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Dolomiti-Unesco, un patrimonio per l’umanità

Dolomiti orientali

“I nove siti che compongono il bene Dolomiti, includono tutte le aree che sono essenziali per il mantenimento della bellezza del bene e tutti, o la maggior parte, degli elementi chiave inerenti le scienze della terra, interrelati e interdipendenti nelle loro relazioni naturali”.

Scoprire la bellezza dei Monti Pallidi. Difficile immaginare un definizione più chiara per riassumere l’unicità delle montagne che fanno da corona al Veneto a settentrione. L’attestazione è contenuta nella parte iniziale della “dichiarazione di eccezionale valore universale, Integrità” con cui l‘Unesco ha motivato l’inserimento delle Dolomiti fra gli iscritti nella lista del Patrimonio mondiale. Un mondo ancora in parte da scoprire, meta per ogni tipo di escursionista o amante delle scalate più ardite, racchiuso in nove aree che vanno dai 79 mila ettari delle Dolomiti Settentrionali agli 818 del gruppo del Bletterbach, passando per le Dolomiti di Brenta, il Pelmo, la Marmolada e altri nomi più o meno noti a chi frequenta i “Monti pallidi” nelle cinque province in cui si estende il sistema, dalla veneta Belluno alle confinanti Trento e Bolzano a Pordenone e Udine.

Sulla roccia, pagine di storia. Un complesso in cui, al di là delle molte considerazioni in positivo di tipo estetico, sono ben visibili le “pagine” della storia geologica del mondo da 280 milioni di anni fa ad oggi. Segni di quando le attuali montagne non erano che accumuli di sedimenti, nel periodo più lontano, il Permiano – lo si vede bene nel gruppo del Bletterbach – per poi diventare nel Triassico le basi di un arcipelago con cime simili ad isole tropicali. Una veduta della Marmolada testimonia come 200 milioni di anni fa, nel Giurassico, queste ‘isole’ si sono allontanate a causa dell’azione di vulcani per, 100 milioni di anni dopo, sprofondare nuovamente, coperte dall’acqua di un oceano che ha lasciato le impronte sui disegni delle vette feltrine. Fin qui la formazione della pietra.

Poi, l’innalzamento delle montagne, 50 milioni di anni fa, nel Paleogene. Lo racconta il Sorapis, con le curve delle rocce che fotografano gli sforzi ciclopici di Europa contro Africa, spinte che deformano gli antichi piani, li piegano e li sollevano ad altezze enormi. Da allora è stata la quiete apparente di una dolce e progressiva erosione, che ha modellato le Dolomiti fino alla forma attuale. Uno sguardo da Pra Longià lo spiega più di qualsiasi altro modello artificiale o disegno. L’erosione è un processo che non si arresta mai, che lavora con pazienza spaccando la roccia con l’acqua che entra nelle fenditure e diventa ghiaccio, allargandole, lungo una scala dei tempi inafferrabile alla ragione umana ma di cui è possibile avere una pur fugace intuizione nella contemplazione degli irripetibili scenari dolomitici.

(fonte Ansa)

Le vie del latte: sette itinerari lungo le malghe del Monte Baldo

foto L'Arena, veduta del Baldo da cima Valdritta

Sette itinerari lungo le malghe dell’‘Hortus Italiae’, come i botanici chiamano il Monte Baldo: e’ quanto proposto nella guida ‘Le vie del latte’ curata dal giornalista Bartolo Fracaroli, ultima iniziativa della Comunita’ Montana del Baldo Veronese.

La malga e’ l’edificio centrale dei pascoli, comprensivo del ‘baito’ per la lavorazione del latte, della casara per la stagionatura dei formaggi, spazi per animali e attrezzi e spesso una piccola edicola o una cappella sacra. I sette itinerari riguardano entrambi i versanti del monte, lambito a ovest dalla riviera veronese e a est dalla profonda valle dell’Adige. La guida descrive percorsi, quote, dislivelli, difficolta’, punti d’appoggio, avvertenze, aspetti prevalenti e stagioni consigliate. Si va dalle malghe della conca di Lumini a San Zeno di Montagna alla faggeta secolare di malga Ortigara con la chiesetta della Madonna della Neve a 1430 metri di quota, alle frazioni alte medioevali ed alle nove malghe di Caprino veronese a quelle di Brenzone sul versante gardesano, alle mulattiere romane che arrivano e partono da malga Zovello, strade di transumanza, all’alto lago di Garda con le malghe di Malcesine.

(fonte Ansa)

Prosecco, “re delle bollicine” con Docg

Il primo di aprile 2010 segna lo spartiacque tra il prosecco Doc di Conegliano-Valdobbiadene e la nuova identita’ Docg Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore. Nell’area storica del “‘re delle bollicine”  italiane (15 comuni Docg, 2913 produttori, 166 case spumantistiche) e’ stato deciso di iniziare la commercializzazione del prodotto tutti assieme, appunto il primo di aprile, mentre per il prosecco Doc piu’ in generale la vendita e’ gia’ iniziata da qualche mese.

Il battesimo della Docg si terra’ l’8 aprile. Nella prima giornata del Vinitaly a Verona, alle 13 presso lo stand del Consorzio di Tutela al pad. 7 bis i3-i 4, i produttori Docg stapperanno la prima bottiglia, una maxi da 6 litri, di prosecco ricavato dalla vendemmia del 13 settembre. Nonostante le difficolta’ del momento, il prosecco Docg nasce sotto buoni auspici. Nel 2008, infatti, la produzione e’ stata di 57.434.000 bottiglie, con un giro d’affari di 370 milioni di euro. L’export rappresenta il 30%. I primi dati 2009, non ancora ufficiali, riscontrano un aumento delle vendite dell’8.8%, con 4.5 milioni di bottiglie in piu’.

L’arrivo della Docg e’ vista dai produttori con entusiasmo, ma anche con preoccupazione. La difficile situazione congiunturale, infatti, non consente di ottenere forse le quotazioni di qualche anno fa. ” La Docg e’ un progetto deciso dai produttori e siamo certi che dara’ nuove opportunita’ al vino di Conegliano Valdobbiadene – rileva il presidente del Consorzio di Tutela Franco Adami -. Nulla cambia rispetto a prima per le aziende, solo il costo della fascetta di garanzia facilmente assorbibile dagli imbottigliatori. Cambia invece per i consumatori che avranno garantito il prodotto e la sua provenienza”.

Tanti eventi per il lancio della Docg. Per mantenere il valore aggiunto del territorio di Conegliano Valdobbiadene e dare importanza alla G di garantita come elemento per la sicurezza del consumatore, il Consorzio sta avviando un piano di comunicazione che vedra’ la campagna pubblicitaria che accompagnera’ l’uscita del vino e l’organizzazione di eventi e manifestazioni. Fra questi, il piu’ importante e’ Vino in Villa (15-17 maggio castello di Susegana, Treviso) che avra’ come tema ‘Garantito!”. Invitate le 44 Docg d’Italia, ovvero i vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita che costituiscono il vertice della piramide qualitativa dei vini italiani. Le manifestazioni che promuovono il prosecco sono anche a carattere sportivo come le tre gare ciclistiche legate al Premio Primavera del Prosecco. Il 4 aprile si corre il 62/O Trofeo Piva sulle colline a cavallo tra Farra di Soligo e Valdobbiadene. Il 5 aprile appuntamento a Villa di Cordignano dove dal 1926 si celebra il Giro del Belvedere (10 giri ciascuno di 12 km), mentre il 30 maggio c’e’ il Trofeo Citta’ di San Vendemiano che vede i ciclisti confrontarsi lungo le strade delle colline della Marca Gioiosa.

Prosecco “venduto” anche in pacchetti turistici. Legati al Prosecco anche 5 pacchetti turistici per week end tra le colline del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Docg per scoprire in tre mosse arte, cultura ed enogastronomia nell’ ambito delle Mostre della Primavera del prosecco Docg e fissati tra il 3 e 5 aprile, 30 aprile-2 maggio e 29 maggio-1 giugno. Tra le rassegne sul prosecco o sul cartizze: S.Pietro di Barbozza (3-18 aprile), S.Giovanni (10-18 aprile), Refrontolo (10-24 aprile), Miane (fino al 2 maggio), Fregona (17 aprile-2 maggio), Saccol (23 aprile-2 maggio). Combai (7-16 maggio), Vittorio Veneto (14-29 maggio), Conegliano (1-2/8-9 maggio), Corbanese (22 maggio-6 giugno), S.Pietro di Feletto (29 maggio-13 giugno). Serravalle-Vittorio Veneto (11-20 giugno).

fonte (ANSA).

Andar per parchi nel Veneto

Parco naturale del Sile

Rappresentano il 25% dell’intero territorio regionale e spaziano dagli orizzonti palustri del Delta del Po alle cime montane di Lessinia e Dolomiti bellunesi: sono i parchi del Veneto, un cuore verde che diventa di anno in anno una sempre piu’ frequentata meta turistica. Oltre al Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi (piu’ di 11mila ettari a ridosso del centro abitato ampezzano, al confine con l’Alto Adige), sono cinque i parchi naturali regionali e moltissime le aree protette sparse in tutto il Veneto. Il Parco della Lessinia ha un’estensione di oltre 10mila ettari e copre le valli dell’Adige e dell’Alpone, ai confini con il Trentino. E’ un altipiano calcareo che scende fino alla pianura attraverso stretti solchi vallivi, chiamati ‘vaj’, per poi raggiungere aree di particolare interesse naturalistico, come ad esempio le grotte, le formazioni rocciose di imponenza spettacolare e i giacimenti fossili (in particolare la Pesciaria di Bolca). Sono proprio le formazioni rocciose a colpire l’occhio del visitatore, a partire dall’arco naturale del ponte di Vejo, tra Sant’Anna di Alfaedo e Fane.

Parco Regionale dei Colli Euganei

Il Parco dei Colli Euganei, istituito nel 1989, abbraccia una superficie di quasi 19mila ettari e comprende 15 comuni sparsi tra la regione collinare e l’area termale. Sono oltre 200 i percorsi da compiere a piedi o in bici, alla scoperta di siti archeologici, rocche e castelli medievali, abbazie e pievi secolari, passando per ville e giardini della ‘civilta’ in villa’ e antichi rustici. Ha dimensioni piu’ ridotte, pari a 3mila ettari, il Parco naturale del fiume Sile, caratterizzato dalla presenza delle risorgive e di molte aree boschive. La zona protetta segue il tracciato di questo fiume ed e’ ricca di fontanili, piccoli laghi, paludi e boschi, ma anche di ville nobiliari, mulini (non a caso Treviso era chiamato il ‘granaio della Repubblica’) e fornaci.

Parco Delta del Po

Sono le rarita’ botaniche uno dei principali motivi di richiamo del Parco delle Dolomiti bellunesi, un polmone verde che si estende per oltre 32mila ettari in zone di media e alta montagna, fra cui spiccano le vette dello Schiara’, del Sass de Mura, del Pavone e del Pizzon. Ha un’impronta ‘anfibia’, infine, il Parco del Delta del Po, che include in oltre 400 kmq di superficie nove comuni della provincia di Rovigo e rappresenta il piu’ grande parco naturale italiano e la zona umida piu’ estesa d’Europa. Qua e la’ affiorano i ‘casoni’, le tipiche capanne dal grande camino, punto di riferimento per il pescatore e il guardiano di valle. La sua fauna conta svariate centinaia di specie di uccelli stanziali e migratori, tra cui oche, anatre, falchi delle paludi, nitticore, beccaccini e aironi.

(fonte: Ansa)

Agriturismo: nel 2009 il fatturato scende a 55 mila euro

Agriturismo Tenuta Castel Venezze (Ro)

“Nel 2002 il fatturato medio di una azienda agrituristica era di 61.740 euro, nel 2009 e’ sceso a 55.570 euro. La situazione e’ preoccupante e richiede interventi concreti dello Stato e delle Regioni per tutelare un settore che fa bene all’agricoltura, allo sviluppo di tutto il turismo, all’ambiente, al paesaggio”. Cosi’ Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura) anticipa i ”numeri” del settore, che saranno presentati in un incontro stampa previsto il 18 marzo 2010 a Roma.

Ad accenturare la crisi, i costi della burocrazia. ”Nel 2009 – prosegue il presidente di Agriturist – siamo andati appena un po’ meglio del resto del turismo, scontando, rispetto al 2008, una diminuzione di presenze del 3,3% a fronte del -4,3% che Eurostat assegna al turismo italiano nel suo complesso. Ma l’offerta e’ cresciuta del 4,0% e il fatturato medio delle aziende ha perso il 6,4%”. Secondo Agriturist, oltre che con la flessione del fatturato, le aziende agrituristiche hanno dovuto sostenere un generalizzato aumento dei costi, determinato anche dal moltiplicarsi di incombenze normative e formalita’ burocratiche ormai insostenibili per chi svolge, sia pur ”in piccolo”, tante attivita’ diverse. I redditi effettivi, nel 2009, sarebbero dunque stati tagliati di circa il 10%, rispetto all’anno precedente.

L’anno che verrà. ”Le prospettive per il 2010 – dichiara Giorgio Lo Surdo, direttore di Agriturist – aldila’ di una generica speranza di ripresa del turismo, sono molto incerte. Ci sono segnali promettenti di un recupero della domanda estera, mentre da quella interna ci aspettiamo una crescente attenzione per la proposta enogastronomica e naturalistica”.

(fonte: Asca)

Le micro vacanze on line di Coldiretti Veneto premiate a Bit 2010

foto Un'altra cosa travel, laguna nord di Venezia

“La bella favola di Torcello”  si aggiudica il primo posto come migliore soggiorno per la sezione “Turismo responsabile italiano“, concorso  indetto dalla rivista specializzata di settore “L’Agenzia di Viaggi“. Il premio è stato assegnato a Milano in occasione di Bit 2010 (Borsa internazionale del turismo) al tour operator “Un’altra cosa travel” di Roma che, insieme a Coldiretti Veneto, promuove on line le micro vacanze ovvero viaggi di prossimità, a costo limitato e tutto incluso, che permettono al visitatore di conoscere il territorio rurale con occhi nuovi, valorizzando autentici tesori presenti nelle campagne.

La mini vacanza a Torcello. Gli italiani, dunque, non rinunciano alle ferie ma le fanno nel segno del “turismo a km zero” che trova nella sinergia tra enogastronomia, cultura e ambiente i suoi punti di forza. E’ questo il segreto del successo della super gettonata minivacanza nell’isola più famosa della laguna nord. A proporla è Paolo Andrich, l’unico imprenditore agricolo dei quindici residenti dell’isola più famosa della laguna nord di Venezia che offre un pernottamento nella casa museo dell’artista Lucio Andrich, la visita guidata agli scavi archeologici, colazione e pranzi  con menù a base di prodotti del suo orto, un giro in barchino alla scoperta di angoli incontaminati e per chi vuole anche la cena nella prestigiosa Locanda Cipriani con menù esclusivo a chilometri zero.

Risparmio tra 28 e 42 per cento per chi va in vacanza nei piccoli centri. “Rispetto alle città con appeal turistico e alle località più rinomate, a parità di categoria – spiega Luca Saba direttore di Coldiretti Veneto –   il risparmio che si ottiene frequentando i piccoli centri oscilla tra il 28 e il 42 per cento, e cioè si ottiene sempre uno “sconto” di almeno un terzo. Un beneficio che aggiunto al minor costo del trasporto consente di contenere il valore assoluto di spesa in 150/250 euro a persona. Siamo dunque orgogliosi di questo riconoscimento, ma anche dei numerosi apprezzamenti da parte dei cittadini che scelgono la natura come modo per staccare dalla quotidianità vivendo intensamente i luoghi di prossimità attraverso  le passeggiate, il nordic walking, i percorsi di trekking, passando per le strade sterrate dove cimentarsi con la mountain bike o le bici da corsa, le gite a cavallo, fino ad arrivare ai tragitti invernali con le ciaspole, gli sci di fondo, lo sleddog scoprendo così realtà minori, a volte sconosciute ma che fanno parte dell’identità del nostro territorio.

(fonte Coldiretti Veneto)