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Venezia. Nell’ambito di “Saor, sapori e saperi veneziani in festa” (10-12 ottobre), speciale lezione di cucina sostenibile organizzata il 10 ottobre dal consigliere Argav Maurizio Drago, partecipazione gratuita su iscrizione

Dal 10 al 12 ottobre 2025 Venezia tornerà ad accogliere “Saor, sapori e saperi veneziani in festa”, il festival diffuso che celebra il patrimonio gastronomico veneziano con lo sguardo rivolto al futuro: sostenibilità ambientale, inclusione alimentare, creatività e condivisione culturale.

Nell’ambito della manifestazione, in collaborazione con Agrifood Management and Innovation Lab di Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il consigliere Argav Maurizio Drago, giornalista enogastronomico, organizza venerdì 10 ottobre, dalle 16.30 alle 18.30, l’incontro “L’emozione di realizzare un piatto con quello che c’è in casa: la cucina come atto creativo e sostenibile”. In particolare, un cuoco mostrerà come realizzare un piatto a partire dagli ingredienti del “frigo di casa”. Seguirà un confronto con un ristoratore sulle pratiche anti-spreco (tra cui figura la doggy bag). A conclusione, degustazione di tipicità veneziane e venete presso Spazio Ristorativo “La Corte” di ESU – Campus Economico San Giobbe (Fondamenta S. Giobbe, Cannaregio 873).

La partecipazione è gratuita, ma Il numero dei partecipanti è limitato, consigliabile effettuare l’iscrizione quanto prima al link  https://www.eventbrite.it/e/lemozione-di-realizzare-un-piatto-con-quello-che-ce-in-casa-tickets-1765163614889?aff=oddtdtcreator

Sos cacao, l’innovazione va in soccorso della filiera grazie a due start up italiane che utilizzano carrube (al posto del cacao) e tecnologia blockchain (per una tracciatura etica)

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Tra cambiamenti climatici, crisi geopolitiche e logistiche sempre più complesse, la filiera del cacao affronta una crisi senza precedenti, aggravata da un allarmante aumento dello sfruttamento minorile.

L’instabilità climatica in Africa occidentale con un innalzamento delle temperature e una riduzione delle precipitazioni, sta destabilizzando il settore del cacao, in particolare in Ghana e Costa d’Avorio, che insieme costituiscono il 60% della produzione mondiale. Queste variazioni climatiche, unite ai picchi di forti alluvioni stagionali, favoriscono una violenta diffusione di malattie e parassiti che devastano le coltivazioni. Inoltre, l’uso intensivo di pesticidi e fertilizzanti compromette la salute dei lavoratori e dell’ambiente, mentre la deforestazione per la coltivazione del cacao intensifica l’inquinamento e il consumo di CO2. Anche le sfide logistiche si intensificano con l’instabilità geopolitica e i forti rincari nei costi di trasporto e di energia.

Il risultato finale è un’impennata dei costi della materia prima senza precedenti, con aumenti fino al +30/40% e un conseguente rincaro (+15%) dei prezzi al dettaglio. Inoltre, l’incremento del lavoro minorile, passato dal 31% al 45% tra il 2008 e il 2019 in Africa Occidentale, con 1,5 milioni di bambini sfruttati, aggiunge una dimensione etica e sociale alla crisi del settore. Uno scenario che mette quindi a dura prova la filiera del cacao e che esprime l’urgenza di soluzioni innovative e sostenibili per ripensare l’intera catena di produzione del cioccolato.

Innovazione made in Italy per un Futuro sostenibile nella filiera del cacao. In risposta alle sfide globali, dall’Italia arrivano innovazioni promettenti a supporto della filiera e delle aziende dolciarie italiane, grazie a due startup innovative selezionate da FoodSeed, il programma di accelerazione e sviluppo AgriFoodtech e Open Innovation della Rete nazionale di Cdp Venture Capital Sgr – sostenuto da partner promotori e co-investitori quali Fondazione Cariverona e UniCredit, Eatable Adventures, tra i principali acceleratori Foodtech su scala globale, in qualità di co-investitore e gestore operativo del programma.

Foreverland: con Freecao, la carruba come alternativa sostenibile al cacao. Un progetto pionieristico nel settore dolciario è Freecao, il cioccolato senza cacao. Sviluppato dalla startup pugliese Foreverland, questo prodotto rappresenta una svolta sostenibile per l’industria del cioccolato. Realizzato con carruba, tipica dell’area mediterranea dove l’Italia eccelle nella produzione, Freecao offre una deliziosa alternativa al cioccolato tradizionale, con benefici significativi sia in termini di riduzione dei costi di trasporto sia di impatto ambientale. L’innovativo cioccolato taglia drasticamente le emissioni di CO2 del 80% e il consumo di acqua del 90% rispetto al cacao, offrendo una scelta più sana grazie all’assenza di glutine, caffeina, ingredienti artificiali e una minore quantità di zuccheri. E proprio per la Pasqua 2024, Foreverland ha introdotto sul mercato il primo uovo di Pasqua senza cacao: un prodotto da 500 grammi, completamente plant-based, arricchito di nocciole, senza lattosio e senza glutine.

