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Veneto e Puglia le regioni più premiate al Concorso enologico nazionale dei vini Rosati

Concorso Rosati, le medaglie d'oro

Concorso Rosati, le medaglie d’oro

L’Italia “en rosé” può finalmente applaudire i 18 vini campioni del terzo Concorso enologico nazionale dei vini Rosati, promosso dall’assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia. Nel corso della cerimonia, tenutasi al Castello Aragonese di Otranto (LE), l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni, il senatore Dario Stefàno, ideatore dell’iniziativa, e la maestra di cucina Palma D’Onofrio, madrina dell’iniziativa, hanno premiato i tre migliori vini di ognuna delle sei categorie del concorso, che è stato autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole  e realizzato in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino e Unioncamere Puglia.

In Puglia il 40% della produzione di vini Rosati italiani. «Il risultato di quest’anno premia ancora una volta e sempre di più una tendenza in ascesa di questa produzione  –  ha dichiarato l’assessore Fabrizio Nardoni –. Lo diciamo da Otranto e dalla Regione che rappresenta il 40% della produzione nazionale di questa qualità e da un territorio che con le misure OCM Vino, con le misure sulla “promozione del vino nei Paesi terzi”, così come con il Concorso esercita da tempo una forte accelerazione su un andamento di mercato che può essere di ulteriore successo per i vini italiani e pugliesi in particolare». «Non nascondo l’emozione per le cinque medaglie che la Puglia porta a casa – ha dichiarato il senatore Dario Stefàno – accrescendo così la qualità competitiva dei campioni. Una bella gara che parla della nostra storia, con la partecipazione di tutte le regioni che hanno portato il proprio  bagaglio di valori, di pratiche e di conoscenza. Una esperienza vincente in cui le nostre radici culturali e produttive divengono motori di crescita economica per le aziende ed i nostri territori».

Veneto e Puglia fanno man bassa nella categoria ‘Frizzanti IGT – IGP’. Si è aggiudicato la medaglia d’oro la ‘Marca Trevigiana IGT Rosè vino frizzante ‘Aura Letitiae’ 2013’ dell’azienda agricola Manera Luigi società agricola S.S. di Castelfranco Veneto (Treviso); medaglia d’argento alla Puglia con il ‘Valle d’Itria IGP Rosè vino frizzante ‘Prosit’ 2013’ della Cardone Vini Classici Srl di Locorotondo (Bari) e bronzo al ‘Veneto IGP Raboso Rosato vino frizzante 2013’ dell’azienda agricola La Pracurte di Fauro Francesco 2C Snc di Annone Veneto (Venezia). Ancora insieme le due Regioni sul podio nella categoria ‘Spumanti DOC – DOP’. Già nella edizione 2013 erano stati premiati i vini delle due cantine venete che hanno conquistato il primo e secondo posto, rispettivamente l’azienda agricola Benazzoli Fulvio di Pastrengo (Verona) con il ‘Bardolino DOC Chiaretto vino spumante brut ‘Ruffiano’ 2013’ e l’azienda agricola Righetti Enzo di Cavaion Veronese (Verona) con il ‘Bardolino DOC Chiaretto spumante brut 2013’’. La medaglia di bronzo, invece, è andata al ‘Salice salentino DOC vino spumante brut Rosè ‘Five Roses’ 2010’ dell’antica azienda agricola vitivinicola Leone De Castris di Salice Salentino (Lecce).

Nella categoria ‘Spumanti IGT e VSQ’ medaglia d’oro al Veneto, con il ‘Manzoni Moscato Rosato vino spumante di qualità dolce 2013’ dell’azienda agricola Ca’Salina S.S. di Valdobbiadene (Treviso); medaglia d’argento e di bronzo rispettivamente a Puglia e Lombardia, con il ‘Negroamaro vino spumante di qualità extra-dry Rosè ‘Melarosa’ 2011’ delle Cantine Due Palme Società Cooperativa Agricola di Cellino San Marco (Brindisi) e il ‘Pinot Nero vino spumante di qualità extra-dry Rosato ‘Cuvee Eleonora Giorgi’  della cantina Giorgi F.lli & C. SAS di Canneto Pavese (Pavia), che già lo scorso anno aveva ottenuto con un suo vino la medaglia d’oro nella categoria ‘Rosati frizzanti IGT – IGP’.

