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15 giugno 2014, a Passo San Boldo (TV) escursioni alla scoperta di erbe spontanee, strada dei 100 giorni e gallerie del Passo per la riapertura della storica osteria La Muda

muda2Domenica 15 giugno 2014 riapre La Muda, storica e antica osteria (dal 1470) che si trova a Passo San BoldoCison di Valmarino (TV), sulla linea di confine delle province di Treviso e Belluno. Per festeggiare l’inaugurazione, durante la giornata saranno proposte escursioni alla scoperta delle erbe spontanee, la strada dei 100 giorni e alle gallerie del Passo San Boldo. Inoltre, dalle 11 alle 15, agli avventori sarà offerto un buffet dolce e salato con piatti caldi e freddi.

Manifesto_INAUGURAZIONE La MudaSfiziosi cicchetti. L’osteria è un accogliente punto di ritrovo per ciclisti e bikers che ogni settimana attraversano le gallerie del Passo San Boldo, per gli appassionati della cultura storica della Grande Guerra e dell’enogastronomia di qualità. Come nei bacari veneziani, al bancone sono serviti sfiziosi cicchetti e specialità della zona, accompagnati da un “ombra de vin”. La cucina propone i piatti della tradizione con particolare attenzione ai prodotti buoni e sostenibili nonché ai Presìdi, secondo la filosofia Slow Food, selezionati sul territorio. Alla Muda ci si può rilassare e rifocillare all’interno, dove domina il suggestivo camino, oppure fuori, godendosi il fresco “all’ombra del Passo”.  Per info e prenotazioni: osteria@lamudadisanboldo.it  Tel. 0437.757253

6-8 giugno 2014, Collio sloveno in festa per le ciliegie

Paesaggio 5

Paesaggio del Brda, Collio sloveno

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Premessa: come l’Italia, non ce n’è. E però devo confessare un recente amore a prima vista verso un territorio poco al di là del confine italiano, il Brda, il Collio sloveno. C‘è tutto: paesaggio – una via di mezzo tra i Colli Euganei, dove abito, però con meno inquinamento e le colline del centro Italia con i borghi sul cocuzzolo -, accoglienza cordiale, vini buoni e buona cucina – con punte di eccellenza-, prezzi moderati.

Presidente Friulano

Fabian Korsich

Cestini vimini

Artigiano di cesti in vimini

 

Un territorio turistico che fa (davvero) sistema. L’occasione per scoprire tale meraviglia è stato l’evento enogastronomico “Brda & Vino“, che si tenuto lo scorso 26-27 aprile a Smartno, (San Martino), piccolo borgo fortificato sulle colline sopra Nova Gorica. Nella due giorni, le vie del centro storico del paese erano affollate da chioschi di ristoratori, vignaioli e produttori di tipicità, per la maggior

San Martino del Collio

Smartno

parte di origine slovena ma erano presenti anche diversi friulani. Cosa non scontata, specie per noi italiani, a cui troppo spesso piace “far sistema”, ma solo a parole. Mentre il turismo sloveno, consapevole delle piccole dimensioni del Paese, è pronto ad “allearsi” con i territori vicini, austriaci e italiani in primis. Come testimonano i molti viticoltori del Collio italiano che ho incontrato nella due giorni enogastronomica, tra cui Fabian, di Korsich Wines, presidente della Vinoteca Colli San Floriano. “Il 70 per cento del Collio è sloveno – mi ha spiegato Fabian – sarebbe innaturale e poco conveniente non adottare delle politiche comuni di promozione”.

Zuppa ceci ristorante Ht Kozana

I titolari dell’Hotel Kozana

Chef La Subida girini con erbe aromatiche di stagione

Chef La Subida

Banco marmellate

Zarko Matuc

Formaggi alle erbe yogurth

Azienda Agricola Zgajnar

Strucolo

Osteria Korsich

 

 

 

 

 

 

Un “assaggio” di più culture. Nell’impossibilità di riportare tutte le specialità culinarie e vinicole – slovene, friulane e anche bosniache –  presentate in occasione della manifestazione, mi limito a ricordarne alcune: la Kozajnska Kuhnja, un gustoso minestrone a base di prosciutto, mais, carote, patate e fagioli preparato dal ristorante dell’Hotel Kozana, i “girini “, briciole di pasta all’uovo conditi con erbe aromatiche di stagione proposti da La Subida di Cormons (GO), il prosciutto crudo della locanda “Marica” di Smartno, le prelibate confetture di Zarko Matuc di Dobrovo (email zarko.matuc@amis.net), i formaggi alle erbe e lo yogurth bio dell’azienda agricola Zgajnar di Postojna, lo strucolo, strudel ripieno alle erbe di campo con cuore di Montasio, condito con burro e salvia e ricotta affumicata dell’osteria Korsic di San Floriano del Collio.

