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10 agosto 2013, torna la manifestazione “Calici di stelle”, gli appuntamenti in Veneto

calici di stelle logo 215x162_v02Ritorna il 10 agosto Calici di Stelle, evento organizzato in tutta Italia dal Movimento Turismo del Vino e da Città del Vino. In Veneto, alcune aziende socie di MTV organizzeranno eventi in cantina, l’associazione regionale è poi tra gli organizzatori di due importanti appuntamenti in programma: Calici di Stelle in alta quota nei rifugi di Cortina d’Ampezzo (BL) e  Calici di Stelle nel veneziano a Marcon (VE).

Notte di San Lorenzo a Cortina d’Ampezzo. La prima edizione ampezzana di Calici di Stelle è organizzata dal Movimento Turismo del Vino Veneto, Veneziaeventi.com e Città del Vino con il patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo. Quattro i rifugi e una malga i luoghi in cui si degusteranno i vini nella notte di San Lorenzo. Ai partecipanti verrà fornita la sacca con il calice di cristallo serigrafato con il quale sarà possibile accedere a tutte le degustazioni organizzate in ciascun rifugio al costo di 10 euro con oltre 100 etichette in degustazione, provenienti da tutta Italia. In abbinamento ai vini verranno proposti dei piatti con prodotti tipici a 5 euro. Maggiori info: www.veneziaeventi.com

Notte di San Lorenzo nel veneziano. A Marcon (VE), i riflettori si accenderanno su piazza Mercato, dove saranno presenti 19 produttori vitivinicoli con oltre 100 selezioni enologiche, provenienti non solo dal Veneto, ma anche da Friuli Venezia Giulia, Lombardia (Franciacorta) e Toscana (Montalcino e Grosseto); con loro, in degustazione, anche le produzioni di due birrifici artigianali veneti e di un oleificio toscano. Ad accompagnare “il lieto bere”, le delicatezze gastronomiche di tre locali del Nordest. Come tradizione, nella notte di San Lorenzo, saranno anche a disposizione telescopi per cercare le “stelle cadenti” sotto la guida degli “Astrofili Veneti”; non mancheranno l’accompagnamento musicale dei “Velluto Blu” e l’ “angolo letterario” con la presenza dello scrittore e giornalista, Sandro Brandolisio. Maggiori info: www.iwinelab.it

(Fonte: Movimento Turismo del Vino/Veneziaeventi.com/Winelab.it)

Matilde Poggi è il nuovo presidente FIVI

FIVI_Consiglio

il nuovo direttivo FIVI

Mercoledì 10 luglio scorso, presso la Reggia di Colorno, si è svolta l’assemblea ordinaria 2013 di F.I.V.I. – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. I Vignaioli Indipendenti, dopo i saluti e i ringraziamenti di Costantino Charrère, presidente in carica fin dalla fondazione nel 2008, e ora uscente, hanno votato il consiglio direttivo che guiderà la Federazione nel prossimo triennio 2013-16.

Il nuovo direttivo. L’Ufficio di Presidenza è così composto: presidente Matilde Poggi, vicepresidenti Leonildo Pieropan e Walter Massa, segretario nazionale Saverio Petrilli, consigliere delegato agli Affari Istituzionali Gianmario Cerutti. I consiglieri eletti sono: Stefano Casali, Giulia Cavalleri, Lorenzo Cesconi, Costantino Charrère, Ettore Ciancico, Luca Ferraro, Celestino Gaspari, Armin Kobler, Marco Vercesi, Guido Zampaglione. Le  nuove nomine giungono in un momento importante per FIVI che, come ricordato da Costantino Charrère nel corso della sua relazione morale, ha saputo in poco tempo ritagliarsi in Italia e in Europa grande autorevolezza nei confronti delle Istituzioni di riferimento, attraverso iniziative tangibili e in particolare grazie all’elaborazione del Dossier Burocrazia, documento concreto e dettagliato di sfoltimento burocratico. Il Dossier, recentemente presentato in Commissione Agricoltura del Senato, è stato adottato come testo base per una prima proposta di legge per la semplificazione del lavoro dei vignaioli.