Tra l’Abruzzo e la Puglia, spunta la Lombardia. La cerimonia, condotta del giornalista RAI Attilio Romita, ha consacrato i migliori vini Rosati d’Italia, scelti tra 319 etichette di 245 cantine di tutte le 20 Regioni. Nella categoria ‘Tranquilli DOC – DOP’ quest’anno vi è stata la affermazione dei vini lombardi, oltre alla conferma dell’Abruzzo. La medaglia d’oro è andata al ‘Valtenesi DOP Chiaretto ‘Ca’Maiol’ 2013’ dell’Agricola Provenza di Desenzano del Garda (Brescia); l’argento al ‘Cerasuolo d’Abruzzo DOP ‘Unico’ 2013’ della tenuta Ulisse di Crecchio (Chieti) ed il bronzo al ‘Valtenesi DOC Chiaretto Vino Biologico ‘Selene’ 2013’ dell’azienda Civielle Sac di Moniga del Garda (Brescia). Molta Puglia, invece, nel medagliere dei ‘Tranquilli IGT – IGP’ . Il ‘Puglia IGT Susumaniello Rosato ‘Tre Tomoli Rosa’ 2013’ dell’azienda Vigna Flora di Saponari Filomena di Castellana Grotte (Bari) si è aggiudicato la medaglia d’oro, con una performance davvero notevole per un vino che è stato proposto per la prima volta all’ultima edizione del Vinitaly, prodotto con coltivazione biologica in circa 2000 bottiglie da un vigneto di appena tre tomoli. La medaglia d’argento è stata conquistata dal ‘Terre di Chieti IGT Rosato ‘Maylea’ 2013’ della cantina abruzzese Orsogna di O.V. Orsogna Sca di Orsogna (Chieti) mentre quella di bronzo è andata al ‘Puglia IGT Rosato 2013’ della Polvanera di Gioia del Colle (Bari), azienda già medagliata per la stessa categoria nell’edizione 2012.

Podio tutto emiliano per la categoria ‘Frizzanti DOC –DOP’: le cantine Lombardini Srl di Novellara (Reggio Emilia) si sono aggiudicate l’oro con il ‘Reggiano DOC Lambrusco Rosato vino frizzante secco ‘Il Campanone’ 2013’, mentre l’Emilia Wine società cooperativa di Arceto di Scandiano (Reggio Emilia)  la medaglia d’argento con il ‘Colli di Scandiano e di Canossa DOP Lambrusco Rosato vino frizzante secco ‘Rosaspino’ 2012’. Sul gradino più basso il ‘Lambrusco di Sorbara DOP Rosato frizzante secco ‘Rosa’ 2013 dell’azienda agricola Garuti Elio ed eredi Garuti Romeo di Sorbara di Bomporto (Modena). Ambedue le aziende vincitrici dell’argento e del bronzo sono vecchie conoscenze del podio del Concorso, avendo conseguito medaglie con i loro vini anche nella edizione dello scorso anno.  «Intravedo nel Rosato – ha concluso Palma D’Onofrio, madrina del concorso – un veicolo privilegiato per fare avvicinare al mondo del vino i consumatori del nord e dell’est Europa ancora poco educati ed avvezzi al vino di qualità. E’ un vino fresco, beverino, profumato, un vero jolly sulla tavola di tutti i giorni, soprattutto in estate quando il pomodoro troneggia sulle nostre tavole».

(Fonte: Concorso enologico nazionale dei vini Rosati)

Consorzio Tutela Vini Valpolicella: eletto il nuovo Cda. Riconfermato per i prossimi tre anni il presidente Christian Marchesini.

presmarchesini

Christian Marchesini

Il Consorzio Tutela Vini Valpolicella ha un nuoco Cda, che ieri ha riconfermato all’unanimità come presidente  per il prossimo triennio Christian Marchesini e nel ruolo di vicepresidenti Marco Sartori e Daniele Accordini. Il nuovo Cda risulta inoltre composto da: Sergio Andreoli, Mauro Bustaggi, Elena Coati, Luca Degani, Paolo Fiorini, Lucio Furia, Celestino Gaspari, Andrea Lonardi, Giuseppe Nicolis, Andrea Sartori, Christian Scrinzi, Vittorio Zardini.

