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Pfas in provincia di Vicenza, Padova e Verona, nell’area contaminata in 34 anni mortalità aumentata di 3.800 persone in più rispetto all’atteso

Premio Argav foto 3Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Comitato Mamme No Pfas (premio Argav 2021, nella foto in alto) la seguente comunicazione.

Nel 2013 in Veneto è stata scoperta una vasta contaminazione delle acque che ha interessato maggiormente i 30 comuni della cosiddetta “Area Rossa”, nelle province di Vicenza, Padova e Verona, dove le Pfas sono state rilevate in concentrazioni preoccupanti nelle acque superficiali, sotterranee e potabili, avvelenando circa 350.000 persone.

Mortalità: aumento per tutte le cause. Un nuovo studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Health, ha rivelato l‘impatto devastante della contaminazione da sostanze per-fluoroalchiliche e poli-fluoroalchiliche (Pfas) sulla mortalità della popolazione che risiede nei comuni veneti più colpiti. La ricerca, condotta dal prof. Annibale Biggeri assieme al suo team dell’Università di Padova, in collaborazione con ricercatori dell’Istituto Tumori della Romagna, il Servizio Statistico dell’Istituto Superiore di Sanità e con il contributo di citizen science del gruppo Mamme NO Pfas, ha evidenziato un aumento della mortalità. Per l’esattezza, dal 1985 al 2018 si è registrato un eccesso di oltre 3800 morti rispetto all’atteso, una morte in più ogni 3 giorni. Per dare un’idea più concreta, è come se in questi 34 anni fosse scomparsa la popolazione totale di due comuni dell’Area Rossa: Orgiano (3000 abitanti) ed Asigliano (800 abitanti). Lo studio ha rivelato che, dal 1985 al 2018, si è verificato un aumento di deceprima volta, è stata dimostrata un’associazione causale tra l’esposizione alle Pfas e un rischio elevato di morte per malattie cardiovascolari

Tumori: i giovani sono i più colpiti. Tramite l’analisi delle diverse classi d’età, lo studio ha evidenziato un aumento del rischio di insorgenza di malattie tumorali al diminuire dell’età. La popolazione più giovane, esposta ai Pfas già durante l’infanzia, è quella che paga il prezzo più alto.

Mamme protette, figli avvelenati. Sorprendentemente, si è anche osservato un effetto protettivo nelle donne in età fertile. Questo fenomeno potrebbe essere attribuito al trasferimento, già ampiamente documentato in letteratura scientifica, delle Pfas dal sangue materno al feto durante la gravidanza e l’allattamento, e alla conseguente diminuzione di livelli di Pfas nelle madri.

Studio di coorte: nessuna scusa. Queste drammatiche evidenze scientifiche sottolineano che non esistono più scuse per ritardare ulteriormente l’avvio dello Studio di Coorte, deliberato dalla Regione del Veneto già nel 2016, ma mai iniziato. E no, il Piano di Sorveglianza Sanitaria non basta perché ha metodi e obiettivi diversi. In particolare lo Studio di Coorte è fondamentale in questo contesto per diverse ragioni tra cui l’analisi a lungo termine, l’identificazione dei fattori di rischio, il delineamento di informazioni per le politiche di salute pubblica. Pertanto, nonostante il Piano di Sorveglianza Sanitaria fornisca informazioni preziose sulla salute della popolazione esposta, lo Studio di Coorte è un complemento indispensabile per comprendere a fondo l’impatto della contaminazione da Pfas sulla salute umana.

Ci interfacceremo con tutti gli enti e le istituzioni preposte perché siano comprese la necessità e l’urgenza di questo Studio di Coorte di cui la popolazione colpita ha diritto! Questo nuovo studio conferma ulteriormente il livello di tossicità di queste sostanze, che ormai sono presenti ovunque, dall’aria, all’acqua, a quello che mangiamo. Pertanto sosteniamo con forza la necessità di bandire la produzione e l’utilizzo delle PFAS, come intera classe si sostanze, a livello globale. Per maggiori informazioni, si prega di consultare lo studio completo disponibile al seguente link: https://ehjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12940-024-01074-2

Ambiente. In Veneto 7 milioni di euro per rottamare veicoli commerciali (fino a sei mezzi, contributi fino a 9.600 euro per ciascun veicolo), richieste entro il 14 giugno 2024

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La Giunta della regione Veneto ha approvato un nuovo bando per la concessione di contributi regionali destinati alla rottamazione di veicoli aziendali e la loro sostituzione con mezzi a basso impatto ambientale. L’iniziativa è finalizzata a incentivare le micro, piccole e medie imprese aventi sedi legale e operative in Veneto. L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto, da 2.000 a 9.600 euro, in rapporto alla tipologia di alimentazione ed emissioni del nuovo veicolo, ma anche alle dimensioni dell’impresa.