Trusty: Innovazione Blockchain per una Filiera Etica. Dall’Abruzzo, Trusty emerge come una startup innovativa, focalizzata sullo sviluppo di infrastrutture digitali per rendere trasparenti le filiere agroalimentari, utilizzando la tecnologia blockchain. Specializzata nella filiera del cacao, collabora con attori chiave in vari paesi tropicali, fornendo strumenti e consulenza per l’integrazione e la raccolta dati tra agricoltori, cooperative, operatori logistici e industrie. La sua tecnologia, in conformità con le normative europee, quali la EUDR, si dedica a questioni cruciali come la sicurezza alimentare e la sostenibilità. Ciò contribuisce a garantire un commercio internazionale più trasparente e a incrementare la fiducia dei consumatori in filiere eticamente responsabili e regolate. Quest’anno, per Pasqua, Trusty, in collaborazione con Loretta Fanella, chef pâtissier di Livorno, lancia una novità: il primo uovo di cioccolato tracciato via blockchain. Un QR Code sull’uovo certifica l’origine sostenibile del cacao, in conformità con le norme europee per una produzione etica. Questa massa di cacao è stata acquistata tramite il marketplace di Trusty, che mira a semplificare l’approvvigionamento sostenibile per le aziende, sottolineando l’impegno della startup verso la trasparenza e la sostenibilità nelle filiere agroalimentari. “Il cacao riveste un’importanza fondamentale sia in campo gastronomico che nell’economia dei paesi europei. Tuttavia, è evidente la necessità di ridefinire il futuro dell’intera filiera che oggi è tra le più insostenibili a livello mondiale”, dichiara Alberto Barbari, regional VP Italy di Eatable Adventures. “Con Foreverland e Trusty ci stiamo muovendo verso una direzione più etica, sostenibile e innovativa, aiutando le aziende dolciarie ad affrontare le nuove importanti sfide della catena di produzione del cioccolato all’insegna dell’Open Innovation”.

Fonte: Servizio stampa Rete nazionale di Cdp Venture Capital Sgr

Comunità solidali e sostenibili, Wigwam avvia il progetto 2020 nel Padovano con Ministero del lavoro e regione del Veneto

Bimbi botanici al Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

L’ambiente è per antonomasia il bene comune delle comunità locali e, nella globalità, per le specie viventi nel loro complesso. Tra di loro strettamente interdipendenti, perciò essenziali l’una all’altra. E’ oramai però sotto gli occhi di tutti la devastazione che, quella che tra di esse, ha sviluppato più intelligenza ma non altrettanta consapevolezza, sta compiendo a spese delle altre, di quella vegetale e di quella animale ma anche a danno di una parte dell’umanità stessa: quella più debole ed anche numericamente maggioritaria.

Cosa fare? Da quasi cinquant’anni Wigwam, una tra le primissime organizzazioni eminentemente ecologiste nate in Italia e nel mondo, tra quelle riconosciute con decreto del Ministero dell’Ambiente e che ospita gli incontri di formazione e informazione mensili Argav, si dedica alla creazione di consapevolezza attraverso attività educative, in specie rivolte ai più giovani, e alla promozione di progetti di sviluppo sostenibile (sostenibilità: culturale, sociale, economica, ambientale) orientati all’interesse delle comunità locali, intese come entità territoriali solidali e coese che perseguono il bene comune di chi ci vive. Per 2020 l’Associazione Wigwam, con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Regione del Veneto, ha avviato il progetto denominato “Comunità Solidali e Sostenibili”, mirato a promuovere azioni a tutti i livelli per combattere gli effetti del cambiamento climatico attraverso: lo sviluppo della cultura del volontariato e della cittadinanza attiva, in particolare tra i giovani; la promozione di percorsi educativi e formativi sui mutamenti climatici, in particolare nelle scuole; la sensibilizzazione delle persone sulla necessità di adottare comportamenti responsabili per contribuire a minimizzare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici sulle comunità naturali e umane.

Le azioni del progetto saranno realizzate attraverso un’attività a impatto educativo di impronta ambientale – che sia anche occasione di allenamento alla coesione sociale – con bimbi e ragazzi (5-14 anni) e con giovani (15-24 anni) cui si aggiungeranno persone over 65 anni depositarie di sapere esperienziale al fine di produrre, sull’intera popolazione dell’area interessata, un riverbero che orienti a:  comportamenti più solidali ed inclusivi; modelli economici e di produzione non dissipativi, duraturi e sostenibili; relazioni sociali che facilitino l’aiuto reciproco e aumentino la sicurezza degli insediamenti umani; conoscenza dell’ecosistema locale, perciò all’acquisizione delle buone pratiche per il suo recupero dove sia stato compromesso, per la sua salvaguardia dove risulti ancora abbastanza integro ed infine, per la sua corretta valorizzazione a beneficio delle comunità locali stesse e del potenziale incoming turistico e di dinamiche di interscambio con altre comunità locali organizzate di tutto il mondo, generatori delle economie necessarie per la sussistenza della popolazione residente.