Il programma. La neopresidente Matilde Poggi, al momento del suo insediamento ha dichiarato: “FIVI continuerà a procedere, insieme a C.E.V.I. (Confédération Européenne des Vignerons Indépendants), con energia e convinzione sulla strada della tutela dei diritti dei vignaioli presso tutte le istituzioni preposte sia in Italia sia in in Europa. La nostra presenza sarà attiva e propositiva a tutti i tavoli decisionali per il comparto vitivinicolo/agricolo e il nuovo consiglio è consapevole dell’impegno e dello spirito di sacrificio necessario. Gli obiettivi si raggiungono operando uniti e insieme, è quindi fondamentale che tutti i vignaioli nostri soci si impegnino per comunicare e diffondere le iniziative e idee FIVI, e soprattutto il nostro marchio che in sé racchiude ciò che noi siamo: vignaioli che coltivano le loro vigne, imbottigliano il loro vino e curano personalmente il loro prodotto”.

(Fonte: FIVI)

Bollino “Meraviglia Italiana” per la Sagra del Pesce, in corso a Chioggia (VE) fino al 21 luglio. E per l’edizione 2014, in programma “sposalizio” con il Prosecco.

Premiazione Meraviglia Italiana Chioggia

17 luglio 2013, Comune Chioggia, premiazione Meraviglia Italiana, da sx sindaco Giuseppe Casson e Carmelo Lentino consigliere Forum Nazionale Giovani

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) La rinomata “Sagra del Pesce” di Chioggia (VE),  in corso fino a domenica 21 luglio prossimo, è stata insignita del bollino “Meraviglia Italiana“. La tradizionale kermesse gastronomica estiva, manifestazione simbolo della città clodiense, ha ricevuto il riconoscimento da parte del Forum Nazionale dei Giovani, membro del Forum Europeo della Gioventù (YFJ – European Youth Fourm), che ha messo in campo il progetto in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Premiazione Città Chioggia

17 luglio 2013, Comune Chioggia, premio Meraviglia Italiana, da sx Silvia Vianello (assessore al Turismo), Carmelo Lentino e sindaco Casson

Il sindaco Casson: “Un riconoscimento che celebra tutta la città”. La cerimonia di premiazione si è svolta mercoledì 17 luglio scorso alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti delle associazioni impegnate nella sagra. A consegnare il premio nelle mani del sindaco Giuseppe Casson, Carmelo Lentino, consigliere delegato alla cultura e turismo del Forum. Presenti all’incontro, anche Silvia Vianello, assessore al Turismo, Maurizio Salvagno, vicesindaco e assessore alla Pesca e alle attività produttive, Narciso Girotto, assessore alla Cultura e Paolo Ardizzon, dirigente del Comune di Chioggia. “La sagra del pesce, giunta alla 76 edizione, è diventata ormai punto di riferimento per centinaia di ospiti che ogni anno approfittano della manifestazione per visitare la nostra città. E’ un evento turistico importante che negli anni è cresciuto grazie alla collaborazione delle associazioni cittadine“, ha detto il sindaco Casson. Che ha aggiunto: “Questo premio sancisce un importante traguardo per la collettività inserendo la manifestazione in un circuito di promozione d’eccellenza con l’obiettivo di valorizzare la tradizione culturale locale in tutta Italia e all’estero”.

relatori Sagra Pesce Chioggia 2013Turismo, arte e cultura, tappe obbligate per lo sviluppo dell’economia italiana. “Una posizione geografica invidiabile, un patrimonio storico, artistico e culturale straordinario, prodotti enogastronomici d’eccellenza: la naturale vocazione economica dell’Italia è il turismo, l’arte e la cultura “, ha affermato l’assessore al Turismo Silvia Vianello. Affermazione, questa, che ha trovato il plauso di Carmelo Lentino: “Cultura e turismo rappresentano un motore di sviluppo del nostro Paese e una concreta opportunità di lavoro per i giovani“, ha ribadito il consigliere del Forum Nazionale dei Giovani. Che ha aggiunto “Il progetto “Meraviglia Italiana” trova il proprio sviluppo nel sito (oltre 3 milioni di accessi unici, il 60 per cento da Paesi extraeuropei), ed è nato per realizzare un itinerario con un alto impatto storico culturale, tra siti paesaggistici, culturali, storici e manifestazioni della tradizione culturale. Tra le varie proposte e le oltre 4500 candidature pervenute, la “Sagra del Pesce di Chioggia” è stata scelta a rappresentare le eccellenze del territorio italiano perché è occasione di diffusione della cultura veneta e del costume locale attraverso la promozione della tradizione culinaria e la diffusione dei prodotti tipici (ittico, orticolo e panificazione) nonchè di spettacoli folcloristi”.

Sinda Giuseppe Casson e Sindaco Floriano Zambon2014, annunciato connubio Chioggia-Conegliano. Nata nel 1938 con lo scopo “nazionalistico” di incentivare il consumo di pesce e la conseguente industria della pesca, la “Sagra del Pesce” di Chioggia è cresciuta negli anni in importanza e partecipazione, sia di pubblico che dal punto di vista organizzativo. E, a pochi giorni dalla chiusura, si guarda già alle novità della prossima edizione: “Ci piacerebbe “sposare” la Sagra del Pesce con un’altra eccellenza veneta, il Prosecco  Superiore di Conegliano Valdobbiadene” – ha annunciato il sindaco Casson, insieme al sindaco di Conegliano, Floriano Zambon, presente all’incontro. Il “primo approccio” tra città e manifestazioni avrà luogo il prossimo settembre, in occasione della Festa dell’Uva di Conegliano e poi, a luglio 2014, le auspicate “nozze”. Viste le premesse, sembra proprio “che questo matrimonio s’ha da fare”!

Sagra del pesce, apertura standTra fritti di pesce e cicheti. La kermesse apre ogni sera in corso del Popolo alle ore 19.30 nei ristoranti e negli stand allestiti dalle associazioni locali – ASI Ciao, Associazione Culturale Teatro e Musica, AUSER, I Fasolari, Masci, UISP, che deliziano i palati con le ricette più classiche come il “saor”, il fritto misto con polenta, le “bibarasse in cassopipa”, le seppie in umido con polenta e le immancabili grigliate di pesce. Inoltre davanti alla Cassa di Risparmio i ristoratori e panificatori dell’Ascom in collaborazione con la Fondazione Clodiense propongono i classici “cicheti” dalle ore 19.30 alle ore 21.30 con il progetto “Un territorio di sogni tra sapori e spettacoli”. Ogni sera dalle 21.30 nei due palchi allestiti in Campo Duomo e in Piazza Vigo si tengono spettacoli  dimusica, spettacolo, teatro e cabaret. La Torre di Sant’Andrea, che conserva l’orologio da torre più antico del mondo, accoglie la mostra “I Dondi dell’orologio”, con la riproduzione di materiali e documenti d’archivio sull’attività della famiglia Dondi. Fino al 21 luglio, davanti a Palazzo Morari, c’è anche una mostra mercato sull’oro bianco di Cervia, il sale. Anche Europe Direct partecipa alla sagra con uno stand per la promozione della Rete Europea d’Informazione al servizio dei cittadini.

coda sagra del pesceVisto il flusso incredibile di gente agli stand, consigliamo di prenotare. ASI CIAO – stand posizionato davanti all’ufficio postale di San Giacomo – tel. 338.9702184 – guarmarco@alice.it; ASS. TEATRO&MUSICA – stand posizionato in Campo San Martino – tel. 340.5473805 – info@teatro-musica.it; AUSER – stand posizionato in piazza Granaio – tel. 329.9621288 – circolo.chioggia@auser.ve.it; I FASOLARI – stand posizionato davanti al Municipio – tel. 335.5625349 – opfasolari@libero.it; MASCI – stand posizionato davanti a Palazzo Morosini – tel. 338.4843434 – robertosig@inwind.it; UISP – stand posizionato nell’isola di San Domenico – tel. 333.6160022 papo63@interfree.it.

Commissione europea su ritiro vino Prosek prodotto in Croazia: “La competenza è degli Stati”

prosek«La Commissione ci ha delusi, demandando la questione agli Stati membri. Ci aspettavamo molto di più dall’Esecutivo Ue, vista l’evidente inadempienza delle normative comunitarie, in materia di protezione dei prodotti Doc, da parte dei viticoltori croati».

