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14 febbraio 2015, San Valentino è “dolce” a Monselice (PD)

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Le Sette Chiesette di Monselice (PD)

(di Maurizio Drago) A Monselice, cittadina della bassa padovana, la tradizione di San Valentino si rinnova ogni anno lungo viale del Santuario dove Sette Chiese fanno bella mostra di sé. Dal 14 al 15 febbraio 2015, la cittadina si trova nel clou delle sue festività in quanto festeggia le spoglie mortali di San Valentino.

Tradizione secolare di distribuzione delle chiavette. A Monselice il culto di San Valentino trae origine da un omonimo martire cristiano, i cui resti  sono pervenuti all’Oratorio di San Giorgio nel XVII secolo, e che secondo la tradizione religiosa è il protettore dei bambini dall’insorgenza dell’epilessia. Nel piccolo oratorio, che domina la città sulle pendici della Rocca dopo le Sette Chiese, il giorno di San Valentino viene distribuita una chiave dorata benedetta che oltre alla protezione dei più piccoli, “apre” le porte del paradiso. Nel corso della manifestazione “San Valentino a Monselice”, piazza Mazzini ospita un mercatino di golosità, prodotti artigianali, e oggettistica creativa e lungo la via del Santuario un percorso per futuri sposi: i fidanzati possono passeggiare, visitare le bancarelle e partecipare al concorso  a premi “Riempi il tuo cuore”.

Cioccolata e cioccolata....Primeggia la cioccolata (calda, fredda, a forma di baci o di bastoncini, praline o “chiavette”).  Si possono degustare delle ottime cioccolate preparate da alcuni maestri chocolatiers lungo il percorso delle Sette Chiese, “scaldando” il corpo e il…cuore. Le iniziative prendono il via sabato mattina alle ore 10.00 con l’inaugurazione del portale Museo di Città al Palazzo della Loggetta e una successiva visita guidata dei locali del museo e continuano con il  mercatino in piazza e la sottoscrizione della candidatura di Monselice a “Città Internazionale della Pace”, aperta al pubblico dalle ore 16.30 nell’Aula Aldo Businaro del Castello di Monselice. Per i più piccoli, inoltre, un divertente “Carnevale da Fun West” dalle 15.00 in piazza Mazzini con giochi e attività ricreative pensate appositamente per loro.

Domenica 15 febbraio all’insegna del gusto e del cibo di qualità. Nella giornata sono previste degustazioni guidate di miele, alle ore 10.00, e di cioccolato, ore 17.30, nel Palazzo della Loggetta. Per concludere in bellezza un fine settimana di dolcezza, le escursioni in battello a cura dell’Associazione Remiera dalle 14 alle 17.00. “San Valentino a Monselice” non finisce qui però: i negozi aderenti propongono l’iniziativa “Cuore&Shopping” con buoni e sconti acquisti e un’apertura straordinaria per la giornata di domenica. Come pure il Castello di Monselice, per l’occasione, aprirà le porte entrambi i giorni offrendo, tra le altre visite guidate, un biglietto speciale alle coppie che potranno, poi, pranzare o cenare con un menù di San Valentino nei ristoranti aderenti all’iniziativa. Immancabile, poi, il “Pazzo pazzo Carnevale” per i bambini a cura della Pro Loco di Monselice che si svolgerà martedì 17 febbraio dalle 15.00 alle 18.00.

Una cittadina pronta ad emozionarsi. “Una manifestazione importante” – ha sottolineato Gianni Mamprin, assessore alla Cultura, Turismo e Attività Produttive – “perché è un momento culturale a tutto tondo. “San Valentino a Monselice” è stato organizzato in collaborazione con la Pro Loco di Monselice, Remiera Euganea Monselice, Ascom Padova – Delegazione di Monselice e la Società Rocca di Monselice per offrire ai visitatori e agli innamorati, nonché ai monselicensi, due giornate emozionanti e ricche di esperienze indimenticabili”. Marina Scarabello, rappresentante dell’Ascom – Delegazione di Monselice, ha riportato ai presenti l’idea condivisa dai commercianti della città: “è necessario essere uniti e coesi, come siamo stati in questa manifestazione, per proporre un’offerta commerciale ampia, come di un centro commerciale a cielo aperto in grado di soddisfare le esigenze di tutti”. “Sviluppare la parte emozionale oltre che commerciale” è l’obiettivo principale che Alessandra Bergamin di TANDEM Comunicazione si è posta nell’organizzazione dell’evento, assieme a Comune e Associazioni coinvolte. La cittadina della Rocca svilupperà il tema del cuore nella sua Piazza principale e nei vicoli che ne contraddistinguono la bellezza e la magia, offrendo una gamma di esperienze irripetibili di gusto, cultura, arte e shopping con un’attenzione particolare alla qualità.