L’ambito territoriale (territori comunali interessati dalla proposta progettuale) sono l’area periurbana di Padova con particolare attenzione all’hinterland Nord ed Est coi comuni di Vigodarzere, Vigonza, Noventa Padovana, Padova quartiere di Camin e Ponte San Nicolò. L’area Sud Est della Provincia di Padova (la Saccisica e il Conselvano) coi territori comunali di Legnaro, Brugine, Arzergrande, Piove di Sacco, Sant’Angelo di Piove di Sacco, Codevigo, Bagnoli di Sopra e Casalserugo.

Le attività si articoleranno in quattro tipologie di azione: La didattica e i laboratori di “Bimbi Botanici” che verteranno sul riconoscimento del patrimonio arboreo del proprio territorio e sulla creazione di un erbario con attività in aula e in escursione; La didattica e i laboratori su “La Cultura del fosso” per l’educazione alla scoperta delle valenze dei fossi, quali contenitori di biodiversità, di funzione idraulica, di cultura materiale, di paesaggio; Studenti comunicatori di comunità attraverso la selezione e formazione di giovani tra i 17 e i 23 anni, interessati a sperimentarsi nell’azione di comunicatori della propria comunità. Infine, concepita anche come incentivante il dialogo intergenerazionale, l’azione degli Anziani maestri, attraverso la selezione di persone over 65 disponibili ad affiancare con la loro esperienza i giovani nella realizzazione delle attività educative.

Partner del progetto dell’Associazione Nazionale Wigwam APS Italia: l’Associazione Wigwam Circolo di Campagna Arzerello APS di Piove di Sacco, l’Associazione Wigwam Circolo di Campagna Il Presidio APS di Padova-Camin, L’Associazione AUSF APS (Associazione Universitaria Studenti Forestali dell’Università di Padova) con sede ad Argipolis di Legnaro ed infine L’Associazione “Il Grido Alé ODV” e l’AUSER ODV entrambe di Sant’Angelo di Piove di Sacco. Supporteranno il progetto il Comune di Arzergrande, il Comune di Brugine, il Comune Bagnoli di Sopra, il Comune di Casalserugo, il Comune di Legnaro, il Comune di Ponte San Nicolò, il Comune di Sant’Angelo di Piove di Sacco, il Comune di Vigodarzere, il Comune di Vigonza ed infine UNAGA, l’Unione Nazionale dei Giornalisti di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente – Gruppo di specializzazione della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana).

Fonte: Servizio stampa Wigwam

C’è un po’ d’Italia in una fattoria urbana a Copenhagen, in Danimarca

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) A Copenhagen, in Danimarca, c’è una fattoria urbana attiva dal 2014 che rappresenta un piccolo modello di agricoltura sostenibile. E’ realizzata, infatti, sul tetto di un edificio direzionale  si chiama ØsterGRO.

Si tratta di un grande orto di 600 mq. al quale, via via, si è aggiunto anche un piccolo pollaio e un piccolo ristorante. E’ diventato una realtà che fa tendenza nella cultura occidentale che percepisce, nel ritorno alla Terra, un importante passo avanti, non indietro, come altri potrebbero pensare. Il fatto di aver perso il contatto con la Terra e i suoi ritmi naturali, è, per l’uomo, un fattore che compromette il suo equilibrio, il suo benessere, che non è rappresentato solamente dall’agiatezza. Ritornare alla Terra oggi significa poterlo fare con le migliori tecnologie e conoscenze maturate negli ultimi secoli di storia dell’uomo.

Teresa Fresu

L’esperienza orticola, avviata sul tetto a Copenhagen per iniziativa di Kristian Skaarup e inizialmente coordinata dall’architetto del paesaggio Sofie Brincker, si è poi avvalsa della professionalità di Teresa Fresu, agronomo di formazione, che fa sventolare il nostro tricolore sui tetti della città danese. Teresa ha svolto la tesi di agraria proprio sull’agricoltura urbana, alla scuola di paesaggio di Versailles (ENSP) e ha lavorato anche in Argentina su questo tema.

Sul tetto ad Østergro, dal 2015, si diceva, è operativo un piccolo ristorante, con apertura 4 sere a settimana, dal giovedí alla domenica. Ristorante che riceve le visite anche dagli utenti degli uffici sottostanti. Dalle iniziali 16 famiglie aderenti al progetto, che pagano annualmente in anticipo la produzione di verdura – poi ritirata il mercoledì di ogni settimana, si è passati a 40 famiglie aderenti all’urban farm ma si è aggiunta anche una partnership con una azienda agricola periurbana, a sud di Copenhagen, che produce ortaggi “pesanti” (cioè tuberi carote, barbabietole, ecc.) mentre Østergro si concentra sulla produzione di aromatiche, insalate, verdura da taglio, fragole, pomodori e peperoncini. E’ una produzione alimentare non tradizionale, resiliente, supportata dalla comunità di persone che ne condividono gli ideali: a Km zero, diremmo noi.