Per Ue competenza è degli Stati. Questo il giudizio dell’eurodeputato Giancarlo Scottà sulla risposta della Commissione europea all’interrogazione del trenta maggio scorso, in cui chiedeva quali misure intendesse prendere l’Esecutivo Ue per eliminare la commercializzazione delle bottiglie di vino “Prosek” prodotto in Croazia nel mercato interno e in quello dei Paesi terzi, qualora questo non fosse stato rititrato dal commercio.  «La Commissione, di fatto, non ha risposto alla nostra domanda -ha dichiarato Scottà- in quanto ha detto che “spetta alle autorità competenti degli Stati membri garantire l’applicazione di tale protezione nel mercato interno”, e ha ricordato gli accordi bilaterali negoziati con diversi Paesi terzi che servono a “garantire, anche nei loro territori, alti livelli di protezione delle Dop Ue, tra cui quella del Prosecco”». «Avrei preferito che questa risposta arrivasse prima dell’ingresso della Croazia nella Ue, trattandosi di un’interrogazione urgente, – ha lamentato l’eurodeputato – invece la Commissione ha tardato, per poi non affrontare nemmeno il nocciolo della questione».  «C’è solo da augurarsi – ha concluso Scottà – che la Croazia, ora che è entrata in Europa, non presenti alcuna domanda di protezione per “Prosek”, altrimenti la Commissione sarebbe tenuta a prenderla in considerazione».

(Fonte: segreteria europarlamentare Giancarlo Scottà)

Il Consorzio Tutela Vino Bardolino risponde a FIVI: “Increduli per gli attacchi immotivati, e spieghiamo il perché…”

Bardolino, grappoli di Corvina In risposta alla comunicazione stampa di FIVI da noi pubblicata lo scorso 27 giugno, contrastante la recente decisione del Consorzio di Tutela del Bardolino di abbassare la quantità di uva ammessa a Doc nella prossima vendemmia, pubblichiamo di seguito la risposta inviataci dall’ufficio stampa del Consorzio Tutela Vino Bardolino.

Stupore e incredulità: sono questi i sentimenti del Consorzio di Tutela del Bardolino dopo la lettura del comunicato con il quale la Federazione italiana dei vignaioli indipendenti (Fivi) prende posizione contro la decisione di abbassare da 130 a 115 quintali per ettaro la quantità della uve idonee a ottenere vini della Doc Bardolino nella prossima vendemmia.

“Francamente – dice il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi – non riusciamo a capire i motivi delle considerazioni espresse dalla Fivi. Stando all’elenco dei soci che compare nel sito della federazione, i vignaioli del Bardolino aderenti alla Fivi sono sette, e cinque di questi dichiarano sui siti aziendali le loro rese per ettaro riferite al Bardolino, indicandole da un minimo di 86 e un massimo di 112 quintali. Non volendo neppure lontanamente credere che le notizie che compaiono sulle loro pagine web non siano veritiere, appare del tutto incomprensibile come possano definire lesiva dei loro interessi la scelta di abbassare le rese a 115 quintali, considerato che, essendo per loro stessa dichiarazione già al di sotto di questo valore, non sono minimamente toccati dalla decisione del Consorzio”.

L’intervento della Fivi sembra mirato anche a rivendicare una maggior rappresentatività dei vignaioli all’interno dei consorzi di tutela italiani. “L’aspirazione dei piccoli produttori a trovare espressione nei consorzi è legittima – dice il presidente Tommasi –, ma nel caso del Bardolino la Fivi ha decisamente sbagliato obiettivo, sollevando inspiegabili dubbi su un consorzio che proprio per i più piccoli ha fatto molto in questi ultimi cinque anni, arrivando a raddoppiare il prezzo delle uve, pur in un contesto economico molto difficile. Si tratta di risultati eccezionali, che è stato possibile conseguire proprio perché nel consiglio del consorzio siedono tutte le componenti della filiera, dalle più piccole alle più grandi, e non può essere altrimenti, visto che sono circa settanta le aziende di ogni dimensione che producono e vendono con loro etichetta il Bardolino nel nostro territorio. Più di metà dei consiglieri sono vignaioli che coltivano vigneti, vinificano direttamente la loro uva e commercializzano in proprio il vino che ne traggono, due di loro possiedono appena sei ettari di vigna.

Quanto alla Fivi, non risulta che come associazione abbia avanzato alcuna candidatura al recente rinnovo del consiglio consortile: forse era il caso di farlo. Non che questo intacchi il significato delle idee che esprimono – prosegue Tommasi -, ma rammento che i sette colleghi aderenti alla Fivi rappresentano l’1,02% del totale dei nostri vigneti e l’1,25% del Bardolino imbottigliato: non ritengono forse che sia democratico ascoltare anche chi rappresenta il restante 99%, soprattutto quando le decisioni, come in questo caso, trovano il consenso pressoché unanime, salvo un unico astenuto, di tutte le diverse ed articolate anime rappresentate in consiglio? Nel caso del Bardolino è poi totalmente inaccettabile, perché del tutto falsa, l’affermazione della Fivi secondo la quale in seno al consiglio i delegati delle cantine sociali esercitino una posizione egemone e monopolista: pur essendo rilevanti come dimensione, le tre cooperative del Bardolino esprimono, insieme, solo cinque consiglieri su quindici. Ma a prescindere da questo, forse le centinaia di soci delle cantine sociali non coltivano vigneti, non vinificano uva attraverso la loro cooperativa e non commercializzano vino?”

“Ovviamente – conclude il presidente del Consorzio del Bardolino – tutti i suggerimenti sono preziosi per una più efficace gestione della denominazione, però occorre tener giusto conto delle opinioni di tutti, perché tutti hanno fornito un contributo significativo alla recente rinascita del Bardolino, anche a costo di grandi sacrifici. La determinazione di abbassare la quantità di uva ammessa alla doc ne è un ulteriore esempio, visto che sono soprattutto le cooperative e le aziende di maggior dimensione, e non i piccoli produttori che dichiarano pubblicamente di essere sotto i 115 quintali per ettaro, a essere chiamate a ridimensionare il loro gettito nell’interesse di tutta la denominazione del Bardolino”.

Proposta a Bruxelles una nuova “piattaforma europea delle regioni vinicole Mediterranee”

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Difendere i criteri di certificazione per difendere la qualità del nostro vino: questo è l’obiettivo del Veneto insieme ad altre aree mediterranee che si sono incontrate nei giorni scorsi a Bruxelles per discutere su una nuova idea, la creazione di una “piattaforma europea delle regioni vinicole Mediterranee”. Di ciò sono convinti anche i viticoltori francesi della regione della Linguadoca, che hanno invitato il Veneto e altre regioni vinicole mediterranee a questo incontro presso il Comitato delle Regioni.

Difesa delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche. Sullo sfondo, il rischio che si generi confusione nei consumatori nonché una situazione di concorrenza sleale, a causa della diffusione di vini non certificati ma che assumono comunque il nome di qualcuna delle varietà di vitigni. “L’iniziativa – ha specificato l’assessore veneto all’agricoltura Franco Manzato – sarà mirata alla difesa delle denominazioni e indicazioni geografiche nella presentazione dei vini che riportano i nomi di vitigno”. L’incontro presso il Comitato delle Regioni ha avuto principalmente lo scopo di fare il punto della situazione nonché di evidenziare possibili margini di collaborazione per il futuro tra le regioni invitate.

(Fonte: Regione Veneto)

“Pari rappresentatività per tutti”, parte dal Veneto la protesta-richiesta di FIVI nei confronti dei Consorzi di Tutela dei vini Doc

Vigneti_lowRiceviamo dall’ufficio stampa di FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e pubblichiamo la seguente nota

Martedì 11 giugno 2013 il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Vino Bardolino DOC ha deliberato di presentare richiesta ufficiale alla Regione Veneto affinché vengano ridotte le quantità di uva certificata DOC che riguardano la denominazione Bardolino DOC (campagna 2013).

Questa decisione è contraddittoria, perché non tocca le “rese” per ettaro ma solo la quota rivendicabile a DOC, è intempestiva, perché avrebbe dovuto essere presa prima della potatura invece arriva all’epoca dell’allegagione, ed è del tutto estemporanea, in quanto trattasi di misura non strutturale come invece sarebbe necessario per riallineare l’offerta di Bardolino al suo potenziale di mercato.

FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti considera questa delibera del CdA del Consorzio contraria agli interessi economici dei produttori di Bardolino e anche lesiva dei loro stessi diritti, dal momento che non rispetta in alcun modo l’autonomia programmatica di chi lavora per il mercato dell’anno successivo.

A seguito di questo fatto, ultimo esempio di una situazione frequente in numerose DOC italiane, FIVI ritiene necessario vengano messi in discussione gli equilibri nei poteri decisionali, e quindi nella rappresentatività e nel voto, degli organi collegiali dei Consorzi di Tutela delle DOC italiane.

È auspicabile che i produttori, i vignaioli, i vinificatori imbottigliatori e i soci conferitori delle Cooperative siedano ad un tavolo di confronto per discutere i principi di rappresentatività. L’obiettivo del dibattito sarà quello di ragionare su una più equa assegnazione dei poteri decisionali in seno ai CdA e alle Assemblee Generali dei Consorzi, per rendere questi organi collegiali più trasparenti, partecipati e democratici.

Il parere di FIVI è che il voto nelle Assemblee dei Consorzi debba avere un limite nelle deleghe personali.

Il sistema attualmente in vigore nella maggioranza dei Consorzi consente ai delegati delle Cooperative di esercitare, al momento del voto, una posizione egemone e monopolista.

In pratica poche persone decidono per tutti e questa situazione non è più accettabile.

Occorre superare gli automatismi (ettari/bottiglie/teste) per rivedere gli equilibri della rappresentanza alla luce anche di altri valori e criteri, quali ad esempio l’imprenditoria a ciclo completo del vignaiolo: quest’ultimo infatti si trova a contare in determinate decisioni come colui che semplicemente imbottiglia o semplicemente produce uva che poi conferisce. Appare ragionevole che chi rischia, dalla conduzione del vigneto fino alla commercializzazione delle proprie bottiglie, abbia una quota di potere di indirizzo corrispondente in seno ai Consorzi.

Vi sono esempi virtuosi di Consorzi che, su richiesta e sollecitazione dei vignaioli soci, hanno deciso di modificare il loro statuto su questo punto per essere veramente espressione equilibrata degli interessi di tutti.

FIVI auspica che si arrivi presto ad un nuovo concetto di rappresentatività che permetta ai vignaioli produttori, riconosciuti dai Consorzi stessi quali principali attori della qualità delle DOC, di essere maggiormente coinvolti e ascoltati nell’ambito di decisioni delicate ed importanti per il loro futuro, come quella deliberata in questi giorni dal CdA del Consorzio Tutela Bardolino DOC.

FIVI inizierà una campagna di sensibilizzazione nazionale su questo tema e chiederà agli organi competenti l’avvio dei necessari tavoli interprofessionali di concertazione, perché con questa azione ha la certezza di dare un contributo concreto e costruttivo alla gestione e alla crescita del sistema dei Consorzi di Tutela delle DOC nazionali, e alla causa del vino Italiano di qualità.

Fiere del vino, accordo strategico di calendario dal 2014 al 2017 fra Union des Grands Cru de Bordeaux e Vinitaly

bicchiere_di_vinoUnion des Grands Crus de Bordeaux (UGCB) e Vinitaly hanno siglato un accordo per coordinare le rispettive manifestazioni al fine di consentire ai buyer e ai media di tutto il mondo di ottimizzare la loro presenza a due dei principali eventi del calendario vitivinicolo.

2014-2017, le date delle 2 fiere. Sensibili alle esigenze dei principali protagonisti del mondo del vino, le direzioni dell’UGCB e di Vinitaly hanno deciso congiuntamente di armonizzare i propri calendari evitando qualsiasi sovrapposizione di date tra la “Semaine des Primeurs” di Bordeaux e il Vinitaly di Verona, due manifestazioni di prim’ordine tradizionalmente svoltesi fino ad ora all’inizio di aprile. In quest’ottica, le rispettive direzioni hanno concordato i calendari per i prossimi quattro anni e i due eventi si svolgeranno nelle seguenti date: 2014, 31 marzo – 5 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux 6-9 aprile Vinitaly a Verona;  2015, 30 marzo – 3 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux, 22 – 25 marzo Vinitaly a Verona;  2016,  4 – 8 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux, 10 – 13 aprile Vinitaly a Verona;  2017,  3 – 7 aprile  Semaine des Primeurs a Bordeaux, 26 – 29 marzo Vinitaly a Verona.

Sinergie strategiche. A commento di quest’importante decisione, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, ha dichiarato: « In un’epoca di globalizzazione dei mercati, la Francia e l’Italia del vino hanno superato gli steccati con un’iniziativa esemplare, funzionale all’interesse dell’intero sistema, basata sul riconoscimento reciproco dell’importanza delle due manifestazioni. UGCB e Vinitaly hanno agito con realismo, professionalità e buon senso, in un’ottica di efficacia».    Da parte sua, Olivier Bernard, presidente dell’UGCB, ha sottolineato «Per entrambe le nostre organizzazioni, la principale preoccupazione è quella di soddisfare le aspettative dei nostri clienti, siano essi europei, americani o asiatici. Era nostro dovere fornire soluzioni concrete ed ora i visitatori potranno assistere sia al Vinitaly di Verona che alla “Semaine des Primeurs” di Bordeaux».

(Fonte: Veronafiere)

Vendemmia 2013, figlia del cambiamento climatico

Vite prosecco“Le anomalie metereologiche non son più da considerarsi un evento straordinario ma strutturale, che incide sempre più marcatamente sulla produzione vitivinicola veneta, settore leader a livello nazionale con 1,33 milioni di euro di export registrati nel 2012. Va dunque riconosciuto e valorizzato il costante lavoro di tecnici e ricercatori, che sfidando i cambiamenti climatici garantiscono la salute e salvaguardia di questo importante comparto”. Lo ha affermato oggi l’assessore regionale veneto all’Agricoltura Franco Manzato al tradizionale convegno promosso da Veneto Agricoltura-Europe Direct, a Conegliano-Tv, presso la sede dell’Università, d’intesa con Regione e CRA-VIT.

Primo di una serie di tre incontri. L’evento dal titolo “Vigneto veneto, andamento e previsioni produttive 2013” è il primo di una serie di tre incontri (Trittico Vitivinicolo) che da diversi anni Veneto Agricoltura dedica al settore (il prossimo appuntamento, cioè le previsioni vendemmiali 2013, si terrà nei primi giorni di settembre; mentre il terzo, sull’analisi dei dati consuntivi, è in programma nel prossimo mese di gennaio).

Esplosione di numerose malattie della vite. Se nella primavera 2012 l’agricoltura aveva dovuto fare i conti con le ondate di calore e la siccità, quest’anno, come ha illustrato Francesco Rech dell’Arpav (Servizio Meteorologico di Teolo), a complicare la vita degli agricoltori sono giunte le abbondanti precipitazioni e le temperature, ben al di sotto della media stagionale. Anomalie eccezionali queste, che nel vigneto veneto hanno favorito quasi ovunque lo sviluppo e l’esplosione di numerose malattie della vite, a partire dalla peronospora, l’escoriosi, il black-rot e la muffa grigia. Il convegno di Conegliano, rivolto principalmente ai tecnici e agli operatori del settore, ha fatto quindi il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell’estate. La fotografia, presentata in diretta dai numerosi esperti presenti, non può che destare forti preoccupazioni. “Il bizzarro andamento metereologico dei mesi scorsi – ha evidenziato il fitopatologo Michele Borgo – ha favorito quasi ovunque allarmanti attacchi fungini ai vigneti. Una situazione che fa prevedere una progressione dei danni finora registrati, con perdite significative della produzione, in considerazione della virulenza di alcune avversità parassitarie, dei limiti dei prodotti fitosanitari e del previsto ritardo della fase di maturazione dell’uva rispetto a quanto registrato nell’ultimo decennio”. Come se non bastasse, è stato evidenziato, le viti mostrano anche seri stati di sofferenza dovuti a carenze nutrizionali, che contribuiscono ad anticipare la comparsa di sintomatologie collegate a malattie di tipo cronico, quali il mal dell’esca e l’accartocciamento fogliare.

