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Vendemmia 2025, in Veneto regna l’ottimismo

Uve in ottime condizioni e situazione sanitaria sotto controllo: la vendemmia 2025 in Veneto si prospetta tra le migliori degli ultimi anni. Questo è quanto emerso dal secondo incontro della 51° edizione del Trittico Vitivinicolo Veneto, tenutosi nella mattinata di venerdì 22 agosto scorso, in modalità online, con la partecipazione dell’Assessore regionale all’Agricoltura Federico Caner, del direttore di Veneto Agricoltura Nicola Dell’Acqua e del direttore del CREA di Conegliano Riccardo Velasco. L’evento, organizzato da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura in collaborazione con CREA, ARPAV e AVEPA, ha fornito agli operatori del settore un quadro previsionale sulla vendemmia che sta iniziando, con particolari approfondimenti sui livelli di produzione attesa e sulla qualità dell’uva che andrà a costituire i pregiati vini veneti.

I dati previsionali del Veneto, presentati da Patrick Marcuzzo del CREA, lasciano ben sperare: rispetto al 2024, quando sono stati prodotti 1.374.400 di tonnellate d’uva, sono attese circa 100.000 tonnellate in più. Nel 2025, infatti, i danni provocati dalla peronospora sono stati molto più contenuti, mentre le perdite causate dalla grandine sono pressoché equivalse a quelle del 2024. Inoltre, il meteo estivo, analizzato da Fabio Zecchini dell’ARPAV, non ha inciso negativamente: seppur il 2025 sia stato tra le annate più calde degli ultimi settant’anni e le ondate di calore di giugno e agosto si siano rivelate particolarmente durature ed intense, un luglio dagli impulsi freschi e da precipitazioni record (è stato il 2° luglio più piovoso in Veneto dopo il 2014) ha riequilibrato la situazione.

In questo contesto, i livelli di fertilità si sono innalzati e il peso degli acini d’uva è mediamente cresciuto in confronto a quello dell’anno scorso. Le varietà d’uva più rinomate si presentano così in condizioni ottimali e, sul fronte della resa produttiva, appaiono, in media, tutte in leggero aumento. Più nel dettaglio, i dati elaborati dall’Osservatorio economico agroalimentare di Veneto Agricoltura, evidenziano variazioni a seconda della provincia. Se Belluno sarà sostanzialmente in linea con il 2024 (+1%), su Padova e Rovigo si prevede un incremento fino al +10% per Glera, Pinot grigio, Merlot e Cabernet. Stabile anche la produzione a Treviso, con eccezione del Pinot grigio (+2%) e della Glera (-3%), vitigno che invece cresce nel Veneziano (+5%) assieme allo Chardonnay (+3%), mentre cala il Pinot grigio (-3%). Per Verona e Vicenza sarà un’annata particolarmente positiva, con aumenti rispettivamente fino al +15% per Merlot e +10% per Corvinone e Garganega.

“L’unica preoccupazione è legata al contesto internazionale, vista la conferma dei dazi da parte degli Stati Uniti, ma il Veneto è perfettamente in grado di gestire quest’aumento. A tal proposito, stiamo guardando con grande attenzione al pacchetto vino dell’Unione Europea: si tratta di uno strumento che ci potrà dare una mano a contrastare le conseguenze legate ai dazi. Inoltre, quello americano non è l’unico mercato esistente: esorto sempre i nostri produttori a ricercare anche nuove opportunità altrove, perché, nel contesto attuale, aprire ulteriori frontiere può regalare grosse soddisfazioni”, ha affermato l’assessore Caner.

Il secondo incontro del Trittico Vitivinicolo è, inoltre, servito per stimolare un confronto diretto con le altre regioni vitivinicole italiane ed estere, grazie alla riproduzione di contributi video in cui operatori di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, Francia e Spagna hanno proposto le previsioni vendemmiali nelle rispettive aree geografiche. In generale, la situazione italiana è parsa positiva, con l’unico punto di domanda legato ai dazi e allo smaltimento delle scorte a fronte degli incrementi di produzione.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Trento. Sostenibilità e varietà resistenti nel futuro della Padergnone Vivai Viticoli Cooperativi, che nel 2025 festeggia i 70 anni di vita 

Padergnone Vivai Viticoli Cooperativi, impresa cooperativa composta da 23 soci (foto a sinistra) impegnati nella produzione di oltre 6.500.000 barbatelle con un fatturato di oltre 8 milioni di euro, nei giorni scorsi ha festeggiato il settantesimo anniversario di fondazione.. Stiamo parlando dell’azienda leader del settore a livello regionale e della seconda realtà imprenditoriale a livello nazionale.