E’ una esperienza in cui l’hardware, come spiega Teresa, costituito dalla struttura edilizia, dal terreno, che utilizza anche il riciclo degli scarti organici prodotti sul tetto, dalle tecniche agronomiche, non conterebbe nulla senza il software: le persone che aderiscono e partecipano al progetto. Una piccola comunità che si sposta in bicicletta trasportando sulle cargo bike la verdura ritirata nella fattoria. Un modo apparentemente antico, ma in realtà molto moderno per vivere in modo più sostenibile, attento e arricchente.

Progetti di viticoltura e mobilità sostenibile per la Rete Wigwam oggi a Tuttinfiera a Padova. Sostegno al territorio Bellunese alluvionato con l’acquisto di prodotti tipici di montagna cadorini.

Oggi a Tuttinfiera a Padova, la Rete Wigwam presenta nello spazio omonimo ubicato tra i padiglione 5a e 5b, una serie di progetti legati alla sostenibilità: dal percorso che conduce verso il residuo zero nei vini ad una ciclabile patavina-veneziana sino alla possiblità di contribuire al sostegno dell’economia locale cadorina, in questi giorni colpita dall’alluvione.

Una ciclabile Padova-Chioggia-Sottomarina, questo il nuovo progetto di mobilità lenta e sostenibile che Rete Wigwam presenterà oggi, domenica 4 novembre, dalle ore 11:00 alle ore 16:00 nello spazio Wigwam. “L’idea, che si va strutturando in progetto – dice Michele Lollo del consiglio direttivo del Circolo Wigwam Il Presidio di Padova-Camin – guarda ad una ciclabile che da Padova, passa per Camin, valorizzando anche turisticamente la nuova ciclabile in costruzione, il Circolo Il Presidio e la zona industriale, Villatora-Saonara (tratti già fatti), Liettoli (già esistente) e porta fino a Sottomarina (progetto da pensare e realizzare). Oggi in fiera a Padova ci sarà una prima raccolta di adesioni e subito dopo, l’avvio di un’azione per la sensibilizzazione e il coinvolgimento di comuni, province e portatori di interesse locali (aziende agricole, associazioni, hotel, ristoranti…).Chi fosse interessato al progetto può rivolgersi a Michele Lollo 340 6610906 michele.lollo@gmail.com Stefano Pagnin 338 4238191 ilpresidio@wigwam.it

Solidarietà al territorio alluvionato. Il Cadore e più in generale il Bellunese, in questi giorni sono stati colpiti da gravi disastri ambientali. Anche oggi in fiera, dalle ore 9 alle ore 19 nello spazio Wigwam sarà possibile acquistare e ordinare per le prossime festività natalizie prodotti tipici della montagna espressione di piccole fattorie e di artigianato alimentare del territorio, tra cui le birre artigianali – anche speciali come quella allo zafferano – del Comelico e la Cartufola di Domegge, una specialità tipica della tradizione culinaria Cadorina ovvero, un particolarissimo topinambur messo in conserva sott’olio o preparato in paté per farne crostini o condimento da pasta.“Questa nostra presenza in fiera a Padova – dice Mirko Doriguzzi, operatore della Wigwam Local Community del Cadore – non vuol essere unicamente una risposta alla grave situazione emergenziale del momento ma anche il lancio di un’azione che punta ad incidere alla radice del problema: necessaria un’organizzazione socio-economica improntata allo sviluppo duraturo e sostenibile del territorio montano che deve includere la manutenzione e cura dell’ambiente come un fatto rutinario e non episodico e straordinario, magari a disastri avvenuti. Tutto succede perché si è persa di vista la coesione per il bene comune delle comunità locali. Senz’altro da recuperare”. Ulteriori info: Wigwam Local Community del Cadore 347 9078958 mdoriguzzi@bygeco.it

Viticoltura sostenibile. Rete Wigwam lancia un progetto per ridurre e poi azzerare l’impatto da fitofarmaci nei territori coltivati a vite. La presentazione nello spazio Wigwam per iniziativa della Wigwam Local Community del Basso Piave. I presupposti per tale azione si fondano sulla base della Classe di Impatto (CIP) proposta dall’ARPAT dando seguito ad uno studio (che ha raccolto tutte le informazioni disponibili sui fitofarmaci) finanziato dalla Commissione della Comunità Europea. Le aziende vitivinicole di Rete Wigwam lanciano quindi un progetto per la sperimentazione di un sistema di scelta e di utilizzazione dei fitofarmaci per la vite, previlegiando quelli meno tossici per le acque, per l’ecosistema e per la salute umana fino al loro totale non impiego. Oltre alla scelta dei fitosanitari, il sistema sarà integrato dalla scelta e introduzione di macchine (ad es. atomizzatori a recupero con la massima efficienza, centraline agro metereologiche per la scelta del momento di intervento, ecc.), tecniche colturali e quanto altro utile (es. analisi residui sul prodotto uva e poi vino) per ridurre al minimo l’impatto economico, sociale e ambientale, provocato dagli interventi di difesa della vite. Il sistema dovrà consentire di anno in anno una consistente diminuzione degli interventi e delle quantità utilizzate di fitofarmaci. Il progetto sarà sviluppato in collaborazione stretta con un numero adeguato di aziende reali. Le aziende e le parcelle trattate saranno supportate da una capillare ed assidua Consulenza Tecnica fino al collaudo del sistema (durata minima del progetto 3-5 anni).Inoltre, le stesse saranno coperte da appropriata assicurazione per l’eventuale perdita del prodotto dovuto alla strategia proposta. Ulteriori info: Giancarlo Babbo – Coordinatore Progetto Wigwam Viticoltura sostenibile +39 335 6352894 giancarlo.babbo@alice.it

Fonte: Servizio stampa Wigwam

17 luglio 2018, a Caorle (Ve) s’impara la gestione delle malerbe con ricorso minimo ai mezzi chimici

Martedì 17 luglio, dalle ore 9:30 alle 13:00, appuntamento con i tecnici di Veneto Agricoltura in località Brussa di Caorle (Ve) nel’azienda pilota e dimostrativa ValleVecchia, gestita dall’Agenzia regionale, per una visita guidata alle diverse prove in corso sulla gestione delle malerbe con minimo utilizzo di mezzi chimici.

Aumentare la sostenibilità dei sistemi colturali. L’iniziativa rientra nell’ambito di un importante progetto europeo del programma Horizon 2020, che vede capofila l’Università danese di Aarhus e il coinvolgimento di altri soggetti, tra cui Veneto Agricoltura. Il progetto affronta il delicato tema del diserbo in agricoltura e del controllo delle malerbe con un utilizzo minimo dei prodotti chimici. Tutto ciò con l’obiettivo finale di aumentare la sostenibilità dei sistemi colturali, rendendoli più resilienti al cambiamento climatico e alle condizioni meteorologiche senza, nel contempo, compromettere la redditività delle imprese e la produzione di derrate alimentari.

Destinatari. Nell’occasione saranno presentati anche alcune attrezzature innovative per il diserbo in agricoltura di precisione. La giornata, aperta a tecnici, agricoltori, studenti, appassionati, offrirà ai partecipanti l’opportunità di visitare tutte le attività in corso di svolgimento a ValleVecchia e di apprendere dalla viva voce dei tecnici di Veneto Agricoltura il loro stato di attuazione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

12-20 maggio 2018: dal Veneto alla Campania, dalla Toscana alla Slovacchia alla Turchia: le attività e i prodotti equo, solidali e sostenibili della Rete Wigwam alla Fiera Campionaria di Padova

Efrem Tassinato, presidente nazionale Rete Wigwam, chef-giornalista, socio Argav e tesoriere Unaga con alcuni prodotti equo, sostenibili e solidali prodotti dalle comunità locali Wigwam

Rete Wigwam, partner di Argav nei periodici incontri che si tengono nella sede del circuito ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd), sarà alla Fiera Campionaria Internazionale di Padova (12-20 maggio 2018) con una significativa rappresentanza delle oltre cento Comunità Locali di Offerta e Interscambio di diverse regioni italiane e slovacche e una testimonianza delle nascenti della Turchia.

Spazio Wigwam al Padiglione 7 della Fiera, sarà un open space che proporrà degustazioni con possibilità di acquisto dei prodotti agroalimentari dei diversi territori, presentazioni, piccoli show cooking, ma anche un luogo dove venire a conoscere e toccare con mano la molteplicità delle forme di impegno di Rete Wigwam per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità Locali nei 21 Paesi del mondo dove oggi si estende. Il programma si va via via completando ed ecco le prime attività confermate.

Veneto. Wigwam Local Community della Saccisica (Padova), Consorzio I Buoni Convivi di Piove di Sacco (Pd) propone il lardo della Saccisica e i Burci o Dolcetti di Pontelongo. Wigwam Local Community di Padova Nord-Ovest, Caffè Sempre di Piazzola sul Brenta (Pd) oltre ai propri tostati di miscele di caffè, tutte rigorosamente “We Think Natural”, presenterà in anteprima assoluta la bevanda di spezie chiamata “Kaynar Baharati” tipica dei territori delle nascenti Wigwam Local Community della Turchia nelle province di Adana e Mersin.

Campania. Wigwam Local Community dei Monti Alburni parteciperà con il Frantoio artigianale Gigino Rosolia di Sicignano (Sa) che proporrà l’olio extravergine di oliva e i prodotti tipici degli Alburni.

Toscana. Wigwam Local Community della Maremma Toscana, parteciperà con l’azienda agrituristica Poggio all’Oca in località panoramica Santa Croce, in conversione al biologico, comune di Scansano (Gr): l’agriturismo è dotato di due strutture ricettive per un totale di 18 posti, sala per organizzazione eventi e degustazioni, percorsi vita aziendali e produzione di vino e olio extra vergine di oliva, dove si possono acquistare su ordinazione tutti i prodotti della rete; Podere San Giovanni di Andrea Valurta, azienda biologica, comune di Scansano (Gr): produzione di olio extra vergine di oliva e di carne da allevamento aziendale di bovini Limousine liberi allo stato semibrado, alimentati al pascolo e con integrazione di soli foraggi e granaglie di provenienza aziendale (solo propria linea genetica, propria mandria ottenuta nel corso di 5 anni di riproduzione naturale sul posto, no ingrasso di vitelli di provenienza esterna, no finissaggio delle carni, solo operazioni naturali), si possono acquistare su ordinazione tutti i prodotti della rete; La Sabatina, comune di Campagnatico (Gr), azienda pioniera del biologico (la prima di tutta l’area) con produzione di farro, ceci, fagioli, carciofi e pomodori freschi, farine di grano tenero, di ceci, di farro e carciofini sott’olio. È situata ai piedi delle colonne della Sabatina – resti dell’omonimo castello dove Guy de Montfort, al servizio di Carlo d’Angiò, si rifugiò dopo la scomunica – sul colle omonimo, che viene ricordato nella Divina Commedia (Inf. XII) dove Dante situa Montfort nel VII cerchio; Caseificio aziendale Vergari, comune di Roccalbegna (Gr), azienda agricola con allevamento al pascolo delle pecore di razza Massese (pecora in biodiversità) su oltre sessanta ettari di terreno dedicato e alimentazione totalmente naturale, con produzione di minori quantità di latte con più valore proteico. I prodotti stagionati, lo “stracchinato” e tutte le basi per i prodotti freschi, come ricotta, ravaggiolo e primo sale, sono lavorati senza alcun tipo di conservanti; Podere Santa Clorinda, agricampeggio: vino, olio e ospitalità all’aperto a Gavorrano (Gr), località Bivio di Ravi. 25 ampie piazzole nel silenzio e nella tranquillità di una azienda biologica che offre servizi su misura per gli ospiti e forme di turismo esperienziale; Podere Veranello di Giancarlo Bucci, comune di Scansano (Gr), a pochi passi dalle terme di Saturnia: frutta e verdura di stagione, conserve (ottima la crema di topinambour e la zucca in agrodolce) e coordinamento del Wwoof Toscana.

Slovacchia. Wigwam Local Community di Poprad-Vysoké Tatry (Regione di Presov). Una nutrita rappresentanza di piccole fattorie e artigiani alimentari, presenteranno e proporranno in degustazione i bryndzové pirohy, un tipo di ravioli ripieni che sono tipici anche della cucina di altri paesi dell’area slava. Le zemiakové placky (frittelle di patate), o le lokše (sottili frittelle di patate cotte su piastra o in padella senza grassi), che accompagnano ad esempio carni o crauti. Le lángoš, un tipo di pizza fritta di origine ungherese, fatta di un impasto di farina, lievito, acqua e sale (ed eventualmente latte o panna acida) che viene condito con formaggio e/o aglio. Queste tre specialità sono tra i più tipici cibi da strada in Slovacchia, assolutamente da provare, insieme a vari tipi di salsicce e alla cigánska pečienka, un panino con carne di coppa di maiale e spezie, molto saporito e popolarissimo quanto altrove l’hamburger.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam

Sostenibilità in agricoltura, nell’arco di vent’anni, migliorati in Italia tutti gli indici sull’impatto ambientale

L’agricoltura pesa il 6% sul totale delle emissioni di CO2 che si riversano sull’ambiente contro il 63% prodotto da trasporti, processi industriali e manifatturiero. Inoltre, in Italia, il trend degli ultimi 20 anni sulla sostenibilità del settore è più che positivo: crescono le colture green e le energie rinnovabili; diminuisce drasticamente l’uso di chimica impattante; aumenta la manutenzione del verde realizzata dagli agricoltori, che vale 2,4 miliardi di euro l’anno. Questi alcuni dati dello studio, che parte dalla rielaborazione degli ultimi documenti ufficiali della FAO, presentato da Cia-Agricoltori Italiani in occasione della VII Assemblea elettiva, in corso a Roma, che ha visto la riconferma alla presidenza di Dino Scanavino.

Gli indici in miglioramento. Troppo spesso – sottolinea l’organizzazione agricola – intorno all’agricoltura circolano messaggi fuorvianti e non suffragati dai dati, come l’idea che il settore inquini e consumi troppe risorse. Al contrario, in Italia migliorano tutti gli indici sull’impatto ambientale: -25% emissioni di CO2, -27% di pesticidi, -31% di erbicidi e -28% di fungicidi. In più, crescono sia la produzione di energia green (+690%) che le superfici biologiche (+56%). Si registra anche una riduzione dell’uso di acqua, grazie al miglioramento delle tecniche di irrigazione, che puntano sulla precisione, per esempio con il passaggio dall’impianto a pioggia con quello a goccia.A oggi, il consumo rimane però consistente, la risorsa acqua resta indispensabile per coltivare quei prodotti agroalimentari di qualità che, solo nell’ultimo anno, hanno fruttato 41 miliardi di euro sui mercati stranieri.

Punto di debolezza, sostenibilità economica. Se migliora la sostenibilità ambientale, però, le imprese agricole italiane faticano ancora sul fronte della sostenibilità economica, afferma l’organizzazione agricola. Una situazione che ha cause ben precise: poche risorse destinate a ricerca e sviluppo, burocrazia elefantiaca e alti costi di produzione. In più mancano strumenti strutturali, ormai indispensabili, come quelli relativi alla gestione del rischio in agricoltura con gli imprenditori esposti sempre più spesso a lunghi periodi di maltempo e siccità senza alcun “ombrello” assicurativo e con il moltiplicarsi di eventi metereologici estremi per effetto dei cambiamenti climatici. Rimangono senza soluzione anche le questioni legate al governo della fauna selvatica e al funzionamento di Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura dove continuano disservizi e anomalie. La politica nazionale, insomma, resta ancora poco attenta al settore, salvo attestarsi, di volta in volta, i meriti e i successi del made in Italy agroalimentare nel mondo, che nascono piuttosto dai sacrifici e dalle intuizioni degli imprenditori agricoli. L’unica nota positiva  – conclude la nota Cia – arriva dall’incremento annuo del reddito agricolo che nel 2017 cresce, seppur di un modesto 2%, dopo tanti anni caratterizzati dal segno meno.

Fonte: Servizio stampa Cia-Agricoltori italiani

Premio Arte Laguna, entro il 18 dicembre 2017 gli artisti possono candidare le loro opere nella sezione dedicata all’arte e alla sostenibilità, tema 2017 il vetro

archivio Premio Arte e Laguna, opera di Evangelina Elizondo Cascade

Con il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il premio Arte Laguna, giunto alla 12^ edizione, apre agli artisti per la sezione dedicata all’arte e alla sostenibilità, quest’anno rivolta al vetro.

Partecipazione. Possono concorrere artisti, designer, fotografi, video artisti e performer dai quali ci si attende grande originalità e creatività nella trattazione del tema proposto. La commissione auspica che il Premio non venga declinato semplicemente come “nuove estetiche” del riciclo, bensì si aspetta dai partecipanti l’inaspettato, perché come sosteneva Jean Dubuffet: “L’arte non si addormenta mai là dove le preparano il letto”. Le candidature dovranno pervenire entro il 18 dicembre 2017. Maggiori informazioni e bando di concorso sono disponibili su www.premioartelaguna.it.

Dal 2015, sezione speciale dedicata all’arte e alla sostenibilità. Il premio è promosso da MoCa, associazione culturale con sede a Venezia che opera nell’ambito dell’arte e della cultura dal 2006, quest’anno insieme a CoReVe, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro e in collaborazione con ArcSOS – Archivi della Sostenibilità, Università Ca’ Foscari Venezia. Dal 2015, il Premio Arte Laguna ha dato vita ad una sezione speciale del concorso dedicata alla Sostenibilità e all’Arte promuovendo una sensibilizzazione del gesto artistico, della creatività nel design e in generale delle arti visive e performative nei confronti delle strategie di Riuso Riduco Riciclo di alcuni materiali. Alla prima edizione, dedicata alla carta, hanno preso parte oltre 250 artisti provenienti da 46 Paesi.

Riciclo del vetro, ottimale se non mescolato con ceramica, cristallo e pyrex. Appuntamento quindi con la sostenibilità, con il riuso e il riciclo consapevole in linea con le tendenze europee e nazionali che vedono una propensione sempre più crescente negli stili di vita, attenti all’ambiente anche nel mondo dell’arte. Ma soprattutto promozione di un atto creativo consapevole dell’ambiente, in linea con la visione di CoReVe, che punta a riciclare tutti gli imballaggi in vetro che i consumatori usano in Italia, chiedendo loro però di fare attenzione a non mescolarli con altri materiali, in particolare con la ceramica, con il cristallo e con il pyrex. In questo modo, non saranno necessarie le materie prime (sabbia da cava, soda e carbonati dall’industria chimica) si risparmierà più energia (il riciclo attuale del vetro da imballaggio già permette di risparmiare ogni anno l’equivalente di metano necessario alla città di Genova per gli usi domestici), si emetterà in atmosfera meno gas serra (la diminuzione annua di emissione attualmente ottenuta riciclando il vetro equivale a quanto può assorbire una foresta grande come la Puglia).

ARS, Arte Riuso e Sostenibilità sarà dunque dedicato al vetro con un duplice obiettivo: promuovere l’arte sostenibile e contribuire alla divulgazione di un preciso messaggio legato al riciclo consapevole. La giuria sarà composta da una apposita commissione di cui faranno parte, oltre al presidente di giuria del Premio Arte Laguna e curatore Igor Zanti, un referente di ArcSOS – Archivi della Sostenibilità, Università Ca’ Foscari e uno o più rappresentanti di CoReVe. Il vincitore, a cui spetterà un premio di 3.000 euro, verrà proclamato in occasione della cerimonia di inaugurazione della mostra dei finalisti del Premio Arte Laguna all’Arsenale di Venezia il 17 Marzo 2018.

Partner. Gli Archivi della Sostenibilità (ArcSOS) dell’Università Ca’ Foscari Venezia sono un centro di documentazione, formazione, ricerca e divulgazione inerente ai temi della sostenibilità integrata: eco-etica, economica e socio-culturale. Gli ArcSOS organizzano incontri, conferenze, dibattiti, workshop, e promuovono mostre ed eventi in ambito nazionale e internazionale. CoReVe è il Consorzio senza fini di lucro che ha per scopo il raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio italiano. È stato istituito dai principali gruppi vetrari italiani il 23 ottobre 1997 in ottemperanza al Decreto Legislativo 22/97 per gestire il ritiro dei rifiuti in vetro provenienti dalla raccolta differenziata, per predisporre le linee guida per le attività di prevenzione e per garantire l’avvio al riciclo del vetro raccolto. Il Consorzio considera di particolare importanza le attività di comunicazione intraprese nei riguardi dei cittadini, veri protagonisti della raccolta differenziata. In linea con questo concetto, la creazione del premio speciale vuole costituire un momento di ulteriore sensibilizzazione sui principi del riciclo. Importante sarà l’originalità delle opere e il loro impatto affinché esse illustrino le peculiarità del vetro, materiale che è la rappresentazione perfetta dell’economia circolare in quanto, senza degradarsi, può ripetere infinite volte il ciclo “produzione dell’imballaggi- riempimento-utilizzazione- rifiuto-raccolta-riciclo-produzione di un nuovo imballaggio”.

Fonte: Servizio stampa Premio Arte e Laguna

Trentino. Accordo tra pubblico-privato per uno sviluppo del territorio più sostenibile

La Fondazione Edmund Mach (FEM) e la Comunità Rotaliana Königsberg hanno sottoscritto una convenzione quadro di collaborazione per uno sviluppo più sostenibile del territorio della Piana Rotaliana, in Trentino.

Le iniziative. Riguardano la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, la realizzazione di progetti didattici ed educativi, inclusa la realizzazione di attività a favore del territorio nella filiera agroalimentare, ambientale e forestale. A ciò si aggiungono iniziative congiunte nell’ambito della certificazione Family audit, recentemente ottenuta da FEM a favore dei propri dipendenti, con l’obiettivo di sviluppare una rete territoriale “family friendly” per i cittadini che vivono in Piana Rotaliana.

Un’azione sinergica per lo sviluppo del territorio. “Da questa convenzione con la Comunità Rotaliana-Königsberg nasceranno numerose iniziative legate alle tre anime di FEM, ovvero alla formazione, alla consulenza e alla ricerca. L’accordo con un ente locale che geograficamente è il nostro “vicino di casa” rafforzerà ulteriormente il legame della Fondazione con il territorio che la ospita. Da parte nostra mettiamo a disposizione tutte le nostre conoscenze e competenze negli ambiti dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente. Credo infatti che proprio partendo dalla sfide che ci toccano più da vicino si possa poi arrivare a proporre delle soluzioni che abbiano anche ricadute globali”, ha detto il presidente FEM, Andrea Segrè.

La Comunità Rotaliana-Königsberg è una comunità di valle della provincia autonoma di Trento. È stata istituita con la legge provinciale n°3 del 16 giugno 2006 e comprende 8 comuni, prima facenti parte del comprensorio Valle dell’Adige.
Il presidente Gianluca Tait spiega: “Siamo convinti che le collaborazioni tra enti, istituzionali e privati, siano strategiche e fondamentali per il nostro territorio. La sottoscrizione dell’accordo con la prestigiosa Fondazione Edmund Mach e la Comunità Rotaliana-Königsberg è un punto di partenza, un’importante occasione per mettere in campo sinergie e iniziative comuni che vedono i nostri enti, seppur con competenze diverse, operare al servizio della nostra gente. Il confronto su tematiche sociali, ambientali, paesaggistiche e scolastiche, nonché legate al delicato tema delle pianificazioni territoriali sarà terreno fertile nel quale far crescere e raccogliere i frutti dell’impegno e dell’intesa raggiunta tra le nostre due realtà”.

Sul fronte della mobilità sostenibile si intende favorire l’utilizzo della bicicletta nella Piana Rotaliana nonchè per gli spostamenti interni alla FEM. In particolare la Comunità Rotaliana-Königsberg, su delega della Provincia Autonoma di Trento, ha installato 8 nuove ciclo stazioni nei territori dei Comuni di Mezzocorona, Mezzolombardo, San Michele all’Adige ed all’interno della Fondazione Mach, collegate al sistema “Bike sharing trentino e.motion”. La Fondazione Mach, da sempre attenta ai temi della sostenibilità ambientale, ha aderito pertanto al Progetto Bik Sharing promosso dalla PAT con una stazione di sgancio collocata all’interno del Campus.

Sul fronte formativo si evidenziano le attività inerenti la sicurezza stradale, in particolare per la guida sicura delle automobili e dei trattori con corsi di formazione che si sono svolti in FEM col coinvolgimento di circa 300 studenti.
La Fondazione Edmund Mach ha ottenuto recentemente il rilascio del certificato base Family Audit, strumento manageriale per l’adozione di politiche di gestione del personale orientato al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie. Ebbene, ora si fa un passo in più. Con la comunità di Valle Rotaliana saranno messe a punto azioni ed eventi attente alle esigenze delle famiglie che vivono in Piana Rotaliana.

Fonte: Servizio Stampa FEM