Rallentato anche lo sviluppo fenologico. Da parte sua, Patrick Marcuzzo (CRA-VIT), ha rimarcato che le abbondanti precipitazioni e le temperature fredde registrate dal germogliamento della vite fino alla seconda decade del mese di maggio, hanno favorito l’insorgere della peronospora in tutte le cultivar del territorio veneto, tanto che i vigneti usati come testimone (non trattati) mostravano un danno del 100% già dall’11 giugno. Importanti anche i danni segnalati in provincia di Vicenza sul Tai rosso causati dal fungo dell’escoriosi. Oltre a favorire l’insorgenza di fitopatie, il freddo e l’abbondanza di precipitazioni hanno causato un ingiallimento della chioma nelle zone di fondovalle che si è risolto solamente nei primi giorni di giugno con lo stabilizzarsi delle condizioni meteo. Il freddo, che ha accompagnato gran parte di questa primavera, ha rallentato anche lo sviluppo fenologico della pianta che ha germogliato circa 10/15 giorni in ritardo rispetto al 2012. Inoltre, tra la parte orientale e occidentale del Veneto l’intervallo di germogliamento è stato di 4/6 giorni nella medesima cultivar, diversamente dalle scorse annate quando questa differenza era pari o anche superiore ai 10 giorni. Questo breve intervallo tra il germogliamento e la fioritura comporterà probabilmente una data di vendemmia ravvicinata tra la parte orientale e occidentale della Regione, con le varietà precoci (Pinot grigio, Pinot nero, Chardonnay) che matureranno presumibilmente nella prima settimana di settembre, circa una decina di giorni in ritardo rispetto allo scorso anno. Il numero di grappoli per germoglio e la percentuale di germogliamento fa pensare che per lo Chardonnay la produzione sarà in linea con il 2012 mentre per il Merlot si prevede una produzione inferiore di circa il 10%.

Altri interventi. Nel corso dei lavori, Diego Tomasi (CRA-VIT) ha spiegato alcuni aspetti legati alla produzione della vite, quali la fertilità delle gemme e la percentuale di allegagione e di colatura (mancata fecondazione del fiore, in alcuni vitigni solo il 20% delle fioriture diventerà acino), mentre Stefano Soligo (Veneto Agricoltura) ha illustrato lo stato di avanzamento della selezione clonale di iniziativa regionale. Si tratta di un interessante progetto che ha già permesso l’iscrizione di alcuni cloni (tre Prosecchi, un Pinot nero e una Malvasia istriana) mentre alcuni altri sono attualmente conservati in un campo di confronto clonale presso l’Azienda pilota Diana di Veneto Agricoltura a Mogliano Veneto (Tv). Tutto il materiale del convegno è disponibile sul sito www.venetoagricoltura.org

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Arturo Stocchetti nuovo presidente dell’Unione Consorzi Vini Veneti Doc

Arturo_StocchettiCambio ai vertici dell’Uvive, Unione Vini Veneti, consorzio che riunisce tutti i consorzi del vino del Veneto. Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio del Soave, è stato eletto nell’ambito dell’assemblea dei soci che si è tenuta a Gambellara, nuovo presidente dell’Unione, succedendo a Luciano Piona.

Chi è il nuovo presidente. Stocchetti produce Soave – è sua l’azienda Cantina del Castello – e accanto all’esperienza in vigna ed in cantina, ha maturato nel tempo anche una lunga esperienza in campo consortile. È infatti presidente del Consorzio del Soave dal 2004 e da alcuni anni è membro del comitato consultivo di Federdoc, la Federazione nazionale dei Consorzi di Tutela Italiani. Nel corso dei suoi mandati ha seguito in prima persona la delicata fase di transizione per i consorzi di tutela che, in seguito all’entrata in vigore nel 2009 dell’Ocm vino, da enti di controllo hanno assunto funzioni ‘erga omnes’ in materia di promozione e valorizzazione delle denominazioni. È stato inoltre parte attiva nella costituzione di CEVIVE, il Centro Vini Veneti e di SIQURIA, l’organismo di controllo e certificazione che segue dieci DOC del Veneto, tra le provincie di Verona, Vicenza e Padova.

(Fonte: Garantitaly.it)