I criteri di assegnazione. “Il bando rientra tra le iniziative del nostro piano aria – prosegue l’assessore -, sviluppato in oltre settanta misure regionali, che stiamo gradatamente portando avanti. Per l’attuazione di questa specifica iniziativa, dedicata alle imprese, abbiamo messo a disposizione 7 milioni di euro”. La graduatoria delle domande sarà formulata in funzione del veicolo da sostituire (benzina o bifuel fino a Euro 4; diesel fino a Euro 5), della tipologia di impresa (micro, piccola, media) e anche della sede aziendale, in quanto ci sarà un punteggio premiale moltiplicato per 1,2 in caso di sede in comuni che abbiano adottato ordinanze per il miglioramento della qualità dell’aria negli ultimi anni. Vi sarà la possibilità di rottamare fino a sei mezzi, tre veicoli per ciascuna linea di finanziamento (categorie N1 e M1).

Tutti i dettagli del bando si potranno trovare sul BUR. La presentazione delle manifestazioni di interesse potrà avvenire fino al 14 giugno 2024. Per ogni informazione è possibile scrivere all’indirizzo mail veicoli.commerciali@ven.camcom.it

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Lutto in casa Argav, è mancato Vittorio Ingegneri

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Ieri, venerdì 26 aprile, è mancato all’affetto dei suoi cari Vittorio Ingegneri (88 anni), socio Argav di Noventa Padovana (PD).

Vittorio, nativo di Adria (RO), era stato tra i soci fondatori della cooperativa che gestiva “Quattro Ciacoe”, mensile nato nel 1982 che dava spazio ad articoli e rubriche scritte nei dialetti di tutto il Veneto e di cui è cessata la tiratura nel 2022 dopo quarant’anni di onorata attività. Il periodico era distribuito in tutto il Nordest e inviato alle associazioni di immigrati veneti in sud America, Australia e Sudafrica.

Autore di tredici libri di racconti e poesie in dialetto veneto, nel 2017 era stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana per il suo impegno nella difesa e nella diffusione della cultura e delle tradizioni venete.

Le esequie si svolgeranno martedì 30 aprile alle ore 9.30 nella chiesa parrocchiale santi Pietro e Paolo di Noventa Padovana.

Il Direttivo e i Soci Argav esprimono sentite condoglianze alla famiglia di Vittorio Ingegneri
per la perdita di un valentissimo collega e caro amico.

44^ rassegna gastronomica dell’Asparago bianco di Bassano Dop: fino al 13 giugno 2024, possibilità di gustare il prelibato germoglio negli esercizi lungo la Strada dell’asparago

L'asparago DOP di Bassano è anche protagonista di una rassegna gastronomica(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Da San Giuseppe (19 marzo) a Sant’Antonio (13 giugno): è fra le due celeberrime ricorrenze di Santi che cade, bizze del meteo permettendo, il periodo di produzione e raccolta quotidiana dell’asparago bianco di Bassano del Grappa Dop, prelibato germoglio che viene coltivato lungo la Strada dell’asparago, ossia il tratto di Pedemontana comprensivo dei 10 Comuni che dal 2007 rientrano nella denominazione di origine protetta (Bassano del Grappa, Cassola, Cartigliano, Marostica, Mussolente, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto e Tezze sul Brenta). Nello stesso periodo di tempo, ristoranti, trattorie, bistrò, pizzerie e persino una gelateria dislocati nel territorio della Dop, consentono agli appassionati del “Re bianco” di Bassano di assaporarlo in tante interpretazioni e consistenze offerte in menu degustazione sempre disponibili o in specifiche cene di gala in occasione della 44^ edizione della rassegna gastronomica dedicata al prezioso ortaggio e organizzata da Confcommercio mandamento di Bassano del Grappa. Non solo. I tipici mazzi da 1 kg o 1,5 kg legati con un ramoscello di salice o vimini (in dialetto veneto stroppa) dal quale pende il bollino con il marchio di riconoscimento, si possono anche acquistare nelle bancarelle di vendita che si susseguono lungo la Strada dell’asparago (info esercizi e date eventi bassanodascoprire.eu).

Il presidente del Consorzio di Tutela Paolo Brotto

Tutti i numeri della Dop. L’asparago bianco di Bassano Dop nasce sotto cumuli di terreno sabbioso coperto da teli per impedire la fotosintesi clorofilliana e farlo rimanere nel suo splendido candore. “Da disciplinare, la Denominazione di origine protetta impone le caratteristiche estetiche che devono possedere gli asparagi di Bassano – spiega il giovane presidente del Consorzio di Tutela (asparagobassano.it), il quarantenne Paolo Brotto (nella foto in alto, credits Germana Cabrelle). Innanzitutto devono essere assolutamente di colore bianco, ben formati, dritti, interi e con apice serrato, teneri e non legnosi, di aspetto e odore freschi, privi di sapori estranei e con delle dimensioni ben precise”. La Dop si compone oggi di quaranta coltivatori certificati per una ventina di ettari di asparagiaie che forniscono, mediamente, 600 quintali di asparagi all’anno. Questa tipologia di asparago ha proprietà nutrizionali notevoli: i germogli contengono moltissimo potassio e risultano benefici per il cuore e la salute dei muscoli, oltre ad avere effetti depurativi e diuretici che si manifestano con la comparsa del tipico odore nelle urine.

Alle spalle, una storia gastronomica di cinque secoliLe particolarità principali della varietà di asparago Dop bassanese sono la tenerezza, il gusto delicato e la possibilità di prepararlo in molte versioni: dal tradizionale piatto di asparagi lessati con le uova, di cui suggeriamo poi la ricetta per prepararli in 25 minuti, al risotto, dalla vellutata alla pizza, dalla tempura al gelato. Il miglior abbinamento in tavola con il vino resta territorialmente in Veneto e nel vicentino, accordando la preferenza al Vespaiolo di Breganze. Ovi e spàrasi è il piatto che tradizionalmente in Veneto va per la maggiore e che è quasi d’obbligo consumare in famiglia o tra amici. Per 4 persone ci vogliono 2 kg di asparagi bianchi di Bassano Dop, uova fresche di gallina. Per la preparazione, si taglia la parte sottostante dura dell’asparago. In una pentola capiente si fa bollire dell’acqua, salandola e immergendovi gli asparagi, cuocendoli coperti per circa 20 minuti. Nel contempo, si cuociono le uova in acqua bollente per circa 5 minuti (barzotte). Dopodiché si tolgono gli asparagi dall’acqua, adagiandoli in un piatto e servendoli con 2 uova intere a persona. Condire con olio extra vergine di oliva, sale, pepe e aceto.

Tour della città. L’assaggio delle specialità a base di asparago di Bassano Dop nelle località della Strada consente la visita alle principali testimonianze culturali del luogo: dalla visita al Museo Civico (fra i più antichi del Veneto) ospitato nell’ex convento dei frati francescani con il bellissimo chiostro e un’ala interna dedicata allo scultore neoclassico Antonio Canova (museibassano.it) alla salita alla Torre Civica con l’orologio dalla cui sommità (43 metri) si ammira un bellissimo panorama alla passeggiata lungo lo storico Ponte degli Alpini, opera in legno dell’architetto cinquecentesco Andrea Palladio e simbolo di Bassano del Grappa.

Asparagi DOP sul Ponte di Bassano

La “schiavitù moderna” del lavoro nei campi vince nel giornalismo d’inchiesta territoriale: il 1. Premio Fnsi Tina Merlin a quattro donne

tina-merlin-foto-gruppo-scaled-e1702826497628-881x494È di quattro giornaliste l’inchiesta vincitrice del primo Premio nazionale Fnsi “Dov’è Tina Merlin oggi?”. Un’indagine sullo sfruttamento del lavoro nella raccolta dei kiwi dell’Agro Pontino, seguendo a ritroso la filiera: dalla grande distribuzione ai campi in cui vengono coltivati. Il servizio, pubblicato su IrpiMedia, è di Stefania Prandi e Francesca Cicculli, con la collega danese Charlotte Aagaard e la giornalista indiana Kusum Arora.

La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato 16 dicembre 2023 nella sala consiliare del municipio di Longarone (BL), alla presenza della segretaria generale Fnsi Alessandra Costante, con i componenti di giunta Domenico Affinito, Matteo Naccari e Monica Andolfatto, del sindaco e presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, e di una folta rappresentanza di giornalisti, fra cui Gianluca Amadori, componente dell’Esecutivo nazionale dell’Ordine e il presidente regionale Giuliano Gargano, e istituzioni locali e regionali.

Il premio giovani è andato a Sofia Centioni, praticante della Scuola di giornalismo di Bologna, che con lo strumento del podcast si è focalizzata sullo sfruttamento del lavoro nella ristorazione (“Ristoranti da incubo, il dietro le quinte della City of food”). Infine, menzioni per Laura Fasani (che con la collega Nuri Fatolahzadeh ha firmato un podcast prodotto da IrpiMedia e Il Giornale di Brescia dal titolo “Caffaro, l’ultima barriera. I veleni nel cuore della città”), per Marco Grasso (giornalista del Fatto Quotidiano che ha approfondito la strage del Ponte Morandi), e per Andrea Lattanzi con un’indagine video sui danni alla salute da long Covid, (pubblicata sui siti di Repubblica e La Stampa).

L’inchiesta vincitrice. «Siamo molto onorate di ricevere questo premio, che rende onore e merito alla figura di Tina Merlin», il commento delle vincitrici Cicculli e Prandi. «La nostra inchiesta ha coinvolto anche una collega danese e una indiana e vuole mostrare le condizioni di lavoro dei Sikh nella zona dell’Agro Pontino. Lavoratori sfruttati che raccolgono i kiwi per 3,5 euro l’ora, senza giorni di riposo e senza strumenti di protezione». L’inchiesta non ha potuto svelare tutti i nomi delle aziende coinvolte, per la minaccia di querele bavaglio. «Ci siamo dovute fermare, mentre la collega danese ha potuto fare tutti i nomi, perché in Danimarca c’è una tutela garantita per i giornalisti», ha spiegato Prandi. Alle vincitrici, oltre al premio in denaro di 5mila euro, è stato consegnato un libro scolpito nel legno di cirmolo, un pezzo unico realizzato dall’artista bellunese Mauro “Lampo” Olivotto che ha cesellato il logo Fnsi e il profilo di Tina Merlin. Allo stesso modo, ha scolpito anche le targhe per le menzioni speciali e una matita gigante che è diventata il premio per la categoria giovani, andato a Sofia Centioni.

«Tina Merlin è ancora tra noi, perché è il giornalismo d’inchiesta italiano. E la qualità dei lavori candidati al premio – ben 74 – lo dimostra», ha detto la segretaria Fnsi, Alessandra Costante. «Questo è il primo premio che Fnsi organizza direttamente. L’obiettivo è ribadire un concetto chiaro: non c’è informazione senza il racconto dei territori; e senza i colleghi che lavorano sul campo non c’è giornalismo. Crediamo fortemente che sia questo il lavoro che va premiato: quel giornalismo che incarna i valori costituzionali e che resisterà all’assalto dell’intelligenza artificiale».

Durante la cerimonia di premiazione è stata tratteggiata la figura di Tina Merlin, cronista dell’Unità, con la collaborazione dell’associazione culturale che ne porta il nome, e con la proiezione di un video realizzato appositamente, che propone una riflessione sul ruolo del giornalista, immaginando che sia stata partorita dalla penna di Tina, “voce del Vajont” ma non solo: a interpretare Merlin in maniera molto coinvolgente è stata Anna Olivier (attrice e consigliera comunale di Longarone).«Ringrazio tutti i giornalisti che hanno partecipato a questo premio e la Fnsi che ha voluto portare a Longarone la prima edizione, lavorando a sviluppare un’idea comune per valorizzare la figura di Tina Merlin e le figure di tante giornaliste e tanti giornalisti che quotidianamente, spesso nel silenzio e nel precariato, svolgono questa professione, che è una missione civica importantissima», ha concluso il sindaco Roberto Padrin.

Fotocredit: Giuseppe D’Alia

Fonte: Sindacato giornalisti del Veneto

4 dicembre 2023, l’associazionismo forestale va a convegno (anche on line)

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Il mondo dell’associazionismo forestale in Italia si riunirà in occasione del “Convegno sullo stato dell’arte dell’associazionismo forestale“, in programma lunedì 4 dicembre 2023 a Milano presso la Sala Pirelli del Palazzo Pirelli (Via Fabio Filzi 22) dalle ore 14 alle 18. L’incontro, inserito nelle attività del progetto Life ClimatePositive e co-finanziato dall’Unione Europea, è organizzato da Regione Lombardia, Rete Rurale Nazionale ed Etifor | Valuing Nature, con la partecipazione del Centro Politiche e Bioeconomia del Crea, Università degli Studi di Padova, Walden s.r.l, Comune di Luvinate. La partecipazione in presenza è su invito, ma chiunque potrà seguire la diretta live registrandosi gratuitamente all’indirizzo https://associazionismo-forestale.eventbrite.it. Durante la diretta sarà attivo uno spazio per rispondere alle domande del pubblico collegato da remoto.

La gestione forestale in forma associata rappresenta una soluzione di fondamentale importanza per la protezione, la gestione responsabile e la valorizzazione delle foreste del paese, contribuendo in modo significativo alla sostenibilità ambientale, all’economia rurale e, spesso, in modo decisivo alla stessa vivibilità delle aree montane. Il convegno rappresenta quindi un’interessante opportunità di formazione e aggiornamento, finalizzata a esplorare le politiche e gli strumenti a supporto dell’associazionismo forestale e a comprendere il funzionamento delle diverse forme associative a livello nazionale, con uno sguardo attento al contesto europeo.

Verranno presentati in anteprima i risultati dell’indagine “Analisi dello stato dell’arte dell’associazionismo forestale in Italia” condotta dal dipartimento Tesaf dell’Università di Padova, che negli scorsi mesi ha intervistato più di 30 associazioni di diverso tipo, dagli storici consorzi forestali alle più recenti associazioni fondiarie, distribuite in 10 regioni italiane. L’indagine ha permesso di comporre una fotografia delle diverse tipologie di associazione forestale ad oggi attive in Italia, facendo emergere punti di forza, debolezze, bisogni e potenzialità di ciascuna di esse. Il convegno offrirà anche preziose testimonianze dal campo, in un tavolo di confronto e scambio di buone pratiche tra diverse realtà e modelli associativi. Sarà l’occasione per discutere di gestione forestale sostenibile al servizio del territorio e della ricostruzione delle comunità.

L’evento si rivolge a tecnici agronomi e forestali (accreditato di 0,5 CFP ai sensi del reg.CONAF delibera 162/22). membri di associazioni forestali e rappresentanti delle istituzioni e sarà un’occasione per affrontare alcuni aspetti di grande importanza per il settore, tra cui il frazionamento fondiario e l’abbandono delle terre, le strategie, le politiche e gli strumenti di supporto, nonché i progetti per una gestione forestale. Contatti: https://bit.ly/stato-dellarte-associazionismo-forestale Email organizzazione: lifeclimatepositive@etifor.com

Fonte: Etifor

Bando da 915mila euro per la sostenibilità della filiera olivicolo-olearia, presentazione domande entro metà gennaio 2024

olive pronte per il frantoio

olive pronte per il frantoio

E’ stato approvato dalla Regione Veneto un bando da oltre 915mila euro per sostenere l’ammodernamento dei frantoi veneti e migliorare le performance ambientali dell’attività di estrazione dell’olio extravergine di oliva. La misura si inserisce nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che programma l’utilizzo dei fondi recati dal programma Next Generation Eu per l’Italia. Lo stanziamento deriva dal riparto assegnato a ciascuna regione dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per l’attivazione della sottomisura “Ammodernamento dei frantoi oleari. Il bando è disponibile nel Bollettino Ufficiale regionale e la scadenza del termine per la presentazione delle domande è fissata al 15 gennaio 2024.

Con circa 5mila ettari di superficie coltivata a olio e una produzione di circa 2,8 tonnellate per ettaro, in Veneto si registra una produzione del 69% localizzata a Verona (3.569 ha, +0,3%), seguita da Treviso (571 ha, +3,8%) e Vicenza (565 ha, +0,5%). “Un settore in crescita e al quale è necessario dare sostegno per preservarne le sue caratteristiche di unicità e qualità rispetto anche la concorrenza straniera. Con questi contributi alle aziende intendiamo incentivare la riduzione di rifiuti e favorirne il riutilizzo a fini energetici, due pilastri dell’economia circolare. Grazie a questo bando potremo sostenere il rinnovo degli impianti tecnologici, migliorare la qualità degli olii e progressivamente incrementare la sostenibilità della filiera olivicolo-olearia”, commenta al riguardo l’assessore al Turismo della Regione del Veneto, Federico Caner.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Il nuovo Flag Veneziano “fa luce” sulle criticità da affrontare nel nuovo Piano di azione locale

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È “Fari” l’acronimo scelto per racchiudere le parole chiave del nuovo Piano di azione locale: “Filiere, Ambiente, Resilienza e Imprese“, presentato loscorso 9 ottobre nella sede di Vegal a Portogruaro (VE). Appoggiano su questi pilastri prioritari le linee strategiche della prossima programmazione Feampa (Fondo europeo Affari marittimi pesca e acquacoltura) 2021/27, predisposto dal neocostituto Flag Veneziano e ora pronto per essere trasmesso alla Regione del Veneto per la sua approvazione. L’acronimo evoca anche la finalità, perseguita con il lavoro svolto dai partner, di “far luce” sulle criticità da affrontare, come sugli strumenti e le possibili soluzioni da mettere in campo grazie alla prossima programmazione europea, e al contempo aiutare le imprese a “tenere la rotta” in quest’epoca di profondi stravolgimenti.

Numerose le azioni individuate, con l’obiettivo primario di supportare il rilancio del sistema ittico veneziano, colpito negli ultimi anni da una notevole contrazione, e di rimetterlo al centro nell’economia locale. Saranno sviluppati i bandi per accedere ai finanziamenti europei e dunque convergerà l’impiego delle risorse per l’area costiera di riferimento, ossia Venezia, Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea, Caorle e San Michele al Tagliamento. Oltre tre milioni di euro a disposizione, risorse destinate a sostenere progettualità coerenti con le finalità definite, tutte con una ricaduta diretta e concreta sulle imprese del settore e sul territorio.

Dichiarazioni. «Vogliamo rendere resiliente ai grandi cambiamenti in atto il sistema ittico veneziano, supportando la creazione di una filiera competitiva e sostenibile – spiega il presidente Antonio Gottardo (a destra nella foto in alto) già alla guida del Flag precedente e responsabile del settore Agroalimentare e Pesca di Legacoop Veneto –. Competitiva, perché il Piano di azione mira a far diventare le imprese più moderne, innovative e interconnesse anche ad altri settori come il turismo, nonché a valorizzare e implementare le produzioni locali con la ricerca di nuovi target e nuovi mercati, nuove strategie di commercializzazione e tracciabilità. Sostenibile, perché c’è in tal senso un’attenzione trasversale a tutta la strategia: riduzione degli impatti delle attività sull’ambiente, migliore gestione dei rifiuti in mare, gestione sostenibile delle catture accanto alla protezione delle specie sensibili e salvaguardia delle specie ittiche locali, introduzione di aree tutelate, riduzione dei consumi energetici e utilizzo di fonti energetiche più sostenibili». E aggiunge: «C’è naturalmente anche l’input a sostenere progettualità pilota che mirino a trasformare in opportunità la sfida derivante dall’arrivo di nuove specie, granchio blu in primis». Evidenzia Filippo Tonero, presidente di Vegal (a sinistra nella foto in alto). Il nuovo Piano di azione locale poggia su ottime premesse, anche considerando i positivi esiti del precedente Piano di azione Feamp 2014/20, per cui il Flag Veneziano è stato riconosciuto come uno dei più virtuosi a livello nazionale per capacità di spesa, pari a oltre il 90% dei finanziamenti europei ricevuti, e risultati raggiunti».

Due nuovi partner. Costituito lo scorso 25 settembre e operativo fino al 2029 (termine dell’attuazione del Piano), il nuovo Flag Veneziano è composto da Vegal (Agenzia di sviluppo del Veneto Orientale), che ne è capofila, Comune di Caorle, Comune di Cavallino-Treporti, Comune di San Michele al Tagliamento, Camera di Commercio di Venezia Rovigo, le tre organizzazioni di rappresentanza del mondo cooperativo Legacoop Veneto, Confcooperative e Agci (Associazione generale Cooperative Italiane), e ancora Ama (Associazione Mediterranea Acquacoltura), Coldiretti Venezia, Cia Veneto, Civ (Consorzio Ittico veneziano), le Organizzazioni di produttori Bivalvia Veneto e I Fasolari. Dall’assemblea dello scorso venerdì, che ne ha approvato l’adesione, si aggiungono Comune di Venezia e Città metropolitana di Venezia.

Fonte: Servizio stampa Flag Veneziano

Giornalismo d’inchiesta, premio Fnsi, “Dov’è Tina Merlin oggi”. Ecco il bando, elaborati entro il 10 novembre

premio_tina_merlinAl via la prima edizione del concorso dedicato al giornalismo di inchiesta territoriale e riservato a croniste e cronisti impegnati sul fronte dei diritti sociali, delle tutele del lavoro, della denuncia delle diseguaglianze e del rispetto dell’ambiente.  C’è tempo fino al 10 novembre. In palio 5.000 euro.

Nel 60° anniversario della tragedia del Vajont, la Federazione nazionale della Stampa italiana con il Comune di Longarone, la Fondazione Vajont, il Comune di Borgo Valbelluna, la Provincia di Belluno e la collaborazione dell’associazione culturale Tina Merlin, lancia il Premio nazionale sul giornalismo d’inchiesta territoriale “Dove è Tina Merlin oggi?” edizione 2023, riservato alle croniste e ai cronisti impegnati sul fronte dei diritti e delle tutele del lavoro, della denuncia delle diseguaglianze, del rispetto dell’ambiente, della cura del vero.

Nel rendere omaggio a Tina Merlin, tra le figure più significative del giornalismo italiano e tuttavia ancora poco conosciuta, confinata territorialmente e imprigionata in quello che ormai è diventato un cliché ingeneroso e riduttivo sintetizzato nell’espressione “quella del Vajont”, l’iniziativa intende valorizzare le “Tina Merlin” di oggi e l’informazione locale, l’attività spesso silenziosa e non riconosciuta delle colleghe e dei colleghi che lavorano nelle redazioni di provincia dove spesso nascono le grandi inchieste.Tina Merlin è la dimostrazione che il lavoro di qualità, le notizie originali, sono possibili solo con il giornalista in carne e ossa che è un valore aggiunto al tempo del dilagare dell’intelligenza artificiale, il cui antidoto è appunto il giornalismo d’inchiesta.

Obiettivo del premio è far diventare Tina Merlin memoria collettiva non solo del e nel mondo giornalistico, ma anche per il Paese tutto, attualizzando il suo esempio con la rivendicazione e la valorizzazione del giornalismo d’inchiesta come baluardo della libertà di stampa e del diritto-dovere di cronaca, principi garantiti dalla Costituzione e travi portanti della democrazia, come ha ricordato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da ultimo nell’intervento alla cerimonia della consegna del Ventaglio, il 23 luglio 2023.

Il premio, con cadenza annuale e che si svolgerà di volta in volta in regioni diverse, è riservato a croniste e cronisti, iscritte/i all’Ordine dei giornalisti, che su testate giornalistiche, a prescindere dal mezzo utilizzato e dai format scelti, hanno svolto inchieste giornalistiche su lavoro negato, lavoro sfruttato o valorizzato, lavoro precario, lavoro letale, su ambiente tutelato o violentato, su salute a rischio o garantita, su riscatto sociale, buona informazione o disinformazione, comunità resilienti, cura del vero, linguaggio inclusivo, inclusione e giustizia sociale. Sono ammesse le inchieste giornalistiche pubblicate su testate cartacee, tv, radio, web o podcast nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2023. I lavori andranno inviati entro il 10 novembre 2023 all’indirizzo di posta elettronica premiotinamerlin@fnsi.it. Il premio sarà consegnato nel corso di una cerimonia che si svolgerà il 16 dicembre 2023 a Longarone. La vincitrice/il vincitore riceverà un premio dal valore di 5mila euro.

Si può approfondire il bando della prima edizione del premio “Dove è Tina Merlin oggi?” al link

Fonte: Sindacato giornalisti Veneto

25 agosto – 3 settembre 2023, al via la 29a edizione del Film Festival della Lessinia (con una speciale anteprima il 24/8)

29FFDL_ANHADUn’edizione che guarda alla storia, partendo dallo sguardo romantico dei viaggiatori europei di inizio Novecento sulle montagne italiane, per aprirsi a temi di stringente attualità come l’impatto del turismo e dei cambiamenti climatici di massa sulle terre alte. Un’edizione che mette al centro la Lessinia e Bosco Chiesanuova, in provincia di Verona, pur ampliando notevolmente la sua connotazione internazionale, che investe sulla programmazione cinematografica e di pari passo arricchisce le proposte culturali, laboratoriali ed espositive. Il 29°Film Festival della Lessinia (FFDL) (in alto una foto di un film in concorso), quasi ad anticipare la trentesima edizione del 2024, ha scavato nelle “radici” che lo hanno visto nascere, crescere e affermarsi come la seconda manifestazione cinematografica internazionale del Veneto. Sono 122 gli eventi in programma a Bosco Chiesanuova dal 25 agosto al 3 settembre: dieci giorni a cui si aggiunge una serata di anteprima il 24 agosto (novità assoluta) nella piazza della Chiesa.

Sul grande schermo del Teatro Vittoria, il programma cinematografico (mai così ricco per numeri e provenienze) tesse rimandi e approfondimenti tematici con le altre iniziative culturali: le presentazioni letterarie e le tavole rotonde di Parole Alte, il calendario di laboratori ed escursioni, le quattro mostre, i concerti, le offerte enogastronomiche con il coinvolgimento delle realtà produttive locali. E lo sguardo sempre rivolto ai temi del green e della sostenibilità che anche quest’anno sono rimarcati dall’adesione al manifesto e al progetto del Verona Green Movie Land (VGML).

Anteprima. Il Festival apre con un’anteprima che guarda al futuro del cinema. Sullo schermo sotto il campanile di Bosco Chiesanuova, il 24 agosto, il Festival propone una selezione di cortometraggi girati in formato verticale in collaborazione con Vertical Movie Festival. Il richiamo allo sguardo verticale crea parallelismi con la verticalità dell’ambiente montano. Ma sono i temi del Festival, in particolare quelli ambientali, a essere raccontati con una nuova e potenzialmente “esplosiva” forma cinematografica che guarda soprattutto alle giovani generazioni. La serata ha come ospite Salvatore Marino, direttore artistico del Festival, la cui sesta edizione si svolge a Roma, a ottobre.

È l’attore Fabio Testi l’ospite speciale della ventinovesima edizione, protagonista della serata di apertura (25 agosto) della rassegna per ricevere il Premio Protagonisti del Tempo. In quell’occasione è l’interprete dei testi che accompagnano un evento cinematografico unico, realizzato con Cineteca di Bologna e Museo del Cinema di Torino. Il Festival proietta 13 cortometraggi di inizio Novecento del Grand Tour sulle montagne italiane, dal celebre film Ascensione al Cervino di Mario Piacenza del 1911, rari frammenti di pellicole che conducono sull’altopiano della Carnia, nelle cave di Massa e Carrara, lungo gli Appennini fino al Vesuvio e all’Etna. La colonna sonora originale è composta ed eseguita dal vivo da Thomas Sinigaglia alla fisarmonica.

I film. Il Festival presenta 90 film provenienti da 40 Paesi con 27 anteprime italiane, di cui 4 anteprime mondiali. È la programmazione più ampia della sua storia, selezionata da 1004 opere giunte in selezione da 107 Paesi. Una selezione di 37 film sarà disponibile sulla piattaforma online MyMovies.it. Inoltre, il Festival amplia lo sforzo nella valorizzazione delle cinematografie emergenti presentando, in una rosa di Paesi di tutti e cinque i continenti, opere provenienti in special modo dall’Africa Nera (Burkina Faso, Benin e Ruanda) e da Nepal, Palestina, Armenia, Kazakistan, Marocco, Colombia. Sono attesi in Lessinia come ospiti oltre 20 registi e registe assieme ad alcuni protagonisti dei film.

La sezione Concorso conta 12 lungometraggi e altrettanti cortometraggi in competizione per la Lessinia d’Oro al miglior film in assoluto (sostenuto dal Comune di Bosco), la Lessinia d’Argento al miglior lungometraggio (sostenuto da Europe-Direct della Provincia di Verona) e al miglior cortometraggio; il Premio della Giuria internazionale composta dai registi Micol Cossali (Italia), Irene Gutiérrez Torres (Spagna), Stefan Pavlović (Paesi Bassi), Pedro Figueiredo Neto (Portogallo) e Fanny Rösch (Germania). Altri riconoscimenti sono: Premio del Curatorium Cimbricum Veronese al miglior film di regista giovane; Green Planet Movie Award al miglior film della sezione FFDLgreen (sostenuto da Log To Green); Premio della Cassa Rurale Vallagarina al miglior film sulle Alpi; Premio MicroCosmo della gIuria dei detenuti del Carcere di Verona; Premio dei bambini; Premio del pubblico Cantina Musella. Ulteriori info: Film Festival della Lessinia

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia