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18-19 luglio, a Susegana (Treviso) c’è la sesta edizione di “Vite in campo”, manifestazione dedicata all’innovazione in viticoltura

I filari dell’azienda agricola Conte Collalto di Susegana (Treviso) ospiteranno venerdì 18 e sabato 19 luglio la sesta edizione di “Vite in campo”, manifestazione organizzata da Condifesa TVB (TrevisoVeneziaBelluno) e da Edizioni L’Informatore Agrario. In campo, saranno presenti le migliori soluzioni tecnologiche in grado di aiutare i viticoltori a far fronte alle sfide dei cambiamenti climatici e della sostenibilità.

Il programma

Venerdì 18 luglio dalle ore 14,00 alle ore 18,30 si terranno dimostrazioni dinamiche che lasceranno poi spazio al convegno dal titolo «Strumenti e mezzi tecnici per monitorare la nutrizione della vite alla luce dei cambiamenti climatici» il cui inizio è previsto alle ore 19,00 nella sala consiliare di Susegana. Sabato 19 luglio dalle ore 8,30 alle ore 14,00 si terranno dimostrazioni dinamiche nell’ambito di sei aree tematiche: viticoltura di precisione, innovazione a tutela dell’ambiente; resilienza nei vigneti ai cambiamenti climatici; gestione razionale della risorsa idrica; robotica con presenza sia di robot di terra sia di aria (droni) e automazione; biosolution per il vigneto e la cantina. Per agevolare i visitatori nella due giorni di manifestazione saranno organizzati tour guidati a cura di giornalisti di Edizioni L’Informatore Agrario e tecnici Condifesa TVB.

Alla manifestazione saranno presenti: il presidente Condifesa TVB Valerio Nadal, il consigliere regionale Roberto Bet, il vice presidente della Provincia Roberto Fava, sindaci e assessori dei Comuni che hanno patrocinato la manifestazione, che vede capofila l’amministrazione comunale di Susegana territorio che ospita l’evento e rappresentanti delle organizzazioni sindacali a livello regionale di Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Fonte testo e foto: servizio stampa Condifesa TVB

Mari dell’Unione Europea: le navi che inquinano passano ancora tra le maglie dei controlli

In una relazione pubblicata lo scorso 4 marzo, la Corte dei conti europea suona l’allarme: navi e imbarcazioni continuano a inquinare i mari dell’Unione Europea. Sebbene la normativa UE mostri miglioramenti e sia a volte più rigorosa delle norme internazionali, la sua applicazione da parte dei 22 Stati membri costieri europei è lungi dall’essere soddisfacente. Le azioni volte a prevenire, affrontare, monitorare e sanzionare i vari tipi di inquinamento provocato dalle navi non sono all’altezza del compito – avverte la Corte.

La normativa dell’Unione Europea incorpora le norme internazionali applicabili, a volte con requisiti ancora più rigorosi, in settori quali l’inquinamento da idrocarburi, i relitti delle navi e le emissioni di zolfo. Tuttavia, la Corte dei conti europea segnala che vi sono anche lacune che l’UE deve ancora colmare, specie per quel che riguarda i rischi di inquinamento.

Per esempio, è ancora possibile per gli armatori eludere l’obbligo di riciclo dei materiali delle navi scegliendo una bandiera di uno Stato non-UE prima di procedere con lo smantellamento. I dati parlano da soli: nel 2022 una nave su sette nel mondo batteva bandiera di uno Stato dell’UE, ma tale cifra scendeva del 50 % per il parco navi a fine ciclo di vita. Analogamente, le norme UE sui container persi in mare sono tutt’altro che a tenuta stagna. In primo luogo, non vi è garanzia che tutte le perdite siano dichiarate; in secondo luogo, vengono recuperati pochissimi container.

“L’inquinamento marino provocato dalle navi rimane un grave problema e, nonostante una serie di miglioramenti negli ultimi anni, l’azione dell’UE non è realmente in grado di tirarci fuori dalle cattive acque”, ha affermato Nikolaos Milionis, il Membro della Corte responsabile dell’audit. “In realtà, si stima che più di tre quarti dei mari europei abbiano un problema di inquinamento e, dunque, l’ambizioso obiettivo di raggiungere un inquinamento zero per proteggere la salute delle persone, la biodiversità e gli stock ittici non è ancora in vista”.

La Corte osserva inoltre che i paesi dell’UE sottoutilizzano strumenti – quali ad esempio una rete di navi pronte a intervenire in caso di sversamenti di idrocarburi oppure il rilevamento tramite droni – dei quali l’UE li ha dotati per aiutarli a combattere l’inquinamento provocato dalle navi. Un esempio lampante è il sistema europeo di sorveglianza satellitare per il rilevamento di chiazze di idrocarburi (CleanSeaNet), che consente la sorveglianza e il rilevamento precoce di possibili casi di inquinamento. Nel periodo 2022-2023, tale sistema ha individuato in totale 7.731 possibili sversamenti nei mari dell’UE, per lo più in Spagna (1462), Grecia (1367) e Italia (1188).
La Corte ha però constatato che gli Stati membri si sono attivati per meno della metà di queste segnalazioni, confermando l’inquinamento solo nel 7 % dei casi, anche a causa del tempo trascorso tra l’acquisizione dell’immagine satellitare e l’effettivo controllo dell’inquinamento.

La Corte ha inoltre rilevato che le autorità degli Stati membri non espletano sufficienti ispezioni preventive delle navi e che le sanzioni per gli inquinatori restano miti. Coloro che scaricano illegalmente in mare sostanze inquinanti sono raramente soggetti a sanzioni efficaci o dissuasive e l’azione penale è rara. Analogamente, pochi Stati membri segnalano violazioni relative al recupero di attrezzatura da pesca abbandonata, persa o dismessa.

Nel complesso, la Corte conclude che né la Commissione né gli Stati membri monitorano appieno i fondi UE utilizzati per contrastare l’inquinamento delle acque marine. Non dispongono di una visione d’insieme dei risultati effettivamente ottenuti, né delle modalità con cui questi ultimi potrebbero essere replicati su scala più ampia. Al contempo, dall’audit è emerso che l’UE ha difficoltà a monitorare l’inquinamento provocato dalle navi. L’effettivo ammontare di sversamenti di idrocarburi, di sostanze contaminanti e di rifiuti marini provenienti dalle navi resta sconosciuto, così come non si conosce l’identità di chi inquina.

Fonte: servizio stampa Corte dei conti europea

Nasce Agricoltura e Innovazione, il podcast di Co.Di.Pr.A., un viaggio tra tecnologia, gestione del rischio e nuove opportunità per il mondo agricolo

Un nuovo spazio di approfondimento dedicato al futuro dell’agricoltura: è online il primo episodio di “Agricoltura e Innovazione”, il podcast lanciato da Co.Di.Pr.A. Trento in collaborazione con Agriduemila Hub Innovation. Un progetto pensato per raccontare come tecnologia, ricerca e strumenti innovativi stanno rivoluzionando la gestione del rischio in agricoltura. Il primo podcast è già disponibile gratuitamente sul canale YouTube e Spotify del Consorzio e sulle principali piattaforme di streaming audio. Gli episodi successivi saranno rilasciati con cadenza settimanale.

In ogni episodio, una voce guida porterà gli ascoltatori alla scoperta delle novità più importanti, con un linguaggio semplice e accessibile, ma sempre preciso e aggiornato. Si parlerà di conoscenza e misurazione dei rischi e delle incertezze, pianificazione di azioni di adattamento, assicurazioni agevolate, fondi mutualistici, strategie di stabilizzazione del reddito, ma anche di progetti sperimentali e loro applicazione in campo, soluzioni di agricoltura di precisione e di nuovi strumenti digitali al servizio delle imprese agricole. Per rendere l’esperienza ancora più accessibile e innovativa, il podcast Agricoltura e Innovazione si avvale delle più recenti tecnologie di intelligenza artificiale per la sintesi vocale, offrendo una narrazione coinvolgente che accompagna gli ascoltatori alla scoperta dei temi più attuali del mondo agricolo. Un uso concreto delle potenzialità delle nuove tecnologie a nostra disposizione.

Il primo episodio è dedicato al Piano di Gestione dei Rischi in Agricoltura 2025, un argomento chiave per tutti gli imprenditori agricoli che vogliono proteggere le proprie aziende dalle avversità climatiche e dalle fluttuazioni di mercato. “La gestione del rischio è la chiave per garantire stabilità, redditività e futuro alle nostre imprese agricole – sottolinea Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. Trento – con Agricoltura e Innovazione vogliamo coinvolgere ancora più i nostri Associati in un percorso di approfondimento su temi fondamentali quali quella della prevenzione e della protezione, indispensabili per costruire un’agricoltura più forte e resiliente”.

In un settore in continua evoluzione come quello agricolo, trasferire conoscenza in modo semplice e generando curiosità ed interesse è una sfida fondamentale per accompagnare le imprese nel percorso dell’innovazione e nella costruzione di un futuro più sostenibile “proprio per questo con Agricoltura e Innovazione – racconta Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. Trento, vogliamo coinvolgere e avvicinare ancora di più i nostri Associati al mondo della gestione del rischio e delle nuove opportunità che la tecnologia offre. Abbiamo pensato ad uno strumento utile e facilmente accessibile per informare e supportare, che possa al tempo stesso creare un rapporto di familiarità con il pubblico degli ascoltatori”.

“L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando le nostre attività e le nostre vite; nella mission di Agriduemila Hub Innovation vi è quello di favorire le ricadute delle opportunità delle nuove tecnologie sul tessuto agricolo; il progetto di raccontare le frontiere della gestione del rischio, anche sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale, centra appieno l’obiettivo e ci pone all’avanguardia nella sempre più spinta ricerca di modalità comunicative di facile accessibilità e maggiore coinvolgimento; consapevoli che quello che oggi conosciamo come “tradizione” è il conseguente frutto dell’innovazione “riuscita”– spiega Andrea Berti, Amministratore Delegato di Agriduemila Hub Innovation”.

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A.

Fino al 25 maggio, la Settimana nazionale della bonifica, in Veneto tanti eventi promossi dagli 11 Consorzi

Decolla la Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione, promossa da ANBI Associazione Nazionale Bonifica e Irrigazione fino al 25 maggio, e che quest’anno in Veneto si rafforza numericamente e qualitativamente come un grande evento diffuso su tutta la regione e un unico filo conduttore: “Il cerchio dell’acqua. Risorse idriche e multifunzionalità per la sostenibilità”, tema che racchiude tematiche inerenti al ciclo dell’acqua, alla gestione attenta e al riuso della risorsa, ai servizi ecosistemici generati dalla pratica irrigua. Ma, come sempre, rappresenta soprattutto uno spunto di riflessione che i consorzi declinano in visite guidate a impianti idrovori e grandi opere di presa, biciclettate, passeggiate ecologiche, convegni, presentazioni, inaugurazioni.

30 eventi (quasi) tutti gratuiti; necessaria, in alcuni casi, la registrazione attraverso le procedure indicate dai consorzi di bonifica nelle rispettive pagine Facebook e nei rispettivi siti dove sono riportati i programmi completi e informazioni utili. Per aggiornamenti, modalità di partecipazione e altre info utili si rimanda ai siti e alle pagine social dei singoli consorzi di bonifica.La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e da UNARGA, l’Unione nazionale delle Associazioni Regionali dei Giornalisti Agroambientali. Media partner: Rai Tg Regione

Il Veneto Orientale racconta la storia della bonifica

Il ricco programma predisposto dal Consorzio di bonifica Veneto Orientale (San Donà di Piave, VE)si configura come un vero e proprio festival con iniziative rivolte a pubblici molto diversi: famiglie, amanti dello sport, appassionati di storia e territorio. Nel fine settimana del 24-25maggio sono previste visite guidate alle storiche idrovore di Termine, Torre di Fine, Cittanova e Sindacale, una mostra fotografica (in piazza indipendenza a San Donà di Piave), tour di gravel, passeggiate ecologiche, musica e incontri.

Eventi in tutto il Veneto

Visite guidate a impianti un po’ ovunque: il Consorzio di bonifica Veronese (Verona) apre la presa irrigua sull’Adige a Sciorne, il consorzio di bonifica Brenta (Cittadella, Pd) guida i visitatori nel Parco di San Lazzaro a Bassano del Grappa, il consorzio di bonifica Acque Risorgive (Venezia-Mestre) apre la rinnovata idrovora di Lova a Campagna Lupia, il consorzio di bonifica Piave (Montebelluna, TV) guiderà i visitatori all’idrovora di Portesine di Roncade, alle opere di presa irrigua a Nervesa della Battaglia e Fener e alle aree umide di Castelfranco Veneto, il consorzio Bacchiglione (Padova) aprirà l’idrovora di Santa Margherita a Codevigo e guiderà il pubblico in visita al canale Alicorno di Padova e all’area umida di Dolo (VE); visite ai bacini di Giavenale e alle risorgive del Bacchiglione per il consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (San Bonifacio, Vr) che promuove anche l’incontro SOS Agri.clima presso l’azienda Buggiani di Legnago (22 maggio). Per Acque Risorgive la settimana della Bonifica è anche occasione per inaugurare l’ampliamento dell’idrovora di Lova di Campagna Lupia (Ve). Tra le iniziative oltre la Settimana della Bonifica, ma idealmente sempre all’interno di questo contesto, il convegno promosso dal consorzio di bonifica Delta del Po (Taglio di Po, Ro) dedicato alle aree costiere del Delta (Taglio di Po, Idrovora di Ca’ Vendramin, 28 maggio), l’inaugurazione di un grande intervento di riconversione irrigua ad opera del consorzio Piave (5 giugno, Crocetta del Montello), il consorzio di bonifica Adige Euganeo (Este, PD) celebra i 100 anni dell’idrovora di Barbegara a Correzzola (data da definire).

Fonte: servizio stampa ANBI Veneto

Arrivano le zanzare, previsto un ciclo di incontri nel Padovano, provincia fra le aree ad alto rischio di trasmissione del virus West Nile

Arrivano le prime zanzare, scatta la prevenzione. Le zanzare sono da sempre conosciute come insetti fastidiosi e molesti, ma ancora più importante è la loro capacità di trasmettere malattie all’uomo, anche pericolose, come la febbre del Nilo Occidentale (West Nile). La pianura padana è un habitat ideale per le zanzare, favorevole alla diffusione del virus West Nile. I dati epidemiologici degli ultimi anni indicano che la provincia di Padova è fra le aree ad alto rischio di trasmissione del virus West Nile (WNV), con numerosi casi registrati nelle zanzare, negli animali e nell’uomo.

La circolazione virale fra le zanzare ha un andamento ciclico che può cambiare di anno in anno e che dipende da molti fattori, su tutti i cambiamenti climatici. L’alternanza di piogge abbondanti e periodi di siccità, durante il periodo primaverile-estivo, infatti può incidere sulla diffusione di patogeni trasmessi da vettori e aumentare la probabilità di trasmissione all’uomo. A casa o all’aria aperta, soprattutto nei mesi più caldi, è importante quindi evitare le punture di zanzara e ridurre il rischio di infezioni, in particolare per le categorie di persone più fragili come anziani e soggetti immunocompromessi.

Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e Provincia di Padova scendono in campo insieme per combattere le zanzare e lo fanno con un decalogo anti-zanzara e un ciclo di incontri in alcuni comuni del Padovano, per sensibilizzare la popolazione sui rischi per la salute.Gli incontri saranno tenuti dagli esperti del Laboratorio di entomologia sanitaria e patogeni trasmessi da vettori dell’IZSVe, Fabrizio Montarsi, biologo-entomologo, e Federica Gobbo, medico veterinario. L’iniziativa mette al centro la corretta informazione e l’adozione di comportamenti adeguati: dallo svuotamento dei sottovasi all’utilizzo dei repellenti, dall’installazione di zanzariere alle finestre all’utilizzo di larvicidi nei tombini.

Incontri
Giovedì 24 aprile – Padova, Sala Paladin, Palazzo Moroni, Via del Municipio 1, ore 17:00
Giovedì 8 maggio – Conselve, Sala Dante, Piazza Dante, ore 17:00
Giovedì 15 maggio – Camposampiero, Sala Filarmonica, Piazza Vittoria, 10, ore 17:00
Giovedì 22 maggio – Monselice, Sala Consigliare, Piazza San Marco, ore 17:00
Giovedì 29 maggio – Piove di Sacco, Auditorium, Via Ortazzi, ore 17:00
Giovedì 5 giugno – Cittadella, Villa Rina, Via Riva del Grappa 89, ore 17:00
Giovedì 12 giugno – Montagnana, Sala Veneziana di Castel San Zeno, P.zza Trieste 15, ore 17:00

“Dobbiamo puntare sulla prevenzione del rischio e lavorare sui comportamenti dei singoli cittadini” dichiara la direttrice generale dell’IZSVe Antonia Ricci. “È molto importante che le persone siano informate sui rischi e sappiano come difendersi dalle zanzare. Evitare una puntura significa proteggersi da malattie anche gravi, in alcuni casi può salvarci la vita. La comunicazione del rischio è uno strumento fondamentale per la prevenzione e la collaborazione con la Provincia di Padova su questo fronte contribuirà a tutelare ancora di più la salute delle nostre comunità.”

“In Azienda Ospedaliera lo scorso anno hanno avuto accesso 61 pazienti di cui ricoverati 28 affetti da forma neuroinvasiva di West Nile e 5 da febbre West Nile” dichiara Serena Marinello, medico presso la UOC Malattie infettive e tropicali, Azienda Ospedaliera di Padova. “La terapia migliore contro la West Nile è la prevenzione attuata a livello regionale e soggettiva. Oggi è di fondamentale importanza nella lotta alle zoonosi adottare un approccio multidisciplinare e multisettoriale, capace di coinvolgere in un’ottica ‘One Health’ non solo medici e veterinari ma anche le altre figure professionali che possano contribuire alle attività di prevenzione. Al fine di consentire un adeguato monitoraggio degli arbovirus nel territorio regionale, è altrettanto fondamentale procedere all’integrazione dei sistemi di sorveglianza entomologica, animale e umana.”

Il consigliere provinciale Vincenzo Gottardo propone ai sindaci della Provincia di adottare una specifica ordinanza relativa alla prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse da insetti vettori, con particolare riferimento alla zanzara tigre e alla zanzara comune. Il provvedimento, valido da maggio a novembre, mira a ridurre il rischio di diffusione di malattie infettive trasmissibili attraverso la puntura di questi insetti, garantendo la tutela della salute pubblica. “L’ordinanza – afferma il consigliere Vincenzo Gottardo – dispone una serie di misure per la limitazione della proliferazione delle zanzare, coinvolgendo cittadini, enti pubblici e privati, nonché imprese e responsabili di aree particolarmente critiche, come cantieri, aree dismesse, piazzali di deposito e parcheggi. Tra le principali prescrizioni richieste ai cittadini vi è il divieto di abbandonare oggetti e contenitori che possano raccogliere acqua piovana, l’obbligo di svuotare settimanalmente eventuali contenitori di acqua o di chiuderli ermeticamente e la pulizia dei tombini per evitare ristagni idrici. Inoltre, è previsto l’utilizzo di prodotti antilarvali per il trattamento dell’acqua stagnante, così come l’introduzione di pesci predatori delle larve nelle fontane e nei laghetti ornamentali.  Analoghi obblighi sono richiesti per i proprietari di edifici, orti e appezzamenti di terreno, che dovranno garantire la manutenzione degli impianti idrici e di scarico, oltre alla gestione corretta dei contenitori per l’irrigazione. I gestori di depositi e attività produttive, così come i responsabili di cantieri e aziende agricole, dovranno adottare misure specifiche per evitare la formazione di focolai larvali. In particolare, dovranno assicurare lo stato di efficienza degli impianti idrici e di scarico, evitare il ristagno di acqua nei tombini, coprire o svuotare periodicamente contenitori di acqua utilizzati per l’irrigazione e garantire la corretta gestione dei materiali stoccati all’aperto. I gestori di depositi di copertoni dovranno adottare misure per evitare l’accumulo di acqua nei pneumatici, mentre i responsabili dei cantieri dovranno assicurarsi che i materiali di costruzione non favoriscano la formazione di ristagni. Il provvedimento stabilisce che la lotta agli esemplari adulti avverrà solo in casi straordinari e su specifico intervento pubblico, limitando l’immissione di sostanze chimiche nell’ambiente per ridurre il rischio per la salute pubblica.”

Decalogo anti-zanzara
1. Proteggersi dalla puntura delle zanzare con repellenti registrati e di comprovata efficacia, seguendo attentamente le istruzioni riportate sul prodotto.
2. Eliminare i contenitori che possono accumulare acqua anche in piccole quantità, come secchi e sottovasi, e ricordarsi di tenerli sempre capovolti.
3. Evitare il ristagno di acqua nei sottovasi oppure svuotarli almeno una volta alla settimana: le uova di zanzara non si sviluppano e le larve vengono eliminate.
4. Coprire con zanzariere o teli di plastica vasche e bidoni senza lasciare fessure: così si impedisce alle femmine di deporre le uova.
5. Mettere i pesci in fontane e vasche all’aperto: si nutrono delle larve di zanzare.
6. Utilizzare zanzariere alle finestre.
7. L’aria condizionata tiene lontano le zanzare.
8. Trattare i tombini privati e le vasche all’aperto con larvicidi, seguendo le istruzioni in etichetta.
9. Indossare vestiti preferibilmente di colore chiaro, senza lasciare aree estese del corpo scoperte.
10. In ambienti chiusi o riparati si possono usare diffusori di insetticidi, ma ricordatevi di aerare il locale prima di soggiornarvi

Fonte: servizio stampa IZSVe

Riso, previsioni di semina +3,3%. Ma il nemico è la pioggia

Buone prospettive per le semine 2025 di riso in Veneto. Secondo il sondaggio dell’Ente nazionale risi si prevede + 1,46% per la varietà Vialone Nano, prediletta dalle province di Verona e Vicenza (Grumolo delle Abbadesse) e +2,75% per il Carnaroli, coltivato nel Delta del Po ma anche nel Veronese. Ancora più ottimistiche le previsioni per altre due varietà di riso che, oltre al Carnaroli, fanno parte del Delta del Po igp: 61,20% per il Baldo e +14,81% per l’Arborio.

Semine previste dal 15 aprile al 15 maggio

“Gli agricoltori sono invogliati a seminare perché le quotazioni del riso sono molto alte – spiega Filippo Sussi, presidente dei risicoltori di Confagricoltura Veneto -. Questo perché lo scorso anno la produzione è stata bassa a causa del meteo: troppe piogge in primavera in fase di semina e in autunno in fase di raccolta, oltre all’eccesso di caldo durante la fioritura. Anche quest’anno partiamo con parecchia acqua dal cielo, che in questi mesi ha reso impossibile entrare nei campi per la lavorazione del terreno. Ma ci auguriamo che, in prossimità delle semine, che andranno dal 15 aprile al 15 maggio, il tempo volga al bello e si riesca a eseguire l’operazione. Altrimenti si rischia un’altra annata con le rese basse. E sarebbe il quarto anno consecutivo condizionato da problematiche diverse. L’anno scorso dalle piogge, il 2022 e il 2023 dalla siccità”.

Nel Delta rimasti in pochi a coltivare riso

Per Marco Uccellatori, presidente della sezione riso di Confagricoltura Rovigo, la pioggia finora è stata benefica per il Delta del Po. “Con tutta l’acqua caduta non dovremmo avere problemi, quando arriverà il caldo estivo, di risalita del cuneo salino, che è letale per le coltivazioni di riso – sottolinea -. La stagione si prospetta dunque buona, anche se adesso ci auguriamo che il tempo migliori per riuscire a entrare nelle risaie, dove non abbiamo più fatto nulla da quando abbiamo trebbiato. Per quanto riguarda l’aumento di superfici, ce lo aspettavamo perché i prezzi sono molto elevati per le varietà del Delta. Basti pensare che il Carnaroli è arrivato a 100 euro al quintale, ma se si seminerà di più mi aspetto che torni a un livello più basso, attorno a 70 euro. Nel Delta siamo rimasti in pochi a coltivare riso, ma è una coltura in cui continuiamo a credere perché i prezzi sono sempre migliori di tutte le altre”. Secondo i dati di Veneto Agricoltura la superficie coltivata a riso nel 2023 è stata in lieve crescita (+0,8%), attestandosi a 3.050 ettari. Il 90% degli investimenti si concentra nelle province di Verona (2.180 ettari circa, +3,9%) e Rovigo (550, -8,3%).

Fonte: servizio stampa Confagricoltura Veneto

Dal territorio alla tavola: l’Asiago Dop celebra la filiera corta a Formaggio in Villa (11-14 aprile, Cittadella, Padova)

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, impegnato a favorire scelte a basso impatto ambientale per contribuire a un futuro più equo, sceglie Formaggio in Villa, evento dedicato all’eccellenza del mondo caseario in programma a Cittadella (Padova) dall’11 al 14 aprile, per promuovere il valore del formaggio Asiago, simbolo di artigianalità e tradizione, capace di valorizzare il territorio e sostenere l’economia locale.

Latterie sociali, caseifici cooperativi, malghe e aziende familiari porteranno a Cittadella la loro esperienza.

Nel cuore della sua area di produzione, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago – main sponsor della manifestazione – racconterà l’unicità del formaggio Asiago. Un prodotto vivo, frutto di una lavorazione che combina manualità e tecnica. Ogni litro di latte trasformato in formaggio diventa alimento sano, che genera un impatto positivo sulla salute e sul territorio grazie a una filiera certificata, non delocalizzabile e rispettosa della biodiversità. Affermando la forza di un legame profondo con la tradizione e il luogo d’origine, Latteria Sociale di Castelnovo, Latteria Sociale Villa, Latterie Vicentine, Malga Marcai, Casearia Monti Trentini, Caseificio San Rocco e Caseificio Pennar saranno i testimoni di una storia ricca di sfumature invitando i visitatori a scegliere un prodotto sostenibile, certificato in ogni fase della sua produzione e attento all’ambiente.

Due le masterclass in programma per i cheese lovers

Sabato 12  aprile alle ore 17:00, Asiago DOP, vini macerati e in anfora. Un viaggio sensoriale tra aromi profondi e affinità inaspettate, dove naturalità e artigianalità si incontrano in una degustazione guidata. Domenica 13 aprile alle ore 17:00, Asiago DOP, Gin & Tonic un felice percorso che, partendo dai 40 giorni di maturazione fino ai 2 anni di stagionatura, si avvia con le prime sensazioni lattiche, passando attraverso aromi floreali e fruttati per arrivare a note speziate e tostate del formaggio, per scorrere poi verso sentori erbacei e agrumati del gin. Un matrimonio perfetto da degustare e sorseggiare, ideale per un aperitivo o serate con amici.

Fonte: servizio stampa Consorzio tutela Asiago DOP

L’agricoltura altopolesana riflette su progetti di aggregazione cooperativistica per il mais, sull’impatto dei mutamenti climatici e sulla rivoluzione eco-tecnologica

Un incontro pregno di contenuti tecnici e programmatici, con oltre 200 partecipanti tra aziende agricole socie e simpatizzanti del medio e alto Polesine, in cui è emerso forte il messaggio della necessità di unire le forze cooperative per affrontare le nuove sfide dell’impatto dei mutamenti climatici e della rivoluzione eco-tecnologica.

La grande assemblea organizzata dalla cooperativa di servizi all’agricoltura Villa Nani di Castelguglielmo, che si è svolta a Runzi di Bagnolo di Po (Rovigo) il 10 febbraio scorso, si conferma come uno dei pochi punti di riferimento per l’aggiornamento e la carica motivazionale del settore primario di una vasta area del Polesine. Erano presenti anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari e la consigliera Laura Cestari, entrambi con un intervento all’insegna dell’attenzione della regione Veneto all’agricoltura.

Titolo del convegno: “Il futuro dell’agricoltura tra innovazione, sostenibilità e cooperazione”. Tutta la prima parte è stata dedicata ai relatori tecnici di Agriges, Fmc agro Italia e Carla import sementi. Gli interventi hanno segnalato un cambio di passo per la concimazione, con prodotti biologici a base di microorganismi e alghe; ma anche la problematica della sempre più forte resistenza delle infestanti ai fitofarmaci, anche a quelli più potenti, che impone un cambiamento nelle tecniche di coltivazione. Infine i mutamenti climatici: un 2024 umido e piovoso ha compromesso la quasi totale produzione del seme di soia per il 2025, (una coltura molto importante in Polesine ai fini della rotazione agraria), che quindi non potrà essere seminata nei quantitativi programmati dagli agricoltori.

Nella seconda parte del programma assembleare è emersa con entusiasmo, passione ed energia tutta la forza e la competenza della vivace cooperativa Villa Nani, presentata dai suoi stessi dipendenti (seconda foto in alto). La segretaria amministrativa Elisa ha tracciato la differenza tra i servizi cooperativi e quelli di un qualsiasi soggetto privato: “Noi siamo qui per voi – ha detto – non incassiamo provvigioni e non abbiamo scopo di lucro: ci basta il bilancio in pareggio”. “Il primo valore per noi è l’Onestà – ha aggiunto il presidente Damiano Giacometti (prima foto in alto) – Non sto dicendo che gli altri non siano onesti, sto dicendo che noi lavoriamo con la massima onestà e trasparenza”. Quindi ha ricordato le prassi della coop: i pagamenti puntuali, le misurazioni accurate delle impurità della soia mai salite oltre il 10 per cento e così le tossine del mais, mai trovate delle penalità. I tecnici di Villa Nani, Alessandro Contato e Sara Canato hanno consigliato al pubblico dei concreti piani di concimazione per i cereali da provare subito, programmando gli acquisti dei mezzi tecnici. La cooperativa si mantiene più che mai vitale e si ingrandisce: nel 2025 partiranno i lavori per un impianto fotovoltaico finanziato all’80 per cento a fondo perduto; verrà poi modificato l’essiccatoio per il mais, con una struttura a colonna.

Per concludere l’intenso incontro, il presidente Giacometti e il presidente del Coordinamenti cerealicolo veneto Confcooperative, Emilio Pellizzari, si sono soffermati sul progetto “Grandi colture”, annunciando che il prossimo convegno nazionale del mais cooperativo sarà in Veneto, a Vicenza, il 10 marzo prossimo. Il messaggio arrivato forte e chiaro è all’insegna dell’unità cooperativistica e dell’aggregazione dell’offerta del prodotto. “Le aziende socie delle nostre cooperative come Villa Nani – ha detto Pellizzari – sono medio-piccole, sono di 10 ettari quelle che producono mais granella. Sono un patrimonio da difendere e devono trovare un loro spazio. Da sole non ce la possono fare, ma tutti uniti sì”.

Fonte: servizio stampa cooperativa Villa Nani

Come per i fondatori di Apple, Amazon e Google, il “garage di casa” fatale anche per Lorenzo Furlan, Premio Argav 2024, entomologo di importanza internazionale

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) “Stralunato come deve essere uno scienziato, ma determinato come un dirigente. Mai stanco di ricercare, ha portato originali tasselli al mosaico della conoscenza umana. Fedele al motto “Nemo propheta in patria” è diventato entomologo di fama internazionale. Eclettico comunicatore spiega da anni la necessità di non forzare la natura, incapace di accettare che lo capiscano più gli insetti degli uomini. Onorati ed orgogliosi di conoscerlo, gli attribuiamo il Premio Argav 2024 nella speranza che i suoi costanti appelli per pratiche agronomiche e stili di vita più sostenibili trovino il maggiore ascolto possibile”. Così, il presidente Argav Fabrizio Stelluto ha motivato l’assegnazione dell’edizione 2024 del Premio Argav, che ricordiamo premia esponenti veneti o trentini, oppure altrove nati, che abbiano positivamente illustrato le terre cui fa riferimento la nostra associazione, a Lorenzo Furlan, nato a Valdobbiadene (Treviso) nel 1961 e cresciuto a San Donà di Piave (Venezia), laureato in Scienze Agrarie a Padova.

E le ricerche sul mondo degli insetti posizionano il ricercatore ed entomologo, nonché dirigente all’Innovazione e Sperimentazione a Legnaro (Padova) di Veneto Agricoltura, nel ristretto elenco degli scienziati mondiali più importanti del settore.

La specie da cui ha iniziato la sua carriera di scienziato è quella degli elateridi, una famiglia di coleotteri che negli anni Ottanta del secolo scorso non erano ancora stati classificati, chiamati dai contadini Ferretti o “picoi feri”, in quanto sono lunghi e stretti e sembrano dei piccoli chiodi. Piccoli ma micidiali, perché possono distruggere intere coltivazioni di mais, girasole, barbabietola, colza, ma anche orticole come la lattuga, il radicchio, la patata e il pomodoro.

I suoi studi, fatti nel laboratorio costruito nel garage di casa (in linea con i fondatori di Google, Amazon, Apple, tanto per citare i colossi americani originati nello stesso modo) e con l’aiuto concreto della mamma, che nutriva gli insetti mane e sera, sono stati i primi in materia.  Ad aiutarlo via via diverse persone: dal professor Giuseppe Platia di Gatteo (Forlì-Cesena) che gli ha insegnato il metodo di allevamento per gli insetti in questione, all’ingegner Biasio, direttore al tempo della ricerca della De’ Longhi, che lo ha aiutato trasformando un forno a microonde in una cella colturale, dai sigg. Sandrin e Redolfi, titolari dell’azienda Rosa Meccanica di Pordenone, specializzata nella produzione di materiale plastico, che lo hanno aiutato a fare gli stampi resistenti per le trappole (e che oggi vende in tutto il mondo) ad altri scienziati stranieri, un ungherese, un russo e un tedesco, che lo hanno aiutato a costruire le trappole. Alla fine, il suo metodo – classificazione, biologia, monitoraggio, trappole – è usato in tutto il mondo.

Mai domo, per concludere la carriera vorrebbe arrivare a fare una tabella della suscettibilità delle colture agli elateridi, ponendo come unità di riferimento le soglie di danno individuate per il mais. A Veneto Agricoltura, il suo gruppo di ricerca sta sperimentando scenari di agricoltura del futuro, provata dai cambiamenti climatici, che consentano di aumentare la sostanza organica dei terreni, ripristinare una buona biodiversità e ridurre il ricorso ai fitofarmaci (vedi video sottostante)=. Questo a beneficio dell’ambiente e di tutte le specie viventi. Anche gli insetti, tra cui gl iimpollinatori selvatici così utili al ciclo vitale del creato, non se la passano molto bene, nonostante la riduzione dei fitofarmaci più pericolosi.

Fieno, latte e miele, dalla cultura contadina dell’Alto Adige, alcuni salutari consigli per il 2025 (e oltre!)

Bagno di fieno Alto Adige

I trattamenti benessere hanno una lunga tradizione nella cultura contadina dell’Alto Adige, perché nelle vicinanze dei masi crescono piante ed erbe medicinali con principi attivi naturali, che le famiglie contadine hanno sempre utilizzato per la salute fisica e mentale, traendone benefici.

Alcuni agriturismi Gallo Rosso in Alto Adige si sono specializzati in vacanze benessere e offrono trattamenti speciali come il “bagno di fieno”, sperimentato da sempre in primis dai contadini altoatesini che, dormendo nell’erba appena tagliata dopo la faticosa raccolta del fieno, si svegliavano il giorno dopo rinvigoriti. Questo perché l’erba dei prati di montagna, provenendo esclusivamente da quote elevate, contiene molte specie di erbe che hanno un effetto particolarmente positivo sul corpo.

Prima del bagno, il fieno viene immerso in acqua a 40°C, in modo che rilasci oli essenziali stimolanti per il corpo che, attraverso la pelle, raggiungono articolazioni, muscoli e ossa, ma anche il sistema nervoso vegetativo.
 In questo modo, lo stress diminuisce e l’energia vitale aumenta. I masi Gallo Rosso che offrono il trattamento “bagno di fieno” sono: il Naturoase Stegerhof a Trodena, un maso con un’area benessere, cabina a infrarossi, sala relax e sauna finlandese. Il Naturoase propone anche trattamenti Kneipp, che prevedono camminate nell’acqua efficaci nel rafforzamento del sistema immunitario. Il bagno di fieno che vi si pratica utilizza l’energia rivitalizzante delle erbe di montagna ricche di fiori e fragranze, che aiuta ad essere in forma per ogni attività fisica; il Niederhof a Lana, con piscina con acqua salata, idromassaggio, sauna e la possibilità di fare massaggi; lo Zwiglhof a San Candido, che, oltre al bagno di fieno, nell’area benessere ha dei letti con il fieno, perché gli ospiti vi possano riposare. Il fieno proviene dal prato a 1700 metri della malga di proprietà “Oberwiese” ed è completamente naturale ed essiccato all’aria.

Il bagno nella lana di pecora è un’esperienza davvero molto speciale

Negli agriturismi altoatesini la lana viene utilizzata in molti modi diversi. Durante un bagno nella lana, il corpo viene avvolto in un vello naturale di pecora, che rapidamente attiva la circolazione sanguigna. Le tossine vengono così rilasciate e la pelle diventa più morbida ed elastica. La lana di pecora non solo trasmette relax, ma rilascia anche calore naturale, così da allentare anche le tensioni più profonde. I masi Gallo Rosso in cui si pratica il bagno nella lana sono: l’Oberfahrerhof a San Genesio Atesino, il Bacherhof a Nalles in cui viene offerta anche l’esperienza del bagno contadino, un trattamento con una lunga tradizione nel mondo rurale e che consiste in un bagno nell’acqua della fonte minerale o sulfurea di proprietà del maso, dove i contadini della zona curavano i loro mali.

Il massaggio al miele della schiena ha origini russo-tibetane

Con un effetto depurante e purificante, scioglie le contratture muscolari e grazie ad una particolare tecnica, la picchiettatura, l’energia del miele d’api viene applicata direttamente sulla schiena, riducendo gli accumuli di tossine, levigando la pelle e tonificando i tessuti.
Lo Schnagererhof a Bressanone/St.Andrä è un maso Gallo Rosso ad offrire il massaggio al miele. Il maso Nigglerhof a Dobbiaco prepara ai propri ospiti “bagni benessere” con vari elementi naturali: latte e miele, fiori di fieno, lavanda, pino cembro.

Gallo Rosso è il marchio che dal 1998 promuove e favorisce l’attività di 1.600 agriturismi in Alto Adige e che appartiene all’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi (Südtiroler Bauernbund). Sin dalle origini lo scopo principale di Gallo Rosso è stato quello di sostenere i contadini dei masi nello sviluppo di attività da affiancare all’agricoltura. La filosofia dell’associazione è quella di avvicinare le persone allo stile di vita degli agricoltori altoatesini. L’obiettivo di questo progetto è dare agli agricoltori altoatesini nuove fonti di reddito e nel contempo dare ai visitatori la possibilità di conoscere il mondo contadino dell’Alto Adige. La classificazione dei masi che offrono alloggio (Agriturismo in Alto Adige) è organizzata in fiori, da 2 a 5; più alto è il numero dei fiori, più numerosi sono i criteri soddisfatti dalla struttura. Inoltre, attraverso standard qualitativi elevati e criteri severissimi, l’Associazione sostiene il lavoro di oltre 120 masi che si dedicano alla produzione di prodotti gastronomici genuini (Sapori del maso), alla ristorazione contadina, o all’artigianato autentico (Artigianato contadino). Ultimo pilastro nato nel 2023 è la Scuola di cucina di Gallo Rosso.

Oltre all’offerta wellness, i masi Gallo Rosso propone agli ospiti una colazione equilibrata con molti prodotti deliziosi del maso e appartamenti accoglienti, arredati in legno, in cui trascorrere un confortevole soggiorno. Per ulteriori informazioni: gallorosso.it