 

Scoprire il territorio del Prosecco, anche nel 2015 tante le visite guidate in programma a “Weekend in Cantina”

Degustazione Conegliano ValdobbiadeneL’Associazione Strada del Prosecco rinnova anche per il 2015 l’iniziativa “Weekend in Cantina“, dedicata a coloro che desiderano degustare le produzioni vinicole delle colline trevigiane: non solo Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e Cartizze Docg ma anche il Bianco e Rosso dei Colli di Conegliano Docg, i passiti Docg Refrontolo e Torchiato di Fregona e l’autoctono Verdiso Igt. Un’opportunità per conoscere da vicino una territorio unico, già inserito nella ‘Tentative List’ UNESCO, ricco di tesori culturali ed artistici, ottima cucina ed ospitalità. ‘Weekend in Cantina’ prevede alcune cantine aperte ogni weekend con la possibilità di visite guidate e degustazioni. Gli interessati sono tenuti a prenotarsi contattando direttamente la cantina entro il venerdì precedente la visita alle ore 12,00.  Le date 2015 delle visite alle cantine sono consultabili anche on line.

Fonte: Strada del Prosecco

 

 

Buone feste dai soci ARGAV, in visita il 27 dicembre al Presepio Artistico di Segusino (Tv), dedicato nel 2014 all’emigrazione veneta

1 Presepio Segusino Natività 2013Dopo la prima bella esperienza vissuta lo scorso Natale, sabato 27 dicembre i soci ARGAV saranno nuovamente a Segusino (Tv)  per la visita del Presepio Artistico, organizzato dall’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio. Ogni anno il presepio cambia tema e quello del 2014 è “Migranti!” (aperto alla visita tutti i pomeriggi da Natale fino al 1 febbraio 2015, e nei giorni festivi anche al mattino, info eventi tel. 334.3797867).

Allontanarsi dal proprio Paese non significa abbandonare! A parlarcene in modo più dettagliato è Carlo Stramare, presidente dell’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino. “In questo periodo, la parola “Migranti” è particolarmente d’attualità – racconta Carlo – ma è bene distinguere tra migranti-emigranti e profughi, quest’ultimi costretti ad abbandonare il proprio paese in seguito a persecuzioni politiche, cataclismi o sciagure collettive. Emigrare, invece significa semplicemente allontanarsi dal proprio paese per andare in terra straniera. Attenzione: allontanarsi, non abbandonare! Ed è proprio da questa sottile differenza che nasce lo spunto per il Presepio Artistico di Segusino, edizione Natale 2014.  Si perché non vogliamo parlare della tragica realtà dello sbarco dei profughi in Italia, sebbene il problema sia davvero grande e triste; ma vogliamo parlare degli emigranti, dei nostri Migranti!”.

Di migrazione in migrazione: la prima nell’800…“Chi di noi in casa non ha mai sentito parlare un papà o un nonno delle loro esperienze da migrante? …ma guai a chiamarli profughi!, continua Carlo. La storia di Segusino, piccolo paese di origine orgogliosamente contadina, vide svariati fenomeni migratori durante gli anni, e tanto per citarne alcuni, balza subito alla memoria l’importante emigrazione del 1882 verso il Messico dove un gruppo di Segusinesi (con altri bassofeltrini) vi si trasferirono in seguito ad un’azzardata promessa di floridità e di distese terriere da coltivare che, però, si dimostrò meno veritiera di quanto sembrasse. Non si persero d’animo i seguisinesi migranti: si rimboccarono le maniche e iniziarono a coltivare e a costruire, fondando un nuovo paese tutt’oggi esistente, dal nome Chipilo, dove il dialetto parlato è ancora quello segusinese, sebbene a distanza di generazioni!”.

“Vado per tornare!” “La povertà era tanta a Segusino – continua a raccontare Carlo – e il ‘900 portò altre importanti emigrazioni verso la Francia, verso il Belgio, la Svizzera, l’Argentina, l’Australia e altri paesi ancora. Ma in quei “nostri” migranti non c’era la volontà di andare ospiti in un paese lontano per farsi compatire o per farsi accogliere. I “nostri” migranti partirono con la volontà di lavorare, di andare in terra straniera per offrire la loro manodopera, il loro sudore, le loro capacità manuali ed intellettuali.  Il presepio edizione 2014 non vuole ricordare un fenomeno migratorio in particolare, appunto perché riteniamo siano tutti degni di memoria, ma vogliamo rappresentare in tre scene chiave quella che è stata l’emigrazione segusinese, e perché no, anche quella veneta dell’epoca”.

Prima scena del Presepio: la partenza. “Ogni saluto è sempre triste – spiega Carlo – e anche se dentro ad ogn’uno (si sapeva) c’era la volontà di tornare presto e di tornare più ricchi, il saluto lo abbiamo immaginato come un momento triste e silenzioso: un papà che saluta i suoi figli, una moglie o una fidanzata che saluta il suo amato compagno che sta per partire verso terre lontane; rese ancora più lontane rispetto ad oggi perché non c’erano aerei, internet e i telefoni ad avvicinare le distanze. Seconda scena del Presepio: il ritorno a casa, la felicità! La fine di una lunga attesa, ma anche la fine della miseria grazie ai frutti del duro lavoro offerto alla terra lontana. Terza scena del Presepio: il non ritorno. Non tutti tornarono. Non tutti ci riuscirono. Qualcuno non riuscì a fare fortuna. Qualcuno ritornò dopo 20-30 anni. Qualcuno non ritornò proprio. La felicità del ritorno dei migranti è vicina alla tristezza del ricordo di chi non è tornato. Attraverso il tema del Presepio edizione Natale 2014 – conclude Carlo – vogliamo trasmettere il messaggio che i nostri emigranti andavano in terra straniera umilmente, in cerca di lavoro, offrendo rispetto, fatica e sudore, ma soprattutto con l’obiettivo di ritornare a casa, di tornare a Segusino, perché a Segusino era la vita di ogn’uno di loro. Migrante ma non profugo”.

