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Al via la 7a edizione del premio “La Ghiandaia-custodi degli alberi”, candidature entro il 25 gennaio 2026

Veneto Agricoltura e Fondazione Alberitalia ETS indicono, per il 2025, la settima edizione del premio “La Ghiandaia – custodi degli alberi”, precedentemente noto come premio “Jean Giono – l’uomo che piantava gli alberi”.

Nonostante il nuovo nome, le finalità del riconoscimento sono rimaste le medesime: premiare persone che si siano contraddistinte per la promozione, la realizzazione e la gestione di alberi e arbusti in Italia o all’estero, fornendo ulteriore impulso alla promozione della cultura forestale produttiva e naturalistico-ambientale e della gestione sostenibile delle foreste. Il premio verrà assegnato il 6 marzo 2026, ma le candidature per la partecipazione dovranno pervenire entro il 25 gennaio a questo link

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

L’Osservatorio del Paesaggio trentino annuncia la quarta edizione del Premio Giulio Andreolli – Fare paesaggio, candidature entro il 30 settembre 2027

La Provincia autonoma di Trento ha presentato la quarta edizione del “Premio Giulio Andreolli – Fare paesaggio” una selezione di azioni che si distinguono per sostenere la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio nel territorio della Convenzione delle Alpi. Quella di Giulio Andreolli, ingegnere, architetto, e paesaggista, è stata una delle voci più autorevoli nel dibattito che in Trentino ha portato alla crescita e al consolidamento di una nuova cultura del paesaggio.

Partecipare è facile e completamente gratuito. L’unico onere richiesto è relativo alla compilazione online di un modulo di descrizione dell’iniziativa accompagnato dal caricamento di materiale integrativo. Le candidature devono pervenire entro il 30 settembre 2027. Per tutte le informazioni relative al bando e per partecipare si rinvia al sito http://www.premiofarepaesaggio.it.

Un piano regolatore, la costruzione di un edificio, la ristrutturazione di una casa, il recupero di un paesaggio rurale, un progetto educativo nelle scuole, una campagna informativa sono tutte azioni che concorrono a “fare paesaggio”. E sono tutti esempi di possibili candidature al premio “Fare paesaggio”, qualora sostengano la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio nel territorio definito dalla Convenzione delle Alpi. Il Premio è aperto al contesto europeo ed è finalizzato a valorizzare esperienze che si sono distinte per i caratteri di innovazione, sostenibilità ed esemplarità, esprimendo obiettivi di elevata qualità paesaggistica.

La “selezione” riguarderà tre ambiti tematici: “Programmazione, pianificazione e gestione del territorio”; “_Segni nel paesaggio”; “Cultura, educazione e partecipazione”. In occasione di questa quarta edizione è prevista l’attribuzione di una “Menzione Speciale Energia e Paesaggio”, riservata alle candidature che abbiano affrontato con efficacia il tema del delicato rapporto tra il paesaggio alpino e le produzioni energetiche da fonti rinnovabili.

Per la valutazione delle proposte è stata istituita una giuria internazionale di esperti presieduta dal prof. Alberto Ferlenga dello IUAV. La Giuria è composta inoltre dall’architetto Dario Castellino, dall’ingegner Giulia Boller dell’ETH di Zurigo e dall’agronomo paesaggista Annachiara Vendramin. Il Premio è curato dall’Osservatorio del Paesaggio trentino della Provincia autonoma di Trento che si avvale per l’organizzazione della TSM-STEP Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio.

Al via la sesta edizione di Lagazuoi Wima, concorso dedicato ai progetti più innovativi per la montagna. Entro il 14 febbraio l’invio delle candidature

Torna la sesta edizione del Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards (WIMA), progetto curatoriale del Lagazuoi EXPO Dolomiti, spazio museale espositivo situato a quota 2.732 metri sopra Cortina d’Ampezzo (Belluno), focalizzato sulle idee innovative e sostenibili, legate al mondo della montagna. Il concorso premia soluzioni e prodotti originali, che arrivano da aziende, start-up, associazioni e cooperative che si adoperano affinché innovazione e sostenibilità in montagna si possano coniugare al meglio.

Tre sono le categorie in concorso: Attrezzature ed Abbigliamento da Montagna (vestiario ed accessori tecnici, adatti a quote e condizioni climatiche particolari); Servizi Digitali ed App (soluzioni innovative per vivere ed esplorare la montagna); Produzioni Enogastronomiche di Montagna (tipicità e processi innovativi, provenienti da comuni montani, situati sopra i 600 metri), categoria di cui Argav è partner.

C’è tempo fino alle ore 24.00 del 14 febbraio per partecipare al concorso. Sul sito http://www.lagazuoiwima.org sono disponibili il regolamento 2025 e la scheda d’iscrizione.

I migliori progetti saranno protagonisti di una mostra, che sarà inaugurata sabato 29 marzo 2025 negli spazi del Lagazuoi EXPO Dolomiti: sarà un momento di incontro, approfondimento e promozione della montagna. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino a febbraio 2026. In un contesto unico, dominato dallo spettacolo delle Dolomiti patrimonio Unesco, si potrà scoprire il potenziale innovativo delle aziende e delle realtà, che credono ed investono nella montagna.

