• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

28 giugno, la biodiversità viticola del passato risorsa per la viticoltura del futuro, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) serata conviviale Argav in collaborazione con l’associazione Graspo

Dedicata al tema “La biodiversità viticola del passato risorsa per la viticoltura del futuro” la serata conviviale organizzata venerdì 28 giugno da Argav al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) a partire dalle ore 18:30. La serata vedrà i saluti del presidente Argav Fabrizio Stelluto e sarà coordinata dalla consigliera Marina Meneguzzi (foto in alto credits Vini Milo). 

L’incontro è organizzato in collaborazione con Graspo (Gruppo di ricerca amelografica per la salvaguardia e la preservazione dell’originalità e della biodiversità viticola), associazione fondata da tre enologi veneti che opera a livello nazionale per la ricerca attiva sul fronte del recupero di antichi vitigni italiani e internazionali abbandonati perché considerati poco produttivi. Le diverse varietà di uva recuperate, dimostrano invece di poter diventare una risorsa per la viticoltura del futuro, sia in chiave di cambiamento climatico, sia dal punto di vista dell’offerta commerciale.

Interventi e relatori. Ore 18.30 Aldo Lorenzoni (Associazione Graspo). ““100 Custodi per 100 Vitigni, la biodiversità viticola in Italia” Ore 19.00 Viviana Ferrario (Università Iuav di Venezia) e Gianmarco Guarise (Associazione Graspo). “La vite maritata, la Vernazola e la piantata storica di Urbana (PD)”. Ore 19.30 Luigino Bertolazzi (Associazione Graspo). Introduzione ad alcuni dei vitigni dimenticati riscoperti: Brepona, Vernazola, Marcobona, uva gatta, Gambugliana, Cenerente, Liseiret, Vulpea, Piccola nera, Hoertroete, la Regina di Margreid.

Profili dei relatori. Aldo Lorenzoni: Accademico della Vite e del Vino, enologo, dal 1998 al 2020 direttore del Consorzio Tutela Vino Lessini Durello, del Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto e dei Consorzi Arcole DOC e Merlara DOC. Animatore delle Strade del Vino del Soave, del Durello e dell’Arcole. È autore e coordinatore di numerose pubblicazioni e promotore delle candidature e del riconoscimento delle colline vitate del Soave a primo paesaggio rurale di interesse storico italiano e le vigne tradizionali del Soave come patrimonio agricolo di valore globale del programma GIAHS – FAO. Dal 2001 fondatore e guida di Graspo. Viviana Ferrario: geografa, professore associato, insegna Geografia del Paesaggio all’Università Iuav di Venezia. Si interessa di paesaggi agrari storici e di agricultural heritage. Coordina diversi progetti di ricerca nazionali e internazionali per la conoscenza e la valorizzazione delle pratiche agricole tradizionali e del paesaggio agrario. Attualmente è responsabile scientifico dell’Accordo di collaborazione tra l’Università Iuav e la Regione del Veneto per il Piano Paesaggistico Regionale e del progetto Smart Meadows sulla conoscenza e valorizzazione del prati stabili finanziato su fondi FSE in partenariato con Slow Food. Luigino Bertolazzi: enologo presso affermate aziende veronesi, è esperto degustatore e divulgatore. Ha ricoperto ruoli tecnici presso Cantina di Soave ed è stato presidente dell’Associazione Enotecnici Italiana Veneto Occidentale. Attualmente è presidente di commissione per la valutazione dell’idoneità dei vini DOC presso l’ente certificatore Siquria e collabora come formatore con le principali istituzioni del settore vinicolo. Ha recentemente collaborato con l’azienda Monte Barro (Capo Verde) per indicare le migliori pratiche vitivinicole da seguire in zona tropicale. Partecipa alla individuazione e conservazione di vitigni residuali altrimenti destinati ad andare perduti. Attuale vice presidente di Graspo e Accademico della Vite e del Vino. Gianmarco Guarise: dal 1990, fotografo professionista a Borgo Veneto (Pd). Nel tempo libero si dedica alla sua grande passione: fare il vino, ottenuto dalla “Bina” (piantata storica veneta ultra centenaria). In qualità di viticoltore custode, con impegno e dedizione negli anni ho conservato, curato e mantenuto una delle tradizioni di famiglia. 

Terzo tempo. Al termine dell’incontro ci sarà la consueta ospitalità offerta ai partecipanti (previa iscrizione alla mail info@wigwam.it) dal nostro anfitrione e collega giornalista Argav Efrem Tassinato, presidente Wigwam Club Italia. 

 

Pesca/Flag veneziano-Galpa Chioggia e Delta del Po, al via i Piani di azione locale: in arrivo bandi e risorse per oltre otto milioni di euro

pesca-300x300

Oltre otto milioni di euro per attuare le strategie di sviluppo locale tese a supportare il rilancio del sistema ittico regionale, colpito negli ultimi anni da una notevole contrazione, e rimetterlo al centro nell’economia locale. È l’ammontare delle risorse della Programmazione europea Feampa (Fondo europeo Affari marittimi Pesca e Acquacoltura) 2021-2027 – oltre 46 milioni l’importo complessivo per il Veneto – destinate al Flag Veneziano e al Galpa Chioggia e Delta del Po,che hanno presentato i loro Piani di azione locale (Pda). Prendono così avvio ufficiale le attività, che vedono prossima la promulgazione dei bandi per accedere ai fondi di finanziamento, rivolti a singole imprese, cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori, associazioni di categoria ed enti pubblici.

In particolare, in coerenza con gli obiettivi della strategia Feampa 2021-2027 per l’Italia, i due Pda mettono al centro la promozione della pesca sostenibile, la conservazione delle risorse biologiche, l’innovazione dei processi di trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura e lo sviluppo dell’economia blu, anche in chiave turistica. Per entrambi i territori, attenzione speciale senz’altro è data alle sfide nuove da affrontare connesse agli effetti dei cambiamenti climatici sullo stato delle risorse e dell’ambiente: una su tutte l’emergenza granchio blu.

Il Flag Veneziano – area costiera di riferimento Venezia, Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea, Caorle e San Michele al Tagliamento – vede partner Vegal (Agenzia di sviluppo del Veneto Orientale), che ne è capofila, i Comuni di Caorle, Cavallino-Treporti, San Michele al Tagliamento eVenezia, la Città metropolitana di Venezia, la Camera di Commercio di Venezia Rovigo, le tre organizzazioni di rappresentanza del mondo cooperativo Legacoop Veneto, Confcooperative e Agci (Associazione generale Cooperative Italiane), e ancora Ama (Associazione Mediterranea Acquacoltura), Coldiretti Venezia, Cia Veneto, Civ (Consorzio Ittico veneziano), le organizzazioni di produttori Bivalvia Veneto e I Fasolari.

Il Galpa Chioggia e Delta del Po – che interessa il territorio di due province (Venezia e Rovigo) e gli ambiti amministrativi di Chioggia, Rosolina, Porto Viro, Porto Tolle, Ariano nel Polesine e Taglio di Po – ha come partner i Comuni di Chioggia, Rosolina, Porto Viro, Porto Tolle, Ariano nel Polesine e Taglio di Po, la Città Metropolitana di Venezia e la Provincia di Rovigo, le tre organizzazioni di rappresentanza del mondo cooperativo Legacoop Veneto, Confcooperative e Agci (Associazione generale Cooperative Italiane), e poi Cia Veneto, Ama (Associazione Mediterranea Acquacoltura), Unci Agroalimentare, Associazione Polesana Coldiretti, Federazione Nazionale delle Imprese di pesca-Federpesca, Banca Adria Colli Euganei, Banca Patavina, Fondazione della Pesca, Consorzio Bonifica Delta del Po, Confagricoltura Rovigo, Camera di Commercio Venezia Rovigo, Fai Cisl Venezia, Ente Parco Naturale Regionale Veneto Delta del Po e le due organizzazioni di produttori Co.Ge.Vo Chioggia e I Fasolari.

Fonte: Servizio stampa Flag Veneziano/Galpa Chioggia e Delta del Po

18-26 maggio 2024, all’insegna del motto “L’acqua ci nutre e dà la vita”, al via la Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione

Schermata 2024-05-17 alle 15.56.58n giorni così difficili per il Veneto colpito da una straordinaria ondata di maltempo, è particolarmente evidente l’importanza di un approccio alla cura del territorio che tenga quotidianamente conto del rapporto con l’acqua. La Settimana della Bonifica e dell’Irrigazione, che Anbi da anni promuove a livello nazionale a maggio e che anche in Veneto si apre oggi, sabato 18 maggio per concludersi domenica 26 maggio, rappresenta un momento di dialogo e contatto diretto tra Consorzi di Bonifica e cittadinanza inteso a raccontare con pluralità di linguaggi l’importanza che riveste la gestione di fiumi e canali per l’agricoltura, per la sicurezza idraulica, per l’ambiente e il paesaggio.

Nasce così un programma – scaricabile da questo link, di iniziative dei Consorzi di bonifica rivolte alle famiglie, agli studenti ma anche ai rappresentanti istituzionali per raccontare i territori dal punto di vista di chi vi opera quotidianamente per mantenere efficiente la rete idraulica. Convegni, visite guidate a impianti, incontri con gli studenti, spettacoli, mostre e concerti rappresentano la parte più festosa di un programma che al suo interno include anche attività istituzionali “di sistema” come convegni, seminari e incontri di formazione. Il tema scelto per l’edizione 2024 è “L’Acqua ci nutre e dà la vita” ; si tratta di un titolo d’ampio respiro che i Consorzi di bonifica declineranno autonomamente a partire dal concetto che l’acqua permette l’agricoltura di qualità dalla quale derivano il cibo e l’identità delle popolazioni.

Fonte: Anbi Veneto

11 maggio 2024, i soci Argav visitano il Parco delle cascate di Molina (VR), territorio dalla natura rigogliosa tra Lessinia e Valpolicella

Schermata 2024-05-03 alle 16.19.59Sabato 11 maggio p.v. i soci Argav visitano il Parco delle cascate di Molina, un’area protetta di circa 80.000 metri quadri compresa nel più ampio parco regionale dei Monti Lessini. Il parco (parcodellecascate.it) si trova a Fumane, vallata della Valpolicella e prende il nome dai mulini costruiti un tempo, vicino ai torrenti che sgorgano a monte del paese di Molina.

Programma. Ore 10.30 ritrovo all’ingresso del Parco via Bacilieri 1, Fumane (VR). Insieme alla guida del parco (Maurizio o Barbara), immersi in una natura rigogliosa, faremo il percorso che consentirà di vedere le 8 cascate presenti. Ore 13.00 ca. Pranzo in ristorante a Molina. Ore 14.30 Visita del borgo di Molina e della bottega artigianale Lana al pascolo, in cui la proprietaria Cristina Ferrarini ci parlerà di un esempio virtuoso di microfiliera sostenibile, che ha visto protagonista il recupero dell’allevamento della pecora Brogna. Visita dell”antico Mulino dei Veraghi (nostro cicerone, Agostino), uno degli ultimi mulini ancora in funzione esistenti nel borgo, restaurato utilizzando il più possibile pezzi originali, recuperati dai mulini ormai dismessi. Ore 17.30 ca. rientro.

Pfas in provincia di Vicenza, Padova e Verona, nell’area contaminata in 34 anni mortalità aumentata di 3.800 persone in più rispetto all’atteso

Premio Argav foto 3Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Comitato Mamme No Pfas (premio Argav 2021, nella foto in alto) la seguente comunicazione.

Nel 2013 in Veneto è stata scoperta una vasta contaminazione delle acque che ha interessato maggiormente i 30 comuni della cosiddetta “Area Rossa”, nelle province di Vicenza, Padova e Verona, dove le Pfas sono state rilevate in concentrazioni preoccupanti nelle acque superficiali, sotterranee e potabili, avvelenando circa 350.000 persone.

Mortalità: aumento per tutte le cause. Un nuovo studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Health, ha rivelato l‘impatto devastante della contaminazione da sostanze per-fluoroalchiliche e poli-fluoroalchiliche (Pfas) sulla mortalità della popolazione che risiede nei comuni veneti più colpiti. La ricerca, condotta dal prof. Annibale Biggeri assieme al suo team dell’Università di Padova, in collaborazione con ricercatori dell’Istituto Tumori della Romagna, il Servizio Statistico dell’Istituto Superiore di Sanità e con il contributo di citizen science del gruppo Mamme NO Pfas, ha evidenziato un aumento della mortalità. Per l’esattezza, dal 1985 al 2018 si è registrato un eccesso di oltre 3800 morti rispetto all’atteso, una morte in più ogni 3 giorni. Per dare un’idea più concreta, è come se in questi 34 anni fosse scomparsa la popolazione totale di due comuni dell’Area Rossa: Orgiano (3000 abitanti) ed Asigliano (800 abitanti). Lo studio ha rivelato che, dal 1985 al 2018, si è verificato un aumento di deceprima volta, è stata dimostrata un’associazione causale tra l’esposizione alle Pfas e un rischio elevato di morte per malattie cardiovascolari

Tumori: i giovani sono i più colpiti. Tramite l’analisi delle diverse classi d’età, lo studio ha evidenziato un aumento del rischio di insorgenza di malattie tumorali al diminuire dell’età. La popolazione più giovane, esposta ai Pfas già durante l’infanzia, è quella che paga il prezzo più alto.

Mamme protette, figli avvelenati. Sorprendentemente, si è anche osservato un effetto protettivo nelle donne in età fertile. Questo fenomeno potrebbe essere attribuito al trasferimento, già ampiamente documentato in letteratura scientifica, delle Pfas dal sangue materno al feto durante la gravidanza e l’allattamento, e alla conseguente diminuzione di livelli di Pfas nelle madri.

Studio di coorte: nessuna scusa. Queste drammatiche evidenze scientifiche sottolineano che non esistono più scuse per ritardare ulteriormente l’avvio dello Studio di Coorte, deliberato dalla Regione del Veneto già nel 2016, ma mai iniziato. E no, il Piano di Sorveglianza Sanitaria non basta perché ha metodi e obiettivi diversi. In particolare lo Studio di Coorte è fondamentale in questo contesto per diverse ragioni tra cui l’analisi a lungo termine, l’identificazione dei fattori di rischio, il delineamento di informazioni per le politiche di salute pubblica. Pertanto, nonostante il Piano di Sorveglianza Sanitaria fornisca informazioni preziose sulla salute della popolazione esposta, lo Studio di Coorte è un complemento indispensabile per comprendere a fondo l’impatto della contaminazione da Pfas sulla salute umana.

Ci interfacceremo con tutti gli enti e le istituzioni preposte perché siano comprese la necessità e l’urgenza di questo Studio di Coorte di cui la popolazione colpita ha diritto! Questo nuovo studio conferma ulteriormente il livello di tossicità di queste sostanze, che ormai sono presenti ovunque, dall’aria, all’acqua, a quello che mangiamo. Pertanto sosteniamo con forza la necessità di bandire la produzione e l’utilizzo delle PFAS, come intera classe si sostanze, a livello globale. Per maggiori informazioni, si prega di consultare lo studio completo disponibile al seguente link: https://ehjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12940-024-01074-2

Ambiente. In Veneto 7 milioni di euro per rottamare veicoli commerciali (fino a sei mezzi, contributi fino a 9.600 euro per ciascun veicolo), richieste entro il 14 giugno 2024

article

La Giunta della regione Veneto ha approvato un nuovo bando per la concessione di contributi regionali destinati alla rottamazione di veicoli aziendali e la loro sostituzione con mezzi a basso impatto ambientale. L’iniziativa è finalizzata a incentivare le micro, piccole e medie imprese aventi sedi legale e operative in Veneto. L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto, da 2.000 a 9.600 euro, in rapporto alla tipologia di alimentazione ed emissioni del nuovo veicolo, ma anche alle dimensioni dell’impresa.

I criteri di assegnazione. “Il bando rientra tra le iniziative del nostro piano aria – prosegue l’assessore -, sviluppato in oltre settanta misure regionali, che stiamo gradatamente portando avanti. Per l’attuazione di questa specifica iniziativa, dedicata alle imprese, abbiamo messo a disposizione 7 milioni di euro”. La graduatoria delle domande sarà formulata in funzione del veicolo da sostituire (benzina o bifuel fino a Euro 4; diesel fino a Euro 5), della tipologia di impresa (micro, piccola, media) e anche della sede aziendale, in quanto ci sarà un punteggio premiale moltiplicato per 1,2 in caso di sede in comuni che abbiano adottato ordinanze per il miglioramento della qualità dell’aria negli ultimi anni. Vi sarà la possibilità di rottamare fino a sei mezzi, tre veicoli per ciascuna linea di finanziamento (categorie N1 e M1).

Tutti i dettagli del bando si potranno trovare sul BUR. La presentazione delle manifestazioni di interesse potrà avvenire fino al 14 giugno 2024. Per ogni informazione è possibile scrivere all’indirizzo mail veicoli.commerciali@ven.camcom.it

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Lutto in casa Argav, è mancato Vittorio Ingegneri

lutto

Ieri, venerdì 26 aprile, è mancato all’affetto dei suoi cari Vittorio Ingegneri (88 anni), socio Argav di Noventa Padovana (PD).

Vittorio, nativo di Adria (RO), era stato tra i soci fondatori della cooperativa che gestiva “Quattro Ciacoe”, mensile nato nel 1982 che dava spazio ad articoli e rubriche scritte nei dialetti di tutto il Veneto e di cui è cessata la tiratura nel 2022 dopo quarant’anni di onorata attività. Il periodico era distribuito in tutto il Nordest e inviato alle associazioni di immigrati veneti in sud America, Australia e Sudafrica.

Autore di tredici libri di racconti e poesie in dialetto veneto, nel 2017 era stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana per il suo impegno nella difesa e nella diffusione della cultura e delle tradizioni venete.

Le esequie si svolgeranno martedì 30 aprile alle ore 9.30 nella chiesa parrocchiale santi Pietro e Paolo di Noventa Padovana.

Il Direttivo e i Soci Argav esprimono sentite condoglianze alla famiglia di Vittorio Ingegneri
per la perdita di un valentissimo collega e caro amico.

44^ rassegna gastronomica dell’Asparago bianco di Bassano Dop: fino al 13 giugno 2024, possibilità di gustare il prelibato germoglio negli esercizi lungo la Strada dell’asparago

L'asparago DOP di Bassano è anche protagonista di una rassegna gastronomica(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Da San Giuseppe (19 marzo) a Sant’Antonio (13 giugno): è fra le due celeberrime ricorrenze di Santi che cade, bizze del meteo permettendo, il periodo di produzione e raccolta quotidiana dell’asparago bianco di Bassano del Grappa Dop, prelibato germoglio che viene coltivato lungo la Strada dell’asparago, ossia il tratto di Pedemontana comprensivo dei 10 Comuni che dal 2007 rientrano nella denominazione di origine protetta (Bassano del Grappa, Cassola, Cartigliano, Marostica, Mussolente, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto e Tezze sul Brenta). Nello stesso periodo di tempo, ristoranti, trattorie, bistrò, pizzerie e persino una gelateria dislocati nel territorio della Dop, consentono agli appassionati del “Re bianco” di Bassano di assaporarlo in tante interpretazioni e consistenze offerte in menu degustazione sempre disponibili o in specifiche cene di gala in occasione della 44^ edizione della rassegna gastronomica dedicata al prezioso ortaggio e organizzata da Confcommercio mandamento di Bassano del Grappa. Non solo. I tipici mazzi da 1 kg o 1,5 kg legati con un ramoscello di salice o vimini (in dialetto veneto stroppa) dal quale pende il bollino con il marchio di riconoscimento, si possono anche acquistare nelle bancarelle di vendita che si susseguono lungo la Strada dell’asparago (info esercizi e date eventi bassanodascoprire.eu).

Il presidente del Consorzio di Tutela Paolo Brotto

Tutti i numeri della Dop. L’asparago bianco di Bassano Dop nasce sotto cumuli di terreno sabbioso coperto da teli per impedire la fotosintesi clorofilliana e farlo rimanere nel suo splendido candore. “Da disciplinare, la Denominazione di origine protetta impone le caratteristiche estetiche che devono possedere gli asparagi di Bassano – spiega il giovane presidente del Consorzio di Tutela (asparagobassano.it), il quarantenne Paolo Brotto (nella foto in alto, credits Germana Cabrelle). Innanzitutto devono essere assolutamente di colore bianco, ben formati, dritti, interi e con apice serrato, teneri e non legnosi, di aspetto e odore freschi, privi di sapori estranei e con delle dimensioni ben precise”. La Dop si compone oggi di quaranta coltivatori certificati per una ventina di ettari di asparagiaie che forniscono, mediamente, 600 quintali di asparagi all’anno. Questa tipologia di asparago ha proprietà nutrizionali notevoli: i germogli contengono moltissimo potassio e risultano benefici per il cuore e la salute dei muscoli, oltre ad avere effetti depurativi e diuretici che si manifestano con la comparsa del tipico odore nelle urine.

Alle spalle, una storia gastronomica di cinque secoliLe particolarità principali della varietà di asparago Dop bassanese sono la tenerezza, il gusto delicato e la possibilità di prepararlo in molte versioni: dal tradizionale piatto di asparagi lessati con le uova, di cui suggeriamo poi la ricetta per prepararli in 25 minuti, al risotto, dalla vellutata alla pizza, dalla tempura al gelato. Il miglior abbinamento in tavola con il vino resta territorialmente in Veneto e nel vicentino, accordando la preferenza al Vespaiolo di Breganze. Ovi e spàrasi è il piatto che tradizionalmente in Veneto va per la maggiore e che è quasi d’obbligo consumare in famiglia o tra amici. Per 4 persone ci vogliono 2 kg di asparagi bianchi di Bassano Dop, uova fresche di gallina. Per la preparazione, si taglia la parte sottostante dura dell’asparago. In una pentola capiente si fa bollire dell’acqua, salandola e immergendovi gli asparagi, cuocendoli coperti per circa 20 minuti. Nel contempo, si cuociono le uova in acqua bollente per circa 5 minuti (barzotte). Dopodiché si tolgono gli asparagi dall’acqua, adagiandoli in un piatto e servendoli con 2 uova intere a persona. Condire con olio extra vergine di oliva, sale, pepe e aceto.

Tour della città. L’assaggio delle specialità a base di asparago di Bassano Dop nelle località della Strada consente la visita alle principali testimonianze culturali del luogo: dalla visita al Museo Civico (fra i più antichi del Veneto) ospitato nell’ex convento dei frati francescani con il bellissimo chiostro e un’ala interna dedicata allo scultore neoclassico Antonio Canova (museibassano.it) alla salita alla Torre Civica con l’orologio dalla cui sommità (43 metri) si ammira un bellissimo panorama alla passeggiata lungo lo storico Ponte degli Alpini, opera in legno dell’architetto cinquecentesco Andrea Palladio e simbolo di Bassano del Grappa.

Asparagi DOP sul Ponte di Bassano

La “schiavitù moderna” del lavoro nei campi vince nel giornalismo d’inchiesta territoriale: il 1. Premio Fnsi Tina Merlin a quattro donne

tina-merlin-foto-gruppo-scaled-e1702826497628-881x494È di quattro giornaliste l’inchiesta vincitrice del primo Premio nazionale Fnsi “Dov’è Tina Merlin oggi?”. Un’indagine sullo sfruttamento del lavoro nella raccolta dei kiwi dell’Agro Pontino, seguendo a ritroso la filiera: dalla grande distribuzione ai campi in cui vengono coltivati. Il servizio, pubblicato su IrpiMedia, è di Stefania Prandi e Francesca Cicculli, con la collega danese Charlotte Aagaard e la giornalista indiana Kusum Arora.

La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato 16 dicembre 2023 nella sala consiliare del municipio di Longarone (BL), alla presenza della segretaria generale Fnsi Alessandra Costante, con i componenti di giunta Domenico Affinito, Matteo Naccari e Monica Andolfatto, del sindaco e presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, e di una folta rappresentanza di giornalisti, fra cui Gianluca Amadori, componente dell’Esecutivo nazionale dell’Ordine e il presidente regionale Giuliano Gargano, e istituzioni locali e regionali.

Il premio giovani è andato a Sofia Centioni, praticante della Scuola di giornalismo di Bologna, che con lo strumento del podcast si è focalizzata sullo sfruttamento del lavoro nella ristorazione (“Ristoranti da incubo, il dietro le quinte della City of food”). Infine, menzioni per Laura Fasani (che con la collega Nuri Fatolahzadeh ha firmato un podcast prodotto da IrpiMedia e Il Giornale di Brescia dal titolo “Caffaro, l’ultima barriera. I veleni nel cuore della città”), per Marco Grasso (giornalista del Fatto Quotidiano che ha approfondito la strage del Ponte Morandi), e per Andrea Lattanzi con un’indagine video sui danni alla salute da long Covid, (pubblicata sui siti di Repubblica e La Stampa).

L’inchiesta vincitrice. «Siamo molto onorate di ricevere questo premio, che rende onore e merito alla figura di Tina Merlin», il commento delle vincitrici Cicculli e Prandi. «La nostra inchiesta ha coinvolto anche una collega danese e una indiana e vuole mostrare le condizioni di lavoro dei Sikh nella zona dell’Agro Pontino. Lavoratori sfruttati che raccolgono i kiwi per 3,5 euro l’ora, senza giorni di riposo e senza strumenti di protezione». L’inchiesta non ha potuto svelare tutti i nomi delle aziende coinvolte, per la minaccia di querele bavaglio. «Ci siamo dovute fermare, mentre la collega danese ha potuto fare tutti i nomi, perché in Danimarca c’è una tutela garantita per i giornalisti», ha spiegato Prandi. Alle vincitrici, oltre al premio in denaro di 5mila euro, è stato consegnato un libro scolpito nel legno di cirmolo, un pezzo unico realizzato dall’artista bellunese Mauro “Lampo” Olivotto che ha cesellato il logo Fnsi e il profilo di Tina Merlin. Allo stesso modo, ha scolpito anche le targhe per le menzioni speciali e una matita gigante che è diventata il premio per la categoria giovani, andato a Sofia Centioni.

«Tina Merlin è ancora tra noi, perché è il giornalismo d’inchiesta italiano. E la qualità dei lavori candidati al premio – ben 74 – lo dimostra», ha detto la segretaria Fnsi, Alessandra Costante. «Questo è il primo premio che Fnsi organizza direttamente. L’obiettivo è ribadire un concetto chiaro: non c’è informazione senza il racconto dei territori; e senza i colleghi che lavorano sul campo non c’è giornalismo. Crediamo fortemente che sia questo il lavoro che va premiato: quel giornalismo che incarna i valori costituzionali e che resisterà all’assalto dell’intelligenza artificiale».

Durante la cerimonia di premiazione è stata tratteggiata la figura di Tina Merlin, cronista dell’Unità, con la collaborazione dell’associazione culturale che ne porta il nome, e con la proiezione di un video realizzato appositamente, che propone una riflessione sul ruolo del giornalista, immaginando che sia stata partorita dalla penna di Tina, “voce del Vajont” ma non solo: a interpretare Merlin in maniera molto coinvolgente è stata Anna Olivier (attrice e consigliera comunale di Longarone).«Ringrazio tutti i giornalisti che hanno partecipato a questo premio e la Fnsi che ha voluto portare a Longarone la prima edizione, lavorando a sviluppare un’idea comune per valorizzare la figura di Tina Merlin e le figure di tante giornaliste e tanti giornalisti che quotidianamente, spesso nel silenzio e nel precariato, svolgono questa professione, che è una missione civica importantissima», ha concluso il sindaco Roberto Padrin.

Fotocredit: Giuseppe D’Alia

Fonte: Sindacato giornalisti del Veneto

4 dicembre 2023, l’associazionismo forestale va a convegno (anche on line)

https---cdn.evbuc.com-images-642114699-205166430743-1-original.20231115-083743

Il mondo dell’associazionismo forestale in Italia si riunirà in occasione del “Convegno sullo stato dell’arte dell’associazionismo forestale“, in programma lunedì 4 dicembre 2023 a Milano presso la Sala Pirelli del Palazzo Pirelli (Via Fabio Filzi 22) dalle ore 14 alle 18. L’incontro, inserito nelle attività del progetto Life ClimatePositive e co-finanziato dall’Unione Europea, è organizzato da Regione Lombardia, Rete Rurale Nazionale ed Etifor | Valuing Nature, con la partecipazione del Centro Politiche e Bioeconomia del Crea, Università degli Studi di Padova, Walden s.r.l, Comune di Luvinate. La partecipazione in presenza è su invito, ma chiunque potrà seguire la diretta live registrandosi gratuitamente all’indirizzo https://associazionismo-forestale.eventbrite.it. Durante la diretta sarà attivo uno spazio per rispondere alle domande del pubblico collegato da remoto.

La gestione forestale in forma associata rappresenta una soluzione di fondamentale importanza per la protezione, la gestione responsabile e la valorizzazione delle foreste del paese, contribuendo in modo significativo alla sostenibilità ambientale, all’economia rurale e, spesso, in modo decisivo alla stessa vivibilità delle aree montane. Il convegno rappresenta quindi un’interessante opportunità di formazione e aggiornamento, finalizzata a esplorare le politiche e gli strumenti a supporto dell’associazionismo forestale e a comprendere il funzionamento delle diverse forme associative a livello nazionale, con uno sguardo attento al contesto europeo.

Verranno presentati in anteprima i risultati dell’indagine “Analisi dello stato dell’arte dell’associazionismo forestale in Italia” condotta dal dipartimento Tesaf dell’Università di Padova, che negli scorsi mesi ha intervistato più di 30 associazioni di diverso tipo, dagli storici consorzi forestali alle più recenti associazioni fondiarie, distribuite in 10 regioni italiane. L’indagine ha permesso di comporre una fotografia delle diverse tipologie di associazione forestale ad oggi attive in Italia, facendo emergere punti di forza, debolezze, bisogni e potenzialità di ciascuna di esse. Il convegno offrirà anche preziose testimonianze dal campo, in un tavolo di confronto e scambio di buone pratiche tra diverse realtà e modelli associativi. Sarà l’occasione per discutere di gestione forestale sostenibile al servizio del territorio e della ricostruzione delle comunità.

L’evento si rivolge a tecnici agronomi e forestali (accreditato di 0,5 CFP ai sensi del reg.CONAF delibera 162/22). membri di associazioni forestali e rappresentanti delle istituzioni e sarà un’occasione per affrontare alcuni aspetti di grande importanza per il settore, tra cui il frazionamento fondiario e l’abbandono delle terre, le strategie, le politiche e gli strumenti di supporto, nonché i progetti per una gestione forestale. Contatti: https://bit.ly/stato-dellarte-associazionismo-forestale Email organizzazione: lifeclimatepositive@etifor.com

Fonte: Etifor