Tante iniziative fino al 1 febbraio 2015. Il Presepio Artistico di Segusino rientra nella manifestazione “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino” che si svolgerà in paese da Natale fino al 1 febbraio 2015. Si potranno ammirare bellissimi presepi nell’antico borgo di Stramare, a Milies, a Riva Secca, a Riva Grassa e in molte altre vie ancora. Un gradito ritorno quest’anno sarà il bus navetta verso i borghi Stramare, Riva Grassa e Riva Secca nelle domeniche 28 dicembre e 4 gennaio, con la possibilità di visite guidate e degustazione di prodotti tipici; domenica 11 gennaio, si andrà invece tutti a piedi a visitare i borghi con la prima pedonata non competitiva ed aperta a tutti, intitolata “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”. Domenica 18 e 25 gennaio allieteranno le giornate due bellissimi concerti che faranno seguito a quelli pre-natalizi dell’ormai tradizionale “Note Santa” (a cura del Coro di Stramare) e quello della Banda Municipale di Segusino.

Programma per i soci ARGAV. Grazie alla disponibilità e perfetta organizzazione  dell’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino, i soci ARGAV avranno modo di scoprire in modo più approfondito i prodotti locali, tra cui spicca lo s-cek, formaggio fresco tipico del territorio. Ecco di seguito il programma nel dettaglio. Ore 9:00 ritrovo presso la Chiesa Parrocchiale di Segusino. Ore 9:30 trasferimento presso il Caseificio Stramare Dario e Saverio, dove la signora Caterina mostrerà la preparazione dello s-cèk. Parteciperà alla dimostrazione anche la signora Serena dell’azienda agricola Stramare Giulio, anch’essa produttore di s-cek di montagna, durante il periodo estivo. Ore 11:45 visita al Presepio Artistico di Segusino “Migranti!”. Ore 13:00 pranzo presso la “Locanda Caravaggio” di S.Vito di Valdobbiadene. Nell’occasione, la signora Cristina farà degustare le sue specialità, alcune anche a base di formaggio s-cèk. Ore 15:30 visita alla cantina produttrice di vino Prosecco “Bortolin Raul” sulle colline di Valdobbiadene. Oore: 17:00 ritorno a Segusino e rientro.

 

 

 

 

 

 

Agriturismo in Veneto, presentata la legge regionale

Agriturismo LE COLLINEPrima presentazione pubblica ieri, mercoledì 29 ottobre, nella conferenza stampa promossa da Agriturist Veneto, della nuova legge regionale per l’agriturismo (legge regionale n. 28/2012, integrata dalla 35/2013), che  con la recente delibera attuativa  fissa le norme per le aziende agricole che intendono continuare a svolgere o avviare attività agrituristica.

Ancora dubbi sull’eccessiva burocrazia a carico delle aziende. Un provvedimento atteso da tempo (che ha abrogato la precedente legge 9 del 1997), condiviso nel complesso da Agriturist Veneto – l’associazione per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio costituita da Confagricoltura per promuovere e tutelare l’agriturismo, i prodotti nazionali dell’enogastronomia regionale, l’ambiente, il paesaggio, la cultura rurale -, ma che lascia anche nodi ancora aperti. La verifica necessaria e opportuna alla scadenza, il prossimo 2 settembre 2015, della presentazione del piano agrituristico aziendale da parte di ciascuna impresa, infatti, servirà a valutare l’efficacia della nuova normativa, ma «potrà porre in evidenza alcune vulnerabilità – a dirlo il presidente di Agriturist Veneto David Nicoli -, come l’eccessivo carico burocratico a carico delle aziende; la necessità di un maggior coordinamento tra i diversi organi controllori; l’esigenza di maggiore semplificazione della complessità dei criteri di definizione del numero annuo massimo dei pasti». «È, questo ultimo, uno dei punti cruciali della nuova legge e in particolare del suo provvedimento attuativo – aggiunge Nicoli -, perché introduce un modello applicativo particolarmente analitico che, anziché facilitare l’operare dell’agricoltore,  vi aggiunge un ulteriore ostacolo di natura burocratica».

Le novità (a cura della redazione). In pratica, con l’entrata in vigore della nuova legge la grande novità sta nella possibilità del numero di clienti da avere ai tavoli. Negli agriturismi non ci sarà più il tetto massimo di giornate di apertura, ma si calcolerà la possibilità del numero totale di pasti da servire con nuovi parametri. La norma vuole riportare gli agriturismi fuori dalla “zona grigia” dell’essere operativi come ristoranti ma aver scritto “agriturismo” sul cartello e soprattutto renderli luoghi di degustazione della tipicità locale, che in questo caso viene garantita dalla soglia del 65% dei prodotti portati sulle tavole, che devono essere di produzione diretta dell’azienda agricola che ha l’agriturismo.

