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Il presidente del Gal Adige nel consiglio nazionale Agriturist. Tra le prossime iniziative dell’associazione, le “stelle” per gli agriturismi.

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Alberto Faccioli, presidente del Gal Adige, è entrato a far parte del consiglio nazionale di Agriturist, l’associazione di Confagricoltura che coordina e assiste gli agriturismi. È la prima volta che un polesano entra nel consiglio nazionale dell’associazione, con sede a Roma, formato dal presidente, la napoletana Vittoria Brancaccio, da cinque vice presidenti e da nove consiglieri. La carica durerà per tre anni. Faccioli, presidente provinciale di Agriturist, cinquantadue anni, risiede a Bagnolo di Po, dove conduce assieme alla moglie Monica, l’azienda agricola e agrituristica “Valgrande”.

In Polesine, il settore agrituristico e il campeggio sono gli unici che hanno tenuto. A dirlo sono i dati dell’osservatorio statistico sul turismo forniti dalla Provincia, che analizza i movimento clienti nelle strutture ricettive della provincia di Rovigo. E a proposito di dati, Alberto Faccioli, fa notare un incremento delle aziende agrituristiche associate ad Agriturist che da 9 del 2000 sono passate a 27 nel 2010, confermando che Rovigo è la provincia, a livello veneto, con la più alta percentuale di iscritti.

Qual è la parola d’ordine del nuovo mandato nazionale di Agriturist? “La classificazione, dice il neoconsigliere Faccioli, e, come le ‘stelle’ per gli alberghi, anche le imprese agrituristiche potranno finalmente contare su un sistema di classificazione trasparente ed omogeneo a livello nazionale, in grado di fornire al turista le informazioni necessarie sulla qualità del servizio reso da ciascuna azienda. Tutto ciò che ruota attorno all’agriturismo, è un settore di vitale importanza per l’economia delle aree rurali; l’agriturismo ricopre un ruolo strategico dal momento che sa coniugare la possibilità di trovare prodotti di qualità direttamente nel territorio con la cultura e l’ambiente in cui sono realizzati”.

Per definire il punteggio da attribuire a ciascuna struttura, non conterà solo il comfort, come accade oggi per le strutture alberghiere, ma saranno presi in considerazione soprattutto gli aspetti relativi alla tipicità dell’offerta, al paesaggio, alla possibilità di partecipare ai lavori dell’azienda e alla professionalità dell’operatore. “Chi sceglie gli agriturismi per le proprie vacanze, dice Faccioli, è desideroso di capire di più dell’alimentazione e del gusto dei cibi, vuol rendersi conto di come nascono i prodotti tipici. Chi offre agriturismo è generalmente in grado di dare a queste curiosità le giuste risposte perchè è egli stesso consapevole protagonista di una agricoltura che punta sulla qualità e di una accoglienza che del prodotto tipico si fa orgogliosa testimone”.

(fonte Gal Adige)

Rapporti con il credito del settore primario: “Basilea 3” non schiaccerà l’agricoltura italiana, ma crisi per il settore fino al 2012

VeronafiereFieragricola ha chiesto a Giorgio Amadei, già professore della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna e presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, come le future regole che impongono agli istituti di credito una maggiore ricapitalizzazione influiranno sul mondo agricolo. Ecco una sintesi dell’intervista, pubblicato nella versione integrale sul sito www.fieragricola.it.

Avanti con cautela. Partendo dall’assunto che le imprese agricole scontano l’assenza di bilanci aziendali, aspetto che potrebbe renderne meno immediato il rating, Amadei è convinto che l’impatto in Italia di Basilea 3 non sarà così negativo. Per il fatto che – nonostante gli strali di una crisi che ha avuto il culmine nel 2008, ma che non è ancora passata – il modello di banca commerciale italiana appare abbastanza robusto. «Non vorrei sembrare troppo ottimista, visto che l’agricoltura non sta attraversando un momento di grande serenità – dichiara il professor Amadei – ma ritengo che Basilea 3 non influirà negativamente sul settore primario. Almeno non come in altri comparti». Naturalmente, quando nel 2015 entrerà in vigore la prima fase di Basilea 3, per le imprese agricole «serviranno dei convincenti piani di sviluppo come supporto alle domande».

L’agricoltura italiana sconta alcune difficoltà dovute sia alla concorrenza sleale in termini di contraffazione (il cosiddetto «Italian sounding») che ad uno scenario globale non sempre felice. «Nonostante qualche rimbalzo positivo dei listini, legato ad una carenza temporanea internazionale di materie prime agricole, carenza amplificata da una forte ripresa dei giochi speculativi, numerose difficoltà stanno penalizzando il comparto almeno dal 2008», spiega Amadei. Lento, almeno alle condizioni attuali, il recupero. «Credo servano almeno quattro anni – preconizza il presidente dell’Accademia nazionale di Agricoltura -. Quindi, se prendiamo il punto di tracollo mondiale del 2008, penso che saremo fuori dalla crisi, in via del tutto prudenziale, nel 2012».

(fonte Veronafiere)

Conferenza regionale dell’Agricoltura e sviluppo rurale: il 19 novembre a Legnaro (PD) si parla di “Made in Veneto” e competizione internazionale

Dalla qualità il reddito. Uno slogan attorno al quale il meglio del “Made in Italy” agroalimentare veneto intende costruire un futuro solido per le proprie aziende nel mercato globalizzato. Si parlerà di questo venerdì 19 novembre dalle ore 09.00 in Corte Benedettina, di Veneto Agricoltura, a Legnaro (PD) nell’ambito del quarto seminario della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Qualità, tracciabilità e quindi riconoscibilità dei prodotti da parte del consumatore, in una cornice di sostenibilità economica, sociale e ambientale, saranno i temi al centro di un dibattito aperto dall’Assessore Regionale all’agricoltura Franco Manzato. Una discussione a trecentosessanta gradi che metterà a confronto Vanes Cantieri di Coop Italia e Fabienne Segers della Commissione europea, coordinatrice per l’Italia delle denominazioni d’origine, con Edi Defrancesco dell’Università di Padova, Denis Pantini di Nomisma e Giulio Benvenuti della Copa-Cogeca. Le potenzialità di qualificazione e di valorizzazione dei prodotti sono pienamente utilizzate? E soprattutto quali saranno gli strumenti più innovativi che la normativa comunitaria si appresta ad introdurre in materia? A moderare il forum, su questi ed altri aspetti di più stretta attualità, il giornalista Fabio Piccoli.

(fonte Veneto Agricoltura)

Imprese agricole: a fine 2010 ne sono state chiuse 50mila, in 10 anni 500mila. Pochi i giovani.

Il 2010 si chiudera’ con 50 mila imprese agricole in meno rispetto al 2009, con una contrazione del 2,4%. Sono le stime diffuse dalla Cia, sottolineando che si tratta di ”un quadro allarmante al quale si aggiunge il fatto che dal 2000 hanno chiuso i battenti piu’ di 500 mila imprese”. Nel 2010, inoltre, la Cia stima un calo del 3,5% degli investimenti imprenditoriali. Inoltre, osserva la Confederazione italiana degli agricoltori, solo 112 realta’ imprenditoriali hanno un conduttore giovane, il 6,6 per cento del totale. ”Il che significa che nell’agricoltura italiana non vi e’ ricambio generazionale: soltanto il 16 per cento delle nuove aziende e’ guidato da un giovane e solo nel 2,3 per cento delle aziende storiche e’ subentrato un giovane nella conduzione”.

(fonte Asca)

Alluvione in Veneto: Condifesa posticipa di un anno i premi assicurativi agli agricoltori danneggiati

Si sono riuniti nei giorni scorsi a Rovigo i Presidenti dei Consorzi di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità Atmosferiche delle 7 province venete e del consorzio friulano che rappresenta le 4 province con la volontà di dare un aiuto importante agli agricoltori veneti danneggiati dall’alluvione che ha colpito la regione.