Che cos’è la barbatella

E’ innanzitutto una talea, ovvero una propaggine di vite caratterizzata dalla “barba”, vale a dire le radici, che viene utilizzata per la propagazione vegetativa della vite senza dover partire dal seme. Le barbatelle si compongono di un piede franco (portainnesto) di vite americana indenne dalla Fillossera (un insetto parassita che attacca le specie europee), sul quale viene innestato un tralcio di vite europea della varietà desiderata. «La cooperativa – ha ricordato il presidente Adriano Morelli – è nata il 25 ottobre del 1955 quale risposta organizzata al problema della frammentazione produttiva e alla necessità di individuare adeguate forme di specializzazione attraverso nuove combinazioni di innesto, una maggiore scelta varietale e migliori selezioni clonali per rispondere al meglio ai mercati allora emergenti».

Le tappe fondamentali del processo di innovazione

Fra le tappe fondamentali di questi settant’anni ricordiamo l’inaugurazione della prima sede di via Barbazan a Padergnone avvenuta nel 1975, grazie alla quale è stato possibile individuare nuovi e confortevoli spazi per la cernita, lo stoccaggio delle barbatelle e i nuovi uffici per l’amministrazione e la direzione. Il percorso di innovazione e di adeguamento ai bisogni di una viticoltura moderna e al passo con i tempi ha spinto inoltre la struttura al miglioramento delle tecniche produttive al fine di ottenere maggiori rese nella produzione delle barbatelle. A questo importante risultato è seguita la realizzazione delle prime celle frigorifere per la conservazione del prodotto mentre, negli anni Novanta, la cooperativa ha affrontato con coraggio e determinazione una nuova rivoluzione agronomica. Questa è consistita nell’introduzione della tecnica della pacciamatura, per evitare lo sviluppo di piante infestanti e nell’utilizzo della paraffina per consolidare il punto di innesto e proteggerne il taglio. Accanto allo sviluppo della meccanizzazione e delle nuove tecnologie, altre tappe fondamentali sono state l’ampliamento del volume destinato alla cella frigorifera avvenuta nel 2001 e la ristrutturazione della sede amministrativa, avvenuta nel 2019.Altro importante traguardo è stato l’acquisto del nuovo capannone, collocato poco distante dalla sede, che ha garantito l’aumento della base produttiva di oltre 2 milioni di nuove barbatelle e la costruzione di altre due celle autonome dedicate alle produzioni vivaistiche biologiche. A seguire ricordiamo l’acquisto della macchina per la termoterapia, utile nel garantire ampi margini di garanzia contro la Flavescenza dorata, la predisposizione dei nuovi gemmai nei pressi di Verona e in Sardegna in aree con minor incidenza di malattie della vite e l’ampliamento dei terreni destinati a nuovi portainnesti.

Le sfide future: qualità, sostenibilità, competitività

«Le sfide future – ha precisato il direttore della cooperativa Fabio Comai – sono rappresentate dalla produzione di viti resistenti alle diverse malattie e virosi che oggi colpiscono la viticoltura europea anche in relazione ai cambiamenti climatici e all’aumento delle temperature. Per questi motivi è stato costituito il CIVIT, il Consorzio Innovazione Vite, formato al 70% dalle quote di AVIT, l’Associazione dei Vivaisti Viticoli Trentini (a cui aderisce la Padergnone Vivai), e dalla Fondazione Mach, con il 30% delle restanti quote. Fra i compiti del Consorzio figura la ricerca per nuove selezioni clonali, la messa a punto di varietà resistenti e/o tolleranti ai diversi fitopatogeni e lo studio di nuovi portainnesti più performanti rispetto alla carenza idrica e alla crisi climatica». Analogamente, la cooperativa aderisce al Consorzio di ricerca sulla vite AMPELOS di cui è il socio più rappresentativo e del quale è presidente il direttore della Padergnone Vivai, Fabio Comai. Sul versante commerciale, la Padergnone Vivai si rivolge attualmente al mercato nazionale nella misura del 70% e a quello estero nella misura del 30%. Le previsioni future indicano la fidelizzazione del parco clienti nazionale e un ampliamento sull’estero, specie nell’area balcanica e in Sud America.

Fonte testo: servizio stampa Padergnone Vivai Viticoli Cooperativi, credit foto Blog Padergnone Vivai Viticoli Cooperativi

Treviso. Il rilancio delle storiche Botteghe del vino il primo obiettivo del nuovo CdA della Strada del Conegliano Valdobbiadene

Isidoro Rebuli (nella foto a sinistra) è stato riconfermato alla presidenza della Strada del Conegliano Valdobbiadene. Il nuovo Consiglio di Amministrazione (CdA) lo ha nominato all’unanimità a rappresentare gli oltre 230 soci della Strada del Vino più antica d’Italia che si snoda in un territorio unico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco. “Sono entrati nel CdA diversi giovani – afferma Rebuli – che sapranno dare nuova linfa all’associazione. Desideriamo infatti imprimere una spinta propulsiva alla nostra attività, richiamandoci per converso ai valori che hanno ispirato i fondatori. Per questo, e per venire incontro alle crescenti esigenze dell’enoturista, che ricerca sempre più la storia e le tradizioni, ci siamo posti l’obiettivo di riaprire le storiche Botteghe del Vino riproponendole attraverso un nuovo format e un nuovo nome:Botteghe del Gusto, luoghi che parleranno delle nostre produzioni locali arricchendo di sfumature l’offerta enogastronomica”.

Un po’ di storia

Nel 1966, all’apertura di quella che era denominata Strada del Vino Bianco, le Botteghe del Vino erano una quindicina e si trovavano lungo l’arteria che da Valdobbiadene portava a Conegliano. Si trattava di punti di ristoro, e di riferimento, per i turisti che avevano la possibilità di degustare e di acquistare i vini locali, nelle diverse tipologie, dai più freschi e fruttati ai più complessi e strutturati. I gestori delle Botteghe, storyteller ante litteram, sapevano raccontare la storia e le tecniche di produzione collegandosi alle antiche tradizioni vitivinicole del territorio. Di quelle botteghe restano solo pochi esempi e qualche insegna.

Il piano d’azione di rilancio

Già nella prossima riunione, promette Isidoro Rebuli, il consiglio di amministrazione affronterà il tema del rilancio sviluppando un piano d’azione. Lo scopo è quello di ripristinare l’antica, e apprezzatissima, iniziativa che sapeva rivolgersi direttamente al consumatore a partire da un bicchiere di buon vino: “Una bottiglia di vino contiene la storia della nostra terra, è emblema di un territorio e testimonial di un’eredità incomparabile, frutto di antichi saperi e di tradizioni consolidate. Oltre ai ristoranti potranno fregiarsi del titolo di Bottega del Gusto anche agriturismi e cantine, ma solo aderendo a uno specifico disciplinare al quale stiamo già lavorando, che individuerà precisi requisiti di qualità ai quali sarà obbligatorio attenersi. La Strada se ne farà garante”.

Insomma, la Strada del Conegliano Valdobbiadene certificherà le Botteghe che torneranno a essere un presidio dell’eccellenza enologica locale. Il progetto prevede un piano di comunicazione per far conoscere e valorizzare le proposte che intrecciano anche la parte gastronomica, molto apprezzata, e rappresentata dalle Botteghe del Gusto, dove sono disponibili formaggi, salumi, olio, miele e quant’altro sappia si traduca in genuinità e tipicità: “In questo modo – aggiunge Isidoro Rebuli – alzeremo ulteriormente il livello qualitativo. Allo stesso tempo recupereremo un frammento importante della storia della Strada del Conegliano Valdobbiadene”.

Il presidente Rebuli sarà affiancato dalla vicepresidente Cinzia Sommariva (Consorzio Tutela Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg) e da 11 Consiglieri: Enrico Bortolomiol (Ciodet Spumanti), Edoardo Buso (Soc. Agr. Guia), Maurizio Favrel (Az. Agr. Malibràn), Emanuele Follador (Az. Agr. La Casa Vecchia), Marco Gatto (Soc Agr. Campion), Marco Miotto (Comune di Valdobbiadene), Ivan Panizza (Comune di Conegliano), Stefano Pola (Az. Agr. Andreola), Luca Ricci (Comune di Pieve di Soligo), Luigi Stramare Bortolomiol (Gemin Spumanti) e Pierina Vibbani (Onda Verde Viaggi). Il nuovo Collegio dei Sindaci Revisori è invece composto da Giuseppe Anselmi, Fabio Curto e Laura Stefani.