La Valpolicella rappresenta la seconda DOP del Veneto sia come superficie vitata, che come produzione dietro solo al Prosecco. Il  territorio può vantare una P.L.V. ad ettaro tra le più alte in Italia, e nell’ultima vendemmia si è attestata tra 18.000-20.000 €/Ha. I valori dei terreni sono aumentati e secondo una ricerca condotta da Assoenologi oggi si aggirano tra i 500.000-550.000 €/Ha. Il vigneto Valpolicella è cresciuto di estensione, raggiungendo 7.300 ettari ca. con la vendemmia 2013. Questo valore rappresenta il 25% del vitato veronese e il 10 % di quello veneto e che crescerà nonostante il blocco della rivendicabilità chiesta alla Regione Veneto e ottenuta fino al 2016 dal Consorzio.

Programma del triennio. I dati confermano per la vendemmia 2013 una produzione pari a 842.000 qli di uve di cui 303.000 messe a riposo per produrre Amarone e Recioto. “È la prima DOP del Veneto come operatori imbottigliatori (272). – ha ricordato Marchesini – Il 2013 si conclude con una sostanziale stabilizzazione dell’imbottigliato dell’Amarone-Recioto (+3%), con un leggero aumento del Ripasso (attestatosi a +5%) e con un evidente calo del Valpolicella (-11%), dovuto al successo del Ripasso, che chiude con un rapporto di 1/1.8 sull’Amarone. Quindi le denominazioni nel loro complesso portano ad una produzione di circa 60.000.000 di bottiglie, esportate per il 80%. Il nostro impegno proseguirà, così come nello scorso mandato, in direzione della valorizzazione della denominazione  e del territorio di produzione, investendo in particolare sulla formazione dei vitivinicoltori e sui sistemi di difesa integrata all’avanguardia, che stanno dando risultati notevoli e conferiscono valore aggiunto ai nostri vini, sinonimo di qualità ormai su tutti i mercato del mondo.

(Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella)

Confagricoltura Belluno chiede la modifica dell’Igt “Vigneti delle Dolomiti”

Immagine 1Confagricoltura Belluno, preso atto della istanza di modifica del disciplinare di produzione dei vini IGT “Vigneti delle Dolomiti”, in lingua tedesca “Weinberg Dolomiten”, presentata dal presidente del Consorzio vini del Trentino, ha chiesto alla Regione un’ ulteriore modifica per la Provincia di Belluno.

Inserire nell’Igt i vitigni Bianchetta Trevigiana e Pavana. Nello specifico, il presidente Diego Donazzolo ha chiesto una variazione del disciplinare per consentire la concessione dell’IGT, per la Provincia di Belluno, anche ai vitigni Bianchetta Trevigiana e Pavana, per i mosti e i vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, per almeno l’85% da tali corrispondenti vitigni. Tale richiesta corrisponde ad una necessità sentita in particolare nel feltrino, in quanto la Bianchetta Trevigiana e la Pavana sono presenti da molti anni in vigneti tradizionali.

Non tutti sanno che la viticoltura in provincia di Belluno è presente da alcuni secoli, come descritto nell’anno 1632 da Giovan Battista Barpo, decano del Capitolo della Cattedrale di Belluno, nei suoi tre libri dal titolo “Le delizie e i frutti dell’agricoltura e della villa”. Nel Libro Secondo – Trattato Quinto – di quest’opera, intitolato “Delle uve, delle viti e dei recipienti per il vino”, si legge, ad esempio: “Le viti amano più la collina o altri luoghi ben soleggiati e non già quelli freddi, paludosi, salmastri, ventosi od ombrosi” e ancora “Chi vuole le nere, chi le cameline chi le bianchette, chi le verdegne”. Interessante anche notare come nello stemma comunale di Seren del Grappa, ci sia la rappresentazione di un grappolo d’uva. Certamente il recente accresciuto interesse per questo comparto deve trovare il giusto riscontro non solo nella degustazione dei consumatori, ma anche nei disciplinari di produzione.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Estate 2014, nel trevigiano la vendemmia inizierà prima di Ferragosto

prosecco2È ufficiale: la vendemmia inizierà prima di ferragosto! Il monitoraggio della fioritura dei diversi vitigni, operato dal Condifesa Treviso con il tecnico Fiorello Terzariol, che in questi mesi ha visitato diverse aziende vitivinicole trevigiane, evidenzia con certezza che la vendemmia si terrà anche quest’anno con largo anticipo rispetto alla tradizione.

Prima decade d’agosto vendemmia di Pinot grigio, glera a fine mese. “La riserva idrica accumulata con le abbondanti piovosità del primo trimestre 2014 e le alte temperature dello stesso periodo hanno favorito un importante anticipo vegetativo della vite di quest’anno”, dichiara Terzariol. Che aggiunge: “Nonostante la variabilità meteorologica che ha caratterizzato l’ultimo periodo di aprile e le prime due decadi di maggio, i dati in nostro possesso ci consentono di prevedere con una certa sicurezza la stagione della vendemmia dei vitigni che caratterizzano maggiormente la nostra viticoltura. Le basse temperature minime (dai 3° ai 5°) registrate intorno alla metà del mese di maggiohanno rallentato in parte l’avanzare fenologico della vite, che però ha iniziato la fiorituraintorno al 10 maggio nel caso dello Chardonnay e intorno al 15 maggio nel caso della Glera. È così che possiamo prevedere la vendemmia già nella prima decade d’agosto per il Pinot Grigio (base spumante) in tutta la regione e negli ultimi giorni dello stesso mese per la Glera del Coneglianese e del Vittoriese, a seguire nell’area del Valdobbiadenese”. La situazione registrata, ricalca l’andamento, in parte meteorologico e conseguentemente fenologico, registrato negli anni 2011, 2007 e 2003. Anche in quell’occasione la vendemmia si effettuò con largo anticipo rispetto alla stagione tradizionale.

(Fonte: Condifesa Treviso)

 

Il futuro è ‘rosato’: l’Italia ai vertici dell’export del Rosé

futuro-rosato-150x150Dall’analisi dei dati sul consumo mondiale di vino Rosato nel 2012, resi noti dall’Observatoire de l’Economie du Rosé a cura del Conseil Interprofessionnel des Vins de Provence, emerge che negli ultimi anni il consumo di vino Rosato in Italia ha registrato una crescita superiore al 13%.

Oltre il 9% del vino consumato al mondo è Rosato. Nel 2011 il consumo in Italia di Rosato ammontava infatti a circa 1,18 milioni di ettolitri, aumentato nel 2012 fino a 1,34 milioni, evidenziando una crescita complessiva del 13,38% con una tendenza al rialzo che sembra confermarsi anche nel 2013. Il report francese sottolinea che oltre il 9% del vino consumato al mondo è Rosato (22,3 milioni di ettolitri su un totale di 244) e che l’Italia, con il 6% del consumo mondiale, è al quarto posto, dopo Francia (36%), USA (13%) e Germania (7%). Secondo l’osservatorio della Provenza, i maggiori produttori di Rosato a livello mondiale sono Francia (28% del totale), Italia (20%) e USA (15%) mentre resta incontrastata la leadership dell’Italia nell’export, con il 43% del totale mondiale, seguita da Spagna (21%) e Francia (13%). Se in Francia la culla del Rosato è la Provenza, con il 35% della produzione nazionale, in Italia è la Puglia a fare la parte del leone, con una quota prossima al 40% della produzione nazionale.

10-11 maggio 2014, il concorso pugliese.E proprio in Puglia, con la partecipazione di etichette provenienti da tutte le 20 regioni d’Italia, è giunto alla sua terza edizione il Concorso enologico nazionale di vini Rosati (Bari 10-11 maggio 2014, premiazione al Castello Aragonese di Otranto il 31 maggio 2014), autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, ed organizzato dall’assessorato alle Risorse agro-alimentari della Regione Puglia in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino e Unioncamere Puglia.
«Quello che per molti fu un tratto visionario del Concorso enologico pugliese è oggi più nitidamente una scelta politico-strategica di successo – dichiara l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari della Puglia, Fabrizio Nardoni – perché il trend dei consumi ci conferma che scommettere sul vino Rosato è vincente. La Puglia, ricchissima di produttori di Rosati, oggi è la terra che premia questo vino ed è gioco forza la terra che suggerisce al mercato il meglio dei Rosati di tutta Italia». Alla terza edizione del Concorso sono ammessi vini Rosati italiani tranquilli, frizzanti e spumanti divisi in sei categorie: vini tranquilli, sia a denominazione di origine (DOC – DOP) che a indicazione geografica (IGT -IGP); vini frizzanti, sia a denominazione di origine (DOC – DOP) che a indicazione geografica (IGT – IGP), vini spumanti a denominazione di origine (DOC – DOP) e vini spumanti a indicazione geografica protetta (IGP) e di qualità (VSP).

(Fonte: Garantitaly)

Vino santo trentino, identificata una difesa naturale dalla botrite

uve Nosiola per Vino santo trentino, sperimentazione

uve Nosiola per Vino santo trentino, sperimentazione

Il Vino santo trentino potrà diventare un prodotto ancora più sostenibile grazie al risultato di una sperimentazione condotta dalla Fondazione Edmund Mach, pubblicata in questi giorni sulla rivista scientifica “European Food Research and Technology”, che ha valutato la potenziale applicazione di microrganismi isolati da uve di Nosiola, poste in appassimento per la produzione di Vino santo trentino, come agenti naturali di bio-controllo per fronteggiare alcune avversità  dell’uva, come la Botrite.

L’evoluzione dei microrganismi in aiuto della qualità delle produzioni. Secondo gli esperti di San Michele l’applicazione di questi ceppi in fruttaio o in vigna, soprattutto nelle ultime fasi della maturazione, potrebbe contribuire a ridurre l’incidenza dei danni da Botrite quando i comuni trattamenti anticrittogamici non sono più praticabili. La sperimentazione è stata condotta da Raffaele Guzzon e Roberto Larcher del Centro di Trasferimento Tecnologico in collaborazione con Elena Franciosi  del Centro di Ricerca e Innovazione. “L’idea che ha guidato la sperimentazione –spiega Guzzon- è che microrganismi che siano cresciuti in un ambiente dove comunemente è presente Botrytis cinerea, sebbene in forma di “muffa nobile” si siano evoluti attivando dei meccanismi di autodifesa e inibizione verso questa muffa, utili per prevenirne lo sviluppo in contesti dovela Botrite rappresenti un rischio per la qualità delle produzioni”.

Uve di Nosiola, fonte di biodiversità. Il lavoro è stato svolto in collaborazione con quattro cantine trentine che hanno fornito le uve nel 2010 ed ha previsto la caratterizzazione molecolare e fisiologica della microflora isolata sulle uve in appassimento, giungendo all’identificazione di alcuni ceppi di lievito con una potenziale attività di bio controllo controla Botrite.Ne deriva che le uve tradizionali, comela Nosiola destinata alla produzione di vin santo trentino,  rappresentano una interessante fonte di biodiversità le cui possibili applicazioni appaiono ad oggi promettenti e quanto mai attuali. I numeri della sperimentazione: cantine coinvolte: 4;  Campioni di uve analizzati: 40;  Durata ricerca: 3 anni;  Microorganismi identificati e testati come agenti di bio controllo: 19;  Ricercatori e tecnici coinvolti: 6.  Pubblicazione scientifica, titolo e autori: European Food Research and Technology, “A new resource from traditional wines: characterisation of the microbiota of “Vino Santo” grapes as a biocontrol agent against Botrytis cinerea”,  Guzzon, R.; Franciosi, E.; Larcher, R. Research and Innovation Centre (2011-). Food Quality and Nutrition Department Technology Transfer Centre. Experiment and Technological Services Department (2012- )

(Fonte: Fondazione Edmund Mach)

 

 

155 mila visitatori (+6% rispetto al 2013) e + 36% presenza buyer esteri: chiusa con successo la 48^ edizione di Vinitaly, dal cui podio il premier Renzi lancia la sfida “Export Vino 2020 + 50%”

Vinitaly 2014Con la visita di Matteo Renzi a Verona, prima volta di un presidente del Consiglio in visita a Vinitaly, si è concluso ieri il Salone internazionale del vino e dei distillati, svoltosi insieme a Sol&Agrifood, Rassegna dell’agroalimentare di qualità ed Enolitech, Salone delle tecnologie per la viticoltura, l’enologia e l’olivicoltura. La rassegna conferma la sua leadership di principale piazza di affari internazionale del vino, con un aumento degli operatori del 6% per un totale di 155.000 presenze in 4 giorni di manifestazione. Importante la crescita in termini numerici e qualitativi dei buyer esteri, saliti a 56.000 rispetto ai circa 53.000 del 2013, raggiungendo un’incidenza del 36% sul totale.

hashtag campo liberoIl premier Renzi lancia l’hashtag #campolibero. A Vinitaly il premier Renzi ha lanciato l’obiettivo del +50% dell’export enologico al 2020 e ha annunciato il piano in 18 punti per la semplificazione in agricoltura e per il sostegno delle imprese agricole e dei giovani. «Abbiamo creato un hashtag apposito, “#campolibero”, che sarà messo online sul sito del Ministero delle Politiche agricole. Resterà online fino al 30 aprile per osservazioni ed entro il 15 maggio ci sarà un provvedimento di investimento forte sui due temi». «Il Governo sta facendo molto per il vino – ha commentato Ettore Riello, presidente di Veronafiere durante l’incontro con Renzi – e l’investitura che abbiamo ricevuto dal Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina nella giornata inaugurale di Vinitaly per la realizzazione e la gestione del Padiglione del Vino ad Expo Milano 2015 è importante, perché riconosce alla fiera e a Vinitaly un ruolo centrale e di sistema per la promozione del vino italiano nel mondo». «L’affluenza di buyer dall’estero a Vinitaly in costante crescita negli anni – ha detto Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere è una dimostrazione della centralità della nostra manifestazione per gli operatori professionali di tutto il mondo. Nella top ten quest’anno abbiamo al primo posto la Germania, con gli Usa quasi a pari merito; seguono Gran Bretagna, Canada, Russia, Svizzera, Asia con Singapore, Hong Kong e Cina, la Francia al settimo posto, Austria, Giappone. All’undicesimo posto i Paesi Scandinavi con Danimarca, Svezia e Norvegia». Chiusa con successo la fiera, Vinitaly dà quindi appuntamento alla 49^ edizione, che si svolgerà a VeronaFiere dal 22 al 25 marzo 2015.

(Fonte: Verona Fiere)

 

 

 

Vinitaly 2014. Martedì 8 aprile spazio agli spumanti di vitigni veneti meno conosciuti

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-L’appuntamento è al Vinitaly 2014, l’8 di Aprile alle ore 15,00, presso lo Stand della Regione del Veneto, Sala al piano terra per la degustazione sulle “Bollicine Minori”.

Il Veneto è terra di antica tradizione enoica. Numerosi vitigni possono quindi portare l’appellativo di “antichi”. Alcuni nomi? Corvina, Rondinella, Dindarella e Molinara (Valpolicella, Bardolino ed Amarone), Glera (Prosecco), Garganega (Soave), Raboso Piave. Ma altre varietà a diffusione locale sono sopravvissute in zone ristrette, gelosamente tramandate da veri e propri “viticoltori custodi”. Sono questi vitigni in grado di aumentare e differenziare l’offerta di prodotti in grado di identificare i territori in cui ancora vengono allevati? A questa domanda tenta di rispondere il progetto “Valutazione delle varietà minori e/o locali alla spumantizzazione / frizzantatura” affidata dalla Regione a Veneto Agricoltura.

Il mercato oggi richiede novità di qualità, andare oltre la standardizzazione dei grandi vitigni internazionali. E’ quindi necessario operare nella direzione dello sviluppo della viticoltura regionale basandosi sulla valorizzazione delle produzioni tipiche. E’ quello che sta facendo Veneto Agricoltura. I vini spumanti e frizzanti sono ormai produzioni di primaria importanza, con valenze non solo “eno”: il Prosecco, infatti, è uno degli ambasciatori  del “saper fare” del Veneto. Alcune di queste, vinificate come “bollicine” saranno appunto oggetto della degustazione in programma a Vinitaly 2014.

