del partenariato fra enti pubblici, associazioni di categoria della pesca e dell’acquacoltura e soggetti portatori di interesse di altri settori di rilievo in ambito socio economico ed ambientale dell’area costiera bassopolesana e chioggiotta.

L’organigramma. L’assemblea dei 15 soci, radunata al municipio di Chioggia,  ha sottolineato con un applauso l’elezione del presidente, che è Maurizio Salvagno attuale vicesindaco del comune lagunare, ed il consiglio d’amministrazione, che è composta da: l’assessore Raffaele Crepaldi per il Comune di Porto Tolle, due riconosciuti esperti del settore come Antonio Gottardo per Lega pesca e Alessandro Faccioli per Coldiretti Impresa pesca e Unci pesca, Giovanni Vianello presidente di Bancadria in rappresentanza dei privati, oltre allo stesso Salvagno per Chioggia.

Obiettivo. Il Gac Chioggia Delta del Po gestirà le risorse stanziate dal Fondo europeo per la pesca (Fep) per implementare la progettualità a favore di pescatori, acquacoltori e realtà rurali costiere, secondo quanto contenuto nel Piano di sviluppo locale già approvato dalla Regione Veneto.  Fanno parte del nuovo Gac i Comuni di Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e Chioggia, le provincie di Rovigo e Venezia, tutte le associazioni della pesca e dell’acquacoltura che operano nel bassopolesine e nel chioggiotto, Bancadria, il Distretto ittico e la Fondazione della pesca di Chioggia.  Il Gac Chioggia Delta del Po, insieme al Venezia orientale (Vegac) sono gli unici due Gruppi di azione locale del Veneto.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Pesca, finisce il fermo in Alto Adriatico. Manzato: ma almeno un’altra settimana sarebbe stata utile.

“Almeno un’altra settimana di fermo pesca sarebbe stata utile e, del resto, d’accordo con le altre regioni del Distretto Alto Adriatico l’avevo chiesta al ministro. Spero che la nostra responsabilità di autogoverno, anche di fronte alla situazione che si presenta di fronte alla riapertura della pesca, possa determinare un blocco dell’attività non a tavolino, ma rapportabile all’effettiva ripresa degli stock ittici”. Anche per Franco Manzato, assessore alla pesca del Veneto, il fermo pesca anticipato non ha dato risultati che possano essere considerati definitivi, anzi.

“Manca il pesce adulto – concorda Manzato – e a questo si sommano anche le gravi morie di molluschi in alcune aree della laguna di Venezia e delle lagune del Delta del Po, a causa del particolare andamento climatico di quest’estate. Di certo il problema di cosa pescare con le nuove normative europee esiste e rischia di penalizzare l’impegno degli addetti ai lavori e le imprese per l’aumento dei costi, in particolare del gasolio, per rimettere le barche da pesca in mare”. Ieri infatti si è concluso il fermo pesca, iniziato il 16 luglio su pressante richiesta del Veneto e accolto favorevolmente anche dalle altre Regioni del Distretto, per adeguare la “tregua” alle esigenze di questo tratto di mare. La durata del fermo è però rimasta sempre la stessa, mentre agli stock ittici sarebbe servito un po’ di tempo in più per raggiungere le taglie legalmente commerciabili.

Garantire un futuro al settore pesca. “Riprenderemo il discorso e sentirò al più presto i colleghi delle altre Regioni per concordare un’azione comune rispetto ad un obiettivo che è di tutti: garantire un futuro a questo settore economico tradizionale, nel rispetto di quelle che sono le peculiarità dell’Alto Adriatico, adeguando nel contempo la pressione di pesca per non compromettere in modo irreversibile una risorsa che è importante dal punto di vista economico e sociale non solo per le nostre aree costiere. Il che in pratica si dovrà tradurre anche in una gestione delle risorse alieutiche non solo per quanto riguarda il fermo pesca ma per tutti gli aspetti che attengono alle nostre specificità”.

(Fonte: Regione Veneto)

Moria di molluschi nel Delta del Po, chiesto lo stato d’emergenza ma mancano i soldi

Manzato incontra le cooperative di pescatori del Delta del PoAprire subito un tavolo tecnico con tutti i settori interessati, per elaborare iniziative sia per una risposta immediata sia per una progettualità di medio e lungo periodo che dia sicurezza all’attività dei pescatori del Delta del Po, circa 1500 persone, per la metà donne, che lavorano in un settore produttivo apprezzato e ricercato, per il quale è anche in corso la procedura per la Denominazione d’Origine Protetta per la Cozza di Scardovari.