All’unanimità si è deciso pertanto di intervenire con il Fondo Mutualistico costituito di recente così da permettere lo slittamento di un anno del pagamento delle polizze assicurative dovuto dagli agricoltori ai consorzi difesa. “Era necessario intervenire subito – spiega il Presidente dell’Associaizone Agrifondo Mutualistico Veneto/Friulano Valerio Nadal, agricoltore – per dare un sostegno immediato e concreto alle aziende agricole pesantemente danneggiate dal alluvione. Recentemente abbiamo costituito un fondo mutualistico che andremo a sfruttare da subito, consentendo agli agricoltori messi in ginocchio dalla furia delle acque, di pagare le polizze assicurative dovute per il 2010 con il posticipo di un anno. In tal modo gli agricoltori, che proprio nei giorni scorsi avevano ricevuto attraverso AVEPA, il contributo pubblico per il pagamento delle quote, potranno trattenere per tutto il periodo questi liquidi e tentare di riportare lentamente alla normalità la loro attività.”

La procedura per il pagamento delle polizze assicurative ai Consorzi di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità prevede che una quota sia sostenuta con contributo pubblico, erogato da AVEPA direttamente agli agricoltori e una parte invece venga pagata dalle singole aziende. Attingendo al fondo mutualistico, i Consorzi di Difesa anticipano le quote per dei costi di assicurazione, chiedendo agli agricoltori il versamento degli importi con un anno di ritardo, ma garantendo nel frattempo il risarcimento alle aziende danneggiate nella corrente campagna dalle calamità naturali, quali la grandine e il vento.

(fonte Condifesa Veneto e Friuli-Venezia Giulia)

Alluvioni in Veneto e Toscana. Senza il contributo della campagna non c’è salvezza per le città: intervento del presidente nazionale Unaga

Vigneti sommersi nel Soave (foto Consorzio tutela Vini Soave)

(di Mimmo Vita, Presidente Nazionale Unaga) Unanimi ieri a Verona, all’inaugurazione della 112^ edizione di Fieracavalli, il Ministro Galan ed il Governatore veneto Zaia hanno commentato, forse meglio stigmatizzato, il comportamento dei media nazionali che avevano già archiviato la notizia dell’alluvione in Veneto e anche in Toscana. Ci sono stati dei morti, cosa gravissima, e per quanto riguarda la regione padana, sono ancora presenti situazioni di crisi per interi comuni della fascia Padova-Vicenza.

La visione dall’elicottero del territorio, mostra con chiarezza un dato. Senza il contributo della campagna non c’è salvezza per le città. Il tributo più alto, come sempre, lo hanno dato i territori agricoli e quindi l’imprenditore agricolo. Se l’acqua non esondasse sui campi, le opere di regimazione (dissennate?) richieste dall’urbanizzazione non sarebbero in grado di contenere le piene, e le città diverrebbero tutte piccole Venezia…come del resto è successo al centro storico di Vicenza. Morti e danni, qualcuno parla di un miliardo di euro per il Veneto, diverrebbero inevitabili.

Due considerazioni quindi. La prima, già introdotta: diciamo grazie al mondo agricolo ed all’agricoltura. Questa volta non hanno subito danni enormi, a parte per l’allevamento avicolo soprattutto nel padovano, per la fortunata coincidenza
che l’alluvione è avveunuta dopo la vendemmia – la zona del Soave ad esempio avrebbe avutoi danni ingentissimi; va perciò rivista la programmazione dell’uso del territorio prevedendo da una parte piani di difesa idrogeologica lungimiranti (case di espansione, alluvionamenti programmati, etc.), e dall’altro indennizzi e riconoscimenti economici per il lavoro quotidianamente svolto dai “contadini”; che sfalciano le rive, sfalciano l’erba, sistemano strade e con il loro lavoro quotidiano curano il paesaggio, un bene immateriale che ancora non trova adeguato risonoscimento e relativa quantificazione. Non si perda questa occasione. I media, forse anche loro a questo punto, apriranno gli occhi…

Il business dell’imprenditore agricolo di domani? Produrre beni pubblici.