Le varietà in degustazione. Molto curiose e saranno sei di cui quattro spumanti (Gruaja, Pinella, Pavana, Pedevenda), un metodo classico (Pedevenda) e una vino fermo a  sorpresa.Va segnalato infatti il fiorire di spumanti prodotti da vitigni considerati non “classici” e un’espansione del gradimento di “bollicine” provenienti da uve nere con colorazioni rosate. Nel territorio regionale veneto esistono vitigni che tradizionalmente vengono vinificati per produrre vino spumante o frizzante. Il progetto di Regione e Veneto Agricoltura divide il territorio in aree dove quel particolare vitigno viene tradizionalmente utilizzato per questo tipo di prodotti (ad esempio la Glera per le aree interessate alla DOC/DOCG Prosecco). Sono stati scelte come varietà minori (da produrre come spumanti, frizzanti e metodo classico) le seguenti Varietà (n=nero; b=bianco): Gruaja (n) diffusa nella zona di Breganze (VI), Pedevenda (b) diffusa nella zona di Breganze (VI), Verduzzo (b) diffuso in varie zone, Boschera (b) diffuso nei colli di Conegliano, Raboso Piave (n), Grapariol (b) diffuso nella zona Piave, Cavrara (n); Varietà in corso di iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà di Vite e presente nella zona dei Colli Euganei, Pinella (b) presente nella prov. di Padova, Pavana (n) Presente in Val Belluna e sotto sinonimo nel veronese, Bianchetta (b) Presente nel Bellunese, colli asolani, Kerner (b), Pinot Grigio (b) diffuso in varie zone. Le uve sono state lavorate presso il Centro Vitivinicolo di Conegliano di Veneto Agricoltura e le basi ottenute, spumantizzate poi presso la cantina di Microspumantizzazione (Autoclavi di 30 litri) gestita dal Centro stesso assieme all’Università di Padova – Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia (C.I.R.V.E.)

(Fonte: Veneto Agricoltura)

6-9 aprile 2014, a Verona Fiere, al via la 48^ edizione di Vinitaly

Vinitaly VenetoSi apre oggi alle ore 11 con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina il 48° Vinitaly, Salone Internazionale del vino e dei distillati. In concomitanza con Vinitaly, aprono anche Sol&Agrifood, la Rassegna dell’agroalimentare di qualità ed Enolitech, il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie.

L’Italia del vino vale oltre 5 miliardi di export ed è il primo esportatore del mondo con una quota del 21% del mercato internazionale e il Vinitaly, con 4100 espositori da più di 20 Paesi, riserva grande attenzione proprio alle iniziative rivolte al mercato estero. Alla cerimonia inaugurale – Auditorium Verdi Centro Congressi Veronafiere, ore 11 –, oltre al Ministro Martina, intervengono il Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il Presidente della Provincia di Verona Giovanni Miozzi, il Sindaco di Verona Flavio Tosi, il Presidente e il Direttore generale di Veronafiere Ettore Riello e Giovanni Mantovani.

Nel pomeriggio, incontro con il Ministro Martina, Paolo De Castro, Giuseppe Sala, Commissario unico delegato del Governo per Expo 2015, Diana Bracco, Commissario Padiglione Italia, Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi, Ettore Riello, Presidente di Veronafiere, sul tema “Il vino italiano per Expo Milano 2015” (area Mipaaf piano terra Palaexpo, ore 15). Alle 16, sempre nell’area Mipaaf, il Ministro Martina e il Ministro dell’Interno Angelino Alfano con Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti e Gian Carlo Caselli, Presidente del Comitato scientifico, affrontano il tema “La legalità nel bicchiere, il piano di azione”.