Moria di molluschi, perdite per 1,5 milioni di euro. Sono queste le linee d’azione tracciate nei giorni scorsi dall’assessore alla Pesca del Veneto Franco Manzato nel corso dell’incontro con il consorzio e le cooperative interessate, svoltosi nella sede consortile di Scardovari, per valutare come poter fronteggiare la moria di molluschi conseguente allo stato di anossia delle lagune deltizie, che ha causato perdite economiche valutate finora in circa 1,5 milioni, pari alla metà del guadagno in situazioni normali, e con prospetti di ripresa in tempi brevi tutt’altro che rosee. All’incontro erano presenti tra gli altri anche il sindaco di Porto Tolle Silvano Finotti, i consiglieri regionali Graziano Azzalin e Cristiano Corazzari, l’assessore alla pesca della provincia di Rovigo Claudio Bellan.

Chiesto a Roma lo stato d’emergenza, ma mancano i soldi. “Dobbiamo sgombrare il campo da illusioni – ha affermato Manzato – in una situazione dove servirebbe un aiuto immediato che difficilmente potremo avere. Come Regione siamo intervenuti richiedendo tempestivamente a Roma lo stato di emergenza per le produzioni del territorio devastate dalla siccità con effetti senza precedenti. Le nostre emergenze spesso non sono però condivise a livello centrale e non ci sono soldi. Nel caso della pesca nelle lagune del Delta, il danno si concentra proprio nel periodo di produzione tradizionalmente più idoneo, quando i molluschi raggiungono la taglia commerciale migliore”. Il caldo e la situazione idraulica delle lagune hanno fatto però abbassare il livello di ossigeno nelle acque, causando la morte del prodotto e danni alle semine. Il tutto ha innescato ha avviato una reazione a catena che ha eliminato sempre più ossigeno dalle acque. “La partita si gioca sul Polesine – ha concluso Manzato – che qui ha una delle sue maggiori ‘industrie’: dobbiamo operare in piena collaborazione tra consorzio e istituzioni, con massima serietà ed impegno”.

(Fonte: Regione Veneto)

Distretto di Pesca Nord Adriatico, il 26 luglio 2012 a Chioggia (VE) s’insedia il Comitato di gestione. A guidare il primio biennio, l’assessore all’Agricoltura Manzato

Il Distretto di Pesca Nord Adriatico è finalmente una realtà – commenta Coldiretti Impresa Pesca nell’apprendere l’’insediamento ufficiale del Comitato di gestione che avverrà il prossimo 26 luglio a Chioggia (Ve).

Veneto alla guida del primio biennio. Si tratta di una conferma ufficiale di un processo avviato dieci anni fa e di quanto istituito con decreto ministeriale nel 2010 – spiega Coldiretti che si congratula con l’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato che guiderà il primo biennio di attività grazie alla designazione stabilita dal Ministro Mario Catania e condivisa anche dagli altri due colleghi assessori dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni e del Friuli Venezia Giulia, Claudio Violino, i quali costituiranno, insieme al rappresentante ministeriale Francesco Saverio Abate, il Comitato di gestione.

Ma che cos’ha di particolare quest’area per meritarsi un Distretto ? Innanzitutto la peculiarità di essere un mare molto pescoso e l’offerta di dimensioni diverse rispetto agli altri fondali marini. Nel bacino veneto-friulano ed emiliano vivono, ad esempio, specie particolari: come nel caso del nasello, che al nord è il grande merluzzo ma anche della canocchia, crostaceo solitario che predilige i fondi sabbiosi e che solo qui si può pescare anche a tre miglia. In questo ambito caratteristico si pratica la piccola pesca, segno di un rapporto forte tra mare e pescatore e risultato di tradizioni tramandate da generazioni. Sistemi di cattura, potenza delle imbarcazioni, limite delle 12 miglia determinano un basso impatto ambientale così che fauna e flora possano rigenerarsi.

Un distretto che dà lavoro a 4 mila addetti. L’affermazione della biodiversità e di una cultura del lavoro tramandato dalle comunità che dà occupazione a circa 4mila addetti trova similitudini storiche fino al litorale croato e istriano considerato un confine amico per il Distretto dell’Alto Adriatico che si propone come sintesi di politiche condivise per il rilancio economico e sociale del comparto secondo le disposizioni legislative della Politica Comune che punta ad una riforma caratterizzata da una forte regionalizzazione della governance.  Un lavoro di squadra che è anche un buon esercizio diplomatico che ha prodotto risultati fino ad ora impensabili, come l’anticipo del fermo pesca ottenuto dal Ministero grazie al pressing dei tre assessori per questo Coldiretti Impresa Pesca guarda a questa soluzione positivamente, considerandola una strada per dare al comparto strumenti e nuove opportunità ma soprattutto un futuro.

(Fonte: Coldiretti Veneto)