Chef Nova Goriza piselli prosciutto polenta finocchio spuma

ristorante Pikol

 

ristorante Dam

ristorante Dam

Dolci

Gabriella Bucinel

 

Nel Brda, gran festa delle ciliegie. Alcuni ristoratori di Nova Gorica, specializzati in pesce, hanno preparato per l’occasione dei sorprendenti  piselli, prosciutto e polenta bianca su spuma di finocchio selvatico (ristorante Pikol) e l’uovo cotto in crosta integrale con purè al tartufo (ristorante Dam). Molto buoni i vini, bianchi soprattutto (tra i produttori presenti, tutti eccellenti, ottimi quelli dell’azienda agricola Carga di Dobrovo e della cantina cooperativa Goriska Brda  di Dobrovo), ottenuti da vitigni internazionali come il Sauvignon e lo Chardonnay, oppure autoctoni come la Ribolla gialla e lo Jakot, che altro non è se non il “vecchio” Tokai, (Friuliano per l’Italia) scritto all’incontrario, stratagemma sloveno al divieto europeo sollevato dall’Ungheria (reso effettivo dal 2007), per tutelare l’omonima zona di produzione. Dulcis in fundo, i dolci, strudel e gubana in primis, preparati da un gruppo di donne del posto, tra cui la simpatica Gabriella Bucinel, che mi ha informato sulla partecipazione della maggior parte degli espositori presenti ad aprile a Smartno alla Festa delle ciliegie che si terrà dal 6 all’8 giugno a Dobrovo, sempre nel Brda, manifestazione tra le più attese del territorio. Altre occasioni di festa per visitare il Brda sono in programma dal 27 al 31 agosto (festa dei libri e del vino a Medana e Smartno), dal 12 al 13 settembre (Brda Contemporary Music Festival di Medana), dal 7 al 9 novembre (Festa di San Martino a Smartno).

Helena Eva Agencija Marica

da sx Helena ed Eva Agenzia Marica

A piedi o in bici, tra un confine e l’altro. Il Collio sloveno è bello da scoprire a piedi, gironzolando per le cantine che si trovano sparse un po’ dappertutto, percorrendo una parte del percorso Alpe Adria  che attraversa il territorio oppure inforcando il rampichino o, per i meno allenati al saliscendi, le biciclette a pedalata assistita, noleggiabili presso l’Ufficio Informazioni turistiche Brda di Dobrovo o l’Hotel San Martin di Smartno.  Chi desidera scoprire sia il Collio sloveno che quello italiano, può rivolgersi  a Helena ed Eva dell’Agencjia Marica (agencija.marica@gmail.com), tour operator sloveno che, in collaborazione con Borderline Slow Tours e produttori locali, realizza itinerari su misura in entrambe le Regioni.

 

 

16-20 maggio 2014, a Colognola ai Colli (VR) si tiene la Sagra dei Bisi, il famoso pisello Verdone nano, da quest’anno De.Co.

Maschere storiche Biso Verdone Nano

Maschere storiche Biso Verdone Nano (foto Marina Meneguzzi)

Dal 16 al 20 maggio 2014 si tiene a Colognola ai Colli la tradizionale Sagra dei Bisi. Il famoso pisello Verdone nano, che quest’anno ha ottenuto la De.Co. (Denominazione Comunale d’Origine), sarà valorizzato in 2 piatti tipici della zona: “paparele coi bisi” e “risi e bisi”, accompagnati dalla degustazione dei vini tipici Soave e Valpolicella. Inoltre, sarà possibile assaporare l’olio extravergine delle colline veronesi e partecipare alle numerose attività di intrattenimento musicale offerte dalla manifestazione.

Gemellaggio culinario con il tortellino di Valeggio. La Sagra dei Bisi è una delle manifestazioni più consolidate della provincia di Verona e il suo itinerario enogastronomico conta migliaia di visitatori provenienti sia dal veronese, sia dalle zone limitrofe. Per questa edizione sono stati sgranati 50 quintali di piselli Verdone Nano, coltivati sui terrazzamenti delle colline di Colognola. Novità assoluta di quest’anno è il gemellaggio fra il pisello Verdone Nano e il tortellino di Valeggio. La nuova ricetta è già stata testata, in collaborazione con il pastificio artigiano “Il re del tortellino” di Valeggio sul Mincio. Questa nuova collaborazione si aggiunge a quella già esistente, il cosiddetto “gemellaggio fra nani”, che associa il Verdone Nano con il Riso Vialone Nano di Isola della Scala.

Bacelli bisi verdone nano

Piselli Verdone Nano Colognola ai Colli (foto Marina Meneguzzi)

Ottenuta la De.Co. Per l’organizzazione dell’evento si sono attrezzati decine di volontari, che gestiscono ogni momento nei minimi dettagli e contribuiscono a mantenere il prestigio di un appuntamento che prosegue oramai dal 1957, mantenendo ancora intatta la sua solidità e capacità attrattiva”, dichiara Luigi Frigotto, assessore alle Politiche per l’Agricoltura. “La stagione del Verdone Nano, quest’anno, si può davvero definire straordinaria: favoriti dal buon clima di questo periodo, la produzione ha raggiunto picchi che arrivano sino a 400 quintali di piselli, suddivisi fra circa 25 aziende del settore”, afferma Alberto Martelletto, sindaco di Colognola ai Colli. Che aggiunge: “A questa nostra primizia abbiamo assegnato la Denominazione Comunale d’Origine. Non si tratta di un semplice marchio, ma di un riconoscimento che ci permette di tutelare e differenziare il Verdone Nano, attribuendogli un merito di qualità, che in questo periodo di omologazione può solo giovare alla diffusione e alla vendita”. “Il programma della manifestazione offre anche momenti ludici e di intrattenimento, tra cui la gara di sgranatura, il paese è mobilitato al completo, i chioschi resteranno sempre aperti durante l’ora di pranzo e in serata, tutte le cantine della zona avranno il loro spazio per offrire la più ampia selezione di vini da tavola e le aziende del luogo hanno operato con grande impegno anche in fase di sponsorizzazione”, aggiunge Alfonso Avogaro, presidente della Pro Loco di Colognola ai Colli.

(Fonte: Provincia di Verona)

3-4 maggio 2014, a Fonte Alto (TV) si tiene Expo Km zero 2014. Tra le iniziative, degustazioni di prodotti della Pedemontana del Grappa e “Passeggiata tra le fonti”.

foto Fondazione Opera Monte Grappa Fonte orizzonte Monte Grappa e colli asolaniEnogastronomia, turismo, artigianato, golosità, mostre, giochi e incontri: tante e tutte interessanti le iniziative in serbo a Expo Km zero 2014,  manifestazione organizzata a Fonte Alto (TV) dal 3 al 4 maggio 2014 da Fondazione Opera Monte Grappa con l’obiettivo di favorire le relazioni tra persone, comunità territoriali, istituzioni pubbliche e aziende.

pdf-festa-maggio-2014-fondazione-opera-monte-grappaTra gli eventi in programma a carattere enogastronomico, segnaliamo la degustazione di prodotti della Pedemontana del Grappa prevista sabato 3 maggio alle ore 18:30. In particolare, si assaggeranno le carni fontesi BIO di “Attilio”, le specialità della trattoria “da Cioro” e dell’azienda agricola “Muncio” dei f.lli Reginato; ed ancora, i prodotti della Comunità dei produttori di mele antiche di Monfumo e della pasticceria cioccolateria “Fonte del Dolce”, il miele dell’Associazione Apicoltori del Grappa. Domenica 4 maggio, alle ore 18:30, è prevista la degustazione “Trippa a Km zero” con Nino dal Bello dell’“Enoiteca” di Fonte, i prodotti da forno della “Bottega del Pane” e i vini dell’azienda agricolaDal Bello”.

1^ edizione di “Passeggiata tra le fonti”. Per gli appassionati camminatori, domenica 4 maggio, con raduno in piazza S. Pietro a Fonte Alto alle ore 14:30, accompagnati da istruttori di Nordic Walking si terrà la passeggiata da Fonte ad Asolo, 70 i posti disponibili, partecipazione gratuita (in omaggio bottiglia Acqua di Fonte), iscrizioni con SMS al n. 340 2545687, email: discovering.veneto@marcatreviso.it, telefono 0423 538275.

In entrambe le giornate sarà in funzione la macchina dello zucchero filato e divertimenti per i piccoli con strutture gioco gonfiabili.

(Fonte: Expo Km zero 2014 Fondazione Opera Monte Grappa)

 

 

Fino al 4 maggio 2014 a Badoere (TV) si festeggia l’asparago Igt. Domenica 11 maggio, a Cimadolmo (TV), si va “per erbe”!

1-¦_maggio_2006_032Godersi la lentezza di una passeggiata a piedi o in sella ad una bici, alla scoperta delle terre tra i fiumi Sile e Piave nelle campagne della pianura trevigiana, tra corsi d’acqua, paesi ricchi di storia e appuntamenti gastronomici con asparagi ed erbette. Si chiama Benedetta Primavera! il programma di eventi da vivere all’aria aperta all’interno del cartellone “Germogli di Primavera, circuito di sette feste dedicate agli asparagi IGP del territorio, il Cimadolmo e il Badoere.

Si inizia il 25 aprile a Badoere, con ricco programma fino al 4 maggio. E proprio la Festa di Badoere che apre i battenti in questo ponte della Liberazione, offre tante occasioni da vivere all’aria aperta: alle 9 di venerdì 25 aprile parte la 22esima Pedalata Ecologica “Drio el Sil”. Domenica 27 aprile, la 4^ Passeggiata dell’Asparago di Badoere IGP, parte alle 9 e regala due percorsi da 5 e 12 chilometri tra le campagne del Parco Regionale del Fiume Sile. Alle 14,30 di Domenica In Sella con la Pro Loco, escursione in bicicletta fino alle Sorgenti del Sile che ogni anno è frequentata da centinaia di persone. La Pro Loco di Morgano mette a disposizione anche un nutrito parco bici a noleggio. Nelle giornate del 25 e 27 aprile e il primo e 4 maggio la Pro Loco garantirà anche la vendita al pubblico dell’Asparago di Badoere. Durante la manifestazione sarà funzionante lo stand gastronomico dove naturalmente la faranno da protagonisti gli asparagi, bianchi e verdi, declinati in frittate, risotti o semplicemente accompagnati dalle uova come vuole la tradizione.

asparago-L’11 maggio l’appuntamento è con “Andar per Erbe” a Cimadolmo (TV). Nella patria del prelibato asparago bianco, si parte alle 10 da piazza Martiri, per una escursione in campagna accompagnati da esperti che insegneranno a riconoscere le erbe selvatiche da utilizzare in cucina. Il costo dell’escursione è di 5 euro ed è necessari la prenotazione con Viaggiando con le Pro Loco 0438.970350 o  prenotazioni@germoglidiprimavera.tv.

(Fonte: Germogli di Primavera)

Visita a Segusino (TV) dei soci ARGAV ripresa da Telebelluno

La visita dei soci ARGAV a Segusino (TV), borgo in cui fioriscono l’arte del presepio, le piccole produzioni locali e…i narcisi è stata ripresa dal collega Fulvio Mondin, giornalista di Telebelluno, che ne ha fatto un servizio per l’emittente, visibile di seguito.

I soci ARGAV alla scoperta di Segusino, nelle Prealpi Trevigiane

Gruppo ARGAV con me

I soci ARGAV nel borgo Stramare di Segusino con gli Amici del Presepio e i rappresentanti della Pro Loco

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Tre cose richiede la costruzione di un Presepio: un grande amore per l’opera, un’instancabile fantasia e pazienza continua. Il tutto riunito in un cuore credente, perché la costruzione del Presepio non è un trastullo, non è un hobby, non è una perdita di tempo. E’ un apostolato!”. Recita così la massima-manifesto appesa all’entrata del Presepio Artistico di Segusino, paese di oltre 2000 anime a cavallo fra la Marca trevigiana e la provincia di Belluno (rientra però nella Diocesi di Padova), racchiuso fra le Prealpi ed il Piave, che i soci ARGAV hanno avuto modo di visitare lo scorso 28 dicembre.

Francesco giovani amico del presepio

Francesco, tra i più giovani componenti dell’Associazione Amici del Presepio artistico di Segusino

Amici del Presepio

Alcuni rappresentanti dell’Associazione Amici del Presepio artistico di Segusino

Fabrizio Stelluto dona penna Argav a sindaco Segusino

Il presidente Fabrizio Stelluto fa omaggio al sindaco di Segusino Guido Lio della penna ricordo ARGAV

Gli anfitrioni. Ed è stata una calda e squisita accoglienza quella offerta dalla Pro Loco, rappresentata dal presidente Denis Coppe e dal vicepresidente, Giannantonio Coppe, dal sindaco Guido Lio nonché dall’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino, per l’occasione rappresentata da Carlo Stramare, Anna Mello, Lucca (si scrive proprio così) Coppe, Ivan Mello e l’adolescente Francesco, uno dei più giovani componenti del gruppo. Che da 27 anni si riunisce per mesi, fin da agosto, nelle sale della parrocchia per ideare, preparare ed allestire il Presepe artistico, visibile poi da Natale fino alla prima domenica di febbraio con orario 9-12 e 14-19 domenica e festivi, 14.30-19 prefestivi, dalle 14.30 feriale fino all’Epifania e poi, fino a fine agosto, su prenotazione (tel. 334.3797867).

Stanza Vajont

La rappresentazione del minuto prima della tragedia del Vajont

Stanza personaggi paese

Rappresentazione personaggi “famosi” del paese

Stanza Natività

Natività

Natività, personaggi e ambienti di Segusino, rievocazione storica. Il Presepe, allestito nell’ex casa del cappellano, a pochi metri dalla chiesa parrocchiale, si estende su 100 mq ed è composto da 6/7 scene, ambientate nella Segusino degli anni ’20/40 del secolo scorso, tutte mirabilmente costruite con dovizia di particolari ed arricchite da effetti visivi. Il contenuto delle varie scene varia di anno in anno per offrire ai circa ventimila visitatori una rappresentazione sempre diversa. Oltre alla scena principale della Natività, il presepio propone la rappresentazione di alcuni paesani, persone semplici ma famose nel  paese. Per una curiosa coincidenza, le statue di questi personaggi sono opera dell’artista padovano Mauro Marcato, che da sempre crea le sculture del premio ARGAV.  Nel presepe, trova spazio ogni anno una scena dal tema di interesse storico-rievocativo, quest’anno dedicata alla tragedia del Vajont, che cinquant’anni fa fece 1910 morti nei paesi di Longarone, Erto, Casso, Castellavazzo, nelle rispettive frazioni e in tutta la valle del Vajont e del Piave. In particolare, nel presepio viene proposto uno scorcio di vita di Longarone un minuto prima della tragedia, avvenuta alle 22:39 del 9 ottobre 1963, con gli abitanti del paese intenti a guardare la Tv o a leggere i giornali, tra cui L’Unità, il quotidiano in cui Tina Merlin denunciava la pericolosità della costruzione della diga, visibile nella scena del presepio. La tragedia del Vajont viene proposta anche nella bella mostra fotografica “Vajont, per non dimenticare…”, allestita presso il centro parrocchiale Don Antonio Riva e visibile fino al 2 febbraio (tutte le domeniche e i giorni festivi dalle 14.30 alle 18.30).