(Fonte: Verona Fiere)

Verso Vinitaly 2014. Proclamati i vincitori del 21° Concorso Enologico Internazionale, premio “Gran Vinitaly 2014” a Cavit di Trento

concorso-enologicoCon 73 medaglie assegnate, su quasi 3.000 vini iscritti ufficialmente in gara, si è chiuso il 21° Concorso Enologico Internazionale di Vinitaly svoltosi alla Fiera di Verona dal 27 al 31 marzo scorso e organizzato con il patrocinio della Commissione dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, dell’Union Internationale des Oenologues, nonché dei Ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo Economico. A conquistare il massimo riconoscimento con il Premio Gran Vinitaly 2014, la Cavit S.C. di Trento, che ha ottenuto il maggior punteggio con due medaglie conseguite in gruppi diversi.

Le categorie premiate. Vini tranquilli, vini frizzanti e vini spumanti sono le categorie di classificazione dei quasi 3.000 campioni arrivati da 30 Paesi, anonimizzati prima della competizione, e sottoposti al vaglio delle 21 commissioni di valutazione, presiedute da Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi e presidente del Comitato nazionale Vini del Ministero dell’agricoltura. Quindici le sessioni di lavoro per oltre 40 ore complessive di esaminazione che ha debuttato in formato digitale; una novità assoluta ed un importante investimento tecnologico voluti da Veronafiere e da Assoenologi che non trovano riscontro in altre grandi analoghe competizioni internazionali. Per Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere «la competizione rappresenta per le aziende che vi partecipano una importante leva per il marketing, non solo per le vincitrici di medaglie, meno del 3% sul totale dei campioni in assaggio, ma anche per quelle che hanno ottenuto la Gran Menzione. La prossimità di data del Concorso al Vinitaly favorisce, inoltre, la conoscenza dei vini premiati da parte degli operatori professionali provenienti da oltre 120 Paesi che saranno presenti alla manifestazione».

I premi. Sono stati assegnati complessivamente 715 diplomi di “Gran Menzione”, 17 Gran Medaglie d’Oro, 16 Medaglie d’Oro, 18 Medaglie d’Argento, 22 Medaglie di Bronzo. Oltre  al “Gran Vinitaly 2014” assegnato a Cavit S.C., il premio speciale “Vinitaly Nazione 2014“, attribuito al produttore di ogni Paese che ha ottenuto il maggior punteggio calcolato dalla somma delle valutazioni riferite ai migliori tre vini insigniti del diploma di “Gran Menzione”, è stato attribuito a Divino Nordheim Thüngersheim EG – Nordheim-Bayern (Germania), Cantine Due Palme Soc. Coop. Agricola – Cellino San Marco (BR) (Italia), Murfatlar Romania S.A. – Murfatlar (Romania).  Il Premio speciale “Denominazione di Origine 2014″, assegnato al vino di ogni denominazione di origine italiana che in assoluto ha conseguito il miglior punteggio (a condizione che per ogni denominazione di origine abbiano partecipato almeno 40 campioni), è stato attribuito a: Amarone della Valpolicella Doc “Campo dei Gigli” 2008 Società Agricola Tenuta Sant’Antonio – Colognola ai Colli (VR), Gutturnio Doc Riserva “Duca di Ferro Mont’Arquato” 2010 Casabella – Ziano Piacentino (PC), Montepulciano d’Abruzzo Dop “Murelle” 2012 Cantina Miglianico Soc. Coop. Agr. – Miglianico (CH), Prosecco Doc Treviso Frizzante 2013 Antonio Facchin & Figli S.S. Soc. Agr. – San Polo di Piave (TV), Trentino Doc Vin Santo ʺArèleʺ 2000 Cavit S.C. – Trento, Valdobbiadene Prosecco Docg Superiore Spumante Dry “Paradiso” 2013 Cà Salina di Bortolin Gregorio – Valdobbiadene (TV). Il premio “Banca Popolare di Verona” è stato assegnato al vino Colli Piacentini Doc Malvasia Passito “Sensazioni D’inverno – le Virtù del Poggio” 2011 della Società Agricola Terzoni Claudio S.r.l. – Vernasca (PC) per aver conseguito il miglior punteggio fra tutti i vini veneti, o emiliano romagnoli, o trentini o friulani di tutte le categorie previste dal regolamento del 21° Concorso Enologico Internazionale.

(Fonte: VeronaFiere)