Fonte testo e foto: servizio stampa Strada del Conegliano Valdobbiadene

Avviata la campagna di raccolta fondi per il docufilm su Demetrio Zaccaria, fondatore della Biblioteca internazionale La Vigna di Vicenza

Prende il via una nuova campagna di crowdfunding per completare “La Vigna di Demetrio Zaccaria”, il docufilm dedicato al fondatore della Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, una realtà unica al mondo per le collezioni sui temi della vite e del vino. Un progetto ambizioso che racconta, attraverso interviste e scene in costume, la figura straordinaria di Demetrio Zaccaria (1912–1993): imprenditore illuminato, appassionato bibliofilo e promotore della cultura enologica.

Il nuovo traguardo punta in alto: coinvolgere l’attore Gianmarco Tognazzi in nuove riprese originali che arricchiranno la narrazione e presentare il film al Festival del Cinema di Venezia, a settembre 2025. La regia è affidata a Manuela Tempesta, la produzione a Kublai Film. Dopo le prime riprese rese possibili grazie al contributo di 82 sostenitori e all’interpretazione dell’attore Guido Laurini nei panni di Zaccaria, il teaser del docufilm ha già emozionato il pubblico con una narrazione intensa e coinvolgente. Ora il progetto si arricchisce con la partecipazione di Gianmarco Tognazzi, che raccoglierà memorie e testimonianze nei luoghi simbolo della vita di Zaccaria — da Vicenza al Lago di Garda — dando voce a un’eredità culturale unica nel suo genere.

Il crowdfunding segue la formula “tutto o niente”: solo se verrà raggiunto l’obiettivo economico previsto, il progetto potrà essere realizzato nella sua forma definitiva e presentato al Festival. Le donazioni saranno destinate alla produzione delle nuove scene, al montaggio finale e alla diffusione dell’opera. Perché sostenere il progetto? Perché la storia di Demetrio Zaccaria merita di essere conosciuta, condivisa e tramandata. Perché è un esempio di visione, generosità e cultura. Perché è un racconto che parla al presente e guarda al futuro.

La campagna è online su http://www.ideaginger.it con il titolo: “La Vigna di Demetrio Zaccaria. Con Gianmarco Tognazzi, una nuova tappa del docufilm”. Ogni piccolo contributo è importante!

Fonte: servizio stampa Biblioteca internazionale La Vigna

6 giugno, visita dei soci Argav alle terre del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg

Su iniziativa del vice presidente Argav Renzo Michieletto, venerdì 6 giugno i soci Argav visiteranno il cuore del territorio del Conegliano Valdobbiadene. A guidarci alla scoperta dell’identità e dei valori di questo territorio sarà Franco Adami, Presidente del Consorzio di Tutela Prosecco superiore Docg, Franco Adami.

Programma. Ore 10.00 – 10.30 – Ritrovo e parcheggio presso la Chiesa di Colfosco (Via S. Daniele, 1, Colfosco TV). Ore 13.15 – Pausa gourmet tra le Rive con prodotti tipici locali, ore 15.30 vsita alla cantina Montesel, per incontrare chi ogni giorno vive e interpreta il territorio attraverso il vino; ore 17.00 ca. – rientro

Innovazione in vigna: tecnologie italiane per sostenere la filiera vitivinicola al tempo del cambiamento climatico

Con oltre 696.000 ettari di vigneti e una produzione stimata di 41 milioni di ettolitri nel 2024 (+7% rispetto al 2023)1, la filiera vitivinicola italiana si conferma un’importante leva strategica per l’economia nazionale. Ma dietro questi numeri positivi si nascondono sfide sempre più urgenti.

Il settore è infatti sotto pressione a causa degli effetti del cambiamento climatico e della necessità di rendere i processi produttivi più sostenibili. Il riscaldamento globale sta alterando tempi e modalità di coltivazione e, nei casi più estremi, compromettendo interi raccolti. Da una parte il riscaldamento globale sta modificando tempi e metodi di produzione e, in casi più estremi, danneggiando il raccolto. Dall’altra, periodi prolungati di siccità riducono la disponibilità d’acqua per le viti: in Abruzzo, Campania e Marche, le perdite produttive hanno superato il 40%2. Infine, eventi estremi fuori stagione, come geli, grandinate e nubifragi, rendono sempre più difficile pianificare la gestione agricola, compromettendo la qualità delle uve e incidendo sulla competitività del settore. Secondo recenti stime, il settore vitivinicolo italiano ha subito perdite superiori a 1 miliardo di euro3 solo nell’ultimo anno. In un contesto sempre più complesso, la ricerca e l’innovazione si confermano strumenti essenziali per garantire la resilienza e la sostenibilità dell’intera filiera.