Dal PSR arriva un sostegno finanziario. Grande aspettativa da parte di Agriturist-Confagricoltura anche verso il PSR-Programma di Sviluppo rurale regionale 2014-2020, che agli obiettivi della legge potrà garantire sostegno finanziario. Franco Manzato, assessore regionale all’Agricoltura, ha assicurato che «è previsto uno stanziamento complessivo di 35 milioni e mezzo di euro a favore dell’inserimento di nuove strutture nell’offerta turistica rurale: 9,5 milioni saranno destinati a favorire l’approvvigionamento e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, e altri 26 milioni per sostenere la diversificazione, la creazione e lo sviluppo di piccole imprese». E proprio alle opportunità della diversificazione date dalla nuova normativa guarda Lorenzo Nicoli, presidente di Confagricoltura Veneto: «La multifunzionalità in agricoltura è un’opportunità straordinaria per le imprese, soprattutto in questo periodo di crisi, e si rivela strumento di sostenibilità economica e condizione indispensabile per la creazione di nuovo reddito».

Regolamentare anche Pescaturismo e ittiturismo. Intervenuto alla presentazione anche Clodovaldo Ruffato, presidente del Consiglio regionale, che si è detto soddisfatto della nuova legge: «Una delle prime, in Italia, a regolamentare l’intero comparto, dunque non solo agriturismo, ma anche pescaturismo e ittiturismo. Credo – ha affermato –  che con le ultime modifiche possa rappresentare per il settore una grande opportunità di crescita e sviluppo, con meno vincoli ma anche maggiori responsabilità da parte degli operatori». Giudizio positivo anche quello di Graziano Azzalin, vicepresidente della IV Commissione Agricoltura: «Si tratta di un passo importante soprattutto sul fronte di un riconoscimento delle nuove forme di turismo rurale e della costruzione, finalmente, di un sistema di rete dell’offerta turistica del nostro territorio, oggi ampia e diversificata ma molto frammentata, perché dobbiamo attrezzarci a rispondere al meglio a una domanda del consumatore/turista che è in continua evoluzione e spesso poco ascoltata e indagata. Su questo fronte, in particolare, dovremo lavorare maggiormente e concentrare i nostri sforzi futuri».

Fonte: Confagricoltura Veneto

“Da Padova a valle Millecampi” il titolo della guida al territorio pubblicata dal socio ARGAV Emanuele Cenghiaro. Presentazione ufficiale sabato 18 ottobre a Piove di Sacco (Pd).

Layout 1Si intitola “Da Padova a valle Millecampi” la guida al territorio tra Padova e la laguna padovana pubblicata dal socio e consigliere ARGAV Emanuele Cenghiaro. La presentazione ufficiale avrà luogo sabato 18 ottobre, nell’ambito di Saccisica in Mostra, alle ore 20 in piazzale Bachelet a Piove di Sacco (Pd).

Presentazione ufficiale. Si tratta della seconda guida della collana Tracciati padovani dell’editore Tracciati, che si occupa del territorio compreso tra il Portello di Padova e la valle lagunare di Millecampi, passando per Piove di Sacco e la Saccisica. A presentare la guida vi saranno: il curatore e editore, Emanuele Cenghiaro, l’assessore alla Cultura del Comune di Piove di Sacco, Paola Ranzato, oltre ai rappresentanti dei Comuni il cui territorio è toccato dalla guida.

La guida. Dopo la fortunata “Padova al di là delle mura” che si occupava dei quartieri della periferia di Padova, la guida “Da Padova a valle Millecampi” è dedicata a un’area del territorio padovano ancora poco conosciuta turisticamente: quella a est del capoluogo, attraversata dalla strada verso il mare Adriatico (la “Piovese”), compresa tra i due fiumi che un tempo erano le vere autostrade per i traffici commerciali e gli spostamenti: il Brenta e il Bacchiglione.La guida tratta, con dovizia di particolari, il territorio di tredici comuni, ma prende avvio proprio dall’area di Padova, le porte Contarine, il Portello e il Piovego, da cui negli ultimi secoli partiva la navigazione fluviale dalla città verso la laguna. Se l’approdo è valle Millecampi, lembo di laguna in territorio padovano, il centro è senza dubbio Piove di Sacco, cittadina millenaria turisticamente ancora tutta da scoprire. E poi Noventa Padovana, Vigonovo, Saonara, Ponte San Nicolò, Legnaro, Polverara, Brugine, Sant’Angelo di Piove di Sacco, Campolongo Maggiore, Piove di Sacco, Arzergrande, Pontelongo
e Codevigo. In tutto, si tratta di undici comuni del padovano e due del veneziano (che però hanno il loro centro principale a sud dell’argine del Brenta odierno, la Cunetta), 40 chiese parrocchiali, innumerevoli ville, opere d’arte, ma anche beni ambientali e molto altro che, secondo l’autore, Emanuele Cenghiaro, aiutato da una schiera di collaboratori locali e da alcune associazioni, valorizza il territorio.

Invito a conoscere meglio il territorio in cui si vive. Scrive il curatore nella prefazione: “Riscoprire il patrimonio culturale, storico e artistico di questo lembo di territorio perché chi vi abita possa con consapevolezza, e la necessaria passione, disegnare il futuro proprio e di chi verrà dopo, è il motivo da cui nasce questa guida. Che si rivolge per primi a chi, questi territori, li vive: un invito a volgere gli occhi attorno e a soffermarsi su scorci pittoreschi e monumenti come un profondo tentativo di respirare, assieme al salso e allo iodio del mare vicino, anche l’odore dolce e acre della storia, senza la quale nulla sarebbe così come oggi è”. La guida si compone di 180 pagine e oltre 500 immagini, tra cui 15 cartine. Si può trovare nelle principali librerie e cartolibrerie della zona interessata. Il suo costo è 14,00 euro. In occasione dell’uscita del volume saranno organizzate presentazioni e iniziativa quali visite guidate: il programma aggiornato si può consultare nel sito internet, dove vi è anche un’apposita pagina dedicata ad aggiornamenti.

Fino al 16 novembre 2014, a San Zeno di Montagna (Vr) si tiene la rassegna enogastronomica “San Zeno castagne, Bardolino & Monte Veronese”

FOTO castagne, bardolino e monte veroneseSan Zeno di Montagna, sul monte Baldo, in provincia di Verona, si affaccia sul lago di Garda. Qui esiste una millenaria tradizione castanicola. Nei giorni della raccolta delle castagne, dall’11 ottobre al 16 novembre 2014, cinque ristoranti del luogo propongono la diciassettesima edizione della rassegna “San Zeno Castagne, Bardolino & Monte Veronese”, che vede sulle tavole interi menù degustazione a base di castagne, in abbinamento con il vino rosso del territorio, il Bardolino, prodotto sulle colline del Garda e sui primi rilievi del Baldo. Insieme alle castagne e al vino, ecco anche il Monte Veronese, il formaggio dop proveniente dagli alpeggi estivi del Baldo e della Lessinia.

5 ristoranti in rassegna, tra menù della tradizione e nuovi accostamenti. Per più di un mese, gli chef dei ristoranti Al Cacciatore, Bellavista, Costabella, Sole e Taverna Kus preparano quotidianamente piatti a base di castagne, ridando slancio ad antiche tradizioni, come quella del minestrone di marroni, tipico di San Zeno di Montagna, oppure creando nuovi accostamenti. Così, nei cinque menù è possibile trovare piatti come gli sfilacci di manzo con castagne e scaglie di Monte Veronese, gli gnocchi di ricotta e farina di marroni gratinati con pesto autunnale di zucca, porcini e noci, il coniglio al sesamo su carpaccio di funghi misti di stagione, all’olio profumato al lime con scaglie di grana, il maialino con guanciale affumicato e salsa alle castagne, la spuma di baccalà alle castagne, pane di castagne e olio alle nocciole, oppure l’insalatina di castagne e Monte Veronese con pistacchi e citronette al tabasco. E per dessert preparazioni quali la bignolata al cuore di marroni con salsa ai cachi profumati alla vaniglia, glassati al cioccolato nero al rum, il bicchiere di crumble ai marroni, mousse al cioccolato bianco con meringhe e pralinato alle nocciole o la sfogliatina con crema chantilly, marron glacé e frutti di bosco. Ma è disponibile anche un assaggio di formaggio Monte Veronese di malga con miele di castagno. I prezzi dei menù, che comprendono una bottiglia di Bardolino ogni due persone, vanno dai 35 ai 45 euro.

Una golosa occasione per visitare le località. Sempre di più, poi, questo appuntamento autunnale con la castagne del Baldo, il vino Bardolino e il formaggio Monte Veronese si sta trasformando anche in un’occasione di turismo gastronomico, visto che sta continuamente aumentando il numero di persone che colgono la proposta dei ristoranti (tutti offrono anche la possibilità di soggiornare) come un’occasione per visitare il monte Baldo, la riviera veronese del Garda e le terre del Bardolino nel periodo della fermentazione dei vini della nuova annata. Non è dunque un caso che a farsi promotori dell’iniziativa, insieme con l’associazione dei ristoratori di San Zeno e i Consorzi di tutela del vino Bardolino e del formaggio Monte Veronese, sia anche il Consorzio di promozione turistica Lago di Garda è…, mentre il Comune di San Zeno di Montagna offre il proprio patrocino e organizza in parallelo altre occasioni per avvicinare la tradizione castanicola locale. I menù completi sono disponibili sul sito www. ristosanzeno. it.

Fonte: Consorzio Tutela Vino Bardolino Doc

23-26/10/14, a Segusino (TV) c’è la 110 edizione della Fiera Franca del Rosario, con mostra mercato di bestiame e produzione “live” dello S-cek, formaggio tipico segusinese

Produzione S-cek

produzione S-cek Fiera Antico Rosario

Era l’anno 1905 quando gli abitanti di Segusino (TV), piccolo paese incastonato tra il Monte Grappa e il Cesen e attraversato dalle acque del fiume Piave, diedero vita a quella che fu la prima edizione della Fiera Franca del Rosario. La manifestazione era allora un importante occasione d’incontro per i contadini, che avevano modo di far fruttare, anche in termini economici, il lavoro di un anno trascorso a lavorare i campi. La Fiera Franca del Rosario (franca perché libera di imposte e dazi di varia natura) si svolgeva l’ultima settimana di ottobre ed era imperniata sul momento di incontro per la compravendita o il baratto di bestiame, per lo più di razza bovina, ma anche di prodotti caseari e prodotti della terra.

La 110^ edizione dsi svolgerà da giovedì 23 a domenica 26 ottobre 2014. Il debutto sarà la sera del giovedì con un convegno legato al mondo agricolo dove si parlerà dell’utilizzo dei prodotti fitosanitari in agricoltura e del loro impatto sulla salute dell’uomo, con riferimenti specifici alle diverse zone comprese nel territorio della val Belluna, del basso Feltrino e dell’alta provincia di Treviso. Relatori della serata saranno: Fiorello Terzariol, tecnico del consorzio provinciale per la difesa delle attività agricole dalle Avversità di Treviso; Giovanni Moro, responsabile dello SPISAL delL’ULSS 7-  ed un tecnico del dipartimento SIAN dell’ULSS 8.

Dopo un inizio “country”, il clou della festa. Il venerdi vuole essere il biglietto d’invito per le due giornate clou della fiera (sabato e domenica), il tutto in un’atmosfera rilassata e festosa, con la musica dal vivo dei Country Strong Band e la partecipazione di due scuole di ballo che insegneranno ai partecipanti, giovani e non, i passi del country.  Non mancheranno birra, vini di Segusino ed un goloso stand gastronomico.  Il sabato mattina avrà inizio la tradizionale rassegna bovina, l’esposizione di animali di varie tipologie come capre, alpaca, suini, oche e galline;  l’esposizione di mezzi agricoli e il mercato dei prodotti agroalimentari locali. A mezzogiorno ci si potrà fermare per il pranzo preparato dalla ProLoco presso il tendone riscaldato, per poi proseguire nel pomeriggio con la  8^ Corsa Podistica e la 1^ Nordic Walking Sprint  “Sulle grave del Piave e borghi di Segusino”.  Durante il giorno ci saranno vari stand, tra cui anche la dimostrazione della produzione del formaggio, bancarelle di hobbystica ed oggettistica varia e molto altro ancora; il tutto fino a tarda sera con l’accompagnamento musicale del gruppo Rolling Pop.

Domenica si replica per l’intera giornata con la mostra mercato, inoltre al mattino (ore 9.30) ci sarà il raduno di trattori d’epoca e di mezzi agricoli con tanto di parata lungo le vie del paese. A mezzogiorno presso il tendone riscaldato si potranno degustare le specialità culinarie preparate dal gruppo Alpini di Segusino, mentre alle ore 13 avrà inizio la 1^ rassegna cinofila amatoriale segusinese.  Al termine ci sarà la tradizionale parata in abiti d’epoca intitolata “Come ci vestivamo dal 1900 agli anni ‘50”, accompagnata dalla Banda Municipale. Il tutto sarà contornato da numerosi stand e da dimostrazioni pratiche come la rievocazione dell’antico mestiere dell’impagliatore di sedie, la dimostrazione pratica della produzione del formaggio S-cek (prodotto tipico segusinese e filo conduttore di tutta Fiera Franca del Rosario di Segusino) o il laboratorio pratico a cura dell’Associazione Amici del Presepio di Segusino.  Per i bambini al pomeriggio ci sara la possibilità di fare un giro gratuito a cavallo e verso le 16.30, sempre per i bambini, uno spettacolo di magia comica. Anche la giornata di domenica proseguirà fino a tarda notte con musica, danze e l’animazione della scuola di ballo Step by Step.  Non mancherà il ricco stand enogastronomico dove, oltre alle golose specialità a base di formaggio S-cek e prodotti locali, ci sarà frittura di pesce e tagliata di manzo. Domenica sera alle 18 ci sarà un’importante tappa di  “Spettacoli di Mistero”  dal titolo “Anguane, Osti e Zater: i misteri del Piave“,  evento promosso e co-finanziato da Regione del Veneto.

Fonte: Pro Loco Segusino

Fino ad ottobre, a Rosolina (RO) ogni martedì salpa il battello del gusto, alla scoperta degli orti di terra e di mare

Rosolina orti mare terraIl brutto tempo di questa rstate 2014 non ferma gli eventi programmati e legati al progetto “Rosolina tra orti di terra e orti di mare”, che registrano ogni settimana il tutto esaurito. E’ infatti boom di presenze sia italiane che estere (in particolare, tedesche, olandesi, norvegesi e russe), quelle che si registrano ogni settimana agli eventi di visita ed escursione che vengono organizzate dal Comune di Rosolina in collaborazione con tutti gli operatori turistici tradizionali (alberghi, spiagge, campeggi, affittacamere, ristorazione, ecc.) e rurali della zona, per offrire l’opportunità agli ospiti ed ai residenti, di conoscere da vicino produzioni tipiche e la cucina tradizionale contadina legata alle due eccellenze agroalimentari certificate presenti sul territorio – il Radicchio di Chioggia IgP e il Riso del Delta del Po IgP – ormai icone riconosciute a livello europeo di questo territorio.

Orti di mare e di terra. Ogni settimana, infatti, gli ospiti italiani ed esteri presenti nelle spiagge di Rosolina Mare e Albarella, vengono accompagnati in un tour che tocca le aziende agricole locali a ridosso delle spiagge (gli orti di terra), per conoscere le produzioni agroalimentari locali e assaggiare ricette proprie della tradizione contadina. Una visita che prosegue, poi, alla scoperta delle magiche atmosfere delle valli da pesca con gli antichi casoni, il villaggio dei pescatori, la Laguna di Caleri, dove vengono allevati (gli orti di mare), prelibati mitili come cozze, volgole veraci, ostriche, consumate in tutta Europa. Un affascinante study-tour slow che giunge, e si conclude, a Marina di Caleri tra una folta e profumata pineta (oltre 10Km), per una visita dell’ Giardino Botanico Litoraneo del Veneto che si affaccia direttamente sulla spiaggia.

Fino a ottobre, ogni martedì salpa il Battello del Gusto. Da qualche settimana, poi, oltre ad fitto calendario di visite “buone da mangiare”, è partito anche il Battello del Gusto, una confortevole motonave in navigazione nel Delta del Po, a bordo della quale le aziende agricole locali fanno degustare agli ospiti, le antiche ricette contadine con le delizie degli “orti di terra”. Una bella esperienza gastronomica che si ripete, ogni martedì pomeriggio fino agli inizi di ottobre (Info e prenotazioni Uff. IAT tel. 0426 68012).

6 settembre, ion programma la Notte del Gusto. Gli eventi di “Rosolina tra orti di terra e orti di mare” proseguiranno ogni settimana, fino alla fine di settembre, con visite guidate in bici, a piedi, in battello, serate di degustazione a tema (la prossima Notte di Gusto è in programma il 6 settembre nell’isola di Albarella), la disponibilità gratuita della fidelity-card “La Margherita del Gusto” con la quale gustare le ricette tipiche del territorio, e ricevere un simpatico souvenirs di prodotti tipici, gastronomico  locali. Ogni mese tutte le informazioni, il programma degli eventi e delle visite guidate (anche in battello), sul sito del Comune di Rosolina www.comune.rosolina.ro.it

Fonte: Comune di Rosolina

3 agosto 2014, i formaggi della montagna italiana in mostra a Borso del Grappa (TV)

Rassegna AprolavTutti coloro che amano la montagna e i suoi prodotti tipici non possono perdere l’appuntamento di domenica 3 agosto 2014 a Campocroce di Borso del Grappa (TV), presso i locali della Malga omonima, dove si terranno la mostra e i concorsi dedicati non solo alle produzioni del Monte Grappa, Morlacco e Bastardo in primis ma anche Monte Cesen, ricotte fresche e affumicate e formaggi affinati tra fieni ed erbe dai profumi inebrianti. Da questa edizione, la rassegna si apre anche al panorama nazionale ospitando anche una finestra sul panorama del Formaggi di Malga Italiani.

Le origini. La Rassegna dei Formaggi del Grappa compie 18 anni. Nata con lo scopo di salvaguardare l’attività zootecnica e casearia delle malghe locali, garantire una corretta remunerazione dell’attività di alpeggio e valorizzare le produzioni agroalimentari tipiche, come Morlacco e Bastardo del Grappa che – anche grazie a questa rassegna – hanno potuto vivere una vera riscoperta. Oggi, la Rassegna organizzata da A.Pro.La.V. l’Associazione Produttori Latte del Veneto, presieduta da Terenzio Borga, con il sostegno della Provincia e della Camera di Commercio di Treviso e del Comune di Borso del Grappa e il patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, vuole porsi come motore di un movimento culturale che, attraverso la riscoperta della produzione casearia montana, promuova valori come la produzione di formaggi tradizionali di qualità superiore, la tutela della biodiversità (quella microbica che rende ciascun formaggio di malga unico e inimitabile), una zootecnia lontana dai ritmi industriali più giusta e sana, oltre che la conservazione dell’ambiente montano attraverso il mantenimento degli alpeggi. L’inaugurazione della rassegna con le premiazioni dei concorsi è prevista alle 12:00, alle 14:30 lo spettacolo del gruppo folkloristico trevigiano, alle 16 la lavorazione in diretta del formaggio Morlacco del Grappa e dalle 15 le degustazioni guidate dei formaggi di malga sotto la guida di esperti.

I concorsi: Il Concorso dei Formaggi Morlacco e Bastardo del Grappa, alla 14^ edizione, mira a “mettere in competizione” i malghesi di tutto il massiccio, per promuovere la qualità e il valore delle due produzioni “d’eccellenza” che caratterizzano il Monte Grappa. Tra questi un posto di riguardo meritano Morlacco e Bastardo del Grappa di Vacca Burlina, formaggi “sperimentali” realizzato grazie ad un progetto promosso da A.Pro.La.V., con la collaborazione di APA Treviso, l’Università di Padova e Centro Veneto Formaggi, sostenuto dalla Regione Veneto tramite il Piano di Sviluppo Rurale e promosso dalla catena di supermercati ALI’ spa. Questa squadra eccellente ha condiviso l’obiettivo della valorizzazione della Vacca Burlina, unica razza autoctona del Veneto considerata in via di estinzione e tuttavia dalle pregiate caratteristiche per la produzione di latte montano. Quest’anno si svolgerà anche la 1^ edizione del Concorso dei Formaggi di Malga Italiani, realizzata in collaborazione con Fata Assicurazioni e ONAF, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi. Da tutta Italia, dunque, e dalle malghe del Veneto i migliori formaggi di montagna, che saranno “assaggiati” mercoledì 30 luglio da maestri assaggiatori ONAF che individueranno i tre formaggi meritevoli del podio che sarà svelato domenica, quando il pubblico potrà anche imparare a distinguere i formaggi montani d’Italia attraverso la mostra e le degustazioni.

Presidi Slow Food. Questa edizione 2014 segna anche il gemellaggio con il Consorzio Tutela del Bitto Storico, formaggio che condivide con il Morlacco del Grappa di Malga il riconoscimento da parte di Slow Food quale “Presidio”. I Presidi sono progetti di Slow Food che tutelano piccole produzioni di qualità da salvaguardare, realizzate secondo pratiche tradizionali. E il Bitto, uno dei simboli della produzione casearia lombarda, ha impostato il suo futuro sulla difesa delle propria storia a partire dai metodi di produzione, rifiutando l’uso di mangimi e fermenti selezionati. Due produzioni, quella del Bitto e del Morlacco, diverse (duro, con un invecchiamento anche oltre i 10 anni, il Bitto, tenero ma dalla forte personalità, il Morlacco) ma che hanno in comune la determinazione dei propri produttori di difendere le produzioni d’alpeggio. Durante la rassegna vi sarà dunque la disponibilità di assaggiare, degustare, comprare anche il prestigioso formaggio Bitto Storico, direttamente dai malgari.

Le grandi Dop venete. Ospiti prestigiosi anche i formaggi DOP del Veneto, Asiago, Casatella Trevigiana, Montasio, Monte Veronese, Grana Padano, Piave e Provolone Valpadana, che saranno a disposizione per gli assaggi e per ricordare che, la produzione lattiero casearia regionale è vocata alla qualità e alla certificazione.Non solo mostra, l’appuntamento a Campocroce è anche una grande festa del gusto. Dalle 15 alle 17 si potrà infatti partecipare alle degustazioni sotto la guida di esperti per imparare a distinguere le caratteristiche dei formaggi e i migliori abbinamenti. Alle 16 la tradizionale realizzazione in dirette del Morlacco del Grappa: latte, sale e caglio nel grande cagliere di rame si trasformeranno in formaggio sotto le mani esperte del malgaro. Lo scorso anno toccò a Gerolamo Savio che un mese dopo conquistò il podio d’onore a Caseus Veneti 2013, meritando il posto di miglior formaggio veneto dell’anno per il suo Morlacco. Per tutto il pomeriggio poi si potrà assistere alla realizzazione di ricette inedite a base di formaggi in concorsograzie ad Ilenia Bazzacco, finalista della prima edizione di Master Chef Italia, e ormai chef affermata che, da buona Asolana, ha una passione per i prodotti della Pedemontana.  Come arrivare: Per raggiungere la località Campocroce, partite da Semonzo del Grappa (TV) e seguite le indicazioni per le Malghe. Proseguire dopo il ventesimo tornante oltre le gallerie nella roccia. Info: A.Pro.la.V. da lunedì a venerdì, tel. 0422-422040. La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo.

Fonte: Aprolav

Colonie verdi estive, in Veneto i bambini passano l’estate in fattoria

Vacanze in fattoria ColdirettiSarà che possono fare il pisolino pomeridiano nel fienile, imparare a cavalcare di giorno oppure passeggiare nei boschi, curare gli animali in stalla ma anche fare il formaggio e impastare il pane, fatto sta che sempre più bambini alla fine della scuola scelgono la fattoria per trascorrere la pausa estiva in attesa di partire per le vacanze con i genitori. Molte delle 137 aziende agricole di Coldiretti Veneto sono attrezzate con animazioni e intrattenimenti per tutti: dalla  mattina alla sera all’aria aperta aiutando gli agricoltori ma anche facendo i compiti magari sotto il portico o nell’annesso rustico adibito a sala didattica.

I servizi offerti sono tanti: dal pasto al riposino, dai giochi di gruppo al laboratorio di attività manuale, dalle lezioni green alla botanica, dall’osservatorio delle stelle al campeggio notturno. Le settimane verdi, i soggiorni quindicinali da giugno a settembre sono le soluzioni più gettonate dalle famiglie che possono scegliere, per i propri figli, il meglio del tempo libero in campagna affidando le loro creature direttamente agli imprenditori agricoli o al personale specializzato, lo stesso che lavora tutto l’arco dell’anno accogliendo scolaresche, classi e docenti per visite guidate. “L’agricampus è una valida alternativa ai soggetti che prediligono la vita sedentaria o l’ozio sul divano ed è pure stimolante anche nei casi di iperattività infantile” – sostiene Coldiretti spiegando che aie e cortili sono spazi ampi a sufficienza per divertirsi nel rispetto della normativa vigente sulla sicurezza.

Fonte: Coldiretti Veneto