Produzione di beni pubblici: sarà questo il nuovo business dell’imprenditore agricolo di domani? Si parlerà di questo al terzo seminario della Conferenza regionale dell’Agricoltura e lo Sviluppo rurale, in programma venerdì 5 novembre a partire dalle ore 9,00 a Legnaro (Pd) presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura. Presente l’Assessore regionale Franco Manzato, il seminario si pone dunque l’obiettivo di delineare il ruolo del “nuovo” agricoltore, chiamato con forza dall’Unione Europea ad occuparsi sempre più non solo di mais, frumento, viti, ortaggi o altro, ma anche di manutenzione del territorio, attività ritenuta ormai un essenziale bene pubblico.

Settore primario: non solo produttore di derrate alimentari. In altre parole, l’imprenditore agricolo di domani dovrà contribuire – e il suo lavoro sarà per questo ricompensato – alla difesa del suolo, alla gestione delle acque e delle reti di comunicazione, alla salvaguardia della biodiversità, alla lotta contro i cambiamenti climatici e altro ancora. Ogni agricoltore dovrà fare in questo ambito la propria parte: solo così al settore primario potrà essere riconosciuto quel ruolo strategico che gli compete, non solo perché produttore di derrate alimentari.

“Sistemi agricoli e forestali, ambiente e produzione di beni pubblici” è il titolo di questo terzo seminario al quale interverranno studiosi ed esperti di primo piano quali Franco Miglietta del CNR di Firenze, che parlerà di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici; Carlo Gipponi dell’Università di Venezia, che approfondirà il tema della sostenibilità e delle prospettive delle risorse idriche; Patrizia Rossi della LIPU, che parlerà di biodiversità e politica agricola; Tiziano Tempesta dell’Università di Padova, che metterà a confronto le sinergie e i conflitti tra paesaggio rurale e agricoltura. I lavori saranno coordinati da Andrea Povellato di INEA.

Continua la consultazione on line. Accanto allo svolgimento dei seminari tematici, si segnala il successo che sta riscuotendo la consultazione on-line attraverso la quale operatori e cittadini possono sottoporre alla Regione Veneto proposte, osservazioni e contributi per la definizione delle prossime strategie regionali per i settore agricolo e rurale.

(fonte Veneto Agricoltura)

Emergenza idrogeologica al Nord Italia: Consorzi di bonifica in prima linea

Vicenza: via XX settembre all'altezza della pasticceria Bolzani (foto 2punti.it)

Di fronte all’emergenza idrogeologica che sta colpendo il Nord Italia, Massimo Gargano, presidente Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) afferma: ” I Consorzi di bonifica sono in prima linea e continueranno a fare la loro parte, spetta però a Governo e Regioni operare scelte concrete per la prevenzione della sicurezza del territorio”.

L’Italia non può permettersi la perenne emergenza. “Stavolta il maltempo colpisce il Nord Italia e, per l’ennesima volta, siamo a piangere morti e contare i danni, scrutando il cielo – continua Gargano-. Da molte ore i lavoratori dei consorzi di bonifica sono impegnati, assieme alle altre realtà operanti sul territorio, a contenere le conseguenze di una situazione di grave crisi idrogeologica; abbiamo grande stima per l’opera della Protezione Civile, ma l’Italia non può permettersi di operare perennemente in emergenza. E’ necessario investire nella prevenzione.”

Ancora nello scorso febbraio, abbiamo presentato un Piano Pluriennale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, che prevede 1365 interventi, perlopiù immediatamente cantierabili in tutte le regioni italiane, per un investimento complessivo di 4.183 milioni di euro da reperire anche attraverso una proiezione quindicennale dell’impegno di spesa, che potrebbe realizzarsi mediante mutui.  “Siamo tuttora in attesa – conclude Gargano – di un cenno di disponibilità da parte del Ministero dell’Ambiente. Noi continueremo a fare la nostra parte, ma ci appelliamo a Governo e Regioni, affinchè si dia vita ad un programma di azioni concrete in grado di ridurre il sempre più grave rischio idrogeologico dando, alle comunità ed al territorio, quella sicurezza, elemento indispensabile allo sviluppo della vita sociale ed economica.”

(fonte Anbi)

Confagricoltura: allarme terrorismo sui raccolti, ”troppi parassiti”

mappa land grabbing

L’elenco e’ lungo: diabrotica e piralide, due killer del mais; lo Pseudomonas syringae che sta facendo strage di kiwi; il cinipide, distruttore di castagne; la metcalfa, annientatrice di vigneti; la varroa, che spopola gli alveari. Basta pensare ai danni che ognuno di questi parassiti riesce a provocare per rendersi conto di come l’agricoltura sia vulnerabile e, se (a parte qualche caso sospetto) le invasioni sinora sono state ”naturali”, il rischio che possano essere provocate a scopo commerciale o politico per destabilizzare un Paese e’ ben piu’ che un’ipotesi. Ecco perche’ l’agricoltura e’ stata inserita tra i possibili obiettivi di azioni terroristiche, consistenti nell’uso deliberato di parassiti per distruggere intere coltivazioni o contaminare derrate agricole che porterebbero a conseguenze drammatiche non solo nei settori della produzione, trasformazione e commercio, ma anche in quelli della ristorazione e del turismo.

A lanciare l’allarme e’ il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, che, commentando lo studio di Agrinnova, presentato durante un convegno dell’organizzazione agricola a Torino, spiega: ”In questi ultimi mesi abbiamo toccato con mano l’importanza del settore agricolo a livello geopolitico. La crisi climatica in Russia ha fatto diminuire l’offerta di frumento e impennare i prezzi, il che e’ bastato per far scoppiare incidenti in Mozambico, con dieci morti e centinaia di feriti. Inoltre e’ proseguito il land grabbing, che ha gia’ determinato, a livello globale, il passaggio di mano di circa 15 milioni di ettari, pari al 4/5 per cento della superficie del Pianeta coltivati a cereali. Ad investire sono i Paesi con ingenti risorse finanziarie, ma che hanno fame di terra e la comprano soprattutto in Africa e in America Latina. Questo – prosegue il presidente di Confagricoltura – dimostra come un’agricoltura forte, in grado di fornire cibo per tutti e a prezzi accessibili a tutti, sia un pilastro della stabilita’ di una nazione”.

(fonte Asca)

Agroalimentare: da dicembre 2010, al via una grande stagione contrattuale

Oltre 300 delegati, quadri e dirigenti di Fai, Flai e Uila hanno approvato, con due sole astensioni, le linee guida per la contrattazione di secondo livello che iniziera’, nel settore alimentare, a partire da dicembre 2010. Ne da’ notizia il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza. ”Puntiamo a diffondere la contrattazione di secondo livello in un numero sempre maggiore di aziende e territori” ha dichiarato Mantegazza ”l’obiettivo e’ quello di superare le 2.000 piattaforme presentate. Un impegno importante che occupera’ la categoria nei prossimi mesi”. ”Le piattaforme” ha spiegato Mantegazza ”parleranno di partecipazione, di responsabilita’ sociale dell’impresa, di occupazione e professionalita‘, di lavoratori migranti, di pari opportunita’ e sicurezza. Le richieste salariali inoltre valorizzeranno quelle voci e quegli istituti assoggettabili alla tassazione agevolata con vantaggi fiscali e contributivi”. ”Sara’ quindi” ha concluso Mantegazza ”una grande stagione contrattuale che gestiremo con senso di responsabilita’ e lungimiranza per coniugare insieme incrementi di produttivita’ con maggior salario e migliori diritti”.

(fonte Asca)