Vigne 2.0: le tecnologie Made in Italy per salvaguardare il futuro del vino

Di fronte alle sfide globali, la risposta arriva proprio da due startup Made in Italy selezionate da FoodSeed, il programma di accelerazione AgriFoodtech della Rete Nazionale di CDP Venture Capital SGR, realizzato con il supporto di Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures – tra i principali acceleratori FoodTech a livello globale, nonché co-investitore e gestore operativo del programma.FoodSeed ha, infatti, scommesso su BeadRoots e Agreen Biosolutions, due realtà italiane impegnate a rivoluzionare la viticoltura con tecnologie sostenibili e innovative per combattere la crisi climatica e sostenere uno dei settori più iconici del Made in Italy.

BeadRoots: ottimizzazione dell’utilizzo di acqua nei vitigni

BeadRoots, startup biotecnologica con sede a Lecce, ha sviluppato polimeri superassorbenti di origine naturale in grado di migliorare la ritenzione idrica del suolo e rilasciare gradualmente l’acqua alle radici delle viti, contenendo l’evaporazione. Questa soluzione permette di ridurre il consumo idrico fino al 40%, aiutando i viticoltori a fronteggiare la sempre più frequente siccità. I polimeri, oltre ad essere 100% biodegradabili, contribuiscono inoltre al miglioramento della fertilità del suolo senza lasciare residui nocivi e stimolano la presenza di batteri benefici, con effetti positivi anche sulla produttività delle viti. I primi test su colture vitivinicole stanno dimostrando come gli idrogel possano rappresentare un alleato strategico nelle aree più colpite dalla siccità.

Agreen Biosolutions: oli ozonizzati per una viticoltura sostenibile

Agreen Biosolutions con sede a Udine, ha invece ideatp OZ.ON, un innovativo olio ozonizzato che aumenta del 30% la resistenza delle piante agli stress climatici e potenzia le loro difese naturali contro parassiti e malattie. Questa tecnologia permette di ridurre fino al 50% l’uso di pesticidi chimici, offrendo un’alternativa più sostenibile per i viticoltori e migliorando la qualità delle uve senza impattare negativamente sull’ambiente. Un prodotto biostimolante, che agisce sia in fase preventiva che curativa e offre una risposta concreta alle richieste europee in termini di riduzione dell’impatto ambientale. Grazie a OZ.ON, i viticoltori possono oggi proteggere le proprie coltivazioni in modo efficace, sostenibile e competitivo anche dal punto di vista economico.

Fonte: servizio stampa Eatable Adventure

12-26 aprile, nella Valle dei Laghi (Trento) c’è DiVinNosiola

Tutto pronto per DiVinNosiola, l’evento che dal 12 al 26 aprile celebra la Valle dei Laghi attraverso la sua storia, i suoi sapori e il suo fiore all’occhiello: la Nosiola, unico vitigno autoctono del Trentino a bacca bianca. Ad attendere i visitatori un ricco programma tra cultura, degustazioni guidate, trekking nella natura e, per la prima volta, un inedito tour in trenino tra le cantine per scoprire l’unicità del Vino Santo Trentino DOC, presidio Slow Food e del Vino Nosiola.

La Valle dei Laghi

Incantevole territorio adagiato tra il Lago di Garda e Trento, a nord della zona di Sarche, antico alveo del fiume Adige e oggi oasi naturale dove il turchese dei laghi abbraccia il verde dei rigogliosi frutteti e vigneti, la Valle dei Laghi fa da suggestivo sfondo a un evento dedicato alla sua identità così intimamente legata alla produzione di due tipologie di vinificazione della Nosiola, unico vitigno storico-autoctono del Trentino a frutto bianco. Si tratta del fresco e delicato Vino Nosiola, con un aroma elegantemente fruttato che ricorda le nocciole appena colte, e del pregiato Vino Santo Trentino DOC, presidio Slow Food, che si distingue per eleganza e complessità aromatica con le sue raffinate dolci note di miele, albicocca e spezie. Autentico vino da meditazione, quest’ultimo è conosciuto anche come il “passito dei passiti”, grazie al suo lungo e meticoloso processo di produzione. Le uve Nosiola vengono lasciate ad appassire naturalmente per mesi sui graticci, chiamati aréle in dialetto locale, accarezzate dal costante soffio del vento che scende dalle Dolomiti del Brenta e dall’“Ora del Garda”, la brezza gentile che dal Lago di Garda attraversa la Valle dei Laghi. A renderlo unico è lo sviluppo all’interno dei grappoli di muffe nobili, che favoriscono una straordinaria concentrazione zuccherina, donando al vino un sapore inconfondibile.