Amici Presepio Sindaco e Proloco

Piccole Produzioni Locali, rappresentanti Amici del Presepio Artistico, Sindaco e Pro Loco

Signora caseificio

Caseificio Dario Stramare

Casaro

Dario Stramare del caseificio omonimo

Allevatore oche

Giovanni Coppe, allevatore di oche ruspanti di montagna

Allevatori maiali salumieri

da sx Denis, Siro ed Elisa Coppe Azienda Agricola Fernando Coppe

Raul Riva Ciromel

Raul Bortolin dell’Azienda Agricola Riva Cironel produttrice di Prosecco

“Vivere in pendenza, fa la differenza”: così il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto  ha salutato la tenacia e la bella predisposizione d’animo dei segusinesi che ci hanno accolto. A partire dal secondo dopoguerra, l’economia del luogo, infatti, era basata sull’occhialeria, settore  produttivo oggi non più fiorente come un tempo. Così, i segusinesi stanno ritornando alle origini riscoprendo i sapori della tradizione contadina e hanno dato avvio a Piccole Produzioni Locali, un sistema promosso da piccoli produttori che coniuga tradizione e rispetto delle norme igenico sanitarie manentenedo vivi i sapori di un tempo, come ad esempio lo s-cèk, il formaggio tipico di Segusino, originariamente prodotto solo in versione morbida con l’aggiunto del caglio al latte appena munto ed oggi proposto anche nelle deliziose tipologie fresco e stagionato di 3, 6 e 12 mesi. Oltre allo s-cèk, prodotto dal caseificio di Dario Stramare (via San Rocco 51, Segusino, cell. 340.6352987), fiorente è la produzione di salumi e sopresse (riferimenti Azienda Agricola Coppe Fernando, via San Rocco 26, Segusino, cell. 340.5990937, che produce anche ottime marmellate e le rinomate patate da Milies  e Azienda Agricola Stramare Giulio, via Fossà 7, Segusino, cell. 349-8706227), lallevamento di oche ruspanti di montagna (Azienda Agricola Riva dei Coz di Giovanni Coppe, via riva Secca 100, Segusino, cell. 340.0652189) e la produzione locale di Prosecco (Azienda Agricola La Roia, via Cavarne 23, cell. 338-6736834). Nell’occasione, i soci ARGAV hanno avuto la possibilità di visitare anche un altro piccolo produttore di vino, l’Azienda Agricola di Raul Bortolin “Riva Cironel” (via Cironel 1, Guia di Valdobbiadene cell. 339-2064160) che produce in diverse tipologie un ottimo Prosecco.

Borgo Stramare particolare riprodotto presepio

Borgo Stramare, particolare

Borgo Stramare chiesa San Valentino

Borgo Stramare, la chiesetta di San Valentino

Un borgo antico caro a San Valentino. Le produzioni tipiche vengono naturalmente proposte anche in occasione di alcune importanti manifestazioni di Segusino, come l’Antica Fiera Franca del Rosario, che si svolge ogni ottobre e la Festa del Narciso che si tiene a fine maggio a Milies, località a 7 chilometri da Segusino e a 800 metri d’altezza e che, nel mese della Madonna, nelle sommità montane sembra ricoperta da neve tanti sono i bianchi narcisi che vi fioriscono. Altra bella destinazione da visitare in loco è il borgo Stramare (riproposto anche in una delle scene del Presepio artistico), che si trova a 420 m, a metà strada fra Segusino e Milies. Oggi il villaggio è praticamente disabitato (ma nel periodo natalizio viene addobbatto con decorazioni e presepi di varia foggia nelle finestre), si rianima solo in estate durante le vacanze, ma ha alle spalle una storia plurisecolare, avviata da carbonai, probabilmente provenienti dall’Istria, all’inizio del Seicento. Fra le varie abitazioni, visitabile ancor oggi la deliziosa chiesetta a base circolare di San Valentino.

Ospitalità in Veneto, coro (dissonante) di voci in materia. Fra ristoratori in attacco, agriturismi in difesa, il presidente ARGAV auspica un ritorno alle origini.

Carne griglia Festa Agricoltura MiranoAntefatto. Lo scorso 17 dicembre il Consiglio regionale del Veneto ha approvato le modifiche alla legge in materia di agriturismo, ittiturismo e pescaturismo. Il disegno di legge, che modifica la normativa finora esistente (qui trovate le modifiche contestate dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi in un precedente articolo), è stato proposto dall’assessore all’agricoltura Franco Manzato, dopo essere stato preventivamente approvato dalla Giunta regionale, sentito il parere dell’apposita commissione consigliare.

Albergatori e ristoratori: un provvedimento dannoso. Ad approvazione delle modifiche di legge avvenuta, sono seguite le rimostranze dei ristoratori (qui trovate anche il parere di Confesercenti Venezia), a cui le organizzazioni di categoria hanno ritenuto necessario rispondere e di cui riportiamo di seguito le repliche.

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto e Venezia

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto e Venezia

Coldiretti Veneto: “Una legge che esalta il grande potenziale turistico della campagna”.  Fattorie sociali, didattiche, agri e ittiturismi hanno una legge, la Regione Veneto ora disciplina il lavoro di queste realtà che contribuiscono al fatturato dell’agricoltura veneto pari a 5 miliardi di euro. “Le tante sfumature non devono trarre in inganno – spiega Coldiretti – si tratta sempre e comunque di aziende agricole che coltivano, allevano, trasformano e producono servizi per la collettività. E’ questa la sostanziale differenza rispetto ad altre simili attività del sistema economico”. Il provvedimento legislativo approvato in Consiglio Regionale rende giustizia agli agriturismi, nati inizialmente come opportunità di integrazione al reddito e maturati nel tempo non solo professionalmente ma anche come offerta che va dalla ristorazione alla pratica di sport, con l’introduzione di proposte che interessano anche la sfera sociale. E’ questo il motivo che fa scegliere l’ agriturismo: un servizio tagliato su misura dalla famiglia agricola a quella di città ed il valore aggiunto al comparto del turismo  dimostrato dalla loro presenza, anche in  aree marginali, che garantisce ai clienti più esigenti di godere appieno dell’ambito rurale a volte non raggiunto dai tour operator. Coldiretti che conta circa 600 aziende agrituristiche, quasi la metà del totale regionale, plaude al salto di qualità che la politica ha dimostrato nell’approvare un testo unico in grado di recepire il grande potenziale pronto ad esprimersi anche attraverso le limitazioni date dal livello produttivo aziendale. Contemporaneamente la legge quadro presenta una flessibilità che gli operatori non interpretano come una serie di “libere concessioni” piuttosto uno sprone per confermare  la serietà e credibilità di chi pratica l’accoglienza e la ricezione in campagna con l’innato buon senso dell’agricoltore”.

David Nicoli Agriturist Veneto

David Nicoli presidente Agriturist Veneto e vicepresidente Agriturist Nazionale

David Nicoli, presidente Agriturist Veneto e vicepresidente nazionale Agriturist. “Gli attacchi scomposti e disinformati di cui l’agriturismo è stato oggetto in questo periodo da parte delle associazioni di rappresentanza di albergatori e ristoratori, impongono una replica pacata ma decisa.  In primo luogo, spiace che si dimentichino i più elementari principi di correttezza criminalizzando indiscriminatamente un’intera categoria di operatori economici, come le associazioni sopra citate tendono a fare nei confronti dell’offerta agrituristica veneta. I casi di illegalità vanno isolati e denunciati e questa è la linea sempre seguita dalle associazioni agrituristiche, che non hanno alcun interesse a coprire furbi e disonesti. Ma nessuno si permette di affermare che la ristorazione ordinaria nel suo complesso agisce fuori legge perché, tanto per portare un esempio, di tanto in tanto si scoprono dei rappresentanti della categoria che si comportano in maniera per così dire disinvolta nei confronti di turisti stranieri. Ma verso le aziende agrituristiche, chissà perché, si ritiene di potersi esprimere pubblicamente senza osservare queste elementari regole di correttezza. Ancora. Le aziende agrituristiche beneficiano di un regime fiscale forfetario (reddito imponibile calcolato nella misura del 25% dei ricavi), che peraltro tendono a non adottare preferendo quello ordinario. Si tratta di un’agevolazione da considerarsi come parziale compensazione dei limiti che la legge pone all’esercizio ed all’espansione delle attività agrituristiche in quanto connesse e complementari a quelle agricole: in quanto, cioè, devono essere strettamente legate all’azienda agricola di cui sono espressione e devono impegnare un numero di giornate di lavoro inferiore a quello richiesto dalle attività agricole in senso stretto. Ci si riferisce soprattutto al fatto che l’ospitalità agrituristica al chiuso e all’aperto non può superare le 30 persone e che nella ristorazione agrituristica il 65% dei prodotti deve provenire dall’azienda. Sono limiti che valgono comunque, indipendentemente dalle capacità produttive, ricettive ed organizzative della singola azienda. Sono quegli stessi limiti che hanno indotto diverse aziende agrituristiche di successo ad entrare nell’offerta turistica ordinaria, nella quale, contrariamente all’agriturismo, possono organizzarsi ed ampliarsi a piacimento. E’ ben strano che queste aziende agrituristiche abbiano deciso di trasformarsi in alberghi e ristoranti veri e propri, se l’agriturismo, come viene detto, è un bengodi dove si fa quello che si vuole e non si rispettano le leggi. In realtà l’agriturismo, in quanto attività legata a quella agricola e da questa dipendente, è sottoposto non solo a pesanti adempimenti burocratici ma anche, come si è accennato, a limiti severi e precisi, sulla cui osservanza vigilano diversi organi di controllo, quali NAS (Nuclei Antisofisticazione dei Carabinieri), Guardia di Finanza, Province, INPS, ASL…Autorità tutte, com’è giusto, molto attive, puntuali e presenti in azienda anche più volte all’anno. Sarebbe veramente miracoloso che l’agriturismo riuscisse ad eludere un tale schieramento di forze violando sistematicamente la legge…Va anche precisato, a scanso di ogni equivoco, che la manodopera impegnata nelle attività agrituristiche è regolarmente inquadrata a norma dei contratti collettivi vigenti per il settore agricolo e comporta a carico dell’azienda oneri retributivi e previdenziali corrispondenti a quelli degli altri settori produttivi.  In conclusione, l’agriturismo in Veneto è ormai un’attività affermata, che si è guadagnata uno spazio piccolo (1% dell’offerta turistica complessiva, 4% di quella di ristorazione) ma apprezzato dai consumatori, grazie alla capacità degli operatori di intercettare una domanda specifica che forse albergatori e ristoratori non erano in grado di soddisfare. A questi ultimi, cogliendo anche l’occasione delle prossime festività natalizie, rivolgiamo l’invito di deporre le armi della polemica e di avviare con il mondo agrituristico una proficua collaborazione, nella convinzione che il Veneto, per poter esprimere appieno le proprie enormi potenzialità in campo turistico, non possa più fare a meno di un’offerta che sia nello stesso tempo diversificata e integrata”.

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Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

Il presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto, ha posto al presidente di Agriturist, David Nicoli, una riflessione, invitandolo a una discussione. “Pregiatissimo David Nicoli, ho appena ricevuto il vostro comunicato stampa sull’ennesima polemica fra operatori della ristorazione ed agriturismi. Aldilà dei toni (magari “sopra le righe”) dell’attacco nei vostri confronti, devo dire che tocca “un nervo scoperto”, nei cui confronti (chi mi conosce lo sa anche in Confagricoltura Veneto) lamento da tempo un’eccessiva disattenzione da parte delle Organizzazioni Professionali Agricole e delle associazioni di settore. Nel merito dell’odierno comunicato mi ha colpito in particolare questo passaggio: “Ci si riferisce soprattutto al fatto che l’ospitalità agrituristica al chiuso e all’aperto non può superare le 30 persone e che nella ristorazione agrituristica il 65% dei prodotti deve provenire dall’azienda.” Questa è sicuramente la norma, ma è la cecità verso una realtà troppo spesso diversa, che sconcerta. C’è un errore di fondo che, ritengo, possa ascriversi al noto detto “contadino, scarpe grosse e cervello fino”, vale a dire, fiutato l’affare (il “business”), si è dimenticato l’obbiettivo originario (la “mission”) che, ricordo, era quella di far vivere la campagna a me, cittadino; oggi il rapporto si è rovesciato e molti(ssimi) agriturismi si adeguano alle esigenze del turista: dai menù ricercati e dimentichi delle tradizioni del territorio al cambio quotidiano delle lenzuola in camera alla piscina e, magari, anche al centro benessere; ma di che azienda agricola stiamo parlando? Senza considerare che, in tanti casi, l’agriturismo non è integrazione al reddito agricolo, ma la coltivazione è solo il pretesto ad avere l’agriturismo. Mi scuso, ma sono osservazioni, che mi vengono dal cuore, dall’esperienza e dalla tristezza di veder naufragare consumisticamente un progetto, che dovrebbe essere, prima di tutto, culturale. Sperando in un cortese cenno di riscontro, saluto cordialmente ed auguro buone Feste!”

Trento. Fino all’8 giugno 2014, aperta al pubblico la mostra “Terre coltivate. Storiea dei paesaggi agrari in Trentino”.

Terre-coltivate_2_largeFino all’8 giugno 2014, presso le Gallerie di Piedicastello (Trento), è aperta al pubblico la mostra “Terre coltivate. Storia dei paesaggi agrari in Trentino” realizzata dalla Fondazione Museo storico del Trentino con la supervisione tecnica-scientifica della Fondazione Edmund Mach e con il patrocino della Provincia autonoma di Trento. Partners dell’iniziativa sono la Fondazione Edmund Mach, Trentino Sviluppo (Divisione Turismo e Promozione) e la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento. Il gruppo di curatela della mostra è composto da Alessandro de Bertolini, Giuseppe Ferrandi, il socio ARGAV Sergio Ferrari, Annibale Salsa e Roberta Tait.

Ingresso libero. Il percorso espositivo si articola su una superficie di oltre 3.500 metri quadrati in tutta la Galleria Nera e in parte della Galleria Bianca. La rappresentazione del paesaggio si intreccia con la storia dell’alimentazione, dell’agroalimentare e dei sapori, con una particolare attenzione alle colture vitivinicole. Nella Galleria Nera sono raccontate la unità paesaggistiche che compongono oggi le “terre coltivate” del Trentino: il vitigno, il meleto, la cerealicoltura, l’orticoltura, la castanicoltura, il noceto, l’oliveto, l’alpicoltura, la selvicoltura, le unità paesaggistiche scomparse (gelsicoltura, grano saraceno, tabacchicoltura) e le coltivazione residuali (ciliegia, susina, piccoli frutti, kiwi, pera, apicoltura). Seguono degli approfondimenti sui temi del lavoro e del viaggio. Una cronologia invita inoltre a seguire le date principali della storia mentre al centro della galleria sono poste le casette dei prodotti. La Galleria Bianca ospita invece una parte dedicata alla fiera dei sapori e alle ricette della storia.

Paesaggio, storia e sapori. In linea con gli spazi de Le Gallerie, l’allestimento di “Terre coltivate” è scenografico, ricco di elementi video e di videoinstallazioni, immagini di ieri e immagini di oggi, videointerviste e postazioni interattive. Nella ricerca dei materiali video e fotografici ci si è avvalsi di fondi istituzionali, privati e della Fondazione Museo storico. Durante il periodo di apertura della mostra, la Galleria Bianca ospiterà iniziative, presentazioni, degustazioni, laboratori e altre attività dedicate alle principali filiere agroalimentari e vinicole del Trentino coinvolgendo soggetti e referenti rappresentativi per dare evidenza alle eccellenze del nostro territorio e al grande tema culturale del rapporto tra paesaggio, storia e sapori.

(Fonte: Fondazione Edmund Mach)

I soci ARGAV alla scoperta di Valdagno (VI) e dell’erba Maresina

Oltre Valdagno visita soci ARGAV(di Luigi Centomo, socio ARGAV) Valdagno, una realtà da conoscere e da scoprire. Una finestra panoramica è stata spalancata nel coso di un incontro che ha portato in città i rappresentanti dell’Associazione regionale giornalisti, agricoltura, alimentazione, ambiente, territorio, foreste, pesca ed energie rinnovabili, amministratori pubblici, esperti in enogastronomia e nel territorio.

Visita Valdagno soci ArgavValdagno ha stupito i convenuti per l’inaspettata dovizia di cose da vedere e da conoscere. Il coordinamento a più mani ha mobilitato il Comune, presenti il vice Sindaco Giancarlo Acerbi e l’assessore Federico Granello, la Comunità montana Agno-Chiampo, con il presidente Fernando Manfron, la confraternita della maresina, Emilio Nizzero enogastronomo e specialista assaggiatore di formaggi, la Provaldagno con il presidente Emanuela Perin e il cuoco Amedeo Sandri, che a giorni diffonderà il suo ultimo libro. Ha fatto gli onori di casa Emanuela Perin, presidente della pro loco, che ha accolto gli ospiti all’ingresso del parco della Favorita esibendo un ambiente stupefacente che ha suscitato ammirazione fin dalle prime battute della visita.

Visita Valdagno soci ARGAV 2 ottobre 2013Nella città dell’Armonia. La comitiva guidata da Valentina Dall’Ara, ha preso conoscenza della bellezza architettonica di Oltre Agno, la città dell’Armonia voluta da Gaetano Marzotto. I visitatori hanno percorso le vie e ammirato una realizzazione urbanistica di vasta portata e costituita da palazzi progettati dall’architetto Francesca Bonfanti.. E così la nuova Valdagno, separata dal centro storico dal fiume Agno, ha ottenuto la piena considerazione per questa realtà. L’iter della visita è iniziato dal Teatro Rivoli con i suoi quasi 2000 posti. Poi lo stadio dei Fiori e le strutture sportive; quindi la cittadella degli studi. Ammirata la scuola di musica con un ambiente che ha lasciato stupefatti gli ospiti per le caratteristiche dell’imponente salone in cui il Complesso bandistico svolge le prove. Il direttore della scuola, Massimo Gonzo, ha parlato orgoglioso di questa realtà che pare non avere concorrenti in Italia.

Visita soci ARGAV Valdagno e Maresina 2 ottobre 2013In contrada, la scoperta della Maresina. Poi una immersione totale nell’impareggiabile ambiente della contrada Busati, un gioiello incastonato nel verde della collina recoarese, per un pranzo in cui si è parlato della “Maresina”, classificato De.Co; Bepi Cailiero ha spalancato le porte della sua casa ed è stata l’apoteosi del gusto e del sapore. Il cuoco Amedeo Sandri ha illustrato le portate, con la competenza e simpatia che gli sono caratteristiche. Gabriella Polita, ideatrice del concorso “Maresina d’argento”, un’erba che cresce spontanea in zona e che ha ottenuto la classificazione De. Co., con il presidente della Confraternita, Emilio Nizzero, ne ha illustrato le caratteristiche e il suo pregio in cucina. La giornata si è conclusa in centro storico dopo aver visitato una contrada caratteristica da Michele Franceschi, guida ed esperto della storia rurale locale.

Valdagno ha fatto centro. Emanuela Perin, raggiante, ha compiuto un passo importante nel progetto di riservare un ruolo di città turistica, grazie alle innumerevoli risorse che può ostentare.  Il nostro presidente, Fabrizio Stelluto, al termine dell’educational tour non nasconde la sorpresa per una realtà che merita mille motivi per visitarla e anche frequentarla con piena soddisfazione.