“Con questo premio –  spiega Stefano Illing, ideatore del Lagazuoi EXPO Dolomiti e promotore dei WIMA – abbiamo voluto valorizzare la capacità innovativa e progettuale di chi opera nei “territori alti”: In questi anni abbiamo dato visibilità a soluzioni e prodotti innovativi di aziende, start-up, associazioni e cooperative, che diffondono un’idea di montagna come luogo d’innovazione ed interazione virtuosa tra uomo ed ambiente. Il ruolo dei WIMA è quello di amplificare quanto di meglio si possa offrire a chi la montagna la vive tutto l’anno o la frequenta per passione.”

A presiedere la giuria, impegnata a scegliere le idee più innovative e virtuose delle tre categorie in gara, sarà Stefano Illing, che porterà il punto di vista e l’esperienza di chi vive e lavora in montagna; insieme a lui, tre giurie, una per ogni categoria, composte da giornalisti ed esperti: per la categoria “Attrezzatura ed Abbigliamento da Montagna” saranno Giampaolo Allocco (designer e punto di riferimento nell’ “industrial design” legato allo sport), Marco Di Marco (direttore di Sciare Magazine), Gian Luca Gasca (scrittore e reporter di montagna, responsabile contenuti de Lo Scarpone), Antonello Marega (presidente dell’European Platform for Sport Innovation); per la categoria “Servizi Digitali ed App per il Turismo Montano” saranno Max Cassani (giornalista de La Stampa), Claudio Lucchese (professore e coordinatore del corso di laurea in Hospitality Innovation and e-Tourism all’Università Ca’ Foscari di Venezia), Paola Pica (giornalista del Corriere della Sera, responsabile del mensile L’Innovazione); Salvatore Viola (direttore di Startup-News.it); per la categoria “Produzioni Enogastronomiche di Montagna” saranno Bruno Gambacorta (giornalista Rai, ideatore, autore e conduttore di Eat Parade, il primo telegiornale italiano, dedicato all’enogastronomia), Alberto Lupini (direttore del magazine Italia a Tavola), Filippo Polidori (“food guru” e Ad Polidori & Partners) e Ludovica Rubbini (chef del Sanbrite, stella rossa e verde Michelin, tra le 20 donne del cibo per Cook); in giuria, per tutte le categorie, ci sarà anche Matteo Stoppa (executive manager Bper Banca Private Cesare Ponti).

Fonte: servizio stampa Lagazuoi Wima

“Concorso e Premio Laura Conti 2024”, tesi di laurea da inviare entro il 30 novembre all’insegna delle tematiche legate ad ambiente, sostenibilità, educazione, sicurezza, risparmio e solidarietà

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Il “Concorso e Premio Laura Conti 2024”, promosso e sostenuto dalla Fondazione Icu (Istituto consumatori e utenti) di Venezia, celebra quest’anno il 25esimo anniversario. Pioniera delle tematiche ambientaliste negli anni Sessanta del secolo scorso, la friulana Laura Conti fu tra i fondatori della Lega per l’Ambiente, scrittrice e autrice di talento sulla questione dell’educazione, dell’assistenza sociale e dell’ambiente.

Il premio

Ha come obiettivo la valorizzazione e la divulgazione delle tesi di laurea che si occupano delle problematiche legate alla società sostenibile, alle energie rinnovabili, alla mobilità intelligente, al riciclo, ai rifiuti, alla bioedilizia, al commercio equo, alla difesa della natura, allo studio e alla difesa dei diritti dei consumatori. Oltre ai premi in denaro (1.000 euro al vincitore, 500 euro al secondo classificato e 250 euro al terzo), il Premio assegna ogni anno dei riconoscimenti speciali per categoria, inviando ai meritevoli di segnalazione uno specifico attestato. Questo perché la Fondazione ritiene che la maggior parte delle tesi siano il frutto di un grande impegno di ricerca e studio da parte degli studenti e meritano di essere conosciute. Per tale ragione, i migliori lavori diventano libri editi dall’Ecoistituto del Veneto, o dalla stessa Fondazione Icu, mentre altri vengono fatti conoscere attraverso la rivista Gaia. Inoltre, tutte le tesi di laurea verranno nel tempo archiviate con parole chiave in un database on-line. In questo modo, potranno essere trovate per soggetto e i vari autori avranno la possibilità di essere messi in contatto con chi volesse approfondire le tematiche affrontate.

Scadenza 30 novembre

Sono ammesse tesi di tutti i livelli, comprese quelle di dottorato e Master, discusse nelle università italiane negli anni accademici dal 2010-2011 in poi, inviate entro il 30 Novembre 2024 (farà fede il timbro postale) presso la sede dell’Ecoistituto del Veneto e della Fondazione Icu. La giuria è composta da Michele Boato, Anna Ciaperoni, Franco Rigosi, Paolo Stevanato. Per partecipare è necessario inviare il modulo di partecipazione on-line entro il 30 Novembre 2024. Tutte le informazioni si trovano nel Bando-Premio-ICU_Laura-Conti-2024 e nei siti www.ecoistituto-italia.com e www.fondazioneicu.org

Fonte: Fondazione Icu/Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”

Bosco Chiesanuova (VR), Film Festival della Lessinia, tutti i vincitori della 30esima edizione

Si è conclusa sabato 31 agosto scorso a Bosco Chiesanuova (Verona) la 30a edizione del Film Festival della Lessinia. Dieci giorni di proiezioni hanno illuminato, con successo di pubblico, il grande schermo del Teatro Vittoria con 97 film da 48 Paesi e 31 anteprime italiane (nella foto di gruppo, credits Ffdl)  i vincitori, a partire da sinistra Bruno Zanzottera, Vanina Lappa, Matthäus Wörle e Karim Ali).  