Si inizio con il rito della spremitura

Questo patrimonio culturale è mantenuto vivo con determinazione dall’Associazione Vignaioli del Vino Santo Trentino DOC che riunisce sei aziende agricole, ognuna delle quali lo interpreta con uno stile unico ed inconfondibile. Tanti gli appuntamenti per riscoprirlo, a cominciare dall’imperdibile Rito della spremitura, previsto per sabato 12 aprile, un evento collettivo che da tempo immemore riunisce la comunità durante la Settimana Santa per il simbolico passaggio dall’appassimento alla vinificazione. E ancora, per conoscere a fondo il Vino Santo ed il Vino Nosiola, imperdibili le degustazioni guidate come “Gustodivino” e la masterclass “Passione Passito”, entrambe con la partecipazione del celebre sommelier Giuseppe Carrus di Gambero Rosso. Il ricco programma prevede inoltre: un nuovo itinerario in carrozza a bordo del Nosiola Express, il Trenino del Vino Santo con inedite visite alle cantine in compagnia dei vignaioli, impreziosite dalle prelibatezze preparate dagli chef dell’Alleanza Slow Food; momenti dedicati ad arte, spettacolo e musica, e piacevoli escursioni enoturistiche, tra cui esclusivo trekking dedicato alla biodiversità con attività di foraging, per scoprire gli angoli più suggestivi del territorio tra castelli, laghi, prati e vigneti. Ulteriori informazioni: email: info@vinosantotrentino.it
Web: http://www.vinosantotrentino.it, Tel: 349-3365446.

Fonte: servizio stampa DiVinNosiola

Dazi, Vinitaly: confermati oltre 3mila buyer americani a Verona alla 57esima edizione del Salone internazionale dei vini e distillati (6-9 aprile 2025). E da oggi sino a domenica, c’è Vinitaly and the City


I dazi del 20% al vino italiano ed europeo annunciati ieri sera dal presidente Trump non fermano gli operatori Usa in partenza per Verona. Sono oltre 3.000 i buyer americani confermati alla 57^ edizione di Vinitaly (Veronafiere, 6-9 aprile): un dato che replica il primato dell’anno scorso. “La presenza degli operatori statunitensi è una notizia incoraggiante per le aziende e per Vinitaly – commenta Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere -. Si apre uno scenario incerto che impatterà sulla geografia del nostro export. Condividiamo le preoccupazioni del settore e per questo mettiamo a disposizione delle organizzazioni la piattaforma di Vinitaly per facilitare eventuali accordi diretti tra imprese, associazioni italiane e importatori-distributori del nostro primo mercato di destinazione extra Ue”.

Nella delegazione complessiva dei 3mila operatori Usa a Vinitaly, sono presenti anche i 120 top buyer statunitensi (10% del contingente totale del piano di incoming 2025) selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere e ICE, provenienti prevalentemente da Texas, Midwest, California, Florida e New York. Sul fronte del programma, oltre agli incontri b2b in fiera, gli operatori americani saranno protagonisti di una serata di networking a loro dedicata (martedì 8 aprile, Palazzo della Gran Guardia) in cui sarà presentata anche la prossima edizione di Vinitaly.USA (Chicago, 5-6 ottobre 2025).

Vinitaly and the City

Da oggi  a domenica 6 aprile torna anche l’anima pop di Vinitaly che, ogni anno, trasforma Verona nella capitale dei wine lover e degli appassionati di tutta Italia. Il fuori salone del Salone si estende nel suggestivo triangolo che comprende Piazza dei Signori (con la Loggia di Fra Giocondo e la Loggia Antica), Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, luoghi simbolo della città patrimonio Unesco. Vinitaly and the City è aperto con il seguente orario: venerdì 4 aprile dalle 18 alle 23, sabato 5 e domenica 6 dalle 15 alle 23. I carnet degustazioni sono acquistabili on line durante i giorni dell’evento e alle casse di Piazza dei Signori a 20 euro. Vinitaly and the City è organizzato da Veronafiere in collaborazione con Comune di Verona, Provincia di Verona e Fondazione Cariverona.