Lessinia d’Oro a Where we used to sleep (Germania 2024)

La Giuria internazionale – composta da Dorottya Zurbó (Ungheria), Fredo Valla (Italia), Frode Fimland (Norvegia), Fulvio Mariani (Svizzera) e Tamara Stepanyan (Armenia) – ha assegnato a Where we used to sleep (Germania 2024) del regista Matthäus Wörle la Lessinia d’Oro, il massimo riconoscimento della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna. “Un’anziana donna, Valeria, è l’unica abitante rimasta di un villaggio che non esiste più, conseguenza della distruzione della natura da parte dell’uomo: estrazione mineraria, avvelenamento delle acque, spostamenti forzati, che la propaganda del regime di Ceaușescu (presidente della Repubblica socialista di Romania dal 1967 al 1989, ndr)  presentava come modello dei successi economici del socialismo reale. Valeria vive, o meglio sopravvive, con la sua mucca e un cane, ma il ricordo del villaggio sommerso riaffiora costantemente nella sua mente con la punta del campanile che emerge dalle acque del lago. Alla fine anche lei è costretta ad andarsene. Il giovane regista ne raccoglie la testimonianza, rendendo lo spettatore partecipe del dramma. Un film costruito da un regista attento alle piccole cose e a mettere in luce relazioni e sentimenti”, la motivazione data dalla Giuria.

Lessinia d’Argento a La hojarasca (miglior lungometraggio Spagna 2024),

e a Khalil (miglior cortometraggio, Iran 2024)

A vincere la Lessinia d’Argento per il miglior lungometraggio è stata l’opera prima della regista Macu MachínLa hojarasca (Spagna 2024). “Tre anziane sorelle si sono date appuntamento nella casa di famiglia, nelle Canarie. Il ritrovarsi è legato alla spartizione dell’eredità, o forse questa ne è soltanto la motivazione apparente. Viene vissuta dapprima svogliatamente, poi come un gioco. L’atmosfera è magica, grigia, addirittura cupa per le esplosioni del vicino vulcano. La suddivisione ereditaria fa affiorare vecchi rancori tra le sorelle, ma è una nuvola passeggera e l’affetto prevale, con i ricordi di un’infanzia e una adolescenza felici. Una narrazione minimalista su cui incombe il vulcano in eruzione”. Lessinia d’Argento per il miglior cortometraggio a Khalil (Iran 2024), del regista e produttore iraniano Seyed Payam Hosseini presentato in anteprima mondiale al Festival. Motivano i giurati: “Per la capacità del regista di raccontare una storia di innocente tenerezza con un alto tasso di poesia. Nella sua semplice bellezza, il film richiama il cinema di Kiarostami, offrendo un’esperienza che trascende il quotidiano e si avvicina all’essenza dell’arte cinematografica”.

Premio della Giuria a Nessun posto al mondo (Italia 2023)

Il lungometraggio Nessun posto al mondo (Italia 2023) della regista italo-tedesca Vanina Lappa si è aggiudicato il Premio della Giuria. “Antonio, un allevatore dell’Italia meridionale, figura al margine della legalità e, come un guerriero solitario, conduce una battaglia personale contro regolamenti assurdi che discriminano e mettono in difficoltà i pastori transumanti. Per Antonio, l’ipocrisia del mondo “normale” è incomprensibile, poiché egli si muove in un contesto di libertà nell’ampiezza di paesaggi che talora richiamano il cinema western”. Questa la motivazione: “Per la capacità della regista di instaurare un legame profondo e autentico con il protagonista, frutto di anni di riprese”.

Menzioni speciali a Un pasteur (Francia 2024) e a La raya (Messico 2023)

La Giuria internazionale ha attribuito anche due menzioni speciali. Al lungometraggio Un pasteur (Francia 2024) di Louis Hanquet. Questa la motivazione: “Per un linguaggio privo di romanticismi pastorali, caratterizzato da una fotografia che, soprattutto nei campi lunghi, cattura con intensità lo sguardo. Il regista, con molta sensibilità, riesce a guadagnarsi la fiducia di Félix, il giovane pastore protagonista, che non viene mai ritratto come un eroe della vita solitaria. Ogni gesto quotidiano restituisce il senso di una routine che si ripete come un destino ineluttabile. Con momenti di solennità antica, come la sepoltura delle carcasse delle pecore sbranate dai lupi, il film evoca una profonda connessione con la natura e la ciclicità della vita”;  al documentario La raya (Messico 2023), presentato al Festival in anteprima italiana, della regista Andalusia Knoll Soloff. “Per il coraggio nel raccontare la lotta per la sopravvivenza delle comunità dei Monti Guerrero nel sud- ovest del Messico e la crisi legata alla coltivazione del papavero da oppio. In un contesto dove le milizie dell’esercito distruggono le coltivazioni e la violenza dei narcos imperversa, la popolazione è costretta a confrontarsi con un degrado crescente delle proprie condizioni di vita e con l’incertezza dell’emigrazione forzata. Un documentario intenso e incisivo che getta luce su una realtà complessa e spesso trascurata”, motiva la Giuria.

Premi speciali

Nel palmarès del Film Festival della Lessinia, il Premio al Futuro per il miglior film di un regista giovane concesso dal Curatorium Cimbricum Veronense in memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi, è stato vinto da The children behind Zalaga (Egitto, Germania 2023) del documentarista Karim Ali, presentato al Festival in anteprima europea.

Il Premio Montagne Italiane per il miglior film della sezione Montagne Italiane, concesso dalla Cassa Rurale Vallagarina, è andato all’opera cinematografica Pascolo vagante (Italia 2024) di Bruno Zanzottera. Una menzione speciale del Premio Montagne Italiane ha premiato il cortometraggio Piccola cosa (Italia 2023) della regista Mila Costi.

Il Green Planet Movie Award è stato attribuito a Don Benjamín (Spagna, Bolivia 2024) del documentarista Iván Zahinos.

Anche la Giuria MicroCosmo del Carcere di Verona ha scelto di assegnare il suo riconoscimento a Khalil (Iran 2024) di Seyed Payam Hosseini.

Il Premio del Parco della Lessinia è andato a Un pasteur (Francia 2024) di Louis Hanquet.

Premio dei bambini The wolf of custer (Regno Unito 2023), presentato al Festival in anteprima italiana, di Tanya J. Scott. Infine, il Premio del pubblico è andato a Un pasteur (Francia 2024) di Louis Hanquet.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

L’edizione 2023/24 del Premio internazionale Carlo Scarpa per il giardino “torna” ad esplorare l’America Latina

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All’Espacio Escultórico nel Pedregal de San Ángel, a Città del Messico, viene dedicata la trentatreesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, 2023-2024. Il Premio, ideato e realizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e incentrato su un luogo denso di valori di natura, memoria e invenzione, torna a esplorare per la seconda volta, dopo la sua prima edizione del 1990 che vide la scelta del Sítio Santo Antônio da Bica di Roberto Burle Marx, in Brasile, luoghi appartenenti al vasto mondo dell’America Latina.

L’Espacio Escultórico è un luogo costituito da una grande opera d’arte collettiva che emerge dalla stessa superficie lavica sulla quale, nel secolo scorso, a partire dalla fine degli anni Quaranta, nascono e si sviluppano nuovi quartieri e soprattutto un’intera città universitaria, quella dell’Universidad Nacional Autónoma de México (unam). Un anello dentato, composto da sessantaquattro prismi in cemento che poggiano su un basamento circolare del diametro di 120 metri, circoscrive un brano di suolo lavico “intatto”, rendendo manifesta la potenza espressiva di questo paesaggio, ma anche la sua condizione mutevole e fragile.

Opera fortemente voluta dall’Università e inaugurata nel 1979, l’Espacio Escultórico esprime in modo esemplare il valore e il significato di un paesaggio – quello del Pedregal de San Ángel, così forgiato da un’eruzione vulcanica – con il quale la città, le istituzioni e le comunità universitarie, l’ambiente culturale e la società messicana si confrontano e dialogano sul piano del suo valore ambientale ed ecologico, della sua potenza evocativa, ma anche dei conflitti generati in seno all’espansione urbana di una megalopoli che ne accerchia il perimetro e ne modifica nel tempo la natura e i significati.

Frutto dell’eruzione del vulcano monogenetico Xitle, – che in termini geologici risulta recente, avendo avuto luogo, approssimativamente, solo millecinquecento o forse duemila anni fa –, il Pedregal (che in italiano potremmo chiamare “pietraia”) ci appare come una distesa di roccia lavica, disseminata di vegetazione e variazioni morfologiche, che si evolve nel tempo e si manifesta come un paesaggio vivo, ricco di valore ecologico, e tuttora denso di richiami alla storia preispanica che lo ha preceduto, nonostante l’enorme riduzione del suo perimetro e della sua estensione originaria. L’Espacio Escultórico rappresenta un capitolo importante di questo paesaggio in divenire e, a dispetto (o forse grazie a essa) della fissità scultorea della sua immagine, stabilisce un punto d’incontro tra passato e futuro, a cavallo tra la grande vicenda della costruzione della Città Universitaria e l’evolversi di una coscienza ecologica del suo campus, “paesaggio di resistenza” più che pacifico e rassicurante scenario di una comunità per alcuni aspetti privilegiata.

Del valore dell’opera si è scritto molto e molte sono le sue interpretazioni. Risulta oggi significativo il metodo e il processo costruttivo scelto per l’Espacio Escultórico, quello di convocare sei artisti della Escuela Nacional de Artes Plásticas – Helen Escobedo, Manuel Felguérez, Mathias Goeritz, Hersúa, Sebastián e Federico Silva – per realizzare un’opera collettiva, dunque priva di carattere monoautoriale, totalmente tesa all’interazione con il paesaggio presente e con la sua eredità storica, e che assume un significato più vasto – oggi diremmo “non antropocentrico” –, aperto alle istanze ecologiche che sarebbero emerse a breve, e che lì, nel Pedregal, proprio il lavoro di questo gruppo di artisti contribuisce a far emergere. La stagione successiva alla costruzione dell’Espacio Escultórico sarà infatti improntata alla difesa di ciò che rimane del Pedregal, della protesta rispetto alla sua progressiva distruzione, e della presa di coscienza da parte della comunità scientifica e studentesca del suo valore, con la creazione ufficiale, nel 1983, della Reserva Ecológica del Pedregal de San Ángel (repsa), voluta dall’unam. Nella visione del Premio Carlo Scarpa, l’Espacio Escultórico è un luogo di meditazione personale e insieme di azione collettiva: la sua storia ci porta a riflettere sul rapporto tra gesto artistico e coscienza ecologica; la dimensione corale della sua concezione ci invita a ragionare sull’impegno individuale nel campo del paesaggio, a stabilire nuove coordinate e nuovi compiti progettuali.

Nel mese di aprile i vari appuntamenti. I principali momenti pubblici del Premio Carlo Scarpa 2023-2024 si svolgeranno, a Treviso, venerdì 12 aprile, ore 18, Ca’ Scarpa: inaugurazione della mostra dedicata all’Espacio Escultórico e al suo contesto, che sarà aperta al pubblico fino a domenica 30 giugno;  sabato 13 aprile, ore 10-13, auditorium della Fondazione Benetton in Palazzo Bomben: presentazione del libro e del film documentario dedicati al luogo e ai temi di questa edizione del Premio, preceduta da una conferenza di Louise Noelle; sabato 13 aprile, ore 17, Chiesa di San Teonisto: cerimonia pubblica con la consegna del sigillo simbolo del Premio a Leonardo Lomelí Vanegas, rettore dell’Universidad Nacional Autónoma de México, segnalando, nel contesto della stessa unam, altre due figure che esprimono il senso della cura di questo luogo, Silke Cram e Louise Noelle, entrambe impegnate negli organismi di gestione e tutela del luogo premiato.

Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino – così intitolato in onore di Carlo Scarpa (1906-1978), architetto e inventore di giardini – è un progetto di ricerca e di cura dedicato a un luogo, ideato e realizzato, dal 1990, dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche. Un progetto che ogni volta prende avvio da approfondimenti ed esplorazioni indirizzati a luoghi e culture diversi. Comitato scientifico della Fondazione e coordinamento del Premio: Luigi Latini, architetto, Università Iuav di Venezia (presidente); Giuseppe Barbera, agronomo, Università di Palermo; Hervé Brunon, storico del giardino, Centro André Chastel, Parigi, CNRS; Thilo Folkerts, architetto paesaggista, 100Landschaftsarchitektur, Berlino; Anna Lambertini, architetto e paesaggista, Università di Firenze; Monique Mosser, storica dell’arte, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS; Joan Nogué, geografo, Università di Girona; Juan Manuel Palerm, architetto, Università di Las Palmas, Gran Canaria; José Tito Rojo, botanico, Università di Granada. Carmen Añón, paesaggista, Università di Madrid, membro onorario dal 2011; Domenico Luciani, architetto, ideatore e responsabile del Premio dal 1990 al 2014, membro onorario dal 2015. Le attività del Premio Carlo Scarpa sono curate e coordinate da Patrizia Boschiero, responsabile delle Edizioni della Fondazione, e Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico e direttore della Fondazione. Iniziativa culturale con il patrocinio di: Uniscape, Ministero della Cultura, Regione del Veneto, Città di Treviso.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton studi e ricerche

I giovani di Stra (Ve) raccontano il fiume, le ville e la storia del loro paese nell’ambito del Premio Wigwam Stampa Italiana

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Lo scorso 7 marzo è stata presentata a Stra (Ve) la 3^ edizione del Premio Wigwam Stampa ItalianaGiovani comunicatori per Comunità resilienti 2024. La presentazione, organizzata dal Comune di Stra insieme all’istituto comprensivo “Alvise Pisani” e alla comunità locale Wigwam della Riviera del Brenta lancia l’invito ai giovani del territorio a concorrere al Premio, che peraltro, ricomprende lo speciale contest “Raccontiamo Stra: il fiume, le ville e la storia di Stra”, una specifica sezione del concorso nazionale dedicata agli elaborati di giovani under 25, siano essi residenti nel comune ma anche da fuori, che realizzino elaborati attinenti il tema. Questa iniziativa – ha detto il vicesindaco di Stra Mario Ferraresso – da l’avvio ad un programma di attività mirate a fare emergere ed entrare in sinergia le potenzialità finora rimaste latenti della nostra realtà territoriale: le risorse umane, con particolare riferimento ai giovani, insieme all’ambiente e alla storia locale fortemente influenzati da una orografia tracciata dal Naviglio Brenta”.

La scuola. Concetto ripreso e maggiormente dettagliato dalle professoresse Nicoletta Bernardon, Nicoletta Frisan e Cristiana Cassandro tutte insegnanti di materie letterarie della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo “A. Pisani” di Stra. Territorio questo che si sviluppa lungo la Riviera del Brenta e che tra il XVI e il XVIII secolo vide sorgere decine di ville venete, residenze estive della nobiltà veneziana ma anche centri produttivi, in origine solamente agricoli e di allevamento ed in seguito di artigianato manifatturiero.

Il Naviglio del Brenta fa parte del sistema di fiumi e canali che fin dai tempi antichi collegava le città venete fra di loro e con la laguna di Venezia. Su questi percorsi fluviali transitavano le merci dirette dall’entroterra alla Repubblica Serenissima di Venezia: materiali da costruzione come legno, marmo, pietre dai Colli Vicentini e la trachite dei Colli Euganei nonché granaglie e altri prodotti agricoli. Il trasporto avveniva con barconi detti bùrci trainati lungo le rive da buoi e cavalli. E poi ancora, dove vi transitavano anche le barche postali o per passeggeri, i cosiddetti “Burchielli”, le lussuose imbarcazioni con un’ampia cabina e tre o quattro balconi, usate dai veneziani facoltosi per raggiungere le loro ville in campagna.

Il Premio. Nella sua generalità, punta alla ricostruzione del dialogo intergenerazionale e alla riscoperta e alla valorizzazione delle peculiarità e identità locali, come è appunto il territorio di Stra e la sua storia ultracentenaria, ha per promotore Rete Wigwam, rappresentata per l’occasione da Giliola Dalla Libera, una tra le più antiche organizzazioni per lo sviluppo sostenibile tra quelle con riconoscimento ministeriale ed è supportato dal partenariato di tutto il mondo del giornalismo organizzato italiano. Dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dal Sindacato Giornalisti del Veneto, all’Ordine dei Giornalisti e dall’Unarga, l’Unione dei giornalisti agro-alimentari e ambientali fino all’Ucsi, l’Unione Cattolica della Stampa Italiana e gode del patrocinio dell’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa e di Anni, nonché di una vasta platea di supporti da parte di Province, Enti Parco, Comuni, associazioni e scuole. Info per la partecipazione: direzione@wigwam.it 

Fonte: servizio stampa Wigwam

Sinergia tra Donne Coldiretti, produttori Campagna Amica e Università di Padova per il premio di laurea “Giulia Cecchettin”

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Un Premio di laurea intitolato a Giulia Cecchettin, per diffondere la cultura del rispetto in tutti i campi della ricerca, del lavoro, dell’economia, della comunicazione. L’iniziativa delle donne di Coldiretti e i produttori di Campagna Amica con l’Università di Padova rientra nel progetto #coltiviamoilrispetto avviato dalle imprenditrici agricole per la promozione di azioni a favore della parità di genere.

IMG-20240315-WA0051L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi nella sede di Coldiretti Padova alla presenza di Gino Cecchettin e Andrea Camerotto, papà e zio di Giulia, con Valentina Galesso, responsabile provinciale e regionale di donne Coldiretti, Gaya Spolverato, docente dell’Università degli Studi di Padova, delegata alle Politiche per le Pari Opportunità, Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, Marina Montedoro, direttore di Coldiretti Veneto; Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova, Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova.

Il premio è “trasversale” proprio per abbracciare tutte le discipline che consentono la diffusione della cultura del rispetto: è rivolto alle tesi magistrali di laurea in Economia, Sociologia, Psicologia e Giurisprudenza, ma aperta anche alle altre facoltà, per sostenere lavori che metteranno in luce proprio nuovi approcci nei diversi settori, nel segno della gentilezza.“Per me è sempre doloroso affrontare tutto questo – sono le parole di Gino Cecchettin – ma sento che ho il dovere morale di fare qualcosa, di agire, perché ho capito che Giulia nella sua semplicità e nel suo amore è un esempio per molti. Voglio cercare di aiutare le persone che come Giulia non hanno avuto la fortuna di godere dell’indipendenza e dei diritti di cui stiamo parlando in questa occasione. Il libro è un primo passo per portare avanti qualcosa di concreto. Con la fondazione che stiamo creando vogliamo fare formazione nelle scuole e aiutare le associazioni già presenti e operative”.

“Vogliamo partire dalle parole per trasformare l’odio in amore – ha detto Valentina Galesso, responsabile provinciale e regionale di donne Coldiretti – sottolineando termini come rispetto, cura, bellezza. Parole piene di significati, che fanno riferimento ad un comportamento rispettoso, riconoscente e benevolo, caratterizzato da atti di generosità, considerazione ed assistenza, di preoccupazione per gli altri. Per questo già dallo scorso autunno abbiamo deciso di unire le forze e a Fiera Cavalli a Verona è stato sottoscritto un primo accordo con l’onorevole Semenzato. Quindi abbiamo avviato l’iniziativa #coltiviamoilrispetto, proponendo i “prodotti della gentilezza”, ogni quarto sabato del mese nei nostri mercati coperti di Campagna Amica, pensati proprio per sostenere questo nuovo approccio anche nelle relazioni fra le persone. I prodotti gentili, le fattorie della tenerezza esprimono queste virtù e sono esperienze concrete, attività reali legate all’economia solidale praticata dal mondo rurale da sempre. Perché è proprio in agricoltura che si sviluppano progetti sostenibili coniugando famiglia, ambizioni personali, creatività e capacità professionali.

“L’istituzione di un premio di laurea – ha aggiunto la professoressa Gaya Spolverato, docente dell’Università degli Studi di Padova, delegata alle Politiche per le Pari Opportunità – permette di fare cultura per superare la subalternità dei rapporti, la violenza e la sopraffazione con i numeri, i dati, la ricerca: tutti elementi che possano veramente aprire la strada del cambiamento. Lavorare insieme come si sta facendo qui oggi è davvero straordinario e permette di smuovere la società. E’ importante che ci sia la consapevolezza che quello che fa l’Università è una quota di quanto devono fare la scuola prima e il mondo del lavoro dopo, insieme alla società civile”.

“Famiglia, scuola, società civile e politica – ha ricordato Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere – devono essere fortemente alleati in questa battaglia. Giulia Cecchettin ha risvegliato le coscienze in tutta Italia e continua ogni giorno a toccare nel profondo la nostra sensibilità, ad ispirare riflessioni e nuove iniziative. Prevenzione e sensibilizzazione sono fondamentali. E’ un grande onore essere presidente della Commissione sulla violenza di genere, stiamo lavorando anche sulla formazione di operatori socio sanitari e forze dell’ordine per fare rete e costruire una nuova consapevolezza, anche da parte dell’universo femminile, che aiuti ad affrontare in maniera diversa la violenza. La denuncia può essere fatta anche dalle persone che stanno vicino alle donne. Dalla nostra regione è partito questo protocollo virtuoso con le aziende agricole già in prima linea, considerato che spesso assumono donne vittime di maltrattamenti e violenze”.

Libertà economica. In collegamento Mariafrancesca Serr,  responsabile nazionale di Donne Coldiretti: “Ridiamo dignità alle donne ma anche libertà economica, perché oltre alla violenza psicologica e fisica c’è anche una violenza economica. E’ un problema che ci riguarda e ci coinvolge tutti in prima persona”. Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova, ha ricordato che “anche nelle nostre aziende la presenza delle donne e la sensibilità che portano sono preziose. Questo è solo l’inizio di un lavoro di sinergia dove tutti possiamo portare il nostro contributo. Un particolare ringraziamento va a Gino Cecchettin per l’esempio che ci sta dando e per il messaggio che contribuisce a diffondere”. Ad arricchire l’incontro un approfondimento dedicato alle imprenditrici agricole sul tema finanza e violenza economica a cura di Barbara Annoni, consulente finanziario Generali e fondatrice blog “Il giardino della finanza” e Catia Roncolato assicuratrice Generali.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Premio Wigwam Stampa Veneta 2022: i premiati

Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 copia

Si è svolta venerdì 16 dicembre 2022 in aula consiliare della Provincia di Padova  la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 “Nuove generazioni per Comunità resilienti”. L’iniziativa del Premio è stata rivolta ai giovani under 25 anni, che da tutto il Veneto, ma anche dalle associazioni venete nel Mondo, hanno composto ed inviato articoli e video, all’insegna del recupero, della condivisione, della valorizzazione e consegna alle nuove generazioni della memoria dei nostri anziani, quale patrimonio della cultura immateriale delle Comunità Locali.

Ad aprire i lavori è stato Efrem Tassinato, presidente di Rete Wigwam, che ha illustrato gli scopi del Premio, cui sono seguiti i saluti di Luigi Alessandro Bisato, consigliere alla scuola e all’istruzione della Provincia di Padova, Lucia Pizzo, presidente della Commissione Educazione e Istruzione di Anbi Veneto e Alessandra Vaccari, della giunta del Sindacato dei Giornalisti del Veneto a nome di tutte associazioni della stampa partner del Premio. Riconoscimento che ha coinvolto oltre mille giovani e anziani portatori di esperienza e pubblicato oltre 300 elaborati, quindi impaginati, pubblicati e diffusi dalla testata istituzione Wigwam News nell’arco degli ultimi 12 mesi, per fare alle nostre Comunità, un regalo non consumistico e ricco di contenuti di umanità, solidarietà, comprensione, dialogo intergenerazionale. Un’iniziativa che si è avvalsa anche del volano rappresentato dal Progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa, che ha per capofila Wigwam APS Italia ed è stato supportato dal contributo della Regione del Veneto con fondi statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

I premiati. La Giuria, riunitasi il 7 dicembre 2022, è stata composta da Monica Andolfatto – segretaria del Sindacato Giornalisti del Veneto Fnsi; Giuliano Gargano – presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto; Roberto Zalambani– presidente Unarga – Unione nazionale giornalisti agroalimentari e ambientali; Fabrizio Stelluto – presidente Argav; Domenico Vita – presidente di Ucsi Veneto – Unione Cattolica Stampa Italiana; Pietro Ruo – presidente di Ungp Veneto – Unione Naz. Giornalisti Pensionati; Lucia Pizzo – presidente della Commissione Educazione e Istruzione di Anbi del Veneto – Ass. Naz. Comuni del Veneto. Valutati i lavori ammessi, già gratificati da pubblicazione e divulgazione attraverso la testata WigwamNews, la giuria ha proclamato i seguenti vincitori: Federica Testa di anni 10 di Rosario (Argentina) per l’elaborato “Il coro veneto di Rosario, identitario di una comunità” – Premio di Euro 300,00 al miglior elaborato singolo categoria under 14 anni. Francesco Lista di anni 15 di Roverchiara (VR) per l’elaborato “Strazze, ossi e fero vecio, il riciclaggio di un tempo” – Premio di Euro 300,00 al miglior elaborato singolo categoria 15-18 anni. Silvia Cecchini di anni 22 di Negrar di Valpolicella (VR) per l’elaborato “Indagine sull’eresia catara tra il veronese e il Garda” – Premio di Euro 300,00 al miglior elaborato singolo categoria 19-25 anni. Gruppo dell’IIS 8MarzoLorenz di Mirano (Ve) per l’insieme dei loro 23 elaborati – Premio di Euro 800,00 al Gruppo formato da almeno 12 componenti per un insieme di almeno 12 elaborati. Gruppo Scuola Secondaria G. Negri di Lozzo Atestino (PD) per il video sul loro territorio – Premio di Euro 600,00 per il miglior video realizzato dal Gruppo di almeno 12 componenti.

Menzioni di meritoPer gli elaborati singoli categoria under 14 anni: Marianna Spagnolo di anni 9 di Thiene (VI) per l’elaborato “La storia del Salbanello del gelso di nonno Tommaso” e Nicole Degan di anni 11 di Borgo Valbelluna (BL) per l’elaborato “Come cosa si mangiava nel 1945 nella Valbelluna”. Per gli elaborati singoli categoria 15-18 anni: Vittoria Emiliani di anni 15 di Cerea (VR) per l’elaborato “La Ostiglia-Treviso durante la Seconda Guerra Mondiale”; Marina Salmaso di anni 15 di Sant’Angelo di Piove di Sacco (PD) per l’elaborato “La Terra ci chiede rispetto. Il Mondo è da risistemare”; Lucrezia Caloi di anni 17 di Buttapietra (VR) e Alessia Caloi di anni 15 di Vigasio (VR) per l’elaborato “Antonia e i riti del Natale. La Comunità Cimbra di Giazza”Per gli elaborati singoli categoria 19-25 anni: Giulia Manzato di anni 20 di Arzergrande (PD) per l’elaborato “Mondo pulito con: Pinzaman e Pluto, il cane da ri-fiuto”; Asia Marchetti di anni 22 di Montagnana (PD) per l’elaborato Come mi piacerebbe fosse il mio paese”; Aurora Faggionato di anni 20 di Thiene (VI) per l’elaborato “L’epopea del formaggio del thienese, tra il 1960 ad oggi”. Per i Gruppi formati da almeno 12 componenti per un insieme di almeno 12 elaborati: Gruppo Liceo Giorgio Dal Piaz di Feltre; Gruppo Alberi Vitali di Vicenza; Gruppo AUSF Padova; Gruppo Scuola Levi Civita di Padova; Gruppo Brenta Sicuro di Piove di Sacco (PD). Extra concorso Ilaria Vellar di anni 28 di Roana (VI) per l’elaborato “La musica dei Balt Hüttar, tradizione e lingua cimbra”. Al termine, è stato anche annunciato il lancio della seconda edizione del Premio Wigwam Stampa Veneta per il 2023. Una occasione  per i giovani che vorranno essere protagonisti del futuro loro e dei propri territori.

Il Premio, è stato promosso dalla Rete delle Comunità Locali Wigwam del Veneto è stato supportato dal partenariato di Anci del Veneto, dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e da quello del Veneto e dalle associazioni regionali della Stampa: Sindacato Giornalisti FNSI, ARGAV, UCSI, UNGP, Assostampa Padova oltre che da UNARGA nazionale. Ed ancora, dall’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, da AICQ Veneto e dal Festival del Viaggiatore. Hanno concesso il proprio patrocinio le Province di Padova, di Rovigo, di Vicenza, di Verona e di Belluno.

Fonte: servizio comunicazione Wigwam

Premio Wigwam Stampa Veneta 2022, oggi a Padova la premiazione dei giovani vincitori

wigwam-premio-nuove-generazioni-flyerOggi, venerdì 16 dicembre, alle ore 11:00, nell’aula consiliare della Provincia di Padova (Palazzo Santo Stefano – Piazza Antenore, 3), si svolgerà la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 “Nuove generazioni per Comunità resilienti”. Il Premio, rivolto ai giovani under 25 anni, ha raccolto articoli e video da tutto il Veneto, oltre che dalle associazioni venete nel mondo, all’insegna del recupero, della condivisione, della valorizzazione e consegna alle nuove generazioni della memoria dei nostri anziani, quale patrimonio della cultura immateriale delle Comunità Locali.

Coinvolti oltre mille giovani e anziani. Promosso dalla Rete delle Comunità Locali Wigwam del Veneto, il Premio è stato supportato dal partenariato di ANCI Veneto, Ordine dei Giornalisti del Veneto e Nazionale e dalle associazioni regionali della Stampa: Sindacato Giornalisti FNSI, ARGAV, UCSI, UNGP, Assostampa Padova oltre che da UNARGA nazionale. Ed ancora, dall’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, AICQ Veneto e dal Festival del Viaggiatore. Hanno concesso il proprio patrocinio le Province di Padova, Rovigo, Vicenza, Verona e Belluno.  Sono stati coinvolti oltre mille giovani e anziani portatori di esperienza e pubblicato oltre 300 elaborati, quindi impaginati, pubblicati e diffusi dalla testata istituzione Wigwam News nell’arco degli ultimi 12 mesi, per fare alle nostre Comunità un regalo non consumistico e ricco di contenuti di umanità, solidarietà, comprensione, dialogo intergenerazionale.

L’iniziativa si è avvalsa anche del volano rappresentato dal Progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa, che ha per capofila Wigwam APS Italia ed è stato supportato dal contributo della Regione del Veneto con fondi statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Oggi saranno consegnati tre premi di 300 Euro per elaborati individuali, uno per ogni categoria di età: under 14, 15-18, 19-25 anni. Un premio di 800 Euro di gruppo per il miglior insieme di almeno 12 elaborati. Ed un premio di 600 Euro per il miglior video realizzato da un gruppo partecipato da almeno 12 componenti. Oltre a questi saranno 15 le Menzioni di merito che la Giuria ha voluto attribuite ai lavori ritenuti maggiormente significativi. A grande richiesta, sarà anche ufficialmente annunciato il lancio della seconda edizione del Premio Wigwam Stampa Veneta per il 2023. Una occasione per i giovani che vorranno essere protagonisti del futuro loro e dei propri territori. Ulteriori info: direzione@wigwam.it  Tel. +39 333 3938555

Fonte: Servizio stampa Wigwam