Un’Italia enogastronomica in miniatura

Con un itinerario che collega simbolicamente l’Italia dalla capitale del vino scaligera alla punta dello Stivale, Vinitaly and the City vedrà protagonista il vino in tutte le sue sfaccettature. In Piazza dei Signori è il Consorzio Tutela Doc delle Venezie a presidiare la Loggia di Fra’ Giocondo, mentre l’Area Mixology nella Loggia Antica vedrà brand come Bartenders, Molinari, Marcati, Nespresso, Italian Wine Brands, San Pellegrino, 9 di Dante, Fiol, Martini e Campari presentare i nuovi trend della miscelazione. La Lounge Banca Passadore, al centro della piazza, fa invece da baricentro per l’esperienza di una degustazione immersa nell’arte e nella storia. Il viaggio prosegue nel Cortile Mercato Vecchio con le proposte della Regione Calabria e della Regione Sardegna, mentre al Cortile del Tribunale è possibile degustare, oltre alla selezione di etichette dalla Guida Vini d’Italia 2025 del Gambero Rosso (di cui molte premiate con i Tre Bicchieri), anche i vini della Regione Campania e dell’Enoteca Esselunga. Qui si trovano anche i piatti firmati dalla Fiera del Riso come i tradizionali Riso all’isolana e all’Amarone della Valpolicella DOCG, oltre a quelli alle Mele della Val di Non e Prosecco Doc e agli Arancini di riso. Completa il tour – non solo enogastronomico ma anche culturale – la Lounge Affreschi, che ospiterà l’Assessorato dei Beni Culturali e Identità Siciliane per la promozione di Agrigento Capitale della Cultura 2025 e dei parchi archeologici siciliani. Svetta infine sulla Torre dei Lamberti il Consorzio Tutela Lugana Doc.

Fonte: servizio stampa Veronafiere

Vendemmia 2024, in Veneto prezzi delle uve in calo

La vendemmia 2024 è stata considerata dagli esperti una delle più difficili per i viticoltori, a causa della situazione climatica e fitosanitaria. Tuttavia, la produzione dichiarata risulta sostanzialmente stabile anche se, considerando le giacenze di vino, anche i prezzi delle uve non sono stati positivi: la quotazione media registrata da tutte le uve del Veneto nella vendemmia 2024 è stata infatti pari a 0,66 €/kg, in calo del -3,5% rispetto all’anno precedente.

I prezzi medi alla produzione rilevati per le tre province prese in esame presentano tutti una variazione negativa rispetto al 2023: la diminuzione più elevata (-6,1%) è ascrivibile all’uva veronese che ha spuntato 0,76 euro/kg, restando così la provincia con la leadership delle quotazioni regionali dell’uva. Si presenta in calo anche il prezzo medio unitario di Treviso, che si è attestato al valore di 0,69 €/kg, facendo segnare un -3,4%. Meno intensa la riduzione dei prezzi medi delle uve padovane che, a fronte di una quotazione media di 0,52 €/kg, presentano una flessione del -0,7% rispetto al 2023.

Sono queste le indicazioni principali che emergono dal report sull’andamento dei prezzi delle uve che l’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura realizza ogni anno al termine della vendemmia e ultimate le analisi statistiche sulle quotazioni dei prezzi delle uve rilevate presso le Camere di commercio provinciali (Padova, Treviso e Verona).

In regione, una buona parte delle varietà di uva hanno registrato variazioni negative del prezzo rispetto al 2023. Tra le uve DOC e DOCG, per Verona si registra un valore medio di 0,87 €/kg e un calo annuo del -7,7%, mentre a Treviso il prezzo medio delle uve atte a DOC è stato di 0,89 €/kg, in diminuzione del -5,0%. A Padova, invece, il valore medio delle uve destinate a vini a denominazione si è fermato a 0,61 €/kg e con un calo annuo del -1,3%.

Le quotazioni delle uve IGT hanno evidenziato una maggiore tenuta dei prezzi rispetto a quelli delle uve DOC e DOCG, con le tre province oggetto di analisi che mostrano variazioni annue leggermente positive, in particolare per quelle della provincia di Treviso (+1,4%). A differenza di quelle DOC, molte uve IGT mostrano quotazioni stabili rispetto al 2023, con anche qualche variazione positiva, più frequenti per le uve bianche rispetto alle nere.

Dagli ultimi dati presentati durante il terzo incontro del Trittico vitivinicolo, giunto alla sua 50^ edizione, che si è tenuto lo scorso 10 gennaio, è emerso che la superficie vitata in Veneto (cioè investita a vite, anche non ancora in produzione) ha raggiunto nel 2024 i 103.500 ettari (+2,3% rispetto al 2023), mentre la superficie in produzione è stata di circa 94.600 ha. La quantità di uva prodotta si attesta a circa 13,7 milioni di quintali (+0,7%) mentre la produzione di vino viene stimata in 11,65 milioni di ettolitri. Considerando la suddivisione delle uve prodotte per colore della bacca e per provincia, Treviso primeggia con quasi il 90% delle uve a bacca bianca mentre Verona è la provincia che più equamente distribuisce la percentuale tra bacca bianca e nera.

Il Prosecco DOC è la denominazione maggiormente diffusa, essendo coltivata su una superficie di oltre 27.000 ha, seguita da quella “Delle Venezie DOC” con circa 11.000 ettari e dalle superfici destinate a “Conegliano Valdobbiadene – Prosecco DOCG” e a “Valpolicella DOC”, entrambe con circa 8.600 ettari.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

10 gennaio, ore 9.45, a Legnaro (Padova), ultima parte del Trittico vitivinicolo Veneto dedicato al consuntivo della vendemmia 2024

uva

Venerdì 10 gennaio p.v., nella sala agricoltura della Corte Benedettina a Legnaro (Padova), si rinnova l’appuntamento regionale dedicato al mondo del vino del Veneto, ma non solo, con l’ultimo incontro del Trittico Vitivinicolo 2024, giunto alla 50esima edizione e che avrà inizio alle ore 9:45.

Il vigneto veneto registra più di 100 mila ettari di superficie potenziale e una produzione di uva che, secondo le prime stime del 2024, dovrebbe attestarsi a circa 14 milioni di quintali, in crescita del +3,5%, così come il volume totale di vino prodotto in regione, stimato in circa 11 milioni di hl. Per quanto riguarda l’export, dopo il rallentamento del 2023, i dati del primo semestre 2024 mostrano un netto recupero dei valori esportati, in aumento del 5,7%.

Sarà quindi l’occasione per un’analisi dei risultati definitivi della vendemmia 2024, con dati e tendenze per il futuro del settore, nonché un focus mirato sui mercati europei e internazionali per approfondire le dinamiche di mercato fondamentali per ottimizzare le strategie produttive e commerciali, con particolare attenzione alle opportunità e alle sfide del mercato svizzero. Non mancherà un momento per guardare alle prospettive internazionali, per un confronto sulle sfide globali del comparto vitivinicolo, sulle strategie di resilienza e sugli strumenti innovativi per garantire la sostenibilità e la competitività delle aziende vinicole venete.

Programma

Saluti e introduzione dei lavori, Nicola Dell’Acqua, direttore di Veneto Agricoltura e Federico Caner, assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto. Seguiranno: “Consuntivo della vendemmia 2024 in Veneto: produzioni e certificazioni dei vini veneti”, Nicola Barasciutti (Direzione agroalimentare Regione del Veneto), Luca Furegon (Dirigente settore Produzioni Agricole Avepa); Alessandra Liviero (Dirigente U.O. economia e comunicazione di Veneto Agricoltura) farà un intervento sull’export del vino veneto, mentre Fabio Franceschini, responsabile Commerciale Camera di commercio italiana per la Svizzera, presenterà un report sul mercato vitivinicolo in Svizzera, tra minacce e opportunità. Infine, Enrico Battiston, Head of Unit Viticulture – OIV (International Organisation of Vine and Wine), farà una panoramica sulla congiuntura vitivinicola mondiale e sulle strategie in atto e da intraprendere per una viticoltura resiliente. A moderare l’incontro sarà il giornalista Argav e tesoriere Unarga, Efrem Tassinato. Al termine dell’incontro è previsto un brindisi per festeggiare il 50° anniversario dell’evento informativo sul comparto vitivinicolo veneto. Partecipazione gratuita, necessario confermare la propria presenza registrandosi nel sito Venetoagricoltura.org.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura